Basilico

Si consiglia per: affaticamento e insonnie nervose, spasmi gastrici, emicrania, meteorismo, mal di stomaco, coliche intestinali, indigestione con nausea, depressione, ansia, induce la lattazione. Tonico dei cortico –surrenali (che producono adrenalina e cortisolo),

Utile per la sua notevole azione antisettica intestinale unita alla proprietà di stimolo generale di tutto l’organismo e in particolare del sistema immunitario.
Tra i principi attivi troviamo linalolo, eugenolo, canfora e cineolo.
Parti usate: foglie e sommità fiorite, ricco di OE , flavonoidi.

Modalità d’uso: 2-3 cucchiaini da tè di foglie secche per una tazza di acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10-20 minuti, filtrare, dose massima 3 tazze al giorno.
Basilico si trova anche in TM (30-40 gocce tre volte al giorno) oppure per uso interno come OE (MicroDose) da rispettare il dosaggio. Basilico, come ingrediente trova posto in varie composizione con altre erbe in pastiglie e opercoli.
Basilico è sconsigliato: con epatopatie, in gravidanza e periodo d’allattamento.
Le foglie secche: polverizzate si consigliano come starnutatorio contro la perdita dell’odorato e della corizza cronica.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Si consiglia per: affaticamento e insonnie nervose, spasmi gastrici, emicrania, meteorismo, mal di stomaco, coliche intestinali, indigestione con nausea, depressione, ansia, induce la lattazione. Tonico dei cortico –surrenali (che producono adrenalina e cortisolo),
Grande aiuto per: il nervosismo causato da superlavoro e per il mal di testa che colpisce le persone che esagerano nello stile di vita. (Generalmente le persone con superattività delle cortico-surrenali sono inquiete, sempre indaffarate, insonni, robuste, nervose, colleriche).
Nelle dispepsie d’origine nervosa: che colpisce le persone che esagerano nello stile di vita, contro le afte e anche per diarrea acuta.
Come: Ipoglicemizzante, spasmolitico, analgesico, ipotensivo, febbrifugo, adattogeno, antinfiammatorio.
Abbassa il livello di zucchero nel sangue, medicamento utile per alcuni tipi di diabete. Le ricerche indiane hanno dimostrato la sua proprietà: di abbassare la pressione sanguigna, allevia il dolore e riduce la febbre.
In medicina ayurvedica è utilizzato per: abbassare la febbre (mescolato con pepe nero, zenzero e miele). Protegge il cuore, abbassa il colesterolo.
 

Hyaluronic total body

Aiuta a rallentare la degenerazione delle cartilagini e ne promuove la ricostruzione:
Contribuisce alla formazione del collagene per la normale funzione
– dei vasi sanguigni
– delle ossa
– delle cartilagini
– della pelle

Mega novità per la cartilagine articolare, quando subisce un progressiva degenerazione legata all’età o alle attività sportive.
L’Hyaluronic Total Body Joint,
aiuta nel ripristino e prevenzione di una corretta funzionalità di ossa e cartilagini.

Aiuta a rallentare la degenerazione delle cartilagini e ne promuove la ricostruzione:
Contribuisce alla formazione del collagene per la normale funzione
– dei vasi sanguigni
– delle ossa
– delle cartilagini
– della pelle
– Facilita il ricambio cellulare, normalizzante della funzione del sistema immunitario
– Aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo.
– Riduce stanchezza, affaticamento, dolore e infiammazione.
– Senza glutine
– Senza lattosio

Conf. da 30 compresse.
Una compressa al dì.

Artiglio del Diavolo

L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.

Arpagofito, (Harpagophytum procumbens)
Gli indigeni del Sudafrica conoscono la pianta da lungo tempo
utilizzandola contro malattie reumatiche ed in caso di disturbi gastro-intestinali; volgarmente chiamata Artiglio del diavolo per la sua forma.

Le principali sostanze contenute sono: arpagide, arpagoside, procumbide, una miscela di fitosterina, triterpene, flavonoidi, acidi grassi insaturi, acido di cannella ed acido clorogenico.
Si sono ottenuti grandi successi con l’arpagofito che è in grado di sciogliere le congestioni epatiche, di stimolare la cistifellea ed il pancreas.
L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.
Ha proprietà antireumatiche (combatte la formazione di acido urico) e depurative del sangue. Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’acne e la foruncolosi.
Risultati immagini per artiglio del diavolo
Parti usate : radice secondaria, ricco di glicosidi iridoidi, stachiosio, fitosteroli, flavonoidi, arpagochinone.
Generalmente si usa in pastiglie e opercoli, spesso associato al salice (aspirina naturale) e spirea.
Si consiglia l’uso di compresse gastroresistenti per un miglior assorbimento, con una posologia di 16 mg/die d’arpagoside). In dosi elevate può causare problemi gastrici, stimolando la secrezione dell’acido cloridrico- peptico.
Da non assumere in associazione con i cortisonici, con ulcera gastrica e in gravidanza. In commercio si trova anche sotto forma di TM ( 20-40 gocce tre volte al giorno in poca acqua).
Per trattamento del reumatismo cronico degenerativo e artrosi (cervicoartrosi, lomboartrosi, coxartrosi, gonartrosi).
Per il trattamento di: reumatismo cronico – artrite reumatoide, osteoartrosi, dolori articolari, stimolatore digestivo, in particolare della cistifellea.
Risultati immagini per artiglio del diavolo
Studi recenti hanno confermato la sua azione ipotensiva, abbinare ad oligoelementi (Mg+Cu+Zn+Mn). Non sono disponibili i testi per l’uso durante la gravidanza, pertanto si sconsiglia l’uso della droga durante il periodo di gestazione.
(Adverse effects of herbal drugs. De Smet PAGM. Keller K. Haensel R. Chandler RF (eds), Springer-Verlag Berlin, 1992, pag. 98-99) (Biological analysis of Harpagophytum procumbens D.C.
II. Pharmacological analysis of the effects of harpagoside, hapragide and harpagogenine on the isolated guinea-pig ileum.
Journal de Pharmacie de Belgique 1981:26:321-4) (Investigations of Harpagophytum procumbens (Devil’s Claw) in the treatment of experimental inflammation and artriitis in the rat. British journal of Pharmacology 1979; 66:140-141)
 
 
 
 

La trementina e la sua efficacia contro Candida, Batteri patogeni e Parassiti 

In alcuni casi si propone l’utilizzo della trementina come cura per il diabete e la diarrea, l’epilessia causata da commozione cerebrale (assunzione orale), contro il tifo, la cancrena secca, la sciatica, erisipela (assunzione orale e clisteri nonché applicazione esterna), ritenzione urinaria, nevralgie, idropisia, ernie strangolate, malattie mentali come il cosiddetto isterismo, leucorrea, emorragia uterina, alcuni casi di peritonite.

Asse Intestino – Cervello
Artrosi, gotta, reumatismo, e tanto tanto altro ….
L’articolo Cytokines inhibit the development of liver schizonts of the malaria parasite Plasmodium berghei in vivo descrive un esperimento sui roditori, e mostra che l’iniezione sottocutanea di olio di trementina prima dell’inoculazione di un parassita unicellulare (anche 24 ore prima) ne inibisce la proliferazione.
L’articolo attribuisce tale effetto protettivo ad una risposta del sistema immunitario mediata dalle citochine. Parto da questo esempio apparentemente di secondaria importanza per mostrare che la trementina, ben lungi dall’essere un potente veleno, può essere, in opportune piccole dosi una sostanza medicamentosa, di cui non solo si studiano le applicazioni in campo medico e veterinario, ma il cui utilizzo è noto e sperimentato sin dall’antichità. Persino il medico più famoso dell’antichità, Ippocrate, ne faceva uso.
Troviamo traccia di questo uso antico della trementina (un liquido che si ottiene dalla distillazione della resina delle conifere) nel libro La scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz (Edizioni Mediterranee) dove a pagina 325 si legge dell’antico uso della trementina come vermifugo, stimolante, antidoto per il tetano e per la peritonite puerperale (del libro si possono leggere alcuni stralci su google books).
Dell’antico uso della trementina riferisce anche l’articolo scientifico The essential oil of turpentine and its major volatile fraction (alpha- and beta-pinenes): a review (“L’olio essenziale di trementina e la sua più importante frazione volatile, alfa e beta pineni: una rassegna”) , il quale spiega nel dettaglio l’azione di questa sostanza naturale contro molti patogeni, portando come referenze molti altri articoli scientifici che ne corroborano le affermazioni.
Immagine correlata
Nell’articolo non viene però dettagliata nessuna procedura sul suo utilizzo terapeutico riguardo a modi, tempi, dosi, ed eventuale tossicità (la quale indubbiamente esiste superata una certa soglia.
Sul web troviamo diverse testimonianze dell’uso di quesa sostanza (estratta dalla resina del pino) non solo come agente contro candida e patogeni intestinali (e non), ma anche come antiparassitario.
Una testimonianza particolarmente rilevante è quella descritta dalla dottoressa Jennyfer Daniels nel suo libro (un e-book gratuito) The candida cleaner . La dottoressa Daniels ha subito una pesante repressione da parte delle autorità istituzionali per il fatto che invece di imbottire i propri pazienti di farmaci sintomatici si impegnava a curarli per davvero per mezzo di cambiamenti allo stile di vita e all’alimentazione stato pesantemente (decidete voi se questo ne fa un professionista più o meno attendibile, magari leggendo anche il suo libro di denuncia sul sistema sanitario moderno basato sulla somministrazione di farmaci si sintesi che alla lunga risultano persino mortali. Il libro si intitola The lethal dose (murder by medicine is no accident) ovvero “La dose letale (la morte a causa della medicina non è un incidente)” .
Il suo libro sulla trementina parte da una chiacchierata con un paziente la cui nonna utilizzava la trementina e quindi descrive la sua esperienza di utilizzo di questa sostanza (in opportune e piccole dosi) dapprima su se stessa e poi su alcuni pazienti disposti a sperimentare questo metodo di cura una volta molto diffuso tra le persone meno abbienti, specialmente tra le comunità afro-americane.
Immagine correlata
La dottoressa spiega che l’uso tradizionale è quello di inzuppare letteralmente una zolletta di zucchero nella trementina: lo zucchero rappresenta l’esca per la candida (ed altri patogeni e parassiti che di esso sono ghiotti) mentre la trementina rappresenta il veleno che sta dentro l’esca. Queste prime esperienze, l’hanno portata a dedurre che la dose massima per un adulto è di un cucchiaino da tè (per l’esattezza 5 ml) di trementina per inzuppare tre cubetti di zucchero (piccoli però, di un cm3), due volte alla settimana.
Se fosse vero sarebbe un incredibile miracolo, una medicina da prendere appena due volte a settimana, altro che protocolli complicati! Però la dottoressa afferma che per funzionare per bene la cura comprede anche tutta una serie di passaggi preliminari di modifica della dieta e di ottimizzazione delle funzionalità degli organi dedicati alla depurazione, giacchè (come abbimao già visto in precedenza) uccidere i patogeni significa spesso esporsi a delle pesanti reazione di disintossicazione e bisogna essere in grado di smaltire questo flusso di tossine.
In alternativa è forse ipotizzabile partire da dosi microscopiche espresse in gocce e piano piano aumentare non superando mai le dosi di due cucchiaini da tè a settimana (per un adulto); di pari passo ovviamente, in qualsiasi tentativo di riduzione della disbiosi intestinale, occorre integrare probiotici e/o cibi fermentati. Ovviamente la dottoressa Daniels, quando parla di trementina, intende puro olio di trementina di grado alimentare, e non una qualsiasi sostanza reperibile in ferramenta o sullo scaffale di un supermercato o in un colorificio (dove è facile trovare trementina mescolata con prodotti derivati dal petrolio).
Ci si riferisce quindi a trementina purissima di grado alimentare, o a trementina rettificata; la trementina rettificata è quella sottoposta a doppia distillazione, ed è anche quella utilizzata in ambito medico per applicazioni topiche. La migliora è che abbia la Cromatografia dei gas essendo un olio essenziale e la percentuale del chemitipo.
Risultati immagini per trementina pianta
Purtroppo, a differenza del biossido di cloro, per la trementina non è possibile dire che il suo utilizzo sia assolutamente sicuro, ma occorre anche qui non confondere tra effetto tossico (che si ha anche con un antibiotico o un analgesico preso a dosi maggiori di quelle terapeutiche) e reazione di Herxheimer (ovvero le tossine liberate dai patogeni uccisi dal rimedio). Sicuramente bere mezzo bicchiere di trementina può essere alquanto rischioso, come è rischioso inghiottire tutte in una volta le capsule di una confezione di farmaci; persino bere 5 litri di acqua in un giorno solo può costituire un grosso rischio per la salute. Ugualmente pericoloso è assumere un etto di sale in un giorno solo, quando un pizzico di sale non fa certo male (specie se è integrale).
In realtà spulciando diversi antichi libri di medicina si scopre che molte malattie citate in questo libro e correlate a disbiosi/parassitosi si curavano un tempo con l’olio di trementina pura (trementina rettificata) o con l’olio essenziale di trementina, sia per via orale che per via rettale (clisteri) e le dosi in alcuni casi sono persino maggiori di quelle più prudentemente enunciate dalla dottoressa Daniels.
Sicuramente bisogna stare attenti e prendere con le dovute cautele alcune informazioni che vengono da questi libri, scritti in un’epoca in cui non c’erano ancora gli studi in doppio cieco con gruppo di controllo, ed in cui (appunto per questo) si utilizzavano anche pseudo-rimedi inutili se non addirittura dannosi (vedi il ricorso al salasso o a rimedi a base del tossicissimo mercurio). Quello che conforta è proprio il fatto che nella grande maggioranza dei casi si tratta di testimonianze sulla cura di malattie che in questo stesso libro abbiamo visto essere legate alla condizione di disbiosi/parassitosi.
Immagine correlata
Il primo libro che passo in rassegna è Instituzioni di materia medica di Domenico Bruschi (con note del dottore Giovani Pozzi, Volume 2, Società Editrice, Milano 1837) nel quale troviamo i seguenti riferimenti alla trementina.
A pagina 113 si discute dall’associazione di un olio animale (olio di DIppel) all’olio di trementina, come mezzo antielmintico (contro i vermi parassiti); questa mistura al 75% di trementina viene indicata dal dottor Chabert come valida anche per espellere le tenie, assumendone un cucchiaio da caffè al giorno ed aumentando pian piano la dose.
A pagina 254 si afferma che la trementina, al pari di altre sostanze, ha una sorta di “affinità elettiva” per i reni, ed ha effetto diuretico.
A pagg 293-309 troviamo un lungo capitolo (circa 15 pagine) sugli usi medici della trementina. Secondo l’autore la trementina in generale è stimolante, ed eccita a maggiore attività gli organi secernenti; egli riporta il fatto che gli antichi medici conoscevano già la trementina come rimedio antisettico,
e non dubitarono perciò di usare la trementina nella cura di quelle malattie, che eglino riferivano alla classe dei morbi originati da stato di setticismo negli umori.
Risultati immagini per larice pianta
Della trementina si afferma la validità terapeutica per le affezioni dei reni, suppurazione dei reni, piaga e catarro della vescica, di gonorrea acuta o cronica. Si segnalano le testimonianze nella letteratura medica antecedente di casi cachessia cronica e di amenorrea curati con la trementina. Si segnalano altri successi ottenuti nei confronti di malattie cutanee, nel reumatismo acuto e cronico, nell’artrite e nella gotta,
Uno dei metodi di somministrazione della trementina (egli considera specificamente quella di Venezia, ottenuta dalla distillazione della resina del Larice), anzi quello che l’autore considera il migliore, consiste nel formare con questa sostanza dei boli, riunendola a sufficiente quantità di zucchero polverizzato, di amido, di polvere di liquirizia e di gomma arabica. Altro metodo consiste nello sciogliere la trementina nel tuorlo d’uovo. Le dosi indicate sono fino a 2 grammi, per due o tre volte al giorno.
Notevole quanto riferito dei clisteri con la trementina, laddove va ricordato che un’oncia corrisponde a circa 30 grammi.
Siccome contro alcune malattie intestinali si sono lodati da qualche medico scrittore i clisteri colla trementina; cosi ci piace indicare che la dose di questa sostanza da impiegarsi per ogni clistere può essere da mezz’oncia ad un’oncia.
(…) E infine d’avvertirsi che alcuni clinici si sono utilmente serviti della iniezione di clisteri preparati coll’olio di trementina, tanto nei casi di verminazione, quanto ancora nella cura di certe speciali malattie del tubo intestinale.
Risultati immagini per larice pianta
L’autore quindi inizia a discutere dell’olio di trementina che si ottiene dalla distillazione della trementina stessa, il quale, oltre ad azione diuretica, ha una forte azione antiparassitaria, e che secondo alcuni medici dell’epoca è considerato il rimedio d’elezione contro i vermi parassiti, più forte anche del decotto di radici di melograno. Egli riporta che il dottor Pommer utilizza contro le tenie da due a quattro once al giorno di olio di trementina suddivise in 4 somministrazioni ad intervalli regolari nel corso della giornata.
Detto questo alcuni amici che hanno sperimentato la trementina non sono riusciti ad andare oltre i 10 ml in una volta sola, dose che ha procurato qualche fastidio di un certo rilievo, come problemi emorroidari. Un altro medico inglese citato nel libro consiglia l’assunzione di un’oncia di olio di trementina la mattina a digiuno, ripetendo la somministrazione per 3/4 giorni, utilizzando una mistura di olio di trementina e olio di ricino nei soggetti più sensibili ad irritazione intestinale (l’olio di ricino essendo un purgante, rallenta il tempo in cui la trementina resta nel corpo del paziente).
Di seguito nel libro si passa a trattare di affezioni dei nervi curabili con la trementina, ovvero certi casi di paralisi, di epilessia (che quanto meno migliorano in seguito alla somministrazione di trementina), di ogni sorta di nevralgia, e persino di un caso di idiotismo (è presumibile che l’idiotismo fosse in realtà il risultato di disbiosi e parassitosi, risolto per l’appunto dall’azione della trementina contro la candida, i batteri patogeni ed i parassiti).
Risultati immagini per intestino pARASSITI
Dopo avere discusso dei problemi che pone l’uso della trementina in pazienti con irritazione dell’intestino, che rischiano seri effetti collaterali se prima non si risolvono per altro mezzo questi problemi, l’autore menziona 12 casi di guarigione dalla febbre gialla per mezzo dell’olio di trementina.
Viene quindi menzionato l’uso delle frizioni con olio di trementina lungo la colonna vertebrale contro dolori reumatici, artritici e gottosi, per risolvere le ecchimosi e trattare alcune specie di tumori.
A pag 304 leggiamo persino della guarigione dal tetano per mezzo dell’olio di trementina!
Il dott. Hutehin son riferisce un’ osservazione dalla quale risulta, che l’olio di trementina ha giovato in un caso di tetano; la quale malattia fu inutilmente trattata in prima col salasso, coll’oppio, e con altri decantati rimedii antispasmodici: il medico inglese ha in questa circostanza amministrato il rimedio alla dose di mezz’oncia, mescolato ad una decozione di orzo in ogni due ore. Il dott. Toms animato dall’ esito felice avuto da Hutchînson nella cura del tetano, mediante l’olio di trementina, usò questo stesso rimedio in una giovane tetanica, nella quale si ebbe in breve spazio di tempo un simile avventurato risultamento:
nella giovane di Toms il tetano tornò a svilupparsi, per particolari cagioni, ben altre quattro volte,e sempre fu dissipato prontamente collo stesso rimedio.
A pagina 308 viene poi descritto un metodo per eliminare dall’olio di trementina il pessimo sapore, lasciando intatto il principio medicamentoso:
Immagine correlata
Il dott. Nimmo di Glascow ha immaginato un particolare processo farmaceutico per avere l’olio di trementina cosi depurato: egli propone di mescolare a questa sostanza un’ottava parte di alcool purissimo, di agitare il miscuglio, di lasciarlo in riposo per alcun tempo, e quindi di decantare diligentemente il liquido alcoolico che sopranuota:
ripetendo questa operazione per quattro o cinque volte, ed usando sempre la stessa quantità di alcool, assicura il farmacista di Glascow, che l’olio di trementina del commercio perde, con tal mezzo di depurazione, quasi ogni sua sensibile qualità, e che si può far prendere a larga dose agl’infermi senza che essi ne risentano alcun incomodo, e senza che si diminuisca l’ attività del rimedio.
A Pag 308 troviamo anche l’interessante parere di un altro medico britannico
Il dott. Money, che abbiamo già altre volte nominato in questo articolo, sostiene a tutta possa, che l’olio di trementina deve prescriversi a dose forte, ed asserisce di aver egli osservato che le piccole dosi di questo medicamento danno luogo allo sviluppo di sintomi gravi, i quali non si veggono giammai avvenire in seguito all’uso delle grandi dosi, e ciò perché amministrato a piccole dosi si trattiene esso troppo lungo tempo nell’interno delle vie digerenti, il che non accade allorquando il rimedio siasi fatto prendere in larga copia.
Risultati immagini per intestino pARASSITI
Queste parole vengono riportate sia per dovere di cronaca, sia per mostrare che uno dei problemi più importanti riguardo alla trementina è proprio quello del dosaggio e del protocollo di utilizzo. Probabilmente il suggerimento più sensato è quello di iniziare con poche gocce ed aumentare molto lentamente per verificare se e quando compaiono reazioni di Herxheimer, o altri effetti collaterali.
Per quanto riguarda l’assunzione, come abbiamo visto lo si utilizzava da solo, mescolato allo zucchero, all’olio di ricino, a grasso animale, mescolato al miele, ed anche associato a un po’ di amaro (come il famoso amaro svedese, che pare ne potenzi l’efficacia).
Un altro libro che parla diffusamente della trementina è il Dizionario Compendiato di terapeutica di Lad. A. Szerlecki di Varsavia (Minerva Sebezia editore, Napoli 1842).
Si parla di trementina utilizzata per problemi mestruali, per combattere la blenorragia (infezione a trasmissione sessuale), per curare i calcoli biliari, i calcoli delle vie urinarie, il catarro vescicale, la cefalea (sia clisteri che assunzione orale), il colera (frizioni di trementina – uso esterno – e assunzione orale -10 30 gocce 3-4 volte al giorno nei bambini) , contro l’infestazione da tenia (varie dosi nel giro di 12 ore fino ad evacuazione della tenia a pezzetti), corea.
In alcuni casi si propone l’utilizzo della trementina come cura per il diabete e la diarrea, l’epilessia causata da commozione cerebrale (assunzione orale), contro il tifo, la cancrena secca, la sciatica, erisipela (assunzione orale e clisteri nonché applicazione esterna), ritenzione urinaria, nevralgie, idropisia, ernie strangolate, malattie mentali come il cosiddetto isterismo, leucorrea, emorragia uterina, alcuni casi di peritonite. Si discute anche dell’uso esterno della trementina come antispasmodico, come rimedio per la debolezza muscolare (frizioni lungo la colonna vertebrale), frizioni nella zona dei reni per potenziarne l’attività, linimento per l’artrite, spugnature per l’idrocefalia, applicazione locale per l’indurimento del tessuto cellulare del neonato e per la paralisi, balsamo di trementina per le ulcere degli estremi inferiori.
Immagine correlata
Altri utilizzi sono per il mal di denti (canfora e trementina, non è chiaro che tipo di uso, ma suppongo locale), iridite (assunzione orale e vapori), oftalmia (vapori e un goccio spalmata sul bordo della palpebra), reumatismi (assunzione orale e frizioni locali), scabbia (unguento alla trementina).
Interessante anche una testimonianza sulla cura delle malattie infettive
Il dottor Delony adoperava con vantaggio l’olio di trementina alla dose di 10–60 gocce con 1–3 cucchiaiate di olio di ricino) durante un’epidemia di scarlattina maligna, nei casi in cui la eruzione avveniva difficilmente. ( Boston Journ., t. x, p. 95)
Il dottor Cheyne faceva distillare per parecchie volte l’olio di trementina con parti eguali di alcool, e lo somministrava 3 volte al giorno. Inoltre faceva dei cataplasmi coll’aggiunta della farina di semi di lino, da applicare in caso di nevralgia
nel primo giorno dalla tuberosità dell’osso ischio fino alla metà della coscia, per 6 ore; nel secondo giorno si ricovre il secondo terzo seguente della coscia, e nel terzo, il terzo inferiore.
Questo pratico pensava che così amministrata, l’essenza serbava tutte le proprietà antinevralgiche ed era esente dai suoi inconvenienti.
Sull’uso locale per le ustioni ecco due citazioni dal succitato libro
Quando vi ha formazione di vescichette, il sig. D. fa uso dell’olio caldo di trementina, badando che questo non venga in contatto colla pelle sana;
VERGARI fece disparire una scottatura di primo grado per mezzo delle unzioni di vernice composta di alcoole di trementina e di sandaracca. In meno di un quarto d’ora il gonfiore ed il dolore erano scomparsi. (Osservatore medico, Gennaio, 1810).
Continuando la lettura si trovano indicazioni della trementina per la cura del singhiozzo, la stitichezza (clistere con 30 grammi di olio di trementina), indurimento del testicolo (spesso causato dalla blenorragia, si parla in questo caso di assunzione orale), tic dolorosi alla faccia, tigna (pomata con la trementina), malattie croncihe delle articolazioni e tumori indolenti (frizioni con un linimento a base di trementina), le ulcere profonde (balsamo a base di trementina)
Contro il tetano si riferisce di successi ottenuti sia con l’assunzione orale che con i clisteri; in alcuni casi con trementina mescolata ad olio di ricino
Contro la tenia c’è chi prescrive assunzione orale di due dosi di trementina e se il verme non è ancora uscito, la sera un clistere con addirittura 90 grammi (tre once di trementina)
Immagine correlata
Un altro medico consiglia due once di trementina a digiuno, e dopo un poco una terza che agisce come purgante.
Contro i vermi parassiti viene riportata la procedura di un certo Alexander
Dopo aver amministrato alcuni leggieri lassativi, adopera ordinariamente l’essenza di trementina che alcune volte mescola all’olio di ricino. Egli continua ordinariamente questa cura per una quindicina di giorni, avendo cura di unirvi verso la fine alcune bevande amare, e l’uso delle polveri di carbonato di ferro, di china, e di rabarbaro. (The Lond. med. Gaz., 1833, nov.)
Altro uso della trementina è quello dei vapori contro la tubercolosi e la tosse convulsiva :
Dopo aver ben umettato il petto o la gola colla trementina, copre la parte con un pezzo di flanella per impedire l’accesso dell’ aria e nel tempo stesso per aumentare la irritazione alla superficie. Quando si crede necessario accrescere la proprietà antispasmodica , vi si aggiunge un poco di canfora o di laudano. Raramente bisogna ripetere queste applicazioni più di una o due volte al giorno, a meno che i sintomi fossero gravissimi.
Tra le tante citazioni raccolte in questo libro sono riporto ancora una relativa all’espulsione dei calcoli biliari
Olio Essenziale: https://www.aroma-zone.com/info/fiche-technique/huile-essentielle-terebenthine-bio-aroma-zone
RINNA DE SARENBACH amministrò in un caso con successo le pillole composte di trementina, di sapone, di un poco di rabarbaro, e di polvere di cicuta acquatica (Phelandr. aq.); egli inoltre dava l’acqua di lauro ceraso collo sciroppo di rabarbaro, ed a capo di 8 dì, già uscirono, nelle evacuazioni ventrali, dei calcoli della dimensione di 1 pollice e mezzo lunghi, e larghi un pollice. Durante l’accesso, il signor R. DE S. sollevava l’infermo colle bevande acidolate, coi fomenti sulla regione epigastrica, e soprattutto coll’unguento composto di estratto di belladonna, 3j; e di sugna, 3ij. (R. de S. Repert. der vorz. Operat. meth. KURARTEN, ec. Wien, 1835)
926 Pubblicato su Medical Hypotheses. 2006;67(5):1136-41, autore Eby G A; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16797866.
27 Pubblicato su International Journal of Preventive Medicine. 2012 Nov; 3(11): 791–797, autori Alaleh Gheissari, Amin Ziaee et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3506091/.
928 Pubblicato su Critical Care Medicine 1992 Feb;20(2):263-75, autori Harkema J M, Chaudry I H; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1737460.
929 Pubblicato su European Journal of Immunology 1992 Sep;22(9):2271-5, autori Vreden S G, van den Broek M F, Oettinger M C, Verhave J P, Meuwissen J H, Sauerwein R W; abstract suhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1516619, articolo complete suhttp://www.researchgate.net/…/41669083_The_essential_oil_of….
930 Pubblicato su Internal Journal of Occupational Medicine and Environmental Health. 2009;22(4):331-42, autori Mercier B, Prost J, Prost M;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20197260.
931 http://candidacleaner.s3.amazonaws.com/The_Candida_Cleaner.….
932 http://www.amazon.com/Lethal-Dose-Murder-Medi…/…/B00DR6JPNW….
933 Questo libro, come il successivo che viene citato, assieme a decine di altri, si può consultare e/o scaricare liberamente da google libri..

Il Succo di Barbabietola

Per i disturbi mestruali il succo di barbabietola si è rivelato molto utile, in particolar modo quando, durante il ciclo, viene utilizzato in piccole quantità, non più di un calice da vino alla volta (dai 60 ai 90 ml) due o tre volte al giorno.

Questo è uno dei succhi più validi per aiutare la ricostruzione dei globuli rossi e tonificare il sangue in genere. Soprattutto le donne ne traggono benefici bevendone almeno ½ l al giorno, combinandolo con succo di carota.
La proporzione può variare da 88 a 236 ml di succo di barbabietola, utilizzando radici e sommità, in 470 ml di succo miscelato, tra carota e barbabietola. Se assunto da solo, il succo di barbabietola, in quantità maggiori di un calice da vino e tutto in una volta, può avere effetti depurativi e provocare vertigini e nausea.
Si tratta della reazione all’effetto purificante sul fegato e potrebbe anche risultare spiacevole. L’esperienza insegna che è meglio assumere un po’ meno succo di barbabietola e più succo di carota all’inizio fino a che non si riesce a tollerare l’effetto depurativo – poi si possono aumentare le proporzioni di succo di barbabietola gradualmente. Un bicchiere con 170-240 ml di succo due volte al giorno è solitamente considerato sufficiente.
Per i disturbi mestruali il succo di barbabietola si è rivelato molto utile, in particolar modo quando, durante il ciclo, viene utilizzato in piccole quantità, non più di un calice da vino alla volta (dai 60 ai 90 ml) due o tre volte al giorno.
L'immagine può contenere: cibo
Durante la menopausa questa procedura si è dimostrata utile e in maniera molto più definitiva rispetto ai farmaci o agli ormoni sintetici che portano con sé effetti degenerativi. È infatti noto come qualsiasi farmaco o sostanza chimica sintetica e inorganica non possa che avere un effetto temporaneo nell’alleviare i sintomi;
chi assume tali farmaci od ormoni sintetici rischia poi di stare male nel momento in cui il corpo e la natura stessa uniranno i loro sforzi per eliminare queste sostanze inorganiche dal corpo. Ogni farmaco che promette di alleviare o curare in maniera definitiva qualsiasi condizione patologica del corpo, non potrà che causare, più in là nel tempo, altri problemi, forse addirittura più gravi.
Ad avere problemi nel lungo periodo sarà chi assume i farmaci, non chi li pubblicizza o li prescrive. Detto questo, voglio aggiungere che la natura ci ha messo a disposizione i mezzi necessari per ottenere salute, energia, vigore e vitalità.
Ci ha anche fornito, a livelli più o meno elevati, l’intelligenza con la quale possiamo portare avanti la nostra ricerca della conoscenza. Se noi usiamo la nostra intelligenza, la natura ci sorride.
Risultati immagini per estratto di barbabietola
Se non la usiamo, la natura resterà a guardare con infinita pazienza e compassione chiedendosi perché mai ciò che lei stessa ha creato debba buttarsi via così malamente. Malgrado il contenuto di ferro della barbabietola rossa non sia elevato, qualità degli elementi contenuti nella barbabietola è riferita al fatto che per oltre il 50% è costituita da sodio, mentre il contenuto di calcio è pari a circa il 5%.
Si tratta di un’ottima proporzione per mantenere la solubilità del calcio soprattutto quando, in conseguenza del consumo di cibo cotto, il calcio inorganico tende ad accumularsi nell’organismo e a formare depositi all’interno dei vasi sanguigni che provocano l’indurimento delle pareti come nel caso delle vene varicose, delle arterie sclerotizzate, dell’addensamento del sangue che poi portano ad aumento della pressione sanguigna e ad altre forme di disturbi cardiaci.
Il contenuto di potassio, pari al 20%, fornisce il nutrimento generale utile a tutte le funzioni fisiologiche del corpo, mentre l’8% di cloro ha un ottimo effetto depurativo per il fegato, i reni e la cistifellea e stimola l’attività del sistema linfatico.
La miscela di succo di carota e barbabietola fornisce una buona percentuale di fosforo e zolfo da una parte e di potassio e altri elementi alcalini dall’altra, che, insieme all’elevato contenuto di vitamina A, completano quello che è probabilmente il mix migliore per la formazione delle cellule del sangue e in particolar modo dei globuli rossi.
I Succhi di Carota, Barbabietola e Cocco
Risultati immagini per estratto di barbabietola e cocco
Aggiungendo un po’ di latte di cocco estratto dalla polpa fresca al succo di carota e barbabietola, si ottiene un alimento che, oltre alle proprietà di ricostituzione dell’organismo, esplica anche altre funzioni, come la depurazione dei reni e della cistifellea. Se preparata in modo corretto, questa miscela contiene elementi alcalini quali potassio, sodio, calcio, magnesio e ferro in abbondanza e altri elementi quali fosforo, zolfo, silicio e cloro in elevate ed equilibrate proporzioni.
Dottor Norman W. Walker

Succo di Asparago

Questo succo è indicato in caso di disfunzioni renali e in generale per affrontare problemi ghiandolari. È utile nel diabete e nell’anemia quando utilizzato insieme a succhi più specificatamente indicati per tali condizioni.

L’asparago contiene un alcaloide conosciuto come asparagina in quantità relativamente elevate (gli alcaloidi si trovano nelle piante vive; contengono il principio attivo vitale della pianta senza il quale non potrebbe crescere né vivere).
È costituito da carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno. Quando l’asparago viene cotto o inscatolato, il valore di questo alcaloide si perde, poiché l’idrogeno e l’ossigeno vengono dissipati e i Sali naturali formati dalla sua combinazione con gli altri elementi sono anch’essi virtualmente perduti o distrutti.

Sotto forma di succo l’asparago viene utilizzato con grande efficacia come diuretico, in particolare quando è combinato con il succo di carota, poiché potrebbe risultare fin troppo forte nella reazione che scatena sui reni se assunto da solo. Questo succo è indicato in caso di disfunzioni renali e in generale per affrontare problemi ghiandolari. È utile nel diabete e nell’anemia quando utilizzato insieme a succhi più specificatamente indicati per tali condizioni.
L'immagine può contenere: bevanda e cibo
Poiché riesce a rompere i cristalli di acido ossalico presenti nei reni e nel sistema muscolare, fa bene in caso di reumatismi, neuriti ecc. I reumatismi sono il prodotto finale della digestione della carne e dei prodotti a base di carne, che generano un’eccessiva quantità di urea se consumati con verdure.
L’organismo umano non riesce a digerire e assimilare completamente i cosiddetti “carboidrati”, come appunto farine adulterate, raffinate ecc, o una dieta sbilanciata di carne in eccesso.
quindi mangiarne troppi provoca un infiammazione al Microbioma intestinale, acidi urici,alcol (acetone) e alla sua microflora eubiotica.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
L’uso continuo sovraccarica i reni polmone (muco) e gli altri organi deputati all’escrezione, portandoli a un punto in cui sempre meno tossine vengono eliminate. Il risultato è il dolore noto come reumatismo. Questa condizione è anche una delle principali cause di problemi alla prostata, per i quali è utile questa combinazione di succhi, con aggiunta di succhi di carota, barbabietola e cetriolo.
Dottor Norman W. Walker

Artemisia (Artemisia vulgaris)

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.

Parti usate: sommità fiorite, radici, foglie.
Ricca d’olio volatile, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi, derivati cuminarici e triterpeni.

Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.
Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.
Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.
Modalità d’uso: sommità fiorite un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 15 minuti, filtrare, dose: tre tazze al giorno tra i pasti.
Radice: 50 g di radice polverizzata in 50 g di miele, quattro cucchiai da caffè al giorno.
Per preparare il vino d’artemisia, fare macerare 60 g di pianta in un litro di vino rosso. (per amenorrea delle clorotiche), mezzo bicchiere prima dei pasti principali.
Il cataplasma: foglie e sommità fiorite sul basse ventre (scaldate a vapore) accelera il flusso e facilita l’espulsione dei grumi con le mestruazioni dolorose.
Infuso, in parti uguali artemisia e borsa del pastore, mischiare, calma le mestruazioni dolorose ed abbondanti. (Un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, tre tazze al giorno). Rispettare il dosaggio consigliato, in dosaggi elevati può causare intossicazioni, insonnia, incubi notturni, convulsioni, vomito.
Controindicazioni: stati ipocloridrici, allergie alla pianta, da non assumere durante la gravidanza.
Risultati immagini per Artemisia vulgaris
Proprietà: favorisce le regole “il ciclo mestruale”, calma i dolori mestruali, per vertigini e lipotimia, epilessia, dispepsia atonica, astenie, (neuroastenia), è utilizzata nel trattamento della colite, diarree, dispepsie e cattivo assorbimento degli alimenti.
Come calmante: calma i dolori ed i crampi intestinali.
Combatte la pigrizia del fegato e della vescica biliare, aumenta il flusso biliare, aiuta ad assimilare ed utilizzare gli alimenti, vermifugo per ascaridi, ossiuri, tenia (in dosaggio elevato 10-20 gocce ogni 2 ore per uso orale, inoltre 3-4 gocce sull’ombelico e pancia 2-3 volte al giorno).
Considerata come stimolante uterino, si consiglia per prevenzione dell’aborto e per ridurre o arrestare il sanguinamento mestruale.
Previene il mal d’auto, mal di mare e d’aria, così come Menta e Limone. Trova il suo utilizzo anche nella depressione e tristezza.
Aumenta le autodifese e la prevenzione delle malattie, agisce in sinergismo con i rimedi antitumorali.
Disponibile sottoforma di OE, MicroDosi, anche sottoforma di capsule, di TM 30-40 gocce al giorno, 30 minuti prima del pasto con poca acqua o infuso di menta.

Trifoglio rosso & Clorofilla

Il trifoglio ha anche un effetto energizzante, quindi è formidabile per chi si sente esausto, spossato o esaurito. Puoi anche prepararti un centrifugato di frutta, verdura e supercibi in polvere, ma è probabile che non ti dia lo stesso apporto ricostituente di una semplice tisana di trifoglio.

Non sono soltanto le cose rare e difficili da reperire ad avere un valore, il fatto stesso che alcune risorse – la luce del sole, l’aria – siano facilmente accessibili le rende dei miracoli di per sé.
Uno di questi miracoli è il trifoglio rosso, considerato una semplice erba infestante quando invece dovrebbe essere venerato come un re. Oltre alla generosità di spirito, il trifoglio ha un’energia empatica: s’interessa davvero della persona che lo consuma.
Il trifoglio rosso è l’erba più potente per supportare e depurare il sistema linfatico e può essere efficace nella cura di ogni genere di cancro.
Quest’erba selvatica così generosa – puoi usare sia i fiori sia le foglie – è diuretica ed è ottima per ricostituire il sangue in caso di malattie ematiche, compresa la leucemia e il mieloma multiplo, o anche un’intossicazione del sangue dovuta al malfunzionamento del pancreas o del fegato.
L'immagine può contenere: fiore, pianta e natura
Il trifoglio racchiude una quantità esorbitante di sostanze nutritive e alcaloidi che combattono le malattie: ce ne sono più in un trifoglio che in un intero scaffale di integratori multivitaminici. Se pensi di avere o ti è stato riscontrato un deficit nutrizionale, bevi tre tazze al giorno di tisana di trifoglio: è la risorsa suprema per rifornire l’organismo di minerali e provvedere a specifiche carenze di molibdeno, manganese, selenio, ferro, magnesio, vitamina A, vitamine del gruppo B, cofattori delle vitamine (fitonutrienti che la ricerca medica non ha ancora intercettato) e molto altro.
In più, gli alcaloidi del trifoglio lavorano insieme agli aminoacidi per scomporre e ridurre i grassi superflui accumulati e farli defluire dal corpo, per cui il trifoglio è uno dei rimedi più efficaci per la perdita di peso.
Il trifoglio ha anche un effetto energizzante, quindi è formidabile per chi si sente esausto, spossato o esaurito. Puoi anche prepararti un centrifugato di frutta, verdura e supercibi in polvere, ma è probabile che non ti dia lo stesso apporto ricostituente di una semplice tisana di trifoglio. Tutte queste proprietà, unite alla capacità di ripulire il corpo da metalli tossici e pesticidi come il DDT, rendono il trifoglio un’erba fondamentale per la sopravvivenza in questo secolo.
MALATTIE
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il trifoglio rosso nella tua vita.
Malattie ematiche, malattia linfoproliferativa della linea B, leucemia, intossicazione del sangue, epatite A, B, C e D, cancri ematici come il mieloma multiplo, anemia (compresa l’anemia falciforme), malattie al fegato,
affaticamento surrenale, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, allergie, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, acne, herpes simplex 1 (HSV- 1), herpes simplex 2 (HSV-2), infertilità, herpes zoster, attacco ischemico transitorio, problemi alle ghiandole salivari, celiachia, eczema, psoriasi, malattia di Lyme.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il trifoglio rosso nella tua vita.
Pressione alta, fegato stagnante e/o pigro, diarrea cronica, incontinenza fecale, costipazione, squilibri ormonali, milza ingrossata, sindrome premestruale, sintomi della menopausa, allergie alimentari, orticaria, eruzioni cutanee, squilibri glicemici, malinconia, linfonodi ingrossati, problemi circolatori, sensibilità e reazioni all’istamina, pelle secca, sangue nelle urine, calcificazioni, sensibilità alle sostanze chimiche, micosi, sfaldamento delle unghie, ecchimosi, mal di testa, insufficienza digestiva, accumulo di peso, voglia di dolci.
SUPPORTO EMOTIVO
Risultati immagini per clorofilla trifoglio rossoIl trifoglio rosso offre un prezioso aiuto a chi vive nel passato a proprio svantaggio. Se senti che cerchi di rivivere i tempi andati perché hai nostalgia del senso di appagamento e felicità che provavi allora, chiedi aiuto al trifoglio rosso: quest’erba porta quelle emozioni nel presente, in modo che tu possa provare gioia e soddisfazione nella vita attuale.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Anche se il trifoglio viene usato nella rotazione delle colture agricole, spesso lo vediamo spuntare nei prati e nei giardini ritenendolo un’erba infestante. Il trifoglio può crescere quasi ovunque e non gl’importa di essere calpestato, per quanto meriterebbe di essere considerato un re.
Sa perdonare e cresce vigoroso, con grande tenacia: puoi falciarlo, pestarlo, abbatterlo, ma lui ritorna di continuo, offrendo speranza e abbondanza. C’è stato un momento nella tua vita in cui sei stato abbattuto dalle avversità e ciononostante hai ancora molto da offrire? Il trifoglio rosso t’insegna a tenere duro e ad andare avanti.
SUGGERIMENTI
Quando hai bisogno di depurarti, bevi una tisana di trifoglio la sera.
Le proprietà terapeutiche e depurative dell’erba lavorano nel corso della notte per scovare e asportare le tossine presenti nell’organismo, consentendo al fegato di elaborarle alle prime ore del mattino.
Il trifoglio rosso di solito sboccia in gruppo, generando da cinque a venti fiori alla volta.
Per ricavare i massimi benefici dalle proprietà del trifoglio, sintonizzati con il suo ritmo naturale e bevi una tazza di tisana al giorno per un periodo che va dai cinque ai venti giorni.
(Se superi i venti giorni non c’è nulla di male: è come se iniziasse la fioritura di un nuovo gruppo.)
TISANA DI TRIFOGLIO E CAMOMILLA
Risultati immagini per tisana trifoglio
Per quattro tazze
Se al risveglio vuoi iniziare bene la giornata, bevi una tazza di questa tisana al mattino. Vedrai che il nuovo giorno ti sembrerà radioso e ricco di promesse.
2 cucchiai di boccioli di trifoglio rosso
1 cucchiaio di fiori di camomilla
¼ di cucchiaino di fiori di lavanda
Mescola tutti gli ingredienti in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza. Lascia in infusione per almeno cinque minuti.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato
 
 
 

Baccello di Fagiolo

i consiglia nel: trattamento del diabete e nelle cure dimagranti per la sua attività diuretica, nei soggetti con sovrappeso o francamente obesi.

Azione diuretica, attività ipoglicemizzante ed inibente dell’assorbimento dei carboidrati a livello intestinale.
Utile per: la ritenzione idrosalina e sovrappeso e dei liquidi, in condizioni d’iperglicemia, in grado di ridurre il tasso glicemico ed è utilizzato anche nel trattamento del diabete non insulino dipendente. L’integrazione di baccello di fagiolo.

Si consiglia nel: trattamento del diabete e nelle cure dimagranti per la sua attività diuretica, nei soggetti con sovrappeso o francamente obesi.Risultati immagini per baccello fagiolo
L’uso prolungato può dare luogo ad occasionali episodi di nausea, gastralgie ed alterazioni dell’alvo.
Non sono noti effetti collaterali alle dosi consigliate, non sono disponibili dati dalla letteratura per l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.
(Djordjevic, Dimitrijevic, Maksimovic, Vucetic, Diabetes Center, Institute for Endocrinology, Belgrade, Yugoslavia. Application of organic bound chrome in disturbed glygoregulation therapy. Transplant Proc, 1995;27:333-334) (Capasso F. Grandolini G. Fitoterapia: impiego razionale delle droghe vegetali, Springer Verlag, 1906, pag. 314-315).

Tarassaco

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.
Problemi circolatori, ritenzione idrica, linfonodi ingrossati, accumulo di peso, orticaria, fegato pigro e/o stagnante, distensione e/o crampi addominali, reflusso gastrico, intossicazione del sangue, congestione, costipazione, cisti epatiche, digestione difficile, disfunzioni del fegato, milza ingrossata, eccesso di muco, pre-steatosi epatica, pressione alta, appendicite, infiammazione alla cistifellea, allo stomaco, all’intestino tenue e/o al colon, reazioni all’istamina, insufficienza digestiva.

Il tarassaco fiorisce in primavera, quando il nostro corpo aspetta le pulizie di stagione. Il tratto saliente del tarassaco è il gusto amaro, ed è proprio da questa caratteristica che derivano le sue proprietà ricostituenti; quell’essenza amarognola è una medicina derivata dagli acidi e dagli alcaloidi curativi della pianta.
Il tarassaco risveglia dal letargo, fa pompare il sangue e aiuta gli organi a ripulirsi da radiazioni, metalli pesanti, DDT e altre tossine. Ciò che lo rende unico è che si può utilizzare ogni parte della pianta: le radici, le foglie, il fiore e persino il gambo. Ogni elemento ha un diverso grado di amarezza e questa diversificazione corrisponde ai diversi gradi di pulizia di cui le varie aree del corpo necessitano.
Per cominciare, i fiori (che hanno un gusto dolceamaro) depurano gli organi cavi, come stomaco e intestino, cistifellea, vescica, polmoni, utero e cuore.
Poi ci sono le foglie. I composti fitochimici delle foglie di tarassaco purificano il sangue e l’aiutano a raggiungere i punti più impervi, il che le rende un rimedio irrinunciabile per chi ha problemi circolatori. Il loro grado di amarezza serve anche a espellere le tossine dal sistema linfatico, perciò le foglie sono ideali per curare linfomi non Hodgkin, linfonodi ingrossati e edemi.
Risultati immagini per tarassaco immaginiQuando si arriva al gambo, che è ancora più amaro dei fiori e delle foglie, comincia la depurazione degli organi pieni, come fegato, cervello e milza: per esempio con l’espulsione della bile che non serve più. Ho riscontrato che il consumo costante dei gambi di tarassaco ricupera la piena funzionalità della milza.
E una volta giunti alla radice la disintossicazione degli organi pieni è ancora più risolutiva. Questa è la parte più amara della pianta e costringe gli organi a depurarsi a un livello profondo e intenso. Quando si tratta di disintossicare, la radice di tarassaco non conosce mezze misure. Il tarassaco non ha soltanto un effetto depurativo.
È come un addetto di un albergo di lusso che, dopo aver pulito la camera e rimosso la spazzatura, lascia un cioccolatino sul cuscino. Solo che il regalo del tarassaco è meglio di un cioccolatino: prima di congedarsi lascia importanti sostanze nutritive, come vitamina A, vitamine del gruppo B, manganese, iodio, calcio, ferro, magnesio, selenio, silicio e clorofilla, che danno energia e aiutano il corpo a prevenire le malattie. Il tarassaco aiuta a prevenire praticamente qualunque malattia ed è benefico in particolare per la prostata.
MALATTIE
Risultati immagini per tarassaco immaginiSe hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.
Linfomi (anche non Hodgkin), edema, prostatite, cancro alla pelle, tigna, acne rosacea, obesità, calcoli renali, cirrosi epatica, epatite C, SLA, emicrania, infezioni alle vie urinarie, squilibri ematici, malattie ematiche, disturbi della digestione, steatosi epatica, celiachia, malattie ai reni.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.
Problemi circolatori, ritenzione idrica, linfonodi ingrossati, accumulo di peso, orticaria, fegato pigro e/o stagnante, distensione e/o crampi addominali, reflusso gastrico, intossicazione del sangue, congestione, costipazione, cisti epatiche, digestione difficile, disfunzioni del fegato, milza ingrossata, eccesso di muco, pre-steatosi epatica, pressione alta, appendicite, infiammazione alla cistifellea, allo stomaco, all’intestino tenue e/o al colon, reazioni all’istamina, insufficienza digestiva.
SUPPORTO EMOTIVO
Immagine correlataA volte abbiamo la sensazione di aver perso dei pezzi, oppure le nostre emozioni ci portano a dire cose che non pensiamo o di cui in seguito ci pentiamo. Spesso questo accade perché la Mente, Spirito, AnimA, e Corpo non lavorano all’unisono. Per chi vuole ritrovare la propria integrità, il tarassaco è il rimedio unificante ideale perché è il modello stesso della coesione.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Spesso siamo ossessionati dal bisogno di primeggiare, e ciò compromette la nostra autostima. La mentalità da primo della classe inizia a formarsi in tenera età. Alcuni temono di perdere per sempre il riconoscimento o le opportunità se non dimostrano a se stessi di essere i primi.
La fioritura primaverile del tarassaco cessa con la calura estiva, ma la vita della pianta non è ancora finita: il tarassaco ricompare di frequente in autunno. Se ti senti incompleto o un incapace quando non primeggi, ecco una lezione importante da tenere a mente: il tarassaco rialza sempre la testa e c’insegna che possiamo essere soddisfatti e contenti anche senza arrivare per primi in quello che facciamo, perché ci sono sempre nuove opportunità all’orizzonte con cui confrontarci e grazie alle quali crescere.
SUGGERIMENTI
Risultati immagini per tarassaco immaginiSe non ti piace il gusto amaro del tarassaco, prova a bere una tisana di radici tostate. È un tonico disintossicante straordinario, e la tostatura ne mitiga l’amarezza.
I fiori di tarassaco sono meravigliosi per preparare una tisana fredda. Prendi i fiori freschi e lasciali in infusione in acqua fredda per tutta la notte: rilasceranno minerali, vitamine e fitonutrienti.
Per addolcire, aggiungi del miele grezzo. È una bevanda deliziosa e incredibilmente rinvigorente.
Ogni volta che ne hai l’occasione, raccogli una foglia di tarassaco selvatico (nel tuo giardino o in campagna, purché senza pesticidi) e mangiala cruda.
Le foglie di tarassaco selvatico hanno una lanugine che di solito non notiamo ma che crea l’ambiente ideale a microrganismi benefici, simbiotici elevati.
In effetti le foglie di tarassaco selvatico hanno la più alta concentrazione di di principi simbiotici elevati disponibili.
Se non puoi procurarti il tarassaco fresco, non esitare a prendere quello che trovi nei negozi di cibi naturali: anche in questa forma le foglie sono molto benefiche per il corpo e per la mente.
Prova a fare il vecchio gioco di soffiare sulla testa di tarassaco che stai sfiorendo: è una vera e propria seduta di meditazione profonda.
SUCCO VERDE AL TARASSACO
Per una/due porzioni
Risultati immagini per succo di tarassacoIl sapore forte delle foglie di tarassaco è perfettamente mitigato in questo centrifugato dal gusto morbido. Bere qusta bevanda rinfrescante è il modo ideale per portare le foglie di tarassaco nella tua vita.
1 testa di sedano, da cui prelevare gli steli
2 cetrioli
2 arance medie sbucciate
10 foglie di tarassaco (con i gambi se sono disponibili)
Metti tutti gli ingredienti nella centrifuga. Aumenta le dosi di tarassaco a piacere. Versa la bevanda in un bicchiere e gustala!
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato