La mancata ricostruzione del nostro corpo

Purtroppo l’alimentazione sbagliata dell’era moderna, l’inattività fisica e la carenza di micronutrienti, non permette tale equilibrio, causando al contrario una degradazione eccessiva della matrice.

Quando si parla di rinnovamento del nostro corpo, ci viene in mente il ricambio cellulare, dovuto alla morte di cellule degradate, sostituite da nuove cellule. In verità la ricostruzione interessa la matrice extracellulare composta di fibre di collagene e da altre proteine.

Ricorderete che il nostro corpo ogni giorno è coinvolto in una fase catabolica ed una fase anabolica, azioni che prevedono la demolizione delle proteine fibrose della matrice e poi la loro ricostruzione.

Quindi è fondamentale, per mantenere efficiente la matrice extracellulare, in tutte le sue caratteristiche strutturali ed elastiche. A tale scopo esistono delle cellule definite fibroblaste, che nella fase di gel producono collagene e altre proteine per la ricostruzione delle fibre.

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invecchiamento precoce

Al contrario nella fase di sol, le cellule producono metalloproteasi (enzimi) che demoliscono parte delle fibre della matrice, riportando gli aminoacidi all’interno della cellula.

Questo è un meccanismo assolutamente perfetto per mantenere in ottimo stato la matrice, fermo restando il mantenimento dell’equilibrio tra la fase catabolica e quella anabolica.

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pelle sana

Purtroppo l’alimentazione sbagliata dell’era moderna, l’inattività fisica e la carenza di micronutrienti, non permette tale equilibrio, causando al contrario una degradazione eccessiva della matrice.

Vediamone insieme i motivi.
Il consumo di carboidrati aumenta la ritenzione idrica dei tessuti, causando maggiori difficoltà all’organismo per raggiungere la fase di gel necessaria alla ricostruzione.

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rinnovamento cellulare

Il problema è ampliato anche dalle scorie acide prodotte dalle cellule nel processo della glicolisi (produzione di energia dal glucosio), che aumentano l’acidità tissutale, inibendo la produzione di collagene dei fibroblasti.

La presenza di glucosio nella matrice (o nel sangue) aumenta la formazione degli Ages che si legano alle fibre di collagene, impedendo agli enzimi metalloproteasi di demolirle (non consentono il rinnovo delle fibre).

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aminoacidi naturali

Infine l’eccessiva produzione di radicali liberi, dovuta allo stress cellulare, agli Ages ed al glucosio, aumenta la degenerazione della matrice.

Esempio calzante: osservando la pelle dei marinai, noteremo l’invecchiamento precoce provocato dal sole, generatore dei radicali liberi. Un altro aspetto essenziale per la rigenerazione della matrice è la disponibilità dei mattoni necessari alla sua ricostruzione.

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estratti verdi

La dieta moderna è povera di proteine, ma il nostro corpo ha bisogno di tutti gli aminoacidi per ricostruire la matrice.

Ricordiamo che il nostro organismo necessità di minimo 80 grammi di proteine al giorno (1 grammo chilo corporeo); assumendone di meno o di minor qualità le cellule interrompono il lavoro di ricostruzione, dando priorità alla produzione di ormoni e di enzimi.

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infiammazioni

Al contrario, quando la mancanza di proteine è totale (basta non mangiare carne ad un solo pasto), le nostre cellule aumentano la fase catabolica, utilizzando la nostra matrice come un’enorme miniera di aminoacidi.

Tutto ciò ci dovrebbe far comprendere il valore dei consigli che ci inducono a non consumare carne più di tre volte la settimana.

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infiammazione intossicazione

Un altro problema importante è l’assenza di micronutrienti (vitamine e sali minerali) che coadiuvano i processi chimici della fase anabolica, che purtroppo i nostri alimenti non posseggono più nelle giuste quantità.

Purtroppo per decenni, abbiamo subito un deficit ricostruttivo della matrice e questo, nel tempo, ha rappresentato una delle concause di malattie come l’osteoporosi, l’arteriosclerosi, l’artrite, l’artrosi e la sarcopenia, senza parlare delle rughe.

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Il cancro, i tumori da un altro punto di vista Consapevole

Malattia Espressione dell’AnimA

Il cancro e le forme cancerogene sono proliferazioni cellulari anarchiche che fanno la loro comparsa e si sviluppano in una determinata zona dell’organismo.(Separazione da se stessi, ripetizioni deleterie)

Se vengono depistate in tempo, la malattia può essere circoscritta sin dall’inizio; in caso contrario vi è proliferazione.

(Comprensione di Sè dell’Esperinza messa in atto)

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L’organismo viene progressivamente invaso, colonizzato dalle cellule cancerogene che viaggiano attraverso il sistema sanguigno

(chi sei dove nel contesto sociale)

e la colonizzazione delle differenti parti del corpo si attua sempre mediante una sorta di effrazione nell’ambiente cellulare.
(persistenza e materializzazione dell’idea fatto dolore)

Data la gravità di questa malattia, vorrei ricordare le caratteristiche principali del suo processo:

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• disordine sotterraneo, inconscio e indolore all’inizio (incosapevolezza)
• sviluppo anarchico per perdita dei punti di riferimento cellulari (chi e cosa sei)
• invasione dell’organismo mediante colonizzazione (invasione ostruzione, impurità, sentirsi inquinati)
• colonizzazione mediante «effrazione» delle zone interessate (Cristallizzazione, rigidità statica)
• contaminazione dell’organismo attraverso il circuito sanguigno o linfatico (perdita dei punti di riferimento interni)
• conclusione mortale per autodistruzione, se non si interviene.

(perdita e abbandono della Vita, identificazione con la la malattia)

Abbiamo qui la descrizione di tutto il processo psicologico che precede e prepara il terreno alla malattia.

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Un giorno l’individuo vive un trauma (o un accumulo) emozionale o affettivo importante e lo serba nell’intimo.

Per forza, volontà, educazione, convinzione o fuga, egli non si permette di esprimere realmente o riconoscere la propria sofferenza e, in modo particolare, la perdita dei punti di riferimento, la distruzione profonda della convinzione o l’illusione che essa rappresenta.

Il trauma viene percepito come un’intrusione, un’effrazione nelle proprie strutture interiori e la sua ondata di choc comincia poco a poco a colonizzare tutta la costruzione psicologica della persona.

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La crescita interiore dell’individuo perde poco a poco tutti i suoi punti di riferimento e diviene caotica e «suicida» per la struttura dell’essere (all’opposto del processo «allergico» che fa in modo che l’individuo detto «allergico» sia raramente, per non dire mai, predisposto al cancro).

Tutto questo processo ha la meglio e comincia a contaminare la gioia di vivere e le emozioni (sistema circolatorio) che poco a poco vengono impregnate dal ricordo del trauma e fanno progressivamente posto a sentimenti ed emozioni che a loro volta contribuiscono a «minare il terreno».

Tutto ciò è inconscio, sotterraneo e indolore fino al giorno in cui tutto «esplode» e si dichiara alla luce del sole.

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Il cancro rappresenta quindi la distruzione della nostra programmazione interiore di equilibrio e si esprime in particolar modo attraverso la prima zona interessata.

Manifesta spesso rimorsi, ferite, aspettative, lesioni profonde che sanguinano sempre nella mente, che non si possono o non si vogliono rimarginare e che sono spesso associate ad un senso di colpa, di frustrazione, disagi mentalmente incolmabili.

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Si tratta di una sorta di autopunizione che vuole essere definitiva, una constatazione inconscia di fallimento rispetto alla propria vita o alle proprie scelte di vita.

In cosa ho fallito, per cosa mi punisco, cosa mi rimprovero così profondamente?

In ogni caso siamo qui in presenza dell’ultimo grido lanciato dal Maestro Interiore perché tutti gli altri hanno fallito o sono stati soffocati.

in Verità ci siamo identificati con l’esterno .. l’ambiente, separandoci da noi stessi, senza comprendere la dualità da noi stessi creata.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

La stipsi, l’emorroidi ed i carboidrati insulinici

Nel regno animale non troverete mai degli animali che non riescono a defecare, anche perché se così fosse, senza lassativi morirebbero. Al contrario noi umani troviamo, piuttosto normale, soffrire di tale patologia

Le funzioni corporee dovrebbero essere l’ultimo dei nostri problemi.

Il corpo umano è stato progettato dall’evoluzione, in modo da non dipendere dalle nostre azioni volontarie, in una specie di automatismo. Difatti in genere, non pensiamo a quando dobbiamo mangiare, perché sarà il nostro corpo ad avvertirci tramite lo stimolo della fame.

Lo stesso vale per la sete, per il sonno e per eliminare le scorie dal nostro organismo. Certo non ci sforziamo per andare a fare pipì, perché è uno stimolo naturale che si presenta al momento giusto (quando la vescica è piena).

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Sarebbe per noi impossibile urinare se non avessimo lo stimolo. Anche la defecazione è un’azione naturale stimolata, quando serve, dal nostro corpo.

Ma al contrario, oggi la popolazione ha sempre più difficoltà nella defecazione (stipsi), sforzandosi nella funzione corporea, quando invece dovrebbe risultare la più naturale delle funzioni umane.

Nel regno animale non troverete mai degli animali che non riescono a defecare, anche perché se così fosse, senza lassativi morirebbero. Al contrario noi umani troviamo, piuttosto normale, soffrire di tale patologia. Siamo abituati a prendere lassativi, erbe miracolose o come suggeriscono i medici “di mangiare più fibre”.

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La domanda che ci dovremmo porre è la seguente:
Perché a volte le feci sono dure come sassi e abbiamo difficoltà ad espellerle?
Possibile che l’evoluzione non abbia trovato un modo per risolvere lo scomodo e banale problema?

Le risposte sono sempre le stesse: il consumo di carboidrati ha creato un problema nuovo che l’evoluzione non aveva previsto. Vi ricorderete che l’assunzione di amidi e zuccheri causa ritenzione idrica, dovuta al sale trattenuto dall’aldosterone (l’insulina lo utilizza per obbligare le cellule a prendere il glucosio).

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L’evoluzione non aveva previsto questa forte necessità di ritenzione idrica e quindi non ha predisposto dei campanelli di allarme (senso della sete) per stimolarci a bere più acqua.

Quando il sale finisce nel sangue e nella matrice extracellulare necessita di acqua e quindi non avendo bevuto, la trattiene dal chimo alimentare (nell’intestino cieco) durante la formazione delle feci, che ovviamente saranno meno idratate e più dure. Lo stesso effetto lo riscontriamo per l’urina, che risulterà meno abbondante e più gialla.

Al contrario un’alimentazione a base di proteine, grassi e vegetali, ci permetterà di ritornare a delle funzioni corporee regolari e naturali.

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Una delle conseguenze dirette della stipsi è la malattia emorroidaria, alla quale si aggiunge un altro fattore scatenante, ovvero l’infiammazione delle emorroidi (cuscinetto di tessuto vascolarizzato). Tale tessuto, ad alto contenuto di fibre elastiche, è anche molto ricco di capillari e la sua elasticità permette di assolvere il compito di tenere chiuso l’ano.

L’infiammazione di questo tessuto, aumenta esponenzialmente l’azione degenerante del passaggio delle feci dure, causando un’accelerazione della patologia emorroidaria.

Il motivo principale dell’infiammazione tissutale è il consumo di carboidrati (derivati da amidi e zuccheri) che tende ad influenzare maggiormente i tessuti molli del nostro corpo (infiammazione e ritenzione idrica).

Vivere 120 Anni

Il tronco

Per meglio comprendere ogni organo, sarà tuttavia necessario fare riferimento alla sua rappresentazione energetica, al suo meridiano e al Principio al quale quest’ultimo appartiene. In questo modo potremo sempre collegare l’organo al suo ambiente psicoenergetico.

È la parte centrale del corpo, a cui sono «attaccati» gli arti che gli consentono di spostarsi e di agire. È anche la parte del corpo in cui si trovano tutti gli organi che assicurano «l’intendenza».

Rappresenta la dimora dell’individuo ed è lì che sono riuniti tutti gli organi «funzionali», dal momento che l’organo «decisionale» è posto al di fuori del tronco. Costituisce l’asse del corpo, la motrice centrale che produce e distribuisce l’energia.

Nel tronco si produce l’alchimia umana.

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Come il tronco dell’albero, è la parte più imponente, ma la meno mobile e flessibile. Contiene quindi tutti gli organi funzionali e la colonna vertebrale, mediante i quali si esprime e permette alle eventuali tensioni di manifestarsi. Menzioneremo il ruolo di ciascuno di questi organi e, facendolo, tenteremo di collegarlo alla sua rappresentazione psicologica.

A che cosa servono i diversi organi?

La definizione del termine organo che troviamo nel dizionario Petit Larousse è: «parte di un corpo vivente che adempie a una funzione utile alla vita».
Il corpo umano possiede un certo numero di organi che gli permettono di funzionare, di vivere, che assicurano ciò che amo definire (senza alcuna connotazione peggiorativa) «l’intendenza».

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Tutti questi organi hanno una funzione ben definita e si integrano in un insieme, una catena di cui costituiscono le maglie. Sono raggruppati in sistemi tutt’intorno alla funzione globale che contribuiscono a portare a termine. Esiste il sistema digestivo, il sistema respiratorio, il sistema urinario, il sistema circolatorio, il sistema nervoso e il sistema riproduttivo.

Analizzeremo innanzitutto ogni sistema nel contesto del suo ruolo, poi esporremo dettagliatamente ogni organo, non in un’ottica medica perché non è questo il nostro scopo, ma semplicemente per indicare la funzione adempiuta da ciascuno di essi e per presentare il significato delle malattie che li riguardano.

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Per meglio comprendere ogni organo, sarà tuttavia necessario fare riferimento alla sua rappresentazione energetica, al suo meridiano e al Principio al quale quest’ultimo appartiene. In questo modo potremo sempre collegare l’organo al suo ambiente psicoenergetico.

Il sistema digestivo

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Il sistema digestivo è quello che ci permette di digerire gli alimenti solidi e liquidi che consumiamo e possiamo così assimilare il nutrimento materiale che ci offre la terra e che la gastronomia elabora per il piacere del nostro palato.

Questi alimenti vengono trasformati grazie a un’alchimia estremamente elaborata che li rende utilizzabili, accettabili per il nostro organismo, diventando uno degli elementi essenziali del nostro carburante finale. Il sistema digestivo è quello che coinvolge un maggior numero di organi. Questo ci lascia intuire fino a che punto quest’alchimia è sofisticata e che si spiega grazie al fatto che gli alimenti «solidi» costituiscono una forma di energia «pe sante»,

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densa, complessa da trasformare e che proprio per questo necessita di elaborati e molteplici livelli di trasformazione. Per questo, prima di poter «passare» nel sangue, le sostanze nutritive transitano in un certo numero di ricettacoli e ricevono un certo numero di additivi (il nostro stomaco giunge persino a produrre acido cloridrico) che le dissolvono e le riconducono ad assumere la loro forma.

più semplice. Il sistema digestivo si compone di bocca, esofago, stomaco, fegato, cistifellea, milza, pancreas, intestino tenue e intestino crasso. Poiché la bocca ha un ruolo e un significato molto particolari, tornerò su questo argomento più avanti.

Le malattie del sistema digestivo

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I problemi del sistema digestivo ci parleranno della nostra difficoltà ad inghiottire, digerire, assimilare ciò che avviene nella nostra vita. «Non ho potuto mandar giù quello che mi ha detto» oppure «non ho ancora digerito quello che hai fatto» oppure ancora «questa cosa mi è restata sullo stomaco» sono espressioni popolari molto calzanti. A seconda dell’organo digestivo in questione, avremo una precisazione sulla tensione avvertita o la difficoltà a digerire l’esperienza. Lo vedremo più dettagliatamente con ciascuno di essi.

Lo stomaco

Lo stomaco è l’organo che per primo riceve, attraverso l’esofago, gli alimenti grezzi che sono stati preparati grazie alla semplice masticazione avvenuta nella bocca. È quindi il primo ricettacolo del nutrimento materiale e ha l’incarico di portare a termine il grosso dell’opera svolgendo un po’ il ruolo di «betoniera».

Impasta e mescola, oltre a dissolvere grazie all’acido cloridrico, gli alimenti ingeriti, preparandoli in tal modo al processo dell’assimilazione. Pertanto lo stomaco presiede al compito direttamente «materiale» della digestione, mette realmente «le mani in pasta» e deve occuparsi della materia alimentare e padroneggiarla.

Le malattie dello stomaco

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Le malattie dello stomaco ci parlano della nostra difficoltà o delle tensioni che incontriamo nei confronti del nostro controllo o della nostra gestione del mondo materiale. Contrarietà finanziarie o professionali, scolastiche o giudiziarie sceglieranno di esprimersi in questo modo, se provocano in noi preoccupazioni reali o immaginarie.

Per la sua funzione di impastatura degli alimenti, lo stomaco che ci crea problemi può anche indicare che abbiamo la tendenza a ruminare, a rimuginare le cose e gli eventi in maniera eccessiva. L’acidità gastrica può allora dirci di arrestare questa ruminazione.

Citerò qui come esempio i numerosi casi di ulcera allo stomaco che sono spesso alla base delle contrarietà professionali e sono stati per lungo tempo la «malattia preferita» dagli uomini d’affari. Le cifre sono certo diminuite oggigiorno perché ora si sa come far tacere lo stomaco. I numerosi studenti che avvertono crampi o acidità di stomaco prima dell’esame sanno bene che questi sono un segno della loro inquietudine.

Acidità gastrica, ulcere o tumori sono manifestazioni la cui intensità è progressiva e che esprimono la difficoltà di digerire i colpi che la vita ci riserva o le situazioni che non ci soddisfano. Il vomito è il segnale supplementare del rigetto puro e semplice, del rifiuto.

(Michel Odoul)

La disbiosi intestinale

Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo.

Viene favorita da un’alimentazione poco equilibrata

dalla mancanza di attività fisica, dall’utilizzo di taluni farmaci (antibiotici, lassativi, anticoncezionali).

La flora batterica intestinale può alterarsi e provocare appunto la disbiosi intestinale, una vera e propria malattia, caratterizzata da alcuni sintomi ben definiti:
• cattiva digestione
• gonfiore
• stitichezza alternata a diarrea
• nervosismo e ansia
• stanchezza mattutina
• disturbi del sonno
• candidosi vaginale
• infezioni del cavo orale
• aerofagia ed eruttazioni fastidiose
• intolleranze alimentari.

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Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo.

L’alimentazione scorretta risulta poi spesso associata ad uno stile di vita irregolare, che altera il ritmo sonno-veglia, con inevitabili ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale.

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Un’ulteriore causa è costituita dall’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici che non solo accentuano l’espressione sintomatologica della disbiosi intestinale, ma ne sono anche la stessa fonte, a causa del danneggiamento dagli stessi indotto sulla flora batterica.

Quest’ultima può inoltre risultare danneggiata anche dall’azione locale dei metalli pesanti, quali l’alluminio, il mercurio, il piombo, che possono giungere nell’intestino attraverso la catena alimentare.

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L’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo della flora batterica intestinale può rappresentare un cofattore importante nella manifestazione della stipsi e del cosiddetto colon irritabile (dato dall’alternarsi di periodi di stipsi a periodi colitici): alterazione dell’alvo, meteorismo (cioè gonfiori di pancia e senso di pesantezza), dolori addominali, cattiva digestione (dispepsia), alito cattivo, sfoghi cutanei.

Inoltre le conseguenze di carattere sistemico della disbiosi sono molteplici e assai importanti: diminuzione dell’attività immunitaria, dismetabolismi (aumento di colesterolo e trigliceridi, della glicemia e dell’uricemia), predisposizione alle infezioni, perdita di energia, cistiti ricorrenti, manifestazioni allergiche, aumento delle affezioni del cavo orale (tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti), difficoltà a perdere peso e perdita di capelli.

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Pertanto la disbiosi intestinale è inquadrabile come una vera e propria condizione di malattia, invalidante la qualità di vita del soggetto che ne risulta affetto. Consiste in una specie di condizione di alterata ecologia della microflora che può sussistere a livello del cavo orale, del tratto gastroenterico e vaginale.

Forme principali Si possono distinguere cinque forme principali di disbiosi:

1. Disbiosi carenziale, conseguente ad un deficit di flora batterica intestinale, per lo più favorito da un’alimentazione povera di fibre solubili e/o ricca in alimenti precedentemente sottoposti a processi di sterilizzazione oppure conseguente a trattamenti con antibiotici.

2. Disbiosi putrefattiva, favorita da una dieta eccessivamente ricca in grassi e carni, povera in fibre; alcuni studi la collegano anche ai meccanismi patogenetici (cioè causali) di alcune forme tumorali, quali il cancro del colon e della mammella.

3. Disbiosi fermentativa, caratterizzata da una condizione di relativa intolleranza ai carboidrati, favorita da un’accentuata fermentazione batterica. Quest’ultima a sua volta indotta da una sovracrescita batterica a livello del piccolo intestino, dove sono più ricchi i substrati fermentabili.
Sintomi più tipici: gonfiore di pancia, flatulenza, diarrea alternata a stitichezza, sensazione di malessere.

4. Disbiosi da sensibilizzazione, causata da una risposta immune anomala a componenti della microflora batterica intestinale fisiologica, spesso legata ad un deficit di immunoglobuline (IgA) e/o ad una condizione di barriera immunitaria insufficiente.

5. Disbiosi da funghi (Candida intestinale e lieviti in eccesso), legata alla sovracrescita di saccaromiceti (funghi) o della Candida, favorita da una dieta ricca in zuccheri e povera in fibre.

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Sintomi prevalenti: diarrea o più di rado stipsi, prurito anale, astenia, talvolta sfoghi orticarioidi, cistiti ricorrenti abatteriche, funghi in altre sedi corporee (soprattutto a livello genitale) e associata spesso a specifiche intolleranze alimentari: lieviti, frumento, latte e derivati, birra.
Prof. Paolo Mainardi

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

Parte 2.

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

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L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

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L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

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Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

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Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

 

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

Parte 2.

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

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L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

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L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

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Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

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Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

 

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante
dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro.

Parte 1.

Più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr

l’agente infettivo che causa la mononucleosi. Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo).

Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare:

L'immagine può contenere: una o più persone

quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come esterno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine). Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi.

Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione. Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo inizare a comprendere dei meccanismi fino ad ora poco chiari.

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Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante

dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro. Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva (causando non solo mononucleosi, ma persino casi di meningo-encefalite) quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario.

Immagine correlata

Ovviamente anche la disbiosi con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr. Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

Il virus Epstein-Barr (spesso indicato con la sigla EBV) fa parte della famiglia dei virus dell’Herpes (Herpesviridae)

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ed è infatti stato recentemente rinominato Human herpesvirus 4 (HHV-4). Sebbene sulle riviste specialistiche non ci siano molte informazioni sulla cura di questa particolare specie di virus, ce ne sono molte sui virus erpetici in generale. In realtà la manifestazione più nota dell’infezione da Esptein Barr è la mononucleosi infettiva (patologia che può essere talora causata anche da altri virus e parassiti)

una malattia a decorso benigno che si risolve da sola nel giro di uno o due mesi, ma è nato da tempo che anche alcuni tumori (linfomi in particolare) possono essere correlati all’infezione da EBV, mentre molto più recente è la scoperta del suo ruolo potenziale in molte altre malattie, specialmente quelle autoimmuni.

Risultati immagini per epstein barr virus

Inoltre in alcuni rari casi la mononucleosi infettiva può portare a gravi complicazioni:

convulsioni, encefalite, meningite, mielite, sindrome di Guillain-Barré, diminuzione di piastrine, globuli bianchi e globuli rossi, complicazioni polmonari (ostruzione delle vie aeree), epatite fulminante (molto rara ma pericolosissima), ittero, ingrossamento del fegato e della milza (che in certi sfortunati casi può addirittura letteralmente scoppiare).

È da notare che L’EBV è presente nel 95% degli esseri umani

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sebbene solo in una piccola parte di essi causi mononucleosi infettive o altre complicazioni. La maggior parte delle persone sviluppa al massimo una banale febbriciattola in occasione dell’infezione e poi il sistema immunitario si attiva per combattere il virus facendo sì che si “nasconda”, ovvero che passi alla fase latente, che resti quindi “dormiente”, inattivo, inglobato in alcune cellule del nostro corpo senza però innescare la replicazione che allerterebbe nuovamente il sistema immunitario.

Quando il sistema immunitario si abbassa, a causa dell’utilizzo di farmaci

cuidar-mi-esencia

(farmaci immunosoppressori , o farmaci che aggrediscono i batteri benefici inducendo disbiosi e proliferazione della Candida albicans) della carenza di vitamina D o di un forte stress psico-fisico, il virus può riattivarsi (anche solo parzialmente) persino a distanza di anni, e nei soggetti predisposti (esistono anche predisposizioni genetiche) causare complicazioni anche molto gravi, come encefalite, linfoma, cancro della rinofaringe.

Di recente si sta studiando il possibile ruolo del virus EB nella genesi delle malattie autoimmuni.

Tale virus può contribuire a scatenare un tumore anche perché l’infezione dei linfociti B da parte delll’Epstein-Barr rallenta uno dei nostri meccanismi di protezione dal tumore, come mostra l’articolo Epstein-Barr virus down-regulates tumor suppressor DOK1 expression

vit D

Un aspetto singolare del virus EB è la presenza di diversi stadi di latenza

un po’ come se esso si possa risvegliare anche solo parzialmente, per cui esiste una latenza di tipo I, di tipo II (correlata a linfoma di Hodgkin, carcinoma della rinofaringe, linfoma nasale a cellule NK/T) e di tipo III (correlata ad alcuni altri tipi di linfoma). Curiosamente anche la forma latente in cui il virus è meno attivo (latenza di tipo I) è correlata a un tipo di linfoma (linfoma di Burkitt).

Se il virus si riattiva completamente e si replica nelle cellule dell’organismo ospite finisce quindi per rompere le cellule stesse (attuandone la lisi, ovvero rottura) ed infettarne di nuove, entrando nella cosiddetta fase litica.

frutta verdura fibre

1120 Vedi un caso di riattivazione con l’utilizzo di un cosiddetto “farmaco biologico” con azione immunosoppressiva descritto nell’articolo A case of acute disseminated encephalomyelitis associated with Epstein-Barr virus reactivation during infliximab therapy, pubblicato su Rinsho Shinkeigaku. 2010 Jul;50(7):461-6, autori Ueda M, Tateishi T, Shigeto H, Yamasaki R, Ohyagi Y, Kira J; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20681262.
1121 Pubblicato su PLoS Pathog. 2014 May 8;10(5):e1004125, autori Siouda M, Frecha C, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24809689; precisamente l’infezione porta ad una sottoregolazione dell’espressione del gene DOK1 indotta dall’oncoproteina virale LMP.

Per Rimedi Mirati e Relazioni scientifiche scrivimi 

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante
dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro.

Parte 1.

Più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr

l’agente infettivo che causa la mononucleosi. Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo).

Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare:

L'immagine può contenere: una o più persone

quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come esterno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine). Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi.

Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione. Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo inizare a comprendere dei meccanismi fino ad ora poco chiari.

Risultati immagini per epstein barr virus

Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante

dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro. Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva (causando non solo mononucleosi, ma persino casi di meningo-encefalite) quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario.

Immagine correlata

Ovviamente anche la disbiosi con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr. Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

Il virus Epstein-Barr (spesso indicato con la sigla EBV) fa parte della famiglia dei virus dell’Herpes (Herpesviridae)

Immagine correlata

ed è infatti stato recentemente rinominato Human herpesvirus 4 (HHV-4). Sebbene sulle riviste specialistiche non ci siano molte informazioni sulla cura di questa particolare specie di virus, ce ne sono molte sui virus erpetici in generale. In realtà la manifestazione più nota dell’infezione da Esptein Barr è la mononucleosi infettiva (patologia che può essere talora causata anche da altri virus e parassiti)

una malattia a decorso benigno che si risolve da sola nel giro di uno o due mesi, ma è nato da tempo che anche alcuni tumori (linfomi in particolare) possono essere correlati all’infezione da EBV, mentre molto più recente è la scoperta del suo ruolo potenziale in molte altre malattie, specialmente quelle autoimmuni.

Risultati immagini per epstein barr virus

Inoltre in alcuni rari casi la mononucleosi infettiva può portare a gravi complicazioni:

convulsioni, encefalite, meningite, mielite, sindrome di Guillain-Barré, diminuzione di piastrine, globuli bianchi e globuli rossi, complicazioni polmonari (ostruzione delle vie aeree), epatite fulminante (molto rara ma pericolosissima), ittero, ingrossamento del fegato e della milza (che in certi sfortunati casi può addirittura letteralmente scoppiare).

È da notare che L’EBV è presente nel 95% degli esseri umani

Immagine correlata

sebbene solo in una piccola parte di essi causi mononucleosi infettive o altre complicazioni. La maggior parte delle persone sviluppa al massimo una banale febbriciattola in occasione dell’infezione e poi il sistema immunitario si attiva per combattere il virus facendo sì che si “nasconda”, ovvero che passi alla fase latente, che resti quindi “dormiente”, inattivo, inglobato in alcune cellule del nostro corpo senza però innescare la replicazione che allerterebbe nuovamente il sistema immunitario.

Quando il sistema immunitario si abbassa, a causa dell’utilizzo di farmaci

cuidar-mi-esencia

(farmaci immunosoppressori , o farmaci che aggrediscono i batteri benefici inducendo disbiosi e proliferazione della Candida albicans) della carenza di vitamina D o di un forte stress psico-fisico, il virus può riattivarsi (anche solo parzialmente) persino a distanza di anni, e nei soggetti predisposti (esistono anche predisposizioni genetiche) causare complicazioni anche molto gravi, come encefalite, linfoma, cancro della rinofaringe.

Di recente si sta studiando il possibile ruolo del virus EB nella genesi delle malattie autoimmuni.

Tale virus può contribuire a scatenare un tumore anche perché l’infezione dei linfociti B da parte delll’Epstein-Barr rallenta uno dei nostri meccanismi di protezione dal tumore, come mostra l’articolo Epstein-Barr virus down-regulates tumor suppressor DOK1 expression

vit D

Un aspetto singolare del virus EB è la presenza di diversi stadi di latenza

un po’ come se esso si possa risvegliare anche solo parzialmente, per cui esiste una latenza di tipo I, di tipo II (correlata a linfoma di Hodgkin, carcinoma della rinofaringe, linfoma nasale a cellule NK/T) e di tipo III (correlata ad alcuni altri tipi di linfoma). Curiosamente anche la forma latente in cui il virus è meno attivo (latenza di tipo I) è correlata a un tipo di linfoma (linfoma di Burkitt).

Se il virus si riattiva completamente e si replica nelle cellule dell’organismo ospite finisce quindi per rompere le cellule stesse (attuandone la lisi, ovvero rottura) ed infettarne di nuove, entrando nella cosiddetta fase litica.

frutta verdura fibre

1120 Vedi un caso di riattivazione con l’utilizzo di un cosiddetto “farmaco biologico” con azione immunosoppressiva descritto nell’articolo A case of acute disseminated encephalomyelitis associated with Epstein-Barr virus reactivation during infliximab therapy, pubblicato su Rinsho Shinkeigaku. 2010 Jul;50(7):461-6, autori Ueda M, Tateishi T, Shigeto H, Yamasaki R, Ohyagi Y, Kira J; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20681262.
1121 Pubblicato su PLoS Pathog. 2014 May 8;10(5):e1004125, autori Siouda M, Frecha C, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24809689; precisamente l’infezione porta ad una sottoregolazione dell’espressione del gene DOK1 indotta dall’oncoproteina virale LMP.

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Il canutismo ed i carboidrati insulinici

Quindi il segreto per fermare la presenza di capelli bianchi è quella di abbassare la quantità di cortisolo prodotta ogni giorno. Ciò significa affrontare la vita con più serenità, evitando fattori stressanti ed in particolare cambiare la propria alimentazione.

Il problema dei capelli bianchi

non è considerato dalla medicina ufficiale un’incognita rilevante, giudicato piuttosto un normale inciampo dell’età che avanza.

Eppure dovremmo domandarci per quale motivo cinesi, giapponesi o africani non abbiano problemi di canutismo come li abbiamo noi “occidentali”, già a partire dalla quarta decade di vita.

Difatti pur non rappresentando un problema di salute vero e proprio, il canutismo può essere considerato un campanello di allarme della presenza eccessiva di cortisolo.

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Abbiamo visto nei capitoli precedenti il rapporto tra quantità eccessiva di tale ormone e l’incapacità dei melanociti di produrre melanina. Infatti l’ormone Acth (Adreno Cortico Tropic Hormone) o corticotropina viene utilizzato per stimolare le ghiandole surrenali a produrre cortisolo e non può quindi trasformarsi in Msh (di cui necessitano invece i melanociti).

Quindi il segreto per fermare la presenza di capelli bianchi è quella di abbassare la quantità di cortisolo prodotta ogni giorno.

Ciò significa affrontare la vita con più serenità, evitando fattori stressanti ed in particolare cambiare la propria alimentazione.

Risultati immagini per i primi capelli bianchi

Abbiamo più volte visto e sottolineato che l’alimentazione a base di amidi, promuove il cortisolo sia per i cali glicemici (dovuto all’attivazione dell’insulina) che per il fenomeno della disbiosi intestinale.

Inoltre molte delle malattie causate dalla dieta a base di zuccheri sono foriere della super produzione di cortisolo e di radicali liberi (altro elemento che promuove il canutismo).

Risultati immagini per i primi capelli bianchi

La vitamina D è un alleato importante per combattere il canutismo. Difatti essa promuove la produzione dei peptidi che compongono il Ponc (pro-oppiomelanocortina), necessario all’ipofisi (ghiandola del cervello) per produrre l’ormone Acth e quindi l’ormone Msh.

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Questa maggiore disponibilità, può essere utilizzata dai melanociti perché le ghiandole surrenali non sono state stimolate a produrre cortisolo (in assenza dell’evento stressorio). Tale effetto è molto più evidente quando prendiamo la tintarella:

anche in questo caso i melanociti producono melanina, finalizzata però all’abbronzamento della pelle.

Vivere 120 Anni

Rimedi: Alga Klamth, Multinatural, Klamin, DepurEssaic