Il dottor Pantellini e l’ascorbato di potassio 

Cosco: Posso scrivere che in caso di tumori definiti iniziali, con l’ascorbato, si ottiene la guarigione completa?
Pantellini: Certamente, si ha il 100% di regressione del tumore.
Cosco: Le persone in cura preventiva dal 1970 hanno…
Pantellini: Nessuna di loro, e sono molte centinaia, è stata colpita da cancro o da malattie virali.

Il dottor Pantellini e l’ascorbato di potassio
Un altro rimedio naturale (e poco costoso) per il cancro ed altre malattie degenerative potrebbe essere l’ascorbato di potassio. Qui di seguito cerco di riassumere i risultati e gli studi del dottor Pantellini e dell’omonima fondazione.
Nota bene: la fondazione Pantellini, alla domanda “Si possono fare dosaggi “fai da te” a livello di prevenzione, conoscendo i principi di funzionamento di questo composto?” risponde sul suo sito :No, è sempre meglio ricorrere alla consulenza medica da parte della Fondazione o del proprio medico di base (se è a conoscenza dei protocolli utilizzati) perché i dosaggi sono legati sia all’anamnesi remota della persona (cioè alle informazioni relative alla storia sanitaria della persona e dei propri familiari) che alla valutazione di particolari parametri clinici (emocromo ed elettroliti)
L’uso dell’ascorbato di potassio contro il cancro trae origine da un fortuito fraintendimento. Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro terminale allo stomaco (con un’aspettativa di pochi mesi di vita) di bere limonate con bicarbonato di sodio per calmare i forti dolori di cui pativa.
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Quando, a distanza di un anno, lo rivide e lo trovò in piena forma, potè verificare di persona, anche attraqverso le radiografie, la sua effettiva guarigione ((il paziente morì infatti d’infarto vent’anni più tardi). Indagando il dottor Pantellini scoprì che quel suo paziente, per errore, non aveva usato il bicarbonato di sodio, ma quello di potassio.
Allora fece un primo esperimento di controllo, somministrando ad alcuni malati di cancro in fase terminale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio, senza ottenere alcun effetto. Somministrando invece ascorbato di potassio (che è poi una forma della vitamina C, ovvero un sale dell’acido ascorbico), ottenne i primi riscontri positivi, con miglioramenti apprezzabili nell’arco di 10-15 giorni, scomparsa o attenuazione del dolore, nonché capacità di riprendere la normale attività lavorativa.
Dopo questi risultati incoraggianti il dottor Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant’anni, scoprendo che l’ascorbato di potassio aveva una sua validità terapeutica anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni, e cercò di informare la comunità medica delle sue scoperte, tenendo conferenze, partecipando a vari congressi di oncologia, e pubblicando le sue scoperte su riviste mediche (oltre a curare migliaia di persone).
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Il risultato di tutto questo lavoro furono alcune denunce da parte dell’Ordine dei Medici (terminate con l’assoluzione), continue diffamazioni ed altri problemi. Ma le sue ricerche, i suoi studi, le sue scoperte non furono mai confutate; piuttosto venne denigrato o ignorato dalla grande maggioranza dei suoi colleghi. Chiaramente le industrie del farmaco, che guadagnano almeno mille euro per un ciclo di chemioterapia non vedono di buon occhio un prodotto che può costa pochi euro e che non è nemmeno brevettabile.
Riporto qui sotto un breve stralcio di un’intervista fatta da qualche anno fa da Giuseppe Cosco al dottor Pantellini (che nel frattempo è deceduto).
Cosco: Quali sono i dosaggi?
Pantellini: Per la prevenzione si possono somministrare due o tre dosi la settimana, la mattina a digiuno, per quattro o cinque mesi consecutivi, poi interrompere un mese e ricominciare. Per la cura, invece, di dosi bisogna assumerne tre al giorno. Cioè occorre prendere la dose preventiva di gr. 0.15 di acido ascorbico e gr. 0.30 di bicarbonato di potassio, tre volte al giorno.
Cosco: Posso scrivere che in caso di tumori definiti iniziali, con l’ascorbato, si ottiene la guarigione completa?
Pantellini: Certamente, si ha il 100% di regressione del tumore.
Cosco: Le persone in cura preventiva dal 1970 hanno…
Pantellini: Nessuna di loro, e sono molte centinaia, è stata colpita da cancro o da malattie virali.
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Cosco: Professore lei è solo in questo lavoro?
Pantellini: Sono affiancato da molti altri ricercatori, italiani e stranieri e poi in America diversi scienziati (tra cui Irwin Stone, Cameron e Pauling, N.d.R.) portano avanti protocolli sperimentali simili (fondati sull’ascorbato di sodio).
Cosco: Ci sono dei medici in Italia che usano l’ascorbato?
Pantellini: Ci sono dei bravissimi medici in Italia, dei bravissimi chirurghi, anche dei bravissimi oncologi che utilizzano l’ascorbato di potassio.
Nota bene: dai tempi di questa intervista ci sono stati diversi sviluppi nello studio dell’ascorbato e delle modalità di utilizzo del medesimo, di cui trovate documentazione presso la fondazione Pantellini. In particolare informandovi sul sito scoprirete che la formulazione dell’ascorbato più ribosio sembra potenziare l’efficacia dell’ascorbato di potassio, così come l’associazione con la vitamina B12.
Approfondimenti sull’ascorbato di potassio (disponibili sul web):
– Video: http://youtu.be/Oj2nf4U54t0
http://www.youtube.com/watch?v=q3-AmcG0XV0
– Fondazione Pantellini Onlus: http://news.pantellini.org/
– Domande frequenti (e risposte) sull’ascorbato di potassio:http://news.pantellini.org/?page_id=23&lang=it
– Raccolta di studi e pubblicazioni sull’ascorbato di potassio:http://www.naturpedia.net%2Fwiki%2FRaccolta_Studi_e_Pubblicazioni_Ascorbato_di_Potassio&session_token=0WIIys87QcBRLvBbrPYSUA_IYY98MTMxMjIwNjAyOEAxMzEyMTE5NjI4
– Proteggersi dalle radiazioni nucleari con l’ascorbato di potassio:http://www.icansavetheplanet.com/proteggersi-dalle-radiazi…/
– http://www.mednat.org/cure_natur/ascorb_potassio.htm
– http://www.mednat.org/cancro/pantellini.htm
997 http://cosco-giuseppe.tripod.com/medicina/potassio.htm.

Vitamina C

In base alla teoria di Linus Pauling, l’unica persona che ha ottenuto due Premi Nobel non condivisi, e forse la persona che ha più studiato la vitamina C e i suoi effetti sulla salute, le lesioni non riparate sulle pareti arteriose sono causate principalmente dalla carenza di vitamina C e dei nutrienti necessari alla riparazione del collagene e dell’elastina.

Il ruolo della Vitamina C nell’arteriosclerosi.
Avete mai pensato al perché l’arteriosclerosi colpisce le arterie (mai le vene) e in particolar modo quelle che irrorano il cuore? Le arterie permettono un flusso sanguigno ininterrotto dei tessuti a causa della loro elasticità. Se le arterie fossero inflessibili, il sangue scorrerebbe solo durante la sistole cardiaca.

Le arterie a causa della loro elasticità si dilatano e si contraggono permettendo un flusso sanguigno continuo. Questa loro qualità causa però degli sforzi meccanici ripetuti alla parete arteriosa.

In particolar modo sono le arterie coronarie che subiscono le lesioni maggiori, essendo parte di un organo che si trova anche in costante movimento. In ogni sua sistole e diastole, il cuore comprime e dilata le coronarie. (Le arterie coronarie si chiamano proprio così perché avvolgono il cuore come una corona.)

In base alla teoria di Linus Pauling, l’unica persona che ha ottenuto due Premi Nobel non condivisi, e forse la persona che ha più studiato la vitamina C e i suoi effetti sulla salute, le lesioni non riparate sulle pareti arteriose sono causate principalmente dalla carenza di vitamina C e dei nutrienti necessari alla riparazione del collagene e dell’elastina.

Il collagene e l’elastina sono le sostanze formanti le pareti dei vasi sanguigni. Sufficienti quantità di vitamina C, lisina, prolina e zinco sono richiesti dal corpo per la sua produzione e la continua rigenerazione delle pareti arteriose.

Fino al 1835 i marinai soffrivano di rotture complete dei vasi sanguigni a causa della mancanza di vitamina C (non mangiavano frutta fresca stando per mesi in mezzo al mare) e morivano per emorragia interna.

La completa mancanza della vitamina C li portava a non produrre collagene e soffrire di scorbuto. La sostanza che in seguito si scoprì che lo guariva fu chiamata a-scorbato (vitamina C). Il moderno ambiente tossico aumenta drasticamente le nostre esigenze di vitamina C.

Lo stress, le radiazioni, l’inquinamento ambientale, i metalli pesanti, i prodotti chimici industriali sono un fardello per il corpo e aumentano considerevolmente il fabbisogno di vitamina C. Al tempo stesso l’assunzione di vitamina C attraverso l’alimentazione moderna si è ridotta notevolmente.

Mangiare frutta e verdura fresca è fondamentale, ma con tutti i processi che subiscono prima di arrivare sulla nostra tavola (specie ibride, coltivazione su terreni poveri di sostanze nutritive, uso di pesticidi e fitofarmaci, conservazione in frigo per lunghi periodi prima di arrivare al consumatore) sono poveri di nutrienti essenziali.

La specie umana è fra le poche sul nostro pianeta che non produce la vitamina C e può ottenerla solo tramite l’alimentazione. In tutte le specie animali che producono vitamina C endogena (nel corpo) l’arteriosclerosi e le malattie cardiache sono assenti. Quasi tutti gli animali producono da 1 a 40 grammi di vitamina C al giorno.

Sembra che durante l’evoluzione e a causa dell’abbondanza della vitamina C nell’ambiente naturale, l’uomo abbia smesso di produrla, favorendo altri processi metabolici che gli hanno permesso di aumentare il suo rendimento biologico.

Secondo Linus Pauling la razione minima giornaliera per soddisfare le esigenze di base del corpo in vitamina C sono di 2-3.000 mg per le persone sane e 5-6.000 mg per chi va incontro ad un maggior rischio di malattia cardiovascolare.

A questo punto vorrei precisare che un’arancia di oggi contiene 55 mg di vitamina C se è di coltivazione biologica, e se mangiata con la buccia e i semi entro poche ore da quando è stata colta dall’albero, il che in sostanza è impossibile.

Quello che sta accadendo negli esseri umani moderni è una condizione pre-scorbutica cronica. Questa carenza non si manifesta nel giro di mesi come nei marinai del passato, ma nel corso di decenni. I nostri corpi riescono a riparare fino a un certo punto il collagene e l’elastina delle pareti arteriose.

In seguito il corpo deve per forza utilizzare dei meccanismi complementari cercando di stabilizzare la parete vasale. Uno dei principali meccanismi di soccorso è la deposizione di colesterolo. Così, quando nel nostro corpo non è presente abbastanza vitamina C cominciano ad apparire delle crepe sul rivestimento dei vasi sanguigni.

Si segnala allora al fegato di produrre più colesterolo per riparare, anche superficialmente, la lesione. Se il danno è troppo grande la quantità di colesterolo depositato per riparare i vasi sanguigni è proporzionalmente aumentata. I vasi sanguigni si ostruiscono, si hanno problemi alle coronarie, ictus, ecc.

Calcio Vitamina K e vitamina D

Un fattore di estrema importanza in riguardo all’arteriosclerosi è la presenza di depositi di calcio nella parete cellulare. In aggiunta alla deposizione di colesterolo nelle pareti vasali, a causa dell’infiammazione cronica non risolta, si ha un’altra sostanza che va ad accumularsi, il calcio

Rimedi consigliati :

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/kd-genom-dna/

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/vitamina-c-plus-1000-rosa-canima-acerola-2/

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/osseovin/