Succo di Asparago

Questo succo è indicato in caso di disfunzioni renali e in generale per affrontare problemi ghiandolari. È utile nel diabete e nell’anemia quando utilizzato insieme a succhi più specificatamente indicati per tali condizioni.

L’asparago contiene un alcaloide conosciuto come asparagina in quantità relativamente elevate (gli alcaloidi si trovano nelle piante vive; contengono il principio attivo vitale della pianta senza il quale non potrebbe crescere né vivere).
È costituito da carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno. Quando l’asparago viene cotto o inscatolato, il valore di questo alcaloide si perde, poiché l’idrogeno e l’ossigeno vengono dissipati e i Sali naturali formati dalla sua combinazione con gli altri elementi sono anch’essi virtualmente perduti o distrutti.

Sotto forma di succo l’asparago viene utilizzato con grande efficacia come diuretico, in particolare quando è combinato con il succo di carota, poiché potrebbe risultare fin troppo forte nella reazione che scatena sui reni se assunto da solo. Questo succo è indicato in caso di disfunzioni renali e in generale per affrontare problemi ghiandolari. È utile nel diabete e nell’anemia quando utilizzato insieme a succhi più specificatamente indicati per tali condizioni.
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Poiché riesce a rompere i cristalli di acido ossalico presenti nei reni e nel sistema muscolare, fa bene in caso di reumatismi, neuriti ecc. I reumatismi sono il prodotto finale della digestione della carne e dei prodotti a base di carne, che generano un’eccessiva quantità di urea se consumati con verdure.
L’organismo umano non riesce a digerire e assimilare completamente i cosiddetti “carboidrati”, come appunto farine adulterate, raffinate ecc, o una dieta sbilanciata di carne in eccesso.
quindi mangiarne troppi provoca un infiammazione al Microbioma intestinale, acidi urici,alcol (acetone) e alla sua microflora eubiotica.
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L’uso continuo sovraccarica i reni polmone (muco) e gli altri organi deputati all’escrezione, portandoli a un punto in cui sempre meno tossine vengono eliminate. Il risultato è il dolore noto come reumatismo. Questa condizione è anche una delle principali cause di problemi alla prostata, per i quali è utile questa combinazione di succhi, con aggiunta di succhi di carota, barbabietola e cetriolo.
Dottor Norman W. Walker

Piccolo addendum su rame, alluminio, zolfo, morbo di Parkinson e di Alzheimer 

L’articolo Consumption of dairy products and risk of Parkinson disease (“Assunzione di latte e latticini e rischio di contrarre il morbo di Parkinson”) indica un discreto aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson tra le persone che assumono in notevole quantità latte e latticini

Asse Intestino – Cervello
Nella precedente traduzione è stato messo in evidenza il ruolo del rame, elemento metallico che inibisce l’attività positiva dello zolfo organico, la cui carenza sembra correlata all’insorgere di varie malattie tra le quali il morbo di Parkinson e di Alzheimer. Che l’eccesso di rame sia correlato al rischi di sviluppare la malattia viene rivelato anche dall’articolo Value of serum nonceruloplasmin copper for prediction of mild cognitive impairment conversion to Alzheimer disease .
Ma da dove viene il rame, si chiederà qualcuno?
Ebbene il rame è utilizzato come pesticida / fungicida ed il suo uso entro certi limiti è persino ammesso per legge nell’agricoltura biologica . Forse questo spiega anche la correlazione tra pesticidi e morbo di Parkinson sancita anche da una recente sentenza di un tribunale francese .
Dall’articolo È ufficiale pesticidi causano il morbo di Parkinson sul sito quotidiano legale traggo le seguenti righe
Per prima in Europa, la Francia riconosce il Morbo di Parkinson come malattia professionale per gli agricoltori entrati a stretto contatto con i pesticidi. Il decreto francese è stato pubblicato lo scorso maggio ed è entrato in vigore di fatto un mese fa. Alla base una serie di ricerche scientifiche che hanno evidenziato i legami tra il Parkinson e l’esposizione professionale ai pesticidi.
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Alle informazioni sul possibile ruolo dello zolfo nell’insorgenza del morbo di Parkinson (e dell’Alzheimer) possiamo aggiungere quelle che vengono dalla lettura dell’interessante articolo Morbo di Parkinson amici e nemici nel piatto pubblicato sul sito terranews dalla cui lettura si evince che consumare molta frutta e verdura fresca possibilmente biologica aiuta a combattere la malattia (d’altronde i vegetali provenienti da coltivazioni biologiche sono più ricchi di zolfo) e che invece secondo una recente ricerca epidemiologica il consumo di latte e latticini aumenterebbe il rischio di ammalarsi.
L’articolo Consumption of dairy products and risk of Parkinson disease (“Assunzione di latte e latticini e rischio di contrarre il morbo di Parkinson”) indica un discreto aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson tra le persone che assumono in notevole quantità latte e latticini. Per i più alti consumatori di questi prodotti il rischio relativo è risultato 1,6 (con un intervallo di confidenza del 95 percento) il che vuol dire un aumento del 60 per cento della probabilità di sviluppare la malattia.
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Tale dato è però una media del valore 1,8 per gli uomini e 1,3 per le donne. Ovviamente i dati non tengono conto del fatto che latte e latticini assunti siano interi magri o scremati, che il latte sia pastorizzato o crudo; personalmente condivido l’analisi del dottor Perugini che invita piuttosto a preferire il latte intero, sebbene io mal vedo il consumo di latte (il latte intero biologico è pur sempre pastorizzato e a volte sottoposto anche ad altri trattamenti che lo rendono ben poco digeribile per l’uomo). Ad ogni modo reputo interessante anche l’analisi del dottor Perugini sul mito del colesterolo .
L’articolo morbo di Parkinson amici e nemici nel piatto (scritto da Silvia Carri e Paolo Giordo per Terra Nuova) afferma che:
Fino a pochi decenni fa il disturbo colpiva principalmente individui oltre i 60 anni, ma oggi l’età d’insorgenza è scesa, con manifestazioni già attorno ai 40 anni; si sono registrati addirittura casi di ventenni colpiti dal cosiddetto parkinsonismo giovanile, frutto di inquietanti mutazioni genetiche.
Colpa delle intossicazioni?
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Gli autori sono quindi arrivati alla stessa mia conclusione quando valutando il fatto che i malati di Alzheimer aumentano vertiginosamente nel giro di 6 anni ipotizzavo un forte contributo dato dall’inquinamento ambientale, dall’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo, anche perché l’aumento del numero degli ultraottantenni non può bastare a spiegare tale aumento.
E adesso forse abbiamo un quadro completo quando osserviamo che alluminio e rame, due metalli che con meccanismi differenti contribuiscono all’insorgenza delle due più famose malattie neurodegenerative vengono riscontrati in ciò che “piove dal cielo” in seguito al passaggio degli aerei con bianca scia al seguito.
Klamin
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamin/
AlgoZym
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algozym/
Multinatural
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/multinatural/
Alga Klamath
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamath-rw-max/
909 Vedi l’articolo Studio italiano, l’Alzheimer è una specie di diabete pubblicato su La Stampa del 13/10/2012 http://www.lastampa.it/…/studio-italiano-il-mor…/pagina.html.
910 Pubblicato su Annals of Neurology Apr;75(4):574-8, autori Squitti R, Ghidoni R, et al.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24623259.
911 Vedi http://www.giardinaggio.it/…/giardino-biolog…/Rame-zolfo.asp ehttp://www.compoagro.it/consumer/contents.asp….
912 http://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=F02….
913 http://www.quotidianolegale.it/…/e-ufficiale-pesticidi-caus….
914 http://www.terranews.it/…/morbo-di-parkinson-amici-e-nemici….
915 Pubblicato su American journal of epidemiology, 2007, 1, 165, pag. 998-1006, autori Chen, O’Reilly, Mc Cullough et al;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17272289.
916 Vedi http://www.dottorperuginibilli.it/index.php/articoli/186.
917 Vedi http://www.dottorperuginibilli.it/…/75-mangia-grasso-e-vivi….

Malattia Espressione dell'AnimA

Serata dedicata alla comprensione dell’esperienza, che porta l’acquisizione di Consapevolezza di Sè, manifestazione del proprio Benessere Interiore, Fisica ed Emotivo, in ogni infinita espressione della Vita già Presente, la Tua.

 
La conferenza è aperta a tutti
Presso: Biblioteca Via Roma, 405, 35030 Montemerlo PD
Contattare l’organizzazione per verificare la disponibilità,
Possibilità di richiedere appuntamenti per consulenze mirate al proprio personale Benessere come espressione del proprio Equilibrio
Per Informazioni e iscrizioni:
Elisabetta 347 110 1080
Silvia 346 601 3949
Doretta 346 158 2200
 
 
 

L'Arte di Vivere

Chiudo gli occhi e Ascolto il Mio Cuore, e mi fa sentire Cose Immense.. dove L’eterno presente si manifesta nella Vita che ho già scelto di Vivere Adesso.

La nostra società, la nostra educazione e anche una certa comodità ci hanno portato a ricercare la soddisfazione dei desideri esteriori,fuori, identificandoci con ciò che non è realmente vero.
 
Apprendiamo quindi a gestire, padroneggiare, dominare, possedere o comunicare con questo mondo esterno.
Questa corsa a perdifiato ci allontana ogni giorno un po’ di più da noi stessi e ci priva della nostra stessa sostanza. (Consapevolezza del Sè) dalla nostra Coscienza.

Solo la morte o la malattia ci riconducono, d’obbligo e per forza di cose, a noi stessi.
In quell’istante, lo smarrimento è grande….
L’Anima dice: Tu Sei l’Amore. Tu Sei punti (Matrici) di Luce nella Luce.
Io non so ancora adesso interpretarlo, quell’Emozione Fortissima, che Sono,che ho sentito manifestarsi in me…
ma so con certezza che è l’opposto di tutti i miei dolori moltiplicata all’infinito.
Da quel Giorno ogni momento, ogni dubbio, ogni volta che la Mente cerca di assoggettarmi ai suoi modelli o programmi, intromettendosi tra Me e Anima,
sai che faccio?
Chiudo gli occhi e Ascolto il Mio Cuore, e mi fa sentire Cose Immense.. dove L’eterno presente si manifesta nella Vita che ho già scelto di Vivere Adesso.
(Francesco Ciani Naturopata : Testimonianza di un’Anima Libera)

Artemisia (Artemisia vulgaris)

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.

Parti usate: sommità fiorite, radici, foglie.
Ricca d’olio volatile, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi, derivati cuminarici e triterpeni.

Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.
Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.
Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.
Modalità d’uso: sommità fiorite un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 15 minuti, filtrare, dose: tre tazze al giorno tra i pasti.
Radice: 50 g di radice polverizzata in 50 g di miele, quattro cucchiai da caffè al giorno.
Per preparare il vino d’artemisia, fare macerare 60 g di pianta in un litro di vino rosso. (per amenorrea delle clorotiche), mezzo bicchiere prima dei pasti principali.
Il cataplasma: foglie e sommità fiorite sul basse ventre (scaldate a vapore) accelera il flusso e facilita l’espulsione dei grumi con le mestruazioni dolorose.
Infuso, in parti uguali artemisia e borsa del pastore, mischiare, calma le mestruazioni dolorose ed abbondanti. (Un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, tre tazze al giorno). Rispettare il dosaggio consigliato, in dosaggi elevati può causare intossicazioni, insonnia, incubi notturni, convulsioni, vomito.
Controindicazioni: stati ipocloridrici, allergie alla pianta, da non assumere durante la gravidanza.
Risultati immagini per Artemisia vulgaris
Proprietà: favorisce le regole “il ciclo mestruale”, calma i dolori mestruali, per vertigini e lipotimia, epilessia, dispepsia atonica, astenie, (neuroastenia), è utilizzata nel trattamento della colite, diarree, dispepsie e cattivo assorbimento degli alimenti.
Come calmante: calma i dolori ed i crampi intestinali.
Combatte la pigrizia del fegato e della vescica biliare, aumenta il flusso biliare, aiuta ad assimilare ed utilizzare gli alimenti, vermifugo per ascaridi, ossiuri, tenia (in dosaggio elevato 10-20 gocce ogni 2 ore per uso orale, inoltre 3-4 gocce sull’ombelico e pancia 2-3 volte al giorno).
Considerata come stimolante uterino, si consiglia per prevenzione dell’aborto e per ridurre o arrestare il sanguinamento mestruale.
Previene il mal d’auto, mal di mare e d’aria, così come Menta e Limone. Trova il suo utilizzo anche nella depressione e tristezza.
Aumenta le autodifese e la prevenzione delle malattie, agisce in sinergismo con i rimedi antitumorali.
Disponibile sottoforma di OE, MicroDosi, anche sottoforma di capsule, di TM 30-40 gocce al giorno, 30 minuti prima del pasto con poca acqua o infuso di menta.

Carenza di zolfo ed morbo di Alzheimer

Anche se ai vegetariani sicuramente non piacerà, ma secondo S Seneff
La migliore fonte di zolfo sono le proteine animali quali carne, pesce ed uova. Lo zolfo sta scomparendo dal suolo coltivabile, e così i vegetali contengono persino meno zolfo di quanto succedeva una volta. È quindi molto verosimile che i vegetariani soffrano di deficit da zolfo, che può influire sulla loro suscettibilità al danno da radiazione solare.

Asse Intestino – Cervello
La maggior parte dei pazienti giovani e vecchi che soffrivano di “confusione” problemi di concentrazione, e scarsa memoria, mostravano livelli di zolfo al di sotto della norma, inclusi molti bambini diagnosticati come sofferenti del “disordine di attenzione / iperattività” (ADD / ADHD), e lo stesso dicasi per le persone intossicate da alti livelli di alluminio…
Mentre la medicina ufficiale ha sempre pensato che la placca beta amiloide fosse la causa dell’Alzheimer, in realtà essa ne è piuttosto un segno e la Seneff ipotizza che una causa della malattia (altre vengono analizzate in un capitolo specifico) siano i problemi nel metabolismo del glucosio connessi con la carenza di zolfo.
In effetti sulla pagina web pubblicata da Ronald Roth si può vedere un grafico coi livelli di vari minerali nelle cellule di un tipico malato di Alzheimer in rapporto ai livelli normali. È notevole come lo zolfo sia quasi inesistente nel profilo dei malati di Alzheimer.
L'immagine può contenere: cibo
Sul sito internet http://www.acu-cell.com/ della Clinical Research Resource for Cellular Nutrition & Trace Mineral Analysis” (“Centro di ricerca clinica per la nutrizione cellulare e l’analisi dei minerali in traccia”) si legge:
Mentre alcuni farmaci o antibiotici possono rallentare o eventualmente arrestare la progressione del morbo di Alzheimer, l’integrazione di zolfo ha la potenzialità non solo di prevenire, ma persino di invertire la condizione [ovvero il processo degenerativo – N.d.T.], a patto che la malattia non sia progredita fino ad uno stadio nel quale il danno al cervello è già abbastanza rilevante.
Una delle più importanti cause per l’aumento di casi di Alzheimer negli anni passati è la cattiva reputazione che hanno avuto le uova in quanto importanti fonti di colesterolo, a dispetto del fatto che l’assunzione del colesterolo tramite la dieta ha poca importanza sul livello di colesterolo nel siero, cosa che è stata finalmente riconosciuta dalla medicina ufficiale.
Nel frattempo, una gran parte della popolazione, seguendo la cattiva informazione diffusa sulle uova, ha perso un’eccellente fonte di zolfo e di diversi altri nutrienti essenziali. Ovviamente cipolle e aglio sono un’altra ricca fonte di zolfo, ma in rapporto al volume, essi non possono stare a confronto con quanto di può ottenere consumando regolarmente le uova.
(…)
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Sia Zolfo che Selenio sono minerali importanti per il sistema nervoso, e causano una reazione infiammatoria in caso di eccessiva ingestione o ritenzione (come succede con la Sclerosi Laterale Amiotrofica), a provocando una risposta degenerativa in caso di insufficiente ingestione o ritenzione (come succede con il morbo di Alzheimer).
La risposta positiva ad una terapia basata sull’integrazione di zolfo che ho osservato in pazienti sofferenti di morbo di Alzheimer è stata inversamente proporzionale alla progressione della malattia.
Cosa interessante, lo zolfo è un potentissimo antagonista dell’alluminio, cosa che dovrebbe soddisfare quanti affermano che l’alluminio sia un importante fattore legato all’insorgenza della malattia. La maggior parte dei pazienti giovani e vecchi che soffrivano di “confusione” problemi di concentrazione, e scarsa memoria, mostravano livelli di zolfo al di sotto della norma, inclusi molti bambini diagnosticati come sofferenti del “disordine di attenzione / iperattività” (ADD / ADHD), e lo stesso dicasi per le persone intossicate da alti livelli di alluminio.
I comuni che aggiungono alluminio all’acqua potabile [nel corso del processo di flocculazione, una delle fasi della potabilizzazione dell’acqua – N.d.T.] oltre a fluoro e cloro, non aiutano certo quelle persone che lottano per mantenere un adeguato livello di zolfo.
Un altro antagonista dello zolfo che possiamo assumere con la dieta è il rame, che si trova in una serie di alimenti e bevande quali caffè, cola, cioccolato e prodotti a base di cacao, germe di grano, frutti di mare, soia, frutta secca e molte altri. Una situazione con alti livelli di rame e bassi livelli di zolfo non solo può essere la base per l’insorgenza del morbo di Alzheimer, ma può causare anche alcune forme di artrite e di degenerazione vascolare
Come possibile integratore di zolfo sul sito http://www.acu-cell.com viene indicato lo zolfo organico (MSM) che si trova in natura in negli alimenti succitati (oltre che nella carne e nel pesce). Sul sito si raccomanda ove possibile, per le risolvere problemi legati a deficit di zolfo, a non affidarsi solo all’integrazione di MSM ma di attingere anche alle naturali fonti commestibili.
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Secondo la Seneff
La mancanza di sufficiente zolfo avrebbe un immediata ripercussione negativa sulla capacità dei neuroni di portare efficacemente l’ossigeno, in una maniera ancora una volta simile a quanto succede nelle cellule muscolari. Questo vorrebbe dire che le altre proteine ed i grassi nel neurone soffrirebbero di danno ossidativo, portando alla fine alla distruzione del neurone. (…)
Io sospetto che una carenza di colesterolo si manifesterebbe se è insufficiente il colesterolo solfatato.
Ma possibile, qualcuno dirà?
Questa signora Seneff fa voli pindarici con la sua fantasia?
E invece no, tant’è che ci sono ricerche scientifiche che descrivono il morbo di Alzheimer come una sorta di “diabete di tipo III” .
Lo zolfo come un agente protettivo nei confronti del danno da radiazione.
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Su tale ruolo dello zolfo, dalla lunga dissertazione della Seneff riporto solo l’indicazione dell’articolo Radiation Protection with Sulfur and Some Sulfur-containing Compounds (“Protezione dalla radiazione con lo zolfo ed alcuni composti contenenti lo zolfo”), il cui titolo è già di per sé molto significativo Pubblicato su Nature, Vol. 194, 782, May 26, 1962, autori A . Charlesby, et al.
Anche se ai vegetariani sicuramente non piacerà, ma secondo S Seneff
La migliore fonte di zolfo sono le proteine animali quali carne, pesce ed uova. Lo zolfo sta scomparendo dal suolo coltivabile, e così i vegetali contengono persino meno zolfo di quanto succedeva una volta. È quindi molto verosimile che i vegetariani soffrano di deficit da zolfo, che può influire sulla loro suscettibilità al danno da radiazione solare.
Oliogoceleste Zolfo
 
 
 

Trifoglio rosso & Clorofilla

Il trifoglio ha anche un effetto energizzante, quindi è formidabile per chi si sente esausto, spossato o esaurito. Puoi anche prepararti un centrifugato di frutta, verdura e supercibi in polvere, ma è probabile che non ti dia lo stesso apporto ricostituente di una semplice tisana di trifoglio.

Non sono soltanto le cose rare e difficili da reperire ad avere un valore, il fatto stesso che alcune risorse – la luce del sole, l’aria – siano facilmente accessibili le rende dei miracoli di per sé.
Uno di questi miracoli è il trifoglio rosso, considerato una semplice erba infestante quando invece dovrebbe essere venerato come un re. Oltre alla generosità di spirito, il trifoglio ha un’energia empatica: s’interessa davvero della persona che lo consuma.
Il trifoglio rosso è l’erba più potente per supportare e depurare il sistema linfatico e può essere efficace nella cura di ogni genere di cancro.
Quest’erba selvatica così generosa – puoi usare sia i fiori sia le foglie – è diuretica ed è ottima per ricostituire il sangue in caso di malattie ematiche, compresa la leucemia e il mieloma multiplo, o anche un’intossicazione del sangue dovuta al malfunzionamento del pancreas o del fegato.
L'immagine può contenere: fiore, pianta e natura
Il trifoglio racchiude una quantità esorbitante di sostanze nutritive e alcaloidi che combattono le malattie: ce ne sono più in un trifoglio che in un intero scaffale di integratori multivitaminici. Se pensi di avere o ti è stato riscontrato un deficit nutrizionale, bevi tre tazze al giorno di tisana di trifoglio: è la risorsa suprema per rifornire l’organismo di minerali e provvedere a specifiche carenze di molibdeno, manganese, selenio, ferro, magnesio, vitamina A, vitamine del gruppo B, cofattori delle vitamine (fitonutrienti che la ricerca medica non ha ancora intercettato) e molto altro.
In più, gli alcaloidi del trifoglio lavorano insieme agli aminoacidi per scomporre e ridurre i grassi superflui accumulati e farli defluire dal corpo, per cui il trifoglio è uno dei rimedi più efficaci per la perdita di peso.
Il trifoglio ha anche un effetto energizzante, quindi è formidabile per chi si sente esausto, spossato o esaurito. Puoi anche prepararti un centrifugato di frutta, verdura e supercibi in polvere, ma è probabile che non ti dia lo stesso apporto ricostituente di una semplice tisana di trifoglio. Tutte queste proprietà, unite alla capacità di ripulire il corpo da metalli tossici e pesticidi come il DDT, rendono il trifoglio un’erba fondamentale per la sopravvivenza in questo secolo.
MALATTIE
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il trifoglio rosso nella tua vita.
Malattie ematiche, malattia linfoproliferativa della linea B, leucemia, intossicazione del sangue, epatite A, B, C e D, cancri ematici come il mieloma multiplo, anemia (compresa l’anemia falciforme), malattie al fegato,
affaticamento surrenale, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, allergie, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, acne, herpes simplex 1 (HSV- 1), herpes simplex 2 (HSV-2), infertilità, herpes zoster, attacco ischemico transitorio, problemi alle ghiandole salivari, celiachia, eczema, psoriasi, malattia di Lyme.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il trifoglio rosso nella tua vita.
Pressione alta, fegato stagnante e/o pigro, diarrea cronica, incontinenza fecale, costipazione, squilibri ormonali, milza ingrossata, sindrome premestruale, sintomi della menopausa, allergie alimentari, orticaria, eruzioni cutanee, squilibri glicemici, malinconia, linfonodi ingrossati, problemi circolatori, sensibilità e reazioni all’istamina, pelle secca, sangue nelle urine, calcificazioni, sensibilità alle sostanze chimiche, micosi, sfaldamento delle unghie, ecchimosi, mal di testa, insufficienza digestiva, accumulo di peso, voglia di dolci.
SUPPORTO EMOTIVO
Risultati immagini per clorofilla trifoglio rossoIl trifoglio rosso offre un prezioso aiuto a chi vive nel passato a proprio svantaggio. Se senti che cerchi di rivivere i tempi andati perché hai nostalgia del senso di appagamento e felicità che provavi allora, chiedi aiuto al trifoglio rosso: quest’erba porta quelle emozioni nel presente, in modo che tu possa provare gioia e soddisfazione nella vita attuale.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Anche se il trifoglio viene usato nella rotazione delle colture agricole, spesso lo vediamo spuntare nei prati e nei giardini ritenendolo un’erba infestante. Il trifoglio può crescere quasi ovunque e non gl’importa di essere calpestato, per quanto meriterebbe di essere considerato un re.
Sa perdonare e cresce vigoroso, con grande tenacia: puoi falciarlo, pestarlo, abbatterlo, ma lui ritorna di continuo, offrendo speranza e abbondanza. C’è stato un momento nella tua vita in cui sei stato abbattuto dalle avversità e ciononostante hai ancora molto da offrire? Il trifoglio rosso t’insegna a tenere duro e ad andare avanti.
SUGGERIMENTI
Quando hai bisogno di depurarti, bevi una tisana di trifoglio la sera.
Le proprietà terapeutiche e depurative dell’erba lavorano nel corso della notte per scovare e asportare le tossine presenti nell’organismo, consentendo al fegato di elaborarle alle prime ore del mattino.
Il trifoglio rosso di solito sboccia in gruppo, generando da cinque a venti fiori alla volta.
Per ricavare i massimi benefici dalle proprietà del trifoglio, sintonizzati con il suo ritmo naturale e bevi una tazza di tisana al giorno per un periodo che va dai cinque ai venti giorni.
(Se superi i venti giorni non c’è nulla di male: è come se iniziasse la fioritura di un nuovo gruppo.)
TISANA DI TRIFOGLIO E CAMOMILLA
Risultati immagini per tisana trifoglio
Per quattro tazze
Se al risveglio vuoi iniziare bene la giornata, bevi una tazza di questa tisana al mattino. Vedrai che il nuovo giorno ti sembrerà radioso e ricco di promesse.
2 cucchiai di boccioli di trifoglio rosso
1 cucchiaio di fiori di camomilla
¼ di cucchiaino di fiori di lavanda
Mescola tutti gli ingredienti in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza. Lascia in infusione per almeno cinque minuti.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato
 
 
 

Gentian “Guaritore”

Sintomi Fisici: Depressione, Ipocondria, perdita di appetito, calo del toni fisico, palpitazioni. ricadute da fatti negativi. È la persona che viene considerata tra virgolette “sfigata”.

Floriterapia:
“L’apprendimento della lezione, rende inutile il dolore”
Edwar Bach. 

Fiore della Sfiducia/Pessimismo genziana “il Fiore della Fede”.

Sintomo dello squilibrio: Depressione per un fatto sconosciuto, mancanza di Fede, delusione per fatti imprevisti, ricadute repentine. È il fiore del pessimista, si fasciano la testa prima di rompersela, la delusione che nasce proprio da un dispiacere, tipico fiore dei bambini, sono scettico , sono deluso, evitano certe situazioni, dubitano del successo di quell’impresa, i bambini Gentian sono delusi, hanno 1 brutto voto e da li nasce il profilo Gentian, o perché un amico gli ha traditi, e si chiudono in se stessi, è molto utile per gli adolescenti, e bimbi, ragazzine, amori spezzati giovanili.
Sono quelle persone che dicono non ce la farò mai! Scettico, Dubbioso, pessimista, leggermente scoraggiato dopo un imprevisto, continuamente alla ricerca del negativo, pessimismo, scetticismo, ipocondria, malumore, tristezza, svogliatezza, scoraggiamento, depressione di lieve entità. (grigio dentro). Si scoraggia al primo ostacolo, pensa di non farcela, perennemente insoddisfatto.
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Favorisce: L’ottimismo, la fiducia, la concentrazione, di una vita costruttiva.
Sintomi Fisici: Depressione, Ipocondria, perdita di appetito, calo del toni fisico, palpitazioni. ricadute da fatti negativi. È la persona che viene considerata tra virgolette “sfigata”. Di aiuto con il Mimulus. Rimugina sempre su un fatto che è accaduto, non si riprende. Oppure che non hanno abbastanza fiducia su quello che noi stiamo facendo. Tanto le ho provate tutte. “le cure”.
Isomorfismo di Gentian: Fragilità si utilizza quando, senza motivo apparente, cessa il miglioramento durante la cura.
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Si utilizza: per la fragilità si applica alla pelle, ai sistemi vascolari, linfatici, agli occhi, all’apparato respiratorio, ai capelli, alle unghie, ai denti, alle mucose, al morale.
Nel paziente si osserva che: mostra poca collaborazione, non riesce a riprendersi da un fatto spiacevole, pensa che la cura non andrà bene per lui.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Le Risposte Di Gentian
Non riesco proprio a vedere le cose in modo positivo
Sono deluso dalla vita
Sono scoraggiato e dubito che finisca bene
Lo sapevo che non avrebbe funzionato
Nella vita non c’è nulla di buono
Non confondere con : Larch la cui sfiducia riguarda solo se stessi e nelle sue potenzialità, Mustard la cui depressione non ha ragione, Wild Rose, la cui sfiducia e apatia non è circostanziale come Gentian.

Baccello di Fagiolo

i consiglia nel: trattamento del diabete e nelle cure dimagranti per la sua attività diuretica, nei soggetti con sovrappeso o francamente obesi.

Azione diuretica, attività ipoglicemizzante ed inibente dell’assorbimento dei carboidrati a livello intestinale.
Utile per: la ritenzione idrosalina e sovrappeso e dei liquidi, in condizioni d’iperglicemia, in grado di ridurre il tasso glicemico ed è utilizzato anche nel trattamento del diabete non insulino dipendente. L’integrazione di baccello di fagiolo.

Si consiglia nel: trattamento del diabete e nelle cure dimagranti per la sua attività diuretica, nei soggetti con sovrappeso o francamente obesi.Risultati immagini per baccello fagiolo
L’uso prolungato può dare luogo ad occasionali episodi di nausea, gastralgie ed alterazioni dell’alvo.
Non sono noti effetti collaterali alle dosi consigliate, non sono disponibili dati dalla letteratura per l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.
(Djordjevic, Dimitrijevic, Maksimovic, Vucetic, Diabetes Center, Institute for Endocrinology, Belgrade, Yugoslavia. Application of organic bound chrome in disturbed glygoregulation therapy. Transplant Proc, 1995;27:333-334) (Capasso F. Grandolini G. Fitoterapia: impiego razionale delle droghe vegetali, Springer Verlag, 1906, pag. 314-315).

Il Gomito

Quando ci fa male un gomito significa che abbiamo difficoltà ad accettare un vissuto, una situazione. Essendo localizzata a livello delle braccia, questa tensione è necessariamente in rapporto con l’azione, con il fare.

Malattia Espressione dell’AnimA
Il gomito
Seconda articolazione collegata alla spalla mediante il braccio, il gomito rappresenta l’equivalente del ginocchio. È inoltre l’articolazione che piega, allenta, cede. Offre al braccio la possibilità di una mobilità multidirezionale estendendola a tutti gli assi dell’orizzontalità e della verticalità, fatto salvo per la parte posteriore contrariamente al ginocchio che invece piega solo nella parte posteriore.
La difficoltà di lasciar andare a confronto con una volontà d’azione troppo rigida verrà avvertita a livello di questa articolazione. Il gomito rappresenta la «porta dell’accettazione» in rapporto all’azione.
Si tratta inoltre dell’articolazione che oscilla tra il conscio e l’inconscio, sia nel senso dell’addensamento (dal non-conscio al conscio), sia nel senso della liberazione (dal conscio al non-conscio). È a questo livello che avvengono le oscillazioni delle nostre sensazioni, emozioni o idee d’azione, a patto che vengano accettate.

Le malattie dei gomiti
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Quando ci fa male un gomito significa che abbiamo difficoltà ad accettare un vissuto, una situazione. Essendo localizzata a livello delle braccia, questa tensione è necessariamente in rapporto con l’azione, con il fare. Accade dunque qualcosa oppure qualcuno fa qualcosa che rifiutiamo, che abbiamo difficoltà ad accettare o che accettiamo solo perché vi siamo costretti e forzati.
Può anche essere qualcosa che dobbiamo fare, nostro malgrado, oppure che avremmo preferito fare altrimenti o non dover fare. Le tensioni al gomito ci informano inoltre che il modo di fare, il nostro o quello di altre persone, non è adeguato, che disturba le nostre abitudini d’azione, le nostre convinzioni o le nostre certezze in rapporto ad esse.
(Michel Odoul)