Chiodo di Garofano O.E.

Distrugge i germi patogeni, e i di conseguenza, è utile in caso di carie e disinfetta la bocca e le cavità dentarie.

Parti usate: boccioli di fiori essiccati.

L’Olio essenziale di Garofano svolge un’azione analgesica e anestetizzante a livello locale.

Distrugge i germi patogeni, e i di conseguenza, è utile in caso di carie e disinfetta la bocca e le cavità dentarie.

Il Garofano è inoltre un grande afrodisia­co, dalle qualità calde e suadenti, in grado di aprire ognuno di noi alla sensualità.

Modalità d’uso: un cucchiaino d’erba polverizzata per una tazza d’acqua bollente, coprire, riposo 10-20 minuti, filtrare.

Dose 3 tazze al giorno. In commercio si trova come OE, o in MicroDose, Quintessenza spagyrica. (2-4 gocce su un cucchiaino di zucchero, 3 volte al giorno).

Decotto: 1-2 chiodi con un frammento di cannella per 2 tazze d’acqua, bollire per 2-3 minuti, infusione 20 minuti, filtrare, aggiungere succo di limone o arancio, tre tazze al giorno per l’influenza.

Uso esterno: 1 goccia introdotta nel dente cariato da pronto sollievo; sciacqui contro ulcere, afte e gengiviti (qualche goccia in 1 bicchiere d’acqua).

Eugenia fa parte: di molti ovuli e dentifrici, si usa per calmare i dolori delle carie dentali.

Come suffumigi: in sinergismo con altri OE per inalazioni, per sinusiti e problemi bronchiali.

Si sconsiglia: l’uso con anamnesi di cancro. Le sigarette al chiodo di garofano sono altrettanto pericolose come quelle di tabacco puro.

(Christian Duraffourd, Jean -Claude Lapraz)

La gola e le sue manifestazioni

Queste malattie sono per estensione i segnali di una mancanza d’espressione di sé, di ciò che si è, delle proprie qualità o fragilità «cosa non riesco a far passare, a dire». L’ipertiroidismo (Yang) o l’ipotiroidismo (Yin), per esempio, costituiscono spesso il segno di un’impossibilità a dire o fare ciò che si vorrebbe.

Malattia espressione dell’AnimA

La gola è la parte anatomica nella quale passano i due «condotti» di alimentazione del corpo: l’esofago (nutrimento materiale) e la trachea (aria). È anche il luogo in cui si situano le corde vocali e le tonsille. Nella parte anteriore della gola, nell’incavo laringeo, si trova una ghiandola fondamentale che si chiama tiroide.

La gola è innanzitutto il luogo dove si inghiotte, o piuttosto si deglutisce ciò che è stato inghiottito, permettendogli di penetrare in noi.

Un sistema riflesso molto sofisticato ci consente di selezionare il tipo di alimento solido e l’aria, e di dirigerli verso il giusto ricettacolo, stomaco o polmone. Quando questo posto di scambio non funziona correttamente, ci soffochiamo oppure si verifica il fenomeno dell’aerofagia.

Insieme alle corde vocali, la gola è il vettore e il supporto dell’espressione orale. La loquacità, le parole o le grida dipendono da essa. È quindi, in definitiva, la porta o piuttosto la dogana che filtra e seleziona le entrate e le uscite. Quanto alla tiroide, essa è la ghiandola principale, se così si può dire, da cui dipende l’equilibrio della crescita e tutto il metabolismo umano, come pure lo sviluppo del nostro corpo fisico (crescita, peso). In energetica, la gola è la sede del Chakra detto «della gola».

Questo centro energetico è quello dell’espressione di Sè, del modo in cui ci rapportiamo al mondo esterno. Rappresenta la nostra capacità di riconoscere ed esprimere ciò che siamo e di accogliere ciò che può arricchirci in esperienze di Consapevolezza e farci crescere. Infine è la sede del potenziale espressivo della nostra creatività.

Le malattie della gola sono quelle relative all’espressione «cosa ho di traverso alla gola» oppure all’accettazione «cosa non riesco a mandar giù». Abbassamento di voce, angina, mandare giù di traverso, aerofagia sono i segni della nostra difficoltà ad esprimere ciò che pensiamo o sentiamo, sovente per il timore delle conseguenze derivanti da tale espressione. Allora preferiamo arrestare le cose «alla dogana».

Queste malattie sono per estensione i segnali di una mancanza d’espressione di sé, di ciò che si è, delle proprie qualità o fragilità «cosa non riesco a far passare, a dire». L’ipertiroidismo (Yang) o l’ipotiroidismo (Yin), per esempio, costituiscono spesso il segno di un’impossibilità a dire o fare ciò che si vorrebbe.

Nessuno può comprenderci, non disponiamo dei mezzi per far «passare» ciò in cui crediamo, abbiamo paura della non accettazione da parte dell’altro di ciò che vorremmo dire, abbiamo paura della forza e della violenza di ciò che potrebbe emergere.

Dietro questa non espressione vi è sempre una nozione di rischio, di pericolo, che ci fa arrestare, trattenere l’espressione. La forma Yang manifesta un desiderio malgrado tutto di rivincita, laddove la forma Yin esprime un abbandono di fronte all’impossibilità di esprimersi.

(Michel Odoul)

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