L’Arte di Vivere

Tutti abbiamo una sensazione di fondo: “qualcosa” sta cambiando.

Abbiamo un appuntamento con la più meravigliosa nascita a cui abbiamo mai assistito sulla Terra: “l’Essere Divino – Umano”.

Questo è il Tempo della grande Onda, del salto evolutivo della razza umana.

Questo è il tempo giusto per prendere la nostra Anima e cavalcare l’Onda, con Coraggio, Amore, Gratitudine e Semplicità.

Far precipitare la Dualità dove siamo inseriti, in questo mondo finto, e far Emergere ciò che Siamo veramente in risonanza con nostro Essere.

In ogni nostro gesto, sguardo, in ogni Opera, pensiero, azione.

Questo è il Tempo in cui ogni essere umano può fare la differenza, scegliendo di fare parte della soluzione sulla Madre Terra.. e realizzare un Nuovo Mondo fondato sulla Pace, sulla Gioia, sulla Consapevolezza e sull’Amore.

Questo è il Tempo per riconoscersi l’unico vero Maestro: quello Interiore.. che vive da sempre nel nostro Cuore.

Questo è il tempo, l’unico tempo che abbiamo: il Qui e Ora.

L’Arte di Vivere

La nostra capacità di godere la vita dipende dal modo in cui scegliamo di elaborarla, più che da fattori esterni. Non vi è nulla al di fuori di noi che abbia il potere di darci felicità o soddisfazione.

Sei già intero, completo. Non avrai tutto, sei già tutto. Considera con attenzione questo pensiero. Se non stai godendo la vita ora, con quello che hai accumulato, nel tuo attuale stato di salute, con il lavoro e la relazione amorosa che hai al presente, non potrai neppure apprezzare e godere condizioni di vita nuove o differenti.

La nostra capacità di godere la vita dipende dal modo in cui scegliamo di elaborarla, più che da fattori esterni. Non vi è nulla al di fuori di noi che abbia il potere di darci felicità o soddisfazione. Ciò che determina la qualità della vita è la scelta di sentirsi realizzati o meno, scelta che si fonda su ciò che pensiamo, su come vediamo noi stessi e il nostro posto nell’universo. Di conseguenza se sei una persona che ha bisogno di aver sempre qualcosa in più per sentirsi completa, continuerai a sentirti incompleto anche quando avrai ottenuto di più.

Pensare in accordo con il principio dell’abbondanza significa credere a un dialogo interiore di questo tenore: «Mi piace essere la persona che sono e ciò che ho ottenuto nella vita fino a ora. Non ho bisogno d’altro, neppure di un piccolo cambiamento, per essere felice o completo. So nel mio cuore che non riuscirò ad avere tutto, ma che sono già tutto. L’universo non ha fine, io sono l’universo e perciò non ho confini».

Formulando le tue personali affermazioni e credendovi dimostri di essere pronto a sintonizzarti sull’abbondanza. Si racconta la storia di un uomo che va da un santone per chiedergli quali sono le cose essenziali di cui ha bisogno per ottenere perfetta felicità e successo per il resto della vita. Il guru risponde «Niente», suggerendo implicitamente che ha già tutto ciò di cui ha bisogno. La felicità e il successo sono dinamiche interiori che trasferiamo nelle attività della vita, più che qualcosa che otteniamo dall’esterno.

Quando agiamo sulla base del principio della scarsità, generalmente pensiamo: «Se soltanto avessi quest’altra cosa, allora mi assicurerei finalmente felicità e successo». Un esame più approfondito di questo ragionamento ci mostra che in realtà stiamo dicendo: «Ora non sono completo. In qualche modo manco di qualcosa di cui ho bisogno. Quando la otterrò, allora sarò completo». Se è questo ciò che credi, allora stiamo parlando di una persona incompleta, handicappata.

Una simile mentalità presuppone che non siamo ancora esseri umani completi, felici, pieni d’amore, totali, che non abbiamo già in abbondanza dentro di noi ciò che ci sembra mancare. Perciò operiamo sulla base di pensieri di carenza, di bisogno, e finiamo per rimanere intrappolati nell’idea che «devo avere di più prima di poter essere Felice». È invece proprio questo modo di pensare a impedirci di vivere in sintonia con l’abbondanza che regna ovunque.

Sei già tutto. Possiedi già tutto quello di cui hai bisogno per la felicità, il successo, la realizzazione e i nobili ideali umanitari che molti di noi coltivano. Se i bisogni essenziali sono soddisfatti, e abbiamo cibo, acqua e aria, allora abbiamo dentro di noi la possibilità di essere estaticamente felici. Come ha detto Gandhi: «Dio va dagli affamati sotto forma di cibo».

Possiamo apprezzare e celebrare il meraviglioso miracolo che siamo. Possiamo affrontare e elaborare tutto ciò che ci succede senza giudicare. Viviamo in un mondo di abbondanza, infinito, e il modo in cui lo pensiamo dipende interamente da noi, è una scelta. Persino in prigione conserviamo il nostro spazio di libertà, perché siamo liberi di pensare.

Nessuno può portarci via questa libertà. Mai! Una volta che ce ne rendiamo conto, possiamo metterci in rapporto con l’abbondanza, facendola diventare la parola chiave della nostra esistenza.

Sì, davvero, sei già tutto. Tutto ciò che è necessario per avere abbondanza nella vita, tu lo sei già. Sintonizza l’antenna, e cerca di trarne finalmente vantaggio nella tua vita.

(Dott. Wayne W.)

Erica

Per uso orale: si consiglia per cistiti con prurito (prostatici), colibacillosi, albuminuria, pielonefrite, oliguria, litiasi urinaria, leucorrea, reumatismi, uretriti, cistiti recidivanti, cistopielite.

Erica (Erica cinerea e calluna vulgaris)

Parti usate: sommità fiorite

I componenti principali sono; flavonoidi come iperoside e quercitina, tannini, glucosidi fenolici come arbutina e metilarbutina.

Modalità d’uso: decotto una manciata per un litro d’acqua, bollire per 3 minuti e tenere in infusione per 10 minuti. Bere durante la giornata.

Si usa: anche per bagni ( 500 g di pianta in alcuni litri d’acqua, bollire e aggiungere al bagno per reumatismi e gotta).

Altrettanto si usa per cataplasmi caldi, poltiglia dei fiori applicata sulle articolazioni dolenti (per reumatismi e geloni).

Per uso orale: si consiglia per cistiti con prurito (prostatici), colibacillosi, albuminuria, pielonefrite, oliguria, litiasi urinaria, leucorrea, reumatismi, uretriti, cistiti recidivanti, cistopielite.

Sotto forma di TM 30-40 gocce 2-3 volte al giorno con poca acqua, prima dei pasti.

L’erica è fortemente diuretica ed antisettica e disinfetta quindi tutto il tratto urinario.

Efficace contro calcoli renali e renella, pielite, (Infiammazione, acuta o cronica, localizzata al bacinetto (o pelvi) renale, vale a dire alla porzione delle vie urinarie che è a immediato contatto con il rene e che lo mette in relazione con l’uretere), colibatteri nell’urina nonché antinfiammatoria per la prostata.

É dall’idrolisi di questi glucosidi che si liberano sostanze ad azione antisettica sulle vie urinarie.

Equiseto

Rimineralizzante: (ricca di silicio – la carenza di silicio può contribuire alla rarefazione della trama ossea, silicio è importante per il normale trofismo del tessuto connettivo, in particolare delle pareti arteriose e venose.

Equiseto (Equisetum arvense) – coda cavallina-

Parti utilizzate: fusti, parti aeree.

Principio attivo: contiene grandi quantità d’acido silicico e di silicati (circa 15%9. Flavonoidi, acido fenolico, alcaloidi (tra cui nicotina) e steroli.

Il suo silice è facilmente assorbibile. Quest’ultimo stimola la rigenerazione del tessuti connettivo.

Modalità d’uso: 1-2 cucchiai da tè d’erba essiccata per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare.

Dose massima: 2 tazza al giorno. Decotto di pianta fresca: 50-100 g per un litro d’acqua.

Lasciare bollire a fuoco lento per 30 minuti (della pianta secca 10-20 g).

Si trova anche in TM da 20-30 gocce 3 volte al giorno. Titolato al 19% in sali minerali ed allo 0,95% in flavonoidi totali come isoquercitina, metodo di determinazione spettrofotometrico, corrispondente a 50 mg/ die di sali minerali e 2,5 mg di flavonoidi una posologia di 200 mg/die di sali minerali e 10 mg di flavonoidi.)

Si consiglia: di attenersi al dosaggio consigliato sulla confezione.

A causa: del suo alto contenuto di selenio si sconsiglia l’uso in gravidanza.. Inoltre, contiene l’equisetina, tossica in dosi elevate.

Per persone sane: non in gravidanza e nel periodo d’allattamento, che non assumono altri diuretici, equiseto è una pianta sicura.

Non usare l’erba per un periodo superiore a 6 settimane, perché potrebbe irritare l’apparato digerente.

Equiseto ha: proprietà diuretiche (Faculty of Chemical and Pharmaceutical Sciences, Department of Pharmacological and Toxicological Chemistry, Universidad de Chile, Santiago, Diuretic activity of an Equisetum bogotensa tea (Platero herb): evaluation in healthy volunteers. Journal od Ethnopharmacology 1996;54,55-).

Rimineralizzante: (ricca di silicio – la carenza di silicio può contribuire alla rarefazione della trama ossea, silicio è importante per il normale trofismo del tessuto connettivo, in particolare delle pareti arteriose e venose.

La carenza provoca una maggiore permeabilità e indirettamente partecipa al progredire delle malattie aterosclerotiche (Pedretti, Direttore della Scuola di Fitoterapia e Aromaterapia del Centro internazionale degli Studi della Nuova Medicina in Bologna. L’equiseto, Chimica farmacologica, terapeutica. In: Erboristeria Domani. 1986, pag 39-55).

Favorisce la formazione dei globuli rossi, si consiglia inoltre per albuminuria, gotta, emottisi, ematuria, TBC, lesioni ossee, ipertensione, aterosclerosi, diabete, alcuni stati cancerosi, cistite e cistopielite, calcoli

renali, anemia ipocromica sideropenia e da insufficienza midollare, fragilità degli annessi cutanei (capelli, unghie etc.)

É disponibile in abbinamento con Li+Mg+Cu+Mn+K+Co per trattamento dell’artrosi. È disponibile anche il succo fresco d’equiseto in bottigliette da 200 ml, una volta aperto, da conservare nel frigo, da consumare entro una settimana. L’Equiseto è un eccellente emostatico, riduce emottisi.

Utile nelle patologie: pettorali, come enfisema, per edema degli arti inferiori.

Rimedio:

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/osseovin/

 

 

 

Intestino – cervello e  alfa-lattoalbumina

I processi di decarbossilazione sono affidati al microbiota intestinale e una flora disbiotica decarbossila eccessivamente anche il triptofano e la tirosina, riducendo la loro captazione cerebrale e, quindi, la sintesi dei diversi neurotrasmettitori

La fisica insegna che nei sistemi complessi le relazioni tra le parti generano nuove proprietà, non riconducibili a quelle delle singole parti. Anche se il corpo umano è sicuramente un sistema complesso, tale approccio della fisica dei sistemi complessi non è stato molto applicato alla medicina, che, con approccio botanico, ha suddiviso il corpo in una sommatoria di organi avulsi tra loro.Eppure una evidenza banale del collegamento intestino-cervello è quella nutrizionale.

Alcuni dei neurotrasmettitori, molecole essenziali per il funzionamento del cervello, derivano da ammino acidi essenziali, ovvero che derivano solo dalla demolizione delle proteine della dieta. Per esempio, la serotonina cerebrale viene sintetizzata a partire dall’ammino acido triptofano, la dopamina, la noradrenalina, e l’adrenalina dalla tirosina, mentre, invece, dalla decarbossilazione della istidina si ottiene l’istammina che viene captata dal cervello.

I processi di decarbossilazione sono affidati al microbiota intestinale e una flora disbiotica decarbossila eccessivamente anche il triptofano e la tirosina, riducendo la loro captazione cerebrale e, quindi, la sintesi dei diversi neurotrasmettitori.

Inoltre questi ammino acidi competono tutti per la stessa porta di accesso cerebrale, quindi la capacità di essere captati dipende da loro rapporto di concentrazione.

Così una maggiore decarbossilazione del triptofano avvantaggia la captazione della tirosina.Questa disbiosi del triptofano è fondamentale per la nostra sopravvivenza: in caso di pericolo si riduce la captazione di triptofano, quindi la sintesi cerebrale di serotonina.

Questo ci rende ansiosi, ma l’ansia è una risposta positiva agli agenti stressogeni, in quanto la riduzione del triptofano avvantaggia la captazione della tirosina, quindi diventiamo più abili, dopamina, più furbi, noradrenalina, più forti, adrenalina, quindi maggiormente capaci di affrontare un pericolo.

La risposta in fase acuta ad un agente stressogeno (APR: acute phase reaction) è una risposta positiva, ma se questa disbiosi diventa cronica, ovvero l’intestino, come una molla snervata, non riesce a ripristinare le condizioni iniziali, allora si cade nella Chronic Phase Reaction (CPR) che è stata definita la “madre di tutte le patologie”(1).

Questa fragilità viene acquisita in quanto il triptofano controlla, anche, la sintesi cerebrale di NPY(2), un neuropeptide che controlla i processi di neurogenesi e sinaptogenesi, quindi la capacità del cervello di auto-riparsi.

(3) Il triptofano controlla, anche, la risposta immunitaria, risposta che nelle donne deve ridursi ciclicamente per evitare un attacco anticorpale ad un eventuale feto.

(4) La corrispondente diminuzione di serotonina porta alla ben nota sindrome pre-mestruale. L’intestino della donna è quindi costretto ad un lavoro maggiore di quello dell’uomo, può più facilmente snervarsi. Quindi il livello di triptofano può non ritornare ai livelli normali, riducendo l’NPY cerebrale, quindi la plasticità del sistema nervoso centrale. Non solo, il triptofano controlla, anche, la morte per apoptosi cellulare.

(5) La nostra sopravvivenza si è basata principalmente sulla capacità di riparare i danni che l’ambiente continuamente ci procura. Per esempio siamo capaci di riparare il DNA danneggiato, direttamente o indirettamente, tramite i noti radicali liberi, dalle radiazioni. Abbiamo affidato questo compito al microbiota intestinale, esercito 10 volte più numeroso di noi. Esso genera molecole “sartine” capaci di individuare i danni del DNA e ripararlo.

(6) Se questa azione non avviene, viene allora indotta la degenerazione cellulare per permettere una rapida individuazione del problema e consentire agli anticorpi di eliminare, per apoptosi, le cellule degenerate.

(7) Oggi le terapie anti-tumorali si basano sul controllo della degenerazione, ma, forse, sarebbe più utile ripristinare il fucile dell’apoptosi. La produzione linfocitaria avviene in modo causale, produciamo anticorpi contro il nulla, contro noi stessi e contro reali nemici. Poi, nel processo di maturazione, li testiamo e scartiamo quelli sbagliati, che sono il 97% della produzione. Li eliminiamo inducendo la loro morte per apoptosi.

Soprattutto in soggetti con elevata permeabilità intestinale, ovvero con una elevata produzione di anticorpi, una diminuita capacità ad eliminare quelli sbagliati porta ad un maggior numero di auto-anticorpi.

Quindi la maggiore incidenza di patologie autoimmuni nelle donne non è dovuta ad una maggiore propensione del loro sistema immunitario a “impazzire”, ma ad una ridotta capacità di ripulire la produzione anticorpale da quelli, normalmente, prodotti contro noi stessi.

Nonostante le elevate conoscenze, oggi l’intestino viene considerato come un sistema postale, svizzero, capace di far arrivare ciò che vogliamo dove vogliamo. Esempio, la melatonina nel cervello, gli ammino acidi ramificati nei muscoli, il collagene nelle articolazioni.

Gli stessi nuovi farmaci, che saranno assunti oralmente, vengono studiati iniettandoli in vena o peritoneo di animali, i loro meccanismi d’azione valutati su cellule isolate, dove mettiamo per una singola cellula, una quantità di farmaco notevolmente superiore a quella che sappiamo arrivare in tutto quel tessuto, quando somministrata oralmente.

Eppure sappiamo come l’intestino sia complesso, capace di reagire agli stimoli/nutrienti e attivare complesse risposte endogene. Recenti lavori mostrano come l’infiammazione tissutale sia la causa di diverse patologie, dai tumori e quelle neurologiche e comportamentali. L’infiammazione cerebrale è riportata essere la causa patogenetica, non un fattore predisponente, di epilessia,(8)depressione, sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer,

(9) autismo, (10) … L’infiammazione degli organi sessuali è riportata essere la causa di disfunzioni. Riazi dimostra come una infiammazione intestinale possa migrare su altri organi.

(11, 12) Quindi ridurre una infiammazione intestinale, anche con una “semplice” dieta, può ridurre sintomi di patologie apparentemente distanti tra loro.(13, 14, 15, 16, 17)

Il prendere in considerazione gli assi comunicativi del sistema complesso del corpo umano, mette in evidenza come le malattie non siano tanto dovute alla esposizione a nuovi agenti patogeni, quanto alla diminuita capacità di riparare i danni che questi, continuamente, ci arrecano.

I processi endogeni di auto-riparazione partono principalmente dall’intestino, mantenerlo efficiente rappresenta la maggiore forma di prevenzione.

Pubblicato da Paolo Mainardi

Rimedi Funzionali

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamin/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algozym/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/multinatural/

Riferimenti:

1. Stig Bengmark, Acute and ‘‘chronic’’ phase reaction – a mother of disease. Clinical Nutrition (2004) 23, 1256–1266

2. Heuther G, Hajak G, Reimer A, Poeggeler B, Blömer M, Rodenbeck A, Rüther E. The metabolic fate of infused L-tryptophan in men: possible clinical implications of the accumulation of circulating tryptophan and tryptophan metabolites. Psychopharmacology (Berl). 1992;109(4):422-32.

3. Benarroch EE. Neuropeptide Y: its multiple effects in the CNS and potential clinical significance. Neurology. 2009 Mar 17;72(11):1016-20.

4. Carretti, et al. Serum fluctuations of total and free tryptophan levels during the menstrual cycle are related to gonadotrophins and reflect brain serotonin utilization Hum. Reprod. (June 2005) 20 (6): 1548-1553

5. McGaha TL, Huang L, Lemos H, Metz R, Mautino M, Prendergast GC, Mellor AL.Amino acid catabolism: a pivotal regulator of innate and adaptive immunity. Immunol Rev. 2012 Sep;249(1):135-57

6. Cunningham RP. DNA repair: how yeast repairs radical damage. Curr Biol. 1996 Oct 1;6(10):1230-3

7. McGaha TL, Huang L, Lemos H, Metz R, Mautino M, Prendergast GC, Mellor AL.Amino acid catabolism: a pivotal regulator of innate and adaptive immunity. Immunol Rev. 2012 Sep;249(1):135-57

8. Vezzani A, Balosso S, Ravizza T. Inflammation and epilepsy. Handb Clin Neurol. 2012;107:163-75.

9. Lima IV, Bastos LF, Limborço-Filho M, Fiebich BL, de Oliveira AC. Role of prostaglandins in neuroinflammatory and neurodegenerative diseases. Mediators Inflamm. 2012;2012:946813

10. Donev R and Thome J. Inflammation: good or bad for ADHD. ADHD Atten Def Hyp Disorder.2010; 2: 257-266

11. Galic MA, Riazi K, Pittman QJ. Cytokines and brain excitability. Front Neuroendocrinol. 2012 Jan;33(1):116-25.

12. Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines and brain excitability. Epilepsy Res. 2010 Mar;89(1):34-42.

13. Mainardi P, Albano C. Is the antiepileptic effect of the ketogenic diet due to ketones? Med Hypotheses. 2008;70(3):536-9

14. Mainardi P, Leonardi A, Albano C. Potentiation of brain serotonin activity may inhibit seizures, especially in drug-resistant epilepsy. Med Hypotheses.2008;70(4):876-9.

15. Citraro R, Scicchitano F, De Fazio S, Raggio R, Mainardi P, Perucca E, De Sarro G, Russo E. Preclinical activity profile of α-lactoalbumin, a whey protein rich in tryptophan, in rodent models of seizures and epilepsy. Epilepsy Res. 2011 Jun;95(1-2):60-9.

16. Errichiello L, Pezzella M, Santulli L, Striano S, Zara F, Minetti C, Mainardi P, Striano P. A proof-of-concept trial of the whey protein alfa-lactalbumin in chronic cortical myoclonus. Mov Disord. 2011 Dec;26(14):2573-5.

17. Russo E, Scicchitano F, Citraro R, Aiello R, Camastra C, Mainardi P, Chimirri S, Perucca E, Donato G, De Sarro G. Protective activity of α-lactoalbumin (ALAC),a whey protein rich in tryptophan, in rodent models of epileptogenesis. Neuroscience. 2012 Dec 13;226:282-8.

Enula campana

Ha proprietà: antisettico calmante, essicante delle vie respiratorie, espettorante, favorisce il deflusso della bile, stimolante dell’appetito, sedativa, per uso esterno compresse sulle dermatosi e ulcere atone.

Enula campana (Inula helenium)

Parti utilizzate: radice

La radice contiene: inulina, mucillagine che calma e allevia la tosse.

Modalità d’uso: decotto: fare bollire a fuoco lento 1-2 cucchiaini da tè di radice sminuzzata in tre tazze d’acqua per 30 minuti. Coprire e lasciare in infusione fino al raffreddamento.

Dose: massimo 2 tazze al giorno.(prima dei pasti). Nelle erboristerie si trova anche sottoforma di TM 20-25 gocce in poca acqua, 2 volte al giorno.

Si sconsiglia: l’uso della pianta in gravidanza, come anche con anamnesi di diabete.

Risultati immagini per enula campana

Ha proprietà: antisettico calmante, essicante delle vie respiratorie, espettorante, favorisce il deflusso della bile, stimolante dell’appetito, sedativa, per uso esterno compresse sulle dermatosi e ulcere atone.

Si consiglia: per affezioni delle prime vie aeree (si può usare anche in aerosol TM), ipertensione arteriosa, iperazotemia, calcoli biliari, amenorrea, leucorrea, reumatismo dismetabolico, herpes labiale (interno e topico).

Pianta piuttosto rara, probabile relitto di antiche coltivazioni ed oggi in via di scomparsa nella nostra regione. Specie perenne, erbacea, con radice carnosa, grossa ed aromatica.

Ha foglie inferiori ovato – spatolate assai grandi, le cauline dentellate, acute, lanose di sotto.

La parte utilizzata è la radice, rimedio conosciuto fin dall’antichità come tonico, diuretico, utile contro le affezioni delle vie respiratorie, la tosse asinina ed esternamente come detersiva e cicatrizzante delle ferite e delle piaghe. I lattoni sesquiterpeni sono responsabili delle proprietà secretolitiche ed espettoranti, coleretiche e diuretiche dell’Enula.

Enotera (Oenothera biennis)

Come prevenzione delle malattie dell’invecchiamento: ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, perdita di memoria, artrite reumatoide ed artrite psoriasica

Ricca d’acido y-linolenico, si consiglia per sindrome premestruale (Horrobin FD. The role of essential fatty acids andprostaglandins in the premestrual symdrome. J Reprod Med 1983;28:465-8),

mastalgie dolore al seno (collegata alla sindrome premestruale sembra ottenere un beneficio dal trattamento con acidi grassi polinsaturi, con una riduzione della sintomatologia dolorosa pari al 45% ed al 27% rispettivamente nelle mastopatie cicliche e non cicliche.

Prodotti contenenti: olio d’enotera sono usati da molti ginecologi (Cyclical mastopathy: a critical review of therapy. Goodwin PJ, Neelam M:, Boyd NF, Henrietta Bamting Breast Centre, Women’s College Hospital, University of Toronto, Canada, Br J Surgery 1988;75:837-44),

è stata osservata: anche una riduzione della ghiandola mammaria e della recidività di cisti mammarie dopo l’asportazione chirurgica (Maddox PR, Mansel RE: Management of breast pain and nodularity. World J Surgery 1989;13;699-705)

gastrite e gastropatie: da FANS (supplemento d’olio d’enotera biennis possa proteggere la mucosa gastrica da eventuali danni – (Medical Hypothesis1983;11;381-9), ipertensione e gestosi gravidica.

La somministrazione: di un supplemento d’acidi grassi polinsaturi nel secondo trimestre di gravidanza ha determinato una riduzione della sensibilità vascolare ed un’infusione d’angiotensina II.

È probabile: che un trattamento con acidi grassi polinsaturi possa contribuire a rallentare lo sviluppo di un’ipertensione nell’ultimo trimestre di gravidanza in donne a rischio (-The effect of essential fatty acid and specific vitamin supplements on vascular sensitivity in the mid-trimester of human pregnancy. Clinical and Experimental Hypertension 1983;2;247-54), morbo di Raynaud (Tromb Haemost 1985-54-490-4), fibrosi cistica, dermatiti croniche ed eczemi (Essential fatty acids in the plasma phospholipids of patients with atopic eczema. Br J Dermatol 1984;110:643-8),

Come prevenzione delle malattie dell’invecchiamento: ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, perdita di memoria, artrite reumatoide ed artrite psoriasica (effects of altering diatary essential fatty acids on requirements for non-steroidal antiinflammatory drugs in patients with rheumatoid arthritis: a double blind placebo controlled study. Ann Rheum Dis 1988;47;96-104) ed altre, come nefropatie, neuropatie diabetiche, colite ulcerativa, obesità refrattaria, asma bronchiale, nei “flushing “ menopausali, nell’epatite cronica B.

Disponibile in diverse forme titolato al 10,26% in acido gamma-linolenico, metodo di determinazione GC, corrispondente a 40 mg di principio attivo pari ad una posologia di 160-240 mg/die d’acido gamma-linolenico).

La somministrazione d’olio d’enotera può rendere manifesta un’epilessia del lobo temporale, già presente ma non diagnosticata precedentemente, in soggetti che facciano uso di farmaci epilettogeni quali p.e. le fenotiazine.

Tuttavia, nessun effetto sul sistema nervoso centrale è stato mai osservato con olio d’enotera al di fuori di questa segnalazione.

Dischi intervertebrali e sciatica

Caricarsi troppo serve soltanto al tentativo di apparire esteriormente grandi e bravi e per compensare con le azioni un senso interiore di inferiorità.
Dietro alle attività frenetiche si cela sempre insicurezza e senso di inferiorità.

A causa della pressione le cartilagini che si trovano tra le vertebre, specialmente nella zona lombare, vengono spostate lateralmente e premono sui nervi, fatto che provoca vari dolori tra cui la sciatica, la lombaggine, ecc. Il problema di questo sintomo è il sovraccarico.

Chi si carica sulle spalle pesi troppo grandi e non se ne rende conto, avverte questa pressione nel corpo sotto forma di dolori ai dischi intervertebrali. Il dolore costringe la persona a stare più tranquilla, perché ogni movimento, ogni attività provoca dolore.

Questa regolamentazione utile e necessaria viene da molti sostituita da tranquillanti, per poter continuare a svolgere la propria abituale attività. Invece bisognerebbe approfittare dell’occasione per meditare una buona volta in pace sul perché ci si è tanto sovraccaricati, al punto che la pressione è diventata troppo grande.

Caricarsi troppo serve soltanto al tentativo di apparire esteriormente grandi e bravi e per compensare con le azioni un senso interiore di inferiorità.

Dietro alle attività frenetiche si cela sempre insicurezza e senso di inferiorità.

La persona che ha veramente trovato se stessa, non corre più: semplicemente è. Ma dietro a tutte le piccole e grandi azioni e prestazioni della storia mondiale stanno sempre uomini spinti a compiere gesta esteriormente grandi dal loro interiore senso di inferiorità.

Attraverso le loro azioni vogliono dimostrare al mondo qualcosa, sebbene in realtà nessuno pretenda o si aspetti niente del genere – escluso l’interessato stesso.

Lui vuole sempre dimostrare qualcosa, ma la domanda è: che cosa? Chi fa molto, dovrebbe chiedersi perché lo fa, in modo da evitare un giorno delusioni troppo grandi. Chi è sincero con se stesso, troverà facilmente la risposta:

fa tutto questo per essere riconosciuto, apprezzato e amato. In effetti la ricerca di amore è l’unica motivazione nota per l’azione, però questo tentativo finisce sempre in maniera insoddisfacente, in quanto la meta non è raggiungibile con questo mezzo.

L’amore infatti non ha scopi, l’amore non ce lo possiamo guadagnare. ” Io ti amo se mi dai 10 milioni “, oppure: ” Io ti amo se diventi il miglior campione di calcio “, sono discorsi e pretese assurdi. Il segreto dell’amore lo troviamo quindi nell’ amore materno.

Dal punto di vista oggettivo, un bambino regala alla mamma soltanto fatiche e scomodità. La mamma però non lo avverte, perché ama il suo bambino. Perché? Per questo non ci sono risposte. Se ce ne fossero, non sarebbe amore. Ognuno ha nostalgia – a livello conscio o inconscio – di un amore puro, senza condizioni, che vale soltanto per me ed è indipendente da ogni altra cosa.

Il senso di inferiorità è quella sensazione per cui si ritiene che la propria persona non possa essere degna di attenzione e di amore come invece sarebbe. Di conseguenza chi soffre di questo complesso comincia a cercare di rendersi piacevole diventando sempre più bravo, intelligente, ricco, famoso, ecc. In questo modo cerca di piacere; tuttavia, se a questo punto qualcuno lo ama gli resta sempre il dubbio di essere amato ” solo ” per la sua bravura, la sua attività, la sua ricchezza o la sua fama.

Ha sbarrato dentro di sé la via del vero amore. Il riconoscimento della propria attività non soddisfa la nostalgia che ha indotto la persona a svolgere quell’attività stessa. Per questo è necessario confrontarsi in tempo coi propri complessi di inferiorità;

chi non vuole vederli e si sovraccarica di compiti e doveri, diventa veramente più piccolo fisicamente. In un certo senso si insacca per lo schiacciamento dei dischi intervertebrali e i dolori gli fanno assumere un portamento curvo. Il corpo mostra sempre la verità.

Il compito dei dischi intervertebrali è quello di rendere possibile il movimento e l’elasticità. Se sopravviene un blocco dei dischi, il nostro portamento diviene rigido e statico e spesso assumiamo posizioni strane. Gli stessi rapporti valgono sul piano psicologico.

Se una persona è ” bloccata “, gli manca ogni apertura e ogni movimento – diviene rigida e fissa nella propria posizione interiore. La chiropratica può far molto a livello di dischi spostati: con una torsione decisa e veloce riassesta la posizione e dà ai dischi la possibilità di ritrovare un contatto naturale (“solve et coagula “).

Anche le anime bloccate possono essere rimesse a posto nel modo migliore allo stesso modo degli arti e della spina dorsale: bisogna distoglierle con un colpo deciso e improvviso dalla loro posizione per dar loro la possibilità di orientarsi nuovamente e di ritrovarsi.

Di questo colpo le persone bloccate hanno la stessa paura che i pazienti hanno dell’intervento chiropratico. In entrambi i casi è la decisione e la forza del colpo che esprime la possibilità di successo.

(Dott. Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

Ascorbato di Sodio

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/ascorbato-di-sodio/

InfiaVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/infiavin/

OsseoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/osseovin/

ALGOMEGA

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algomega/

Le Articolazioni

Una schiena dura, rigida tradisce la testardaggine del suo possessore. In genere è sufficiente fare attenzione al linguaggio per apprendere il significato di un sintomo: teniamo conto che, oltre a infiammarsi e irrigidirsi, un’articolazione può anche bloccarsi, deformarsi, torcersi.

Le articolazioni sono responsabili della mobilità della persona. Molti sintomi che possono manifestarsi nelle articolazioni portano all’infiammazione e al dolore e di conseguenza alla limitazione del movimento fino all’irrigidimento.

Se un’articolazione si irrigidisce, significa che il paziente si è irrigidito su qualcosa. Un’articolazione rigida perde la sua funzione – se ci si irrigidisce su un argomento o un sistema, questo perde la sua funzione.

Una schiena dura, rigida tradisce la testardaggine del suo possessore. In genere è sufficiente fare attenzione al linguaggio per apprendere il significato di un sintomo: teniamo conto che, oltre a infiammarsi e irrigidirsi, un’articolazione può anche bloccarsi, deformarsi, torcersi.

Ecco dunque che si dice: Distendere una cosa – deformare una situazione – bloccare qualcuno o qualcosa – essere girati male. Si può rimettere a posto non soltanto un’articolazione, ma anche situazioni e rapporti.

Nella riduzione chiropratica l’articolazione viene rimessa al suo posto con un colpo deciso; e questa tecnica ha un parallelo in psicoterapia. Se una persona ha perso il baricentro, la si può lasciare continuare in questo atteggiamento finché arriva al limite estremo da cui è possibile recuperare il centro.

Risultati immagini per le articolazioni

E’ più facile emergere da una situazione se si è arrivati all’estremo limite. Tuttavia i più non arrivano a questo punto, e restano a metà strada. I più fanno quello che fanno a livello medio, per questo restano bloccati nei loro punti di vista e vivono così pochi cambiamenti.

Tuttavia ogni polo ha i suoi limiti, raggiunti i quali si rimbalza al polo opposto. Così da una tensione estrema si può facilmente arrivare alla distensione (training di Jakobsen). Per questo è stata la fisica, “a prima delle scienze esatte, a scoprire la metafisica, per questo i movimenti per la pace diventano militanti. Il centro deve essere conquistato dall’uomo con fatica – il tentativo di arrivarci subito porta alla mediocrità.

Può capitare che anche il movimento sia tanto esasperato da trasformarsi in immobilità. Le alterazioni meccaniche delle articolazioni mostrano sovente questo limite, mostrano che abbiamo tanto esasperato un polo o un indirizzo da metterlo in discussione. Si è andati troppo avanti, si è esasperata una situazione e per questo è bene rivolgersi al polo opposto.

La medicina moderna rende possibile sostituire varie articolazioni con protesi artificiali, e questo avviene con particolare frequenza nell’articolazione dell’anca (endoprotesi). Come abbiamo già fatto notare, una protesi è sempre una menzogna, perché qualcosa che non esiste viene simulato artificialmente.

Risultati immagini per le articolazioni

Se una persona è interiormente rigida e immobile, però finge a livello esteriore di essere agile, il sintomo dell’anca la induce a una maggiore sincerità. Questa correzione viene resa inutile da un’articolazione artificiale, cioè da una nuova menzogna, e a livello corporeo continua ad essere mostrata un’agilità che in realtà non esiste.

Per farsi un’idea della mancanza di sincerità che viene resa possibile dalla medicina, si provi a immaginare questa situazione: ammettiamo che con un colpo di bacchetta magica sia possibile far sparire in tutte le persone le protesi artificiali e gli strumenti di correzione: occhiali e lenti a contatto, apparecchi acustici, articolazioni artificiali, denti finti.

I visi ” tirati ” col lifting riprendono il loro aspetto originale, i pacemaker spariscono e così tutto quello che era artificialmente impiantato nell’uomo: si tratta in genere di materiale in plastica e acciaio. Lo spettacolo che si verrebbe ora ad offrire sarebbe spaventoso!

Adesso, con un altro colpo di bacchetta magica, facciamo sparire tutti i successi della medicina, quelli che evitano all’uomo la morte: ci troveremo così in mezzo a cadaveri, storpi, zoppi, mezzi ciechi, sordi. Sarebbe uno spettacolo tremendo – ma sarebbe sincero!

Risultati immagini per le articolazioni

Sarebbe l’espressione visibile dell’anima umana. Molta arte medica ha reso possibile evitare questa vista spaventosa ricostruendo diligentemente il corpo dell’uomo e integrandolo con protesi di tutti i generi, così che alla fine egli appare vero, autentico e vivo.

Ma che ne è stato delle anime? In loro nulla è cambiato – loro continuano ad essere morte o cieche, sorde, rigide, rattrappite, curve: noi però non ce ne rendiamo conto perché non le vediamo. Per questo la paura della sincerità è così grande.

È la storia del ritratto di Dorian Gray. Con abili trucchi si può ottenere per un certo tempo bellezza e gioventù – però quando finalmente si viene confrontati con la propria vera immagine interiore la paura è grande. Il lavoro costante alla nostra anima sarebbe molto più importante delle cure attente che dedichiamo al nostro corpo, perché il corpo è passeggero, la coscienza no.

(Dott. Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

OsseoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/osseovin/

InfiaVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/infiavin/

DMG Gold

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/dmg-gold/

 

 

 

 

I disturbi reumatici

Si tratta di persone che hanno praticato sport anche a livello agonistico, che hanno lavorato molto in casa e in giardino, che sono state instancabilmente attive e si sono molto sacrificate per gli altri. Sono quindi persone attive, agili, irrequiete, su cui la poliartrite tende la sua rete di rigidità e durezza finché non sono costrette a stare finalmente in pace.

I disturbi reumatici

Un termine reumatismo è un concetto globale che indica un gruppo di sintomi relativi a dolorose modificazioni dei tessuti, che si manifestano soprattutto nelle articolazioni e nella muscolatura.

Il reuma è sempre unito a un’infiammazione che può essere acuta o cronica. Il reuma porta a gonfiori dei tessuti e della muscolatura, a deformazioni e indurimenti delle articolazioni. Il dolore limita a tal punto la capacità di movimento che si può arrivare anche a forme di invalidità.

I disturbi alle articolazioni e alla muscolatura si manifestano in maniera violenta dopo periodi di stasi e migliorano se il paziente muove le sue articolazioni. L’inattività porta col tempo a un calo della muscolatura e a una deformazione dell’articolazione interessata.

La malattia inizia per lo più con una rigidità mattutina delle articolazioni accompagnata da dolori; le articolazioni sono gonfie e spesso arrossate. In genere le articolazioni sono colpite simmetricamente e i dolori si spostano dalle piccole articolazioni periferiche alle grandi articolazioni. Il decorso della malattia è cronico e gli irrigidimenti si manifestano gradualmente.Risultati immagini per disturbi reumaticiIl quadro patologico prevede un progressivo irrigidimento che arriva fino a forti deformazioni. Per altro chi è colpito da poliartrite si lamenta poco, mostra grande pazienza e una sorprendente indifferenza nei confronti del proprio dolore.

Il decorso della poliartrite ci mostra con particolare evidenza il tema centrale di tutte le malattie dell’apparato locomotore: movimento/sosta, agilità/rigidità. Nell’anamnesi di quasi tutti i malati di reumatismo troviamo un’attività esasperata e una forte mobilità.

Si tratta di persone che hanno praticato sport anche a livello agonistico, che hanno lavorato molto in casa e in giardino, che sono state instancabilmente attive e si sono molto sacrificate per gli altri. Sono quindi persone attive, agili, irrequiete, su cui la poliartrite tende la sua rete di rigidità e durezza finché non sono costrette a stare finalmente in pace.

Si ha l’impressione che troppa attività ed eccessivo movimento siano corretti dall’immobilità.

Questo discorso potrà forse stupire dopo quanto abbiamo detto a proposito della necessità di cambiamento e movimento. Il rapporto diviene chiaro soltanto se ci ricordiamo di nuovo che la malattia corporea rende sinceri.

Risultati immagini per disturbi reumatici

Nel caso della poliartrite ciò significherebbe che queste persone in realtà sono statiche. La super attività e l’agilità che ritroviamo quasi sempre prima della malattia si riferiscono soltanto all’elemento corporeo e compensano la rigidità della coscienza.

Già la parola rigido è imparentata col rigore della morte.

Questi concetti si adattano tutti al tipo del paziente di poliartrite, il cui profilo della personalità è ben noto in quanto la psicosomatica già da mezzo secolo ha studiato questo gruppo di pazienti.

Tutti i ricercatori sono d’accordo nel ritenere che ” il carattere del malato di poliartrite presenta un tratto di perfezionismo e superattivismo, una tendenza masochistico – depressiva con forte bisogno di sacrificarsi ed esagerata volontà di aiutare gli altri, unito a un comportamento ipermoralistico e tendenza all’umore depresso ” (la citazione è tratta dal testo del Brautigam).

Risultati immagini per disturbi reumatici

Queste caratteristiche mostrano l’autentica rigidità e testardaggine delle persone, mostrano quanta poca flessibilità e agilità esse abbiano in realtà nella propria coscienza. Questa immobilità interiore viene semplicemente ipercompensata dall’attività sportiva e dall’irrequietezza fisica e serve quindi soltanto come meccanismo di rimozione della propria grande fissità.

La grandissima tendenza di questi pazienti a praticare attività sportiva anche a livello agonistico ci porta a un altro tema centrale: l’aggressività.

Il reumatico limita la sua aggressività al piano motorio, ovvero blocca l’energia a livello di muscolatura. La misurazione sperimentale dell’elettricità muscolare dei reumatici ha mostrato chiaramente che stimoli di tutti i tipi portano a un aumento della tensione muscolare, specie di quella delle articolazioni.

Queste misurazioni fanno ipotizzare che il reumatico domini a forza i propri impulsi aggressivi e li trasferisca a livello solo corporeo. L’energia che non viene scaricata resta inutilizzata e legata alla muscolatura delle articolazioni e li si trasforma in infiammazione e dolore.

Immagine correlata

Ogni dolore è sempre il risultato di un’azione aggressiva. Se io do libero corso alla mia aggressività e la scarico su un altro, è la mia vittima che sente dolore. Se domino l’impulso aggressivo, questo si ritorce contro di me e sono io che avverto il dolore (autoaggressività). Chi ha dei dolori, dovrebbe sempre chiedersi a chi in realtà essi erano rivolti.

Nell’ambito delle forme reumatiche c’è un sintomo speciale nel quale per l’infiammazione dei tendini dei muscoli dell’avambraccio a livello di gomito la mano si chiude a pugno (epicondilopatia cronica).

Questo ” pugno chiuso ” mostra con estrema evidenza l’aggressività repressa e il desiderio nascosto ” di dare finalmente un pugno sul tavolo “. Una tendenza analoga si rivela nella contrazione di Dupuytren, che non consente più di aprire bene la mano. La mano aperta è però simbolo di disponibilità alla pace.

Quando tendiamo la mano per salutare qualcuno, facciamo un gesto istintivo: gli offriamo la mano vuota e aperta, affinché veda che non si ha in mano arma alcuna e ci si avvicina con intenzioni pacifiche. Lo stesso simbolismo vale quando agitiamo la mano da lontano in segno di saluto: la mano è sempre aperta. Se la mano aperta esprime intenzioni pacifiche e concilianti, il pugno chiuso ha sempre indicato ostilità e aggressività.

Risultati immagini per stanco di combattere

Il reumatico non può sopportare la propria aggressività, altrimenti non la reprimerebbe e bloccherebbe; dato che però l’istinto aggressivo c’è, gli provoca forti sensi di colpa inconsci che portano a grande disponibilità ad aiutare gli altri e a sacrificarsi per loro.

Nasce una strana combinazione di servizio altruistico e tendenza parallela a dominare l’altro, un atteggiamento che si potrebbe definire ” benevola tirannia “. Spesso la malattia si manifesta proprio quando a causa di un mutamento di vita viene sottratta la possibilità di compensare col servizio i sensi di colpa.

Anche la varietà dei sintomi collaterali mostra l’importanza centrale dell’ostilità repressa: si tratta soprattutto di dolori di stomaco e di intestino, sintomi cardiaci, frigidità e disturbi della potenza maschile, paura e depressione. Anche il fatto che la poliartrite si manifesta molto più nelle donne che negli uomini si spiega per il fatto che le donne hanno maggiori difficoltà a vivere consapevolmente i propri impulsi ostili e aggressivi.

La medicina naturale riconduce il reuma a un accumulo di tossine nel tessuto connettivo. Le tossine accumulate simbolizzano dal nostro punto di vista problemi non elaborati, temi non digeriti, che non si è riusciti a risolvere e che si sono invece immagazzinati nell’inconscio. È da questo concetto che prende le mosse il digiuno terapeutico.

Eliminando totalmente il nutrimento, l’organismo è costretto a divorare se stesso e quindi a bruciare e ad elaborare le scorie. Questo processo corrisponde in campo psicologico all’elaborazione e alla presa di coscienza di temi fino a quel momento repressi e rimossi. Il reumatico però non vuole affrontare i suoi problemi. È troppo rigido e statico per farlo – si è irrigidito su certe cose.

Ha troppa paura di sondare onestamente il proprio altruismo, la propria disponibilità, la propria capacità di sacrificio, le proprie norme morali. Così il suo egoismo, la sua immobilità, la sua incapacità ad adattarsi, il suo desiderio di potere e la sua aggressività restano nell’ombra e si somatizzano nel corpo sotto forma di irrigidimento e immobilità, che finiscono per metter fine alla non sincera disponibilità al servizio.

(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

OsseoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/osseovin/

InfiaVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/infiavin/

DMG Gold

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/dmg-gold/