La cistifellea

Le malattie della cistifellea ci parlano della nostra difficoltà a gestire i nostri sentimenti e a chiarirli. Siamo nel contesto della dinamica Yang, ossia in rapporto con l’esterno. «Qual è il mio posto?»,

Malattia Espressione dell’AnimA
La cistifellea funziona in stretto contatto con il fegato, raccogliendo e concentrando la bile che quest’ultimo secerne, distribuendola nell’intestino tenue, fino all’uscita dello stomaco. La distribuzione della bile permette al processo della digestione, in particolare degli alimenti grassi, di svolgersi armoniosamente. In caso di disfunzione, la digestione viene percepita come «cattiva».
Le malattie della cistifellea

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Partecipando alla digestione fisica degli alimenti, la cistifellea gioca un ruolo analogo nella digestione psicologica degli avvenimenti. Nel linguaggio corrente si dice comunemente «ingoiare bile» quando si deve sopportare qualcosa di sgradevole senza poter reagire. Ma sono quasi sempre inquietudini legate ad una persona (noi stessi o qualcun altro) che ci è cara.
Le malattie della cistifellea ci parlano della nostra difficoltà a gestire i nostri sentimenti e a chiarirli. Siamo nel contesto della dinamica Yang, ossia in rapporto con l’esterno. «Qual è il mio posto?»,
ottengo un riconoscimento dagli altri, mi amano per quello che faccio e che rappresento, sono tutte domande ricollegabili ai disturbi della cistifellea, come pure tutte le collere violente che accompagnano i passaggi difficili, soprattutto quando la persona avverte un senso di ingiustizia nei propri confronti.
Anche la giustificazione delle azioni è presente, a maggior ragione se queste non sono contrassegnate dal marchio della sincerità e della verità. Le malattie della cistifellea possono infatti significare che il nostro senso della verità e del giusto non è molto chiaro o che è eccessivo e che abbiamo la tendenza a costringere, usare se non addirittura manipolare gli altri (sempre dandoci delle buone ragioni, naturalmente).
(Michele Odoul)