China (Cinchona succirubra)

Usata anche per le febbri e problemi digestivi. Il parassita della malaria è diventato resistente ai farmaci e così la chinina negli ultimi anni è ritornata in auge. Come amaro stimola la salivazione, la secrezione gastroenterica e l’appetito.

Conosciuta da secoli sotto forma di chinino, da tempi remoti antimalarico del mondo.

Nella fitoterapia la china è usata per le sue proprietà toniche, astringenti, antiedemiche, antiparassitarie, ma soprattutto febbrifughe.

La farmacopea ne sfrutta i suoi principi attivi per stimolare la funzione dell’intestino, del fegato e dello stomaco. Della china si usa la corteccia, gialla o rossa, secondo la specie.

È quindi un ottimo febbrifugo ed antinfettivo per eccellenza. Utile anche nelle convalescenze dopo lunghe malattie o per affaticamenti da stress psicofisico prolungati accompagnati da stati febbrili.

I principi attivi contenuti sono soprattutto alcaloidi, circa una trentina di tipi diversi tra cui i più importanti sono chinina, chinidina, chincomina e chincomidina, tannini, sostanze amare e tracce di olio essenziale.

Usata anche per le febbri e problemi digestivi. Il parassita della malaria è diventato resistente ai farmaci e così la chinina negli ultimi anni è ritornata in auge. Come amaro stimola la salivazione, la secrezione gastroenterica e l’appetito.

Nella moderna erboristeria è usata anche contro i crampi notturni, TBC e diabete. Nella fitoterapia la china è usata per le sue proprietà toniche, astringenti, antiedemiche, antiparassitarie, ma soprattutto febbrifughe. La farmacopea ne sfrutta i suoi principi attivi per stimolare la funzione dell’intestino, del fegato e dello stomaco. Della china si usa la corteccia, gialla o rossa, secondo la specie.

È quindi un ottimo febbrifugo ed antinfettivo per eccellenza.

Utile anche nelle convalescenze dopo lunghe malattie o per affaticamenti da stress psicofisico prolungati accompagnati da stati febbrili.

I principi attivi contenuti sono soprattutto alcaloidi, circa una trentina di tipi diversi tra cui i più importanti sono chinina, chinidina, chincomina e chincomidina, tannini, sostanze amare e tracce di olio essenziale.

Rimedi Consigliati

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Il segreto della medicina

La ricerca della gioia e del piacere, per definizione, include lo sforzo di allontanarsi dal dolore e dalla sofferenza. Si tratta di caratteristiche che definiscono la vita stessa e sembrano essere comuni a tutti gli esseri viventi.

In ogni argomento, scienza o disciplina c’è sempre un dato che è superiore e di maggior importanza rispetto al resto dei dati che formano tale disciplina. Il resto dei dati in tale disciplina si allinea a questo senza eccezioni.

Qual è il dato fondamentale riguardante la salute?

Qual è il dato che si applica a tutte le discipline e metodi di terapia, la medicina classica, omeopatia, medicina alternativa, medicina olistica, medicina funzionale ed altre?

Ecco a voi il segreto della medicina.

Una delle preoccupazioni e delle paure più grandi che assale la maggioranza di noi è quella di ammalarsi. E se ci ammaliamo ce la faremo a ritornare allo stato di salute di prima?

Come fa la medicina ad aiutare la guarigione del corpo umano in caso di malattia?

Qual è il segreto della scienza medica?

Per rispondere alle suddette domande dovremmo osservare le qualità della vita stessa.

Si è rilevato che come esseri umani abbiamo la tendenza naturale a cercare la gioia e il piacere, sia a livello fisico sia spirituale.

La ricerca del piacere (la beatitudine, come descritto da Platone) è un incentivo così potente che può darci la forza di sopportare cose molto spiacevoli nell’attesa del suo raggiungimento.

La ricerca della gioia e del piacere, per definizione, include lo sforzo di allontanarsi dal dolore e dalla sofferenza. Si tratta di caratteristiche che definiscono la vita stessa e sembrano essere comuni a tutti gli esseri viventi.

Queste osservazioni sono state fatte in passato da molti filosofi e ricercatori e ci permettono di capire in un modo più approfondito la vita stessa e le leggi che la governano.

Il piacere è direttamente collegato con l’essere sani, con il sentirci pieni di energia, fiducia e ottimismo per affrontare la vita e il futuro. Oggi sembra che tutto questo sia sempre più difficile da realizzare. C’è speranza di cambiare una situazione che sta gradualmente peggiorando sia a livello individuale sia sociale?

La vita e le leggi naturali

Facciamo un esempio pratico per meglio comprendere le qualità della vita rispetto all’universo fisico. Supponiamo che il telefono cellulare ci cada dalle mani, finisca sul pavimento e si rompa. Quali sono le probabilità di ritrovarlo privo d’incrinature e perfettamente funzionante lasciandolo lì fermo per qualche tempo? Pensi che ingessarlo contribuirà a ripristinare il suo stato originale di piena funzionalità?

Secondo la nostra esperienza e il secondo principio della termodinamica (una branca della fisica che studia le proprietà dell’energia e della materia riguardo al calore) la probabilità che ciò accada è semplicemente zero. Il secondo principio della termodinamica dichiara che l’universo s’indirizza verso un costante deterioramento del suo stato di ordine.

Uno fra i dibattiti più interessanti a livello scientifico e filosofico degli ultimi 100 anni è quello che riguarda il rapporto della vita con il principio sopra citato e se la vita sfidi oppure no questo principio della fisica.

Cerchiamo di estendere l’osservazione che abbiamo fatto con il telefono cellulare al corpo umano e supponiamo che, mentre stiamo per martellare un chiodo nel muro, colpiamo il nostro pollice per errore. Cosa ci si aspetterebbe che avvenga dopo un mese, in un caso del genere? In condizioni normali ci aspettiamo che il dito sia guarito e che sia di nuovo perfettamente funzionale. Se così non fosse, saremmo preoccupati e molto probabilmente andremmo dal medico.

Consideriamo scontata la capacità del corpo umano di guarirsi, mentre una cosa del genere non si osserva nella materia inorganica e sembra pure che vada contro le leggi della fisica. Qual è allora il motivo per cui le creature viventi, anche se per periodi limitati, s’indirizzano verso stati superiori di organizzazione?

La mia intenzione, con la presente dissertazione, non è quella di risolvere questo problema, certamente interessante dal punto vista scientifico, ma quella di attirare la vostra attenzione sul fatto che il corpo umano ha una proprietà intrinseca di auto guarirsi e ripristinare, ove possibile, un normale stato funzionale.

Nessuna procedura, intervento medico o chirurgico avverrebbese non ci fosse tale attributo della vita, la capacità di organizzare la materia e l’energia, anche per intervalli di tempo limitati. Nell’esempio del dito, se il medico deciderà che è il caso di ingessarlo, sarà il gesso a portare la guarigione?

Certamente no. Il gesso fa in modo che i processi riparativi innati vadano verso la giusta direzione.

Come affermato da Voltaire nel 18° secolo: “L’arte della medicina, consiste nel divertire il paziente mentre la natura cura la malattia.” Ippocrate ha descritto la stessa cosa con parole diverse:

“Primum non nocere”

Secondo Ippocrate, il medico per curare una malattia, prima di tutto non deve causare dei danni. La capacità di auto guarigione è considerata certa e ciò che il medico dovrebbe causare è quello di portare più benefici che danni per ottenere la cura della malattia. Questo principio è oggi uno dei requisiti basilari dell’etica medica e il principio cardinale nell’esercizio della medicina di emergenza in tutto il mondo.

Il nostro corpo ha la tendenza a essere sano

Da quanto menzionato qui sopra ne consegue che il corpo umano ha la tendenza innata ad essere sano. Non tende ad ammalarsi come molti di noi pensano.

La malattia avviene per due sole ragioni:

1) Perché i danni causati da atti o omissioni superano la capacità e la velocità del corpo di riparare.

2) Perché non si hanno a disposizione le sostanze necessarie per portare a termine tali riparazioni.

Finché il nostro corpo ha le sostanze ripara i danni subiti e molto spesso questo passa inosservato. Gradualmente le sue scorte finiscono e il processo di riparazione rimane incompleto. I danni che si accumulano si presentano come malattia. Oltre 10.000 lesioni accadono ogni giorno in ogni nostra cellula. Meccanismi antiossidanti specifici si attivano per correggere la maggior parte di queste lesioni.

E’ una nostra scelta continuare ad aggiungere lesioni attraverso un’alimentazione non appropriata, il fumo, l’uso eccessivo di alcool, l’uso di droghe, l’abuso di medicinali, oppure di mantenere i meccanismi di riparazione in buone condizioni, mangiare cibi freschi e integrali, bere molta acqua, fare esercizio e soddisfare le esigenze del nostro organismo con le sostanze nutritive di cui ha bisogno per creare salute invece di malattia.

Attraverso il libro che avete fra le vostre mani, scoprirete cosa si può fare per aiutare il vostro corpo ad avanzare verso la situazione che è propenso a raggiungere per sua natura, ovvero la salute. Siamo molto avvantaggiati nel fare questo perché la natura vuole che siamo sani. Ci vuole uno sforzo costante e ininterrotto per creare la malattia.

E.I.Nu.M. European Institute of Nutritional Medicine

L’Arte di Vivere

La felicità che ha origine da cause secondarie, non è mai molto profonda. È solamente un pallido riflesso della gioia dell’Essere, della pace vibrante che trovate in voi, quando entrate in uno stato di non resistenza.

Non offrire resistenza alla vita

è vivere in uno stato di grazia, che è facile e leggero. Questo stato non dipende più dal fatto che le cose siano o non siano in un certo modo, che vadano bene oppure no. Sembra quasi paradossale che quando la vostra dipendenza interiore dalla forma si è dissolta, da tutti i modelli e programmi, dalle condizioni generali della vostra vita, le forme esterne, di come viene recepito l’univeros tendono a migliorare incredibilmente.

Cose, persone oppure condizioni delle quali pensavate di aver bisogno per essere felici, ora vi arrivano senza nessuno sforzo e senza nessuna lotta da parte vostra, e voi siete liberi di apprezzarle e di goderle fino a che durano.

Naturalmente, tutte queste cose scompariranno comunque: i cicli cominceranno e finiranno, ma non vi sarà più paura di perdere, perché la dipendenza è scomparsa. E la vita fluirà facilmente.

La felicità che ha origine da cause secondarie, non è mai molto profonda. È solamente un pallido riflesso della gioia dell’Essere, della pace vibrante che trovate in voi, quando entrate in uno stato di non resistenza. L’Essere vi porta oltre la polarità degli opposti della mente liberandovi dalla dipendenza della forma.

Anche se ogni cosa dovesse distruggersi e se tutto dovesse crollare intorno a voi, sentireste comunque interiormente un profondo senso di pace. Può darsi che non sarete felici ma sarete in pace.

(Wayne modificato by Francesco Ciani )

L’Arte di Vivere

L’amore è come un respiro in cui l’alternarsi di dare e ricevere diventa perfetto equilibrio.

Quando fai un passo fuori dal rumore del pensiero,

Quando scegli di danzare,

Quando ascolti il ritmo incessante del battito manifesto del Cuore,

Qui nell’Adesso! senza pensiero..con TE stesso o con chi Ami,

Ebbene quella è Meditazione, ed è anche il manifestarsi di un diverso stato di Coscienza, quella reale, dove finisci Tu e inizia Dio,

Dove sei l’osservato e l’Osservatore,

Dove possono accadere anche i Miracoli!

” L’amore è come un respiro in cui l’alternarsi di dare e ricevere diventa perfetto equilibrio….proprio come l’aria che fluisce e rifluisce, riempiendo e svuotando i polmoni che, come due ali sostengono il ritmo del cuore… che s’apre, sempre più consapevole, all’armonia della sua Verità !”

Grazie.

(Francesco Ciani “personali esperienze”)

L’Arte di Vivere

Il lavoro che faccio riflette l’idea che si diventa ciò che ci si aspetta di diventare. Quale che sia l’obbiettivo che ci si prefigge.

Fai della tua Vita un’Alchimia, diventa L’Alchimista del Tuo Cuore, accendi ogni punto Luce del Tua Anima, non fermarti più alla forma, ma accedi direttamente al Contenuto dove Tu esisti e Sei Presente nel Qui e Ora, divieni il Fine Presente e non il mezzo … di un modello somatizzato manifesto piagato con il suo Corpo Dolore, Respirando e manifestandoti con tutta la tua Volontà … da lì … proprio lì, dove non hai messo mai l’Attenzione, Sì dal Cuore.

(Francesco Ciani)

«cominciate a prendere in mano la vostra vita, diventate persone responsabili, o vi mettete in moto o sarete solamente un bambino in più all’orfanotrofio… ho visto che ora tutto mi è possibile, tutto… solo perché credo che lo sia. Il lavoro che faccio riflette l’idea che si diventa ciò che ci si aspetta di diventare. Quale che sia l’obbiettivo che ci si prefigge … »

(Wayne W, Dyer)

Quando una persona è consapevoli del Sè, vive il presente qui e ora manifestato in tutto il suo essere, «si ha la sensazione di potersi avvicinare ad un altro essere senza percepire alcuna difesa sabotante creata dal mente, senza che vi sia niente che ad un certo punto lo fermi».

«Sì», sorridendo, in un abbraccio «così alla fine possiamo diventare Uno». «Come in realtà siamo»

E queste non sono parole uscite dalla mia bocca senza un pensiero, è un’azione che parte da dentro, è sorpresa e meraviglia, e può spaventare per la verità che ci fà vibrare … qui la normalità dell’essere manifesto diviene “ordinario”.

(Francesco Ciani)

Vitamina C

In base alla teoria di Linus Pauling, l’unica persona che ha ottenuto due Premi Nobel non condivisi, e forse la persona che ha più studiato la vitamina C e i suoi effetti sulla salute, le lesioni non riparate sulle pareti arteriose sono causate principalmente dalla carenza di vitamina C e dei nutrienti necessari alla riparazione del collagene e dell’elastina.

Il ruolo della Vitamina C nell’arteriosclerosi.
Avete mai pensato al perché l’arteriosclerosi colpisce le arterie (mai le vene) e in particolar modo quelle che irrorano il cuore? Le arterie permettono un flusso sanguigno ininterrotto dei tessuti a causa della loro elasticità. Se le arterie fossero inflessibili, il sangue scorrerebbe solo durante la sistole cardiaca.

Le arterie a causa della loro elasticità si dilatano e si contraggono permettendo un flusso sanguigno continuo. Questa loro qualità causa però degli sforzi meccanici ripetuti alla parete arteriosa.

In particolar modo sono le arterie coronarie che subiscono le lesioni maggiori, essendo parte di un organo che si trova anche in costante movimento. In ogni sua sistole e diastole, il cuore comprime e dilata le coronarie. (Le arterie coronarie si chiamano proprio così perché avvolgono il cuore come una corona.)

In base alla teoria di Linus Pauling, l’unica persona che ha ottenuto due Premi Nobel non condivisi, e forse la persona che ha più studiato la vitamina C e i suoi effetti sulla salute, le lesioni non riparate sulle pareti arteriose sono causate principalmente dalla carenza di vitamina C e dei nutrienti necessari alla riparazione del collagene e dell’elastina.

Il collagene e l’elastina sono le sostanze formanti le pareti dei vasi sanguigni. Sufficienti quantità di vitamina C, lisina, prolina e zinco sono richiesti dal corpo per la sua produzione e la continua rigenerazione delle pareti arteriose.

Fino al 1835 i marinai soffrivano di rotture complete dei vasi sanguigni a causa della mancanza di vitamina C (non mangiavano frutta fresca stando per mesi in mezzo al mare) e morivano per emorragia interna.

La completa mancanza della vitamina C li portava a non produrre collagene e soffrire di scorbuto. La sostanza che in seguito si scoprì che lo guariva fu chiamata a-scorbato (vitamina C). Il moderno ambiente tossico aumenta drasticamente le nostre esigenze di vitamina C.

Lo stress, le radiazioni, l’inquinamento ambientale, i metalli pesanti, i prodotti chimici industriali sono un fardello per il corpo e aumentano considerevolmente il fabbisogno di vitamina C. Al tempo stesso l’assunzione di vitamina C attraverso l’alimentazione moderna si è ridotta notevolmente.

Mangiare frutta e verdura fresca è fondamentale, ma con tutti i processi che subiscono prima di arrivare sulla nostra tavola (specie ibride, coltivazione su terreni poveri di sostanze nutritive, uso di pesticidi e fitofarmaci, conservazione in frigo per lunghi periodi prima di arrivare al consumatore) sono poveri di nutrienti essenziali.

La specie umana è fra le poche sul nostro pianeta che non produce la vitamina C e può ottenerla solo tramite l’alimentazione. In tutte le specie animali che producono vitamina C endogena (nel corpo) l’arteriosclerosi e le malattie cardiache sono assenti. Quasi tutti gli animali producono da 1 a 40 grammi di vitamina C al giorno.

Sembra che durante l’evoluzione e a causa dell’abbondanza della vitamina C nell’ambiente naturale, l’uomo abbia smesso di produrla, favorendo altri processi metabolici che gli hanno permesso di aumentare il suo rendimento biologico.

Secondo Linus Pauling la razione minima giornaliera per soddisfare le esigenze di base del corpo in vitamina C sono di 2-3.000 mg per le persone sane e 5-6.000 mg per chi va incontro ad un maggior rischio di malattia cardiovascolare.

A questo punto vorrei precisare che un’arancia di oggi contiene 55 mg di vitamina C se è di coltivazione biologica, e se mangiata con la buccia e i semi entro poche ore da quando è stata colta dall’albero, il che in sostanza è impossibile.

Quello che sta accadendo negli esseri umani moderni è una condizione pre-scorbutica cronica. Questa carenza non si manifesta nel giro di mesi come nei marinai del passato, ma nel corso di decenni. I nostri corpi riescono a riparare fino a un certo punto il collagene e l’elastina delle pareti arteriose.

In seguito il corpo deve per forza utilizzare dei meccanismi complementari cercando di stabilizzare la parete vasale. Uno dei principali meccanismi di soccorso è la deposizione di colesterolo. Così, quando nel nostro corpo non è presente abbastanza vitamina C cominciano ad apparire delle crepe sul rivestimento dei vasi sanguigni.

Si segnala allora al fegato di produrre più colesterolo per riparare, anche superficialmente, la lesione. Se il danno è troppo grande la quantità di colesterolo depositato per riparare i vasi sanguigni è proporzionalmente aumentata. I vasi sanguigni si ostruiscono, si hanno problemi alle coronarie, ictus, ecc.

Calcio Vitamina K e vitamina D

Un fattore di estrema importanza in riguardo all’arteriosclerosi è la presenza di depositi di calcio nella parete cellulare. In aggiunta alla deposizione di colesterolo nelle pareti vasali, a causa dell’infiammazione cronica non risolta, si ha un’altra sostanza che va ad accumularsi, il calcio

Rimedi consigliati :

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L’Arte di Vivere

Lascia andare il bisogno di avere tutto sotto controllo. Accetta di non ascoltare il tuo bisogno di essere sempre in controllo di situazioni, persone, ecc. Che si tratti di amici, familiari conoscenti o passanti che incontri per strada, lasciali vivere

Metodo efficace

“Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà porte per te dove c’erano solo muri. ” Joseph Campbell”.

Ecco una lista di 10 cose senza le quali la tua vita diventerà molto più semplice e soprattutto più felice. Troppo spesso la nostra vita si cristallizza intorno ad abitudini che non ci provocano altro che stress, dolore e sofferenza.

E invece di lasciarle andare e permetterci di essere più sereni, ci aggrappiamo ad esse con tutte le nostre forze. Bè, non più! A partire da oggi abbandoneremo tutto quello che non ci serve e abbracceremo insieme il cambiamento.

Pronto? Si parte!

1. Lascia andare il bisogno di avere tutto sotto controllo. Accetta di non ascoltare il tuo bisogno di essere sempre in controllo di situazioni, persone, ecc. Che si tratti di amici, familiari conoscenti o passanti che incontri per strada, lasciali vivere. Permetti a ciascuno intorno a te di rivelarsi per quello che è e vedrai quanto ti sentirai meglio quasi istantaneamente.

“Lasciando andare, si ottiene tutto. Il vero vincitore è chi lascia andare.” Lao Tzu

2. Lascia andare il bisogno di trovare un colpevole. Smettila di considerare altre persone o circostanze i responsabili di quello che hai e non hai, di come ti senti o non ti senti. Smetti di diluire il tuo potere e comincia ad assumerti la responsabilità della tua vita.

3. Lascia andare quelle controproducenti chiacchiere mentali. Quante persone continuano a farsi del male con la loro spirale di pensieri negativi e controproducenti. Non credere a tutto quello che la tua mente ti dice – specialmente se è qualcosa di negativo e controproducente. Tu sei molto meglio di così. Credimi!

4. Lascia andare le tue credenze limitanti. Su quello che puoi o non puoi fare, su quello che credi sia possibile o impossibile. D’ora in poi, non permetterai più ai tuoi pensieri limitanti di bloccarti nel posto sbagliato. Apri le tue ali e vola!

“Una credenza non è un’idea trattenuta nella mente, è un’idea che trattiene la mente. ” Elly Roselle”.

5. Smettila di lamentarti. Abbandona una volta per tutte il continuo bisogno di lamentarti per tutte quelle cose – persone, situazioni e circostanze che ti rendono infelice, triste e depresso.

Nessuno ha il potere di renderti infelice a meno che tu non glielo permetti. Non è la situazione a scatenare quella sensazione in te, ma è come tu decidi di guardarla. Non sottovalutare mai il potere del pensiero positivo!

6. Lascia andare la tua resistenza al cambiamento. ll cambiamento è buono. Il cambiamento ti aiuterà a muoverti dal punto A a punto B. Il cambiamento ti aiuterà migliorare la tua vita e anche quella di chi ti circonda. Segui ciò che ti rende felice, abbraccia il cambiamento, non resistergli.

7.Abbandona le tue paure. La paura è solo un’illusione. Non esiste – è creata da te. Nella tua mente. Aggiusta l’interno e l’esterno si aggiusterò da sé.

“L’unica cosa che dobbiamo temere, è la paura stessa.” Franklin D. Roosevelt”.

8. Lascia andare le scuse. Invitale a fare i bagagli e dì loro che sono licenziate! Non hai più bisogno di loro.

Troppo spesso ci limitiamo a causa delle scuse che produciamo. Invece di crescere e sforzarci di migliorare noi stessi e la nostra vita, restiamo bloccati e mentiamo a noi stessi, usando tutte le scuse possibili e immaginabili …… scuse che il 99.9% delle volte non sono nemmeno reali.

9. Lascia andare il passato. Lo so, lo so. Questo non è facile. Specialmente quando il passato appare molto più sicuro e confortevole del presente, mentre il futuro sembra così spaventoso. Ma quello che devi sforzarti di pensare è che il momento presente è tutto ciò che hai e che avrai sempre. Il passato che tanto desideri – quel passato che adesso continui a sognare – è stato da te ignorato quando era presente.

Smettila di ingannarti. Sii presente in ogni singolo momento della tua vita. Dopo tutto la vita è un viaggio non una destinazione. Abbi una visione chiara del futuro, sii pronto, ma sii anche sempre presente nel momento che stai vivendo.

10. Lascia andare il morboso attaccamento alle cose. Questo concetto è uno dei più difficile da afferrare per la maggior parte di noi, e devo ammettere che lo è stato anche per me (lo è ancora, per la verità). Ma comprenderlo non è impossibile. Migliorerai gradualmente con il tempo e la pratica.

Il momento in cui ti separi dall’attaccamento morboso alle cose, diventi così sereno, così tollerante, così gentile e così tranquillo. Il che non significa che smetti di amarle, perché amore e attaccamento non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.

Vitamina D

È fondamentale sapere che la vitamina D opera nel nostro corpo in presenza di alcuni componenti, necessari per esprimere la sua azione. Questi componenti si chiamano cofattori della vitamina D e sono i seguenti: Magnesio; Vitamina K2; Zinco; Boro.

Si tratta della vitamina D.

Migliaia di studi hanno proclamato la sua importanza per la nostra salute e a causa di essa si sono verificati numerosi cambiamenti nel nostro modo di vedere la medicina.

È davvero notevole che la vitamina D agisca in quasi tutti i fattori sopra menzionati: aumenta le prestazioni fisiche, aiuta a ottenere il peso ideale, influenza l’assorbimento dei sali minerali, è necessaria per ottenere buon sonno e ridurre lo stress, favorisce i meccanismi di disintossicazione ed escrezione dei metalli pesanti dal corpo e rafforza il nostro sistema immunitario.

La vitamina D e i suoi effetti sulla salute

Si è trovato che alti livelli di vitamina D nel nostro sangue si associano a:

– Ridotta mortalità da qualsiasi causa;

– ridotta incidenza del cancro al seno fino al 77%;

– ridotta incidenza del cancro al colon;

– minore incidenza del cancro alla prostata;

– ridotta incidenza del diabete negli adulti e nei bambini;

– ridotta incidenza dell’ipertensione e delle malattie cardiovascolari;

– ridotta incidenza della depressione,

soprattutto durante i mesi invernali;

– ridotta incidenza delle infezioni respiratorie;

– un incremento di 20 ng/ml dei livelli della vitamina D nel sangue riduce il rischio di sclerosi multipla del 45%;

– l’incidenza dell’autismo e dei disturbi dello sviluppo diminuiscono;

– ogni incremento di 1ng/ml comporta una perdita di peso supplementare di 200 g mantenendo la stessa dieta;

– miglioramento della psoriasi;

– la differenziazione e l’attivazione dei globuli bianchi;

– l’attivazione e la replicazione di 3005 geni;

– aumentata produzione di 200 sostanze endogene ad azione antibiotica nel corpo umano.

E questi sono solo una parte del contributo della vitamina D alla nostra salute. Se questo non è il fattore più importante per essere sani non riesco a immaginare quale altro possa esserlo.

Infatti la comunità scientifica ha spostato gran parte della sua attenzione sulla ricerca delle azioni e degli usi terapeutici della vitamina D. Al momento, sono in corso oltre 1752 studi clinici sulla vitamina D.

La medicina è ormai entrata nell’era“Dopo vitamina D”.

Quali sono i livelli ideali?

Quali sono i livelli ideali e quanta vitamina D è necessario assumere per avere tutti i benefici possibili?

Anche se questo è un tema che sembra non essere completamente risolto per la comunità scientifica, secondo uno studio condotto e pubblicato nel settembre del 2011 da Robert Heaney autorità mondiale sulla vitamina D, abbiamo bisogno di livelli superiori a 48 ng/ml per ridurre l’ incidenza delle malattie croniche.

Sempre secondo Heaney, il limite superiore normale è di 90 ng/ml mentre la tossicità è rara con livelli inferiori ai 200 ng/ml. Questi sono i livelli raggiunti nelle popolazioni in cui si vive e si lavora nella natura aperta, senza protezione dal sole e sono simili ai livelli osservati in popolazioni primitive. Per questi motivi, non ci si dovrebbe concentrare sulla dose da assumere ma al raggiungimento di livelli di vitamina D (OH25D3) superiori come minimo ai 48 ng/ml. L’ideale sarebbe un livello tra 60-80 ng/ml.

Sicuramente la fonte migliore è l’esposizione al sole, ma questo non è sempre possibile per la maggior parte di noi, che siamo sufficientemente esposti al sole per soli 15-30 giorni l’anno. Dobbiamo anche tenere conto che questa esposizione avviene usando la protezione solare (una crema solare con un SPF 15, blocca la produzione di vitamina D dal sole del 99%). Infatti, è raro anche nei paesi mediterranei ottenere livelli di sufficienza senza integrazione con vitamina D3.

La vitamina D agisce direttamente sui nostri geni! Fino a non molto tempo fa, sapevamo che l’azione della vitamina D era principalmente confinata sul tessuto osseo. La verità è che la vitamina D è un ormone, l’ormone più potente nel corpo umano. Non è forse la pillola magica che tutti aspettiamo, ma è la proposta scientifica che più si avvicina a tale definizione, in questo momento. Come fa un fattore singolo ad avere tanti effetti sulla funzione del nostro corpo?

Ricercatori dell’Università di Oxford hanno confermato l’azione della vitamina D su 3005 geni. È risultato che ciascuno di questi geni ha un recettore specifico per la D3. La vitamina D si lega a questo recettore e regola direttamente il funzionamento di gran parte del genoma (la somma dei geni nel nostro DNA) umano. Considerando che più di un miliardo di persone nel mondo sono carenti di vitamina D, a causa di una bassa esposizione al sole, è facile capire l’importanza di questa scoperta per la nostra salute.

Effetti sul Sistema Immunitario Con lo stesso meccanismo la vitamina D è necessaria all’attivazione dei globuli bianchi. Quando il corpo entra in contatto con un nuovo virus o un batterio, si reclutano globuli bianchi dal sangue – in particolare i linfociti T – per combattere l’invasore. Ciascuna di queste cellule sono programmate per riconoscere un particolare tipo di virus o batterio. Così, per ogni 100.000 cellule T, forse solo una fra queste combacia col fattore patogeno.

Queste cellule hanno bisogno di moltiplicarsi immediatamente in modo da non permettere al “nemico” di causare malattia. Per essere in grado di attivare i linfociti T e trasformarli in cellule Natural Killer (globuli bianchi del sistema immunitario che riconoscono e distruggono cellule tumorali e virus) è necessaria la presenza di vitamina D in quantità sufficienti. Una volta che le cellule T vengono a contatto con un agente microbico, estendono “antenne” ad accogliere la vitamina D. Se vi è abbondanza di vitamina D nel nostro sangue, i linfociti cominciano ad attivarsi e si ha una efficiente risposta immunitaria.

Co-fattori della vitamina D

È fondamentale sapere che la vitamina D opera nel nostro corpo in presenza di alcuni componenti, necessari per esprimere la sua azione. Questi componenti si chiamano cofattori della vitamina D e sono i seguenti: Magnesio; Vitamina K2; Zinco; Boro.

Per avvalerci di tutti i benefici della vitamina D abbiamo bisogno di quantità sufficienti anche dei suoi co-fattori. La più efficiente “assicurazione” per la nostra salute sarebbe di fornire questi cofattori al corpo e di avere livelli di vitamina D superiori a 48 ng/ml durante tutto l’anno, è facile, di basso costo e di vitale importanza avere dei livelli sufficienti di questa sostanza quasi miracolosa.

Rimedio condigliato Vitamina D Veggy:

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/vitamina-d/

 

 

Centella Asiatica (Hydrocotyle asiatica)

Il trattamento con la Centella: ha dimostrato un miglioramento degli edemi sottocutanei e del flusso ematico capillare (Cardiovascular Clinic, University G. D’Annunzio, Chieti, Italia. Capillary filtration and ankle edema in patients with venouse hypertension treated with TTFCA. Angiology 1990:41:12-8).

Parti usate: parti aeree e pianta intera, ricca di asiaticoside, ad azione benefica sul trofismo del microcircolo.

La Centella asiatica cresce nelle foreste vergini calde ed umide del Madagascar, in India, Giappone e Cina ed è diffusa anche in altri paesi caldi. Le foglie stimolano l’irrorazione sanguigna per cui l’uso tradizionale è negli edemi, nelle emorroidi, nella pesantezza dei legamenti, nelle vene varicose e nelle vasculopatie.

Una leggenda indiana narra che la tigre ferita, per accelerare la guarigione, sfrega la ferita contro questa pianta. In effetti, per la sua azione cicatrizzante la polvere trova impiego esterno in dermatologia contro le gambe piagate.

In India e Madagascar la centella asiatica viene impiegata contro la lebbra dati i suoi effetti lenitivi.

La centella è lievemente lassativa. Rafforza pure le funzioni cerebrali e può essere impiegata preventivamente contro il processo di invecchiamento. Responsabili degli effetti della Centella sulla guarigione della cute a seguito di ferite sono i glucosidi degli esteri triterpenici asiaticosidi e madercassioside.

Si è visto che questi composti stimolano in vitro la produzione di collagene umano, una proteina coinvolta nella cicatrizzazione delle ferite …

Modalità d’uso: infuso mezzo cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, riposo 10 minuti, dose massima due tazze al giorno. In commercio si trova anche in TM (30 gocce 3 volte al giorno, con controindicazioni per bambini e persone anziane o soggetti sofferenti di fegato), inoltre fa parte di molte pomate per il trattamento di varici e della circolazione delle gambe. È usata in molte specialità farmaceutiche. Per compresse fare un infuso più forte.

Centella è stimolante del sistema immunitario, si consiglia per eczemi, psoriasi, insufficienza circolatoria delle estremità (gambe), lesioni del connettivo, ulcerazioni.

La medicina Ayurvedica: consiglia la centella per curare ogni tipo di malattie della pelle, eczemi, psoriasi, sifilide secondaria e terziaria, epilessia, infiammazioni ghiandolari e linfatiche, incrementa la memoria, l’estratto fluido è consigliato per curare l’elefantismo delle gambe e dello scroto.

Le filariasi (o filariosi) linfatiche sono malattie parassitarie causate da nematodi della famiglia delle Filariidae (detti “filarie”). Si distinguono dalle altre filariasi per la localizzazione delle forme adulte a livello dei vasi linfatici, dove esercitano la loro azione patogena provocando ipertrofia dei tessuti sottocutanei (elefantiasi),

per insufficienza circolatoria e dell’edema che colpisce le gambe, possiede alcune qualità sedative a livello del sistema nervoso centrale, influisce sui processi mentali e facilita l’apprendimento con diversi gradi di ritardi mentali.

Ha attività sul: tessuto connettivo e sul circolo venoso. I triterpeni della centella asiatica sono da anni utilizzati in clinica per le sue attività sul trofismo e lo sviluppo del tessuto connettivo, indirizzata in primis sui fibroblasti, che si manifesta in un miglioramento di processi di riparazione delle ferite, migliorata riepitilizzazione ed in una normalizzazione del connettivo perivascolare, che favorisce il mantenimento del tono e dell’elasticità della parete vascolare venosa.

Con riduzione della stasi venosa e della permeabilità endoteliale (antiedematosa), essa ripristina il normale equilibrio fra circolazione capillare e venosa e trofismo tissutale. Nei testi è menzionata come efficace nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica.

(Cesarno MR, Laurora G., De Sanctis MT, Belcaro G. – Clinica cardiovascolare, Università degli Studi G. D’Annunzio, Chieti, Activity of Centella asiatica in venous insufficiency. Minerva cardioangiol 1992; 40:137-43).

Il trattamento con la Centella: ha dimostrato un miglioramento degli edemi sottocutanei e del flusso ematico capillare (Cardiovascular Clinic, University G. D’Annunzio, Chieti, Italia. Capillary filtration and ankle edema in patients with venouse hypertension treated with TTFCA. Angiology 1990:41:12-8).

Inoltre è usata: nel trattamento della cellulite, possiede attività cicatrizzante – stimola la sintesi di collageno cutaneo (Laboratory of Biochemistry, CNRS URA, Faculty of Medicine, Reims, France. Stimulation of collagen synthesis in fibroblast cultures by a triterpene extracted from Centella asiatica. Connect Tissue Res 1990; 24:107-20).

Si sconsiglia: l’erba con anamnesi di cancro e con assunzione di tranquillanti e sedativi.

Occasionalmente: può provocare fotosensibilità.

Centella è nominata: l’erba della vecchiaia: due foglie al giorno.

Modo d’uso: concentrato totale, il standardizzato al 40% d’asiaticoside si prende a gocce, 5-10, 2-3 volte al giorno, come pure l’estratto biochelato. Non sono note le controindicazioni con dosaggio normale.

Ad alte dosi: si osservano emorragie periferiche e forti pruriti.

Sconsigliata in gravidanza: e bambini sotto due anni causa mancanza della documentazione disponibile.

Rimedi Consigliati

VenaVin 

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Vitamina C:

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Vitamima E:

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L’Arte d Vivere

La guarigione è possibile solo se l’uomo prende coscienza della zona d’ombra che si cela nel sintomo e la integra. Una volta che l’uomo ha trovato quello che gli manca, il sintomo diviene superfluo. Spostandosi lui stesso in un piano dove la malattia non esiste.

L’infezione: un conflitto divenuto materiale

Chi tende alle infezioni e alle infiammazioni, è una persona che cerca di evitare i conflitti.

Quando si è colpiti da una malattia infettiva, bisognerebbe porsi queste domande:

1. Quale conflitto non vedo nella mia vita?

2. Quale conflitto cerco di sfuggire?

3. Quale conflitto non confesso a me stesso?

Per individuare il tema del conflitto, bisognerebbe considerare attentamente il simbolismo dell’organo o della parte colpita del corpo.

Quando..un’interpretazione colpisce nel segno…sgomenta..

1. La Coscienza umana è Una ma si manifesta in una dualità polare. Questo da un lato ci consente di conoscere, dall’altro ci rende malati e imperfetti se non comprendiamo .

2. L’uomo non è malato, ma inconsapevole. La malattia è espressione della sua Imperfezione e inevitabile nell’ambito della polarità.

3. La malattia dell’uomo si manifesta nei sintomi. I sintomi sono componenti d’ombra della coscienza precipitate nella materia.

4. L’uomo come microcosmo contiene nella sua coscienza allo stato latente tutti i principi del macrocosmo. Dato che l’uomo sulla base della sua capacità decisionale si identifica sempre soltanto con la metà di tutti i principi, l’altra metà finisce in ombra e non è quindi consapevole per l’uomo.

5. Un principio non vissuto a livello di coscienza cerca in tutti i modi di vivere e realizzarsi attraverso il giro vizioso del sintomo.

Nel sintomo l’uomo deve vivere e concretizzare ciò che in realtà non voleva vivere. In questo modo i sintomi compensano tutti gli aspetti unilaterali.

6. Il sintomo rende l’uomo onesto!

7. Nel sintomo l’uomo ha ciò che gli manca nella coscienza.

8. La guarigione è possibile solo se l’uomo prende coscienza della zona d’ombra che si cela nel sintomo e la integra. Una volta che l’uomo ha trovato quello che gli manca, il sintomo diviene superfluo. Spostandosi lui stesso in un piano dove la malattia non esiste.

9. La guarigione tende all’unità e alla completezza. L’uomo è sano una volta che ha trovato il suo vero Sé ed è diventato una cosa sola con tutto quello che è.

10. La malattia costringe l’uomo a non abbandonare la via che porta all’unità, per questo la malattia è una via che conduce alla perfezione.

(Francesco Ciani)