Kawa – Kawa

L’estratto di kava-kava e i kavapironi isolati hanno un effetto anticonvulsivo ed antiepilettico.

Kawa – Kawa (Piper methysticum)

Parte usata: la radice.

Azione farmacologica: neuroprotettiva, sedativa, anticonvulsiva, antiepilettica.

Applicazione terapeutica: due componenti, in particolare, la metisticina e la diidrometisticina prevengono i danni cerebrali da ischemia.

L’effetto principale della radice di kava-kava o di loro estratto è di tipo neuroprotettivo e svolge azione sedativa senza determinare riduzione del potenziale di memoria.

L’assunzione d’estratto di kava-kava è utile nei disturbi psicovegetativi di peri e Postmenopausa, in condizioni d’ansia nervosa, tensione, stress d’origine non mentale.

L’estratto di kava-kava e i kavapironi isolati hanno un effetto anticonvulsivo ed antiepilettico.

Posologia: si assume sotto forma d’estratto biochelato, in quantità pari a 70-200 mg di kavapironi totali al giorno (5-10 gocce 2-3 volte al giorno).

Tra le altre forme disponibili, facile per l’assunzione sono gli opercoli d’erba singola

titolato in 10% in kawapironi, metodo di determinazione HPCL, corrispondente a 25 mg di principi attivi pari ad una posologia di 100 mg/die di kawapironi.

Controindicazioni: gravidanza, allattamento, in caso di forte depressione e disturbi psicopatici.

Effetti collaterali: l’uso continuato a dosaggi elevati può causare una temporanea colorazione gialla della pelle e suoi annessi.

L’assunzione di kawa-kawa non deve essere associata con l’assunzione dell’alcool, perché può influire sulle funzioni visive e riflessi durante la guida.

Diventare un terapeuta

«Volevo farlo, ma non mi è stato possibile a causa di mia madre/mio padre/mia
moglie/mio marito, o del mal di schiena, perché non ho avuto tempo o perché ero troppo impegnato con il lavoro».

Il processo attraverso il quale si diventa terapeuti è del tutto individuale; non esistono regole fisse da seguire. La vita di ciascuno è unica e irripetibile.

E nessuno può instillare in un altro la capacità di guarire le persone:

tale capacità può soltanto svilupparsi dall’interno. Si possono seguire molti corsi, dalla medicina tradizionale alla scientifica, si può leggere molto materiale tecnico, filosofico e spirituale e diverse scuole di pensiero spiegano in vario modo il processo della guarigione, ma alcune non definiscono affatto le pratiche della terapia energetica come spirituali.

Personalmente mi sono accostato all’attività di Terapeuta guidato lungo un sentiero
personale dalla malattia alla salute, allo scientifico e spirituale, e cioè nel modo per me più naturale.

Qual è l’approccio più naturale per voi? Percorrete la vostra strada, non il sentiero più battuto, dal quale tuttavia potrete scegliere quanto vi serve per sviluppare le vostre idee personali.

Ecco ciò che mi ha detto dentro di me quella scintilla Divina che è l’Anima, e il mio spirito, integrato nella mente sulla questione di diventare terapeuti.

Dedizione

Diventare terapeuti significa dedizione – non a una specifica pratica spirituale, né a una religione, né a un insieme di regole: dedizione alla via personale che conduce alla verità e all’amore di Sè e riconosciuta negli altri noi. Questo significa che il proprio modo di praticare quella verità e quell’amore probabilmente si modificherà lungo il percorso della vita.

Risultati immagini per terapeuta

Ci sono molte strade che portano al “Consapevolezza del Sè” – direi che sono tante quante sono le anime in viaggio qui su questa dimensione terrena. Se cercassimo nella storia dell’umanità troveremmo molte persone che hanno compiuto quel viaggio prima di noi e hanno raggiunto l’illuminazione, consapevolezza, conoscenza ed esperienza. 

Di molti di quei percorsi effettuati la razza umana non conserva memoria in quest’epoca storica; di alcuni si stanno recuperando le tracce, altri restano perduti. Ma non importa, poiché nuove strade continuano a emergere dalla profondità dell’anima umana,

nuove strade che aiutano a ricordare chi e cosa siamo veramente, da dovunque si trovino le singole anime in un qualsiasi momento. Vedi, mia cara, è così che avviene. Questo è
il processo, che si rinnova costantemente, delle forze creative che emergono in Te e in
tutti gli altri. È proprio questo il ritorno a casa, che altro non è Ricordarsi che siamo già Eterni.

Quando imparate a fluire completamente, senza resistenze, seguendo quel moto creativo interiore, allora siete a casa, o meglio siete Voi, reali e consapevoli del momento presente. È questo che significano le parole “essere a casa”.»

Le prove

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Non appena avete deciso di seguire con dedizione la vostra vera via e di dare a questo l’assoluta priorità nella vostra vita, vi rendete conto di come l’esistenza che conducete sia governata da una dinamica fondamentale, un processo che vi porta attraverso una serie di panorami interiori, ciascuno dei quali modifica il carattere della vostra realtà personale.

Cominciate a comprendere il rapporto di causa ed effetto che esiste fra la vostra realtà interiore e il mondo «esterno».

Alla fine ho compreso che quelle prove sono predisposte (con il mio pieno assenso) da una coscienza molto più vasta della mia e che io stessa faccio parte di quella coscienza. In ultima istanza, dunque, io stesso predispongo, in un certo senso, le mie prove. Il mio piccolo «io» di solito non vuole saperne, ma il mio Sè più saggio è di migliore avviso. La prima cosa in cui vi imbattete quando decidete di dedicarvi a seguire la vostra strada è la paura.

La paura

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La paura è un’emozione che deriva dal non sentirsi connessi con la realtà più ampia.
È la sensazione della separatezza. La paura è l’opposto dell’amore, il quale è partecipazione all’unità di tutte le cose. Si ha paura finchè ci si crede o sente separati da se stessi.

Come identificare le proprie paure

Chiedetevi: Qual è la cosa che temo di più in questo periodo della mia vita?

Su quali supposizioni, relative alla realtà, si fonda la mia paura?

Che cosa c’è di veramente terribile nell’eventualità che ciò accada?

Ogni volta che cercate di evitare qualcosa è perché avete paura delle emozioni che susciterebbe?

Di quali emozioni si tratta?

Nel profondo vi è una parte di voi che sa di poter affrontare e superare qualsiasi cosa.

Grazie alla conoscenza e all’esperienza della stessa.Se vi guardate dentro scoprirete la vostra richiesta di non dover sperimentare ciò che temete; ma se vi lasciate andare e vi affidate alla scintilla divina che è in voi, vi renderete conto che probabilmente avete bisogno di affrontarlo.

E mentre vivete l’esperienza temuta, la paura si trasformerà in amorevole comprensione. Questo riguarda anche l’esperienza della morte, poiché, non si tratta di distruggere la paura, ma di conoscerne la natura e di concepirla come una forza meno potente dell’amore.

La paura è illusione. La paura non è altro che un guardarsi allo specchio facendosi le smorfie». di fatto è un prodotto della mente inconsapevole.

Se ripenso al percorso che ho compiuto finora, mi rendo conto che la mia
evoluzione ha seguito una certa «logica»; naturalmente non ero consapevole della
«logica» complessiva, al momento, poiché ero troppo concentrato sui problemi in cui
mi trovavo immerso.

La verità

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Nell’esperinze in cui vi trovate immersi, cercate di identificare il modo sottile in cui lo fate, non quello più ovvio, senza delegare la colpa ad altri, cambiate punto di osservazione.

Esaminando il vostro comportamento comprenderete pian piano come i rapporti di
causa ed effetto siano molto più chiari di quanto pensavate e come voi stessi vi
procuriate, in un modo o nell’altro, le esperienze negative.

Questa è una verità molto difficile da ammettere. Nascosto dietro le esperienze dolorose che vi create troverete un effettivo intento a vivere la vita in quel modo. È quello che fin qui ho chiamato «intento negativo»
Il mio intento negativo si basava su due fattori, uno dei quali era la convinzione

profonda che la vita fosse essenzialmente una serie di fatiche e di dolori. Questo tipo
di convinzione, che genera un intero sistema di credenze, non è uguale per tutti, ma è
assolutamente specifico per ogni individuo.

L’altro fattore su cui si basava l’intento negativo è il piacere negativo, vale
a dire che si gode delle esperienze dolorose, così da alimentarle e mantenerle tali.

Vi avverto: non ingannatevi – per quanti corsi o stages abbiate seguito e per quanto
abbiate lavorato su voi stessi, vi sarà utile rispondere a quelle domande. Questi
meccanismi esistono in tutti noi, anche se possono essere meno palesi di prima.

Ognuno di noi mette in atto queste dinamiche a un qualche livello della sua personalità. Per esempio, attribuendo a qualcun altro la responsabilità dei vostri problemi (madre, padre, moglie o marito), provate la soddisfazione di sentirvi «quello buono», mentre gli altri sono «i cattivi».

Il piacere negativo ha molte varianti e si presenta in molte forme. Essere feriti dagli altri, ammalarsi o trovarsi nella situazione del perdente provoca a volte un piacere del quale possiamo divenire consapevoli.

Molti di noi ripetono continuamente lo stesso schema che li mette nella situazione
della vittima, perché da vittime si ha una ricompensa secondaria: per giustificare i
nostri fallimenti assumiamo l’atteggiamento del «buono» che avrebbe potuto farcela
nella vita se soltanto gli altri non glielo avessero impedito.

Abituatevi a cogliere il piacere negativo che provate quando non riuscite a fare qualcosa e pensieri come:

«Volevo farlo, ma non mi è stato possibile a causa di mia madre/mio padre/mia
moglie/mio marito, o del mal di schiena, perché non ho avuto tempo o perché ero
troppo impegnato con il lavoro».

Queste sono scuse contenenti molto piacere negativo. Ascoltatevi la prossima volta che cercate di spiegare perché non avete fatto qualcosa. Siete in linea con la verità?

Ma perché noi esseri umani ci comportiamo così? Cerchiamo di analizzare il piacere negativo. Il piacere negativo è piacere naturale (o positivo) distorto. Esso si fonda sulla
separatezza, mentre il piacere positivo si fonda sull’unità e non ci separa in alcun
modo dagli altri.

Il piacere positivo proviene dal nostro centro, o nucleo: esso sgorga dalla profondità dell’essere e tende alla creazione. Affiora con un movimento e un’energia che sono piacevoli. Il piacere negativo si produce quando l’impulso creativo originario, che affluisce con il movimento e l’energia generati dal nucleo dell’essere, si distorce e viene parzialmente bloccato.

Questo succede soprattutto a causa delle esperienze infantili che si sono cristallizzate nella nostra personalità. Per esempio: il bambino cerca di prendere la bella fiammella rossa della cucina e la mamma allontana la sua mano con uno schiaffo prima che si scotti. L’impulso al piacere viene bloccato. Il bambino piange. Il processo di unificazione di dolore e piacere può iniziare in questa maniera molto semplice,

è necessario comprendere che la dualità è un’espressione di separatezza dal nostro Sè interiore, nella volontà di riunire Sè Stessi il duale si fonde irreversibilmente e la persona acquista una Consapevolezza integrata in qualsiasi tessuto sociale si trovi a fare l’esperienza.

(Francesco Ciani Naturopata)

Osteoporosi

Un abbassamento del pH intestinale porta alla disbiosi, cioè alla proliferazione di flora intestinale non simbiotica, che porta ad una maggiore permeabilità intestinale, a processi di infiammazione e di alterazione dei processi assorbitivi.

Serrplus e osteoporosi. prof. Mainardi Paolo

Le ossa contengono Ca, elemento che è molto ricco in natura, difficile immaginare una dieta povera di Ca.

L’osteoporosi colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, sicuramente è un momento di forte sbilancio ormonale, ma perchè si dovrebbe ridurre l’assorbimento del calcio?

Casualmente cercando in letteratura tutto quello che riguarda l’alfa-lattolabumina (si l’ammetto: ho digitato alpha-lactalbumin in pubmed e mi sono visionato tutti gli articoli salvandomi quelli che mi interessavano, 3 settimane di lavoro) ho trovato un articolo di giapponesi che proponevano l’ALAC nell’osteoporosi, in quanto ricca di Ca che chela la struttura proteica.

Riportavano i risultati di uno studio clinico che evidenti miglioramenti del tessuto osseo. Ero già prevenuto sul termine ricca usata per questa proteina sia riferita al trp che al Ca.

In realtà sono 2 molecole di triptofano e 2 atomi di Ca, su una catena di 130 ammino acidi.

Si può dire ricca?

Dalla mia “piccola” ricerca su questa proteina ho trovato che stimola la sintesi della leptina, ormone noto in quanto responsabile della distribuzione tissutale dei grassi. Un’azione meno nota, ma ampiamente documentata, è sull’accrescimento osseo. Si sa che anche il tessuto osseo, come tutti i tessuti, muore e si rigenera.

E’ anche noto che le donne hanno valori doppi di leptina rispetto ai maschi, come è anche noto che dopo la menopausa questo livello si dimezza. Il calo delle leptina può essere responsabile dell’elevata incidenza dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa.

Come soddisfazione personale l’ho proposto a persone anziane con problemi articolari, essendo conoscenze occasionali mi sono capitati solo uomini. L’ultimo è un 86 enne che abita sulle alture della riviera ligure dove porto a correre i miei cani.

I cani facilitano i rapporti con le persone, lui aveva un pastore tedesco femmina molto anziana e molto dolce. Il suo problema articolare era evodente in quanto camminava con le ginocchiere steccate, pensava di dover cambiare casa per le troppe scale, salite e discese.

Gli ho offerto l’ALAC, ci ha messo 6 mesi a fare effetto, io stesso ormai non ci speravo più, ma questo signore mi ripeteva, male non fa, se non le dispiace continuo. Fino al giorno che sentendomi arrivare mi è venuto a salutare, senza ginocchiere, continuando a fare flessioni sulle ginocchia, incredulo di non sentire più male.

Riferendomi che l’ortopedico aveva rinviato l’intervento. Sono il primo ad ammettere che pochi casi, fuori da uno studio controllato, non sono significativi che potrebbe essere un caso, ma il razionale non mi dispiace.

Sono concorde con lei che il tessuto osseo non ha solo funzioni di sostentamento, che entra nell’equilibrio omeostatico del nostro corpo, ma l’aumento di Ca nelle urine può essere correlato con la maggiore assunzione che non viene assorbita. Analizzando il pH si ha nella bocca condizioni di basicità, nello stomaco acidità, nell’intestino di nuovo basicità.

Un abbassamento del pH intestinale porta alla disbiosi, cioè alla proliferazione di flora intestinale non simbiotica, che porta ad una maggiore permeabilità intestinale, a processi di infiammazione e di alterazione dei processi assorbitivi. Se assumiamo un composto basico questo viene neutralizzato nello stomaco.

Se assumiamo bicarbonato avremo una cospicua formazione di anidride carbonica, difficilmente riusciremo a basificare l’intestino con il bicarbonato. Se assumiamo composti acidi invece questi possono rimanere alterati ed abbassare il pH intestinale.

Non tutte le proteine del latte sono acide, l’alfa-lattoalbumina è in grado di basificare l’intestino, inoltre sono stati isolati 3 peptidi provenienti dalla sua demolizione enzimatica con un effetto antibatterico intestinale superiore a quello dell’ALAC intera. La sua azione è quindi quella che andiamo a ricercare nei fermenti lattici. Il fatto curioso è che i fermanti lattici acidofili sono gli unici in grado a sopravvivere al transito nello stomaco, ma non possono attecchire in un intestino sano, cioè basico.

Quelli basofili vengono distrutti dall’acido dello stomaco, quindi possono sopravvivere solo quelli acidofili se trovano un intestino acido, rinforzando però, in questo modo, la flora batterica non simbiotica.

DepurEssiac

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Permeabilità intestinale

Capire cosa mangiare è fondamentale per la nostra salute, non possiamo affidare tale scelta al caso, a sbagliate tradizioni, abitudini, costumi, a credenze tribali, religiose o altro.

PERMEABILITÀ INTESTINALE. PROF MAINARDI

Roberta Rinaldi·Giovedì 18 febbraio 2016

Il sistema immunitario è attivato solo dalla dimensione del peptide che entra, quindi se un intestino troppo permeabile lascia passare peptoni (grossi peptidi), giustamente il sistema immunutario si attiva.

Quando viene diagnosticata una intolleranza ad un alimento, questa reazione immunitaria non è rivolta alla proteina integra dell’alimento, ma ad una sua frazione, troppo grossa, che un intestino troppo permeabile ha lasciato passare prima che fosse ridotta a pezzi più piccoli.

Questi test sono effettuati per appello, ovvero si chiede: c’è l’anticorpo contro il peptone AA? (derivante dall’alimento AAAA) La presenza di questo anticorpo viene definita come intolleranza all’alimento AAAA, ma se riduco la permeabilità intestinale, AA non entra più, e quindi risolvo l’intolleranza, entra solo A che NON mi attiva il sistema immunitario.

Ma se ho un intestino che è un colabrodo, non avrò solo AA nel sangue, ma anche BB, CC, DD ….. ovvero peptoni provenienti da altri alimenti, ma se io chiedo solo se c’è AA, gli altri non li vedo.

Se entrando in una classe io chiedo quanti sono coloro che si chiamano Paolo, potrei avere come risposta 10, sono tanti o sono pochi? dipende da quante persone sono presenti, 10 su 10 sono enormi, 10 su 100 abbastanza, 10 su un milione, pochi. La vera causa dei problemi è comunque l’infiammazione (=permeabilità), non i peptoni presenti, quindi anche se non mangio più il cibo AAAA a cui risultavo intollerante, non risolvo il problema della elevata permeabilità, quindi della causa dei sintomi.

A parte questo ci sono cibi infiammanti e cibi meno infiammanti, ma l’infiammazione è il modo intrinseco dell’intestino di funzionare, un intestino forte si infiamma e si disinfiamma, uno debole rimane in infiammazione debole, cronica, che è stata definita la madre di tutte le patologie.

Poi ci sono cibi che nutrono il mio impianto digestivo, come le fibre, da cui i batteri buoni ricavano acido butirrico e acetico, nutrienti delle mie cellule intestinali, quindi lo stesso burro e aceto può essere usato per nutrire direttamente le cellule intestinali.

Una volta nutrito va mantenuto allenato, ovvero è necessario esporlo a cibo complesso, altrimenti si indebolisce e la prima cosa che riduce sono i processi endogeni con cui continuamente ci ripara.

Bel guaio! Diventando onnivoro, in millenni, ha modificato il sistema digerente, da: stomaco 15%, colon 60% a stomaco 15%, colon 20%, un 10% in più di quello dei carnivori a cui non serve a nulla.

E’ come se fosse diventato un palestrato, abbiamo trasformato un motore semplice, poco performante, ma robusto, in un motore da F1, elevate prestazioni, ma MOLTO delicato. Sbagliare alimentazione oggi è molto più pericoloso che se fossimo rimasti scimmie .. sempre che discendiamo da loro (…)

Capire cosa mangiare è fondamentale per la nostra salute, non possiamo affidare tale scelta al caso, a sbagliate tradizioni, abitudini, costumi, a credenze tribali, religiose o altro.

La vita che scegliamo di Vivere richiede Consapevolezza del Sè, l’Unica Medicina o strada percorribile è la Conoscenza, la comprensione dell’esperienza stesso, per far sì che da subito possiamo scegliere di Vivere una Vita Piena quale manifestazione del Benessere manifesto in ogni espressione possibile.

Wash Intestinale

DepurVin

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Fortif 4

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Fortif 3

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Fortif 2

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Fortif 1

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Influvin T

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Dmg Gold

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(Prof. Paolo Mainardi modificato by Francesco Ciani)

Meditazione sull’autoguarigione

Per esempio: nel caso di un malessere o di un dolore fisico, che cosa accade nella vostra mente quando lo avvertite? Forse lo interpretate e gli applicate un’etichetta terribile?

Meditazione sull’autoguarigione

1. Analizzate il vostro corpo con il metodo che vi è più congeniale (visione interiore, intuizione, sensazione). Identificate (con l’aiuto della vostra Consapevolezza Interiore o AnimA se volete) la parte del corpo che più vi preoccupa.

Se non vi sono problemi particolari localizzati in un dato punto, concentratevi su qualcosa che sta accadendo ora nella vostra vita e che richiede la vostra attenzione o vi crea problemi.

2. Se volete, attribuite al malessere fisico una forma, un colore, una sostanza, una consistenza. È acuto o sordo? Se si tratta di un dolore particolare, è persistente? Oppure va e viene? Se si tratta di un problema nella vostra vita, domandatevi se è una situazione nuova o vecchia.

Come vi sentite quando vi trovate ad affrontarla? E qual è la vostra reazione abituale o cronica? Cercate di capire in termini specifici il vostro atteggiamento interiore.

Per esempio: nel caso di un malessere o di un dolore fisico, che cosa accade nella vostra mente quando lo avvertite? Forse lo interpretate e gli applicate un’etichetta terribile?


Quando avvertite quel malessere/dolore o si verifica quella data situazione, provate rabbia o paura? Ciò che avviene nel vostro corpo vi suscita timore? Qual è, in tal caso, la vostra reazione? Qual è la reazione abituale che, in un certo senso, lascia il tempo che trova?

Sapete che questa reazione non funziona, perché il disturbo non è scomparso. Se si tratta di un disturbo cronico, è particolarmente evidente che la reazione abituale non è efficace: il messaggio non vi è arrivato (o, se volete, la lezione non è stata imparata).

Perciò arriverei a dire, mia cara, che qualunque sia la reazione, è completamente sbagliata perché non risolve la situazione.

Guardate la vostra vita e il vostro corpo: ne avete fatto una scuola in cui imparare e ogni dolore o malattia è un messaggio che ha lo scopo di insegnarvi qualcosa. La Malattia legata all’esperienza che avete scelto di fare, è uno stato di separazione da voi stessi.. più tempo passa e più sarà lesiva e manifesta …

3. La prossima domanda, perciò, è questa: per quale ragione avete prodotto nel vostro corpo quel dolore? Per quale ragione avete creato quella data situazione nella vostra vita? Che cosa dovete imparare da questa esperienza? La situazione o il malessere fisico vanno ripetendovi la stessa cosa finché non l’avete capita; di che cosa si tratta? Che cosa avete bisogno di comprendere? O di ottenere?

Finché non lo avrete appreso continuerete a riproporre le stesse circostanze, poiché voi siete i migliori maestri di voi stessi: avete predisposto abilmente le lezioni da imparare e i non vi “promuoverete” finché non avrete “passato quell’esame”.

Se avete individuato una zona critica nel vostro corpo, vi consiglio di mettervi sopra la mano o le mani. Consentite alla vostra coscienza superiore di pervadere quella parte e nello stesso tempo identificate, se non lo avete già fatto, la natura della vostra paura.

Quando avrete intuito l’essenza di quella paura, vi consiglio di sentirla con amore. Quale tipo di amore si adatta meglio a quel timore? Fate questo nei confronti di ogni aspetto della vostra vita e di ogni parte del vostro corpo. Qualsiasi forma di malattia o esperienza negativa è la diretta conseguenza del fatto che non vi siete amati pienamente, non avete del tutto seguito le vostre inclinazioni.

In quale senso non vi siete risvegliati al suono della voce interiore? In che termini non vi siete permessi di essere pienamente ciò che siete? Ogni malattia è un messaggio diretto che vi dice in che modo non avete amato ciò che siete, come non vi siete occupati di voi stessi al fine di essere la persona che siete. Questo principio è alla base di ogni forma di guarigione.

4. Un’altra indicazione: il contenuto del messaggio non è mai che avete fatto qualcosa di male o che c’è qualcosa in voi che è male.

5. Una volta trovata la risposta riscontrerete, con ogni probabilità, che la paura e il dolore derivano dall’impedire a voi stessi di fare ciò che veramente desiderate. A quel punto, la scelta che vi si presenta è di affrontare la paura, di provarla fino infondo e di lavorare su di essa. Poiché ogni volta che provate paura provate anche l’assenza dell’amore; infatti, la paura è l’opposto dell’amore.

Perciò, ogni volta che provate paura potete esser certi che non siete nella verità e probabilmente la cosa che temete non è reale, ma è una vostra proiezione. Quando il timore vi domina non siete centrati, non vi trovate nella pienezza del vostro essere.

Trovando il coraggio di entrare nella vostra paura inizierete un processo di guarigione a un nuovo livello.

Prima di addormentarvi:

1. Elencate le vostre paure. Che cosa temete? Il vostro timore si incentra sul fisico? O su una situazione? Oppure si tratta di timori generici?

2. Collegate le vostre paure a determinate circostanze della vostra vita. La paura deriva sempre dal non fare ciò che si vuole; essa ci blocca, trattenendoci al di qua della nostra grandezza, e nello stesso tempo è la porta d’accesso a quella grandezza. Stendete un elenco di questo tipo:

Che cos’ha a che fare tutto questo con la tua energia Vitale o la tua Coscienza? Ebbene, queste cose hanno una loro sostanza e si possono vedere nell’energia che emaniamo nel fare le cose, nelle scelte, esperienze, nel camminare, dal tono di voce, dalla velocità della parola ecc…

Quando avrete sviluppato maggiormente la vostra percezione, potrete guardare le persone e vedere in che modo non si vogliono bene: in quanto terapeuti di sè stessi, saranno o sarete l’anello della catena che aiuta gli altri a ricordare chi sono e ad amare se stessi. La Persona Consapevole di Sè in una modalità integrata diventa terapeuta e diviene amore.

Meditazione per dissolvere i limiti che imponiamo a noi stessi

Questa forma di meditazione può essere utile a coloro che si vedono confinati in determinati settori della loro vita e sono insoddisfatti di questi limiti. Serve per esplorare se stessi e per sviluppare la capacità di guarirsi, poiché la malattia non è che la conseguenza del rinchiudersi in definizioni limitate dell’io.

Per individuare questa dinamica negli altri e aiutarli a guarire, è necessario anzitutto saperla rintracciare in se stessi; allora, come terapeuti, potrete aiutare altre persone a comprendere in quale senso si limitano e a dissolvere quei limiti.

Tutte queste cose hanno una loro forma nel campo energetico; sono energia e coscienza che vi limita. Così, operando sulla propria Anima durante la terapia, potete intervenire direttamente sulla forma energetica che costituisce la sostanza dei limiti da dissolvere.

1. Elevatevi a uno stato espanso.

2. Domandatevi: chi sono?

3. Trovata la risposta, cercate i limiti che con quella semplice definizione di voi stessi vi imponete. Quando avrete individuato i limiti, prendete coscienza del fatto che si tratta di un confine che vi siete tracciati da soli.

4. Gettate il limite al di là del confine; in questo modo il confine si estenderà.

5. Domandatevi di nuovo chi siete. Qualunque sia la risposta, si tratterà ancora una volta di una definizione dell’io.

6. Estrapolate l’Essenza dalla definizione limitata.

7. Gettate il limite al di là del confine, espandetevi ulteriormente.

8. Ripetete la domanda, e così via.

Praticate questa forma di meditazione con regolarità durante la settimana prossima. L’Essenza – sarete voi a trovarla durante l’esercizio. Se volete diventare terapeuti o persone Consapevoli , è possibile.

Il vostro primo compito è di guarire voi stessi; concentratevi su questo e in un secondo tempo cercate di capire con quali sistemi potete aiutare gli altri a guarirsi. Questa sarà la base della vostra formazione come persone equilibrate e capaci di interfacciare con altri Sè nella vita che avete scelto di comprendere, gustare, condividere ecc …

Barbara Ann Brennan modificato by Francesco Ciani

Acidi urici

Il pH del sangue è controllato dalla respirazione e dall’asse intestino-rene, che decide cosa espellere e cosa riciclare tra cui il bicarbonato che basifica. Una infiammazione intestinale danneggia questo asse riducendo il controllo del pH.

Chiarimenti sul pH. dal prof. Paolo Mainardi

e Roberta Rinaldi·Lunedì 3 agosto 2015

Se mangiate carne o cibi ricchi di purine (anche nei vegetali) e non vi si acidifica l’urina avete di che preoccuparvi.

Le urine sono un REFLUO, le purine vengono trasformate in acido urico, che deve essere eliminato. I carnivori hanno un enzima, l’uricasi, che trasforma l’acido urico, noi no. La eliminiamo con i reni.

Se facciamo fatica ad eliminarla è perchè abbiamo un acidosi intestinale, che rallenta i processi dell’asse intestino-rene, quindi l’acido urico forma cristalli di urati e ci viene la gotta. La moda di testare il pH delle urine è stata promossa da venditori di cartine tornasole o da ignoranti, nel senso che ignorano la fisiologia del corpo umano.

La tanto denigrata caseina, sempre da parte di ignoranti, RUDUCE la trasformazione delle purine in acido urico, riducendo una acidosi.

L’ignoranza trasforma veri idioti in una specie di guru osannati da coloro che sono ancora più ignoranti.

Il pH del sangue è controllato dalla respirazione e dall’asse intestino-rene, che decide cosa espellere e cosa riciclare tra cui il bicarbonato che basifica. Una infiammazione intestinale danneggia questo asse riducendo il controllo del pH.

Non è acidità a favorire i tumori ma l’infiammazione dei tessuti. Oggi questo concetto è noto, così come l’infiammazione sia la causa delle placche di arteriosclerosi, di beta-amiloide, etc.

Sarebbe molto pericoloso se potessimo modificare i pH dei nostri tessuti in base alla acidità-basicità del cibo che ingeriamo, la Natura non è così sciocca. L’azione salutistica del limone, acido citrico, quindi acido, è dovuta al contenuto di FOS, in quanto è l’agrume più ricco in essi.

Quindi è ricco di inulina. l’acidosi nel sangue può essere prodotta o da una incapacità del rene di recuperare il bicarbonato, che normalmente è riassorbito nella misura del 99%, oppure da una eccessiva produzione di acido urico, che proviene dalla demolizione delle purine.

Mangiando cibi ricchi di purine, non solo la carne, conviene far uso di latticini, in quanto la caseina riduce la formazione di acido urico. Questo dato lo riporta anche Campbell nei suoi articoli scientifici, poi nel libro non ne parla….

Quindi c’è da chiedersi a chi conviene la guerra al latte e se per caso non vi stanno prendendo in giro, come anni fa con la guerra al colesterolo.

RenVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/renvin/

DiurVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/diurvin/

Litio

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/oligoceleste-litio/

Manganese Cobalto

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/oligoceleste-manganese-cobalto/

 

Issopo

Gli si attribuiscono proprietà antiartritiche, antiasmatiche, antireumatiche, antispasmodiche bronchiali, stimolanti dell’appetito e del sistema nervoso.

Issopo (Hyssopus officinalis)

Parti utilizzate: foglie e fiori

Le sommità fiorite dell’Issopo contengono un gradevolissimo olio essenziale che è responsabile della maggior parte delle proprietà di questa pianticella.

É un liquido leggermente denso, incolore o giallastro – verdognolo, poco solubile in alcool dall’odore gradevolmente aromatico e dal sapore un po’ amaro. Gli si attribuiscono proprietà antiartritiche, antiasmatiche, antireumatiche, antispasmodiche bronchiali, stimolanti dell’appetito e del sistema nervoso.

Per via esterna: l’essenza di Issopo è efficace sulle contusioni e su lesioni quali ferite e ulcerazioni. Ha un notevole potere espettorante e bechico.

Modo d’uso: per un infuso usare 2 cucchiai da tè d’erba secca per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposare per 10 minuti, filtrare. Dose: 3 tazze al giorno. Disponibile anche come estratto biochelato, si prende a gocce 8-15, due/tre volte al giorno.

Per preparare la compressa: si prendono 30g. di erba secca per mezzo litro di acqua bollente, si lascia a riposo per 15 minuti. Immergere una garza spessa o pezzo di telo pulito ed applicare all’herpes genitale o labiale.

In commercio si trova per uso interno sotto forma di TM oppure come OE (2-4 gocce su una zolletta di zucchero o pastiglia per oli essenziali http://www.aroma-zone.com/info/fiche-technique/pastilles-neutres-aroma-zone 3 volte al gg) oppure come essenza spagyrica o MicroDose (metodo Dott. Martinez Bravo).

Si sconsiglia l’utilizzo: della pianta durante la gravidanza, al momento dell’acquisto sincerarsi che si tratti veramente di Hyssopus officinalis, in quanto esistono molte piante comunemente chiamate issopo.

OE dovrebbe essere: usato sotto controllo medico, perché può indurre le crisi epilettiche. L’erba si è dimostrata efficace per: sciogliere il muco e facilitare l’espulsione, per tosse e irritazioni respiratorie, asma, dispnea, bronchite cronica, TBC (neutralizza il bacillo di Koch), reumatismi, ipotensione, litiasi urinaria, atonie digestive, leucorrea, certi tipi di tumori.

antisettico: regolatore della sudorazione, nelle febbri eruttive, contro la leucorrea,

uso esterno: cicatrizzante, per ecchimosi, sifilide,

eczemi: un contagocce dell’essenza spagyrica pieno per ogni cucchiaio d’acqua, sbattere forte prima dell’uso, per lavaggi e impacchi.. Rispettare i dosaggi indicati.

Proprietà:

  • espettorante, espettorante , fluidificante delle secrezioni

  • anti-asmatica, in caso di Asma non Allergica

  • anticatarrale notevole,

  • bronchiolite del poppan­te

  • antivirale potente

  • diaforetica, sedativa,carminativa, tonico e stimolante, simpatico/tonico (azione a livello del sistema nervoso simpatico)

Indicazioni :

  • Bronchite acute,

  • croniche ed asmatiforme, rinofaringite, sinusite,

  • bronchiolite del lattante

  • Catarro nasale cronico,

  • Asme bronchiale con secrezioni ed infiammatorie, all’infuori dell’asma allergica pura

  • Depressioni nervose ed angosce.

Sinergismi frequenti:

Marrubio nel catarro bronchiale. Calendula fiori nella febbre infantile.

Avvertenze e controindicazioni:

Come per tutte le piante fortemente balsamiche l’uso dell’Issopo è controindicato nella fase acuta del processo infiammatorio dell’apparato respiratorio, altrimenti non ci sono controindicazioni.

È inoltre controindicato nella gravidanza e nei soggetti nervosi e sensibili.

Consigli:

Consiglio la somministrazione per via cutanea e rettale. L’uso migliore è tramite supposta, dove l’issopo è associato, con effetti straordinari, all’enula odorosa e all’eucalipto radiata.

DA NON CONFONDERE CON L’ ISSOPO OFFICINALIS VAR. OFFICINALIS,

neurotossico ed abortito contrariamente a questa varietà privata di questa tossicità.

BroncoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/?s=broncoVin

TossVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/tossvin/

ERBE OFFICINALI : http://www.erbeofficinali.org/ http://www.erbeofficinali.it/index.cfm

RAINTREE: http://www.rain-tree.com/index.html

RICERCA DI TERZE PARTI DISPONIBILE E REPERIBILE IN PUBMED http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed

Azioni intestinali dei farmaci

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

Azioni intestinali dei farmaci

Gershon riporta l’evidenza di come i farmaci neuroattivi agiscono anche a livello intestinale. Ad esempio i farmaci antidepressivi SSRIs sono impiegati anche per disturbi intestinale.

Curiosamente a bassi dosaggi controllano la diarrea, ad alti la provocano. E’ interessante correlare questo dato con l’evidenza che a bassi dosaggi siano anticonvulsivi, ad alti sono pro convulsivi (1).

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Sia per i farmaci antidepressivi che antiepilettici è riportato che sono in grado di aumentare il triptofano e/o la serotonina intestinale, confermando l’azione sul cervello enterico.

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

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Queste evidenze ci portano a considerare importante la possibile azione intestinale dei farmaci. Infatti, assunti oralmente, potranno interessare il cervello enterico con maggiore probabilità rispetto a quella di arrivare al cervello.

Infatti, gli SSRIs inibiscono il legame della serotonina alle piastrine plasmatiche, anche se con differenti costanti di affinità chimica, rispetto all’inibizione della ricaptazione cerebrale. Le piastrine hanno il compito di sequestrare tutta la serotonina sintetizzata dall’intestino e riversata nel sangue.

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La serotonina piastrinica viene rilasciata solo in seguito ad traumi, ad esempio ferite, in quanto provoca una vaso-restrizione, limitando l’emorragia, e attiva i processi di cicatrizzazione . Comunque il suo ruolo non è solo vaso-restrittivo, ma quello in generale di controllare il tono del vaso sanguigno, da cui il nome serotonina.

L’inibizione del legame della serotonina con le piastrine, associato al ruolo di segnale di pericolo della serotonina libera, può portare ad una riduzione della trasformazione del triptofano in serotonina, quindi all’aumento dei suoi livelli, da cui dipende la sintesi cerebrale di NPY.

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Questa sintesi è controllata dal sistema neuroendocrino, che, come tutti i sistemi di controllo non fornisce risposte immediate, ma dopo un periodo di tempo di osservazione, che nel caso dell’uomo sono 20-30 giorni. Infatti dopo 20-30 giorni di digiuno il livello di noradrenalina balza improvvisamente da 20 a 200 nmoli/ml.

La dipendenza dalla risposta del sistema neuroendocrino spiega la latenza nei tempi di risposta clinica degli SSRIs, mentre l’incidenza di alterazioni del legame piastrinico riportate nei pazienti depressi e epilettici spiega l’elevata incidenza di effetti collaterali, questi dovuti ad un aumento del livello plasmatico di serotonina “libera”, la quale, superato un valore soglia, viene captata dal cervello, finendo negli spazi extracellulari, dove è noto che sia neurotossica.

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Per quanto riguarda i farmaci anticomiziali, abbiamo già discusso in questo libro, l’azione intestinale dell’acido valproico. Sono riportate azioni di farmaci antiepilettici, come la carbamazepina (2), l’acido valproico (3) e la lamotrigina(4), sui danni ischemici da riperfusione a livello intestinale, che confermano la loro capacità di azione anche sull’intestino.

Queste azioni sono legate alle loro capacità antinfiammatorie, pertanto questa può essere la vera responsabile della loro azione anticonvulsiva, sulla base dell’evidenza di come una infiammazione intestinale abbassi la soglia convulsiva.

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Il concetto riportato da Gershon può essere riformulato, in quanto l’azione dei farmaci neuroattivi può essere solo a livello intestinale, per questo non necessitano di arrivare al cervello. La risposta cerebrale è fornita grazie al sistema neuroendocrino.

(Prof. Paolo Mainardi)
dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina
Riferimenti
1) P.C. Jobe, R.A. Browning The serotonergic and noradrenergic effects of antidepressant drugs are anticonvulsant, not proconvulsant. Epilepsy & Behavior 7 (2005) 602–619
2) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y.Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6
3) Kim K, Li Y, Jin G, Chong W, Liu B, Lu J, Lee K, Demoya M, Velmahos GC, Alam HB. Effect of valproic acid on acute lung injury in a rodent model of intestinal ischemia reperfusion. Resuscitation. 2012 Feb;83(2):243-8
4) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y. Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6.

L’Arte di Vivere

L’obiettivo principale è il destino dell’AnimA (Coscienza Integrata).

«Quando si vuole lasciar andare la presa la presa si fa più stretta, perché non ci si arrende alla volontà, ci si arrende alla resa.

La lezione definitiva per ogni Anima è l’abbandono totale ai programmi mentali,

imprinting, esperienze confinanti e autosabotanti dove la Mente resiste e si identifica creando il suo universo manifesto come estensione duale di se stessa (inconsapevolezza).

Mentre l’Anima e lo Spirito (parte femminile e maschile del Sè)  si manifestano nel vostro stesso Cuore, aspettano di fondersi con la Mente errante»

L’obiettivo principale è il destino dell’AnimA (Coscienza Integrata).

Qual è la lezione che l’individuo sta imparando?

E qual è per lei il modo migliore per impararla?

La lezione ultima è che siamo una scintilla Divina;

più ci avviciniamo a questo e più siamo Vivi, Reale, Immortali, Consapevoli,

creando e manifestandoci nell’esperienza che siamo venuti a vivere.

il modello non esiste.. perchè la Coscienza Integrata si manifesta nel fare l’esperienza (Vita).

Risultati immagini per vivere

Un passo di S. Ildegarda ripete: Uomo guarda l’uomo, nell’uomo ci sono i cieli e la terra (Fisica Quantistica)

è L’Anima che dona la Vita, che guarisce il Corpo che dona la Vita.

La Coscienza è il contenuto il Corpo è il contenitore.

quando l’Uomo guarda Dio,

Dio lo guarda dallo stesso occhio.

(Francesco Ciani Naturopata)

Ippocastano

L’ippocastano assicura il drenaggio venoso, aumenta il tono dei vasi venosi, facilita la circolazione a livello della vena porta, riduce la congestione venosa pelvica ed in particolare del plesso emorroidario.

Ippocastano (Aesculus hippocastanum)

Parti utilizzate: semi, foglie, corteccia ricco di saponine triterpeniche, cumarine, escina e flavonoidi.

Le gemme di Ippocastano hanno uno spiccato tropismo per i vasi venosi e sono il rimedio specifico della stasi e della congestiona venosa;

l’effetto decongestionante sulla stasi linfatica e sulla pletora sanguigna avviene anche per miglioramento della funzione circolatoria.

Modo d’uso: si può fare il decotto d’ippocastano, ma maggiormente è usato sotto forma di TM (20 gocce in poca acqua 3 volte al gg) oppure come gemmoderivato (GM 1 DH 40 gocce, 3 volte al giorno).

L’estratto d’ippocastano fa parte di molte creme e pomate per il trattamento delle varici e turbe circolatorie degli arti inferiori (con tendenze alla stasi venosa), varicocele, dismenorrea, metrorragie, contro la cellulite e del trattamento delle emorroidi aggravate dal calore e dalla sedentarietà, migliorate con il freddo e il movimento.

Algie a livello di sacro-iliaco, geloni ed eritema pernio.

In commercio si trova l’olio d’ippocastano per i massaggi nel trattamento dei reumatismi.

L’ippocastano assicura il drenaggio venoso, aumenta il tono dei vasi venosi, facilita la circolazione a livello della vena porta, riduce la congestione venosa pelvica ed in particolare del plesso emorroidario.

Riduce la ritenzione idrica e permettendo il riassorbimento del liquido in eccesso nel sistema circolatorio. Olio d’ippocastano si usa anche esternamente per lenire i dolori di reumatismo.

Non eccedere nel dosaggio per vie interne, preferire l’uso esterno.

Fitoblasto Castanea Vesca

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitoblasto-castanea-vesca/

VenaVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/venavin/