L’arteriosclerosi ed i carboidrati insulinici 

Un altro aspetto importante riguarda la produzione delle lipoproteine Vldl (seguito dell’assunzione dei carboidrati), che sono generate dal fegato, al fine di stipare il grasso negli adipociti. Queste Ldl restano più tempo a contatto con il glucosio e si ossidano di più delle loro colleghe, create dai villi intestinali (chilomicroni) e quindi si attaccano più facilmente alle pareti.

L’arteriosclerosi indica una serie di malattie degenerative del nostro sistema circolatorio, che coinvolge molti tessuti ed organi (tra cui il cuore).
Per non incorrere in tali patologie bisogna mantenere in buono stato le pareti delle arterie e delle vene. La medicina ufficiale sembra dare per scontato che ad una certa età, sia normale un peggioramento dell’epitelio dei vasi, come se volessero paragonare le arterie a dei tubi metallici, che inevitabilmente nel tempo si usurano. Al contrario, i nostri tessuti sono vivi ed hanno una capacità di rigenerazione molto efficace, permettendoci anche in tarda età, di avere un sistema circolatorio molto efficiente.
In effetti visto che il nostro corpo può arrivare all’età di 120 anni, non si comprende perché molti soggetti già a 40 o 50 anni accusino seri problemi di degenerazione del sistema cardio circolatorio. Nel regno animale non esiste questa patologia, neanche nelle tartarughe che vivono 150 anni. Allora ci dovremmo domandare per quale motivo gli uomini soffrono di tale patologia. Ancora una volta la responsabilità ricade sul consumo di carboidrati complessi e semplici.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Andiamo per ordine.
Innanzitutto quando mangiamo carboidrati, alziamo il livello di glucosio nel sangue fino al picco di 1,4 grammi per litro e ciò significa, fino all’80% in più del livello fisiologico di 0,8 grammi per litro. Ricordiamo che il nostro corpo ha una capacità riparativa che può essere ridotta sia dall’entità del danno da riparare che dalla disponibilità dei micronutrienti necessari.
Il glucosio presente nel sangue a contatto con le pareti delle arterie, crea delle ossidazioni che generano gli Ages e di conseguenza i radicali liberi. La presenza di tali atomi instabili inibisce la produzione di NO (ossido di azoto) da parte delle cellule endoteliale, impedendo l’effetto vasodilatatore delle vene. Difatti ricorderete che l’elasticità delle arterie dipende dal delicato equilibrio tra gli effetti dilatativi del NO (ossido di azoto) e gli effetti vasocostrittivi dell’endotelina-1.
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L’inibizione promossa dai radicali liberi contro il NO lascia la parete dei vasi nella sola fase della vasocostrizione (perché l’effetto della endotelina-1 non viene contrastato). Inoltre il nostro corpo pur avendo la capacità di rigenerare le pareti dei vasi, l’eccessiva presenza di Ages impedisce la ricostruzione della matrice extracellulare. Un altro aspetto da non sottovalutare è l’azione infiammatoria dei carboidrati dovuta sia all’effetto dell’osmosi sulle cellule epiteliali. Inoltre la morte delle cellule, causa un aumento delle cellule senescenti (dovute all’eccessiva apoptosi cellulare), ed aumenterà l’inefficienza del tessuto stesso. È come avere venti anni e le vene di un novantenne.
Il glucosio inoltre genera anche un’altra patologia, l’aterosclerosi, riconoscibile dalla classica formazione di ateromi. Ciò è dovuto all’ossidazione delle Ldl che iniziano ad attaccarsi alle pareti delle arterie. Tali cambiamenti sono causati da due fattori: dal peggioramento della parete vasale (che incomincia a spaccarsi) e dalla quantità di Ldl a contatto con il glucosio nel sangue e la loro conseguente ossidazione.
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Maggiore è la quantità di glucosio nel sangue (dovuto all’assunzione di carboidrati) e più veloce sarà l’ossidazione delle Ldl e la loro capacità adesiva. Non a caso i malati di diabete hanno come conseguenza diretta le malattie arteriosclerotiche, che rappresentano il primo motivo di morte ed invalidità del diabetico. Se ci pensate bene, l’alimentazione a base di carboidrati insulinici, induce una curva glicemica, che moltiplicata per 4-5 pasti o spuntini al giorno, ci pone in fase diabetica per circa 12 ore al giorno.
Un altro aspetto importante riguarda la produzione delle lipoproteine Vldl (seguito dell’assunzione dei carboidrati), che sono generate dal fegato, al fine di stipare il grasso negli adipociti. Queste Ldl restano più tempo a contatto con il glucosio e si ossidano di più delle loro colleghe, create dai villi intestinali (chilomicroni) e quindi si attaccano più facilmente alle pareti.
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Al contrario un’alimentazione paleolitica, senza carboidrati insulinici, permette il mantenimento del livello del glucosio a 0,8 grammi per litro. Inoltre l’assunzione costante di proteine, assicura gli aminoacidi giusti (compresa l’arginina), utili nella ricostruzione dell’endotelio dei vasi.
Concludiamo dicendo che il nostro metabolismo è in grado di riparare il sistema circolatorio fino agli ultimi giorni di vita, solo però se il livello del glucosio non supera gli 0,8 grammi per litro, e fornendolo continuamente di tutti i micronutrienti necessari a tale scopo (tra cui gli aminoacidi).
Vivere 120 Anni
 

Il Succo di Sedano

Il sedano crudo contiene una percentuale di sodio organico vitale quattro volte maggiore rispetto al suo contenuto di calcio. Questo lo rende uno dei succhi più preziosi per le persone che hanno consumato zuccheri e amidi concentrati per quasi tutta la loro vita. Pane, biscotti, torte, cereali, ciambelle, spaghetti, riso – ognuno di questi alimenti e i loro derivati contengono farina – ricadono nella definizione di amidi concentrati.

Il grande valore del succo di sedano sta nel fatto che esso contiene una percentuale eccezionalmente alta di sodio organico vitale. Una delle proprietà chimiche del sodio è quella di mantenere il calcio in soluzione. È soprattutto il caso dell’organismo umano, come vedremo subito.

Il sedano crudo contiene una percentuale di sodio organico vitale quattro volte maggiore rispetto al suo contenuto di calcio. Questo lo rende uno dei succhi più preziosi per le persone che hanno consumato zuccheri e amidi concentrati per quasi tutta la loro vita. Pane, biscotti, torte, cereali, ciambelle, spaghetti, riso – ognuno di questi alimenti e i loro derivati contengono farina – ricadono nella definizione di amidi concentrati.
Lo zucchero bianco, quello bruno e ogni altro tipo di zucchero che sia stato sottoposto a lavorazione, così come ogni prodotto alimentare che li contenga (comprese le caramelle, le bevande tipo soft drinks, i gelati industriali ecc.), sono compresi nella categoria dei carboidrati concentrati. L’esperienza ci ha insegnato una volta per tutte che questi cibi sono distruttivi e il loro continuo uso porta a carenza nutritive.
Ciò che segue è una preoccupante lista di disturbi. Abbiamo constatato che questi carboidrati concentrati sono senza dubbio tra i cibi più distruttivi di quelli considerati propri della civiltà. La natura non ha programmato i processi digestivi nell’uomo per convertire questi cosiddetti alimenti in nutrimento per le cellule e i tessuti del corpo. Anche prima dell’adolescenza, le conseguenze del consumo di tali cibi sono evidenti degenerazioni dell’organismo. Se consideriamo il breve intervallo di tempo, di due o tre anni, che impiega a manifestarsi, possiamo comprendere come la vecchiaia non sia altro che un esplicito insulto nei confronti della Madre Natura e insulto alla nostra AnimA “quale Vita”.
Immagine correlataÈ vergognoso dover ammettere che non sappiamo ancora come sia meglio vivere e non ci siamo nemmeno posti il problema di imparare i principi fondanti della rigenerazione del nostro corpo. La verità? Mangiamo noi stessi fin nella tomba per soddisfare il nostro appetito.
In primo luogo, il calcio è uno degli elementi essenziali nella nostra dieta; ma deve essere consumato nella sua forma organica e attraverso atomi ORGANICI e vitali. Quando i cibi contenenti calcio vengono cotti o sottoposti a trattamenti, come accade in tutti i carboidrati citati più sopra, il calcio viene immediatamente convertito in atomi INORGANICI.
Questi ultimi non sono solubili in acqua e non possono fornirci il nutrimento di cui le cellule del nostro corpo hanno bisogno per rigenerarsi. Inoltre gli enzimi, distrutti alle temperature dai 54,4 °C in su, convertono gli atomi in sostanze morte. Di conseguenza questi cibi intasano letteralmente l’organismo dando poi origine ad artrite, diabete, disturbi alle coronarie (cuore), vene varicose, emorroidi, calcoli renali e alla cistifellea.
In secondo luogo, questi depositi di calcio inorganico, ormai senza vita, si accumulano sempre più se non si fa nulla per aiutare il corpo a eliminarli. In presenza di sodio vitale organico, e con l’ausilio anche di altri elementi e di processi che descriverò più avanti in questo libro, possono essere smossi e mantenuti in soluzione fino a che non vengano eliminati dall’organismo. Tali processi sono illustrati nel dettaglio quando parleremo alla sezione dedicata all’artrite.
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Il sodio gioca un ruolo molto importante nei processi fisiologici del corpo, tra i quali è fondamentale quello che consente di mantenere fluidi il sangue e la linfa per prevenire il loro addensamento. Ma l’unica forma di sodio che è utile su questo fronte è quella ORGANICA vitale che proviene dalle verdure fresche e da alcuni frutti.
IL SEDANO È RICCO DI SALE (SODIO)
Il “normale” sale da tavola è composto da elementi inorganici insolubili. Le vene varicose, l’indurimento delle arterie e altri disturbi sono riconducibili all’eccessivo uso di questo tipo di sale. Il sale è necessario per la formazione e il funzionamento dei fluidi che governano la digestione. Senza sale è pressoché impossibile digerire bene, ma solo alcuni sali sono interamente solubili nell’acqua. Ogni cellula del corpo è costantemente immersa in una soluzione idrosalina e se questa non viene mantenuta ai livelli richiesti, inizia la disidratazione.
Nel sale da cucina commerciale sono usate altissime temperature, intorno agli 815 °C, per solidificare il sale con additivi e adulteranti che ne rivestono i cristalli e che fungono da antiagglomeranti perché non si raggrumi più, oltre all’alluminio per la cospargibilità. Questo tipo di sale non è completamente solubile in acqua. Per superare questo ostacolo, quando abbiamo bisogno di usare il sale, possiamo usare sale di roccia, quello puro utilizzato anche nei filtri che purificano l’acqua.
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Il sale di roccia si ottiene dalle formazioni rocciose di sodio nel terreno e non viene trattato con il calore. È solubile in acqua e il suo utilizzo, naturalmente con moderazione, è compatibile e soddisfacente. Quando lo utilizziamo, possiamo macinarlo fino alla consistenza desiderata con un piccolo macinino da caffè o da frutta secca, come il Moulinex o altri macinini venduti nei negozi di alimenti naturali. Il sale di roccia è un catalizzatore naturale e gli enzimi riescono a utilizzarlo in maniera costruttiva.
Di solito contiene i seguenti elementi:
Cloruro di sodio dal 90 al 95%
Solfato di calcio dallo 0,05 all’1%
Solfato di magnesio dallo 0,05 all’1%
Cloruro di magnesio dallo 0,05 all’1%
L’umidità presente può andare dal 2,5 al 6%, occasionalmente si trova in tracce materia insolubile. Il “normale” sale da cucina, che non c’è scritto alimentare “di solito” perché funge da conservante, oltre agli elementi citati sopra presenti in proporzioni piuttosto diverse, contiene anche:
Cloruro di potassio, Solfato di sodio, Solfato di potassio, Cloruro di bario,
Bromuro di magnesio, Cloruro di stronzio, Cloruro di calcio
La maggior parte di questi elementi tende a inibire lo scioglimento del sale nell’acqua. Quando il tempo è secco e caldo, abbiamo sperimentato come sia piacevole ed efficace bere un bicchiere pieno di succo di sedano fresco e crudo la mattina e un altro il pomeriggio nell’intervallo tra i pasti. Agisce normalizzando la temperatura corporea e ci fa sentire a nostro agio mentre le persone intorno a noi sono fradice di sudore e oppresse dal caldo.
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Il sodio è uno degli elementi che contribuiscono a eliminare l’anidride carbonica dall’organismo. La carenza di sodio vitale organico porta a problemi ai bronchi e ai polmoni, aggravati dalla presenza di sostanze estranee come il fumo di tabacco. Questa deficienza è una delle concause di invecchiamento precoce soprattutto nelle donne. È un dato di fatto che le donne che fumano invecchiano di 15 anni ogni 5 che fumano.
La nicotina è la principale causa dello stato d’animo che si definisce come “nervi a fior di pelle”. Il fumo non allevia mai il problema, semmai lo aggrava. L’uso del tabacco crea uno stato mentale di benessere solo temporaneo ma al prezzo della degenerazione più o meno permanente dei tessuti, anche se la pubblicità ci racconta il contrario. Il fumo di tabacco inoltre inibisce anche il senso del gusto.
La combinazione di succo di sedano con altri succhi ha generalmente effetti positivi e in alcune formulazioni viene usato per combattere le carenze dell’organismo e altri disturbi con risultati addirittura fenomenali. Se miscelato con altri succhi, la proporzione degli elementi in ogni singolo succo cambia per corrispondere alla somma totale di quegli elementi, considerando anche gli altri succhi. Quindi nei succhi miscelati abbiamo formule completamente diverse rispetto ai succhi considerati singolarmente.
E proprio la scoperta degli effetti di queste combinazioni ha fornito la prova degli immensi benefici che i succhi hanno per l’uomo dalla culla alla tomba. In caso di disturbi nervosi conseguenza della degenerazione della guaina dei nervi, l’uso in grandi quantità di succo di carota e di sedano ha aiutato a ripristinare normali condizioni e ad alleviare o eliminare del tutto i disturbi.
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Il sedano è molto ricco di magnesio e di ferro, combinazione preziosissima per le cellule del sangue. Molte malattie del sistema nervoso o del sangue sono dovute principalmente ai minerali e ai sali inorganici introdotti nel corpo attraverso cibi devitalizzati e sedativi. Se non c’è un approvvigionamento adeguato di zolfo, di ferro e di calcio dalla dieta, o se tali elementi sono presenti in eccesso ma nella forma inorganica devitalizzata, allora possono comparire asma, reumatismi, emorroidi e altri disturbi.
Proporzioni non equilibrate di zolfo e fosforo nella dieta possono creare condizioni di irritabilità mentale, nevrastenia e anche pazzia. Anche molte malattie finora ascritte a un’eccessiva presenza di acido urico potrebbero in realtà essere causate dal consumo di cibi troppo ricchi di acido fosforico e carenti di zolfo. La combinazione di succo di carota e sedano fornisce questi minerali in proporzioni adeguate ed è eccellente per contrastare la predisposizione verso le malattie e per riportare l’organismo alle normalità laddove tali disturbi sono iniziati o hanno l’origine.
Succhi freschi di frutta e verdura by Dottor Norman W.Walker

Mirtilli selvatici

Per problemi intestinali: si prende un vaso di vetro bianco e si riempie a strati mirtillo e zucchero. Si chiude ermeticamente e si espone per tutta l’estate al sole. Nell’autunno si beve un bicchierino da grappa al giorno, lontano dai pasti e si mangiano le bacche.

Mirtillo serve anche: retiniti, glaucoma (frutto), cataratta, specialmente su soggetti diabetici.
Si trova sotto forma di pastiglie (bacche) nei supermercati ed erboristerie. Succo di mirtillo si consiglia anche per problemi dell’apparato urinario (il succo impedisce a certi batteri e germi di aderire alle pareti dell’apparato urinario- Escherichia coli) ed enuresi infantile.

È facile cadere nell’illusione che il miglior cibo terapeutico si nasconda in qualche luogo selvaggio dei Tropici. Leggiamo di ricercatori che perlustrano la giungla alla ricerca di radici e bacche miracolose, e nei negozi vediamo pacchetti di frutta secca esotica pubblicizzata come “supercibo”. Ci diciamo che forse, un giorno sarà scoperto un autentico cibo miracoloso: la radice, l’erba o la bacca che salverà l’umanità.
Se è vero che le foreste pluviali offrono potenti rimedi naturali, non è lì che i ricercatori troveranno il cibo più prezioso per la nostra salvezza, perché esso si “nasconde” proprio sotto i nostri occhi, in basse piante arbustive: sto parlando del mirtillo selvatico. Non c’è una forma di cancro che i mirtilli selvatici non possano prevenire, né una malattia nota all’umanità da cui non possano proteggere.
Non confondere i mirtilli selvatici con i loro cugini coltivati, che sono più grandi e, anche se fanno bene alla salute, non offrono neanche una frazione dei benefici dei mirtilli selvatici. La differenza tra gli uni e gli altri è la stessa che corre tra il salmone selvatico e quello d’allevamento, o tra una mucca nutrita a mangime industriale e una nutrita a erba e lasciata libera di pascolare, portare i mirtilli selvatici nella tua vita è come bere dal Santo Graal.
I mirtilli selvatici racchiudono informazioni sacre e antiche migliaia di anni. Si sono adattati a ogni variazione del clima per millenni. La loro intelligenza innata li ha indotti a non accettare la monocoltura ma a prosperare nella diversificazione: ne esistono più di cento varietà, che appaiono simili ma hanno una composizione genetica differente, perciò queste piante non potranno mai essere sradicate, qualunque cosa accada in futuro.
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Mentre altre specie possono sopravvivere a un incendio solo se i semi si conservano e vengono ripiantati, i mirtilli selvatici possono bruciare interamente ma torneranno sempre, più forti che mai. Nessun altro cibo del Pianeta ha la capacità di prosperare in condizioni così estreme. Anche se questo suo aspetto viene poco sottolineato, va detto che il mirtillo selvatico è adattogeno per eccellenza.
Attualmente questi frutti hanno conquistato l’attenzione dei nutrizionisti per gli alti livelli di antiossidanti. Ma c’è ben altro. Innanzitutto la loro concentrazione di antiossidanti è la più alta in assoluto tra i cibi esistenti e inoltre essi hanno una sterminata sfilza di proprietà non ancora scoperte.
Tanto per cominciare, oltre a polifenoli, antocianine, antocianidine e resveratrolo dimetilato, contengono decine di varietà di antiossidanti e cofattori di aminoacidi adattogeni che la scienza ancora non conosce. Quando mangi queste bacche, la loro intelligenza innata legge il tuo corpo, cerca potenziali malattie, monitora i tuoi livelli di stress e tossicità e trova il modo migliore per guarirti: il mirtillo selvatico è l’unico alimento che riesce a fare tutto questo.
I mirtilli selvatici sono uno dei più efficaci rimedi per disintossicare il corpo dai metalli pesanti e dai Terribili Quattro, sono anche il più potente alimento per il cervello, il più efficace probiotico e uno dei migliori ricostituenti per il fegato.
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Sostanzialmente, offrono benefici superiori a quelli di qualunque altra fonte per ogni parte del corpo. Una singola bacca contiene più informazioni di internet. Se i ricercatori avessero strumenti tecnologici adeguati per scoprire cosa racchiudono e come utilizzare le sostanze contenute nei mirtilli selvatici, troverebbero una cura per ogni malattia.
Tra un centinaio d’anni la medicina userà questo frutto come chiave per scoprire i segreti della guarigione, prova da subito la FitoMater Sagyrica Alchemica. Se stai attraversando un momento molto difficile e hai bisogno di supporto, fai entrare i mirtilli nella tua vita. Sono ottimi anche se ti serve una sferzata di energia o se devi affrontare sforzi fisici estremi: per uno scalatore che si trova di fronte al pericolo, i mirtilli selvatici possono fare la differenza tra la vita e la morte: sono l’unico cibo del Pianeta a contenere tutto il potere della Fonte Sacra, della divinità, dell’universo, accede all’energia dell’intestino, che li considerano la chiave per la sopravvivenza del genere umano nel futuro. I mirtilli selvatici sono il cibo della resurrezione.
MALATTIE
Per qualunque malattia, soprattutto se è un cancro o se colpisce il cervello – intestino e/o i nervi, prova a introdurre i mirtilli selvatici nella tua vita.
SINTOMI
Per qualunque sintomo, emotivo, spirituale o fisico, prova a introdurre i mirtilli selvatici nella tua vita.
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SUPPORTO EMOTIVO
I mirtilli selvatici sanno ispirarci più dei migliori motivatori del Pianeta, perché ci ricuciono a livello emotivo. I mirtilli selvatici rafforzano il tessuto stesso della nostra essenza, in modo da renderci meno suscettibili alle punizioni, ai rifiuti, allo scherno, all’umiliazione, all’abbattimento e all’avvilimento. Se soffri perché ti senti criticato, disprezzato, screditato, svilito o trascurato, questo è il cibo sacro, terapeutico, che fa per te.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Di certo nella vita avrai avuto un’esperienza che ti ha abbattuto, qualcosa – una malattia, una relazione difficile o un evento tragico – che ti ha messo in ginocchio e ha praticamente annientato il tuo senso d’identità. I mirtilli selvatici comprendono cos’hai passato, sanno chi sei, conoscono i danni che hai subito e possono aiutarti a risorgere.
Già in passato i nativi americani osservavano che, dopo un incendio, l’unica cosa che cresceva sulle ceneri erano le piante di mirtilli selvatici, che addirittura tornavano più forti e più sane che mai. È questa la fonte del loro potere: non solo risorgono dalle ceneri ma usano quelle ceneri a proprio vantaggio.
E grazie alla loro natura adattogena, quando vengono congelati non perdono il loro valore nutrizionale, come accade ad altri frutti e verdure, bensì lo aumentano. La difficoltà di resistere al processo di congelamento spinge il frutto a esprimere al massimo le sue potenzialità, offrendoti un apporto nutrizionale ancora più forte e biodisponibile.
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In entrambe le condizioni estreme, il fuoco e il gelo, i mirtilli selvatici non si limitano a sopravvivere: trionfano. Quando si trovano in una circostanza avversa, l’affrontano e migliorano se stessi per superarla. Se li mangi la loro essenza indistruttibile diventa parte di te. Un’ultima osservazione: sentiamo spesso dire che dobbiamo avere il giusto approccio mentale per attrarre l’abbondanza, plasmare i nostri pensieri e le nostre azioni per manifestare la vita che vogliamo.
Queste indicazioni possono essere molto utili: una persona positiva attrae più facilmente altra positività nella sua vita. A volte, però, è dura esserlo: l’ultima cosa che una persona malata, sofferente o alle prese con difficili traversie vuole sentirsi dire è che se fosse stata più ottimista forse non avrebbe attratto le avversità che ora l’angustiano. Bene, se proprio vuoi saperlo, uno dei segreti per manifestare l’abbondanza è il mirtillo selvatico.
Lo so, non è la risposta che ti aspettavi! Ma è così. Queste piccole bacche sono potenti. Quando aspiri a qualcosa, se vuoi vivere una vita prospera e fortunata, chiedi aiuto ai mirtilli selvatici e vedrai all’opera la loro magia.
SUGGERIMENTI
Spesso il posto in cui è più facile trovare i mirtilli selvatici è il reparto surgelati del supermercato.
Come ho già detto, il congelamento rende i mirtilli selvatici ancora più salutari.
Per gustarli, frullali così come sono per ottenere una deliziosa granita o lasciali scongelare prima di consumarli.
Con i mirtilli selvatici e una banana surgelati puoi preparare un gelato squisito e incredibilmente sano.
Ovunque tu viva, non sottovalutare i mirtilli selvatici che crescono nella tua zona: racchiudono proprietà miracolose che superano di gran lunga quelle dei mirtilli coltivati.
Se conosci qualcuno affetto da una malattia, offrigli dei mirtilli selvatici per mostrargli la tua solidarietà. Quando mangi i mirtilli selvatici, tieni a mente che sono doni, che racchiudono l’AnimA dell’Universo.
TORTA DI MIRTILLI SELVATICI
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Per quattro/sei porzioni
Stracolma di succosi mirtilli selvatici che esplodono in bocca su una dolce crosta di anacardi, questa torta è semplice e perfetta. Per prepararla bastano pochi minuti, lo stesso tempo per farla sparire! Gustala a colazione, come dessert o in qualunque momento ti venga voglia di mangiarla.
⅓ di tazza di anacardi
⅓ di tazza di scaglie di cocco non dolcificate
4 tazze di datteri denocciolati
550 g di mirtilli selvatici scongelati
1 mango a cubetti
Per la crosta, mescola gli anacardi, il cocco e tre tazze di datteri in un mixer fino a ottenere un composto omogeneo. Disponi l’impasto in una tortiera di circa venti centimetri di diametro e pressalo con le dita. Copri e lascia riposare in frigorifero.
Per guarnire, mescola nel mixer metà dei mirtilli selvatici, i datteri restanti e il mango finché si amalgamano. Unisci al composto il resto dei mirtilli. Versa il tutto sulla torta e lascia riposare in frigorifero per almeno quaranta minuti. Servila fredda e gustala!
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato