Il sistema respiratorio

disturbi del sistema respiratorio ci parlano della nostra difficoltà nel proteggerci dal mondo esterno, nel trovare reazioni adatte nei confronti delle eventuali aggressioni, reali o immaginarie, di quest’ultimo

Malattia Espressione dell’AnimA
Come indicato dal nome, il sistema respiratorio è quello che ci permette di respirare. Grazie ad esso possiamo in particolare assimilare l’energia dell’aria ed è tuttavia molto più sofisticato di quanto pensiamo e non serve unicamente a respirare l’aria che ci circonda.
Comprende naturalmente i polmoni, ma anche la pelle e tutte le cellule del corpo. Esistono infatti due livelli respiratori ben distinti, la cosiddetta respirazione «esterna» e la respirazione detta «interna».
La respirazione esterna è quella che conosciamo, ossia la ventilazione polmonare, ma ne esiste anche un’altra, detta ventilazione «cutanea». La nostra pelle svolge un importante ruolo nella respirazione. Tale respirazione «esterna» è quella che riguarda gli scambi gassosi che hanno luogo tra l’ossigeno e l’anidride carbonica nell’apparato respiratorio.
La respirazione «interna» è una respirazione che avviene a livello cellulare, dove gli scambi intracellulari si attuano direttamente. Anche le cellule vanno incontro a certi scambi gassosi che non sono dovuti all’apporto classico operato dal sangue. Lo stesso processo esiste a livello energetico.
Organo collegato al sistema respiratorio, la pelle svolge inoltre un ruolo di protezione del corpo nei confronti del mondo esterno. Involucro morbido ma efficace, la pelle lo protegge dalla maggior parte delle aggressioni, provocate sia da agenti attivi (microbi, virus, insetti, eccetera), sia da agenti passivi (polveri, temperatura, piogge, eccetera). Sensore essenziale, la pelle esplica un ruolo preponderante nel controllo protettivo degli stimoli e delle sollecitazioni esterne e nella cicatrizzazione di eventuali ferite.
Le malattie del sistema respiratorio 
Risultati immagini per respirare
Il sistema respiratorio appartiene al Principio del Metallo, del quale una delle principali funzioni è la protezione nei confronti del mondo esterno. Tale protezione si esplica in due modi, attraverso il filtraggio delle polveri e gli scambi gassosi (espulsione dell’anidride carbonica) e attraverso la capacità di rispondere, di reagire alle «aggressioni» ambientali. Un’altra delle sue funzioni essenziali è quella della cicatrizzazione, della chiusura delle ferite.
I disturbi del sistema respiratorio ci parlano della nostra difficoltà nel proteggerci dal mondo esterno, nel trovare reazioni adatte nei confronti delle eventuali aggressioni, reali o immaginarie, di quest’ultimo. Possono anche significare che non riusciamo o non vogliamo che certe ferite della nostra vita si rimarginino e in tal senso ci parlano delle nostre eventuali tristezze, risentimenti e rancori, della nostra difficoltà o rifiuto di dimenticare, di perdonare, se non addirittura del nostro desiderio di regolare conti o, peggio ancora, di vendetta.
I polmoni 
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
I polmoni sono l’organo principale della respirazione. In essi si attua lo scambio fondamentale di ossigeno e anidride carbonica senza il quale non potremmo vivere. Ciò avviene in minuscole sacche (ne abbiamo circa 300 milioni) chiamati «alveoli polmonari». Questi alveoli sono enormemente irrorati da piccolissimi vasi, i «capillari», che permettono al sangue (globuli rossi) di rilasciare l’anidride carbonica che contiene e di riempirsi di ossigeno per alimentare tutte le cellule.
La membrana di questi alveoli è talmente sottile da permettere questo scambio. Se questa membrana venisse estesa, si otterrebbe una superficie di parecchie centinaia di metri quadrati.
Vi lascio supporre la fragilità di questo tessuto e i danni provocati dall’aria inquinata che respiriamo, ma anche quelli provocati da noi stessi, in particolare dal tabagismo. I polmoni sono inoltre il solo orifizio naturale costantemente aperto verso l’esterno e che deve in continuazione essere in grado di difendersi e difenderci.
Esiste tutto un sistema che svolge questo ruolo. Passando attraverso il naso, l’aria si riscalda, viene in parte filtrata dai peli e umidificata dal muco che imprigiona certe polveri, prima di penetrare nei bronchi dove il muco trattiene le polveri rimanenti, che vengono espulse dalla tosse o da piccole ciglia vibratili che le fanno risalire.
Possiamo constatare fino a che punto questo sistema di protezione e di difesa sia elaborato. Nel sistema digestivo è tutto il processo di «destrutturazione» degli alimenti ad essere sofisticato. Qui è il processo di protezione. Un ultimo fatto molto interessante merita di essere segnalato.
La respirazione è la sola funzione organica automatica (inconscia e involontaria), ossia controllata dal sistema nervoso autonomo, sulla quale tuttavia possiamo intervenire volontariamente, vale a dire facendo leva sul sistema nervoso centrale.
Questo ci consente di afferrare meglio la ragione dell’efficacia delle tecniche respiratorie di rilassamento, in quanto ci permettono infatti di giungere a «calmare il sistema nervoso autonomo» e, conseguentemente, di rilasciare le tensioni inconsce.
Le malattie dei polmoni 
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
La fragilità o le malattie polmonari esprimono la nostra difficoltà a gestire le situazioni con il mondo esterno. L’esempio più semplice è dato dall’abbassamento di temperatura all’inizio dell’inverno. Le persone che non reagiscono riequilibrando il loro sistema termico interno «prenderanno freddo», vale a dire che il sistema polmonare s’indebolirà e aprirà la porta ad un’influenza o un raffreddore.
Tosse, asma, angina, bronchite sono segnali indicantori del fatto che avvertiamo un’importante sollecitazione dall’esterno, per non dire un’aggressione, e che non sappiamo, non riusciamo a gestirla. In tal senso la sofferenza o la malattia ci permettono di eliminarla.
Le tossi secche ci mostrano che queste aggressioni ci irritano e ci risultano insopportabili, facendoci reagire violentemente. Le tossi grasse segnalano che gli agenti dell’aggressione restano imprigionati dentro di noi. Restano invischiati nelle mucosità bronchiali, che dobbiamo secernere in quantità maggiore per riuscire a «sputare», a espellere ciò che ci aggredisce e «si appiccica» dentro di noi.
Il vissuto di aggressione non deve essere obbligatoriamente manifesto per essere avvertito. Le atmosfere pesanti, «soffocanti», gli ambienti dove non ci si sente a proprio agio, sollecitano enormemente le energie del polmone. I disturbi o le malattie del sistema polmonare (naso, gola, bronchi, eccetera) ci parlano quindi di situazioni o di persone che ci mettono a disagio senza per questo aggredirci direttamente.
Sono tante le persone che durante il consulto mi riferiscono «ho l’impressione di soffocare in questa società» oppure «mi manca l’aria in questa famiglia». Chi mi fece quest’ultima osservazione era un asmatico, che giunse rapidamente a comprendere chi «gli succhiava l’aria» nella sua famiglia.
Risultati immagini per respirare
Le eccessive angosce materne, le atmosfere familiari pesanti si traducono sovente nei bambini in fragilità polmonari che, se vengono «curate» troppo efficacemente o se appaiono insufficienti al bambino, possono trasformarsi in allergie respiratorie o cutanee.
Egli si «difenderà» allora reagendo, talvolta violentemente. Asma, eczemi, angine purulente sono «grida» indicanti che ciò che accade tutt’intorno al bambino non lo soddisfa, che vive la situazione come un’aggressione e che ha bisogno di protezione (amore e presenza), ma non di essere soffocato.
Un ultimo significato che può essere associato ai problemi polmonari è quello della tristezza, della malinconia, del dispiacere, della solitudine.
L’energia del polmone è incaricata di questi sentimenti che, quando diventano eccessivi, la esauriscono. L’eccesso o il fatto di rimuginare la tristezza per serbare il ricordo di qualcosa o di qualcuno possono manifestarsi attraverso una fragilità dei polmoni. È interessante rammentare che la grande epoca del romanticismo malinconico (Chateaubriand, Goethe, J.-J. Rousseau, Chopin, eccetera) fu anche la «grande epoca» della tubercolosi.
(Michel Odoul )
 

AnimA integrazione emisferica

Di solito ci insegnano ben da piccoli di prendere posizione, saperci destreggiare in questo mondo e concentrare i sensi sul mondo esterno, con la sua realtà tattile e fisica, o a fidarci delle esperienze personali soggettive.

L’AnimA nella sua capacità di fare l’impossibile è infinitamente più potente della medicina moderna. Corpo e mente da soli non possono dissolvere un esercito di cellule cancerogene, mentre la sostanza spirituale che si può definire anima, combinata con le risorse dello spirito, della mente e del cuore, può elevarsi ad altezze potremmo dire mistiche.
Risultati immagini per Anima guarigione
Di solito ci insegnano ben da piccoli di prendere posizione, saperci destreggiare in questo mondo e concentrare i sensi sul mondo esterno, con la sua realtà tattile e fisica, o a fidarci delle esperienze personali soggettive.
Immagine correlata
Abbiamo investito anni nell’adorazione della mente, producendo idee e mezzi sempre migliori per il nostro benessere esteriore (…), così l’anima è di-ventata una minaccia alla stabilità della nostra vita fisica e mentale.

From:  2° TESI Francesco Ciani (Epilessia Male Oscuro dell’Anima)

Il sistema riproduttivo

Malattia Espressione dell’AnimA
Come ci viene indicato dal nome, il sistema riproduttivo è quello che consente all’essere umano di riprodursi. È composto dagli organi sessuali, dalle ghiandole sessuali (testicoli, ovaie) e dall’utero nella donna. Attraverso questo sistema estremamente elaborato, la discendenza umana si perpetua nell’incontro tra un uomo, di natura Yang e penetrante, e una donna, di natura Yin e ricettiva. La Vita ci mostra così fino a che punto l’evoluzione non sia possibile se non attraverso l’incontro dei contrari.
Ciò può portarci a comprendere come sia necessario attuare la stessa cosa dentro di noi per poter evolvere. Dobbiamo andare incontro all’altro lato di noi stessi, della nostra parte «Yin, femminile» se siamo uomini, e della nostra parte «Yang, maschile» se siamo donne.
Non si tratta naturalmente di sessualità, ma di ciò che C.G. Jung definì «Anima» (femminile) e «Animus» (maschile). Si tratta del nostro lato dolce, tenero, passivo, artistico, estetico, accogliente, inconscio, profondo (femminile) e del nostro lato deciso, forte, attivo, guerriero, difensivo, penetrante, cosciente, superficiale (maschile).
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Ci risulta allora possibile crescere, evolvere e giungere progressivamente a fare ciò che definisco «la pace dei contrari» (che Jung aveva battezzato come «riconciliazione degli opposti»), l’Unità in noi, creando, partorendo un altro noi stessi.
È interessante notare che questa (pro)creazione ha tutte le possibilità di realizzarsi nel piacere e nella gioia (godimento, orgasmo) come previsto dalla vita. Un fatto sul quale devono riflettere coloro il cui processo di sviluppo personale si attua mediante l’esercizio della volontà, della forza, della costrizione o dell’urgenza.
Il sistema riproduttivo è beninteso quello che ci consente di procreare, di donare fisicamente la vita. Per estensione, si tratta anche della nostra capacità generale di creare, di partorire (progetti, idee, eccetera) nel mondo materiale.
Risultati immagini per il sistema riproduttivo femminile
Infine è anche il sistema della sessualità, ossia della nostra capacità di creare nel godimento. Rappresenta la nostra azione sull’altro, il nostro potere su di lui poiché egli ci si abbandona, come noi a lui, in questa particolare relazione. Questo potere deve pertanto essere reciproco e rispettoso ed è ancora più grande quando si fonda sull’amore.
In ultimo, esso ha la peculiarità, come appena menzionato, di procurare il piacere, di poter (oserei dire) essere vissuto nel godimento in quanto è normalmente caratterizzato dall’orgasmo. Quest’ultimo rappresenta il godimento supremo della creazione, dell’azione creatrice e fecondatrice, compiuta insieme all’altro.
Le malattie del sistema riproduttivo
Le malattie del sistema riproduttivo ci parlano della nostra difficoltà a vivere o ad accettare questa «pace dei contrari» all’interno di noi. Possono manifestarsi in differenti modi, ma indicano sempre una tensione rispetto all’altro, si tratti del coniuge, di nostro figlio o delle loro rappresentazioni dentro di noi o all’esterno.
Risultati immagini per ciclo femminile
È il caso particolare dei problemi all’utero, che rappresenta la coppia, il focolare, il nido e che indica sovente tensioni o sofferenze relative al coniuge (assenze, frustrazione, decesso, conflitto, eccetera) o relative al posto occupato da ciascuno all’interno della casa.
Esprimono inoltre la nostra paura, il nostro timore di partorire, si tratti di un parto reale (bambino) o simbolico (progetti, idee, eccetera), per mancanza di fiducia, per senso di colpa o angoscia. I dolori ai testicoli o alle ovaie ci parlano di ciò, che si tratti di una cruralgia, di una cisti o di un cancro sviluppatosi nelle ghiandole riproduttive.
Le malattie «sessualmente trasmissibili» rappresentano spesso delle autopunizioni, inconsciamente provocate da un senso di colpa per una attività sessuale sviluppata al di fuori delle norme riconosciute dall’individuo o dal suo ambiente. Tale senso di colpa, consapevole o meno, lo conduce a punirsi da sé mediante un «atto mancato», oserei dire, e ad incontrare sessualmente colui o colei che gli trasmetterà una malattia «vergognosa».
Risultati immagini per ciclo femminile
Attraverso frigidità, impotenza o dolori e infiammazioni di varia natura che «impediscono» la sessualità, esprimiamo la nostra difficoltà a vivere i piaceri della vita e in particolare dell’attività, professionale, sociale o familiare. Non ci permettiamo di provare piacere, appagamento o godimento nell’esercizio del nostro potere personale sulle cose o sugli altri. Tutto ciò ci appare troppo serio o meglio colpevole e non sappiamo più, come il bambino, provare la semplice gioia di aver fatto qualcosa che «va» e di cui possiamo andar fieri.
Crediamo che questo potere sia vergognoso o negativo, quando invece può essere creativo e fecondo poiché ciò che gli conferisce una connotazione positiva o negativa è l’utilizzo che ne facciamo e le intenzioni che gli attribuiamo, proprio come il potere conferito dall’amore e dalla sessualità può creare o distruggere, liberare o alienare, animare o spegnere l’altro o se stessi.
(Michel Odoul)

La milza e il pancreas

Di conseguenza alla vita manca quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno. Le preoccupazioni materiali interiorizzate e le angosce ossessive, la paura di sbagliare o di non sapere, di non essere all’altezza, sono segni caratteristici dei problemi pancreatici o relativi alla milza

Malattia Espressione dell’AnimA
Questi due «organi» intervengono nella digestione (pancreas) attraverso le secrezioni che riversano nell’intestino tenue e nella composizione del sangue (milza) attraverso la produzione e l’immagazzinamento dei globuli rossi e bianchi. Il pancreas controlla, mediante l’insulina che produce, il tasso degli zuccheri presente nel sangue e, mediante il succo pancreatico, partecipa attivamente alla digestione degli alimenti preparati dallo stomaco.
Ci troviamo nel Principio energetico della Terra, mobilitato principalmente per il compito digestivo, con degli organi «bisognosi e lavoratori» che sono esecutori «seri e assennati».
Le malattie della milza e del pancreas
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Le disfunzioni della milza e del pancreas indicano che abbiamo la tendenza a trascorrere la nostra vita troppo assennatamente, vale a dire lasciando uno spazio insufficiente al piacere, alla gioia. Il dovere è importante, dal momento che il lato professionale e quello materiale rappresentano le cose essenziali.
Di conseguenza alla vita manca quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno. Le preoccupazioni materiali interiorizzate e le angosce ossessive, la paura di sbagliare o di non sapere, di non essere all’altezza, sono segni caratteristici dei problemi pancreatici o relativi alla milza. La tendenza a vivere nel passato,
per il timore di non riuscire a gestire il presente, o il fatto di coltivare ricordi di tale passato possono manifestarsi mediante disturbi o malattie della milza o del pancreas.
L'immagine può contenere: 1 persona
Il bisogno di conformarsi alle norme, di rispettare le regole, se non addirittura di dipendere da esse, può manifestarsi attraverso squilibri della milza e del pancreas. Ciò può essere riscontrato a livello energetico nel senso che l’energia della Milza-Pancreas presiede, oltre al resto, al ciclo mestruale, più semplicemente chiamato «le regole». Lo ritroviamo anche nel diabete, nel fatto che le persone che ne sono affette devono essere molto attente alla «regolarità» della loro vita.
Gli intervalli del pasto e tutte le abitudini di vita devono essere perfettamente «regolate» e rispettate quanto più scrupolosamente possibile, per evitare il rischio di scatenare una crisi.
Gli squilibri pancreatici possono assumere due forme, l’ipoglicemia (mancanza di zuccheri nel sangue) e l’iperglicemia o diabete (eccesso di zuccheri nel sangue). Cosa rappresenta lo zucchero nella nostra vita?
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Rappresenta la dolcezza, la gentilezza e per estensione diviene una prova d’amore o di riconoscenza. In tutte le culture del mondo lo zucchero è la ricompensa, il dono, la dolcezza che viene data ai bambini quando sono stati bravi (quando hanno rispettato le regole), quando hanno ricevuto bei voti a scuola (hanno soddisfatto le norme) o semplicemente quando si ha voglia di far loro piacere. Questo dono è sovente «materno».
La presenza eccessiva di zuccheri nel sangue (iperglicemia) ci dice che abbiamo difficoltà a gestire o ad ottenere la dolcezza nella nostra vita. Il diabete indica frequentemente che la persona ha avuto un padre eccessivamente e talvolta persino ingiustamente autoritario (eccesso di regole e norme) e che ha trovato un «rifugio» nella dolcezza protettiva della madre.
Il cibo (madre) diventa allora un palliativo, uno sfogo importante e il diabete è la logica conclusione di un aumento di peso progressivo, ma sicuro.
Alcuni shock psicologici intensi, nei quali l’individuo viene messo a confronto con la brutale distruzione delle sicurezze o delle convinzioni affettive, possono manifestarsi mediante la comparsa del diabete.
L’ipoglicemia (insufficienza) ci parla invece della sofferenza opposta, legata all’incapacità, alla difficoltà a ricevere, ad accettare, a pensare di aver diritto alla dolcezza. È il caso frequente dei bambini non desiderati dalla madre e/o dei casi in cui il padre è stato «assente».
L’assenza di rifugio materno produce un amalgama negativo con il cibo, che non viene amato o non viene accettato (anoressia) o, ancora, che viene assimilato unicamente nella quantità necessaria. Ma ciò avviene senza piacere e dolcezza, con una quantità minima di «zucchero». La ricerca delle norme o delle regole assenti conferisce un aspetto fisico spigoloso ed emaciato dove le rotondità (dolcezza) sono assenti.
(Michel Odoul)
 
 
 

Prossimi Appuntamenti a Milano

Domenica 2 Dicembre, in Mieloteca D’Autore a Sedriano in via Manzoni 36

Domenica 2 Dicembre 2018, in Mieloteca D’Autore a Sedriano in via Manzoni 36
http://mielotecacoccinella.org/
sarà presente Francesco Ciani, Naturopata, Iridologo, Asse intestino – Cervello,  per consulenze mirate al Benessere.
Chiamare e fissare appuntamento al 3276189628…
Non mancate
Immagine1.png

La cistifellea

Le malattie della cistifellea ci parlano della nostra difficoltà a gestire i nostri sentimenti e a chiarirli. Siamo nel contesto della dinamica Yang, ossia in rapporto con l’esterno. «Qual è il mio posto?»,

Malattia Espressione dell’AnimA
La cistifellea funziona in stretto contatto con il fegato, raccogliendo e concentrando la bile che quest’ultimo secerne, distribuendola nell’intestino tenue, fino all’uscita dello stomaco. La distribuzione della bile permette al processo della digestione, in particolare degli alimenti grassi, di svolgersi armoniosamente. In caso di disfunzione, la digestione viene percepita come «cattiva».
Le malattie della cistifellea

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Partecipando alla digestione fisica degli alimenti, la cistifellea gioca un ruolo analogo nella digestione psicologica degli avvenimenti. Nel linguaggio corrente si dice comunemente «ingoiare bile» quando si deve sopportare qualcosa di sgradevole senza poter reagire. Ma sono quasi sempre inquietudini legate ad una persona (noi stessi o qualcun altro) che ci è cara.
Le malattie della cistifellea ci parlano della nostra difficoltà a gestire i nostri sentimenti e a chiarirli. Siamo nel contesto della dinamica Yang, ossia in rapporto con l’esterno. «Qual è il mio posto?»,
ottengo un riconoscimento dagli altri, mi amano per quello che faccio e che rappresento, sono tutte domande ricollegabili ai disturbi della cistifellea, come pure tutte le collere violente che accompagnano i passaggi difficili, soprattutto quando la persona avverte un senso di ingiustizia nei propri confronti.
Anche la giustificazione delle azioni è presente, a maggior ragione se queste non sono contrassegnate dal marchio della sincerità e della verità. Le malattie della cistifellea possono infatti significare che il nostro senso della verità e del giusto non è molto chiaro o che è eccessivo e che abbiamo la tendenza a costringere, usare se non addirittura manipolare gli altri (sempre dandoci delle buone ragioni, naturalmente).
(Michele Odoul)
 
 
 
 

Il Fegato

Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente. È l’organo più grosso del corpo umano. Svolge infatti un ruolo essenziale nella digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura anche un’altra attività molto importante filtrando il sangue. Interviene inoltre sulla composizione e sulla qualità del sangue, sia a livello nutritivo sia a livello immunitario (difesa, cicatrizzazione, immagazzinamento, ecc.).
Pertanto è responsabile della «consistenza» del sangue, della sua composizione, del suo livello vibratorio, del suo «colore». D’altronde il suo duplice ruolo si materializza nel ricevimento di una duplice alimentazione sanguigna, una proveniente dalla vena epatica che lo nutre di ossigeno e l’altra dalla vena «porta» che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall’intestino tenue.
Questi due canali si ricongiungono nel fegato e si «uniscono» nella vena «cava inferiore». Partendo dal fegato, questa trasporta il sangue arricchito di sostanze nutritive con altri globuli, che sarà in seguito ridistribuito in tutto il corpo grazie al cuore e, dopo essersi arricchito di ossigeno, grazie ai polmoni.
Le malattie del fegato
Risultati immagini per mangiare sano
Anche i problemi epatici indicano, beninteso, che ci è difficile «digerire» qualcosa nella nostra vita, ma con una sfumatura più sottile rispetto allo stomaco. L’emozione principale associata al fegato è la collera. Le tensioni o le sofferenze di quest’organo possono voler significare che il nostro modo abituale ed eccessivo di reagire alle sollecitazioni della vita è la collera.
Ogni volta che «regoliamo» i nostri problemi con il mondo esterno urlando, abbandonandoci a grandi collere, mobilitiamo tutta l’energia del fegato in quella direzione, privandolo così di buona parte dell’energia necessaria al suo funzionamento.
L’organo comincerà allora a non svolgere più correttamente il proprio ruolo nella fase digestiva. Tuttavia, all’estremo opposto, collere troppo spesso represse o trattenute sistematicamente all’interno, addenseranno l’energia nel fegato e rischieranno di trasformarsi in patologie più gravi (cirrosi, cisti, tumore).
Le malattie del fegato possono anche parlarci della nostra difficoltà a vivere o ad accettare i nostri sentimenti, i nostri affetti o ciò che gli altri ci trasmettono. La nostra immagine, quella che abbiamo di noi stessi o quella che gli altri ci trasmettono, dipende in gran parte dal fegato.
3530e7_924d39bbbfb443c187d7b7f843058fe4.jpg
La percezione che ne abbiamo è responsabile della nostra gioia di vivere, di ciò che ritroviamo attraverso il ruolo di filtrazione e di «nutrimento» del sangue svolto dal fegato. Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo. Qui ci troviamo nel pieno del senso di colpa.
Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario e in particolar modo nell’immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze fatte dall’organismo. Ora, il senso di colpa ci «obbliga» a giustificarci, a difenderci. Mobilita le nostre energie di difesa psicologica e le numerose collere sono il segno e l’espressione di una paura che non trova altro mezzo di difesa.
Se questa strategia viene messa in atto frequentemente, indebolisce l’energia del fegato e in seguito quella della cistifellea che ne soffrono. Il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell’essere. Vedremo che per quanto riguarda la cistifellea, che è di natura Yang, è il lato sociale dell’individuo ad essere in gioco.
(Michel Odoul)

La nuca

Tensioni, dolori o blocchi della nuca esprimono la nostra difficoltà o la nostra incapacità a trasportare nel reale voglie, idee, concetti, volontà, eccetera.

La nuca è la parte del corpo situata tra la testa e il resto del corpo ed è il collegamento tra il cervello e i suoi esecutori, che sono le braccia e le gambe. A partire dal plesso cervicale situato alla sua base, tutte le volontà e le decisioni di azione o di relazione saranno inviate nella direzione dell’organo o dell’arto più adatto alla loro realizzazione.
La nuca è pertanto un luogo dove i desideri o le volontà non sono ancora emerse, non hanno ancora cominciato ad apparire e non hanno innescato una parvenza di gesto fisico. Non sono ancora entrati in rapporto con l’esterno. Per questo la nuca rappresenta il punto di passaggio dal concettuale (cervello, idee, concetti, desideri, volontà, volere, eccetera) al reale (azione, realizzazione, relazione, espressione, eccetera).

Le malattie della nuca
Immagine correlata
Tensioni, dolori o blocchi della nuca esprimono la nostra difficoltà o la nostra incapacità a trasportare nel reale voglie, idee, concetti, volontà, eccetera. Tuttavia, a differenza della tensione delle spalle che globalmente ha lo stesso significato, con la nuca siamo nello stadio in cui le cose non sono arrivate «alla porta» del passaggio all’atto.
Ciò significa che non possiamo far passare le cose nel reale perché pensiamo di non esserne capaci. L’incapacità è relativa al nostro operato, laddove nel caso del blocco alle spalle si presume che provenga dagli altri, dal mondo esterno. L’irradiazione verso una delle spalle, che può esistere parallelamente, ci fornirà l’indicazione supplementare del simbolismo Yin o Yang, la cui immagine interiore ci fa pensare che non possediamo la capacità necessaria.
Ogniqualvolta esistono tensioni nella parte superiore del corpo, queste costituiscono il segnale che, nel nostro rapporto con l’azione (desiderio, volontà, impossibilità, incapacità, paura, eccetera) o con il potere sulle cose e sulle persone, viviamo un’analoga tensione, legata sia ad una nostra supposta incapacità (nuca), sia ad una invalidazione proveniente dall’esterno (spalla). Ci troviamo di fronte a qualcosa che non possiamo, non sappiamo o non riusciamo a fare.
(Michel Odoul)
 

Il sistema arterioso 

Le malattie del sistema arterioso ci parlano di tensioni analoghe a quelle del sistema venoso, ma in senso attivo. Le emozioni sono eccessive e si manifestano con un eccesso (giovialità, eccitazione, eccetera) oppure vengono trattenute, soffocate. La difficoltà, se non addirittura l’incapacità di fare ciò che va fatto nella nostra vita per provare gioia, piacere e felicità, si traducono in ipertensioni arteriose.

Il sistema arterioso è quello rappresentato in rosso sulle stesse tavole di anatomia. Esso trasporta il sangue, arricchito di ossigeno e di sostanze nutritive, verso gli organi e le cellule. È la parte Yang del nostro sistema circolatorio che esercita un’assistenza «attiva» del cuore nella circolazione. Grazie alla sua capacità di contrazione, il sistema arterioso alleggerisce infatti il lavoro del cuore, attraverso quelle che vengono definite la vasocostrizione e la vasodilatazione.

Le malattie del sistema arterioso
Le malattie del sistema arterioso ci parlano di tensioni analoghe a quelle del sistema venoso, ma in senso attivo. Le emozioni sono eccessive e si manifestano con un eccesso (giovialità, eccitazione, eccetera) oppure vengono trattenute, soffocate. La difficoltà, se non addirittura l’incapacità di fare ciò che va fatto nella nostra vita per provare gioia, piacere e felicità, si traducono in ipertensioni arteriose. Contrariamente al sistema venoso, non abbiamo l’impressione di essere ostacolati, ma piuttosto di non sapere, di non potere, di non essere o non essere stati capaci di far posto all’amore, alla gioia di vivere.
Risultati immagini per cuore infarto
L’ipertensione ci mostra una grande tensione dovuta alla volontà di ricerca di una soluzione, ma la paura spesso presente impedisce alle nostre emozioni di esistere e questo fa salire la pressione all’interno. Tutto acquista proporzioni eccessive che ci spaventano. Questa paura ci cristallizza e indurisce la parete delle nostre arterie, in tal modo aumentando, mediante l’arteriosclerosi, il fenomeno della tensione.
Una delle paure di fondo associate all’ipertensione è quella della morte, nel senso che abbiamo paura che giunga prima di poter portare a termine quello che dobbiamo fare. Così, si sviluppa in noi il sentimento di urgenza, che fa «salire ulteriormente la pressione». come pure la paura della morte e tutte quelle paure che si fondano sul processo del panico.
L’ipotensione ci parla della sconfitta, della nostra sensazione di essere vittime. Sopraffatti dagli avvenimenti, senza via d’uscita, non siamo più in grado di far salire la pressione per rimettere in moto la macchina. La dinamica di fondo è passiva e lo scoraggiamento prende il sopravvento sul senso della lotta. Ci è senza dubbio mancato l’amore nella nostra vita, quel nutrimento che procura o quantomeno favorisce la manifestazione della gioia e le ragioni di vivere, quella sensazione che fa battere il cuore dentro di noi. Quella fiamma ci è mancata o forse non l’abbiamo mai alimentata.
(Michel Odoul)
 

Il tuo Cuore lo sà

La reazione non è davvero tua, è della macchina biologica che ti ospita, la situazione che ti coinvolge è esattamente quella che tu stesso stai creando.

Il tuo Cuore lo sa, perché vede con la coscienza dell’Anima.
Sa che sia la tua reazione del momento sia la situazione in sé sono semplicemente quello che sono, qualcosa al di là del bene e del male, al di là del giudizio.
La reazione non è davvero tua, è della macchina biologica che ti ospita, la situazione che ti coinvolge è esattamente quella che tu stesso stai creando.

La percezione avviene dentro te.
La reazione avviene dentro te.
Tutto accade dentro te, e quando ne diventi cosciente ti assumi il 100% di potere di modificare proprio ciò che accade dentro te.»
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, spazio all'aperto
Ps. non Separarti mai più da TE Stessa/o, da ciò che Sei da sempre, non è necessario permettere di separarsi per comprendere per differenza che Sei già Completa/o.
Avrah Ka Dabra modificato Francesco Ciani