Ipertiroidismo e altre malattie guarite con la dieta crudista

Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti

Asse Intestino – Cervello
Dieta crudista senza cereali
Ho conosciuto una persona che fino a pochi mesi fa prima costretta a letto dalle conseguenze dell’ipertiroidismo e che è guarita adottando una dieta incentrata sul consumo di cibi vegetali crudi (che non vuol dire solo frutta e verdura, ma anche semi, germogli, frutta secca, il che include anche frullati e “cracker” di semi di lino fatti con l’essiccatore, “fette biscottate” di germogli fatte sempre con l’essiccatore, frullati, centrifughe o meglio ancora estratti realizzati con un apposito estrattore, di cui esistono modelli più economici e modelli più cari ma realizzati tutti in acciaio inox (come quelli della Angel ) fino ad arrivare agli estrattori raccomandati per l’implementazione del metodo Gerson che costano circa 2.000 euro.
La cosa non mi stupisce per niente dal momento che ho già fatto notare come la dieta crudista è compatibile quasi completamente con la dieta paleolitica per curare la disbiosi intestinale; fanno eccezione le carrube ed i succhi/centrifugati di patate, non ammessi dalla dieta paleolitiva. Non so se i germogli di certi tipi di fagioli amidacei possono essere o meno compatibili con tale dieta, ad ogni modo è possibile scegliere i fagioli non amidacei.
Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti, come mostrano gli l’articoli Does microbiota composition affect thyroid homeostasis? (“La composizione del microbiota influenza l’omeostasi della tiroide?”) e Does the gut microbiota trigger Hashimoto’s thyroiditis? (“Il microbiota intestinale innesca la tiroidite di Hashimoto?”) .
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La correlazione tra la presenza di Yersinia enterocolitica e l’esordio di malattie alla tiroide è in fase di sutdio, e ci sono per il momento risultati contrastanti; lo stesso dicasi per il ruolo dell’Helicobacter Pylori. In attesa di ulteriori ricerche che possano chiarire se la presenza di questi due batteri abbia un ruolo causale nei disturbi della tiroide, è da rimarcare che certe infezioni si manifestano generalmente in presenza di uno squilibrio del microbiota. In ogni caso le tiroiditi, come malattie autoimmuni (per quanto detto nel resto del libro) sono facilmente collegate alla disbiosi (nonché a focus dentali, glutine, aspartame, mercurio).
Tra le tante esperienze sulla validità di una dieta crudista, segnalo quella di una donna cui era stato diagnostico l’ipertiroidismo ma che poi si è accorta (per una serie di circostanze casuali) che le prime analisi erano semplicemente state fatte nell’orario in cui la tiroide funzionava a pieno regime (secondo quanto le è stato poi confermato da un medico la tiroide alterna periodi di funzionamento “nella norma” e periodi di lavoro più intenso). In questo caso la paziente ha semplicemente scoperto che le terapie farmacologiche già prescritte (e fortunatamente mai assunte) non le erano affatto necessarie .
Riguardo alla dieta crudista riferisco la storia della famiglia Boutenko che è diventata famosa per avere sconfitto un gran numero di malattie più o meno inguaribili secondo la medicina ufficiale, e che costringono ad assunzione di farmaci vita natural durante. Stiamo parlando di diabete giovanile, obesità, ipertiroidismo, fatica cronica, aritmia, asma, artrite, allergie varie, sparite adottando un regime crudista . Dopo avere letto i precedenti capitoli, e ben sapendo che il crudismo non prevede l’assunzione di cereali, è chiaro come questa dieta dia la possibilità all’intestino di risanarsi, essendo una sorta di dieta paleo.
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Essi affermeno che, dopo essere guariti da molti seri problemi hanno imparato a migliorare ulteriormente la propria dieta e la propria condizione di salute imparando dagli scimpanzé, i primati più simili all’uomo, ed integrando nella loro alimentazione sempre più germogli e vegetali crudi a foglie verdi , ma vi avverto che non tutti nell’ambito del crudismo concordano sul valore nutritivo dei vegetali a foglie verdi, visto che i fruttariani (che mangiano solo ed esclusivamente frutta, categoria nella quale includono i frutti degli ortaggi come cetrioli, peperoni e pomodori) ritengono che certi diagrammi derivano dall’osservazione di scimpanzè in cattività .
In realtà a dirla tutta gli scimpanzè sono onnivori, mangiano tantissime formiche e, quando sono carenti di proteine anche piccoli mammiferi, a volte anche altri scimpanzé di altri clan con cui contendono le fonti di cibo (ebbene sì, sono anche cannibali).
Le esperienze della famiglia Boutenko sono state pubblicate su alcuni libri nonché siti internet quali www.rawfamily.com dove si possono trovare anche delle ricette. Altre informazione sul regime crudista della famiglia Boutenko le potete trovare sul sito http://www.greenforlife.com/.
Un altro articolo interessante su ipertiroidismo e dieta crudista lo si trova sul sito di Valdo Vaccaro .
Per chi vuole approfondire l’argomento del crudismo ci sono anche diversi siti italiani (c’è l’imbarazzo della scelta) . Sono disponibili anche diversi libri interessanti e tantissimi video presenti sul web (basta cercare, o in italiano o in inglese digitando le parole “raw food” o “crudismo” all’interno di un qualsiasi motore di ricerca).
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Sul fatto che una dieta crudista con l’esclusione sia di proteine che di grassi animali possa a lungo termine creare degli scompensi ci sarebbe da ragionare; io credo che qualche uovo ogni tanto ed un po’ di burro biologico aiuterebbero a bilanciare meglio il nutrimento di chi si avvicina a questa dieta (del resto se l’uovo è veramente biolgocio, di gallina sana, si può magniare anche crudo).
819 http://www.parasitesandvectors.com/content/1/1/40#B5.
http://www.angel-italia.com/it/prezzi.
820 Pubblicato su Endocrine. 2015 Aug;49(3):583-7, autori Virili C, Centanni M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25516464.
821 Pubblicato su Discovery Medicine 2012 Nov;14(78):321-6, autori Mori K, Nakagawa Y, Ozaki H; 822 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23200063.
823 http://www.paroleqb.it/amare-…/guarire-tiroide-senza-farmaci.
824 http://www.bio-haus.it/…/ricerc…/9-tesine/119-the-family-raw.
824 http://www.rawfoods.it/…/dieta-ideale-limportanza-del-verd…/.
825 http://www.fruttariani.it/luomo-non-discende-dalle-scimmie.
826 http://valdovaccaro.blogspot.it/…/ipotiroidismo-eutirox-da-….
827 Tra essi segnalo il sito http://www.arnoldehret.it, mentre sul sitohttp://www.cacaopuro.com è possibile acqistare tanti prodotti crudisti e biologici: olio di cocco, burro di mandorle, alga spirulina, polvere di acai (possibile rimedio contro i nanosensori aviodispersi), MSM ovvero zolfo organico a prezzi bassissimi (prodotto in Cina), fichi secchi, essiccatori, persino tavolette di cioccolata e carruba dolcificate col succo d’agave (ricordo però che la carruba è esclusa dalla dieta paleo-GAPS).

Foglie di lampone

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le foglie di lampone nella tua vita.
Scarsa produzione di latte materno, gastrite, cisti ovariche, allergie alimentari, spossatezza, disturbi allo stomaco, carenza di ferro, caduta dei capelli, anomalie negli esiti del Pap test, infiammazioni all’utero, alle ovaie e/o alle tube di Falloppio, squilibri ormonali, ipotiroidismo, vampate, perdite ematiche intermestruali, secrezioni e/o bruciore vaginale, crampi.

Spesso pensiamo alle piante di lampone solo per le bacche squisite che giovano anche alla salute; ma le foglie meriterebbero altrettanta considerazione. Per favorire l’equilibrio dell’apparato riproduttivo femminile, le foglie di lampone sono impareggiabili, ideali per riorganizzare e proteggere questa parte del corpo.
Inoltre riportano in equilibrio tutti i livelli ormonali: per esempio supportano le ghiandole surrenali nella produzione di estrogeni, progesterone e testosterone e nutrono la tiroide con sostanze essenziali per il suo sostentamento. Una semplice tisana di foglie di lampone è uno dei rimedi più efficaci per l’infertilità e preparare il corpo femminile alla gravidanza.
È utile anche per prevenire gli aborti spontanei ed è lo strumento segreto per alleviare l’esaurimento e la depressione post partum. È risaputo che le foglie di lampone favoriscono la produzione di latte materno, ma pochi sanno che lo arricchiscono di vitamine e minerali, rendendolo più nutriente.
Le foglie di lampone sono benefiche anche per gli uomini, soprattutto per depurare il sangue e disintossicare l’organismo. Nel corpo femminile come in quello maschile, i composti fitochimici contenuti nelle foglie di lampone, come antocianine e polifenoli, esercitano una potente azione antinfiammatoria, specie su ghiandole e organi. Le foglie sono straordinarie anche per curare la carenza di ferro, favorire la crescita dei capelli dove serve e alleviare la pancreatite, perché aiutano a rafforzare il pancreas. Anche se nessuno sottolinea questo aspetto, le foglie di lampone dovrebbero essere considerate uno dei cibi più adattogeni.
MALATTIE
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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le foglie di lampone nella tua vita.
Infertilità, aborto spontaneo, fibromi, depressione post partum, anemia, infezioni alle vie urinarie (comprese quelle alla vescica e ai reni), malattie della tiroide, pancreatite, malattie delle gengive, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, morbo di Graves, tiroidite di Hashimoto, polipi all’utero, sindrome dell’ovaio policistico, prolasso dell’utero, prolasso della vescica, papilloma virus, disturbi del sistema endocrino, vaginosi batterica.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le foglie di lampone nella tua vita.
Scarsa produzione di latte materno, gastrite, cisti ovariche, allergie alimentari, spossatezza, disturbi allo stomaco, carenza di ferro, caduta dei capelli, anomalie negli esiti del Pap test, infiammazioni all’utero, alle ovaie e/o alle tube di Falloppio, squilibri ormonali, ipotiroidismo, vampate, perdite ematiche intermestruali, secrezioni e/o bruciore vaginale, crampi.
SUPPORTO EMOTIVO
Per chi cerca conforto, serenità, empatia, consolazione, calore, affetto e un pizzico di ammirazione che non guasta mai, le foglie di lampone sono un rimedio straordinario. Usale per rassicurarti e offrile a un amico in difficoltà.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
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Un cespuglio di lamponi può invadere l’orto se non lo curi, ma con un po’ di tempo, pazienza e accortezza nel capire quali fusti potare puoi tenerlo sotto controllo: quest’attenzione sarà ricompensata con una pianta più sana e fruttuosa.
Anche nella nostra vita ci troviamo a fare i conti con situazioni che sconfinano nel caos; alcune sono incontrollabili, ma non tutte. Le piante di lampone c’insegnano a tenere d’occhio le situazioni che possiamo stroncare sul nascere, affrontando le spine e restando vigili. Nella tua vita c’è qualcosa che potrebbe rivelarsi maggiormente fruttuoso se lo curassi fin d’ora?
SUGGERIMENTI
Prepara una tisana di foglie di lampone se senti un calo di energie in un momento della giornata. Ti darà sollievo.
Per un profondo effetto ricostituente sull’apparato riproduttivo e per ripristinare l’equilibrio ormonale, prepara una tisana di foglie di lampone e d’ortica.
Aumenta il consumo di tisana di foglie di lampone quando c’è la luna piena: le piante crescono il 25 per cento in più intensificando la loro efficacia, e anche le foglie essiccate mantengono ancora un legame con i ritmi naturali sanciti dalle fasi lunari di quand’erano attaccate al fusto.
TISANA DI FOGLIE DI LAMPONERisultati immagini per tisana lampone
Per quattro tazze
Semi, foglie e petali si schierano insieme in questa deliziosa tisana. Mentre la sorseggi, visualizza il tuo stesso allineamento, in cui l’apparato riproduttivo e le altre parti del corpo diventano un tutt’uno.
2 cucchiai di foglie di lampone
8 baccelli di cardamomo
1 cucchiaino di petali o boccioli di rosa
Mescola tutti gli ingredienti in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza.
Lascia in infusione per almeno cinque minuti.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)
 
 

Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), disbiosi, parassitosi e Blastocisti

Altri parassiti, ma unicellulari possono essere rilevanti in caso di IBS, come per esempio i Blastocisti, esseri di incerta classificazione, e rispetto ai quali si possono leggere articoli scientifici contrastanti; alcuni lavori riportano la stessa frequenza di Blastocisti nelle persone sane e nei malati di IBS, mentre altri (presumibilmente più accurati) riportano una prevalenza del 50% di infezione da Blastocisti nei malati e valori molto minori nei soggetti sani.

Asse Intestino – Cervello
Tra i problemi prettamente intestinali causati dalla disbiosi troviamo anche la cosiddetta Sindrome dell’intestino irritabile (in inglese IBS, Intestinal Bowel Syndrome), caratterizzata da dolori addominali con diarrea e/o costipazione.
Dopo avere analizzato in dettaglio la fibromialgia e le tante connessioni tra IBS, fibromialgia e SIBO probabilmente c’è poco altro da aggiungere. Segnalo però la possibile causa o concausa della parassitosi (ma a questo punto del libro dovrebbe essere chiaro che questo fattore, come quello dell’eventuale sensibilità a glutine, caseina, latte pastorizzato è fin troppo spesso chiamato in causa), presentando il caso di una persona diagnosticata come malato di Sindrome dell’intestino irritabile, ma che non ha risposto al trattamento standard.
L’articolo A Case of Parasite Invasion of the Intestinal Tract: A Missed Diagnosis in Irritable Bowel Syndrome ci informa che solo dopo che ulteriori approfondimenti clinici hanno portato al fondato sospetto dell’infezione da anchilostomi (ed al conseguente trattamento con farmaci antiparassitari), si è avuto finalmente un miglioramento delle condizioni di salute del paziente.
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Da notare che in questo caso, come spesso avviene, gli esami di laboratorio delle feci risultavano negativi a dispetto della presenza dei vermi. Questo caso può essere importante e potrebbe spiegare la causa nascosta di alcuni casi di “sindrome dell’intestino irritabile refrattaria”.
Altri parassiti, ma unicellulari possono essere rilevanti in caso di IBS, come per esempio i Blastocisti, esseri di incerta classificazione, e rispetto ai quali si possono leggere articoli scientifici contrastanti; alcuni lavori riportano la stessa frequenza di Blastocisti nelle persone sane e nei malati di IBS, mentre altri (presumibilmente più accurati) riportano una prevalenza del 50% di infezione da Blastocisti nei malati e valori molto minori nei soggetti sani.
Anche sula pericolosità di tale microrganismo molti autori esprimono opinioni differenti, sebbene la pratica clinica sembra indicarne la pericolosità. Come mai, allora, tale ospite indesiderato in alcuni soggetti non causa sintomi, mentre in altri può causare (o con-causare), sintomi gastrointestinali ed epiteliali?
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Probabilmente dobbiamo considerare tre fattori, il primo è che la disbiosi intestinale abbassando le difese immunitarie, potrebbe far sì che i Blastocisti possano proliferare a dismisura e causare danno, un po’ come succede alla Candida; è il solito problema dell’agente infettivo o del parassita che non riesce a fare troppo danno fin quando l’organismo è abbastanza forte da contenerlo.
Il secondo fattore è che le tecniche di laboratorio per l’identificazione del Blastocisti non sono ancora abbastanza precise e affidabili (ed i risultati contrastanti ottenuti ne sono la prova), e il terzo è che forse esistono delle specie o dei ceppi particolari di Blastocisti che risultano particolarmente dannosi per la salute umana. Molto di quanto su esposto potete leggerlo nell’articolo Oh my aching gut: irritable bowel syndrome, Blastocystis, and asymptomatic infection .
 
817 Pubblicato su Clinical Endoscopy 2013 Nov; 46(6): 671–674, autori Kang Hun Koh, Sang Wook Kim et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3856272/.

Erbe aromatiche & Oli Essenziali Alimentari

Origano. È formidabile per uccidere i batteri come l’Helicobacter pylori, lo streptococco e l’Escherichia coli, riducendo così il rischio di sviluppare la sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera peptica, infezioni alla gola da streptococco, infezioni all’orecchio e sinusiti.

Origano, rosmarino, salvia e timo
Origano, rosmarino, salvia e timo possiedono qualità complementari. Ciascuno ha una sua specializzazione e, se consumati regolarmente(nell’alimentazione, sotto forma di integratori o in una combinazione di entrambi), i loro salutari composti fitochimici e i numerosi minerali offrono una variegata e potente difesa dagli agenti patogeni.
Le erbe aromatiche traggono gran parte del loro potere dalla loro natura selvatica, anche quando sono coltivate. Per crescere e prosperare non richiedono molte cure e riescono sempre miracolosamente a ricavare dal terreno ciò di cui hanno bisogno per offrirti gli alti livelli di nutrienti che ti servono. Le comunità scientifiche non sanno ancora che le erbe aromatiche rilasciano dalle radici un composto antifungino che piace molto ai lombrichi.
Questi vi si radunano attorno e ingeriscono il composto trasformando contemporaneamente il suolo e depositandovi un ricco fertilizzante che non ha eguali. È grazie a questa simbiosi che le erbe aromatiche sviluppano le loro straordinarie proprietà. (Se le coltivi in vaso, o non ci sono lombrichi nel tuo orto, utilizza una soluzione minerale e una buona dose di fertilizzante organico.)
Vediamo queste potenti erbe aromatiche più nel dettaglio:
Origano. È formidabile per uccidere i batteri come l’Helicobacter pylori, lo streptococco e l’Escherichia coli, riducendo così il rischio di sviluppare la sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera peptica, infezioni alla gola da streptococco, infezioni all’orecchio e sinusiti. L’olio ha una capacità antibatterica sbalorditiva, specialmente contro l’Escherichia coli, causa di diverticolite e diverticolosi. È efficace anche contro la tigna.
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Rosmarino. Anch’esso svolge un’azione antibatterica ed è particolarmente efficace nella lotta contro i batteri resistenti agli antibiotici, come quelli che dilagano negli ospedali. Il suo consumo regolare può apportare grandi benefici se hai quel genere di batteri (come il Clostridium difficile e il multi-resistente stafilococco aureo, MRSA), che possono causare malattie come il megacolon e gravi infezioni, con esiti talvolta letali.
Salvia. Quest’erba è specializzata nella lotta ai funghi. Il consumo di salvia è un ottimo rimedio per curare dall’interno infezioni come il piede d’atleta e le micosi inguinali e per debellare i ceppi mutanti dei funghi che si annidano nel tratto intestinale. Se sei stato esposto a muffe, aiutati con la salvia per disintossicarti. La salvia è efficace anche per rimuovere i metalli pesanti dall’intestino.
Timo. Il compito principale di quest’erba è distruggere virus come quelli dell’influenza, enterovirus, norovirus e tutta la gamma di virus erpetici responsabili delle malattie autoimmuni e della malattia di Lyme. Dal momento che riesce ad attraversare la barriera ematoencefalica, il timo è l’antidoto contro quei virus che hanno iniziato ad attaccare il cervello o il midollo spinale e che sono alla base di patologie neurologiche.
MALATTIE
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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le erbe aromatiche nella tua vita.
Infezioni da Helicobacter pylori, infezioni da streptococco, infezione da Escherichia coli, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera peptica, infezioni da streptococco alla gola, infezioni alle orecchie, sinusite, diverticolite, diverticolosi, tigna, megacolon, infezione da Clostridium difficile, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), influenza, enterovirus, norovirus, virus di Epstein- Barr/mononucleosi, citomegalovirus, malattia di Lyme, tutti i cofattori della malattia di Lyme (compresi la Borrelia, la Bartonella, la Babesia e il micoplasma), infezioni respiratorie, infezioni alle gengive, acufene, vertigini, colera, sciatica, fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica, lupus, artrite psoriasica, sclerosi multipla, herpes zoster, artrite reumatoide, edema, emicrania, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, HHV-7, HHV-8, HHV-9, i non ancora scoperti HHV-10, HHV-11 e HHV-12, malattia infiammatoria pelvica, malattia linfoproliferativa della linea B, infezioni batteriche, infezioni agli occhi, permeabilità all’ammoniaca.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le erbe aromatiche nella tua vita.
Mal di stomaco, allergie alimentari, dolori addominali, capogiri, spossatezza, secrezioni (per esempio vaginali o oculari), flatulenza, nausea, tosse, ansia, prurito, vesciche, eruzioni cutanee, mal di testa, prurito anale, esposizione alla muffa, tutti i sintomi neurologici (compresi formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), appendicite, dolori alla vescica, problemi di equilibrio, tappi alle orecchie, congestione, mal d’orecchio, eccesso di muco, febbre, dolore alla mascella, nevralgia.
SUPPORTO EMOTIVO
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Considerando gli alti livelli di stress dell’era contemporanea, è comprensibile che talvolta le nostre reazioni siano esasperate. Ma quando le risposte emotive troppo intense diventano croniche e non riesci a uscire dal circolo vizioso, rivolgiti all’origano, al rosmarino, alla salvia e al timo. Queste erbe aiutano a interrompere il sovraccarico di sollecitazioni e a reagire agli eventi con maggiore equilibrio.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Seppure in forme e specie diverse, queste erbe aromatiche esistono fin dall’origine dell’umanità. Per tutto questo tempo ci sono rimaste accanto e si sono adattate ai mutamenti del mondo così che anche noi potessimo adattarci. L’origano, il rosmarino, la salvia e il timo sono in tal senso maestri autorevoli: c’insegnano chi siamo e chi possiamo diventare. C’è qualcosa nella tua vita – un hobby che coltivi da tempo o una relazione di lungo corso – su cui puoi sempre fare affidamento per eliminare le distrazioni e tornare in contatto con la tua essenza più autentica?
SUGGERIMENTI
Ricordati di usare ogni giorno le erbe aromatiche in cucina. Nota il valore che una manciata di origano, salvia, rosmarino e timo può aggiungere ai piatti che formano la base della tua alimentazione.
Prova a introdurre gli oli essenziali di queste erbe nella tua vita quotidiana per depurare il corpo, la mente e l’anima.
Per esempio, aggiungi l’olio essenziale di rosmarino all’acqua del bagno per attivarne il processo di purificazione con sale dell’Himalaya o del Mar morto, o un brodo di pollo con tutte queste piante officinali, aggiungendo aceto, cipolle , sedano, carote, alloro.
TUBERI E RADICI IN CROSTA D’ERBE
Per tre/quattro porzioni
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Probabilmente queste saranno le migliori verdure fritte che tu abbia mai mangiato. Il segreto è far bollire i tuberi e le radici e scuoterli vigorosamente prima di cuocerli al forno. Le erbe e l’aglio ricoprono generosamente la superficie e formano una crosta croccante.
Se hai poco tempo a disposizione, puoi saltare i passaggi precedenti e metterli
direttamente in forno, ma quei pochi minuti extra daranno risultati straordinari. Preparane una dose abbondante: non durerà a lungo!
1,5 chili di tuberi e radici assortiti (patate, patate dolci, pastinache, carote,
sedano rapa)
2 cucchiai d’olio di cocco
1 cucchiaino di sale marino
2 cucchiai d’aglio tritato
1 cucchiaio ciascuno di salvia, origano, timo e rosmarino finemente tritati
Preriscalda il forno a 200 °C. Pela e affetta i tuberi e le radici come fossero patatine da friggere. Trasferiscili in una pentola capiente, coprili con l’acqua e porta a bollore. Lasciali andare per 5/7 minuti finché sono cotti ma ancora sodi (attento a non cuocerli troppo). Scola l’acqua.
Aggiungi l’olio di cocco, il sale, l’aglio e le erbe e rimesta brevemente. Copri la
pentola e scuotila con vigore finché i bastoncini sono ben mescolati e i bordi leggermente smussati.
Stendi della carta da forno su una teglia. Disponi i bastoncini in modo che non si sovrappongano. Inforna e cuoci per 20/25 minuti, girandoli a metà cottura. Estrai dal forno quando la superficie appare dorata e croccante.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Curcuma

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la curcuma nella tua vita.
Eruzioni cutanee, orticaria, congestione, infiammazioni al cervello, alle articolazioni, ai nervi, problemi circolatori, cisti, fegato pigro, fegato surriscaldato, carenza di minerali, forfora, mal di schiena, dolore al collo, dolore al ginocchio, mal di piedi, ipertiroidismo, infiammazioni, pressione alla testa, capogiri, forti mal di testa, vista appannata,

La curcuma è ottima per ogni aspetto del nostro benessere. Nota per il suo contenuto di curcumina, una sostanza fitochimica dalle proprietà antinfiammatorie, la curcuma è particolarmente benefica per curare malattie come il lupus, a causa delle quali il corpo resta inceppato in un ciclo di reazioni anche dopo che l’invasore (il virus di Epstein-Barr, nel caso del lupus) se n’è andato.
Tieni sempre presente che nelle malattie croniche le infiammazioni sono dovute alla presenza di un elemento estraneo (per esempio un virus), e non al fatto che il corpo attacca se stesso, come molti erroneamente ritengono. A volte, però, quando un ciclo è ormai avviato, il corpo ha bisogno di un alleato per rompere lo schema.
La curcuma è ideale per svolgere questo lavoro, perché contiene naturali composti steroidei derivati dalla curcumina, che sono molto benefici, e ha altre proprietà fondamentali per placare una risposta eccessiva agli agenti patogeni. È ottima per tutti gli stati infiammatori e dolorosi in ogni parte del corpo, dai nervi, alle articolazioni, al cervello.
A proposito d’infiammazioni al cervello, molti convivono con misteriose encefaliti di lieve entità che provocano un leggero rigonfiamento dell’encefalo, ma che spesso non vengono diagnosticate perché il gonfiore non si riscontra nelle analisi; in altri casi, sulla base dei sintomi che producono, vengono diagnosticate come encefalomielite mialgica/sindrome da stanchezza cronica (un’etichetta attribuita a una malattia del mistero la cui vera causa è un’infiammazione al cervello provocata dal virus di Epstein-Barr).
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Le encefaliti non diagnosticate provocano un inspiegabile senso di oppressione alla testa, stordimento, cefalee intense, appannamento della vista che non si risolve con gli occhiali, confusione, forte ansia e panico. L’antidoto decisivo è la curcuma & Peperina) .
Nel momento stesso in cui curano l’infiammazione, le potenti sostanze contenute nella curcuma aumentano l’afflusso di sangue nelle aree del corpo che ne hanno più bisogno, il che rende la curcuma un alimento ideale per chi soffre di reazioni croniche all’istamina o ha il sangue intossicato a causa del fegato pigro o di problemi circolatori. Gli alti livelli di manganese associati alla curcumina la rendono un ottimo ausilio per il sistema cardiovascolare, perché abbassa il colesterolo “cattivo” e alza quello buono, aiuta a inibire la formazione di cisti e tumori e può prevenire ogni tipo di cancro, specialmente quelli alla pelle. Inoltre il manganese attiva la capacità della curcumina di estrarre i metalli tossici dall’organismo.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la curcuma nella tua vita.
Allergie, lupus, encefalite, ansia, colesterolo alto, tumori (anche al cervello), sindrome dell’ovaio policistico, fibromi, tutti i tipi di cancro (specialmente alla pelle), sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, influenza, raffreddore, problemi ai seni nasali, sindrome da stanchezza cronica, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, sclerosi multipla, artrite reumatoide, SLA, linfomi (anche non Hodgkin), eczema, psoriasi, intossicazione da metalli pesanti, polmonite batterica, borsite, sindrome del tunnel carpale, celiachia, paralisi cerebrale, bronchite cronica, disturbi dell’alimentazione, ipersensibilità ai campi elettromagnetici, enfisema, endometriosi, malattie cardiache, insonnia, lipoma, affaticamento surrenale, glaucoma, malattia di Lyme, morbo di Graves, emicrania, obesità, artrite, morbo di Parkinson, parassiti, sindrome di Raynaud, meteoropatia, sciatica, tiroidite di Hashimoto, infezioni da lieviti, vermi.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la curcuma nella tua vita.
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Eruzioni cutanee, orticaria, congestione, infiammazioni al cervello, alle articolazioni, ai nervi, problemi circolatori, cisti, fegato pigro, fegato surriscaldato, carenza di minerali, forfora, mal di schiena, dolore al collo, dolore al ginocchio, mal di piedi, ipertiroidismo, infiammazioni, pressione alla testa, capogiri, forti mal di testa, vista appannata, confusione, panico, congestione, mal di gola, tosse, dolori diffusi, rigidità del corpo, calcificazioni, milza ingrossata, sensibilità alle sostanze chimiche, depersonalizzazione, disorientamento, discinesia, fame emotiva, eccesso di muco, spalla congelata, reazioni all’istamina, squilibri ormonali, carenza di acido cloridrico, perdite ematiche intermestruali, dolore alla mascella, scatti d’ira, crampi alle gambe, cortisolo basso, sintomi della menopausa, spasmi muscolari, rigidità muscolare, dolori vaganti, problemi ai seni nasali, ipotiroidismo, accumulo di peso.
SUPPORTO EMOTIVO
La curcuma è ideale per chi ha problemi di autostima. Se ti accorgi di sottovalutare il tuo contributo a progetti e relazioni, sei spesso scontento di te o hai difficoltà ad accettare i complimenti, fai entrare la curcuma nella tua vita: ti aiuterà ad apprezzare l’inestimabile e radioso essere umano che sei e tutto il bene che hai da offrire al mondo.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Le proprietà antinfiammatorie della curcuma sono così potenti che ci danno l’opportunità di fermarci a riflettere e chiederci cos’altro dovremmo lenire e placare nella nostra vita. Le infiammazioni non avvengono solo a livello fisico: sono anche a livello mentale, emotivo, persino spirituale, spesso sotto forma di giudizio, accusa, rabbia o perenne insoddisfazione, e come quelle fisiche possono provocare un forte malessere.
Magari il motivo della tua angoscia appartiene al passato, ma tu sei bloccato in un circolo vizioso di reazioni che ti fa rivivere continuamente quel dolore. La prossima volta che senti arrivare un attacco di “infiammazione” esistenziale, ringrazia l’esperienza passata per la lezione che ha voluto offrirti e prendi esempio dalla curcuma per porre fine al circolo vizioso con delicatezza.
SUGGERIMENTI
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Se hai le vie respiratorie congestionate, tosse, mal di gola, raffreddore, influenza o sinusite, prova a centrifugare della curcuma fresca insieme allo zenzero per ottenere una piccola dose di siero concentrato.
Nell’arco della giornata, bevine piccoli sorsi a intervalli regolari: il succo agirà da espettorante e favorirà il processo di guarigione.
Dopo un’attività intensa o un lavoro fisico pesante, prova ad assumere un po’ di curcuma in qualunque forma – come spezia su una pietanza, in un centrifugato, come tisana o integratore – basta che ne assimili una piccola quantità.
La curcuma può abbreviare i tempi di recupero per i muscoli, i legamenti e le articolazioni dopo il movimento, inoltre agisce da antinfiammatorio per eventuali lesioni che forse adesso non noti ma che potrebbero dare problemi in futuro.
SHOTTINI DI CURCUMA E ZENZERO
Per due/quattro porzioni
Formidabili per rafforzare il sistema immunitario, questi shottini sono una gustosa variante del siero di curcuma e zenzero di cui ho parlato poco fa. Facili rimedi per le prime avvisaglie di un raffreddore, aiuteranno il corpo a combattere tutti i nemici che lo attaccano!
10 cm di curcuma
10 cm di zenzero fresco
2 arance
4 spicchi d’aglio
Centrifuga gli ingredienti uno alla volta e tieni i succhi separati. Poi unisci un cucchiaino di succo di curcuma, un cucchiaino di succo di zenzero, ¼ di cucchiaino di succo d’aglio e ¼ di tazza di succo d’arancia in un bicchierino. Mescola e bevi immediatamente.
Nota: le dosi degli ingredienti variano considerevolmente in base alla centrifuga o al frullatore che utilizzi.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato
La presenza di piperina nell’integratore migliora nettamente (fino al 2000%) l’assorbimento intestinale di curcumina e la sua biodisponi
 
 

Fibromialgia, parassiti, disbiosi e dolcificanti artificiali

“Fibromialgia in pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. Un’associazione con la gravità del disturbo intestinale”) , mostra che non solo la fibromialgia è stata scoperta nel 20% dei soggetti sofferenti di sindrome dell’intestino irritabile (morbo di Crohn o colite ulcerosa) presi in esame (130 in totale), ma che è stata rilevata anche una significativa associazione tra la presenza di fibromialgia e la gravità del disturbo intestinale

Asse Intestino – Cervello
La dottoressa Gloria Gilbère racconta la sua esperienza di guarigione dalla fibromialgia e dalla sensibilità chimica multipla nel proprio libro I was poisoned by my body (“Ero avvelenata dal mio stesso corpo”), nel quale descrive come è riuscita a curarsi in maniera naturale partendo dal riequilibrio dell’intestino. Nella copertina del libro, sopra il titolo si legge
“L’odissea di un medico che ha sconfitto la fibromialgia, la sindrome dell’intestino poroso e la sensibilità chimica multipla”, mentre sulla sinistra del titolo si legge che le indicazioni contenute del della Gilbère valgono per molte altre condizioni patologiche, che coincidono sostanzialmente con quelle descritte nel presente documento. Sul sito di Amazon al momento è possibile leggere alcune gratuitamente alcuni estratti del libro (fare click su look inside) . In italiano è disponibile invece il libro di una paziente che descrive il suo percorso di guarigione dalla stessa malattia: Fibromialgia si può guarire …, di Marta Tutak .
Il legame tra fibromialgia e disbiosi intestinale è provato direttamente nell’articolo Alterations in intestinal microbial flora and human disease (“Alterazioni nella flora microbica intestinale e malattie umane”) , nel quale si afferma che una forma di disbiosi è stata trovata nei malati di fibromialgia, ma anche nei malati di pancreatite, sindrome dell’intestino irritabile, encefalopatia epatica. L’articolo puntualizza il fatto che è ormai noto che lo squilibro del microbiota intestinale porta ad aumento della permeabilità intestinale e attivazione del sistema immunitario (ovvero predisposizione ad allergie, intolleranze, malattie autoimmuni), come del resto già mostrato nel capitolo 3.
L’articolo Fibromyalgia: the gastrointestinal link (“Fibromialgia: la connessione gastrointestinale”) , è un articolo che passa in rassegna la letteratura sull’argomento e ci informa che i malati di fibromialgia manifestano frequentemente segni (ovvero modificazioni, alterazioni clinicamente osservabili, come l’infiammazione di un tessuto) e sintomi gastrointestinali. In tale articolo leggiamo che la proliferazione batterica nel piccolo intestino
L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e persone che dormono
(detta anche SIBO, dall’inglese small intestine bacterial overgrowth) è comune nella fibromialgia, e che risponde in modo transiente alla terapia antimicrobica. Tale condizione patologia avviene quando i microorganismi che si trovano nel grande intestino si diffondono anche nel piccolo intestino (dove normalmente non risiedono) e lì interferiscono con i processi di digestione ed assorbimento del cibo; essa viene identificata dall’aumento del numero di batteri presenti nel piccolo intestino e/o dall’alterazione del locale microbiota: né più né meno una forma di disbiosi intestinale.
Come dovrebbe essere chiaro alla luce di quanto scritto nel corso di tutto questo libro, è la disbiosi intestinale a permettere questa anomala diffusione e proliferazione di batteri nel piccolo intestino, e del resto l’articolo Small intestinal bacterial overgrowth syndrome cita come cause di tale condizione l’ipocloridria, l’insufficienza esocrina pancreatica e la carenza del sistema immunitario, ovvero tutte condizioni che a loro volta sono causate dalla disbiosi, come mostrano nei capitoli precedenti.
Nell’articolo Fibromyalgia: the gastrointestinal link, leggiamo che la SIBO si riesce a combattere con gli antibiotici, ma solo in maniera temporanea (infatti come abbiamo visto, in genere sono ben altri i mezzi per ristabilire in maniera definitiva l’equilibrio del microbiota intestinale). L’articolo ci informa anche che i malati di fibromialgia soffrono in misura notevole di affaticamento eccessivo, disturbi del sonno, ansia e attacchi di panica (circa un malato su quattro) e che i farmaci utilizzati per gestire i sintomi della fibromialgia hanno effetti collaterali a livello gastrointestinale (si tratta infatti di analgesici, antinfiammatori, psicofarmaci e farmaci miorilassanti).
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Se assumiamo (come dovrebbe risultare evidente dalla lettura di questo capitolo) che disbiosi e parassitosi sono all’orgine della malattia ci troivamo quindi nella solita triste situazione in cui i farmaci, nel tentativo di gestire (o forse dovremmo dire di “spegnere”) i sintomi finiscono per aggravare le cause della malattia rendendola cronica o ancor peggio facendola peggiorare.
L’articolo The association of functional gastrointestinal disorders and fibromyalgia (“L’associazione tra disordini funzionali gastrointestinali e fibromialgia”) discute di studi epidemiologici che hanno confermato come questo tipo di disordini gastrointestinali si sovrappongono alla fibromialgia. Per esempio la fibromialgia si manifesta nel 60% dei pazienti con disordini funzionali dell’intestino, il 50% dei malati di fibromialgia lamentano sintomi caratteristici della dispepsia funzionale e il 70% hanno sintomi di morbo di Crohn o colite ulcerosa.
I malati sofferenti di fibromialgia e di disordini funzionali gastrointestinale, aggiunge l’autore, soffrono di un aggravarsi dei sintomi a seguito di eventi stressanti, e la maggior parte di loro ha il sonno disturbato e soffre di stanchezza eccessiva. Altro studio che mostra la stessa correlazione tra disturbi gastrointestinali e fibromialgia (ma anche in maniera minore tra problemi gastrointestinali e degenerazione articolare è Bowel dysfunction in fibromyalgia syndrome (“Disfunzione intestinale nella sindrome fibromialgica”) .
L’articolo Altered intestinal permeability in patients with primary fibromyalgia and in patients with complex regional pain syndrome (“Permeabilità intestinale in pazienti con fibromialgia primaria ed in pazienti con sindrome complessa di dolore regionale”) mostra che su 40 malati di fibromialgia 13 mostrano un aumento della permeabilità a livello gastroduodenale, e 15 a livello del piccolo intestino (la somma porta ad un totale di 70% dei pazienti osservati);
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nel gruppo di controllo formato da 57 volontari solo uno ha mostrato un aumento della permeabilità gastroduodenale (meno del 2%). È interessante notare come 12 di questi pazienti con sindrome dell’intestino poroso non avessero sintomi gastrointestinali, il che potrebbe spiegare come mai spesso non si pensi all’intestino come alla causa profonda di questo ed altri problemi di salute.
Alla stessa maniera l’articolo A link between irritable bowel syndrome and fibromyalgia may be related to findings on lactulose breath test (“Un legame tra la sindrome dell’intestino irritabile e la fibromialgia può essere correlato a risultati del test del respiro del lattulosio”) mostra che in uno studio effettuato su 42 malati di fibromialgia, 42 (100%!) avevano una condizione di proliferazione batterica nel piccolo intestino rilevata indirettamente attraverso questo test, che mostrava valori più elevati nei soggetti con sintomi più gravi.
Al contrario tale condizione era presente nel 20% dei soggetti del gruppo di controllo (3 su 15) e nell’84% dei malati di sindrome dell’intestino irritabile (93/11), dati che confermano come anche questa sindrome sia collegata alla SIBO (proliferazione batterica nel piccolo intestino), e come lo squilibrio del microbiota intestinale sia alquanto diffuso anche soggetti apparentemente sani (ovvero che non hanno ancora manifestato sintomi troppo gravi o evidenti, ma che tanto sani poi non sono).
L’articolo Fibromyalgia in patients with irritable bowel syndrome. An association with the severity of the intestinal disorder (“Fibromialgia in pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. Un’associazione con la gravità del disturbo intestinale”) , mostra che non solo la fibromialgia è stata scoperta nel 20% dei soggetti sofferenti di sindrome dell’intestino irritabile (morbo di Crohn o colite ulcerosa) presi in esame (130 in totale), ma che è stata rilevata anche una significativa associazione tra la presenza di fibromialgia e la gravità del disturbo intestinale. Se, come si ipotizza in questo libro, la fibromialgia è l’ennesima manifestazione di un problema di fondo che si chiama disbiosi/parassitosi, il risultato di questo studio è facilmente interpretabile:
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la sindrome dell’intestino irritabile, come è stato mostrato nel resto del presente libro, è causata dalla disbiosi intestinale (cui spesso si sovrappone la parassitosi); a questo punto più grave è lo squilibrio della microflora intestinale, più intenso è il carico parassitario, più grave è il disturbo intestinale, e più c’è la possibilità che si manifesti un’altra (e più grave) patologia causata dallo stesso problema di fondo.
L’articolo Primary fibromyalgia and the irritable bowel syndrome: different expressions of a common pathogenetic process (“Fibromialgia primaria e sindrome dell’intestino irritabile: differenti esperessioni di un comune processo patogeno”) mostra che il 70% (14 su 20) dei pazienti sofferenti di fibromialgia primaria soffrivano anche di sindrome del’intestino irritabile e che il 65% (13 su 20) dei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile soffrivano anche di fibromi algia primaria. Tale risultato è particolarmente rilevante specie se si considerano anche i risultati di altri due studi dello stesso Pimentel che mostrano come l’eradicazione della proliferazione batterica normalizza i risultati del test del respiro del lattulosio e porta a miglioramenti nei sintomi della sindrome dell’intestino irritabile .
A questo punto per capire se davvero tale proliferazione batterica (che, alla luce di quanto mostrato in questo libro, è una causa della disbiosi, della carenza di batteri benefici che difendono dalle infezioni dei patogeni) è la causa della fibromialgia o una sua manifestazione collaterale possiamo vediamo quanto scrivono due dei medici che abbiamo incontrato più volte come autori di questi articoli su fibromialgia e disturbi intestinali, in un vero e proprio brevetto intitolato Methods of treating fibromyalgia caused by small intestinal bacterial overgrowth (“Metodi per trattare la fibromialgia causata da proliferazione batterica nel piccolo intestino”) .
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Gli autori, il dottor M. Pimentel e il dottor H. C. Lin, scrivono che i loro metodi sono validi per trattare la fibromialgia, la sindrome dell’intestino irritabile, la sindrome da fatica cronica, la depressione, la sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività, le malattie autoimmuni (come sclerosi multipla, morbo di Crohn e lupus eritematoso sistemico) nel caso in cui tali patologie siano collegate ad una proliferazione batterica nel piccolo intestino. Ciò vol dire che i due medici sono così sicuri del fatto loro da individuare nella SIBO una delle cause principali della fibromialgia e delle altre malattie summenzionate, da depositare all’ufficio brevetti una procedura per il loro trattamento.
Il metodo presentato consiste nella somministrazione di un rimedio farmacologico che contiene la rifaximina e/o altri antibiotici per eradicare la proliferazione dei bateri nel piccolo intestino ma anche nella somministrazione di probiotici quali i Bifidobatteri e i Lactobacilli (acidophilus, rhamnosus, plantarum, reuteri, paracasei, casei).
In certi casi per esempio si prevede di somministrare un clistere contenente anche antibiotici (in modo da avere un effetto quasi esclusivamente locale) e poi di ripopolare l’intestino con dei batteri benefici. Al brevetto sono allegati i grafici che mostrano come le persone che soffrono delle varie malattie trattate con questo metodo non solo mostrano una minore intensità di proliferazione batterica nel piccolo intestino (misurata indirettamente con il test del respiro del lattulosio) ma manifestano al contempo anche dei sintomi di minore intensità; i grafici confrontano la situazione del paziente prima e dopo la cura e sono fin troppo chiari.
Con questo credo si possa dimostrare in maniera definitiva la causa intestinale non solo della fibromialgia, ma anche di tante altre malattie, sebbene come metodi di cura si possa optare per delle alternative più naturali come la dieta dei carboidrati specifici associata alla somministrazione di probiotici e cibi fermentati (il metodo GAPS insomma), ed eventualmente dei trattamenti antiparassitari, sebbene in caso di SIBO bisogna stare attenti alla somministrazione di probiotici in quanto a volte (a seconda anche del ceppo di probiotici utilizzati) si potrebbe avere un aggravamento dei sintomi.
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A proposito della SIBO e del suo trattamento, sul sito scdlifestyle.comnell’articolo Everything you need to know about SIBO leggiamo che ci possono essere (oltre alla dieta dei carboidrati specifici, SCD) anche dei rimedi erboristici che possono essere utilizzati al posto della Rifaximina (o altri antibiotici).
Uno dei punti critici di un protocollo naturale per contrastare la SIBO è lo smantellamento dei biofilm di patogeni. Nell’articolo si fa cenno al prodotto Interfase di Klaire Labs , ma ci sono anche altri enzimi digestivi utili allo scopo come Intenzyme Forte di Biotics Research e MetabolicZyme di Allergy Research Group ; inoltre anche il biossido di cloro è utile a rimuovere il biofilm, sebbene considerato (a torto) una sorta di veleno simile alla candeggina (vedi il capitolo relativo).
Quanto alle erbe utili nell’articolo succitato vengono indicate unghia di gatto (Uncaria tomentosa), estratto di foglia di olivo, idraste (Hydrastis canadensis), aglio, cannella, crespino (Berberis vulgaris), assenzio e olio di origano, ma viene precisato che l’olio di origano dovrebbe essere utilizzato sotto la supervision di un professionista esperto dal momento che è molto potente ed il suo uso prolungato può anche arrecare danni alla salute.
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Un articolo scientifico che mostra dei possibili rimedi erboristici per curare la SIBO e che hanno la stessa validità della procedura che usa prima la Rifaximina e poi i probiotici, è Herbal Therapy Is Equivalent to Rifaximin for the Treatment of Small Intestinal Bacterial Overgrowth ; la lista dei rimedi naturali è riportata nella tabella 5 .
In realtà per essere comprensivi occorrerebbe discutere oltre che di biofilm anche di intolleranza ai cibi FODMAP (escludendo i quali a volte si possono ottenere notevoli miglioramenti di problemi legati a disbiosi e SIBO in particolare) e di amido resistente (una sostanza contenuta in certi alimenti che nutre i batteri buoni e che può essere utile assumere assieme a probiotici e cibi fermentati), ma per il momento vi lascio dei link di approfondimento:
http://www.codicepaleo.com/biofilm/
http://www.codicepaleo.com/cibi-fodmap/
http://www.codicepaleo.com/amido-resistente/
http://www.codicepaleo.com/resistant-starch/
Segnalo infine che il dottor Rodger Murphree nel suo articolo Causes and treatment of fibromyalgia (“Cause e trattamento della fibromialgia”) indica che nella sua esperienza clinica ha trovato utile utilizzare per il trattamento dei sintomi della fibromialgia i seguenti integratori (che ha anche messo assieme in alcune formulazioni già predisposte per la cura della fibromialgia e della sindrome da fatica cronica):
– Idrossitriptofano (5HTP), un integratore che si estrae dalla pianta africana Grifonia simplicifolia, e che nel corpo umano viene convertito in serotonina; una diminuzione di serotonina nei malati di fibromialgia (e non solo) è correlata a diversi sintomi a livello mentale (come la depressione) ed all’insonnia.
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– DHEA (deidroepiandrosterone), un ormone prodotto dalla corteccia delle ghiandole surrenali, la cui carenza è correlata a stress, carenza di energia fisica e mentale, carenza di desiderio sessuale, abbassamento delle difese immunitarie.
– Enzimi digestivi da prendere ad ogni pasto.
– Integratori di magnesio, vitamina B2, B3, B6, acido malico, acidi grassi essenziali.
Termino questo capitolo ricordando che abbiamo già nominato la fibromialgia come una delle Sempre sul sito del dottor Kresser si può leggere un commento di una persona che testimonia di avere sofferto per anni di fibromialgia, lupus, artrite reumatoide, diabete, vitiligine, tachicardia, ipertensione e reflusso gastroesofageo, che ha scoperto la connessione tra queste malattie e l’intestino, si è dedicata a curare l’intestino (la vera causa) piuttosto che a gestire i sintomi, e nel giro di due anni ha smesso di assumere i 16 farmaci che assumeva per le sue patologie (ed ha anche perso 30 chili di peso).
La testimonianza singola ovviamente non è un dato scientifico assumibile come prova, ma il dottor Kresser ricorda nel suo articolo che oltre al dolore muscolare ed all’affaticamento eccessivo, i malati di fibromialgia spesso soffrono di insonnia, confusione mentale (difficoltà a concentrarsi), mal di testa, disturbi mestruali e mestruazioni dolorose, a volte anche di depressione. Non stupisce per niente, alla luce della connessione con l’intestino, il fatto che tutti questi sintomi sono di per sé correlati al problema disbiosi/parassitosi, come visto nelle pagine precedenti di questo libro.
Sul rapporto tra fibromialgia e le carenze di vitamina D, nonché sulla gestione dei dolori di tale patologia anche grazie all’integrazione di tale sostanza.
 
796 Il libro è edito dalla Lucky press; http://www.amazon.com/Was-Poisoned-Body-Fibro…/…/0967605091….
797 Editore Youcanprint; lo si può acquistare facilmente dai siti Amazon, Mondadoristore, Feltrinelli, Youcanprint, IBS …798 Pubblicato su Current opinion in gastroenterology, autori Othman M, Agüero R, Lin H C.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18043226.
799 Pubblicato su Current pain and headache reports 2004 Oct;8(5):364-8, autori Wallace D J, Hallegua D S;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15361320.
800 Pubblicato sul World Journal of Gastroenterology 2010 Jun 28; 16(24): 2978–2990; autori Jan Bures, Jiri Cyrany, Darina Kohoutova, Miroslav Förstl, Stanislav Rejchrt, Jaroslav Kvetina, Viktor Vorisek, Marcela Kopacova;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2890937/.
801 Pubblicato su The European journal of surgery. Supplement : = Acta chirurgica. Supplement 1998;(583):32-6.; autore Chang L.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10027670.
802 Pubblicato in Digestive diseases and sciences 1991 Jan;36(1):59-64; autori Triadafilopoulos G, Simms R W, Goldenberg D L;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/0001985007.
803 Pubblicato su Rheumatology (Oxford) 2008 Aug;47(8):1223-7. doi: 10.1093, autori Goebel A, Buhner S, Schedel R, Lochs H, Sprotte G.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18540025.
804 Pubblicato su Annals of the rheumatic diseases 2004;63:450-452 doi:10.1136 autori M Pimentel, D Wallace, D Hallegua, E Chow, Y Kong, S Park, H C Lin; http://ard.bmj.com/content/63/4/450.full.
805 Pubblicato su International Journal of colorectal diseases, 2001 Aug;16(4):211-5, autori Lubrano E, Iovino P, Tremolaterra F, Parsons WJ, Ciacci C, Mazzacca G.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11515679.
806 Br J Rheumatol1991;30:220–2, autori Veale D, Kavanagh G, Fielding JF, Fitzgerald O; www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/0002049586.
807 Eradication of small intestinal bacterial overgrowth reduces symptoms of irritable bowel syndrome, pubblicato su American Journal of Gastroenterol 2000;95:3503–6.; autori Pimentel M, Chow E J, Lin H C;www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11151884. Normalization of lactulose breath testing correlates with symptom improvement in irritable bowel syndrome: a double-blind, randomized, placebo controlled study, pubblicato su American Journal of Gastroenterology 2003;98:412–19; autori Pimentel M, Chow E J, Lin H C; www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12591062.
808 Brevetto US7585838; 809 http://www.google.com/patents/US7585838.
http://scdlifestyle.com/…/everything-you-need-to-know-abou…/.
810 http://amzn.to/1m4rzR4.
811 http://www.allergyresearchgroup.com/MetabolicZyme-900-tabs-….
812 Pubblicato su Global Advance in Health and Medicine 2014 May; 3(3): 16–24, autori Victor Chedid, Sameer Dhalla, et al.; 813https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4030608/.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/…/articles/PMC4030608/table/T5/.
814 http://www.ei-resource.org/…/causes-and-treatment-of-fibro…/.
815 Is Fibromyalgia Caused By SIBO and Leaky Gut? (La fibromialgia è causata da SIBO ed intestino poroso?); https://chriskresser.com/is-fibromyalgia-caused-by-sibo-an…/.
816 Pubblicato su Arthritis Research & Therapy. 2014 Dec 23;16(6):505; autore Volta U.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25602179.

La miglior Vit D Naturale Veggy

la vitamina D interagisce con le seguenti azioni genomiche non classiche:
Inibizione della crescita cellulare
Regolazione dell’apoptosi
Controllo della differenziazione cellulare
Modulazione della risposta immune
Prevenzione della trasformazione neoplastica
Controllo del sistema renina-angiotesina
Controllo della secrezione insulinica
Controllo della funzione muscolare
Controllo del sistema nervoso

La carenza di vitamina D è davvero diffusissima e in continuo aumento, i ricercatori stimano che il 50% della popolazione  è a rischio, con effetti pesanti sulla sia fisica che emotiva.
Le cause sono molteplici al sole, assunzione di cibi che ne sono poco ricchi, malassorbimento e disturbi gastrointestinali, dell’Asse intestino – cervello, malattie croniche infiammatorie degenerative, invecchiamento della popolazione ecc..
La carenzadi vitamina D potrebbe portare problemi cardiaci, asma nei bambini, disturbi cognitivi negli anziani, problemi a livello delle ossa, fino alla comparsa di osteoporosi, umore altalenante, tristezza immotivata, sudorazione delle mani apparentemente inspiegabile, ecc.
Per vitamina D si intende un gruppo di 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2 , D3, D4 e D5. la forma meglio assimilabile per l’organismo umano è la vitamina D3 (colecalciferolo) e fortunatamente offi è disponibile anche una vitamina D3 di origine vegetale indicata quindi anche per Vegetariani e Vegani.
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A cosa serve:
la Vitamina D3 Veggy orosolubile, è un integratore alimentare di vitamina D3 (Vitashine oil microincapsulata) da fonte vegetale dolcificata con glicosidi dello steviolo (estratto di Stevia) utile per colmare le carenze alimentari o gli aumentati fabbisogni organici di questo nutriente. Questa particolare formulazione, grazie alla sua natura vegetale, favorisce l’assimilabilità di questo nutriente incrementandone la propri disponibilità.
Questa preziosa Vitamina D, proviene da un organismo vegetale speciale chiamato Lichene (Cetraria Islandica L.) I licheni sono una specie unica che consiste in un’associazione simbiotica di un fungo con un’alga (partner fotosintetico). I licheni assomigliano ai muschi ma non ci si deve confondere, i muschi sono vegetali molto primitivi, che crescono in luoghi umidi, sul terreno, sulle rocce e sulla corteccia degli alberi e che costituiscono lo strato più basso della vegetazione boschiva, e sono provvisti di clorofilla, la riproduzione del muschio avviene per mezzo di spore.

I licheni sono invece organismi originati, da una simbiotica associazione come già precisato tra funghi e alghe (o anche cianobatteri, organismi unicellulari procarioti, noti come impropriamente come alghe verdi o verdi – azzurre). I primi forniscono acqua e sali minerali ricevendo in cambio sostanze organiche che l’alga produce grazie alla fotosintesi clorofilliana.
Il tallo è il corpo del lichene che può assumere aspetti di croste, lamine lobate colorate, masserelle gelatinose, squamette o anche piccoli cespugli come nel caso di (Cladonia arbuscola). Questa peculiarità permette a detti organismi di sopravvivere  in ambienti particolarmente ostili e a climi estremi, mantenendo al contempo la capacità di produrre ed accomulare ingenti quantità di nutrienti  essenziali, tra cui la Vitamina D3.
Contenuto: 60 compresse orosolubili, senza glutine.
Ingredienti: maltodestrina da mais, acidificante acido citrico anidro, aroma, vitamina D3 da fonte vegetale microincapsulata in polvere (100000 UI/g), agenti antiagglomeranti sali di magnesio degli acidi grassi vegetali e biossido di silicio, edulcorante glicosidi dello steviolo (estratto da Stevia).
Modalità d’uso: si consiglia di assumere 1 o 2 compresse al giorno, secondo necessità, preferibilmente prima dei pasti.
L’assunzione di 2 compresse fornisce l’apporto del 1000% sul valore nutritivo di riferimento giornaliero.
 
 

Vitamina C da Rosa Canina e Acerola

Può essere d’aiuto in caso di mestruazioni abbondanti, catarri intestinali, iperidrosi, congiuntiviti e fragilità tissutale. I semi della pianta sono impiegati per la realizzazione di antiparassitari.

Rosa Canina
La rosa canina è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee assai comune nel sottobosco e nei luoghi ruderali; cresce sino ai 1900 metri d’altitudine e predilige aree limitatamente aride con terreno limoso e profondo. La pianta legnosa non supera generalmente i tre metri d’altezza.
I suoi fusti sono glabri, pendenti, arcuati e vestiti da foglie caduche. I rami sono costituiti da spine acute e robuste, a base piuttosto allargata. I fiori sbocciano in primavera; i frutti di rosa canina sono carnosi, avvolti da sepali pelosi, tinti di rosso scarlatto: più precisamente stiamo parlando di falsi frutti, la cui piena maturazione è raggiunta nel tardo autunno.vit scatola 2
I frutti contengono tannini, acido nicotinico, carotenoidi, vitamina C e P, riboflavina, acido malico e citrico, flavonoidi, pectine e carboidrati. Più in dettaglio, i frutti sono miniera di tannini e di acido ascorbico. Basti pensare che un’arancia ideale di 100 grammi fornisce all’incirca 50 mg di vitamina C:
a pari quantità, la rosa canina ne assicura oltre 1000 mg. Per la presenza di tannini, la rosa canina rappresenta un buon rimedio naturale contro la diarrea; inoltre, è consigliata in caso di debilitazione e infiammazioni; è considerata anche un discreto vaso-protettore.
Le tisane, i decotti e gli infusi ottenuti con foglie, fiori o radici di rosa canina sono consigliati in caso di raffreddore e infezioni grazie al loro effetto decongestionante e tonificante. Alla rosa canina sono ascritte proprietà immunostimolanti e antiallergiche. È anche un buon diuretico: stimolando l’eliminazione delle tossine tramite l’urina, contrasta le infiammazioni a carico di vescica o reni.
Può essere d’aiuto in caso di mestruazioni abbondanti, catarri intestinali, iperidrosi, congiuntiviti e fragilità tissutale. I semi della pianta sono impiegati per la realizzazione di antiparassitari. Anche in cosmesi la rosa canina è ampliamente adoperata per la formulazione di acque profumate, creme anti-aging e antirughe, pomate lenitive contro gli eritemi solari, maschere per il viso ad azione tonificante, levigante e astringente.
Acerola
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L’acerola è una pianta arbustiva, rampicante originaria delle aree tropicali e subtropicali dell’America, che può raggiungere anche i 5 metri di altezza. I frutti, drupe del diametro di uno-due centimetri, somigliano molto alle ciliegie e per questo l’acerola è nota anche come ciliegia delle Barbados o del Brasile. Al suo interno il frutto è però suddiviso in spicchi.
Il frutto ha un contenuto elevatissimo di vitamina C, circa quindici volte superiore a quello del kiwi e 20 volte a quello del succo d’arancia.
vit c scatola 1
Oltre all’elevatissimo tenore di vitamina C, circa 1600 milligrammi per etto, contiene anche buoni quantitativi di provitamina A (all’incirca quanto le carote), di vitamine del gruppo B (in particolare acido pantotenico) e di bioflavonoidi e tannini. Tra i sali minerali sono ben rappresentati calcio, ferro e magnesio. Grazie alla sua composizione stimola le difese immunitarie, aumentando l’attività di fagocitosi dei globuli bianchi e favorendone la maturazione.
Sviluppa inoltre un’azione antiossidante inattivando i radicali liberi. Ha effetti antianemici grazie alla stimolazione della flora batterica intestinale a produrre acido folico, che favorisce a sua volta l’assorbimento del ferro. Svolge un’azione protettiva sui capillari.
È particolarmente indicata per prevenire e combattere le sindromi influenzali, il raffreddore e le riniti, ma anche in tutti i casi di astenia, carenze vitaminiche, convalescenza. Per le sue proprietà astringenti è utile in caso di diarrea. Combatte il sanguinamento gengivale.
Zinco
vit C
Lo zinco oltre ad essere importante per la sua funzione antiossidante, è importantissimo per la vista, l’olfatto, il gusto, il sistema immunitario ed entra nella composizione di tantissimi enzimi, nella sintesi di proteine e nella crescita cellulare.
Lo zinco è coinvolto nello sviluppo fetale, ha un effetto benefico sull’acne, favorisce la cicatrizzazione delle ferite e la sua influenza positiva riguarda anche le smagliature.
 
 
 

Il piede 

Il piede rappresenta quindi il mondo delle posizioni, l’estremità manifesta della nostra relazione con il mondo esterno. Simboleggia i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni affermate e riconosciute, il nostro ruolo ufficiale.

Malattia Espressione dell’AnimA
Si tratta del nostro punto d’appoggio al suolo, della parte sulla quale tutto il nostro corpo poggia e si appoggia per gli spostamenti e per i movimenti. Il piede ci permette di «spingere» in avanti e di conseguenza di avanzare, come pure di bloccare i nostri appoggi e, conseguentemente, di rimanere sulle nostre posizioni.
Il piede rappresenta quindi il mondo delle posizioni, l’estremità manifesta della nostra relazione con il mondo esterno. Simboleggia i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni affermate e riconosciute, il nostro ruolo ufficiale. Non si mette forse il piede tra la porta per bloccarla? Rappresenta i nostri criteri di vita, se non addirittura i nostri ideali.

Si tratta della chiave simbolica dei nostri sostegni «relazionali», il che spiega l’importanza del rito del lavacro dei piedi in tutte le tradizioni. Esso purificava la relazione dell’uomo con il mondo, con il «divino». Infine è un simbolo di libertà in quanto consente il movimento. Del resto, non è un caso che in Cina i piedi delle fanciulle venissero fasciati.
Sotto il pretesto di un significato erotico ed estetico si celava infatti la convinzione che fosse possibile rinchiudere, imprigionare la donna in una modalità relazionale di dipendenza nei confronti dell’uomo, limitandone il potenziale di mobilità.
Lo stesso fenomeno esiste anche nelle nostre società occidentali dove le donne «dovevano» portare dei tacchi «a spillo» per corrispondere a un certo schema. Per pura combinazione, si è potuto constatare che, man mano che la «liberazione» delle donne faceva il suo corso, l’altezza dei tacchi delle loro scarpe diminuiva.
Le malattie dei piedi
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Le malattie dei piedi esprimono le tensioni che proviamo rispetto alle posizioni assunte nei riguardi del mondo. Indicano che i nostri atteggiamenti abituali, le posizioni che assumiamo o che abbiamo, mancano di affidabilità, di stabilità o di sicurezza. Di qualcuno che non è tranquillo, che ha paura o
che non osa affermare le sue opinioni o le sue posizioni, non diciamo forse che «sta sulle spine»? O più semplicemente, di qualcuno che fa uno sbaglio danneggiando se stesso, che «si dà la zappa sui piedi»?
Infine, di qualcuno che non sa quale atteggiamento prendere in una data situazione (relazionale), non diciamo che «tiene il piede in due staffe»?
Quando la tensione si manifesta nel piede destro è ricollegabile allo Yin (madre) e quando invece si presenta nel piede sinistro è in relazione con lo Yang (padre)
(Michel Odoul)

Alloro (Laurus nobilis)

Il suo olio è utile sia per la cura del sistema nervoso che contro reumatismi e distorsioni, ma soprattutto l’alloro è un toccasana per lo stomaco: favorisce la digestione, ne calma i dolori, lo tonifica e in generale ne rinforza le pareti e ne protegge le mucose. 

L’alloro era già noto fin dall’antichità, prima come pianta sacra, usata per cingere il capo dei poeti, degli atleti e dei condottieri vittoriosi poi per la scoperte delle sue qualità benefiche.
L’alloro è una pianta molto profumata, usata sia a scopo ornamentale, ma sopratutto in cucina come aroma. L’alloro è usato soprattutto per aromatizzare le pietanze ma ha anche molte proprietà benefiche che ne rendono ancora più consigliabile il suo utilizzo.
Il suo olio è utile sia per la cura del sistema nervoso che contro reumatismi e distorsioni, ma soprattutto l’alloro è un toccasana per lo stomaco: favorisce la digestione, ne calma i dolori, lo tonifica e in generale ne rinforza le pareti e ne protegge le mucose.
I principi attivi sono: olio essenziale aromatico, germacranolidi, catechine, alcaloidi, acidi vegetali.

Parti utilizzate: foglie. Fare infuso di 1-2 cucchiai da tè di foglie sminuzzate per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare riposare che si raffreddi a temperatura giusta, filtrare e bere. La dose massima è di tre tazze al giorno.
L’alloro si trova in commercio anche in TM, Olio Essenziale, MicroDose di Olio Essenziali.
Si sconsiglia l’uso d’alloro in gravidanza, anche se non è dimostrato scientificamente l’azione abortiva. In ogni caso si consiglia di usare l’erba in piccole dosi per uso interno.
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Per frizioni usare l’olio d’iperico con aggiunta di OE d’alloro.
Per massaggi (dolori reumatici) si riempie un vasetto di foglie e bacche schiacciate d’alloro, e si lascia a macerare 2-3 settimane, girando ogni tanto il vaso. Filtrare, per uso topico – massaggi.
Equilibratore dell’epifisi. Si usa nella depressione causata da senso di colpa, benefico per il sonno disturbato e spezzato e dormiveglia mattutino.
Per sognatori di giorno, per le persone con “la testa fra le nuvole”.
Espettorante, carminativo, antispasmodico, diuretico, sudorifero. Indicato soprattutto per calmare i dolori artritici e disordini nel tratto digerente. Regola lo stomaco, stimola l’appetito, aiuta la digestione specialmente della carne. Induce le mestruazioni, nelle fermentazioni intestinali, flatulenza, nell’insonnia, aumenta l’attività onirica (sogni).
Per bambini si consigliano alcune gocce sull’ombelico e soprattutto massaggi sul petto, affaticamento, reumatismi, esterno in compresse sulla fronte per sinusiti. Si sconsiglia l’assunzione dell’OE per vie interne puro ma solo in MicroDosi, per uso esterno si consiglia diluizione con oli da massaggio o olio di mandorle dolci.