Intestino – Rene

Il cibo mi può modificare questi equilibri solo se produce infiammazione cronica, che altera le capacità di controllo da parte del Microbiota intestinale sul nefrone.

Prof. Paolo Mainardi
Eppure che non è molto difficile da capire, anche se poi l’asse intestino-rene nella modulazione del nefrone, non è semplice. Ma a grandi linee abbiamo da una parte la respirazione che regola la pCO2, dall’altra il rene che modula l’escrezione del bicarbonato e dell’ammoniaca.

Il cibo mi può modificare questi equilibri solo se produce infiammazione cronica, che altera le capacità di controllo da parte del Microbiota intestinale sul nefrone. C’è un intimo colloquio tra il Microbiota intestinale e il rene http://www.pubfacts.com/… /Intestinal-microbiota-kidney-cros … certo sono concetti molto recenti, la Kousmine, a cui vanno molti meriti, non poteva saperli.

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La ricerca va avanti ed è straordinario come solo nel campo medico si abbia difficoltà a fare proprie le nuove conoscenze. E’ più facile fare proprio un nuovo modello di telefonino, che aggiornare gli schemi terapeutici sulla base di conoscenze che, alcune, non sono nemmeno più tanto recenti. Mentre stiamo, o meglio state, affannandovi a cercare di saponificare

 basificare) i tessuti, definendo alcalino un pH = 7,3 (0,3 unità oltre il 7= neutro), vi sfuggono articoli, ormai anche datati, che riportano come 3 giorni dopo un trauma cranico collassi la membrana intestinale, se infiammo l’intestino rendo più probabili le crisi epilettiche, …

e altri che mostrano come alla base della nostra salute ci siano questi “intimi colloqui” tra il Microbiota intestinale e i nostri organi…e pretendente che la vostra dieta, una a caso, scelta a mucchio su tante che non si basano sulle ATTUALI conoscenze, sia quella giusta, in quanto fa cose che sono solo nella vostra immaginazione.

 

Cos’è l’ammoniemia?

Perché purtroppo la nostra alimentazione moderna ed il nostro stile di vita, hanno aumentato la produzione delle scorie acide. Di conseguenza il corpo non riesce più ad inattivarle, ristagnano nella matrice extracellulare e quindi nei tessuti (acidità tessutale).

L’ammonio è un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e dalle fermentazioni batteriche intestinali
Normalmente, l’ammoniaca dovrebbe essere presente nella circolazione ematica in una misura di 50 µg per 100 ml. L’attività dei tessuti dell’organismo produce l’ammoniaca, ma sono le proteine alimentari che, attraverso il metabolismo, ne producono le quantità più considerevoli.
Si può affermare, quindi, che è nell’intestino che l’attività di produzione è concentrata. Il cervello la trasforma in urea, facendola passare prima dal fegato. L’acido glutammico la rende inattiva.
Il rene ne elimina una piccola quantità tramite le urine, sotto forma di ione ammonio.
Una dieta ricca di proteine senza fibre della frutta e verdura, contribuisce all’iperammoniemia. Viceversa, una dieta scarsa o vegetariana contribuisce a farne abbassare la concentrazione ematica.
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All’interno della cellula (nel citosol) esistono delle proteine specifiche: nella matrice extracellulare il bicarbonato (Hco3), nelle cellule del rene i fosfati, nelle urine ammoniaca e fosfati, nel sangue i globuli rossi (tramite l’emoglobina e l’enzima anidrasi carbonica che trasforma la Co2 in acido carbonico).
Il corpo, dopo aver inertizzato gli acidi, utilizza il flusso sanguigno per trasportarli fino ai polmoni (dove l’acido carbonico si trasforma in bicarbonato, lasciando andare lo ione H+) o fino ai reni per essere filtrato e poi espellere gli ioni d’idrogeno (H+) tramite l’urina (recuperando il bicarbonato libero).
Vista il complesso ed efficace sistema di controllo dell’acidità, come mai il nostro corpo subisce l’acidità tissutale?
Perché purtroppo la nostra alimentazione moderna ed il nostro stile di vita, hanno aumentato la produzione delle scorie acide. Di conseguenza il corpo non riesce più ad inattivarle, ristagnano nella matrice extracellulare e quindi nei tessuti (acidità tessutale).
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Gli scienziati hanno cercato di classificare gli alimenti catalogandoli in base alla loro capacità di produzione di scorie acide, chiamando tale indice Pral (Potenzial Renal Acid Load)
L’ammoniaca, quindi, ritorna nella circolazione sanguigna senza venir preventivamente depurata dal fegato. Se questa sostanza aumenta in modo considerevole ci potrebbero essere dei seri danni al sistema nervoso, portando non solo ad un coma epatico, ma anche a una grave confusione neurologica.
Come si forma l’ammoniaca nel corpo e quali trasformazioni subisce?
L’ammoniaca si forma dal metabolismo delle proteine. Una fase del metabolismo proteico è detta “deaminazione” e si verifica quando gli aminoacidi, che formano una proteina, perdono il loro gruppo aminico (NH2). Dal processo di deaminazione si forma glutammato e, da questo, ammoniaca libera (NH3).
Risultati immagini per ammoniemia
L‘ammonio è, quindi, un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e anche dalle fermentazioni batteriche intestinali. Una quota di ammoniaca si forma anche nei reni.
L’ammoniaca è una molecola tossica, soprattutto per il cervello. Un organismo sano è in grado di “detossificare” l’ammoniaca. L’organo in grado di farlo è il fegato. Infatti, attraverso il ciclo dell’urea, a livello epatico, l’ammoniaca viene trasformata in urea che poi viene eliminata con le urine.
Quali sono le cause dell’iperammoniemia?
Nel neonato, un aumento dell’ammoniemia può indicare deficit enzimatici congeniti.
Solitamente l’iperammoniemia è dovuta a insufficienza epatica severa, dato che il fegato è l’unico organo in grado di eliminare l’ammonio. Si riscontra iperammonemia nei casi di:
Immagine correlataCirrosi epatica,
Epatiti importanti,
Insufficienza epatica,
Sanguinamento dello stomaco o dell’intestino,
Insufficienza cardiaca,
Difetti congeniti degli enzimi che intervengono nel ciclo dell’urea
Leucemia acuta,
Alcalosi metabolica,
Sindrome di Reye,
Malattia emolitica del neonato,
Diete iperproteiche,
Esercizio fisico intenso,
Disbiosi,
Alcuni farmaci possono determinare un incremento dell’ammonio ematico, tra questi troviamo:
Acetazolamide
Acido valproico
Furosemide
Acido etacrinico
Clortalidone
Isoniazide
Ammoniemia: quali sono i valori di riferimento?
I valori di riferimento dell’ammoniemia variano a seconda del sesso e sono:
Per la donna: 5-80 µg/dl
Per l’uomo: 5-100 µg/dl
Ammoniemia: sintomi e complicanze
I sintomi dell’ammoniemia alta sono:
Nausea e vomito
Rifiuto della carne
Atassia
Letargia
Disorientamento
Encefalopatia
La dieta per ammoniemia
Nei casi di iperammoniemia è bene limitare al minimo, o eliminare, il consumo di proteine privilegiando una protocollo di tipo vegetariano.
AMMONIEMIA
FORTIF3 DA 2 A 3 VOLTE AL Dì FINO A MIGLIORAMENTO
DEPURVIN 80 GOCCE IN UN LITRO DI ACQUA DA BERE DURANTE IL GIORNO