Consulenze & Benessere

Consulenze Mirate al Proprio Benessere, cercando di comprendere le dinamiche interiori e meglio correggere tutte quelle manifestazioni esterne che chiedono e richiedono aiuto ogni giorno di varia natura;

Riprende la stagione “Invernale” e con questa si è ripreso a viaggiare in tutti i Centri Benessere di varia Tipologia, Erboristerie, Studi Associati Olistici, Centri Estetici ecc..:
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Dove è possibile offrire Consulenze Mirate al Proprio Benessere, cercando di comprendere le dinamiche interiori e meglio correggere tutte quelle manifestazioni esterne che chiedono e richiedono aiuto ogni giorno di varia natura;

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partendo da un’osservazione Iridologica, Psicosomatica, sino a sciogliere memorie che persistono o resistono ad ogni cambiamento e informazione esterna, registrate nelle spinomidollari della colonna vertebrale, ai test su i meridiani o meglio “placche cutanee” come specificherebbe il prof. Giuseppe Calligaris neuro scienziato,
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per comprendere quale miglior Rimedio Fitoterapico della Farmacopea Officinale Spagyrico Alchemico come aiuto, promuovendo l’autoguarigione legata alla Consapevolezza del Sé che è la Comprensione e Integrazione di Se stessi.
Per i Centri e Studi interessati alla promozione di servizi olistici mirati al Benessere e Consapevolezza
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(Francesco Ciani)

Allergia

L’allergico dovrebbe porsi queste domande: 
1. Perché non consento alla mia aggressività di manifestarsi, ma la costringo a lavorare silenziosamente ai danni del corpo? 
2. Di quali ambienti di vita ho tanta paura da evitarli? 
3. A quali temi si riferiscono le mie allergie? Sessualità, voglie, aggressività, riproduzione, sporco nel senso dell’ambiente buio di vita? 

Malattia Espressione dell’AnimA
l’allergia è una iper/reazione a una sostanza riconosciuta pericolosa. Con riferimento alla capacità di sopravvivenza del corpo, il sistema difensivo proprio del corpo è la sua giustificazione. Il sistema immunitario del corpo forma antigeni contro gli allergeni e si difende così dai nemici. Negli allergici questa giusta difesa viene portata agli estremi. L’allergico si costruisce un’armatura e vede nemici dappertutto.
Un numero sempre più alto di sostanze viene dichiarato nemico e di conseguenza l’armatura diventa sempre più robusta, per poter fronteggiare tutti questi nemici. In campo militare armarsi è sempre un segno di aggressività, e così anche l’allergia è espressione di forte difesa e aggressività repressa nel corpo. L’allergico ha problemi con la propria aggressività, che però in genere non ammette di avere e quindi neppure vive consapevolmente.
(Per evitare malintesi ricordiamo che noi parliamo di un aspetto psichico represso quando la persona in oggetto non lo percepisce consapevolmente in se stesso. Può darsi però che viva molto bene questo aspetto – e tuttavia non riconosce in sé questa qualità. Può però anche essere che la qualità sia stata tanto repressa che la persona non la vive nemmeno più. Quindi sia una persona aggressiva che una persona totalmente mite può aver represso la propria aggressività!).
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Nel caso dell’allergia, l’aggressività è passata dalla psiche nel corpo e qui infuria: viene difesa e aggredita, combattuta e vinta. Affinché questa piacevole occupazione non finisca troppo presto per mancanza di nemici, ecco che innocui oggetti vengono dichiarati nemici: pollini di fiori, peli di gatto o di cavallo, polvere, detersivi, fumo, fragole, cani o pomodori. La scelta è illimitata – l’allergico non ha paura di niente – combatte con tutti e con tutto, però in genere dà la preferenza ai propri simboli favoriti.
È noto quanto sia stretto il rapporto tra aggressività e paura. Si combatte sempre ciò di cui si ha paura. Osservando più attentamente le sostanze cui di preferenza si è allergici, si scopre con facilità quali ambienti spaventino tanto l’allergico, al punto che li combatte appassionatamente in un rappresentante simbolico.
Troviamo in primo luogo i peli degli animali domestici, soprattutto quelli del gatto. Alla pelliccia del gatto (e alla pelliccia in generale) gli uomini associano moine e carezze – la pelliccia è morbida e avvolgente, tenera e tuttavia ” animalesca “. È un simbolo dell’amore e ha un riferimento sessuale (vedi gli animali di pezza con cui i bambini vanno a letto).
Lo stesso vale per la pelle di coniglio. Nel cavallo la componente istintuale è più fortemente accentuata, nel cane quella aggressiva – anche se queste differenziazioni sono molto sottili e non fondamentali, perché un simbolo non ha mai confini netti.
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Lo stesso significato hanno anche i pollini di fiori, gli allergeni preferiti di tutti coloro che soffrono di raffreddore da fieno. I pollini di fiore sono un simbolo di concepimento e riproduzione, e la primavera ” piena ” è la stagione in cui queste persone soffrono di più.
Peli di animale e pollini come sostanze cui si è allergici mostrano che i temi ” amore “, ” sessualità “, ” impulso ” e ” fertilità ” sono carichi di paura e quindi evitati, non lasciati passare in quanto ritenuti aggressivi.
Lo stesso vale per la paura dello sporco, di ciò che non è puro, pulito, che si esprime nell’allergia per la polvere di casa. L’allergico cerca di evitare gli allergeni e anche gli ambienti corrispondenti, cosa nella quale la medicina piena di comprensione e le persone che gli vivono accanto lo aiutano volentieri.
Ai giochi di potenza dell’ammalato anche qui non vengono posti confini: gli animali domestici vengono buttati fuori, nessuno può più fumare, eccetera. In questa tirannia nei confronti dell’ambiente circostante, l’allergico trova un buon campo di azione per realizzare la sua aggressività repressa senza che nessuno se ne accorga.
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Il metodo della ” desensibilizzazione ” è buono come idea, però bisognerebbe applicarlo non al piano fisico ma a quello psichico se si vuole avere veramente successo. Infatti l’allergico può guarire soltanto se impara a confrontarsi consapevolmente con ciò che evita e teme, finché riesce a integrarlo nella coscienza e ad assimilarlo. Non si fa un buon servizio all’allergico incoraggiandolo nelle sue strategie difensive: lui deve conciliarsi coi suoi nemici, imparare ad amarli.
Che gli allergeni esercitino sull’allergico esclusivamente un effetto simbolico e mai fisico/chimico, dovrebbe esser chiaro anche a un materialista incallito: basta che consideri che un’allergia ha sempre bisogno di coscienza per potersi manifestare.
Durante la narcosi non c’è allergia, e allo stesso modo tutte le allergie spariscono durante una psicosi. In senso opposto, anche le immagini, come per esempio la fotografia di un gatto o una locomotiva sbuffante in un film, provocano nell’asmatico un attacco d’asma. La reazione allergica è assolutamente indipendente dalla sostanza dell’allergene.
La maggior parte degli allergeni sono espressione di vitalità: sessualità, amore, fertilità, aggressività, sporco – in tutti questi campi la vita si mostra nella sua forma più vitale.
Però proprio questa vitalità che preme per manifestarsi incute una gran paura all’allergico, perché in ultima analisi egli ha un atteggiamento ostile nei confronti della vita. Il suo ideale è ciò che è sterile, non fertile, non fruttificante, la vita priva di impulsi e di aggressività – una condizione che quasi non merita di esser chiamata ” vita “.
Non stupisce quindi che l’allergia in certi casi possa aumentare fino a creare pericolose malattie autoaggressive, in cui il corpo lotta e alla fine soccombe. In questo modo il proteggersi, chiudersi, incapsularsi ha raggiunto la sua forma più alta, quella che trova il suo compimento nella bara – la vera stanza priva di sostanze allergiche…
ALLERGIA = AGGRESSIVITÀ DIVENUTA MATERIA
L’allergico dovrebbe porsi queste domande:
1. Perché non consento alla mia aggressività di manifestarsi, ma la costringo a lavorare silenziosamente ai danni del corpo?
2. Di quali ambienti di vita ho tanta paura da evitarli?
3. A quali temi si riferiscono le mie allergie? Sessualità, voglie, aggressività, riproduzione, sporco nel senso dell’ambiente buio di vita?
4. Fino a che punto mi servo della mia allergia per manipolare chi mi vive accanto?
5. Come va col mio amore, con la mia capacità di ” far passare “?
(Dott. Thorwald Dethlefsen)

Eufrasia

Si usa prevalentemente nei colliri per tutte le persone che usano computer, leggono molto, che sentono pruriti o bruciori degli occhi. Inoltre ristabilisce la vista.

Eufrasia (Euphrasia spp.)

Ha una buona azione antiflogistica a carico dell’occhio esterno e delle mucose rinofaringee, soprattutto qualora sia presente ristagno di muco e una componente allergica.

Questa attività è dovuta alla presenza nel fitocomplesso dei principi attivi iridoidi, lignani e tannini.

Si usa prevalentemente nei colliri per tutte le persone che usano computer, leggono molto, che sentono pruriti o bruciori degli occhi. Inoltre ristabilisce la vista.

Spesso due gocce nell’occhio sono al momento sgradevoli, come se avessimo la sabbia nell’occhio, ma soltanto per qualche istante. Oltre all’impacco di ricotta, considero l’eufrasia il migliore rimedio per gli occhi, così preziosi. 

Si consiglia per blefariti, congiuntiviti, cheratiti, coriza.

Spesso si usa in abbinamento con fiordaliso, petali di rosa e camomilla.

Ma in certi casi la camomilla può essere irritante. Preferibile il collirio d’eufrasia da sola.

Collegare l’occhio al fegato, o al drenaggio renale per gli allergici.

Allergia, intolleranza da me, da chi, da cosa?

Questa è una fase di difesa, di aggressione, di vittimismo. Siamo reattivi nei confronti degli altri e il nostro primo riflesso, qualunque cosa accada, è una reazione di difesa forte e talvolta persino violenta. Siamo attivi e ben decisi a difenderci ad ogni costo da qualcosa che abbiamo etichettato con dei nomi; dermatite allergia da acari ecc.

Le allergie sono reazioni eccessive di difesa da parte dell’organismo nei confronti di un «agente» esterno, normalmente insignificante, senza particolari rischi, ma che viene percepito come un aggressore, un nemico.

Le polveri, polline, acari, profumi, frutta sono alcuni di questi avversari «immaginari», contro i quali l’organismo reagisce con violenza per distruggerli, sradicarli, evacuarli od espellerli. Ma realmente cosa ci disturba, infiamma, ci prude ecc..

Il raffreddori da fieno, riniti, eczemi, allergie cutanee, digestive o respiratorie ci parlano della nostra difficoltà a gestire il mondo esterno che viene percepito come pericoloso o aggressivo; quale valore intrinseco a ciò che stiamo deglutendo, respirando, toccando ?

Questa è una fase di difesa, di aggressione, di vittimismo. Siamo reattivi nei confronti degli altri e il nostro primo riflesso, qualunque cosa accada, è una reazione di difesa forte e talvolta persino violenta. Siamo attivi e ben decisi a difenderci ad ogni costo da qualcosa che abbiamo etichettato con dei nomi; dermatite allergia da acari ecc.

Ogni parte del corpo corrisponde in modo preciso ad una manifestazione di non consapevolezza.. che si stà drenando, in un allergia per esempio … non ho un allergia perchè mi si è infettato il sangue con delle istamine, ma ho in realtà un rifiuto forte verso qualcosa che mi circonda, e quindi cerco di buttare fuori tutto, liquidi , gas, solidi, sottoforma a volte di starnuti, come rifiuto diceva Hammer, come reazione che ho, manifestandolo nel mondo esterno.

Invece saturarmi con l’antistaminico, cerca di comprendere dentro di te, in quell’istante, e non in un altro momento, perché si è manifestato questa cosa; dal raffreddore allergico, ad una vescia nel piede, ad una malattia degenerativa, ad un schiacciamento di un dito.. non c’è malattia che non dipenda da te, tu sei il creatore della vita che hai scelto di vivere e fare l’esperienza, e tu ti sei ammalato, perché hai voluto fare l’esperienza della malattia e sei TE che devi guarire.

Che significato intrinseco di al cibo che introduco, alle cose che tocca la mia pelle o confine di me, quanto desidero isolarmi da me stesso riflesso negli altri?

(Ciani Francesco)

Rimedi Consigliati

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