Edera rampicante

Proprietà: antispasmodico dell’apparato respiratorio con tosse convulsa e pertosse, depurativo, colagogo, facilita le mestruazioni.

Edera Rampicante (Hedera helix)

Parti usate: foglie

Modalità d’uso: infuso 3 cucchiai da minestra di foglie tagliuzzate per un litro d’acqua bollente, coprire, tenere in infusione per 10 minuti, filtrare.

Dose giornaliera: 3 tazze.

TM 20-25 gocce 2 volte al giorno in poca acqua.

Le foglie macerate: sott’aceto si usano anche per i calli e duroni.

Le foglie fresche: si possono applicare per dolori reumatici e il cataplasma deve essere rinnovato ogni due ore.

Decotto: di foglie fresche 200 g per un litro d’acqua, bollire per 10 minuti (o un pugno di foglie secche), si usa per compresse sulla cellulite dolorosa, reumatismi).

Edera fa parte di: molte specialità farmaceutiche (anche in supposte pediatriche per calmare la tosse), sempre su prescrizione medica, perché contiene codeina.

Non confondere l’edera rampicante con l’edera terrestre, che si considera priva d’effetti scientificamente riscontrati, anche se usata ampiamente nella medicina popolare.

Proprietà: antispasmodico dell’apparato respiratorio con tosse convulsa e pertosse, depurativo, colagogo, facilita le mestruazioni.

TossVin

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RenVin

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DiurVin

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Litio

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La Vescica

Le malattie della vescica possono anche significare che viviamo paure rispetto agli «antenati» che non riusciamo a superare. I ragazzi che hanno paura (giustificata o meno) dei loro genitori e in particolare del padre, o talvolta delle loro rappresentazioni (nonni, professori, eccetera), la esprimono sovente attraverso enuresi (incontinenza notturna).

La vescica riceve, immagazzina ed elimina i liquidi organici carichi di tossine che le vengono inviati dai reni.

Tale gestione delle urine è lungi dall’essere così insignificante come appare, in quanto se la vescica non svolgesse il suo compito, il corpo si intossicherebbe completamente. A livello del sistema urinario la vescica equivale all’intestino crasso per il sistema digestivo.

Rappresenta l’ultimo stadio del processo di gestione e di eliminazione dei liquidi organici e, per estensione energetica, dei «vecchi ricordi».

Le malattie della vescica

Le malattie della vescica sono il segno delle nostre difficoltà a scaricare le nostre «acque usate», vale a dire i vecchi ricordi che non ci soddisfano più. Antiche convinzioni, vecchie abitudini, schemi di pensiero inadeguati rispetto alla situazione presente sono tutte «memorie» che «intossicano» la nostra mente, come le tossine lo fanno per il corpo.

Quando le energie della vescica funzionano correttamente, queste «tossine» vengono eliminate senza problemi. I disturbi o i dolori della vescica ci dicono invece che ciò non avviene nel giusto modo. Indicano che abbiamo paura di abbandonare o di cambiare queste abitudini, convinzioni, schemi o modalità di pensiero o di azione.

Un attaccamento eccessivo ad alcuni ricordi, soddisfacenti o meno, ci conduce talvolta ad irrigidirci nella nostra vita, a cristallizzarci, a rischio di soffrirne (benché ne troviamo frequentemente anche un certo beneficio, fosse anche solo per un facile e momentaneo conforto interiore).

Queste situazioni si traducono in tensioni della vescica e le cistiti o le altre infiammazioni ci parlano di ciò informandoci inoltre che esiste in noi una collera o una forma di ribellione nei confronti del nostro atteggiamento.

Le malattie della vescica possono anche significare che viviamo paure rispetto agli «antenati» che non riusciamo a superare. I ragazzi che hanno paura (giustificata o meno) dei loro genitori e in particolare del padre, o talvolta delle loro rappresentazioni (nonni, professori, eccetera), la esprimono sovente attraverso enuresi (incontinenza notturna).

Le ragazze mostrano piuttosto la tendenza ad esprimere gli stessi timori attraverso ripetute cistiti.

Michel Odoul

Rimedi Consigliati:

CISTYASE URTO

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Echinacea

Echinacea fa parte di: molte preparazioni erboristiche per combattere le allergie, problemi respiratori, raffreddore ed influenza, nelle cure di radioterapia aiuta a preservare i globuli bianchi, proteggendo così dalle infezioni.

Echinacea (Echinacea angustifolia)

Parti utilizzate: radici e il rizoma

Modalità d’uso: portare ad ebollizione (2 cucchiai di radice per una tazza d’acqua) e lasciar bollire a fuoco lento per 15 minuti.

Coprire, lasciar raffreddare e filtrare. Dose massima 3 tazze al giorno.

Si trova in commercio TM (30 – 40 gocce 3 volte al giorno) in titolato all’1,08% in echinacoside, metodo di determinazione HPLC, corrispondente a 3 mg di principio attivo, posologia di 12 mg/die di echinacoside).

Echinacea fa parte di: molte preparazioni erboristiche per combattere le allergie, problemi respiratori, raffreddore ed influenza, nelle cure di radioterapia aiuta a preservare i globuli bianchi, proteggendo così dalle infezioni.

Si consiglia: anche per aumentare le difese immunitarie, l’azione immunostimolante dell’echinacea si manifesta con una stimolazione aspecifica delle reazioni difensive che si concretizzano in un globale aumento delle resistenze dell’organismo all’aggressione degli agenti patogeni.

In particolare: si osserva incremento della fagocitosi. (The extract combination showed also in both test models a higher efficiency than two other differently composed combination preparations and two Echinacea mono-preparation. Wagner H., Jurcic K, Instutut fuer Pharmazeutische Biologie, Ludwig-Maximilians Universitat, Muenchen, Immunologic studie of plant combination preparations. In vitro and in vivo studies on the stimulation of phagocytosis. Arzneimittelforschung 1991; 41:1072-6).

Trova impiego: nelle malattie da raffreddamento, possiede attività cicatrizzante (Istituto della chimica farmaceutica e tossicologica, Milano), antinfiammatoria: (J. Pharm Pharmacol 1987;39:567.569),

attività: sull’apparato urinario. (prostatite acuta, cistite batterica).

Una sua componente: (acido ialuronico) svolge un’azione lubrificante sulle articolazioni, con il suo effetto antinfiammatorio sulle parti dolenti nel caso d’artrite reumatoide.

Recenti ricerche: sono indirizzate all’attività antitumorale nel trattamento della leucemia, ma le conferme si devono ancora attendere.

Per uso esterno: ferite purulenti, piaghe infette, fistole. Controllare sempre il dosaggio indicato sulla confezione.

Posologia: Oltre alla tisana e TM (controindicata ai bambini, persone anziane e soggetti con problemi epatici), il succo della radice fresca 2-4 cucchiaini al giorno, con poca acqua. L’estratto (6,5:1): 2000-3000 mg al giorno.

Controindicazioni: malattie autoimmunitarie, TBC, leucemia, sclerosi multipla, HIV, AIDS.

Effetti collaterali: allergie specifiche al prodotto, nausea, vomito, alterazioni febbrili.

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L’Arte di Vivere

L’ostacolo più grande?… La paura, di ciò che non si conosce
Lo sbaglio peggiore?… Arrendersi, non credere in Sé.

Se il Concetto che l’uomo ha di se stesso fosse diverso, ogni cosa in questo mondo sarebbe diversa ….

La cosa più facile?… Sbagliarsi frutto dell’Inconsapevolezza

L’ostacolo più grande?… La paura, di ciò che non si conosce
Lo sbaglio peggiore?… Arrendersi, non credere in Sé

La radice di tutti i mali?… L’egoismo e l’ignoranza

La distrazione più bella?… Il lavoro, il fare, la manifestazione

La peggiore sconfitta?… Lo scoraggiamento, false credenze

I migliori insegnanti?… I bambini, i filosofi, l’arte, la Natura

La prima necessità?… Parlare con gli altri, contatto, sentirsi

La cosa che più fa felici?… Essere di aiuto agli altri, perché aiuti te stesso

Il Mistero più grande?… La morte, non come fine ma come rinascitaRisultati immagini per cuore sano

Il peggiore difetto? … Il malumore,dettato dal costrutto mentale

La persona più pericolosa?… Il bugiardo, le persone vuote dentro

Il sentimento più dannoso? … Il rancore, la rabbia, l’inconsapevolezza

Il regalo più bello?… Il perdono, la comprensione, portare luce dove c’è paura

La strada più rapida ?… Il cammino giusto, nella danza degli insiemi

La sensazione più gratificante?… La pace interiore manifesta ne fare e del dare

Il gesto più efficace?… Il sorriso spontaneo vero incisivo

Risultati immagini per cuore sano

Il migliore rimedio?… L’ottimismo

La maggiore soddisfazione?… Il dovere compiuto, il viaggio, la presenza consapevole

La forza più potente del mondo?… La Coscienza integrata e manifesta nell’uomo l’Anima

Le persone più necessarie?… I genitori, i figli, gli Amici te stesso riflesso negli altri

La cosa più bella di tutte?… L’AMORE nel fare, nell’onda che tutto compre e tutto crea, nello stupore della creazione senza fine di ogni giorno.

(testo modificato da Francesco Ciani)

Il sistema circolatorio

Sede tradizionale dell’amore e delle emozioni, la sua relazione privilegiata con il cervello, che da esso dipende sul piano energetico, ci mostra come un vero amore non può accontentarsi di essere passionale, ma ha il dovere di essere anche «intelligente».

Il sistema circolatorio è responsabile della circolazione sanguigna in tutto il corpo. Grazie ad esso quel prezioso liquido che è il sangue può circolare e fornire ossigeno e sostanze nutritive alla più piccola parte del corpo.

Ma è sempre questa circolazione che gli permette di svolgere il suo ruolo di purificazione, in quanto trasporta le tossine espulse dalle cellule ed espelle l’anidride carbonica in cambio dell’ossigeno.

Pertanto è una funzione di ripartizione della vita in tutto il corpo, una funzione che consiste nel diffondere dappertutto ciò che dona la vita e, per estensione, la gioia di vivere Il sistema circolatorio si compone del cuore, del sistema venoso e del sistema arterioso e percorre l’organismo descrivendo una sorta di otto.

Le malattie del sistema circolatorio

I problemi circolatori segnalano che abbiamo difficoltà a lasciare che la vita circoli liberamente dentro di noi e che la nostra gioia di vivere, il nostro amore per la vita faticano ad esprimersi, se non addirittura ad esistere in noi. Quale parte di noi stessi non amiamo al punto da non permettere più che la vita la nutra? Quale parte della nostra vita rifiutiamo? Quale trauma emotivo ha fatto in modo che in noi non vi sia più posto per la gioia o l’amore, oppure, perché ne abbiamo paura? Sono tutte domande che il nostro «Maestro Interiore» può inviarci attraverso le tensioni, oserei dire, del sistema circolatorio.

Il cuore

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Il cuore è l’organo principale, il pezzo forte della circolazione sanguigna. Una pompa intelligente e autonoma dalla straordinaria e sofisticata capacità di reazione. Per mezzo del suo ritmo è in grado di rispondere istantaneamente alla minima sollecitazione, sia fisiologica (sforzo) che psicologica (emozione). In stretto collegamento con il cervello, è capace di regolare con estrema precisione le pressioni e i ritmi circolatori di cui le sollecitazioni ambientali necessitano. Comanda e dirige la nostra capacità di adattare le reazioni interiori alle esigenze esterne.

Il cuore è un muscolo cosiddetto «involontario», ossia che funziona al di fuori della nostra volontà conscia. La sua relazione con il nostro inconscio è forte e spiega l’importante influenza delle nostre emozioni coscienti e incoscienti sul ritmo cardiaco. Sede tradizionale dell’amore e delle emozioni, la sua relazione privilegiata con il cervello, che da esso dipende sul piano energetico, ci mostra come un vero amore non può accontentarsi di essere passionale, ma ha il dovere di essere anche «intelligente». In caso contrario, rischia l’accecamento.

Le malattie del cuore

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Le malattie del cuore ci parlano delle nostre difficoltà a vivere l’amore e a gestire le nostre emozioni che hanno la tendenza a prendere il sopravvento su tutto il resto nella nostra vita. Possono anche significare che lasciamo troppo spazio al risentimento, all’odio, alla violenza, che rimuoviamo o scarichiamo per vie traverse (sport, giochi, ferite). In questo caso, il posto dell’amore per la vita, per noi stessi, per gli altri e per ciò che facciamo diminuisce di giorno in giorno.

Ora, ricordiamo che il cuore distribuisce il sangue dentro di noi. Se coltiviamo stati emozionali negativi, questi saranno distribuiti dentro di noi allo stesso modo. Nel campo dell’energetica si ritiene che lo stato del Cuore e dello Shen (la sua rappresentazione spirituale) siano riscontrabili dal colorito della persona e dalla vivacità dei suoi occhi, del suo sguardo.

Palpitazioni, tachicardie, infarti e altri problemi cardiaci rivelano tutta la nostra fatica a gestire gli stati emotivi o, al contrario, a dar loro la possibilità di esprimersi, di vivere in noi. Prendere troppo sul serio la vita e tutto ciò che accade, l’assenza di piacere in ciò che facciamo o sentiamo, i pochi spazi dati alla libertà e al rilassamento, indeboliscono le energie del cuore e possono tradursi in tensioni cardiache. Ma anche l’eccesso di piaceri o di passione indeboliscono le energie del Cuore e possono procurare i medesimi effetti.

Michel Odoul

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L’Arte di Vivere

imparerete a Volare da Cuore a Cuore dell’Amore che c’è. Guastare la meraviglia dell’Universo dentro e fuori di Voi colmando ogni respiro di emozioni senza fine,

A tutte le Anime che Vibrano … chiuse in un corpo

in una mente sofferente con la stessa forza in cui romperete la crisalide,

(schemi mentali, resistenze, aspettative, paradigmi,programmi obsoleti) imparerete a Volare da Cuore a Cuore dell’Amore che c’è

guastare la meraviglia dell’Universo dentro e fuori di Voi colmando ogni respiro di emozioni senza fine,

perchè Anima è Atemporale e Immortale chiede solo di essere liberata da te stesso

TU sei l’Architetto, l’Osservato e l’Osservatore della Tua Vita.

(Francesco Ciani Naturopata)

Crisantemo americano

Si consiglia per epatocolecistopatie, come epatite, cirrosi, litiasi biliare, ipolipemizzante, ipercolesterolemia, varici ed emorroidi.

Crisantello (Chrysanthellum americanum)

Ricco di flavonoidi e saponosidi, con effetto positivo sulla circolazione, consolida l’impermeabilità dei vasi sanguigni, migliorando così la circolazione degli arti inferiori.

Valido epatoprotettore: protegge il fegato dai danni causati da alcool e dall’abuso dei farmaci.

La sua attività: s’indirizza specialmente sulla detossicazione epatica e sulla rigenerazione degli epatociti danneggiati.

Come drenante biliare: facilita l’eliminazione di trigliceridi e colesterolo, agendo in senso ipolipidemizzante.

Immagine correlata

Il crisantello si è rilevato anche come epatoprotettore nell’epatopatia alcoolica.

Risulta attivo: sui tessuti già parzialmente compromessi, induce le reazioni enzimatiche microsomiali. (Dubernard PM. Phytotherapy Res 1988;2:210).

La disintossicazione epatica avviene grazie all’induzione enzimatica del citocromo P450. Il crisantello agisce in maniera significativa su quest’enzima epatico, la somministrazione deve essere prolungata per almeno 12 giorni consecutivi.

Inoltre possiede: azione vasoprotettrice, riduce la fragilità dei piccoli vasi e la permeabilità dei capillari e delle vene, è usato nel trattamento delle varici, varicoflebiti, edemi perimalleolari ed emorroidi (Lievre H. ed al. J du Jeune Praticiens 1984;7:1-6).

Contemporaneamente protegge: anche il pancreas.

Si consiglia per epatocolecistopatie, come epatite, cirrosi, litiasi biliare, ipolipemizzante, ipercolesterolemia, varici ed emorroidi. Alle dose raccomandate non sono note controindicazioni. Titolato al 4,03% in acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico, corrispondente a 10 mg di principi attivi. Somministrazione di 30 mg/die di acidi cafffeilchinici.

Rimedi:

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L’Arte di Vivere

L’Universo esterno è proseguo e conseguenza dell’Universo dentro di TE!

La Coscienza è ciò che permette agli esseri viventi,

di entrare in relazione con il mondo,

sempre in maniera diretta (consapevolezza),

in ciò che stai sperimentando nell’atto Presente & Consapevole.

Non c’è nient’altro!

L’Universo esterno è proseguo e conseguenza dell’Universo dentro di TE!

(Francesco Ciani personal experience)

Artemisia (Artemisia vulgaris)

Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.

Parti usate: sommità fiorite, radici, foglie.
Ricca d’olio volatile, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi, derivati cuminarici e triterpeni.

Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.
Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.

Modalità d’uso: sommità fiorite un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 15 minuti, filtrare, dose: tre tazze al giorno tra i pasti.

Radice: 50 g di radice polverizzata in 50 g di miele, quattro cucchiai da caffè al giorno.

Per preparare il vino d’artemisia, fare macerare 60 g di pianta in un litro di vino rosso. (per amenorrea delle clorotiche), mezzo bicchiere prima dei pasti principali.

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Il cataplasma: foglie e sommità fiorite sul basse ventre (scaldate a vapore) accelera il flusso e facilita l’espulsione dei grumi con le mestruazioni dolorose.

Infuso, in parti uguali artemisia e borsa del pastore, mischiare, calma le mestruazioni dolorose ed abbondanti. (Un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, tre tazze al giorno). Rispettare il dosaggio consigliato, in dosaggi elevati può causare intossicazioni, insonnia, incubi notturni, convulsioni, vomito.

Controindicazioni: stati ipocloridrici, allergie alla pianta, da non assumere durante la gravidanza.

Proprietà: favorisce le regole “il ciclo mestruale”, calma i dolori mestruali, per vertigini e lipotimia, epilessia, dispepsia atonica, astenie, (neuroastenia), è utilizzata nel trattamento della colite, diarree, dispepsie e cattivo assorbimento degli alimenti.

Come calmante: calma i dolori ed i crampi intestinali.

Risultati immagini per ciclo doloroso

Combatte la pigrizia del fegato e della vescica biliare, aumenta il flusso biliare, aiuta ad assimilare ed utilizzare gli alimenti, vermifugo per ascaridi, ossiuri, tenia (in dosaggio elevato 10-20 gocce ogni 2 ore per uso orale, inoltre 3-4 gocce sull’ombelico e pancia 2-3 volte al giorno).

Considerata come stimolante uterino, si consiglia per prevenzione dell’aborto e per ridurre o arrestare il sanguinamento mestruale.

Previene il mal d’auto, mal di mare e d’aria, così come Menta e Limone. Trova il suo utilizzo anche nella depressione e tristezza.

Aumenta le autodifese e la prevenzione delle malattie, agisce in sinergismo con i rimedi antitumorali.

Disponibile sottoforma di OE, MicroDosi, anche sottoforma di capsule, di TM 30-40 gocce al giorno, 30 minuti prima del pasto con poca acqua o infuso di menta.

Favorisce il benessere del sistema riproduttivo femminile

Olio Essenziale:

Risultati immagini per Artemisia dracunculus,

Artemisia dracunculus, famiglia Asteraceae. estrazione: Olio Essenziale.parti aeree fiorite.

Note Bibliografiche:

Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.

Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.

Azione terapeutica :

  • Allergie respiratorie (febbre da fieno… )
  • Problemi digestivi , ginecologici
  • Dolori reumatico
  • Amaro – tonica, digestiva. Antiparassitaria, antielmintica.
  • Tonico- nervina, agitazioni nervose.
  • Antispastica, antiepilettica. Emmenagoga ” di aiuto nel produrre il flusso mestruale”.
  • Amenorrea, dismenorrea, per favorire il parto.
  • Atonia digestiva, dispepsia, coliche, anoressia, vomito.
  • Diarrea, parassitosi intestinale.
  • Ascessi, infezioni, infiammazioni, astenia.
  • Spasmi, convulsioni, reumatismi. Nevralgia, otalgia.

Utilizzo in microdose di olio Essenziale

  • È un notevole antispasmodico neuromuscolare.
  • Calma le tensioni, l’ansia e i suoi sintomi, in particolare la spasmofilia.
  • Lenisce anche i dolori causati dallo stress.
  • È un eccellente antiallergico, svolge la sua azione attraverso il fegato.
  • Agisce sull’insieme delle reazioni allergiche, soprattutto sui sintomi respiratori.
  • Favorisce l’appetito e la digestione, combatte la fermentazione (gonfiori cd eruttazioni) e aiuta a espellere i gas intestinali.
  • È l’olio essenziale del singhiozzo.
  • Stimola l’attività del fegato e della digestione.
  • Possiede proprietà tonificanti per la mente e stimola la positività,
  • Antidolorifico con proprietà antinfiammatorie. Fa cessare gli spasmi e, di conseguenza, è utilizzato contro i reumatismi.
  • Utile contro gli sforzi fisici o per i massaggi sportivi.
  • Ha un buon tasso di penetrazione: passa facilmente attraverso il sangue e raggiunge la massa muscolare profonda e la sinovia (nelle articolazioni), dove svolge una funzione fortemente antispasmodica.
  • Antispasmodico (nervoso e muscolare) potente, è l’olio essenziale amico degli spasmofili.
  • Calma le nausee della donna incinta.
  • Combatte le contrazioni e i crampi muscolari, efficace contro i dolori me­struali.

Rimedi Consigliati

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/dismenovin/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/dmg-gold/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/menopavin/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/oligoceleste-zinco-rame/

 

Che Cavolo ?

Per uso interno, come succo da estrattore, si usa per affezioni respiratorie, gastriche, colite ulcerosa, debolezza generale, anemia, scorbuto, anemia, per le cure dell’alcolismo, ulcera peptica, colite ulcerosa, equilibrio nervoso, metabolismi dei glucidi.

Cavolo (Brassica oleracea)

Non occorre vergognarsi di trarre dall’uso popolare ciò che può essere utile all’arte del guarire, diceva Ippocrate ai suoi tempi.

Dai tempi si usano gli impacchi di foglie di cavolo per il trattamento delle ferite profonde, della cancrena arteritica, asciti, come anche per uso interno: sia come succo di cavolo fresco sia succo del cavolo fermentato – crauti.

Il potere curativo del cavolo era noto già fin dall’Antichità. Persino Dr. H. Leclerc che anche dopo la sua morte rimane incontrastato maestro in materia, scriveva che l’uso del cavolo, come topico, non è una fantasia.

Lo lodava: Ippocrate, Crisippo, Plinio, Galeno, Catone il Vecchio, nemico feroce dei medicastri. Eppure proprio lui lo usava per ogni malattia, senza distinzione.

La letteratura porta: il succo di cavolo ammorbidisce il ventre e fa andare di corpo, pulisce e guarisce le vecchio ulcerazioni.

Il succo di cavolo mescolato al miele guarisce la raucedine e la tosse.

Le foglie cotte ed applicate sulle ulcerazioni erose le modificano e le guariscono.

Le foglie verdi triturate a lungo e applicate sulle piaghe ed i tumori li guariscono, esplica un’azione benefica sui tremori nervosi delle membra,

le foglie cotte nel vino bianco ed applicate si consigliano contro la gotta. Il cavolo rosso e pettorale, indicato nella tisi e nelle pleuriti, il succo si somministra nei casi d’asma, il cavolo era il migliore nutrimento sulle navi per sconfiggere lo scorbuto.

Contro il raffreddore, catarro laringeo si consiglia: una libbra di succo chiarificato di cavolo rosso, 3 gr di zafferano, mezza libbra di miele e zucchero, bollire fino ad ottenere uno sciroppo. Si prende un cucchiaio da minestra in una tazza da tè come pettorale, 3-4 volte al giorno. Il cavolo è il medico dei poveri, un medico provvidenziale.

Modo di preparazione degli impacchi: si prendono le foglie verdi, carnose, si lavano sotto acqua corrente, alcuni consigliano di lasciarle per qualche minuto nell’acqua addizionata con succo di limone. Quindi si asciugano. Togliere la grossa costa centrale, se devono essere applicate su piaghe o ulcere, si tolgono anche le nervature secondarie. Occorre schiacciarle una ad una con un mattarello o bottiglia, fino a che diventano umide del proprio succo, ora sono pronte per l’applicazione:

Si applicano in due o tre spessori, si ricopre con un tessuto di cotone spesso e si benda. L’applicazione deve essere tenuta diverse ore, anche tutta la notte.

Le foglie si possono scaldare anche su un coperchio della pentola oppure immergendole per due secondi nell’acqua bollente.

In caso d’ulcerazioni: dai bordi edematizzati, sclerotizzati, screpolati, è opportuno lasciare macerare le foglie di cavolo da mezz’ora ad un’ora in bagno d’olio d’oliva. Oltre al suo potere ammorbidente l’olio d’oliva possiede virtù considerevoli e ben note, antisettiche e cicatrizzanti, dovute ai suoi componenti.

Su una piaga infetta: o un’ulcera, su eczema umido si consiglia di tagliare le foglie a piccole strisce ed applicarle come delle tegole. In questo modo la sierosità può scorrere facilmente tra le strisce. Dopo aver tolto l’impacco spesso le foglie sono disseccate oppure sembrano umide, coperte di sierosità o sanguinolente, odoranti sgradevolmente, spesso con un odore nauseabondo.

Con le lombaggine:, nevralgie reumatiche le foglie portano un rapido sollievo. In questo caso le foglie si possono cuocere al vapore per 20 minuti, 3-4 foglie e due cipolle, tutto tritato, uniti con una manciata di crusca e poca acqua. Appena raffreddato a temperatura sopportabile, si stende su una garza e si applica caldo. Si copre con un telo di lino e dopo con un telo di lana e si fascia stretto. Si tiene 2-3 ore, anche tutta la notte.

Si sconsiglia di applicare fasciature calde sull’addome.

Per uso interno, come succo da estrattore, si usa per affezioni respiratorie, gastriche, colite ulcerosa, debolezza generale, anemia, scorbuto, anemia, per le cure dell’alcolismo, ulcera peptica, colite ulcerosa, equilibrio nervoso, metabolismo dei glucidi.