Il cancro, i tumori da un altro punto di vista Consapevole

Malattia Espressione dell’AnimA

Il cancro e le forme cancerogene sono proliferazioni cellulari anarchiche che fanno la loro comparsa e si sviluppano in una determinata zona dell’organismo.(Separazione da se stessi, ripetizioni deleterie)

Se vengono depistate in tempo, la malattia può essere circoscritta sin dall’inizio; in caso contrario vi è proliferazione.

(Comprensione di Sè dell’Esperinza messa in atto)

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L’organismo viene progressivamente invaso, colonizzato dalle cellule cancerogene che viaggiano attraverso il sistema sanguigno

(chi sei dove nel contesto sociale)

e la colonizzazione delle differenti parti del corpo si attua sempre mediante una sorta di effrazione nell’ambiente cellulare.
(persistenza e materializzazione dell’idea fatto dolore)

Data la gravità di questa malattia, vorrei ricordare le caratteristiche principali del suo processo:

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• disordine sotterraneo, inconscio e indolore all’inizio (incosapevolezza)
• sviluppo anarchico per perdita dei punti di riferimento cellulari (chi e cosa sei)
• invasione dell’organismo mediante colonizzazione (invasione ostruzione, impurità, sentirsi inquinati)
• colonizzazione mediante «effrazione» delle zone interessate (Cristallizzazione, rigidità statica)
• contaminazione dell’organismo attraverso il circuito sanguigno o linfatico (perdita dei punti di riferimento interni)
• conclusione mortale per autodistruzione, se non si interviene.

(perdita e abbandono della Vita, identificazione con la la malattia)

Abbiamo qui la descrizione di tutto il processo psicologico che precede e prepara il terreno alla malattia.

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Un giorno l’individuo vive un trauma (o un accumulo) emozionale o affettivo importante e lo serba nell’intimo.

Per forza, volontà, educazione, convinzione o fuga, egli non si permette di esprimere realmente o riconoscere la propria sofferenza e, in modo particolare, la perdita dei punti di riferimento, la distruzione profonda della convinzione o l’illusione che essa rappresenta.

Il trauma viene percepito come un’intrusione, un’effrazione nelle proprie strutture interiori e la sua ondata di choc comincia poco a poco a colonizzare tutta la costruzione psicologica della persona.

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La crescita interiore dell’individuo perde poco a poco tutti i suoi punti di riferimento e diviene caotica e «suicida» per la struttura dell’essere (all’opposto del processo «allergico» che fa in modo che l’individuo detto «allergico» sia raramente, per non dire mai, predisposto al cancro).

Tutto questo processo ha la meglio e comincia a contaminare la gioia di vivere e le emozioni (sistema circolatorio) che poco a poco vengono impregnate dal ricordo del trauma e fanno progressivamente posto a sentimenti ed emozioni che a loro volta contribuiscono a «minare il terreno».

Tutto ciò è inconscio, sotterraneo e indolore fino al giorno in cui tutto «esplode» e si dichiara alla luce del sole.

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Il cancro rappresenta quindi la distruzione della nostra programmazione interiore di equilibrio e si esprime in particolar modo attraverso la prima zona interessata.

Manifesta spesso rimorsi, ferite, aspettative, lesioni profonde che sanguinano sempre nella mente, che non si possono o non si vogliono rimarginare e che sono spesso associate ad un senso di colpa, di frustrazione, disagi mentalmente incolmabili.

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Si tratta di una sorta di autopunizione che vuole essere definitiva, una constatazione inconscia di fallimento rispetto alla propria vita o alle proprie scelte di vita.

In cosa ho fallito, per cosa mi punisco, cosa mi rimprovero così profondamente?

In ogni caso siamo qui in presenza dell’ultimo grido lanciato dal Maestro Interiore perché tutti gli altri hanno fallito o sono stati soffocati.

in Verità ci siamo identificati con l’esterno .. l’ambiente, separandoci da noi stessi, senza comprendere la dualità da noi stessi creata.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

Il tronco

Per meglio comprendere ogni organo, sarà tuttavia necessario fare riferimento alla sua rappresentazione energetica, al suo meridiano e al Principio al quale quest’ultimo appartiene. In questo modo potremo sempre collegare l’organo al suo ambiente psicoenergetico.

È la parte centrale del corpo, a cui sono «attaccati» gli arti che gli consentono di spostarsi e di agire. È anche la parte del corpo in cui si trovano tutti gli organi che assicurano «l’intendenza».

Rappresenta la dimora dell’individuo ed è lì che sono riuniti tutti gli organi «funzionali», dal momento che l’organo «decisionale» è posto al di fuori del tronco. Costituisce l’asse del corpo, la motrice centrale che produce e distribuisce l’energia.

Nel tronco si produce l’alchimia umana.

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Come il tronco dell’albero, è la parte più imponente, ma la meno mobile e flessibile. Contiene quindi tutti gli organi funzionali e la colonna vertebrale, mediante i quali si esprime e permette alle eventuali tensioni di manifestarsi. Menzioneremo il ruolo di ciascuno di questi organi e, facendolo, tenteremo di collegarlo alla sua rappresentazione psicologica.

A che cosa servono i diversi organi?

La definizione del termine organo che troviamo nel dizionario Petit Larousse è: «parte di un corpo vivente che adempie a una funzione utile alla vita».
Il corpo umano possiede un certo numero di organi che gli permettono di funzionare, di vivere, che assicurano ciò che amo definire (senza alcuna connotazione peggiorativa) «l’intendenza».

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Tutti questi organi hanno una funzione ben definita e si integrano in un insieme, una catena di cui costituiscono le maglie. Sono raggruppati in sistemi tutt’intorno alla funzione globale che contribuiscono a portare a termine. Esiste il sistema digestivo, il sistema respiratorio, il sistema urinario, il sistema circolatorio, il sistema nervoso e il sistema riproduttivo.

Analizzeremo innanzitutto ogni sistema nel contesto del suo ruolo, poi esporremo dettagliatamente ogni organo, non in un’ottica medica perché non è questo il nostro scopo, ma semplicemente per indicare la funzione adempiuta da ciascuno di essi e per presentare il significato delle malattie che li riguardano.

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Per meglio comprendere ogni organo, sarà tuttavia necessario fare riferimento alla sua rappresentazione energetica, al suo meridiano e al Principio al quale quest’ultimo appartiene. In questo modo potremo sempre collegare l’organo al suo ambiente psicoenergetico.

Il sistema digestivo

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Il sistema digestivo è quello che ci permette di digerire gli alimenti solidi e liquidi che consumiamo e possiamo così assimilare il nutrimento materiale che ci offre la terra e che la gastronomia elabora per il piacere del nostro palato.

Questi alimenti vengono trasformati grazie a un’alchimia estremamente elaborata che li rende utilizzabili, accettabili per il nostro organismo, diventando uno degli elementi essenziali del nostro carburante finale. Il sistema digestivo è quello che coinvolge un maggior numero di organi. Questo ci lascia intuire fino a che punto quest’alchimia è sofisticata e che si spiega grazie al fatto che gli alimenti «solidi» costituiscono una forma di energia «pe sante»,

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densa, complessa da trasformare e che proprio per questo necessita di elaborati e molteplici livelli di trasformazione. Per questo, prima di poter «passare» nel sangue, le sostanze nutritive transitano in un certo numero di ricettacoli e ricevono un certo numero di additivi (il nostro stomaco giunge persino a produrre acido cloridrico) che le dissolvono e le riconducono ad assumere la loro forma.

più semplice. Il sistema digestivo si compone di bocca, esofago, stomaco, fegato, cistifellea, milza, pancreas, intestino tenue e intestino crasso. Poiché la bocca ha un ruolo e un significato molto particolari, tornerò su questo argomento più avanti.

Le malattie del sistema digestivo

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I problemi del sistema digestivo ci parleranno della nostra difficoltà ad inghiottire, digerire, assimilare ciò che avviene nella nostra vita. «Non ho potuto mandar giù quello che mi ha detto» oppure «non ho ancora digerito quello che hai fatto» oppure ancora «questa cosa mi è restata sullo stomaco» sono espressioni popolari molto calzanti. A seconda dell’organo digestivo in questione, avremo una precisazione sulla tensione avvertita o la difficoltà a digerire l’esperienza. Lo vedremo più dettagliatamente con ciascuno di essi.

Lo stomaco

Lo stomaco è l’organo che per primo riceve, attraverso l’esofago, gli alimenti grezzi che sono stati preparati grazie alla semplice masticazione avvenuta nella bocca. È quindi il primo ricettacolo del nutrimento materiale e ha l’incarico di portare a termine il grosso dell’opera svolgendo un po’ il ruolo di «betoniera».

Impasta e mescola, oltre a dissolvere grazie all’acido cloridrico, gli alimenti ingeriti, preparandoli in tal modo al processo dell’assimilazione. Pertanto lo stomaco presiede al compito direttamente «materiale» della digestione, mette realmente «le mani in pasta» e deve occuparsi della materia alimentare e padroneggiarla.

Le malattie dello stomaco

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Le malattie dello stomaco ci parlano della nostra difficoltà o delle tensioni che incontriamo nei confronti del nostro controllo o della nostra gestione del mondo materiale. Contrarietà finanziarie o professionali, scolastiche o giudiziarie sceglieranno di esprimersi in questo modo, se provocano in noi preoccupazioni reali o immaginarie.

Per la sua funzione di impastatura degli alimenti, lo stomaco che ci crea problemi può anche indicare che abbiamo la tendenza a ruminare, a rimuginare le cose e gli eventi in maniera eccessiva. L’acidità gastrica può allora dirci di arrestare questa ruminazione.

Citerò qui come esempio i numerosi casi di ulcera allo stomaco che sono spesso alla base delle contrarietà professionali e sono stati per lungo tempo la «malattia preferita» dagli uomini d’affari. Le cifre sono certo diminuite oggigiorno perché ora si sa come far tacere lo stomaco. I numerosi studenti che avvertono crampi o acidità di stomaco prima dell’esame sanno bene che questi sono un segno della loro inquietudine.

Acidità gastrica, ulcere o tumori sono manifestazioni la cui intensità è progressiva e che esprimono la difficoltà di digerire i colpi che la vita ci riserva o le situazioni che non ci soddisfano. Il vomito è il segnale supplementare del rigetto puro e semplice, del rifiuto.

(Michel Odoul)

I mal di testa e le emicranie

Quando il mal di testa è frontale, esprime sovente un rifiuto di idee o di pensieri, un attaccamento a idee recenti e approvate.

Emicranie e mal di testa rappresentano spesso la nostra difficoltà ad accettare certi pensieri, idee o sentimenti che ci infastidiscono o ci mettono alle strette.

Stress, contrarietà, ripetizioni insistenti o disturbi che provengono da idee «indesiderabili» o costrizioni «esterne», sono tutte tensioni che si manifestano attraverso il mal di testa o le emicranie.

Quando seguono un percorso laterale della testa, partendo dalla nuca per terminare sulle tempie o a lato degli occhi, quando il dolore non è avvertito direttamente in un occhio, si tratta di emicranie dette «epatobiliari».

Indicano che la tensione è probabilmente di natura affettiva o che il vissuto della situazione si compie a livello affettivo, che l’essere è in gioco. Queste sono perlopiù in relazione con il mondo familiare o intimo.

Quando il mal di testa è frontale, esprime sovente un rifiuto di idee o di pensieri, un attaccamento a idee recenti e approvate.

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In questo caso è in relazione con il mondo professionale o sociale e con le richieste che questo mondo ha nei nostri confronti.

Si può Lavorare sull’Asse Legno della Medicina Tradizionale Cinese, con rimedi per il fegato e Intestino crasso, “risolvendo la capacità di digerire e lasciar andare ciò che è vecchio, passato, esausto, in modo che la comprensione dell’esperienza apporti più Consapevolezza di Sè, senza recidive.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

 

Le lombaggini

Quando attraversiamo un periodo difficile della nostra vita o abbiamo difficoltà ad accettare o ad integrare i cambiamenti che si manifestano, le nostre vertebre lombari e le lombaggini esprimono il nostro timore inconsapevole o il nostro rifiuto per tali cambiamenti.

Le lombaggini sono dolori o tensioni avvertite nella parte bassa della schiena, a livello delle vertebre lombari.

Le lombari sono cinque e corrispondono ai cinque Principi e ai cinque piani basilari della vita di ciascun individuo, ossia:

• la coppia
• la famiglia
• il lavoro
• la casa
• il Paese

Quando attraversiamo un periodo difficile della nostra vita o abbiamo difficoltà ad accettare o ad integrare i cambiamenti che si manifestano, le nostre vertebre lombari e le lombaggini esprimono il nostro timore inconsapevole o il nostro rifiuto per tali cambiamenti.

L'immagine può contenere: uccello

Ciò è dovuto sovente al fatto che questi cambiamenti sconvolgono le nostre abitudini o i nostri punti di riferimento e che questo è talvolta difficile da accettare senza generare «scatti di nervosismo».

Le lombaggini possono anche esprimere la nostra difficoltà ad accettare di mettere in discussione qualsiasi situazione, in particolar modo nei contesti familiari e professionali.

Abbiamo difficoltà a mutare la nostra posizione, l’atteggiamento relazionale. Cambiare è comprendere l’esperienza, che si sta facendo, le abitudini della ripetizione ci rendono statici e non dinamici, la volontà di osservarsi comprendere, modellarci trovando la soluzione migliore, rende anche il corpo dinamico e libero da traumi o restrizioni mentali che persistono nei loro loop.

(Micheal Odoul modificato Ciani Francesco)

 

L’osteoporosi ed i carboidrati insulinici 

Un altro motivo che inibisce la produzione endogena di vitamina D è l’acidosi tissutale, che richiamando il calcio nel sangue, attiva il meccanismo di feedback negativo (i reni eliminano la vitamina D per evitare l’assorbimento di tale minerale dall’intestino)

Abbiamo già parlato dell’osteoporosi e siamo tutti d’accordo che rappresenta un’emergenza sanitaria per le persone anziane, soprattutto per le donne. La medicina ufficiale ha già trovato risposte e soluzioni: qualche pillola per contrastare un fenomeno considerato normale ed ineluttabile.

Allora ci dovrebbero spiegare:

Come mai ci sono persone che arrivano a 110 anni senza grossi problemi di osteoporosi?

La verità ancora una volta è sepolta sotto ricerche mediche che nessuno ha voglia di divulgare. La medicina ufficiale sa perfettamente che uno dei motivi principali che causa lo svuotamento del calcio dallo scheletro, è l’utilizzazione che ne fa il nostro corpo per contrastare l’acidità del sangue.

Difatti ancora una volta, il nostro metabolismo ha come priorità assoluta, salvarci la vita. Il nostro sangue deve mantenere un livello di acidità non superiore a 7,35 (altrimenti si muore) e quindi, in caso di aumento di metaboliti acidi, il nostro corpo preferisce svuotare le ossa, utilizzando il calcio come minerale per tamponare l’acidità.

Ci dovremmo domandare: Cosa genera le scorie acide che finiscono poi nel sangue?

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Abbiamo già approfondito tale aspetto, parlando dell’acidità tissutale e la causa, ancora una volta è da imputare ai carboidrati. La via energetica del glucosio genera scorie acide (atomi H+ e piruvato), che quando escono dalla cellula, finiscono nella matrice e poi nel sangue. Inoltre i cereali hanno un effetto chelante (tramite i fitati), inibendo l’intestino all’assorbimento dei minerali come il magnesio, il potassio ed il calcio, fondamentali per la ricostruzione delle ossa.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’ormone del Gh, deputato alla fase anabolica dello scheletro. Difatti come tutti i tessuti, anche quello osseo è composto di matrice (quindi collagene), e subisce una fase catabolica ed una anabolica. L’attivazione degli ormoni dell’insulina e del cortisolo (per colpa dei carboidrati) inibisce le ghiandole surrenali alla produzione di Gh e quindi una diminuzione dell’azione anabolica (ricostruzione ossea).

Quindi avviene uno squilibrio, tra la fase in cui il corpo demolisce la struttura ossea e la fase in cui invece il corpo deve ricostruire quei tessuti, causando un bilancio negativo, che nel tempo indebolirà lo scheletro.

Un altro aspetto essenziale è la carenza di vitamina D, che come avete potuto leggere nel capitolo dedicato è essenziale al metabolismo del calcio, mantenendo in buono stato il nostro scheletro. Tale carenza è dovuta al poco tempo trascorso all’aperto, impedendo alla nostra pelle di produrre questa preziosa vitamina con l’ausilio della luce solare.

Un altro motivo che inibisce la produzione endogena di vitamina D è l’acidosi tissutale, che richiamando il calcio nel sangue, attiva il meccanismo di feedback negativo (i reni eliminano la vitamina D per evitare l’assorbimento di tale minerale dall’intestino).

Vivere 120 Anni

 

Paura

Se noi lasciamo la nostra luce splendere… inconsapevolmente diamo alle altre persone la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,modelli imprinting retaggi  la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra stessa Luce, non la nostra Oscurità, che più ci spaventa.

Ci domandiamo: “Chi sono io per brillare,
splendere favoloso di talento, favoloso?”

In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo la Coscienza che si manifesta nel fare l’Esperienza.
Agire da piccolo uomo non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché le persone intorno a noi si sentiranno insicure.. morire…

Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria che è dentro di noi, in ogni infinita Espressione che la Vita è!

Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.

Se noi lasciamo la nostra luce splendere… inconsapevolmente diamo alle altre persone la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,modelli imprinting retaggi  la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Marianne Williamson modificata Francesco Ciani

La nostra salute: Questione di separazione

Un incontro alla riscoperta di sè.

– In che modo stai vivendo la tua vita?
– Come vivi il tuo corpo?
– Con quali credenze sulla salute stai procedendo?
Ad esempio: ritieni che il processo di invecchiamento sia un processo fisiologico di inevitabile declino?

Un incontro alla riscoperta di sè.

Domenica 16 dicembre dalle 16 alle 19 in via Montà 49, Padova

e Lunedì 17 per Consulenze Individuali (previo appuntamento).

– Sperimento il corpo: esercizi di movimento e conoscenza del corpo

– Scardinare le credenze: il corpo come strumento per la nostra evoluzione. Oltre le paure, torniamo a muoverci.

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– Il dolore: un nostro alleato?

– In che modo stai vivendo la tua vita?
– Come vivi il tuo corpo?
– Con quali credenze sulla salute stai procedendo?
Ad esempio: ritieni che il processo di invecchiamento sia un processo fisiologico di inevitabile declino?

Le persone che arrivano alla guarigione interiore e fisica, o integrazione,  sono capaci di staccarsi da ogni cosa che produca ferite, rabbia, paura, ansia e idee negative, nel loro “laboratorio” esiste una visuale molto verticale, dove la comprensione è il sale della vita e l’Amore è come un fiume in piena che fuoriesce dal suo letto.

In questo incontro vogliamo farti sperimentare il corpo ma anche darti una panoramica nuova derivante dai nostri studi che ci consente di considerare l’uomo nella sua globalità.

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Questo incontro è utile a chi:
– Vuole sperimentare il corpo.
– Desidera aggiornare e rivedere alcune credenze limitanti sulla salute.
– Vuole capire di più la natura di alcuni suoi disturbi.

Comprendere l’esperienza, porta l’acquisizione di consapevolezza, manifestazione del proprio Benessere Interiore, fisico ed emotivo, in ogni infinita espressione della Vita già presente.

Conducono l’incontro:
Michele Dovico   
Fisioterapista e terapista Shiatsu in ottica globale. Aiuta le persone a livello fisico a comprendere dinamiche e schemi inconsci limitanti attraverso incontri di crescita personale.

Francesco Ciani
Naturopata specializzato nell’Asse Intestino – Cervello, Iridologo, Problem & Solving, nell’interazione dinamiche dello stato di Consapevolezza in ciò che persiste o resiste alla comprensione e “guarigione” Interiore

Occorrente:
– Vestiario comodo (in sala cammineremo scalzi)
– Sorriso 🙂
Ingresso 20€
Prenotazioni Contatti+39 338 8780958 Michele Dovico    Francesco Ciani

PS. Inoltre c’è la possibilità di fare delle Consulenze individuali sia la Domenica sera che il Lunedì seguente.

Gli eccessi o gli aumenti di peso

Mangiare è comunione, è condivisione, e mangiando si rendono materiali i sentimenti e tutto ciò che arriva contemporaneamente dagli occhi e dalle orecchie (es. TV ecc) oltre che dalle mani che attivano (toccando il cibo) la peristalsi.

Masticare lentamente, guastando il cibo, i sapori, i colori, nel riconoscimento di ciò che stiamo letteralmente pensando o provando in contesti piacevoli è il primo passo da compiersi.

Gli eccessi o gli aumenti di peso sono il segno della nostra insicurezza materiale ed affettiva rispetto ad un futuro prossimo o lontano.

Indicano anche che abbiamo difficoltà ad integrare fasi delle nostra vita in cui abbiamo incontrato carenze, situazioni di penuria.

Ci troviamo in presenza di un’insicurezza inconscia, di una paura di sbagliare spesso non percepita. Gli individui sentono tuttavia il bisogno di immagazzinare, nel caso in cui «si potrebbe fallire» o per «evitare di sbagliare di nuovo».

Il secondo tipo di insicurezza riguarda il mondo esterno. La paura di doverlo affrontare, di rischiare di non riuscire, di essere «disarmati» di fronte al mondo, anche in questo caso ci porta ad immagazzinare.

In tal modo non rischiamo «di essere disarmati» e inoltre «ciò ci permette di mettere spessore tra noi e il mondo», di proteggerci per mezzo di un piumino fatto di carne o di grasso.

I «grassi» sono d’altronde molto spesso teneri e fragili e hanno un grande bisogno di essere «rassicurati».

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L’ultimo tipo di sofferenza che può manifestarsi attraverso un aumento eccessivo di peso è più insidiosa e «grave» in quanto è negativa. Talvolta si tratta infatti di un tentativo di denigrazione nei confronti di se stessi o di autopunizione.

Ciò ci permette di sminuire la nostra stessa immagine e di poter in tal modo dire «puoi vedere che così non vai bene, non sei bello o bella, quindi non c’è nessuno che ti possa amare». Con questa scappatoia cerchiamo di imbruttire la nostra immagine nei confronti di noi stessi, ma anche degli altri.

Ma dietro a questi tre livelli di significato, si nasconde una trama comune che è quella della relazione affettiva con la madre (cibo) che non è stata equilibrata e che si cerca di compensare. Quando questa componente diviene preponderante, la dinamica alimentare, bulimia e anoressia, diventa allora un ulteriore mezzo atto ad accentuare il messaggio.

Mangiare è comunione, è condivisione, e mangiando si rendono materiali i sentimenti e tutto ciò che arriva contemporaneamente dagli occhi e dalle orecchie (es. TV ecc) oltre che dalle mani che attivano (toccando il cibo) la peristalsi.

Masticare lentamente, guastando il cibo, i sapori, i colori, nel riconoscimento di ciò che stiamo letteralmente pensando o provando in contesti piacevoli è il primo passo da compiersi.

(Michel Odoul modificato by Francesco Ciani)

La pelle 

I disturbi della pelle sono il segno delle nostre difficoltà passate rispetto al mondo esterno. Eczema, psoriasi, micosi, vitiligine, eruzioni cutanee sono manifestazioni della nostra reazione alle aggressioni, reali o meno, che percepiamo come provenienti dall’esterno.

Malattia Espressione dell’AnimA
La pelle è uno degli organi più interessanti e più completi del corpo umano. Si tratta infatti del solo organo che è direttamente in relazione con tutte le funzioni del corpo e della mente.
Questo involucro di oltre 2 metri quadrati avvolge tutto il nostro corpo e rappresenta un autentico cervello dispiegato in bella mostra. Incredibilmente irrorata e innervata lungo tutta la sua superficie, la pelle rappresenta uno straordinario sistema d’informazione direttamente collegato al nostro cervello.
Il primo compito della pelle è un compito di protezione. Rappresenta la barriera con il mondo esterno. Ci protegge dalle aggressioni microbiche e materiali (calore, colpi, sporcizia, eccetera) e questa è la sua funzione più conosciuta. Ci si potrebbe domandare perché introduco l’argomento pelle nel contesto del sistema respiratorio.
La pelle permette la ventilazione cutanea, mediante la quale assiste i polmoni nel loro ruolo di assimilazione dell’energia dell’aria. Tuttavia, si spinge ben oltre il semplice scambio gassoso in quanto riceve e trasforma l’irraggiamento solare per mezzo del suo intervento nel metabolismo della vitamina D.
Grazie a più di 700.000 recettori sensoriali, la pelle ci permette di sentire l’ambiente circostante, fisico (mediante il tatto), umano (reazioni epidermiche, emotive, eccetera) o termico (temperatura).
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La pelle adempie inoltre ad una missione non trascurabile di assistenza di tutto il sistema di eliminazione del corpo. Quando i reni, la vescica, come pure l’intestino crasso e il polmone, sono affaticati o ostruiti, la pelle dà il cambio e aiuta a scaricare, in particolare mediante la traspirazione, ma anche attraverso gli odori, le dermatosi e così via, le tossine che l’organismo non riesce ad eliminare in altro modo.
È interessante infine sapere che la pelle, inclusa la «pelle dei muscoli», ossia ciò che viene definito «facies – Aspètto», «memorizza» le nostre esperienze e le nostre emozioni. Questo ci permette di comprendere perché il tatto e certe tecniche di massaggio come la Pratica Taoista delle Energie ottengono sorprendenti risultati, in particolare in
tutte le manifestazioni di natura psicosomatica.
La pelle è l’organo del corpo più rappresentativo della capacità di cicatrizzazione. Questo miracolo, la cui causa profonda è ancora inspiegabile, permette ad un «organismo» di autoripararsi, di ricostruirsi da sé, ed è stupefacente sia per la sua forza che per la sua efficacia.
Il ruolo sociale della pelle è altrettanto fondamentale. Essa partecipa attivamente al tipo e alla modalità di relazione che intratteniamo con il mondo che ci circonda. Del resto, quanto più le società e le culture diventano «asettiche», tanto più prendono le distanze dalla vita per privilegiare null’altro che l’intelletto e l’apparenza con il risultato che il tocco diventa qualcosa di proscritto.
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È divertente constatare che oggi si può interrompere qualcuno che sta parlando senza doversi vergognare, ma se per caso lo tocchiamo o lo sfioriamo per prendere qualcosa sul tavolo, allora ci scusiamo, come se quel tocco fortuito fosse più incongruo e scorretto del fatto di interromperlo mentre parla.
Le malattie della pelle
I disturbi della pelle sono il segno delle nostre difficoltà passate rispetto al mondo esterno. Eczema, psoriasi, micosi, vitiligine, eruzioni cutanee sono manifestazioni della nostra reazione alle aggressioni, reali o meno, che percepiamo come provenienti dall’esterno.
Esse ci permettono di «giustificare» la difficoltà di contatto con questo mondo e aiutano al contempo a scaricare la tensione avvertita. Queste malattie della pelle sono tanto più significative perché sono sempre localizzate in punti oserei dire molto parlanti.
(Michel Odoul)
https://successclubprofessional.com/2019/01/18/trattamento-trasdermico-e-nutraceutico/
 
 

Le malattie del sistema autoimmunitario

La necessità nasce dal comprendere che la Dualità è solo un espressione di come creiamo la realtà fuori e dentro di noi, grazie all’esperienza consapevole comprenderemo per differenza che è l’unità ciò che siamo, farà risolvere ogni problema sia fisico che emozionale.

Le malattie autoimmuni, come per esempio la poliartrite evolutiva, sono malattie nelle quali l’organismo mette insieme più processi, in quanto presentano sintomi di allergia, di infiammazione e di dinamica cancerosa.
Sono malattie di difesa nelle quali l’organismo non riconosce più le sue stesse cellule e comincia a combatterle e a distruggerle come se fossero agenti estranei e pericolosi. Questa malattia è degenerativa nel senso che non vengono più rispettate le leggi naturali di riconoscimento organico.

Queste malattie ci parlano della nostra incapacità a riconoscerci, vederci e accettarci per quello che siamo. Tale difficoltà a riconoscere ciò che siamo è sovente aggravata dalla ricerca di «responsabilità esterne».
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Siamo in lotta con il mondo che non ci comprende, non ci riconosce e non ci ama, quando si tratta evidentemente di un nostro problema. Abbiamo una visione manichea della vita e le cose non possono essere che buone o cattive, le situazioni non vengono vissute che in termini di torto o ragione.
Questa perenne strategia conflittuale e di difesa compulsiva ci porta a distruggerci, mentre crediamo di distruggere il mondo per difenderci e non per nuocere a noi stessi.
La necessità nasce dal comprendere che la Dualità è solo un espressione di come creiamo la realtà fuori e dentro di noi, grazie all’esperienza consapevole comprenderemo per differenza che è l’unità ciò che siamo, farà risolvere ogni problema sia fisico che emozionale.
(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)