Cardo mariano (Silybum marianum)

Riduce: gli effetti metabolici e tossici dell’alcool a carico del fegato, riduce infiammazione epatica, riduce il deposito del collagene nel fegato, inibisce la perossidazione lipidica negli epatociti e nei microsomi e la perossidazione indotta da ferro, protegge la mucosa gastrica da ulcerazioni, stimola la secrezione di bile contribuendo all’azione ipolipidemizzante.

Parti usate: foglie e semi (contengono flavolignani – la silimarina, usata nell’industria farmaceutica, principi amari, poliacetileni).

Pianta erbacea con foglie chiazzate di bianco ed a margini dentati con fiori grandi color porpora. Per la presenza di flavonodigneni (silibina, silicristina, silidianina) dotati di proprietà protettive nei confronti delle cellule epatiche, il cardo mariano è stato molto studiato nella profilassi e nella terapia delle patologie epatiche da intossicazione da alcool e tossine.

La pianta ha inoltre proprietà emostatiche (soprattutto nelle emorragie uterine), ipertensorie, colagoghe, digestive e aperitive, antiallergiche, toniche generali e venose, decongestionanti sul sistema venoso portale, regolatrici del sistema neurovegetativo. La pianta contiene oltre ai flavonodignenoni, tannini, istamina, tiratina e flavonoidi.

Modalità d’uso: decotto di semi, un cucchiaino da caffè per una tazza d’acqua, bollire 5 minuti, coprire, lasciare che si raffreddi, dose mezza tazza al giorno. Capsule, tintura madre.

Si raccomanda di rispettare il dosaggio, in dosi elevate può causare vomito.

Le foglie: sono toniche, colagoghe, diuretiche.

I semi: cardiotonico, innalza la pressione arteriosa con la sua azione stimolante del cuore, surrenale e vaso costrizione periferica.

Indicazioni: epatismo acuto e cronico, cirrosi, galattogogo “stimola la produzione di latte materno”, antiossidante epatico ipertensione portale, varici, emorroidi, epatosteatosi, ipotensione arteriosa, epistassi, emorroidi sanguinanti.

Abbinamento: con cobalto (Co) per il trattamento del sistema neurovegetativo e arterite.

Quanto stimolante: della cistifellea e delle vie biliari deve essere usato con estrema cautela nei soggetti con calcoli biliari. I preparati con Cardo mariano possono determinare un aumento della pressione arteriosa.

Protegge: epatociti e parenchima epatico dal danno tossico, rigenera gli epatociti attraverso la stimolazione della sintesi degli acidi ribonucleici.

Riduce: gli effetti metabolici e tossici dell’alcool a carico del fegato, riduce infiammazione epatica, riduce il deposito del collagene nel fegato, inibisce la perossidazione lipidica negli epatociti e nei microsomi e la perossidazione indotta da ferro, protegge la mucosa gastrica da ulcerazioni, stimola la secrezione di bile contribuendo all’azione ipolipidemizzante.

Usato nel: trattamento delle epatiti, itterizia e nelle condizioni dove il fegato è sotto stress: infezioni, alcolismo, chemioterapia, dove limita il danno causato al fegato dal trattamento chemioterapico e ad accelerarne il recupero dagli effetti collaterali una volta che il ciclo di cura è completato.

Il metabolismo dell’aspirina può essere alterato se si assume contemporaneamente il cardo mariano.

L’uso della silimarina: (miscela di flavonolignani quali silibina, silidianina, silicristina) riduce l’epatotossicità di chemioterapici (cisplatino, fenotiazine, alcool, anestetici, micotossine).

Rimedi Consigliati:

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitomater-cardo-mariano/

 

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Abete Bianco (Abiens pectinata)

Parole chiave: Infezioni recidivanti vie aeree (rinofaringiti, tonsilliti, otiti, bronchiti); Ritardo della crescita staturo ponderale, Ritardo consolidamento fratture, Inappetenza, Ipertrofia tonsillare, Osteoporosi, Carie dentarie, Gengivostomatite.

Le gemme di Abies pectinata, raccolte fresche e subito trasformate in macero glicerico, sono un prodigioso rimineralizzante nelle decalcificazioni ossea, nel rachitismo, nelle ipertrofie ghiandolari, nelle carie dentarie e nella piorrea.

Le gemme son un grande rimedio pediatrico, capace di controllare le turbe primitive e secondarie dell’accrescimento.

Organotropismo: Scheletro, Tessuto linfatico, Midollo osseo, linea cellulare, osteoblasti, eritroblasti.

Parole chiave: Infezioni recidivanti vie aeree (rinofaringiti, tonsilliti, otiti, bronchiti); Ritardo della crescita staturo ponderale, Ritardo consolidamento fratture, Inappetenza, Ipertrofia tonsillare, Osteoporosi, Carie dentarie, Gengivostomatite.

Si consiglia per rachitismo, ritardi di crescita, tonsilliti e adenoidi, adenoiti, ipertrofia linfonoidale, ritardo nel consolidamento delle fratture ossee, carie dentarie e osteoporosi.

Disponibile sotto forma di MG 1DH 20-30 gocce tre volte al giorno, nelle fratture abbinare con TM equiseto, (l’equiseto in polvere è anche molto efficace!) come associato alla Clorofilla.

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitobasto-abies-pectinata/

Cardiaca (Leonurus cardiaca)

Si usa per: neurastenie, stati ansiosi e panico, insonnia, eretismo cardiaco – palpitazioni, cuore affaticato, ipertensione arteriosa, vampate della menopausa, stimola la muscolatura uterina ed è indicata per i ritardi del ciclo mestruale e tensione premestruale

Altro nome: cada di leone.

La cardiaca agisce sul sistema cardiovascolare determinando vasodilatazione, abbassamento della pressione, diminuzione della frequenza delle pulsazioni cardiache.

Contribuisce inoltre a sedare l’eccitazione nervosa che consegue, ad esempio, ad un superlavoro della tiroide, a turbe del climaterio ed a stati ansiosi. Nei tempi passati se ne è fatto uso nelle crisi epilettiche.

Quasi tutti i moderni ricercatori sono d’accordo su queste proprietà, ma indicano che infusi e tinture ottenute con alcool di bassa gradazione hanno una blanda attività.

Tra i costituenti sono importanti la leonurina, un alcaloide con proprietà uterotoniche ed una spiccata azione sulle cellule del miocardio, di terpeni con proprietà antinfiammatorie, iridoide e polifenoli.

Parti usate: parti aeree. Ricca d’alcaloidi ( L-stachidrina), un iridoide (leonurina), diterpeni, flavonoidi, acido caffeico e tannini.

Modalità d’uso: 1-2 cucchiaini d’erba secca per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, dose massima 2 tazze al giorno, a cucchiai da tavola alla volta. In commercio si trova anche sotto forma di TM 20-40 gocce 2-3 volte al giorno con poca acqua, prima dei pasti.

Un eventuale effetto anticoagulante (ricerche in corso) la esclude nei pazienti con problemi di coagulazione del sangue. Altrettanto si sconsiglia l’uso con l’assunzione di sedativi, farmaci per il cuore e ipertensione arteriosa.

Si usa per: neurastenie, stati ansiosi e panico, insonnia, eretismo cardiaco – palpitazioni, cuore affaticato, ipertensione arteriosa, vampate della menopausa, stimola la muscolatura uterina ed è indicata per i ritardi del ciclo mestruale e tensione premestruale (specialmente se sono implicati fattori come shock o stress),

Si sconsiglia l’uso con sanguinamento abbondante.

Avvertenza: si sconsiglia l’uso in gravidanza.

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/corevin/

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Carciofo (Cynara scolymus)

ai diabetici.

Ha proprietà diuretiche, aperitive, digestive, toniche, eupeptiche, depurative del sangue, è un tonico epatico. Della pianta di usano le foglie.

Parti usate : Le foglie (non le brattee che si usano per l’alimentazione) e radici, sommità fiorite. Il carciofo è sempre stato legato, per il suo sapore amaro, alla funzionalità digestiva ed epatica.

Infatti è uno stimolante delle funzioni epatiche e biliari per la presenza di sigma-diferolo e di flavonoidi. I suoi componenti principali sono: flavonoidi, tra cui il cimaroside, responsabile dell’attività protettiva nei confronti del parenchima epatico, acidi fenolici i cui metabolici agiscono sui tessuti favorendo diuresi ed eliminazione di scorie, tannini, inulina uno zucchero facilmente bruciato dal nostro organismo e quindi utile ai diabetici.

Ha proprietà diuretiche, aperitive, digestive, toniche, eupeptiche, depurative del sangue, è un tonico epatico. Della pianta di usano le foglie. Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’insufficienza epatica, itterizia, cirrosi epatica, calcoli biliari, gotta, reumatismi, ipercolesterolemia e ritenzione idrica.

Principi attivi: tutte le parti contengono il lattone sesquiterpenico cinaropicrina (molto amaro), e inulina. Le foglie sono ricche di cinarina con proprietà epatoprotettive. Particolarmente efficaci sono le foglie. In commercio si trova anche in tintura madre (20-40 gocce, 2-3 volte al giorno).

Modalità d’uso: infuso di foglie 1 cucchiaio da minestra raso per una tazza d’acqua. Si raccomanda l’uso del carciofo nell’alimentazione per mantenere il fegato nelle migliori condizioni. Dosaggio titolato al 3,0% in acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico,

Metodo di determinazione: Farmacopea Italiana, corrispondono a 7 mg di principi attivi. pari ad una posologia di 28 mg/die d’acidi caffeilchinici).

Carciofo sollecita la produzione della bile, combatte il colesterolo alto (Benigni: l’azione del carciofo sul ricambio del colesterolo è certamente una delle più importanti, in relazione soprattutto alle applicazioni terapeutiche che ne possono derivare in quelle malattie che alcuni attribuiscono ad eccesso di colesterina, fra i quali sarebbe da annoverare la malattia aterosclerotica.

A distanza di 30 anni la teoria trova la sua conferma e la sua base in biochimica – indagine condotta dal Physiologisch-chemisches Institut dell’Università di Tubinga).

È: lassativa, pulisce il fegato, previene l’invecchiamento (aterosclerosi), elimina l’eccesso d’urea, si consiglia nei reumatismi e gotta, nel diabete (utilissimo nel diabete nell’anziano), ottimo alimento per diabetici, perché abbassa notevolmente i livelli dello zucchero nel sangue, epatosteatosi, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, gotta, reumatismi cronici, arteriosclerosi, tendenza ai calcoli urinari (renella).

Il carciofo potrebbe essere: utilizzato per il controllo del diabete non insulino dipendente e nei programmi di riduzione del peso corporeo.

L’azione sulla diuresi è stata notata quasi in maniera costante, confermato da studi clinici, con conseguente calo del tasso dell’azotemia. Il carciofo fa parte di molti integratori alimentari erboristici.

Quanto stimola la produzione della bile e la contrazione della cistifellea e delle vie biliari, dovrebbe essere utilizzato con molta cautela nei soggetti con calcolosi biliare.

EpaVin: http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/epavin/

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitomater-carciofo/

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Allergia, intolleranza da me, da chi, da cosa?

Questa è una fase di difesa, di aggressione, di vittimismo. Siamo reattivi nei confronti degli altri e il nostro primo riflesso, qualunque cosa accada, è una reazione di difesa forte e talvolta persino violenta. Siamo attivi e ben decisi a difenderci ad ogni costo da qualcosa che abbiamo etichettato con dei nomi; dermatite allergia da acari ecc.

Le allergie sono reazioni eccessive di difesa da parte dell’organismo nei confronti di un «agente» esterno, normalmente insignificante, senza particolari rischi, ma che viene percepito come un aggressore, un nemico.

Le polveri, polline, acari, profumi, frutta sono alcuni di questi avversari «immaginari», contro i quali l’organismo reagisce con violenza per distruggerli, sradicarli, evacuarli od espellerli. Ma realmente cosa ci disturba, infiamma, ci prude ecc..

Il raffreddori da fieno, riniti, eczemi, allergie cutanee, digestive o respiratorie ci parlano della nostra difficoltà a gestire il mondo esterno che viene percepito come pericoloso o aggressivo; quale valore intrinseco a ciò che stiamo deglutendo, respirando, toccando ?

Questa è una fase di difesa, di aggressione, di vittimismo. Siamo reattivi nei confronti degli altri e il nostro primo riflesso, qualunque cosa accada, è una reazione di difesa forte e talvolta persino violenta. Siamo attivi e ben decisi a difenderci ad ogni costo da qualcosa che abbiamo etichettato con dei nomi; dermatite allergia da acari ecc.

Ogni parte del corpo corrisponde in modo preciso ad una manifestazione di non consapevolezza.. che si stà drenando, in un allergia per esempio … non ho un allergia perchè mi si è infettato il sangue con delle istamine, ma ho in realtà un rifiuto forte verso qualcosa che mi circonda, e quindi cerco di buttare fuori tutto, liquidi , gas, solidi, sottoforma a volte di starnuti, come rifiuto diceva Hammer, come reazione che ho, manifestandolo nel mondo esterno.

Invece saturarmi con l’antistaminico, cerca di comprendere dentro di te, in quell’istante, e non in un altro momento, perché si è manifestato questa cosa; dal raffreddore allergico, ad una vescia nel piede, ad una malattia degenerativa, ad un schiacciamento di un dito.. non c’è malattia che non dipenda da te, tu sei il creatore della vita che hai scelto di vivere e fare l’esperienza, e tu ti sei ammalato, perché hai voluto fare l’esperienza della malattia e sei TE che devi guarire.

Che significato intrinseco di al cibo che introduco, alle cose che tocca la mia pelle o confine di me, quanto desidero isolarmi da me stesso riflesso negli altri?

(Ciani Francesco)

Rimedi Consigliati

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/psc-allergy-depurato/

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/psc-ribes-nigrum/

 

 

 

 

La gola e le sue manifestazioni

Queste malattie sono per estensione i segnali di una mancanza d’espressione di sé, di ciò che si è, delle proprie qualità o fragilità «cosa non riesco a far passare, a dire». L’ipertiroidismo (Yang) o l’ipotiroidismo (Yin), per esempio, costituiscono spesso il segno di un’impossibilità a dire o fare ciò che si vorrebbe.

Malattia espressione dell’AnimA

La gola è la parte anatomica nella quale passano i due «condotti» di alimentazione del corpo: l’esofago (nutrimento materiale) e la trachea (aria). È anche il luogo in cui si situano le corde vocali e le tonsille. Nella parte anteriore della gola, nell’incavo laringeo, si trova una ghiandola fondamentale che si chiama tiroide.

La gola è innanzitutto il luogo dove si inghiotte, o piuttosto si deglutisce ciò che è stato inghiottito, permettendogli di penetrare in noi.

Un sistema riflesso molto sofisticato ci consente di selezionare il tipo di alimento solido e l’aria, e di dirigerli verso il giusto ricettacolo, stomaco o polmone. Quando questo posto di scambio non funziona correttamente, ci soffochiamo oppure si verifica il fenomeno dell’aerofagia.

Insieme alle corde vocali, la gola è il vettore e il supporto dell’espressione orale. La loquacità, le parole o le grida dipendono da essa. È quindi, in definitiva, la porta o piuttosto la dogana che filtra e seleziona le entrate e le uscite. Quanto alla tiroide, essa è la ghiandola principale, se così si può dire, da cui dipende l’equilibrio della crescita e tutto il metabolismo umano, come pure lo sviluppo del nostro corpo fisico (crescita, peso). In energetica, la gola è la sede del Chakra detto «della gola».

Questo centro energetico è quello dell’espressione di Sè, del modo in cui ci rapportiamo al mondo esterno. Rappresenta la nostra capacità di riconoscere ed esprimere ciò che siamo e di accogliere ciò che può arricchirci in esperienze di Consapevolezza e farci crescere. Infine è la sede del potenziale espressivo della nostra creatività.

Le malattie della gola sono quelle relative all’espressione «cosa ho di traverso alla gola» oppure all’accettazione «cosa non riesco a mandar giù». Abbassamento di voce, angina, mandare giù di traverso, aerofagia sono i segni della nostra difficoltà ad esprimere ciò che pensiamo o sentiamo, sovente per il timore delle conseguenze derivanti da tale espressione. Allora preferiamo arrestare le cose «alla dogana».

Queste malattie sono per estensione i segnali di una mancanza d’espressione di sé, di ciò che si è, delle proprie qualità o fragilità «cosa non riesco a far passare, a dire». L’ipertiroidismo (Yang) o l’ipotiroidismo (Yin), per esempio, costituiscono spesso il segno di un’impossibilità a dire o fare ciò che si vorrebbe.

Nessuno può comprenderci, non disponiamo dei mezzi per far «passare» ciò in cui crediamo, abbiamo paura della non accettazione da parte dell’altro di ciò che vorremmo dire, abbiamo paura della forza e della violenza di ciò che potrebbe emergere.

Dietro questa non espressione vi è sempre una nozione di rischio, di pericolo, che ci fa arrestare, trattenere l’espressione. La forma Yang manifesta un desiderio malgrado tutto di rivincita, laddove la forma Yin esprime un abbandono di fronte all’impossibilità di esprimersi.

(Michel Odoul)

Rimedi Consigliati

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitomater-erisimo/

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