I carboidrati insulinici causano le malattie moderne

L’azione indiretta si riferisce al compito del cortisolo di contrastare tutte quelle patologie promosse dall’assunzione dei carboidrati: l’infiammazione cronica, l’infiammazione intestinale (Sibo), le malattie autoimmuni (ad esempio artrite reumatoide), infiammazione causata dal tessuto grasso (morte degli adipociti).

Sarà difficile sentir dire da un medico che i carboidrati sono la base delle malattie moderne (praticamente tutte).
Alcuni dottori ci diranno che ciò dipende dalla quantità di carboidrati ingeriti. Purtroppo, abbiamo stravolto la dieta ancestrale, trasformando la nostra alimentazione a base di grassi e proteine, in quella moderna a base di zuccheri. Il corpo è nato per funzionare con i grassi (lo ha fatto per milioni di anni), ma nonostante ciò, la classe medica non prende in considerazione queste evidenze scientifiche.
D’altronde non si può immaginare che un cambiamento così estremo non comporti problemi e malattie. In questa parte del libro parleremo appunto della correlazione tra l’assunzione dei carboidrati insulinici (che attivano l’insulina) e le malattie moderne che affliggono l’uomo.
L’obesità ed i carboidrati insulinici.
L’obesità rappresenta più di altre, la malattia con la più evidente correlazione con i carboidrati.
Infatti questa incredibile pandemia ha avuto inizio proprio dall’introduzione di tutti quei cibi considerati cibo spazzatura. Stiamo parlando delle bibite zuccherate, degli snack a base di patate, riso, mais, cereali o caramelle, cioccolatini. Che sommandosi al consumo di alimenti come pizza, pasta, riso e pane, ne hanno aumentato gli effetti nefasti, aumentando il numero dei picchi glicemici della giornata.
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Inoltre sappiamo che tutte le calorie assunte sotto forma di carboidrati insulinici, non vengono consumate dal nostro corpo, ma che al contrario le deposita nelle cellule adipose. Infine il calo glicemico (causato dall’insulina) ci induce a mangiarne di nuovo. Nel passato non c’era una disponibilità così immediata ed eccessiva di prodotti a così alto carico di glicemico ed inoltre ci si muoveva molto di più. Per questo, per quanto non idonei, i cibi non causavano l’insorgenza dell’obesità.
Abbiamo visto che gli alimenti insulinici (a base di carboidrati) non stimolano la produzione
dell’ormone colecistochinina, il quale ci induce la sensazione di sazietà, evitandoci così di introdurre più calorie di quelle di cui abbiamo effettivamente bisogno. Inoltre l’insulina induce i cali di leptina (successivi ai picchi), che a loro volta causano la produzione di grelina (ormone della fame). Sappiamo che gli sbalzi di leptina causano nel tempo un effetto chiamato leptino-resistenza, capace di diminuire l’effetto della leptina sulle cellule bersaglio.
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Ciò, da una parte influenza direttamente il funzionamento della tiroide (con l’effetto di far scendere il metabolismo del corpo) e dall’altra è la causa di una maggiore produzione di grelina (maggiore senso di fame). In effetti una maggiore presenza di cellule adipose, dovrebbe indurre il nostro corpo a non richiedere altro cibo (sentire la fame), mentre al contrario le persone obese (afflitte da leptino-resistenza) sono sempre affamate.
Abbiamo inoltre approfondito come questi cibi inducono il nostro cervello a farceli desiderare con bramosia. Se a ciò aggiungiamo, la disponibilità e l’efficienza distributiva di come tali prodotti siano posti in vendita e di quali budget milionari dispongano le catene distributive e le multinazionali per indurci ad acquistarli, è facile immaginare perché tanta gente stia diventando obesa. D’altronde dove nasce un bisogno, c’è sempre qualcuno pronto a soddisfarlo.
L’ipercortisolemia ed i carboidrati insulinici
Il cortisolo è un nostro grande alleato, ma il consumo dei carboidrati insulinici lo hanno trasformato in nemico da contrastare.
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I carboidrati sono dei promotori incessanti della produzione di tale ormone, svolgendo in tal senso un’azione diretta e indiretta. L’azione diretta si riferisce al compito del cortisolo di ripristinare la quantità minima di glucosio nel sangue (0,8 g/lt). Difatti come abbiamo già detto, l’intervento dell’insulina (a seguito di un pasto a base di carboidrati) causa inevitabilmente un calo glicemico (successivo al picco). Quindi ogni qual volta attiviamo l’insulina promuoviamo successivamente l’intervento del cortisolo.
L’azione indiretta si riferisce al compito del cortisolo di contrastare tutte quelle patologie promosse dall’assunzione dei carboidrati: l’infiammazione cronica, l’infiammazione intestinale (Sibo), le malattie autoimmuni (ad esempio artrite reumatoide), infiammazione causata dal tessuto grasso (morte degli adipociti). Inoltre un’alimentazione ricca di zuccheri (che porta con sé i problemi delle glicotossine, della permeabilità intestinale, dei radicali liberi, della candida, etc.) conduce nel tempo all’infiammazione silente e cronica, un’altra causa della produzione eccessiva di cortisolo.
Questo ormone non è in grado di fermare l’infiammazione cronica ma solo tenerla a bada. Ciò significa che le infiammazioni nel tempo, tenderanno ad aumentare (perchè non vengono mai eliminate) causando un incremento costante di cortisolo.
Vivere 120 Anni
 
 

Ortica

Questo cibo antiradiazioni è eccezionale per lenire le surrenali e altre ghiandole del sistema endocrino che sono sovraccariche, logorate e affaticate. E siccome le ovaie fanno parte del sistema endocrino, l’ortica prende due piccioni con una fava: aiuta entrambe le fonti di squilibrio ormonale in un colpo solo.

Ortica
Anche se non ci sarà nessun’altra fonte a dirtelo, l’ortica è un’erba estremamente adattogena ed è l’ideale per supportare il corpo nei momenti di stress. L’ortica ha oltre settecento composti fitochimici non ancora approfonditi dalle scoperte scientifiche, è un’erba vivificante che promuove la longevità e svolge una straordinaria azione antinfiammatoria sugli organi esausti, inoltre contiene alcaloidi curativi su cui la ricerca scientifica non ha ancora indagato.
Nella salute della donna le ovaie ricevono molta attenzione perché producono gli ormoni sessuali, ciò significa che quando le analisi dimostrano che i livelli ormonali di una donna sono scarsi, i professionisti della salute tendono a incolpare l’apparato riproduttivo e a volte prescrivono integratori che in realtà non servono. La verità è che nel corpo femminile la produzione di estrogeni, progesterone e testosterone è egualmente distribuita tra le ovaie e le ghiandole surrenali.
Se i livelli ormonali sono bassi spesso è perché le ghiandole surrenali sono iperattive (e l’effetto corrosivo dell’adrenalina in eccesso interferisce con un’accurata lettura dei valori) o ipoattive (quindi non riescono a produrre un’adeguata quantità di ormoni sessuali). L’unico modo per ottenere una lettura accurata dei test ormonali e capire davvero come stanno funzionando gli organi riproduttivi è mantenere le ghiandole surrenali perfettamente sane ed equilibrate.
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Troppe donne fra i venti e i trent’anni si sentono dire che sono in premenopausa quando la vera ragione della loro sofferenza è l’affaticamento surrenale. Sono moltissimi i casi in cui il problema è attribuito all’apparato riproduttivo quando invece sono le ghiandole surrenali ad aver bisogno di cure. Ed è qui che entra in gioco l’ortica.
Questo cibo antiradiazioni è eccezionale per lenire le surrenali e altre ghiandole del sistema endocrino che sono sovraccariche, logorate e affaticate. E siccome le ovaie fanno parte del sistema endocrino, l’ortica prende due piccioni con una fava: aiuta entrambe le fonti di squilibrio ormonale in un colpo solo. L’ortica è l’erba più efficace in assoluto per l’apparato riproduttivo, specialmente quello femminile insieme al Lampone, Ribes, Erica, Salvia, Agnocasto ecc.
Favorisce la produzione degli ovuli supportando l’ormone che stimola i follicoli e che ha un ruolo decisivo nella produzione dell’ovulo; inoltre libera l’organismo dagli estrogeni tossici provenienti da fonti esterne, come materiali plastici e pesticidi.
Ricca di sostanze che rafforzano e proteggono le ossa come il silicio, l’ortica contiene anche oltre quaranta oligoelementi nella loro forma più bioattiva, biodisponibile e facile da assimilare. Per di più è un potente antidolorifico che aumenta la nostra capacità di prosperare.
L'immagine può contenere: ciboMALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre l’ortica nella tua vita.
Infezioni alle vie urinarie (comprese quelle alla vescica e ai reni), cistite interstiziale, cancro agli organi dell’apparato riproduttivo (ovaie, utero, cervice), virus di Epstein-Barr/ mononucleosi, artrite reumatoide, herpes zoster, disturbo da stress post-traumatico, laringite, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, acne, eczema, psoriasi, infertilità, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, alopecia, anemia, anoressia, ansia, depressione, prolasso della vescica, edema, disturbi del sistema endocrino, sindrome dell’ovaio policistico, infezioni vaginali da streptococco.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre l’ortica nella tua vita.
Ghiandole surrenali ipoattive o iperattive, squilibri ormonali delle ghiandole surrenali, ansia, infiammazioni, squilibri ormonali dell’apparato riproduttivo, secrezioni, prurito e/o bruciore vaginale, dolori mestruali, crampi mestruali, sindrome premestruale, eruzioni cutanee, mal di testa, allergie alimentari, sintomi della menopausa, crampi addominali, invecchiamento accelerato, tessuti cicatriziali, gonfiore, mani e piedi freddi, incontinenza, mestruazioni irregolari, cortisolo basso, sbalzi d’umore, tristezza.
SUPPORTO EMOTIVO
L’ortica è un ottimo rimedio per dare equilibrio a chi si distrae e si disperde facilmente.
Immagine correlataINSEGNAMENTO SPIRITUALE
Quando l’ortica inizia a germogliare in primavera sembra una delle tante erbacce che spuntano in giardino o nei campi; apprezziamo quel tocco di verde ma senza dargli molta importanza. Poi, all’improvviso, l’ortica si schiude, si riempie e rivela la sua presenza. Se non le prestiamo attenzione, si annuncia con piccole punture quando la sfioriamo.
Chi ha avuto incontri dolorosi con l’ortica è portato a considerarla un’erba infestante e, appena avvista le prime piante della stagione, prova un pizzico di apprensione. Ma chi ha imparato ad avvicinarsi all’ortica con rispetto, chi è entrato in sintonia con i suoi molti benefici, quando vede crescere una nuova pianta ha un fremito.
L’ortica c’insegna a tenere gli occhi aperti e a saper cogliere ovunque queste scintille di gratitudine. C’è qualcos’altro nella tua vita che tratti con noncuranza quando invece dovresti imparare ad aprirti per avvicinarlo e apprezzare la sua vera natura?
SUGGERIMENTI
Immagine correlataAnche in forma essiccata, l’ortica sprigiona tutta la sua potenza. Bevi una tisana di foglie d’ortica nel pomeriggio perché è l’orario in cui i suoi effetti sono più portentosi.
Perfetta raccolta fresca e fatta passare dall’estrattore, è molto buona dolce.
Per curare punture d’insetto, escoriazioni e ustioni lievi, imbevi un panno nella tisana d’ortica e applicalo sull’area da trattare.
Prima di una meditazione, bevi una tisana di foglie d’ortica per aumentare la tua concentrazione.
TISANA D’ORTICA ALLO ZENZERO
Per tre/sei tazze
Risultati immagini per tisana ortica e zenzeroLa capacità di adattamento dell’ortica ci aiuta a entrare in contatto con il nostro intuito. Quando sorseggi questa bevanda rinvigorente, rifletti sulle tue capacità intuitive: pensa a quanto ti sono state utili in passato e chiediti cosa ti stanno comunicando adesso.
2 cucchiai di foglie d’ortica
2 cucchiai di menta fresca tritata
2 cucchiaini di zenzero grattugiato
Mescola tutti gli ingredienti in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza.
Lascia in infusione per almeno cinque minuti.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Mycoplasma e Malattie Croniche

Il mycoplasma pneumoniae e altre sette specie di micoplasma sono state riconosciute come causa diretta o importanti co-fattori di molte malattie croniche incluse artrite reumatoide, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, fibromialgia, fatica cronica, diabete, morbo di Crohn, SLA (sclerosi laterale amiotrofica), uretite non gonococcica, asma, lupus, sterilità, AIDS, alcuni tipi di cancro e leucemia.

Mycoplasma pneumoniae è stata scoperta nel tratto urogenitale di pazienti con malattia infiammatoria pelvica, uretiti e altri disturbi delle vie urinarie.

E’ stato scoperto nel tessuto e fluido cardiaco di pazienti con cardite, pericardite, tachicardia, anemia, anemia emolitica e altre malattie coronariche. E’ stato trovato nel fluido cerebrospinale di pazienti con meningite ed encefalite, morbo di Alzheimer, SLA e altre infezioni, malattie e disturbi del sistema nervoso centrale. E’ stato regolarmente trovato nel midollo osseo di bambini con leucemia.

Il mycoplasma pneumoniae e altre sette specie di micoplasma sono state riconosciute come causa diretta o importanti co-fattori di molte malattie croniche incluse artrite reumatoide, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, fibromialgia, fatica cronica, diabete, morbo di Crohn, SLA (sclerosi laterale amiotrofica), uretite non gonococcica, asma, lupus, sterilità, AIDS, alcuni tipi di cancro e leucemia.

I dr. Baseman e Tully in un articolo del 1997 dal titolo Mycoplasmas: Sophisticated, Reemerging, and Burneded by their Notoriety affermano:

i micoplasmi da soli possono provocare malattie croniche e acute in diverse parti dell’organismo con un ampio numero di complicazioni e sono stati coinvolti come co-fattori della malattia. Recentemente i micoplasmi sono stati indicati come co-fattori della patogenesi dell’AIDS, alle trasformazioni maligne e all’aberrazione cromosomica, alla sindrome della Guerra del Golfo e altre malattie complesse e inspiegabili, compresa la sindrome da fatica cronica, il morbo di Crohn e vari tipi di artrite.

http://www.naturmedica.com/index.php?mod=content&cat=1&padre=98&ID=99&livello=subsub&lang=IT

disintossicare, alimentare, rieducare, informare il nostro corpo è di fondamentale importanza con un’educazione e Rimedi personalizzati e mirati 

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Disbiosi intestinale

Fattori che portano ad una acidosi dell’intestino producono una disbiosi, essi sono: farmaci, soprattutto antibiotici, stress fisici e psichici, stabilizzanti alimentari, es solfiti, diete sbilanciate, e troppo ricche in carboidrati semplici, di proteine animali, povere in grassi insaturi.

Disbiosi intestinale

Una alterazione della flora intestinale è riportata contribuire all’insorgere di diverse patologie croniche e degenartive(1) .

La sindrome dell’intestino irritabile, l’infiammazione intestinale, l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, …, sono state collegate ad alterazioni della flora intestinale.

L’intestino viene continuamente infestato da miriadi di batteri, pertanto deve essere in grado di selezionare quelli simbiotici, a cui ha affidato preziosi compiti vitali, da quelli disbiotici. In realtà non c’è una netta demarcazione tra simbiotici e disbiotici, eccetto pochi casi, alcune funzioni sono svolte da tutta una serie di batteri, che svolgono il loro compito in maniera corretta se presenti in rapporti corretti.

Risultati immagini per disbiosi

Spesso batteri, simbiotici a livello intestinale, possono diventare patogeni se infestano e
fuoriescono dall’intestino, come ad esempio l’Escherichia Coli o la Candida.

L’intestino controlla l’attecchimento dei ceppi batterici mediante il controllo delle condizioni intestinali.

Di particolare importanza è la secrezione di muco, che permette ai batteri di aderire

alla membrana intestinale, e al pH. La sensibilità al pH è dell’ordine dei decimi di unità, variazioni di pH portano a modificare la distribuzione della popolazione batterica.

Dalla botanica sappiamo che ci sono piante che, per esempio le stelle alpine, attecchiscono solo su terreno basico, ma la dipendenza dal pH dei ceppi batterici è tale che potremo immaginare di vedere un elegante prato all’inglese trasformarsi in sterpaglie in seguito ad una minima variazione di pH.

Fattori che portano ad una acidosi dell’intestino producono una disbiosi, essi sono: farmaci, soprattutto antibiotici, stress fisici e psichici, stabilizzanti alimentari, es solfiti, diete sbilanciate, e troppo ricche in carboidrati semplici, di proteine animali, povere in grassi insaturi.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

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1) Blumberg RS, Saubermann LJ, Strober W. Animal models of mucosal inflammation and their relation to human inflammatory bowel disease [published erratum appears in Curr Opin Immunol 2000; 12

Enotera (Oenothera biennis)

Come prevenzione delle malattie dell’invecchiamento: ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, perdita di memoria, artrite reumatoide ed artrite psoriasica

Ricca d’acido y-linolenico, si consiglia per sindrome premestruale (Horrobin FD. The role of essential fatty acids andprostaglandins in the premestrual symdrome. J Reprod Med 1983;28:465-8),

mastalgie dolore al seno (collegata alla sindrome premestruale sembra ottenere un beneficio dal trattamento con acidi grassi polinsaturi, con una riduzione della sintomatologia dolorosa pari al 45% ed al 27% rispettivamente nelle mastopatie cicliche e non cicliche.

Prodotti contenenti: olio d’enotera sono usati da molti ginecologi (Cyclical mastopathy: a critical review of therapy. Goodwin PJ, Neelam M:, Boyd NF, Henrietta Bamting Breast Centre, Women’s College Hospital, University of Toronto, Canada, Br J Surgery 1988;75:837-44),

è stata osservata: anche una riduzione della ghiandola mammaria e della recidività di cisti mammarie dopo l’asportazione chirurgica (Maddox PR, Mansel RE: Management of breast pain and nodularity. World J Surgery 1989;13;699-705)

gastrite e gastropatie: da FANS (supplemento d’olio d’enotera biennis possa proteggere la mucosa gastrica da eventuali danni – (Medical Hypothesis1983;11;381-9), ipertensione e gestosi gravidica.

La somministrazione: di un supplemento d’acidi grassi polinsaturi nel secondo trimestre di gravidanza ha determinato una riduzione della sensibilità vascolare ed un’infusione d’angiotensina II.

È probabile: che un trattamento con acidi grassi polinsaturi possa contribuire a rallentare lo sviluppo di un’ipertensione nell’ultimo trimestre di gravidanza in donne a rischio (-The effect of essential fatty acid and specific vitamin supplements on vascular sensitivity in the mid-trimester of human pregnancy. Clinical and Experimental Hypertension 1983;2;247-54), morbo di Raynaud (Tromb Haemost 1985-54-490-4), fibrosi cistica, dermatiti croniche ed eczemi (Essential fatty acids in the plasma phospholipids of patients with atopic eczema. Br J Dermatol 1984;110:643-8),

Come prevenzione delle malattie dell’invecchiamento: ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, perdita di memoria, artrite reumatoide ed artrite psoriasica (effects of altering diatary essential fatty acids on requirements for non-steroidal antiinflammatory drugs in patients with rheumatoid arthritis: a double blind placebo controlled study. Ann Rheum Dis 1988;47;96-104) ed altre, come nefropatie, neuropatie diabetiche, colite ulcerativa, obesità refrattaria, asma bronchiale, nei “flushing “ menopausali, nell’epatite cronica B.

Disponibile in diverse forme titolato al 10,26% in acido gamma-linolenico, metodo di determinazione GC, corrispondente a 40 mg di principio attivo pari ad una posologia di 160-240 mg/die d’acido gamma-linolenico).

La somministrazione d’olio d’enotera può rendere manifesta un’epilessia del lobo temporale, già presente ma non diagnosticata precedentemente, in soggetti che facciano uso di farmaci epilettogeni quali p.e. le fenotiazine.

Tuttavia, nessun effetto sul sistema nervoso centrale è stato mai osservato con olio d’enotera al di fuori di questa segnalazione.

Curcuma O.E. e Rizoma

Viene usata anche per risolvere piccole insufficienze ed intossicazioni epatiche dove attiva gli emuntori e le litiasi biliari.

Utile per favorire il fisiologico benessere della colecisti

Note Bibliografiche:

Curcuma – Specie: Curcuma longa L. Famiglia: Zinziberacee – Droga: rizoma.

La curcuma è una pianta erbacea tropicale diffusa in Asia ed Africa e coltivata da millenni come spezia. Se ne raccoglie il rizoma carnoso dall’aroma caratteristico che è poi il principale ingrediente della miscela di spezie nota come curry.

L’aroma si può estrarre sotto forma di un olio volatile di color giallo brillante ricco in chetoni (turmerone, atlantone) e terpeni (zingiberene, fellandrene, sabinene).

La pianta è nota nella tradizione ayurvedica e popolare per le proprietà stomachiche e digestive. La Curcumina (uno dei principali principi attivi) ha una attività antiflogistica ed antinfiammatoria a bassa tossicità.

Ha azione antiossidante, antivirale, viene consigliata come protettore del fegato, della mucosa gastrica e come antiulcera ma in piccole dosi, ha inoltre attività battericida. Il rizoma è di aiuto nei processi digestivi, per le proprietà coleretiche e colagoghe, ed anche come stimolante dell’appetito.

Parti utilizzate: radici.

Modalità d’uso: per parte esterna detergere bene la zona e cospargere con poca polvere della radice e bendare.

Per uso interno: un cucchiaino della radice polverizzata per una tazza di latte caldo, dose massima 3 tazza al giorno.

Per cataplasmi: si mescola la polvere con pochissima acqua e si applica 3 volte al giorno.

In commercio si trova anche sotto forma di TM. L’estratto secco 1000-1500 mg al giorno.

Olio essenziale, MicroDosi. Si sospetta che riduca la fertilità, quindi da non abusare nei bambini.

Curcuma ha effetto anticoagulante, quindi parlare con il medico se si hanno tali problemi, prima di usare l’erba.

Curcuma si sconsiglia: alle persone sofferenti di gastriti acide e d’occlusione delle vie biliari.

Non sono noti effetti collaterali.

Proprietà: digestiva, epatoprotettiva (nelle epatiti intossicative, epatiti croniche, infiammazioni del fegato) antinfiammatoria nelle cure dell’artrite, artrosi e reumatismo articolare, cardioprotettiva, recenti scoperte hanno dimostrato la sua azione anticancerogena dei linfomi,

La medicina Ayurvedica: la adopera per intossicazioni del sangue, l’anemia, ostinati disturbi urinari e malattie della pelle.

É un rimedio notevole delle difficoltà digestive, poiché contemporaneamente migliora la flora batterica intestinale. Viene usata anche per risolvere piccole insufficienze ed intossicazioni epatiche dove attiva gli emuntori e le litiasi biliari.

Tra i costituenti chimici troviamo curcuminoidi, che possiedono notevoli proprietà antiflogistiche, un olio essenziale composto da sesquiterpeni, turnerone, zingiberene.

Note Bibliografiche per l’Olio Essenziale

Ha proprietà coleretica, colagoga, spasmolitica biliare, antiflogistica delle vie biliari, eupeptica, antidispeptica, epatoprotettiva, carminativa, antibatterica. É un rimedio notevole delle difficoltà digestive, poiché contemporaneamente migliora la flora batterica intestinale.

Viene usata anche per risolvere piccole insufficienze ed intossicazioni epatiche dove attiva gli emuntori e le litiasi biliari. Tra i costituenti chimici troviamo curcuminoidi, che possiedono notevoli proprietà antiflogistiche, un olio essenziale composto da sesquiterpeni, turnerone, zingiberene.

Proprietà

  • Facilita la digestione e stimola la secrezione della bile
  • Epatoprotettore antiepatotossico del fegato (AZIONE ELETTIVA)
  • Epatite
  • Tumore maligno o Cancro * “secondo alcuni studi”
  • Antitumorale (ritarda la proliferazione) * “secondo alcuni studi”
  • Ipocloridria
  • Dispepsia, disturbi epatici, calcoli biliari.
  • Colecistite, gastrite.
  • Coliche biliari (AZIONE ELETTIVA)
  • Antiodssidante
  • Flogosi, prevenzione cancro e malattie virali.
  • Aerofagie (med., involontaria ed eccessiva deglutizione di aria che provoca gonfiore dello stomaco ed eruttazioni).
  • Chemioprotettiva sulla cancerogenesi.
  • Favorisce l’espulsione dei, riducendo la loro produzione.e antifungina , è attivo contro Trichophytons (parassiti di alcuni herpes e tigna).
  • è attivo contro i vermi intestinali (ascaridi, ossiuri …).
  • l’olio essenziale di Curcuma ha una attività inibitoria contro batteri gram +, compresi Staphylococcus aureus e gli Listeria monocytogenes.

Indicazioni

  • Disturbi digestivi:
  • Carenze digestive ed epatobiliare
  • Flatulenza, gas intestinali
  • Colite dolorosa
  • Vermi: ossiuri, ascaridi
  • Disturbi del colon
  • L’olio essenziale utile nella lotta contro la meticillino-resistente Staphylococcus aureus (comune nelle infezioni nosocomiali)
  • Herpes causati da Trichophytons

Sinergie

  • Vermi, ossiuri : oli essenziali thujanol timo, aglio
  • Azione digestiva: oli essenziali di anice, finocchio, basilico tropicale
  • Urinarie antibatterici: Oli essenziali di legno di rosa, timo thujanol
  • Azione contro Staphylococcus aureus: oli essenziali di Tea Tree, Manuka
  • oli essenziali di Palmarosa Alloro

Proprietà per la bellezza

  • Antiossidante , le proprietà contenuti nell’olio essenziale di Curcuma inducono una reazione di difesa del corpo contro lo stress ossidativo responsabile dell’invecchiamento precoce.
  • Migliora la carnagione della pelle.
  • Attivo contro la forfora .

Indicazioni:

  • per pelle matura
  • Linee sottili e rughe
  • Pelle stanca
  • Film idrolipidico

Sinergie:

  • Anti-age: oli essenziali di legno di rosa, legno Ho, Mirto Verde, Incenso
  • Colorito sano: oleoso di carota macerato, oli vegetali Albicocca, Buriti, polvere di curcuma.
  • Film: oli essenziali di eucalipto radiata, Geranio dell’Egitto, Alloro, Palmarosa, Tea-tree, ginepro, BayThomas …Estratti vegetali come bardana in polvere, Peonia, bisabololo e allantoina.

Proprietà Psico – emozionale:

  • Può concentrare la sua energia sui reali valori +++
  • Ottimizzazione , aiuta a vedere il lato positivo della vita +++
  • Goliardia e non può essere disturbato con banalità. +++
  • Conduce per l’accettazione di questo e ora: Carpe diem +++
  • Facilita il processo decisionale e la fiducia ad assumere. ++
  • Purifica i sistemi energetici del corpo.
  • In Ayurveda, questo olio essenziale è associato con il chakra del plesso solare: Manipura.
  • Il suo colore è giallo.

Indicazioni:

Le persone pessimiste

Disgusto della vita

La paura del cambiamento

Morale basso

ATTIVE SUL FEGATO  Le varie patologie del fegato e della cistifellea portano a una insufficiente produzione o alterato rilascio di bile o alla formazione di calcoli nelle vie biliari oppure a una sofferenza delle cellule epatiche. Le droghe attive sui meccanismi biliari e sul fegato vengono chiamate

a) Coleretici, se producono un aumento del succo biliare e si suddividono in:

– Coleretici veri, se aumentano la secrezione dei costituenti biliari (Carciofo, Curcuma, Combreto, Calendula, Melanzana, Enula, Tarassaco);

– Idrocoleretici, se aumentano la secrezione del componente acquoso biliare aumentando la fluidità (Lavanda, Menta, Melissa, Timo).

b) Colaghoghi, se accelerano il deflusso dal fegato alla cistifellea o da questa nell’intestino e possono essere suddivise in:

– Fluidificanti della bile, se accelerano il deflusso abbassandone la viscosità (Boldo);

– Colecistocinetici, se aumentano l’escrezione della bile stimolando le contrazioni della cistifellea (Boldo, Carciofo, Rabarbaro, Tuorlo d’uovo, Olio d’oliva).

c) Protettivi o detossicanti del fegato, se contribuiscono a normalizzare la struttura delle biomembrane dell’epatocita, migliorandone la funzione (Cardo mariano, Melanzana, Rosmarino).

d) Preventivi della calcolisi biliare o epatica e da impiegarsi per l’espulsione di piccoli calcoli (microlitiasi).

I calcoli possono formarsi nella cistifellea (calcolosi biliare colecistica) o, più raramente, nei condotti biliari (calcolosi biliare epatica).

  1. Il sintomo caratteristico è la colica prodotta dalle contrazioni attraverso le quali l’organismo tenta di eliminare il calcolo spingendolo nell’intestino.
  2. Le erbe utili ad azione colagoga-coleretica e fluidificante sono: Boldo, Combreto, Carciofo.
  3. Anche e soprattutto l’olio d’oliva, assunto a digiuno a dose di 1-4 cucchiai, è utile alla espulsione di piccoli calcoli.
  4. Attenzione, comunque a questo tipo di automedicazione perché in questa patologia, molto spesso è più utile non ‘smuovere’ il calcolo che potrebbe andare ad ostruire le vie biliari procurando una situazione risolvibile solo con trattamento chirurgico di urgenza.

Rimedi Fitoterapici

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/curcuma-longa/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitomater-curcuma/

Bibliografia:

http://www.phytobollettino.it/Phytobollettino/Benvenuto.html
ERBE OFFICINALI : http://www.erbeofficinali.org/ http://www.erbeofficinali.it/index.cfm
http://www.rain-tree.com/index.html
Ricerca di terze parti disponibile e reperibile in PubMed http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed
http://www.mednat.org/prodotti/tuvz.htm
http://www.mednat.org/pericolo_farmaci2.htm
http://www.eurosalus.com/alimentazione-sport/minerali-microdosi-per-vivere-a-lungo
AROMA ZONE: http://www.aroma-zone.com/

Incenso

a pianta da secoli utilizzata dalla medicina ayurvedica: come rimedio per reumatismi, per diabete, per la febbre, per molti disturbi respiratori, del fegato, del cuore e della pelle e ancora per stimolare sotto forma di un olio, la crescita dei capelli.

Boswellia Serrata

Dall’incisione della corteccia della Boswellia serrata,

un grande albero sempreverde originario della regioni subtropicali dell’Africa e dell’India si ottiene una sostanza resinosa che si solidifica a contatto con l’aria assumendo l’aspetto di grossi granelli giallo-oro a forma di goccia, conosciuti nei paesi d’origine anche come “incenso indiano”.

La pianta da secoli utilizzata dalla medicina ayurvedica: come rimedio per reumatismi, per diabete, per la febbre, per molti disturbi respiratori, del fegato, del cuore e della pelle e ancora per stimolare sotto forma di un olio, la crescita dei capelli.

Recenti studi scientifici hanno confermato che alcune sostanze presenti nella resina di Boswellia possiedono interessanti proprietà utili nel trattamento: di malattie infiammatorie croniche che possono colpire le ossa e le articolazioni: artrite, artrosi, forme reumatiche.

Modalità d’uso: Tintura madre, può essere usata anche per lunghi periodi.

Si usa per: le terapie dell’apparato osteoarticolare: artrite, artrosi, fibromialgie, tendiniti.

Anche per asma, malattie allergiche, coliti e morbo di Crohn.

TM di Boswellia ha dato degli ottimi risultati nell’osservazione clinica nel trattamento d’artropatie nel periodo di 4-8 settimane. Ha prodotto un significativo miglioramento della sintomatologia (rigidità, debolezza, gonfiore) e ha ristabilito una soddisfacente funzionalità articolare.

Il trattamento è stato ben tollerato. Si è dimostrata una maggiore flessibilità articolare, soprattutto mattutina, anche nei soggetti che prima non hanno risposto al trattamento con i FANS. (non ha effetti collaterali dei FANS, bon tollerata anche dai soggetti con problemi gastrici). Inoltre è emersa una ridotta necessità d’assunzione di farmaci antiinfiammatori.

Estratto è controindicato a chi: soffre d’intestino pigro e può aumentare l’effetto dei sedativi e tranquillanti.

Proprietà in MicroDosi di Olio Essenziale

  • Anticatarrale, espettorante
  • Terapeutico
  • Stimolante delle difese immunitarie
  • Antidepressivo, calma l’angoscia
  • un buon «supporto» calmante e per la meditazione.
  • Antitumorale (ancora allo stato di ricerca)!

Indicazioni :

  • bronchite catarrale ed asmatiforme, asma, sinusite
  • ferite, ulcera, ulcera varicose, cura delle pelli secche
  • Sistema immunitario: mancanza immunitaria
  • angosce, preoccupazione, tensione, depressione nervosa

Borragine Piante Officinali

depurativa, diuretico eliminatore dei cloruri, lassativa, integrazione dietetica d’acido y-linolenico, si consiglia per sindrome premestruale

Borrana – Borragine (Borago officinalis)

Parti usate: foglie, fiori, steli

Modalità d’uso: Un cucchiaio da minestra per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare.

Dose 3 tazze al giorno tra i pasti come depurativo, diuretico, lassativo, sudorifero.

Di foglie e steli: si fa decotto, un cucchiaio da minestra per una grande tazza d’acqua, portare ad ebollizione e spegnere, coprire, lasciare a riposo per 10 min.

Dosaggio come sopra.

Risultati immagini per BORRAGINE

Proprietà: depurativa, diuretico eliminatore dei cloruri, lassativa, integrazione dietetica d’acido y-linolenico, si consiglia per sindrome premestruale (Horrobin DF. The role of essential fatty acids and prostaglandins in the premestrual syndrome. J.Reprod Med 1983; 28:465-8),

Nelle dermatiti croniche ed eczemi atopici (Borago oil, an effective new treatment for infantile seborrhoeic dermatitis. Tolesson A., Frihz A. Br J. Dermatol 1993:129:95) (Department of dermatology, Sodersjukhuset, Stockholm, Sweden. Transepidermal water loss and water content in the stratum corneum in infantile serorrhoeic dermatitis. Acta Dermato-Venelologica 1993;73; 18-20),

Patologie legate all’invecchiamento precoce: ipertensione e malattie arteriosclerotiche, artrite reumatoide ed altre, aggregazione piastrinica (la somministrazione di GLA riduce l’adesione e l’aggregazione piastrinica, e l’attività risulta più evidente se si somministrano insieme olio di Borago officinalis ed olio di pesce (ricco di EPA ed il DHA), artropatie degenerative (soggetti trattati con olio di borrago e olio di pesce dimostrano ridotta attività pro infiammatoria (Division of rheumatology, University of Massachusetts Medical Center,

Worcester 01655, USA.- Journal of Leukocyte Biology 1997;62;438-43), neuropatia diabetica, fibrosi cistica.

L’olio di borragine è utilizzato per: il suo molto rilevante contenuto in acido y-linolenico (GLA, omega 6), un acido grasso polinsaturo della serie Omega-6. Contiene inoltre acido alfa-linolenico (ALA) della seria Omega-3, numerosi altri acidi grassi polinsaturi, presenti nel seme di Borago officinalis come esteri del glicerolo, con struttura diversa a secondo del tipo e della posizione dell’acido grasso su uno dei tre carboni di glicerolo.

Ha effetti sul metabolismo delle prostaglandine (PG) e dei leucotrieni (LKT), con attività antinfiammatoria, ha capacità di modificare la struttura e la funzionalità delle membrane cellulari, interessante per alcune patologie croniche, che non hanno ancora trovato un trattamento farmacologico convalidato.(Importance of dietary y-linolenic acid in human health and nutrition. Juornal of nutrition 1998:128:1411-4).

La somministrazione d’olio di Borragine può rendere manifesta un’epilessia del lobo temporale, già preesistente ma non diagnosticata precedentemente, in soggetti che facciano uso di farmaci epilettogeni quali p.e. le fenotiazione.

Nessun effetto sul sistema nervoso centrale è mai stato osservato al di fuori di questa condizione specifica. Nella letteratura non sono noti effetti collaterali o altre particolari precauzioni d’uso alle dosi raccomandate.