Il sistema respiratorio

disturbi del sistema respiratorio ci parlano della nostra difficoltà nel proteggerci dal mondo esterno, nel trovare reazioni adatte nei confronti delle eventuali aggressioni, reali o immaginarie, di quest’ultimo

Malattia Espressione dell’AnimA
Come indicato dal nome, il sistema respiratorio è quello che ci permette di respirare. Grazie ad esso possiamo in particolare assimilare l’energia dell’aria ed è tuttavia molto più sofisticato di quanto pensiamo e non serve unicamente a respirare l’aria che ci circonda.
Comprende naturalmente i polmoni, ma anche la pelle e tutte le cellule del corpo. Esistono infatti due livelli respiratori ben distinti, la cosiddetta respirazione «esterna» e la respirazione detta «interna».
La respirazione esterna è quella che conosciamo, ossia la ventilazione polmonare, ma ne esiste anche un’altra, detta ventilazione «cutanea». La nostra pelle svolge un importante ruolo nella respirazione. Tale respirazione «esterna» è quella che riguarda gli scambi gassosi che hanno luogo tra l’ossigeno e l’anidride carbonica nell’apparato respiratorio.
La respirazione «interna» è una respirazione che avviene a livello cellulare, dove gli scambi intracellulari si attuano direttamente. Anche le cellule vanno incontro a certi scambi gassosi che non sono dovuti all’apporto classico operato dal sangue. Lo stesso processo esiste a livello energetico.
Organo collegato al sistema respiratorio, la pelle svolge inoltre un ruolo di protezione del corpo nei confronti del mondo esterno. Involucro morbido ma efficace, la pelle lo protegge dalla maggior parte delle aggressioni, provocate sia da agenti attivi (microbi, virus, insetti, eccetera), sia da agenti passivi (polveri, temperatura, piogge, eccetera). Sensore essenziale, la pelle esplica un ruolo preponderante nel controllo protettivo degli stimoli e delle sollecitazioni esterne e nella cicatrizzazione di eventuali ferite.
Le malattie del sistema respiratorio 
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Il sistema respiratorio appartiene al Principio del Metallo, del quale una delle principali funzioni è la protezione nei confronti del mondo esterno. Tale protezione si esplica in due modi, attraverso il filtraggio delle polveri e gli scambi gassosi (espulsione dell’anidride carbonica) e attraverso la capacità di rispondere, di reagire alle «aggressioni» ambientali. Un’altra delle sue funzioni essenziali è quella della cicatrizzazione, della chiusura delle ferite.
I disturbi del sistema respiratorio ci parlano della nostra difficoltà nel proteggerci dal mondo esterno, nel trovare reazioni adatte nei confronti delle eventuali aggressioni, reali o immaginarie, di quest’ultimo. Possono anche significare che non riusciamo o non vogliamo che certe ferite della nostra vita si rimarginino e in tal senso ci parlano delle nostre eventuali tristezze, risentimenti e rancori, della nostra difficoltà o rifiuto di dimenticare, di perdonare, se non addirittura del nostro desiderio di regolare conti o, peggio ancora, di vendetta.
I polmoni 
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I polmoni sono l’organo principale della respirazione. In essi si attua lo scambio fondamentale di ossigeno e anidride carbonica senza il quale non potremmo vivere. Ciò avviene in minuscole sacche (ne abbiamo circa 300 milioni) chiamati «alveoli polmonari». Questi alveoli sono enormemente irrorati da piccolissimi vasi, i «capillari», che permettono al sangue (globuli rossi) di rilasciare l’anidride carbonica che contiene e di riempirsi di ossigeno per alimentare tutte le cellule.
La membrana di questi alveoli è talmente sottile da permettere questo scambio. Se questa membrana venisse estesa, si otterrebbe una superficie di parecchie centinaia di metri quadrati.
Vi lascio supporre la fragilità di questo tessuto e i danni provocati dall’aria inquinata che respiriamo, ma anche quelli provocati da noi stessi, in particolare dal tabagismo. I polmoni sono inoltre il solo orifizio naturale costantemente aperto verso l’esterno e che deve in continuazione essere in grado di difendersi e difenderci.
Esiste tutto un sistema che svolge questo ruolo. Passando attraverso il naso, l’aria si riscalda, viene in parte filtrata dai peli e umidificata dal muco che imprigiona certe polveri, prima di penetrare nei bronchi dove il muco trattiene le polveri rimanenti, che vengono espulse dalla tosse o da piccole ciglia vibratili che le fanno risalire.
Possiamo constatare fino a che punto questo sistema di protezione e di difesa sia elaborato. Nel sistema digestivo è tutto il processo di «destrutturazione» degli alimenti ad essere sofisticato. Qui è il processo di protezione. Un ultimo fatto molto interessante merita di essere segnalato.
La respirazione è la sola funzione organica automatica (inconscia e involontaria), ossia controllata dal sistema nervoso autonomo, sulla quale tuttavia possiamo intervenire volontariamente, vale a dire facendo leva sul sistema nervoso centrale.
Questo ci consente di afferrare meglio la ragione dell’efficacia delle tecniche respiratorie di rilassamento, in quanto ci permettono infatti di giungere a «calmare il sistema nervoso autonomo» e, conseguentemente, di rilasciare le tensioni inconsce.
Le malattie dei polmoni 
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La fragilità o le malattie polmonari esprimono la nostra difficoltà a gestire le situazioni con il mondo esterno. L’esempio più semplice è dato dall’abbassamento di temperatura all’inizio dell’inverno. Le persone che non reagiscono riequilibrando il loro sistema termico interno «prenderanno freddo», vale a dire che il sistema polmonare s’indebolirà e aprirà la porta ad un’influenza o un raffreddore.
Tosse, asma, angina, bronchite sono segnali indicantori del fatto che avvertiamo un’importante sollecitazione dall’esterno, per non dire un’aggressione, e che non sappiamo, non riusciamo a gestirla. In tal senso la sofferenza o la malattia ci permettono di eliminarla.
Le tossi secche ci mostrano che queste aggressioni ci irritano e ci risultano insopportabili, facendoci reagire violentemente. Le tossi grasse segnalano che gli agenti dell’aggressione restano imprigionati dentro di noi. Restano invischiati nelle mucosità bronchiali, che dobbiamo secernere in quantità maggiore per riuscire a «sputare», a espellere ciò che ci aggredisce e «si appiccica» dentro di noi.
Il vissuto di aggressione non deve essere obbligatoriamente manifesto per essere avvertito. Le atmosfere pesanti, «soffocanti», gli ambienti dove non ci si sente a proprio agio, sollecitano enormemente le energie del polmone. I disturbi o le malattie del sistema polmonare (naso, gola, bronchi, eccetera) ci parlano quindi di situazioni o di persone che ci mettono a disagio senza per questo aggredirci direttamente.
Sono tante le persone che durante il consulto mi riferiscono «ho l’impressione di soffocare in questa società» oppure «mi manca l’aria in questa famiglia». Chi mi fece quest’ultima osservazione era un asmatico, che giunse rapidamente a comprendere chi «gli succhiava l’aria» nella sua famiglia.
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Le eccessive angosce materne, le atmosfere familiari pesanti si traducono sovente nei bambini in fragilità polmonari che, se vengono «curate» troppo efficacemente o se appaiono insufficienti al bambino, possono trasformarsi in allergie respiratorie o cutanee.
Egli si «difenderà» allora reagendo, talvolta violentemente. Asma, eczemi, angine purulente sono «grida» indicanti che ciò che accade tutt’intorno al bambino non lo soddisfa, che vive la situazione come un’aggressione e che ha bisogno di protezione (amore e presenza), ma non di essere soffocato.
Un ultimo significato che può essere associato ai problemi polmonari è quello della tristezza, della malinconia, del dispiacere, della solitudine.
L’energia del polmone è incaricata di questi sentimenti che, quando diventano eccessivi, la esauriscono. L’eccesso o il fatto di rimuginare la tristezza per serbare il ricordo di qualcosa o di qualcuno possono manifestarsi attraverso una fragilità dei polmoni. È interessante rammentare che la grande epoca del romanticismo malinconico (Chateaubriand, Goethe, J.-J. Rousseau, Chopin, eccetera) fu anche la «grande epoca» della tubercolosi.
(Michel Odoul )
 

Il succo di Indivia

Se si aggiunge succo di indivia a quello di carota, sedano e prezzemolo, si ha un alimento nutriente per i nervi ottici e il sistema muscolare e si possono ottenere ottimi risultati nella correzione dei difetti della vista.

L’indivia ha la foglia riccia, assomiglia alla lattuga ed è conosciuta anche con il nome di scarola e cicoria. Nei supermercati americani della costa orientale l’indivia riccia viene chiamata appunto cicoria mentre la parola indivia è solitamente riservata alle sommità della varietà Witloff o Brussels Chicory raccolte in inverno, cioè le spesse foglie color panna, più o meno dritte, lunghe 12,5-13 cm e larghe 2,5-5 cm, strette insieme.
Questa varietà non è nutriente come l’indivia verde poiché le larghe foglie sono tagliate e le radici vengono sotterrate nella sabbia per sbiancare le foglie stesse. È carente di clorofilla e di alcuni minerali essenziali di cui la varietà verde invece è ricca.
L’indivia è estremamente affine alla pianta di tarassaco e i loro costituenti chimici si assomigliano. L’indivia però ha elementi nutritivi di cui l’apparato visivo ha costantemente bisogno. Se si aggiunge succo di indivia a quello di carota, sedano e prezzemolo, si ha un alimento nutriente per i nervi ottici e il sistema muscolare e si possono ottenere ottimi risultati nella correzione dei difetti della vista.
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½ l o 1 litro al giorno di questa miscela ha corretto spesso disturbi agli occhi nel giro di pochi mesi e ha addirittura permesso ad alcuni di recuperare la visione totale rendendo superflui gli occhiali. Uno dei casi più eclatanti giunto alla nostra attenzione è quello di una signora residente nel West Virginia, a sud di Pittsburgh.
La cataratta le aveva tolto completamente la vista e per circa tre anni le avevano detto che non aveva speranza di vedere di nuovo. Venne a sapere che a Pittsburgh c’era uno stabilimento molto efficiente che produceva quotidianamente succhi freschi grazie a un grande trituratore e a una pressa idraulica.
Le era stato detto che poteva accadere il miracolo grazie alla terapia basata sui
succhi freschi e crudi ed ella decise di provare. Seguì rigorosamente il necessario regime depurativo con irrigazioni del colon e clisteri per rimuovere tutte le interferenze dovute alle sostanze di rifiuto presenti nel corpo; assunse solo verdure e frutta cruda ed eliminò amidi e zuccheri concentrati.
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Ogni giorno beveva:
½ l di succo di carota, sedano, prezzemolo e indivia.
½ l di succo di carota.
½ l di succo di carota, sedano, prezzemolo e spinaci.
½ l di succo di carota e spinaci.
Recuperò una vista sufficiente in meno di un anno e riuscì a leggere giornale e riviste con l’aiuto di una lente d’ingrandimento! L’indivia è una delle fonti più ricche di vitamina A tra tutti i vegetali a foglia verde. I succhi di carota, sedano e indivia miscelati sono molto utili nell’asma e nella febbre da fieno avendo cura di eliminare dalla dieta in maniera definitiva le cause di questi disturbi che solitamente sono il latte e gli amidi e gli zuccheri concentrati.
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In combinazione con sedano e prezzemolo, l’indivia aiuta nei casi di anemia e nei problemi della funzionalità cardiaca (quando non sono conseguenza della presenza di gas nell’intestino) ed è un buon tonico per il sangue.
È utile anche nei disturbi che riguardano la milza. Il succo di indivia, in qualsiasi combinazione, favorisce la secrezione della bile ed è quindi utile per combattere le disfunzioni del fegato e della cistifellea.
Succhi freschi di frutta e verdura byDottorNormanW.Walker

Carenza di Zolfo, un possibile co-fattore di obesità, malattie cardiache, morbo di Alzheimer e sindrome da fatica cronica

Lo zolfo è un elemento molto versatile, dal momento che può esistere in diversi stati di ossidazione, che variano da +6 (nei radicali solfati) a – 2 (nell’acido solfidrico – detto altresì solfuro di idrogeno). Il glucosio, in quanto potente agente riducente, può causare un significativo danno da glicazione alle proteine esposte, che porta alla formazione di Prodotti Finali di Glicazione Avanzata Glicazione [Advanced Glycation End Products (AGE)] che sono estremamente distruttivi per la salute

Asse Intestino – Cervello
Sebbene lo zolfo sia contenuto in uova, le cipolle, l’aglio, le verdure a foglie verde scuro come il cavolo e i broccoli, carne, frutta secca e frutti di mare, la dieta occidentale basata sul consumo di cereali sarà carente di zolfo, se poi le verdure e la frutta vengono dall’agricoltura intensiva, il suolo su cui vengono coltivate sarà povero di zolfo.
Lo zolfo si può trovare anche nell’acqua potabile, ma le acque con basso residuo fisso presumibilmente ne contengono poca. Il fatto che le persone che bevono acqua con basso residuo fisso hanno una probabilità più alta di soffrire di malattie cardiache rispetto a quelle che bevono acqua più dura può dipendere da una minore assunzione di zolfo e di magnesio con l’acqua.
La fonte originaria dello zolfo sono le rocce vulcaniche, e le nazioni dove le eruzioni vulcaniche hanno arricchito il suolo di zolfo godono di basse percentuali di malattie cardiache e di obesità, ed elevata longevità.
Nel suo libro di recente pubblicazione, The Jungle Effect, la dottoressa Daphne Miller riporta che gli Islandesi hanno una bassa percentuale di depressione, nonostante vivano alle alte latitudini e che “Se paragonati ai nord americani, hanno percentuali circa dimezzate di casi di morte per attacco cardiaco e per diabete, obesità molto minore, e una maggiore aspettativa di vita. In effetti, la vita media di un Islandese è tra le più alte del mondo.”
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Mentre la dottoressa Miller propone che il fattore benefico possa essere l’alto consumo di pesce e l’associata alta assunzione di grassi omega-3, la sua interpretazione si scontra con il problema che gli Islandesi che si trasferiscono in Canada e continuano a mangiare molto pesce non godono della stessa bassa percentuale di depressione ed attacco cardiaco. Il ruolo dello zolfo nella vulcanica isola del Nord-Europa potrebbe quindi essere centrale nello spiegare le insolite condizioni di salute ottimale dei suoi abitanti. Il suolo dell’islanda è stato massicciamente “fecondato” dalle eruzioni vulcaniche del tardo 1800, che costrinsero molte persone ad emigrare in Canada.
Per spiegare alcune funzioni del nostro organismo può essere di rilievo discutere di due molecole che contengono lo zolfo: la D3 solfatata e il colesterolo solfatato. La vitamina che si forma in seguito all’esposizione alla luce del sole è rpoprio la vitamina D3 solfatata, che è solubile nell’acqua, e quindi può essere trasportata direttamente nel flusso sanguigno (invece di dovere essere incapsulata all’interno del colesterolo LDL per il suo trasporto). Anche nel latte (crudo) dei mammiferi troviamo la vitamina D3 solfatata, ma la pastorizzazione del latte distrugge tale molecola.
Scrive S. Seneff:
Anche il colesterolo solfatato viene sintetizzato nella pelle, dove forma una parte cruciale della barriera che tiene lontani i batteri nocivi ed altri micro-organismi come i funghi.
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Il colesterolo solfatato regola il gene per una proteina detta profilaggrina, interagendo come un ormone con il recettore nucleare ROR-alpha. La profilaggrina è il precursore della filaggrina, che protegge la pelle da organismi invasori. Una mancanza di filaggrina è associata con l’asma e con l’artrite. Quindi il colesterolo solfatato gioca un ruolo molto importante nella protezione dall’asma e dall’artrite. Questo spiega perché lo zolfo è un elemento curativo.
Come la vitamina D3 solfatato, il colesterolo solfatato è anche solubile in acqua, ed anch’esso, a differenza del colesterolo, non deve essere incapsulato dentro il colesterolo LDL per essere distribuito ai tessuti.
La vitamina D3 solfatata non è efficace nel trasporto del calcio ma ha un’azione preventiva nei confronti del cancro e delle malattie cardiache, e potenzia l’azione del sistema immunitario contro le malattie infettive.
Secondo la Seneff il colesterolo solfatato invece può proteggere le cellule del grasso e le cellule dei muscoli dal danno dovuto all’esposizione al glucosio, un potente agente riducente, e all’ossigeno, un forte agente ossidante; in mancanza di colesterolo solfatato le cellule grasse e le cellule muscolari vengono danneggiate, incapaci di processare il glucosio fino al punto che le cellule del grasso non riescono più a cedere il grasso che esse stesse accumulano.
Per entrare un poco nei dettagli cito la Seneff:
Lo zolfo è un elemento molto versatile, dal momento che può esistere in diversi stati di ossidazione, che variano da +6 (nei radicali solfati) a – 2 (nell’acido solfidrico – detto altresì solfuro di idrogeno). Il glucosio, in quanto potente agente riducente, può causare un significativo danno da glicazione alle proteine esposte, che porta alla formazione di Prodotti Finali di Glicazione Avanzata Glicazione [Advanced Glycation End Products (AGE)] che sono estremamente distruttivi per la salute:
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si crede che essi siano uno dei fattori più importanti che aumentano il rischio di sviluppare una malattia cardiaca. Io ipotizzo che, se lo zolfo (+6) è reso disponibile per il glucosio come un’esca, il glucosio verrà dirottato piuttosto verso la riduzione dello zolfo e non innescherà la glicazione di qualche vulnerabile proteina come la mioglobina. (…) Questa spiegazione renderebbe conto dell’osservazione che una carenza di zolfo causa dolore muscolare ed infiammazione .
In base a dei ragionamenti ed all’analisi di processi fisiologici alquanto complessi da trattare, la Seneff considera che la sindrome metabolica sia correlata, oltre che dalla carenza di vitamina D (ed in genere ad una dieta squilibrata) anche alla carenza di zolfo.
La sindrome metabolica indica un quadro che comprende i seguenti sintomi: insulino-resistenza, disfunzione del metabolismo del glucosio nelle cellule muscolari; eccesso di trigliceridi nel siero sanguigno; alti livelli di LDL, particolarmente del tipo più piccolo e denso (il peggiore), bassi livelli di HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), ridotto contenuto di colesterolo all’interno delle singole particelle di HDL, elevata pressione sanguigna, obesità.
Lo ione solfato del colesterolo solfatato è protettivo nei confronti dell’arteriosclerosi e S Seneff ipotizza che il radicale solfato sia essenziale per il processo che fornisce colesterolo ed ossigeno al muscolo cardiaco.
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Ho recentemente scoperto un articolo molto interessante in una pubblicazione del 1997 di FASEBnel quale si sviluppa una persuasiva teoria secondo la quale bassi livelli nel siero sanguigno di due molecole contenenti zolfo sono un segno caratteristico di una serie di condizioni patologiche. T
utte queste malattie sono associate con il deterioramento muscolare, nonostante la presenza di una nutrizione adeguata. Gli autori per indicare questa situazione hanno coniato il termine “sindrome da basso CG”, dove “CG” sta per le iniziali dell’aminoacido “cisteina” ed il tripetide “glutatione” entrambi contenenti un radicale solforico “-S-H” che è essenziale per la loro funzione. Il glutatione viene sintetizzato a partire dall’aminoacido cisteina, dal glutammato e dalla glicina, e la mancanza di glutammato è parte del processo patologico come discuterò in seguito.
La lista delle condizioni patologiche associate con la sindrome da basso CG è sorprendente e molto rivelatrice: cancro, sepsi (avvelenamento del sangue), morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, sindrome da fatica cronica e sovraffaticamento atletico.
Seneff ipotizza anche che il colesterolo solfatato si importante per la corretta funzionalità non solo della pelle, ma anche di un’altra barriera, quella dell’intestino, e afferma che una dieta povera di grassi finisce per essere povera anche di questa forma di colesterolo, con ripercussioni sul sistema digestivo. Ella afferma:
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Inoltre, se ho ragione sull’innesco dei raft lipidici da parte del colesterolo solfatato, allora la mancanza di colesterolo solfato compromette l’ingresso sia del glucosio che del grasso nella cellula muscolare.
Il glutatione, un potente antiossidante, è un’altra proteina contenente zolfo che risulta carente nella sindrome da basso GC, ed è ormai noto che la carenza di glutatione possa concorrere alla genesi di diverse patologie; l’assunzione di zolfo organico, vuoi come integratore vuoi sotto forma di alimenti ricchi di tale sostanza, potrebbe avere molti risvolti positivi.
La conclusione dell’articolo di S. Seneff è che:
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Lo stile di vita moderna cospira nell’indurre una deficienza di colesterolo solfatato e vitamina D3 solfatata. Siamo fortemente incoraggiati ad evitare l’esposizione al sole e a minimizzare il consumo di cibi che contengono colesterolo. Siamo incoraggiati a consumare una dieta ricca in carboidrati e povera in grassi, come ho affermato precedentemente [34],
che porta ad un diminuito assorbimento di colesterolo da parte delle cellule. Fortunatamente correggere queste insufficienze dietetiche a livello individuale è decisamente facile. Se semplicemente eliminate gli schermi solari e mangiate più uova, fate due cose che da sole possono aumentare notevolmente le vostre possibilità di vivere a lungo ed in buona salute.
Oliogoceleste Zolfo
 
905 http://www.westonaprice.org/vitamins-and-…/sulfur-deficiency, la traduzione integrale la trovate suhttp://scienzamarcia.altervista.org/zolfo.doc.
906 http://drdaphne.com/wordpress/writing/books/jungleeffect/.
907 Su tale argomento leggi anche Lo zolfo ed il metabolismo del glucosio;http://www.mednat.org/cure_natur/glicazione.htm.

Alghe Marine 

Il fucus non dovrebbe: essere assunto in maniera continuativa per periodi superiori a 40-60 giorni, bensì a cicli periodici intervallati da una sospensione temporanea del trattamento.

Da secoli sono state usate sia per l’alimentazione (si trovano nei barattoli alimentari) come anche per usi esterni. Contengono oligoelementi, enzimi e vitamine, tutti fattori necessari per il mantenimento della salute. Da tempi remoti sono note loro proprietà curative.
Le alghe marine si distinguono in clorofilacee (alghe verdi), in feoficee (alghe brune), tra le quali si distinguono le laminarie e fucacee (fucus vesiculosus), in floridee (alghe rosse) usate nell’industria farmaceutica.
Più nota tra queste è gelidium, che dà l’agar-agar, ed in cianoficee (alga bruna).
Parti utilizzate: tallo disseccato o polverizzato.
Contengono: in diverse quantità lo iodio, bromo, magnesio, potassio, sodio, ferro, calcio, manganese, fosforo, alluminio, rame, nichel, stagno, rubidio, silicio, zolfo, cloro, stagno, germanio, piombo, argento, antimonio, litio, boro, zinco, oro, bario, cobalto, bismuto, arsenico, titanio, cesio, vanadio,
stronzio, vitamine A, molte del gruppo B, C, D, E, F, K, PP.
Aminoacidi come: acido glutammico, cistina, leucina, serina, metionina, lisina, tirosina, acido aspartico., materia grasse, mucillagini.
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Controindicazioni: malattie infettive in fase acuta, problemi cardiaci, affezioni renali, ipertiroidismo (Basedow), infiammazioni, eczemi umidi, TBC polmonare, ascessi polmonari, reumatismo acuto, problemi psicologici e mentali.
Modalità d’uso: per uso orale nell’alimentazione, polverizzate in cachet, compresse e opercoli, fanno parte di diversi prodotti erboristici.
Per uso esterno per bagni: (nel sacchetto), compresse e creme.
Ai bagni d’alghe si possono aggiungere le essenze aromatiche e curative.
I cataplasmi di fucus vesiculosus sono da tempo usati per il trattamento di gotta, scrofulosi e adeniti.
Le alghe sono raccomandate in pediatria per: linfatismo, rinofaringiti croniche, demineralizzazione, affaticamento generale (fisico e psichico), anemia, rachitismo, in convalescenza, pubertà, insufficienza tiroidea, allergie varie.
Per adulti: affaticamento generale, problemi ghiandolari, demineralizzazione, nervosismo da affaticamento, anemia, per disturbi inerenti alla senescenza, in menopausa, reumatismo cronico e degenerativo, artritismo, dolori muscolari (bagni), obesità, arteriosclerosi, ipertensione, linfatismo, asma, bronchite, iperacidità gastrica, varie allergie, sinusiti e adenoiditi, gambe stanche, varici, vampate di calore, caviglie gonfie, seborrea, psoriasi, eczemi secchi.
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Per il trattamento dell’obesità: si trova in fiale monodose abbinata allo iodio, sono usate anche per regolazione del metabolismo basale e per combattere il sovrappeso, integrazione di minerali ed oligoelementi. Fucus vesiculosus possiede l’attività antidiabetica e ipotrigliceridimezzante, attività anticoagulante e profibrinolitica, antibatterica e antivirale.
Il fucus non dovrebbe: essere assunto in maniera continuativa per periodi superiori a 40-60 giorni, bensì a cicli periodici intervallati da una sospensione temporanea del trattamento. Si sconsiglia l’uso con sospetta cattiva funzionalità della tiroide, durante la gravidanza, seppur non sono disponibili degli studi particolari in merito.
(Nishino T. Nagumo T. Department of Biophysics, Shool of Hygienic Sciences, Kitasato University, Kanagawa, Japan. Anticoagulant and antithrombin activities of oversulfated fucus. Carbohydr Res 1992;229:355-62) (Department of Biological Sciences, Heriot-Watt University, Riccarton, Edinburgh, UK.
Letters in Applied Microbiology 1998;27;142-6).

DMG_Gold (Dimitilglicina)

Problemi cardiocircolatori e gastrointestinali, neuropatie, depressione, allergie, dipendenze, propensione al cancro, e tanto altro ancora……la causa potrebbe essere un errore di trascrizione del tuo DNA, una mutazione nel gene chiamato MTHFR.

Asse Intestino – Cervello
Ecco perchè non dovrebbe mai mancare in ogni protocollo il DMG_Gold (Dimitilglicina) completa Spagyrica Alchemica
Mutazione MTHFR: che cos’è, sintomi e protocollo specifico
Problemi cardiocircolatori e gastrointestinali, neuropatie, depressione, allergie, dipendenze, propensione al cancro, e tanto altro ancora……la causa potrebbe essere un errore di trascrizione del tuo DNA, una mutazione nel gene chiamato MTHFR.
E’ una mutazione di recente scoperta.
Con una metilazione più bassa sei più vulnerabile alle tossine e hai maggiori rischi di contrarre alcuni tipi di malattie.
Ecco alcuni dei rischi che corri:
Iperomocisteinemia e malattie cardiache. L’omocisteina è un amminoacido che può provocare infiammazione e indurimento delle arterie. Si forma naturalmente nel corpo, ma quando, con la metilazione, un gruppo metilico viene donato a una molecola di omocisteina, diventa un amminoacido essenziale benefico, chiamato metionina.
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La metionina è necessaria per svariate reazioni biochimiche nel corpo che coinvolgono la sintesi proteica, un’altra funzione essenziale.
Ridurre l’eccesso di omocisteina aiuta in condizioni come osteoporosi, aborto, cancro e invecchiamento.
Una corretta metilazione promuove la naturale produzione di SAMe (s-adenosil-l-metionina). Questo prodotto può aiutare a ridurre la depressione.
Rischi di diabete
I gruppi metilici sono coinvolti nel rilascio e nell’attività dell’insulina.
Quando il corpo non ha abbastanza gruppi metilici, è più probabile che si abbia il diabete.
Altre malattie
Una metilazione inefficiente è stata collegata anche ad altri problemi di salute inclusi degenerazione maculare, Alzheimer, perdita di capelli e cancro.
Se hai uno o più di questi campanelli d’allarme, vuol dire che c’è una buona probabilità che tu abbia la mutazione MTHFR:
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Alti livelli di omocisteina e conseguenti malattie collegate, provocati da inefficiente metilazione – (6)
Allergie e intolleranze
Asma
Diabete
Squilibri della tiroide
Ridotta capacità di disintossicazione (specialmente dai metalli pesanti)
Dipendenze varie (droghe, alcool, gioco, ecc.)
Propensione al cancro
Malanni “psico-somatici” piccoli e grandi
Carenza di folato: una carenza di folato potrebbe essere collegata alla MTHFR. Tra i sintomi abbiamo: fatica, sensazione di stordimento e dimenticanze. Aborto spontaneo: molti operatori raccomandano il test per la mutazione MTHFR se hai avuto uno o più aborti spontanei.
Problemi gastrointestinali:
come la sindrome da colon irritabile, il morbo di Crohn e la celiachia.
Malattie autoimmuni: come la fibromialgia.
Morbo di Alzheimer
Lunga storia di ansia e depressione
Chi ha la mutazione MTHFR non è in grado di convertire efficacemente il folato nella sua forma biologicamente attiva, per questo deve supplementarlo.
TMG (TRIMETILGLICINA) che trovi bel DMG_GOLD
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La Trimetilglicina (TMG) è una molecola composta da tre gruppi metilici (CH3) legati all’amminoacido glicina.
Si tratta di una struttura molto interessante perché quando la introduciamo attraverso un alimento o come integratore alimentare, la Trimetilglicina dona facilmente 2 o 3 dei suoi gruppi metilici (metilazione).
Il processo di metilazione del corpo, come abbiamo visto sopra, è vitale per la formazione di componenti cellulari essenziali come proteine, acidi nucleici e fosfolipidi che formano le membrane delle cellule nervose.
La TMG lavora per promuovere sani i livelli di omocisteina, da sola o in combinazione con altre sostanze nutritive, ed è un nutriente importante per la salute cardiovascolare.
Nel 1950 è stato scoperto che era benefica per per il cuore e che sembrava funzionare in modo simile alla vitamina B12. Quando un gruppo metilico di TMG viene donato a una molecola di omocisteina, diventa un amminoacido benefico, metionina.
VITAMINA B6 (PIRIDOSSINA)
La Vitamina B6, o piridossina, è una vitamina solubile in acqua, essenziale in più di 140 reazioni enzimatiche, tra cui la produzione di globuli rossi, il metabolismo di carboidrati e proteine, la produzione di neurotrasmettitori e la disintossicazione del fegato
La vitamina B6 sostiene le normali reazioni chimiche in cui sono coinvolte le proteine: quanto più è alto il consumo di proteine, tanto più è necessaria la vitamina B6. La vitamina B6 è co-presente con i folati e la B12 in molti processi vitali.
VITAMINA B12 (METILCOBALAMINA)
La vitamina B12 è una vitamina solubile in acqua che lavora in sinergia con vitamina B6 e folato per rigenerare l’amminoacido metionina, necessario per mantenere i livelli di omocisteina in equilibrio e promuovere la salute del cuore.
Inoltre gioca un ruolo chiave nelle funzioni del cervello e nella produzione di DNA e globuli rossi.
Questa vitamina può essere conservata nel fegato a lungo, quindi una eventuale carenza può richiedere anni per diventare evidente.Per questo, per evitare problemi dovuti a carenza, diventa necessario supplementarla.
 
 

Gravidanza e Asma del neonato

Ne hanno beneficiato particolarmente i bimbi nati da madri che – prima dell’inizio dello studio – avevano assunto livelli ridotti dei due ingredienti principali dell’olio di pesce, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e quello docosaesainoico (DHA).

Gravidanza: l’olio di pesce riduce rischio asma per il nascituro
Gli integratori a base di olio di pesce, se assunti negli ultimi tre mesi di gravidanza, sono in grado di ridurre i fenomeni di asma o respiro sibilante persistente nel nascituro.

È quanto emerge da uno studio danese che ha coinvolto 695 donne in stato interessante e che è stato pubblicato dal New England Journal of Medicine. Gli integratori hanno abbassato il rischio dal 23,7% nelle madri del gruppo trattato con placebo – 2,4 grammi di olio d’oliva al giorno – al 16,9% nelle donne che hanno assunto le capsule di olio di pesce. Si tratta di una riduzione pari al 30,7%, se proiettata ai primi tre anni di vita.
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Ne hanno beneficiato particolarmente i bimbi nati da madri che – prima dell’inizio dello studio – avevano assunto livelli ridotti dei due ingredienti principali dell’olio di pesce, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e quello docosaesainoico (DHA). Nello studio, infatti, tra i figli delle donne con bassi livelli di EPA e DHA, il tasso di asma e respiro sibilante registrato si è attestato al 17,5% – se le mamme avevano successivamente assunto olio di pesce – e al 34,4% nel gruppo del placebo.
L’integrazione di olio di pesce ha anche ridotto il rischio di infezioni delle vie respiratorie, con il tasso che è sceso dal 39,1% nel gruppo placebo al 31,7% del gruppo che aveva assunto olio di pesce.
New England Journal of Medicine 2016
 

Salvia officinale

La Salvia stimola il metabolismo, rigenera il sangue ed i tessuti. Trova il suo utilizzo nelle sudorazioni eccessive delle mani e delle ascelle soprattutto con i pazienti reumatici e convalescenti indeboliti da lunghe malattie ed astenie, si usa anche per sudorazioni notturne dei tubercolotici.

Olio Essenziale Salvia officinale (Salvia officinalis)
Favorisce il benessere femminile e sudorifero
Modo d’uso:
1-2 cucchiaini di foglie secche per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.
Dose:
massima 3 tazze al giorno. Salvia si trova anche sotto forma di TM, 10-40 gocce in poca acqua 2-4 volte al giorno. Disponibile anche come OE 2-4 gocce 3 volte al giorno su una zolletta di zucchero oppure diluita con olio d’oliva o mandorle dolci spalmata direttamente sulla parte da trattare (anche alcune gocce sull’ombelico).
Meglio:
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Essenza Spagyrica o MicroDose. Salvia stimola il metabolismo, rigenera il sangue ed i tessuti. Trova il suo utilizzo nelle sudorazioni eccessive delle mani e delle ascelle soprattutto con i pazienti reumatici e convalescenti indeboliti da lunghe malattie ed astenie, si usa anche per sudorazioni notturne dei tubercolotici.
Per piccoli tagli e sbucciature premere sulla ferita la foglia di salvia. Salvia rilassa la muscolatura liscia dell’apparato digerente e si usa anche come antispastico digestivo. Recenti studi hanno dimostrato che la salvia abbassa il livello della glicemia nei diabetici dopo aver bevuto l’infuso a stomaco vuoto.  Infuso nel vino si usa per gargarismo nel caso di stomatite, afte, gengivite, faringite, laringite e tonsillite.
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Salvia ha effetto emmenagogo e favorisce la comparsa delle mestruazioni. Salvia è ricca si fitoestrogeni, favorisce il concepimento, e si consiglia per amenorrea e dismenorrea, sterilità femminile e disturbi della menopausa per prolungare le mestruazioni, per vampate e come apporto ormonale nelle cure preventive dell’osteoporosi.
Salvia è considerata un’erba sicura, ma si raccomanda di non superare il dosaggio indicato, in alte quantità può causare seri disturbi, come convulsioni. Si sconsiglia di usarla per usi interni pura.
Salvia è usata per dare forza all’organismo, digestione difficile, vertigini, asma e bronchite, linfatismo e scrofulosi, per far cessare la lattazione.
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Antinfiammatoria. Indicata nell’infermità, tremori, paralisi, contro i polipi della vescica. Eccitante nervino e cortico-surrenale, epatismo, affezioni polmonari, pleuriche, equilibratore del vago-simpatico, affezioni nervose, come tremori, paralisi, apoplessia, febbri intermittenti, diarree dei tubercolotici e lattanti.
Aumenta la pressione arteriosa, alcune scuole attribuiscono attività anticancerogena, per uso esterno irrigazioni nella leucorrea, gargarismi per afte, stomatite, angina, laringite, nevralgie dentarie, piaghe atone, ulcere, dermatosi, alopecia, Per bambini utilizzare per assorbimento cutaneo.
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Si possono fare i bagni con aggiunta dell’infuso forte di salvia per debolezza infantile, rachitismo e scrofolosi. Si sconsiglia l’uso della salvia in soggetti pletorici e ipertesi.
Disponibili come OE – Essenza Spagyrica, MicroDose e in fiale monodose in abbinamento con Mg+Cu+Zn+Mn (Oligranuli) per il trattamento degli stati infettivi.
Azioni:
Antivirale, antibatterico specifici ( gram+, Staphylococcus aureus, Streptococco)
Infezioni (cavo orofaringeo) (AZIONE ELETTIVA)
Infiammazione (cavo orale) (AZIONE ELETTIVA)
Laringite (AZIONE ELETTIVA)
Anti-fungine (Candida albicans)
Potente antivirale
Allatamento (antigolattologo) (AZIONE ELETTIVA)
È un valido disintossicante epatico
Antiacido (antisecretivo gastricoparasinpaticolitico)
Afrodisiaco
Espettorante, mucolitico
Lipolitico (facilita l’eliminazione dei grassi), anti-cellulite
Colagogo e coleretico (stimola secrezione di bile e secrezioni pancreatiche, ipercolesterolemia moderata)
Emmenagogo e imita gli estrogeni
(regola i cicli mestruali e alleviare i problemi legati ai cicli e la menopausa) (AZIONE ELETTIVA)
Pelle di guarigione, previene la sudorazione e vampate di calore, diminuzione delle secrezioni salivari
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Indicazioni :
Influenza, bronchite, sinusite
Meningite virale, neurite virale, l’herpes labialis
Enterite virale, insufficienza biliare
Irregolare e / o ciclo mestruale dolorose premenopausa
Cicatrici, cheloidi, problemi di guarigione, infezioni e problemi della pelle, sudorazione eccessiva, cellulite
Uso esterno :
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In sinergie localizzate con altri oli per applicazioni di cura della pelle
In alcune gocce di attrito, in sinergia con altri oli essenziali, al basso addome e schiena per i disturbi legati al ciclo mestruale
In qualche goccia di attrito, in sinergia con altri oli essenziali sul torace e parte superiore della schiena per aiutare a prevenire e combattere contro le infezioni ORL
Aromatica, antisettica, astringente, spasmolitica, antiidrotica, mucolitica, estrogenica, galattofuga. Cicatrizzante (U.E.).
Indicazioni:
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Infiammazioni della bocca, lingua o gola (in gargarismo o sciacquo), dispepsia flatulenta, faringiti, infiammazioni dell’ugola, stomatiti, gengiviti, glossiti, sia per uso interno che in gargarismo, pennellature o sciacquo, afte, galattorrea.
Assunta internamente riduce la sudorazione e il flusso del latte. In compresse esterne (impacchi) coadiuva la guarigione delle ferite; in ulcere che tardano a formare il tessuto di granulazione giova qualche goccia del succo fresco.
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Fitoterapia italo-francese:
T.M.: 30 gocce 3 volte al dì dopo i pasti.
O.E.: 3-5 gocce 2-3 volte al dì. Soluzione al 10% in olio di Mandorle dolci per frizioni.
Succo: un cucchiaio 3 volte al dì.
Consigli: Molto utile nel periodo della menopausa, se si presentano problemi di secchezza vaginale e di inappetenza sessuale, così come in caso di caldane.
Avvertenze e controindicazioni:
dell’Olio Essenziale puro: Può concorrere nel favorire il concepimento. Evitare in gravidanza; in questo caso dosi intense possono divenire concausa d’aborto. Riduce la produzione di latte fino ad arrestarla, senza interferire nello svezzamento del neonato. Riduce la produzione delle ghiandole sudoripare; utile in maniluvi e pediluvi.
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Controindicata nei soggetti pletorici, ipertesi. Per essere usato con grande cautela a causa del suo contenuto di tujone, sostanza neurotossica e abortiva.
Vietato per le donne incinte ei bambini, le persone con epilessia, ipertensione o molto malati.
Uso limitato nel tempo, soprattutto se è per uso interno. Uso interno solo sotto controllo medico.
Attenzione: da non confonderla con la salvia divinorum, allucinogena, pianta da evitare assolutamente.
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PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell’impiego terapeutico per le turbe legate a un’insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia,
per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell’umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
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Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l’ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l’utilizzo di queste piante.
In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono:
Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Cimicifuga; l’Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell’ormone ipofisario.
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L’Agnocasto aumenta la produzione dell’ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell’ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa;
inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali”; A.Y. Leung & S. Foster “Enciclopedia delle piante medicinali”; Fabio Firenzuoli “Le 100 erbe della salute

Cipolle

Alitosi, bruciore allo stomaco, afta, carenza di ferro, infiammazione alle articolazioni e ai tendini (in particolare il tendine d’Achille), problemi agli occhi, mani e piedi freddi, cicatrici, roncopatia, dolori alle articolazioni, sofferenza alle articolazioni, fiato corto, tutti i sintomi neurologici

Porro, porro selvatico, erba cipollina, cipollotto, cipolle rosse, bionde, bianche, scalogno e tutti gli altri membri della famiglia delle Liliaceae sono antibiotici naturali. Purtroppo la gente non consuma grandi quantità di cipolle, magari ne mangia qualche fettina nella zuppa una volta al mese, o nell’insalata una volta alla settimana. Ma per sfruttarne al meglio le proprietà antibatteriche, dobbiamo dare loro più spazio nella nostra vita.
Alcuni lamentano difficoltà a digerirle ma, diversamente da quel che si crede, le cipolle non sono irritanti, sono invece altamente curative. Se mangiarle disturba lo stomaco, significa che nell’apparato digerente sono presenti livelli troppo alti di batteri nocivi, e nel momento in cui le cipolle si attivano per eliminarli, la morte dei batteri può provocare un temporaneo disagio.
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Una malattia particolare che colpisce molte persone ai giorni nostri è la sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue (SIBO), che per la medicina resta ancora in gran parte un mistero. Di solito questa malattia è causata da organismi come gli streptococchi A e B, vari ceppi di Escherichia coli, Clostridium difficile, Helicobacter pylori, stafilococco e/o diversi tipi di funghi (esclusa la candida, un fungo naturale necessario per la nostra sopravvivenza quando in giusto equilibrio).
Le cipolle sono uno degli alimenti migliori per limitare la sovrapproduzione batterica nell’organismo, il che le rende un alleato prezioso per chiunque soffra di SIBO e per favorire la produzione di vitamina B12 nel corpo. Se eviti di mangiare le cipolle perché hai difficoltà a digerirle, prova a inserirle nell’alimentazione in piccole dosi: con l’andare del tempo il loro effetto depurativo ti consentirà di tollerarne quantità maggiori.
L’amicizia con le cipolle ci fa bene. A determinarne l’azione antibatterica è lo zolfo in esse contenuto (insieme a sostanze fitochimiche come l’allicina e altri composti di solfuri organici e solforati che non sono ancora stati scoperti), che inoltre libera il corpo dalle radiazioni, debella i virus e depura l’organismo da DDT e altri pesticidi, dai diserbanti e dai metalli tossici. Lo zolfo delle cipolle le rende alimenti preziosi per alleviare i dolori articolari, i disturbi e la degenerazione delle ossa, e per riparare i tendini e il tessuto connettivo.
cipolle 2
Se sei carente di ferro, le cipolle sono molto utili perché un’altra funzione svolta dallo zolfo consiste proprio nel rallentare la perdita di ferro. Ricche di oligoelementi come zinco, manganese, iodio e selenio, le cipolle tonificano la pelle e proteggono i polmoni: se vuoi una pelle più giovane, mangiale ogni giorno; lo stesso vale per riparare danni ai polmoni provocati dal fumo. Le cipolle sono molto preziose anche per curare raffreddori, influenze, bronchiti e polmoniti batteriche. Inoltre sono un ottimo antinfiammatorio per l’intestino, aiutano a guarire le ulcere, eliminano il muco dalle feci e leniscono le pareti intestinali.
Nel folclore di una volta si usava l’aglio per tenere lontani fantasmi e spiriti maligni. Le cipolle meriterebbero una reputazione simile, perché tengono lontani i “microrganismi maligni”. Se le inserisci nella tua alimentazione darai un poderoso sostegno al sistema immunitario e ti proteggerai dagli agenti patogeni. La prossima volta che vai a comprare uno sciroppo per la tosse o un decongestionante, prendi anche qualche varietà di cipolla: pur non trovandosi nello stesso reparto, le cipolle sono un’autentica medicina.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le cipolle nella tua vita.
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Reflusso gastroesofageo, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema, cancro al seno, alle ossa, alla prostata, diverticolite, infezioni all’orecchio, influenza, congiuntivite, orzaiolo, ipertensione, leucemia, emicrania, tigna, acne rosacea, infezioni da stafilococco, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, alitosi, malattia di Lyme, malattie al fegato, steatosi epatica, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, HHV-7, i non ancora scoperti HHV-10, HHV- 11 e HHV-12, infezioni alle vie urinarie, raffreddore, virus di Epstein-Barr, infezioni da lieviti, attacco ischemico transitorio.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le cipolle nella tua vita.
Alitosi, bruciore allo stomaco, afta, carenza di ferro, infiammazione alle articolazioni e ai tendini (in particolare il tendine d’Achille), problemi agli occhi, mani e piedi freddi, cicatrici, roncopatia, dolori alle articolazioni, sofferenza alle articolazioni, fiato corto, tutti i sintomi neurologici (anche formicolio, intorpidimento, problemi circolatori, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), sindrome delle gambe senza riposo, gastrite, rigidità del corpo, dolori diffusi, capogiri, pelle secca, milza ingrossata, vampate, infiammazioni, dolore alla mascella, dolore al ginocchio, tremori, debolezza, carenza di minerali.
SUPPORTO EMOTIVO
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Se sei cronicamente soggetto a frustrazione, rabbia ed esasperazione – verso te stesso, gli altri o eventi esterni – introdurre le cipolle nella tua alimentazione è fondamentale: fanno spurgare la rabbia dal corpo e ti aiutano a liberarti di rancore, collera, senso d’ingiustizia e delusione, permettendoti finalmente di vivere la tua vita.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Le cipolle sono ingiustamente accusate di rendere cattivo l’alito; in realtà è il contrario: alleviano questo problema. La vera causa dell’alitosi è la presenza di batteri nocivi nell’intestino che mandano esalazioni alla bocca; essendo antibatteriche, le cipolle aiutano a combattere questa condizione, e con l’andar del tempo il tuo alito avrà un odore più gradevole.
L’aroma delle cipolle potrebbe lasciare qualche residuo in bocca subito dopo averle mangiate, ma è solo per lo zolfo naturale che contengono ed è segno che sta facendo il suo lavoro. Siamo convinti che i migliori alleati per combattere l’alitosi siano i vari dentifrici, collutori e mentine e che le cipolle siano le sue acerrime nemiche, ma di fatto sono la nostra salvezza.
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Ti è mai capitato di vedere qualcuno darsi da fare per risolvere un problema e poi essere ingiustamente accusato d’averlo creato? Succede spesso: per esempio un supervisore viene detestato dagli impiegati per come si comporta, ma in realtà lo scopo delle sue azioni è salvare il loro posto di lavoro, o un genitore viene criticato dal figlio perché gli ha fatto notare un errore nel compito, ma il suo scopo è aiutarlo a prendere un buon voto. La prossima volta che stai per criticare o accusare qualcuno, pensa alle cipolle e prenditi un momento per analizzare la cosa da ogni punto di vista possibile.
SUGGERIMENTI
Non ascoltare il consiglio di sciacquare o lasciare a bagno le cipolle per rendere il loro sapore meno pungente: questa tecnica ne riduce il potere perché diluisce le proprietà medicinali che uccidono i batteri e rafforzano il sistema immunitario.
Tutte le volte che mangi un cibo poco sano, aggiungi delle cipolle per contrastarne gli effetti nocivi. (Ciò non significa che devi ordinare anelli di cipolla fritti: essendo impanati con ingredienti scadenti e cucinati in pessimo olio, gli anelli di cipolla non sono consigliabili.
Piuttosto, se mangi un hot dog, mettici sopra qualche fetta di cipolla cruda.)
Se vai al ristorante e hai paura di prenderti virus influenzali, gastroenteriti o intossicazioni alimentari, ordina qualcosa che contenga delle cipolle. Per esempio, se vuoi un’insalata, chiedila con l’aggiunta di cipolle crude per uccidere tutti gli agenti contaminanti.
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Quando scegli le cipolle al mercato, assicurati che siano sode e non cedano premendole. Evita quelle che stanno già buttando i germogli. (Al contrario, sono molto benefici i germogli attaccati alle cipolle appena raccolte.)
Usa diverse varietà di cipolle nei vari piatti: l’erba cipollina nel guacamole, il cipollotto nell’hummus, le cipolle rosse nell’insalata e nelle verdure saltate, i porri nella zuppa, oppure prova le cipolle bionde o bianche al vapore.
Se hai la sinusite, il raffreddore o l’influenza, metti delle cipolle affettate in una pentola d’acqua tiepida o calda e poi inala, coprendo la testa e la pentola con un asciugamano. È una tecnica potente per sciogliere il muco e alleviare la congestione.
Se sei freddoloso, non riesci a scaldarti, devi sempre indossare una maglia di lana e/o hai sempre mani e piedi freddi, prova a consumare le cipolle ogni giorno per favorire la circolazione.
CIPOLLE RIPIENE CON PURÈ DI PATATE E FUNGHI
Per quattro/sei porzioni
Queste bellissime cipolle ripiene sembrano un piatto da chef e sono sorprendentemente facili da preparare, fanno un figurone sulla tavola e in qualunque occasione di festa. Se non ti piacciono i funghi, sii creativo e sostituiscili con una verdura saltata a tua scelta.
8 cipolle grosse
8 tazze di patate a cubetti
2 cucchiaini di olio d’oliva
½ cucchiaino di rosmarino fresco
8 tazze di funghi a pezzetti
2 spicchi d’aglio tritati
1 cucchiaino di sale marino
1 cucchiaino di aromi misti
2 cucchiai di pinoli
Preriscalda il forno a 180 °C. Prepara le cipolle tagliando via il quarto superiore e la radice, in modo che poggino su una superficie piatta. Non pelarle. Sistema le cipolle in una teglia capiente e aggiungi due dita d’acqua. Inforna e cuoci per tre quarti d’ora o un’ora al massimo, controllandole di tanto in tanto (sono cotte quando risultano tenere e profumate). Toglile dal forno e lasciale raffreddare.
Pelale e poi rimuovi con cura gli strati interni servendoti di una forchetta, lasciando solo due strati esterni in modo da formare una coppetta (vedi immagine). Conserva la parte interna per usarla in seguito nella preparazione del ripieno. Versa due dita d’acqua in una padella capiente e porta a bollore.
Aggiungi le patate, coprile e lasciale cuocere per quindici o venti muniti, mescolando di tanto in tanto finché sono tenere; se necessario, aggiungi dell’acqua per evitare che attacchino. Metti le patate in un mixer con un cucchiaino di olio d’oliva e il rosmarino fresco. Miscela fino a ottenere un composto omogeneo, che metterai da parte.
Per il ripieno, salta i funghi con l’aglio e un cucchiaino di olio d’oliva finché sono teneri e succosi, aggiungendo acqua se necessario per evitare che attacchino. Lasciane da parte una tazza e trasferisci il resto in un mixer insieme al sale, agli aromi misti e agli strati interni delle cipolle tenuti da parte precedentemente. Miscela fino a ottenere un composto uniforme.
Riempi gli strati esterni delle cipolle a mo’ di coppetta, alternando il ripieno di funghi con il purè di patate. Guarnisci con i funghi saltati e i pinoli. Dopodiché servile e gustale!
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Marrubio

Proprietà: Tonico, depurativo, stomachico, espettorante, tonicardico, diuretico, favorisce le regole, si usa per anemie, asma, bronchite acuta e cronica, enfisema, obesità, pertosse

Marrubio Bianco (Marrubium vulgare)

Il marrubio è una pianta conosciuta da tempi remoti per le sue proprietà balsamiche, tossifughe, espettoranti.

Queste proprietà, che ne fanno un buon rimedio nelle malattie polmonari, caratterizzate specialmente da fatti catarrali, sono state confermate dai moderni ricercatori.

La frazione amara contenuta nel marrubio è responsabile delle virtù digestive e coleretiche.

Questa pianta ha inoltre buone proprietà febbrifughe, specialmente nelle febbri di origine intestinale, e può essere usata in sostituzione della china nei casi in cui quest’ultima non agisca o non sia tollerata.

Per uso esterno il marrubio è stato tradizionalmente impiegato come blando detergente e blando antisettico su ulcere, piaghe e croste.

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La proprietà espettorante e mucolitica è propria dei lattoni di terpenici come la marrubina, il cui metabolismo porta poi alla formazione di acido marrubio dotato di proprietà colecistocinetica. Sono anche presenti acido caffeico, stachidrina, piccole quantità di olio essenziale e tannini.

Parti utilizzate: foglie e sommità fiorite. Modo d’uso: infuso di mezzo o un cucchiaino da caffè di foglie secche per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.

Dose: massimo 3 tazze al giorno. Si trova anche sotto forma di TM, 10-15 gocce due o tre volte al giorno.

Per obesità e cellulite si lascia macerare 60 g di pianta in un litro di vino bianco. Filtrare, dose mezzo bicchiere prima dei pasti principali.

In dosi elevate può causare aritmie cardiache, si consiglia di evitare la somministrazione alle persone cardiopatiche.

Le donne in gravidanza dovrebbero evitarlo. In dosi raccomandate marrubio è considerato una pianta sicura.

Proprietà: Tonico, depurativo, stomachico, espettorante, tonicardico, diuretico, favorisce le regole, si usa per anemie, asma, bronchite acuta e cronica, enfisema, obesità, pertosse, insufficienza biliare, TBC, aritmie extrasistoliche, sudorazione abbondante, obesità, cellulite, reumatismi, artritismo, affezioni nervose e isterismo, anoressia, cirrosi epatica, acufeni, depressione in menopausa, tachicardia nell’ipertiroidismo (marrubio acquatico).

DepurVin

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TossVin

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BroncoVin

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Influvin T

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Dmg Gold

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Mycoplasma e Malattie Croniche

Il mycoplasma pneumoniae e altre sette specie di micoplasma sono state riconosciute come causa diretta o importanti co-fattori di molte malattie croniche incluse artrite reumatoide, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, fibromialgia, fatica cronica, diabete, morbo di Crohn, SLA (sclerosi laterale amiotrofica), uretite non gonococcica, asma, lupus, sterilità, AIDS, alcuni tipi di cancro e leucemia.

Mycoplasma pneumoniae è stata scoperta nel tratto urogenitale di pazienti con malattia infiammatoria pelvica, uretiti e altri disturbi delle vie urinarie.

E’ stato scoperto nel tessuto e fluido cardiaco di pazienti con cardite, pericardite, tachicardia, anemia, anemia emolitica e altre malattie coronariche. E’ stato trovato nel fluido cerebrospinale di pazienti con meningite ed encefalite, morbo di Alzheimer, SLA e altre infezioni, malattie e disturbi del sistema nervoso centrale. E’ stato regolarmente trovato nel midollo osseo di bambini con leucemia.

Il mycoplasma pneumoniae e altre sette specie di micoplasma sono state riconosciute come causa diretta o importanti co-fattori di molte malattie croniche incluse artrite reumatoide, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, fibromialgia, fatica cronica, diabete, morbo di Crohn, SLA (sclerosi laterale amiotrofica), uretite non gonococcica, asma, lupus, sterilità, AIDS, alcuni tipi di cancro e leucemia.

I dr. Baseman e Tully in un articolo del 1997 dal titolo Mycoplasmas: Sophisticated, Reemerging, and Burneded by their Notoriety affermano:

i micoplasmi da soli possono provocare malattie croniche e acute in diverse parti dell’organismo con un ampio numero di complicazioni e sono stati coinvolti come co-fattori della malattia. Recentemente i micoplasmi sono stati indicati come co-fattori della patogenesi dell’AIDS, alle trasformazioni maligne e all’aberrazione cromosomica, alla sindrome della Guerra del Golfo e altre malattie complesse e inspiegabili, compresa la sindrome da fatica cronica, il morbo di Crohn e vari tipi di artrite.

http://www.naturmedica.com/index.php?mod=content&cat=1&padre=98&ID=99&livello=subsub&lang=IT

disintossicare, alimentare, rieducare, informare il nostro corpo è di fondamentale importanza con un’educazione e Rimedi personalizzati e mirati 

Cordyceps

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DepurEssiac

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Klamin

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AlgoZym

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Multinatural:

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