Il glucosio e l’obesità

Un’alimentazione ricca di carboidrati causa l’intervento del cortisolo che sopperisce ai cali glicemici, catabolizzando i nostri muscoli e diminuendo nel contempo l’utilizzazione delle riserve di grasso. Tale fenomeno risulta molto evidente, quando due ore dopo aver consumato una colazione a base di carboidrati, il nostro sangue rimane senza zucchero e percepiamo di nuovo la fame.

Secondo il mio parere, l’obesità non va vista solo come la causa (o concausa) di tutte le malattie, ma l’espressione più evidente di un comportamento alimentare e di uno stile di vita errati. Atteggiamenti che mettiamo in atto ogni giorno, non curanti che siano lesivi verso la nostra stessa salute, che hanno come evidenza immediata, il fenomeno dell’obesità.
Tali atteggiamenti, non esistendo nel vocabolario un termine descrittivo immediato, l’ho individuati coniando il termine “Obesivo”, affinché sovrappeso e obesità, non vengano visti solo come uno stato patologico momentaneo, ma come atteggiamenti ben definiti che determinano un aumento del peso complessivo del corpo e causano l’insorgere di malattie degenerative. Ma soprattutto devono rappresentare il campanello di allarme più evidente di un atteggiamento (Obesivo) che deve essere assolutamente corretto in tempo.
GLI ATTEGGIAMENTI “OBESIVI”
Il nostro corpo è davvero una macchina perfetta, in grado di funzionare utilizzando gli alimenti, ogni giorno ingeriti con la nostra dieta. Addirittura è capace di tutelarsi contro il rischio di carestie, permettendoci quindi di accumulare energia nei momenti di sovrabbondanza di cibo.
L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano
Ovviamente l’evoluzione non avrebbe mai previsto uno stile di vita in assenza di carestie (e di attività fisica), ma soprattutto l’entrata in gioco dei farinacei e dello zucchero. E soprattutto non avrebbe mai immaginato, che l’uomo con la sua intelligenza poteva decidere di ignorare i segnali del proprio corpo, ed iniziare delle modalità alimentari contrarie al proprio Dna. Vediamoli nel dettaglio gli atteggiamenti obesivi.
Potremmo evidenziare tre differenti atteggiamenti.
Il primo “un consumo eccessivo di calorie”.
Il secondo “saltare i pasti, per poi esagerare con il mangiare la sera”.
Il terzo può sembrare il più virtuoso, perché non si superano le 2.000 calorie, “resistere alla fame, che sopraggiunge tra un pasto ad un altro” (ad esempio, dalla colazione al pranzo).
Considerate che il nostro metabolismo consuma mediamente 2.000 calorie al giorno (peso nella norma), che potremmo suddividere in 50 calorie/ora nelle 12 ore dalle 21 alle 9 e, 115 calorie/ora dalle 9 alle 21.
L'immagine può contenere: cibo
Nel primo caso, molte persone non riescono a fermarsi a questa soglia, perché si sentono affamati tutto il giorno. Questo dipende dai nostri menù a base di carboidrati (si digeriscono ogni due ore) che ci inducono a consumare 5 pasti giornalieri (colazione, spuntino prima mattina, pranzo, snack del pomeriggio e cena). Quindi inevitabilmente superiamo le 2.000 calorie ed ingrassiamo.
La domanda da farsi è:
Come mai nonostante le calorie assunte il nostro corpo ci fa sentire ancora fame (come se avessimo ancora bisogno di calorie)?
Facciamo degli esempi. Partendo dalla colazione, molti di noi mangiano i cornflakes (una sola tazza conta 500 calorie) che dovrebbe coprire il fabbisogno di 3/4 ore (116 calorie per ora). Dopo due ore però, sentiamo il bisogno di fare uno spuntino a mezza mattinata (circa 300 calorie).
L'immagine può contenere: una o più persone
Perchè avviene questo?
Sostanzialmente abbiamo messo da parte il carboidrato ingerito e trasformato in grasso. Difatti il carboidrato si é trasformato in glucosio (nelle due ore successive al pasto) e l’insulina lo ha fatto assimilare alle cellule (obbligandole ad andare a zucchero usando la glicolisi), ed inviando il residuo al fegato per trasformarlo in trigliceridi per poi farlo stipare alle cellule adipose. Quindi solo una parte delle calorie ingerite è consumata, mentre una buona percentuale viene accumulata.
Poi il calo glicemico insieme alla diminuzione di leptina nel sangue, ci induce di nuovo il senso di fame (attivazione della grelina). È facile comprendere perché tale atteggiamento ci conduce ad ingrassare.
Nel secondo caso, alcune persone preferiscono saltare dei pasti (la colazione o il pranzo), per poi affogarsi di cibo nel loro unico pasto. Tale atteggiamento può essere definito “Obesivo”, in quanto il nostro corpo, per il periodo nel quale lo lasciamo senza cibo, utilizza il cortisolo per cannibalizzare i nostri muscoli (ricorrendo solo in parte alle riserve di grasso) e coprire il fabbisogno energetico. Inoltre quando non facciamo colazione, si abbassano i livelli di leptina nel sangue e ciò causa una diminuzione dell’attività della tiroide.
Risultati immagini per glucosio obesità
Quando finalmente introduciamo un pasto abbondante di carboidrati, accumuliamo in due ore il grasso che nella prima ipotesi avremmo accumulato nell’intera giornata. Questo è il motivo per cui chi afferma di mangiare solo la sera, in realtà non ha possibilità di dimagrire e nel contempo sta catabolizzando la propria massa muscolare e la matrice e rallentando il metabolismo.
Nel terzo caso, a volte, nonostante non si superi la soglia di 2.000 calorie, iniziamo comunque ad ingrassare. Molti risponderebbero che dipende dagli ormoni e ciò, in qualche modo, ci autorizza a comportarci irresponsabilmente (tanto è colpa degli ormoni e non ci possiamo fare nulla!).
Un’alimentazione ricca di carboidrati causa l’intervento del cortisolo che sopperisce ai cali glicemici, catabolizzando i nostri muscoli e diminuendo nel contempo l’utilizzazione delle riserve di grasso. Tale fenomeno risulta molto evidente, quando due ore dopo aver consumato una colazione a base di carboidrati, il nostro sangue rimane senza zucchero e percepiamo di nuovo la fame. Resistere non ci permetterà d’intaccare le riserve di grasso, ma di diminuire la nostra massa magra o far diminuire il metabolismo.
Risultati immagini per glucosio obesità
In qualche modo è come se le calorie consumate dal nostro corpo nelle due ore che ci separano dal pranzo (116 x 2), provenissero da uno spuntino (anche se ci siamo mangiati il nostro corpo). Per questo motivo, consumare meno calorie durante il giorno (se i pasti sono a base di cereali), non assicura il dimagrimento, ma al contrario può indurre un calo della produzione degli ormoni tiroidei (diminuzione del metabolismo).
Assumere atteggiamenti non “obesivi” è fondamentale.
L’utilizzo di alimenti ancestrali come carne, pesce, frutta e verdura, essendo costituiti da proteine e grassi e da pochi carboidrati, aumenta il tempo digestivo dei carboidrati dalle 2 alle 4-6 ore, aumentando anche il senso di sazietà dovuto all’ormone della colecistochinina. Tale ormone è stimolato correttamente dal consumo di grassi e si mantiene più a lungo nel sangue.
Al contrario i carboidrati causano dei picchi eccessivi di leptina (ad opera dell’insulina) per poi far calare questo ormone nel sangue, causando la produzione della grelina (ormone della fame). Ad esempio una colazione salata pur apportando 500 calorie, sarà interamente consumata nelle 5 ore necessarie ad arrivare fino al pranzo (non dando luogo ad accumulo di grasso né tanto meno a senso di fame).
Se lo stesso calcolo lo rapportiamo al pranzo e alla cena, avremo consumato circa 1.700 calorie (compreso lo spuntino del pomeriggio), prolungando però l’assunzione delle calorie fino alle 24 della notte, evitando di accumulare del grasso durante il giorno.
Come potete riscontrare dai tre esempi riportati, un’alimentazione equilibrata con proteine, grassi e pochi carboidrati (da frutta e verdura), permette l’utilizzazione dei nutrienti man mano che sono ingeriti, con un deficit di calorie che ci permetteranno di consumare di notte il grasso, depositato per anni nelle nostre riserve. Inoltre aumenta l’attività dalla tiroide, inducendo un incremento del consumo delle calorie.
Vivere 120 Anni
 

Issopo

Gli si attribuiscono proprietà antiartritiche, antiasmatiche, antireumatiche, antispasmodiche bronchiali, stimolanti dell’appetito e del sistema nervoso.

Issopo (Hyssopus officinalis)

Parti utilizzate: foglie e fiori

Le sommità fiorite dell’Issopo contengono un gradevolissimo olio essenziale che è responsabile della maggior parte delle proprietà di questa pianticella.

É un liquido leggermente denso, incolore o giallastro – verdognolo, poco solubile in alcool dall’odore gradevolmente aromatico e dal sapore un po’ amaro. Gli si attribuiscono proprietà antiartritiche, antiasmatiche, antireumatiche, antispasmodiche bronchiali, stimolanti dell’appetito e del sistema nervoso.

Per via esterna: l’essenza di Issopo è efficace sulle contusioni e su lesioni quali ferite e ulcerazioni. Ha un notevole potere espettorante e bechico.

Modo d’uso: per un infuso usare 2 cucchiai da tè d’erba secca per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposare per 10 minuti, filtrare. Dose: 3 tazze al giorno. Disponibile anche come estratto biochelato, si prende a gocce 8-15, due/tre volte al giorno.

Per preparare la compressa: si prendono 30g. di erba secca per mezzo litro di acqua bollente, si lascia a riposo per 15 minuti. Immergere una garza spessa o pezzo di telo pulito ed applicare all’herpes genitale o labiale.

In commercio si trova per uso interno sotto forma di TM oppure come OE (2-4 gocce su una zolletta di zucchero o pastiglia per oli essenziali http://www.aroma-zone.com/info/fiche-technique/pastilles-neutres-aroma-zone 3 volte al gg) oppure come essenza spagyrica o MicroDose (metodo Dott. Martinez Bravo).

Si sconsiglia l’utilizzo: della pianta durante la gravidanza, al momento dell’acquisto sincerarsi che si tratti veramente di Hyssopus officinalis, in quanto esistono molte piante comunemente chiamate issopo.

OE dovrebbe essere: usato sotto controllo medico, perché può indurre le crisi epilettiche. L’erba si è dimostrata efficace per: sciogliere il muco e facilitare l’espulsione, per tosse e irritazioni respiratorie, asma, dispnea, bronchite cronica, TBC (neutralizza il bacillo di Koch), reumatismi, ipotensione, litiasi urinaria, atonie digestive, leucorrea, certi tipi di tumori.

antisettico: regolatore della sudorazione, nelle febbri eruttive, contro la leucorrea,

uso esterno: cicatrizzante, per ecchimosi, sifilide,

eczemi: un contagocce dell’essenza spagyrica pieno per ogni cucchiaio d’acqua, sbattere forte prima dell’uso, per lavaggi e impacchi.. Rispettare i dosaggi indicati.

Proprietà:

  • espettorante, espettorante , fluidificante delle secrezioni

  • anti-asmatica, in caso di Asma non Allergica

  • anticatarrale notevole,

  • bronchiolite del poppan­te

  • antivirale potente

  • diaforetica, sedativa,carminativa, tonico e stimolante, simpatico/tonico (azione a livello del sistema nervoso simpatico)

Indicazioni :

  • Bronchite acute,

  • croniche ed asmatiforme, rinofaringite, sinusite,

  • bronchiolite del lattante

  • Catarro nasale cronico,

  • Asme bronchiale con secrezioni ed infiammatorie, all’infuori dell’asma allergica pura

  • Depressioni nervose ed angosce.

Sinergismi frequenti:

Marrubio nel catarro bronchiale. Calendula fiori nella febbre infantile.

Avvertenze e controindicazioni:

Come per tutte le piante fortemente balsamiche l’uso dell’Issopo è controindicato nella fase acuta del processo infiammatorio dell’apparato respiratorio, altrimenti non ci sono controindicazioni.

È inoltre controindicato nella gravidanza e nei soggetti nervosi e sensibili.

Consigli:

Consiglio la somministrazione per via cutanea e rettale. L’uso migliore è tramite supposta, dove l’issopo è associato, con effetti straordinari, all’enula odorosa e all’eucalipto radiata.

DA NON CONFONDERE CON L’ ISSOPO OFFICINALIS VAR. OFFICINALIS,

neurotossico ed abortito contrariamente a questa varietà privata di questa tossicità.

BroncoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/?s=broncoVin

TossVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/tossvin/

ERBE OFFICINALI : http://www.erbeofficinali.org/ http://www.erbeofficinali.it/index.cfm

RAINTREE: http://www.rain-tree.com/index.html

RICERCA DI TERZE PARTI DISPONIBILE E REPERIBILE IN PUBMED http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed