Tumori che guariscono da soli

Se anche i casi di cancro che l’organismo potrebbe sconfiggere da solo vengono trattati con chirurgia, radiazioni e chemioterapia, va da sé che in questi casi la cura è sicuramente peggiore del male.

È da notare che il continuo fare indagini, campagne di screening, mammografie (per altro a base di raggi x, notoriamente cancerogeni), porta alla luce non solo tutti i tumori che prima o poi degenerano fino a mettere a repentaglio la vita del paziente, ma anche quelli che normalmente sarebbero stati riassorbiti dall’organismo.

Se anche i casi di cancro che l’organismo potrebbe sconfiggere da solo vengono trattati con chirurgia, radiazioni e chemioterapia, va da sé che in questi casi la cura è sicuramente peggiore del male. L’abitudine ad utilizzare “cure” estremamente tossiche per eradicare il tumore ha portato a identificare la malattia con una sentenza di morte, e di conseguenza diagnosticare precocemente un cancro significa causare un forte trauma emotivo che può inibire il naturale meccanismo di riassorbimento del tumore stesso.

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La “prevenzione secondaria” che indentifica precocemente i tumori porta molte più persone a sottoporsi a cure invasive e rischiose che potrebbero essere spesso inutil. Vedi queste righe tratte dal libro di Marcello Pamio “Cancro SpA”.

Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere:

«Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale» .

Notevole è il fatto che, come citato nel libro di Pamio, su migliaia di autopsie eseguite su persone morte in incidenti stradali è risultato che:

– Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
– Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
– Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide .

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Inutile dire che non si riscontrano normalmente simili alte percentuali di tumori, segno che quelle autopsie hanno rilevato tumori che fin troppo spesso regrediscono da soli.

A ulteriore conferma di quando su esposto, si può citare il risultato dello studio The Natural History of Breast Cancer (“La storia naturale del cancro al seno”) che mostra come l’incidenza del cancro al seno sia aumentata in seguito all’introduzione dello screening con la mammografia.

In particolare nel gruppo di controllo non sottoposto a screening l’incidenza del cancro al seno è minore rispetto al gruppo di chi si è sottoposto allo screening, e tale differenza viene identificata nei tumori guariti spontaneamente. Secondo gli autori dello studio anche un cancro mammario invasivo potrebbe regredire spontaneamente.

Ulteriori fonti e approfondimenti a tale riguardo sono:

Un articolo su pillole.org
http://www.pillole.org/public/aspnuke/print.asp…
Un articolo sul New York Times
http://www.nytimes.com/2008/11/25/health/25breast.html…
10033 Pubblicato su Archives of Internal Medicine 2008 Nov 24;168:2302-2303, autori Kaplan R M, Porzsolt F;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1847027/.

 

Malattia: Consapevolezza & Guarigione

Siccome l’entropia aumenta sempre il processo di guarigione è quello spontaneo non il processo di ammalarsi che è contro termodinamico che diminuisce l’entropia!  Allora come mai guariamo con tanta difficoltà e ci ammaliamo in 5 secondi?

Comprensione del Sè
L’essere umano è fatto sovente di poca Consapevolezza di Sé e non vuole responsabilità, tendenzialmente deleghiamo a un Dio o a un Diavolo, ad un Istituzione, Associazione ecc. mi sono ammalato ma mica è colpa mia, io non mi volevo ammalare. Invece No! Te ti volevi ammalare …
è questo l’aspetto fondamentale da comprendere;  come mai a volte si scelgono dei percorsi di vita che sembrano veramente allucinanti, si potrebbe dire contro termodinamici, se desideriamo star bene perché ci ammaliamo?
Perché noi che creiamo come estensione il nostro Universo, così permettiamo e ci identifichiamo nella malattia da noi ospitata e creata. Dal punto di vista entropico che è l’unica cosa che conta secondo me, che dice: la seconda legge che l’entropia dell’Universo aumenta sempre.
Che cosa vuol dire? Vuol dire che l’entropia è legata a una cosa fondamentale, che non è l’energia del sistema, “come ci vogliono dire”, ma è la Coscienza del Sistema, la Coscienza non aumenta Mai, la coscienza È , la Creazione È, È stata, È adesso, È e sarà sempre la stessa.
Quello che aumenta non è l’entropia S, è il Delta S, cioè la Consapevolezza, o meglio la differenza che credi di avere di entropia tra un istante e l’altro, cioè quanto tu inizia capire chi sei e l’esperienza che fai! Allora il Delta S, aumenta, per cui il Delta S è una misura della Coscienza.
L'immagine può contenere: una o più persone
Perché questo? Perché quando un tessuto si ammala, la sua entropia diminuisce, quando un tessuto si sana la sua entropia aumenta, che vuol dire?
Semplicemente vuol dire che un tessuto è più disordinato o meno disordinato di un tessuto sano, è questo il problema. Siccome l’entropia aumenta sempre il processo di guarigione è quello spontaneo non il processo di ammalarsi che è contro termodinamico che diminuisce l’entropia!  Allora come mai guariamo con tanta difficoltà e ci ammaliamo in 5 secondi?
Allora si capisce che dietro c’è la tendenza a farti accettare cose come legittime, le cose che non sono vere, per farti credere che c’è qualcuno “che è colui che comanda”, a cui tu devi dare ragione, sempre, (dualità), la malattia ha questo problema, per esempio
Grattini ti dice in televisione che noi dobbiamo imparare a prendere le medicine prime di ammalarci così dopo non ci ammaliamo (è geniale?); no parla al contrario e ti fa credere poi che non puoi farne a meno perché tu non sai chi sei e debba delegare la tua vita ai vari sistemi! (si chiama libertà?)
perché l’uomo sceglie inconsapevolmente di stare male e non decidi di guarire? Non decidi di guarire perché tu credi che ci sia qualcuno che conta più di te che ti guarirà … se vanno bene le cose (…),
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è semplice perché tu credi di non contare una mazza, quindi ci sarà il medico, l’avvocato, il prete, il notaio, il Dio di turno, che ti aiuterà e ti toglierà dal casino, è questa la società attuale: tu devi credere a questa cosa qui, perché se inizi ad osservarti da dentro e comprendi che l’entropia parte dalla tua consapevolezza e ti guarisce, chi si prenderà il merito di questa tua guarigione?
Tu vai dal medico e gli chiedi: senta dottore mi può guarire? Il Dottore quello Vero, non ti guarisce, ma ti dice come devi fare per guarirti, questa è una cosa fondamentale, e allora perché decidiamo di ammalarci?
Perché inconsapevolmente, l’istante in cui tu ti ammali è un momento preciso in determinato punto della tua Vita, in uno punto “spazio – tempo” in cui hai l’opportunità di capire qualcosa di TE,
Perché? Siccome che tu sei il creatore del tuo universo, quando c’è qualcosa che tu non riesci a comprendere, tu inconsapevolmente ti crei all’esterno una situazione, che dall’esterno ti debba far ragionare, ti faccia capire quella cosa che te non hai capito dentro, sovente questa cosa prende il nome di malattia,
cera già arrivato Hamer tanto tempo fa sostenendo che tutte le malattie sono psicosomatiche, ed è vero, Jung prima di Hamer, l’aveva detto in termini molto meno “incisivi”, cambiando nomenclatura, ma è così, tu ti ammali perché ti vuoi ammalare per comprendere parti di te, che non vuoi comprendere dentro.
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La malattia è una domanda che te ti fai! Tutte le volte che te guarisci è perché hai trovato la risposta, pensa in una giornata ti ammali – comprendi – guarisci ! Piccole malattie piccole guarigioni, grandi domande, grandi risposte, grandi malattie,
ma se la termodinamica ce lo vieta come facciamo ad ammalarci, perché all’inizio siamo totalmente inconsapevole di noi, siamo sani , felici e un pò “coglioni” .. pensa che meraviglia, vedi qualsiasi cosa non te ne frega niente, ad un certo punto di fai una domanda .. ti ammali .. a quel punto devi cercare una risposta.
Il primo punto è che siamo felici ma inconsapevoli e la tua entropia è – infinito, come dire nasciamo senza conoscenza e i primi interventi sono dall’esterno, nel mettere degli specchi nella testa dove rifletteranno, imprintig e credenze, doveri, colpe, e frustrazioni,
ricordati: che l’entropia è il “– logaritmo” dei microstati, cioè i microstati sono le cose che ti qualificano, che tu sei, allora il numero di cose che tu sei “siccome che tu sei quello che fai” se non fai niente non esisti, vita vuota, il logaritmo di zero è – infinito,
il secondo punto della vita è : quando inizi a chiederti una cosa hai una domanda e una risposta, hai 2 microstati, – logaritmo di 2, è già qualcosa, quando trovi una risposta avrai – logaritmo di 1 che è 0, noi sappiamo che l’entropia va da “– infinito a 0”, che è il massimo valore ottenibile, quindi te guarisci, in questo contesto quando tu ti stai facendo una domanda, ti stai tecnicamente ammalando, la tua entropia non diminuisce, nel contesto globale, la tua entropia sta aumentando perché ti sei accorto che c’è un problema da risolvere, la tua Coscienza sta aumentando e poi lo risolvi,
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terzo punto sei guarito, il terzo punto è come il primo ma c’è una bella differenza, al punto 1, eri completamente inconsapevole, al punto 3, sei guarito e sai chi e cosa sei, sei consapevole di te, questo è quello che accade, questo è quello che accade sempre nonostante qualsiasi tipo di ragionamento,
ogni volta che ci siamo ammalati e risolto il loop, esso si chiude, e vi accorgete delle cose fuori che cambiano perché avete compreso dentro, la realtà olografica fuori cambia, perché si è più consapevoli di sé, tant’è che lei stessa è perturbabile dall’osservazione;
noi siamo qui per fare l’esperienza che è necessaria associarla alla Conoscenza di Sé, e alla Consapevolezza, se facciamo l’esperienza in armonia potremmo cadere cmq dalla bici, certamente, ma ogni esperienza non sarà così lesiva e traumatica perchè compresa e non vissuta con gli specchi imprinting che ci hanno messo nella testa e nelle tradizioni.
Ma se noi facciamo fatica a capire le cose, per tantissimi motivi, molti alimentati dal mentale che ci giustifica nel rimanere dove siamo, perché la mente si identifica con il malessere, solo perché non sa chi è, o non le vogliamo capire!!!
Ecco che avviene tutto quello che deve avvenire, non perché c’è un Dio cattivo che ci punisce perché tu non hai capito, ma c’è quel Dio dentro di TE che dice guarda che devi capire chi sei dentro altrimenti tu da qui non vai avanti!!
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Allora è da chiedersi guarisco o non guarisco? Esco dal problema o alimento il mio problema? Molti escono dal problema e tanti altri no, il loop ti dice vuoi uscire dal problema? Allora devi comprendere, vuoi comprendere? Per comprendere la malattia o il trauma qualsiasi, devi capire che il problema sia fisico che emozionale, è come lo zio che ha toccata a casa, vuoi ricordarla questa cosa?
No, non voglio ricordarla! E allora rimani con il trauma, perché è doloroso capire, e allora si preferisce non comprendere, e quello che succede è che non comprendendo soffri per tutta la vita, alla fine della vita devi comprendere altrimenti ripeterai l’esperienza in un’altra vita, non c’è problema non c’è sconto, perché sei te che ti presenti questo problema e devi andare a vanti sino alla fine che lo risolvi, al di là di chi osa ferirti, o dalla malattia presente, o dal lutto.
Il nostro problema è che siamo di fronti a 2 vie, percorso breve e percorso lungo, il percorso breve è quello felice, il percorso lungo è quello più lesivo, nel percorso breve hai un solo fotogramma, da A a B, significato: devo saffrontare 100 unità di sofferenza, nel percorso lungo devo soffrire sempre 100 unità però sono 100 fotogrammi, e ognuno dal valore 1, per cui vedi 100 fotogrammi da un lato e dall’atro lato un fotogramma dal valore 100 , cosa faccio? Soffro 100 tutta una volta, o mi ammalo e guarisco continuamente?
La domanda è duale, percui giusta e sbagliate entrambe. Ebbene è necessario comprendere che la sofferenza non è necessaria, perché se tu credi di soffrire ebbene soffrirai, perché sei tu e i modelli preposti che creano la tua personale esperienza, ma nell’istante che tu accetti di rivedere, di ricordare, di comprendere quella cosa che ti ha creato la malattia, che ti ha fatto soffrire, in quell’istante scopri di non soffrire per niente.
Scopri che tu non ha voluto vedere, sentire, affrontare sino in fondo, quella cosa e ti sei ammalato per paura di soffrire, ma se la guardavi subito e l’affrontavi non soffrivi così, perché la comprensione è la guarigione, c’è gente che cambia casa perché il vicino è molesto, c’è schiamazzo ecc. ma se non comprendi lo ritroverai sempre, il tuo problema viene con te!
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Quello che scappa perché vede il mostro si deve fermare e osservarlo, affrontare il mostro che viene da una parte del suo Sé , non compreso e continuerà ad avere l’ascendente, di separalo ulteriormente, l’uomo ha una possibilità di comprendere per differenza che lui non è la separazione bensì l’unione.
A quel punto l’Essere umano integrato dentro di Sé, può veramente perturbare il mondo fuori come estensione espressione della Vita che desidera scegliere già, creando infinite esperienze tutte quelle desidera vivere e portare a compimento come parti della stessa Coscienza.
Desideri comprendere ogni resistenza che persiste o resiste?
Prenditi un Appuntamento  dedicato al Tuo Personale Benessere by Francesco Ciani
Bibliografia:
(Sintesi di Fisica Quantistica, da Roger Penrose, Malanga, e Consapevolezza del Sè Francesco Ciani personal experience)
 

Meditazione sull’autoguarigione

Per esempio: nel caso di un malessere o di un dolore fisico, che cosa accade nella vostra mente quando lo avvertite? Forse lo interpretate e gli applicate un’etichetta terribile?

Meditazione sull’autoguarigione

1. Analizzate il vostro corpo con il metodo che vi è più congeniale (visione interiore, intuizione, sensazione). Identificate (con l’aiuto della vostra Consapevolezza Interiore o AnimA se volete) la parte del corpo che più vi preoccupa.

Se non vi sono problemi particolari localizzati in un dato punto, concentratevi su qualcosa che sta accadendo ora nella vostra vita e che richiede la vostra attenzione o vi crea problemi.

2. Se volete, attribuite al malessere fisico una forma, un colore, una sostanza, una consistenza. È acuto o sordo? Se si tratta di un dolore particolare, è persistente? Oppure va e viene? Se si tratta di un problema nella vostra vita, domandatevi se è una situazione nuova o vecchia.

Come vi sentite quando vi trovate ad affrontarla? E qual è la vostra reazione abituale o cronica? Cercate di capire in termini specifici il vostro atteggiamento interiore.

Per esempio: nel caso di un malessere o di un dolore fisico, che cosa accade nella vostra mente quando lo avvertite? Forse lo interpretate e gli applicate un’etichetta terribile?


Quando avvertite quel malessere/dolore o si verifica quella data situazione, provate rabbia o paura? Ciò che avviene nel vostro corpo vi suscita timore? Qual è, in tal caso, la vostra reazione? Qual è la reazione abituale che, in un certo senso, lascia il tempo che trova?

Sapete che questa reazione non funziona, perché il disturbo non è scomparso. Se si tratta di un disturbo cronico, è particolarmente evidente che la reazione abituale non è efficace: il messaggio non vi è arrivato (o, se volete, la lezione non è stata imparata).

Perciò arriverei a dire, mia cara, che qualunque sia la reazione, è completamente sbagliata perché non risolve la situazione.

Guardate la vostra vita e il vostro corpo: ne avete fatto una scuola in cui imparare e ogni dolore o malattia è un messaggio che ha lo scopo di insegnarvi qualcosa. La Malattia legata all’esperienza che avete scelto di fare, è uno stato di separazione da voi stessi.. più tempo passa e più sarà lesiva e manifesta …

3. La prossima domanda, perciò, è questa: per quale ragione avete prodotto nel vostro corpo quel dolore? Per quale ragione avete creato quella data situazione nella vostra vita? Che cosa dovete imparare da questa esperienza? La situazione o il malessere fisico vanno ripetendovi la stessa cosa finché non l’avete capita; di che cosa si tratta? Che cosa avete bisogno di comprendere? O di ottenere?

Finché non lo avrete appreso continuerete a riproporre le stesse circostanze, poiché voi siete i migliori maestri di voi stessi: avete predisposto abilmente le lezioni da imparare e i non vi “promuoverete” finché non avrete “passato quell’esame”.

Se avete individuato una zona critica nel vostro corpo, vi consiglio di mettervi sopra la mano o le mani. Consentite alla vostra coscienza superiore di pervadere quella parte e nello stesso tempo identificate, se non lo avete già fatto, la natura della vostra paura.

Quando avrete intuito l’essenza di quella paura, vi consiglio di sentirla con amore. Quale tipo di amore si adatta meglio a quel timore? Fate questo nei confronti di ogni aspetto della vostra vita e di ogni parte del vostro corpo. Qualsiasi forma di malattia o esperienza negativa è la diretta conseguenza del fatto che non vi siete amati pienamente, non avete del tutto seguito le vostre inclinazioni.

In quale senso non vi siete risvegliati al suono della voce interiore? In che termini non vi siete permessi di essere pienamente ciò che siete? Ogni malattia è un messaggio diretto che vi dice in che modo non avete amato ciò che siete, come non vi siete occupati di voi stessi al fine di essere la persona che siete. Questo principio è alla base di ogni forma di guarigione.

4. Un’altra indicazione: il contenuto del messaggio non è mai che avete fatto qualcosa di male o che c’è qualcosa in voi che è male.

5. Una volta trovata la risposta riscontrerete, con ogni probabilità, che la paura e il dolore derivano dall’impedire a voi stessi di fare ciò che veramente desiderate. A quel punto, la scelta che vi si presenta è di affrontare la paura, di provarla fino infondo e di lavorare su di essa. Poiché ogni volta che provate paura provate anche l’assenza dell’amore; infatti, la paura è l’opposto dell’amore.

Perciò, ogni volta che provate paura potete esser certi che non siete nella verità e probabilmente la cosa che temete non è reale, ma è una vostra proiezione. Quando il timore vi domina non siete centrati, non vi trovate nella pienezza del vostro essere.

Trovando il coraggio di entrare nella vostra paura inizierete un processo di guarigione a un nuovo livello.

Prima di addormentarvi:

1. Elencate le vostre paure. Che cosa temete? Il vostro timore si incentra sul fisico? O su una situazione? Oppure si tratta di timori generici?

2. Collegate le vostre paure a determinate circostanze della vostra vita. La paura deriva sempre dal non fare ciò che si vuole; essa ci blocca, trattenendoci al di qua della nostra grandezza, e nello stesso tempo è la porta d’accesso a quella grandezza. Stendete un elenco di questo tipo:

Che cos’ha a che fare tutto questo con la tua energia Vitale o la tua Coscienza? Ebbene, queste cose hanno una loro sostanza e si possono vedere nell’energia che emaniamo nel fare le cose, nelle scelte, esperienze, nel camminare, dal tono di voce, dalla velocità della parola ecc…

Quando avrete sviluppato maggiormente la vostra percezione, potrete guardare le persone e vedere in che modo non si vogliono bene: in quanto terapeuti di sè stessi, saranno o sarete l’anello della catena che aiuta gli altri a ricordare chi sono e ad amare se stessi. La Persona Consapevole di Sè in una modalità integrata diventa terapeuta e diviene amore.

Meditazione per dissolvere i limiti che imponiamo a noi stessi

Questa forma di meditazione può essere utile a coloro che si vedono confinati in determinati settori della loro vita e sono insoddisfatti di questi limiti. Serve per esplorare se stessi e per sviluppare la capacità di guarirsi, poiché la malattia non è che la conseguenza del rinchiudersi in definizioni limitate dell’io.

Per individuare questa dinamica negli altri e aiutarli a guarire, è necessario anzitutto saperla rintracciare in se stessi; allora, come terapeuti, potrete aiutare altre persone a comprendere in quale senso si limitano e a dissolvere quei limiti.

Tutte queste cose hanno una loro forma nel campo energetico; sono energia e coscienza che vi limita. Così, operando sulla propria Anima durante la terapia, potete intervenire direttamente sulla forma energetica che costituisce la sostanza dei limiti da dissolvere.

1. Elevatevi a uno stato espanso.

2. Domandatevi: chi sono?

3. Trovata la risposta, cercate i limiti che con quella semplice definizione di voi stessi vi imponete. Quando avrete individuato i limiti, prendete coscienza del fatto che si tratta di un confine che vi siete tracciati da soli.

4. Gettate il limite al di là del confine; in questo modo il confine si estenderà.

5. Domandatevi di nuovo chi siete. Qualunque sia la risposta, si tratterà ancora una volta di una definizione dell’io.

6. Estrapolate l’Essenza dalla definizione limitata.

7. Gettate il limite al di là del confine, espandetevi ulteriormente.

8. Ripetete la domanda, e così via.

Praticate questa forma di meditazione con regolarità durante la settimana prossima. L’Essenza – sarete voi a trovarla durante l’esercizio. Se volete diventare terapeuti o persone Consapevoli , è possibile.

Il vostro primo compito è di guarire voi stessi; concentratevi su questo e in un secondo tempo cercate di capire con quali sistemi potete aiutare gli altri a guarirsi. Questa sarà la base della vostra formazione come persone equilibrate e capaci di interfacciare con altri Sè nella vita che avete scelto di comprendere, gustare, condividere ecc …

Barbara Ann Brennan modificato by Francesco Ciani

Digiuno & Terapia

W.H.Hay ha trattato 400 pazienti affetti da appendicite acuta e cronica con digiuni prolungati, riscontrando la guarigione pressoché nella totalità dei casi; descrive inoltre gli ottimi risultati del digiuno in malattie psichiatriche.

Il digiuno come terapia.

L’uso del digiuno per curare le malattie risale al passato. Frequentemente è associato a riti

religiosi con la convinzione che abbia la funzione di purificare il corpo. In quasi tutte le religioni la pratica del digiuno facilita la meditazione, quindi stimola le funzioni cognitive, l’addestratore porta i cani sul campo di addestramento digiuni, in quanto più attenti e vigili.

Durante il digiuno il corpo utilizza le sue riserve per le necessità metaboliche: diventa

autofago, cioè si nutre di se stesso. La condizione di digiuno è presente nella vita degli animali, per esempio durante l’estro. Molti animali digiunano nel periodo dell’estro, nonostante i maschi siano intensamente attivi negli accoppiamenti e nelle lotte con i rivali.

Anche la migrazione degli uccelli migratori o dei salmoni corrisponde ad un periodo di digiuno, durante il quale vengono consumate le riserve. Spesso gli animali digiunano se feriti o malati o se in condizioni di disagio. Quindi il digiuno svolge un ruolo di potenziamento, non indebolimento, sia delle perfomance fisiche sia della capacità di

attivare processi di auto-guarigione.

Interessante il collegamento con la metamorfosi, in cui si assiste ad una profonda

ristrutturazione del corpo, sfruttando unicamente le riserve energetiche, o con il letargo o il sonno, che costituiscano periodi di rigenerazione. Quindi il digiuno favorisce i processi di

guarigione da traumi o malattie.

Anche se è ovvio che il protrarsi del digiuno porta alla morte, nella fase iniziale si nota un

miglioramento delle condizioni psico-fisiche, le stesse notate nel 1800 con la dieta chetogenica.

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Risposta al digiuno.

Durante il digiuno consumiamo le scorte di grassi e di zuccheri, ma quest’ultime sono

limitate, pertanto la glicemia diminuisce. Questo stato allerta il cervello il cui combustibile è prevalentemente glucosio. Al protrarsi del digiuno stimola nel fegato la sintesi di corpi chetogeni a partire dai grassi, il loro livello plasmatico aumenta fino al raggiungimento di un valore soglia che attiva un trasportatore alla barriera ematoencefalica.

Quindi il loro livello plasmatico non aumenta più, entrano nel cervello dove costituiscono il combustibile di riserva dei neuroni. Nei diabetici il livello plasmatico continua invece ad aumentare e ci può essere pericolo di morte.

Nonostante le riserve di grasso siano superiori a quelle di carboidrati, anche la sintesi dei chetoni non tranquillizza il cervello, se il digiuno si protrae deve convincere l’uomo ad uscire dalla tana in cerca di cibo. Per far questo agisce sull’intestino, aumenta la disbiosi del triptofano) riducendo la sua captazione cerebrale, quindi la sintesi di serotonina: l’uomo diventa ansioso e percepisce lo stimolo della fame.

La diminuzione del livello plasmatico di triptofano facilita la captazione cerebrale della tirosina, che compete per lo stesso trasportatore. La tirosina è il precursore della dopamina (movimenti fini), della noradrenalina (funzioni cognitive) e dell’adrenalina (forza fisica). Quindi l’uomo è spinto dalla fame e dall’ansia ad uscire dalla tana, ma più forte e più sveglio per evitare che uscendo in cerca di cibo si trasformi in cibo.

La storia della digiunoterapia.

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La pratica della digiunoterapia si perde nella notte dei tempi ed è giunta sino a noi grazie alla medicina non convenzionale. La medicina convenzionale valuta il digiuno pericoloso per la salute, nonostante quanto riportato da Ippocrate, che viene riconosciuto come il padre della Medicina, e da Galeno.

Risultati clinici del digiuno su 155 pazienti epilettici sono stati riportai nel 1932 dal dott. C.

Clemmensen (1), mentre il dott. Casey a. Wood pubblicò un resoconto riguardante l’influenza del digiuno su sette casi di reumatismo articolare acuto.

Negli anni quaranta, il digiuno fu applicato con buoni risultati per la cura di cardiopatici(2)James Mc Eachen studiò dal 1952 al 1958 715 soggetti affetti da patologie varie curate col digiuno e Robert Gross 680 casi dal 57 al 63. Anche William L. Esser utilizzò il digiuno in varie patologie..

W.H.Hay ha trattato 400 pazienti affetti da appendicite acuta e cronica con digiuni prolungati, riscontrando la guarigione pressoché nella totalità dei casi; descrive inoltre gli ottimi risultati del digiuno in malattie psichiatriche.

Y.S.Nicolayev applicò il digiuno a 140 pazienti schizofrenici riportando risultati positivi su 45. (3) Allan Cott ha messo a punto ,nel centro che dirige, un programma di 25 giorni di digiuno per il trattamento della schizofrenia, sulla base del metodo di Y. Nicolayev.

E’ interessante correlare i risultati riportati con l’applicazione del digiuno con i recenti risultati sul ruolo dell’infiammazione nelle diverse patologie, in quanto è evidente come il digiuno sia in grado di disinfiammare l’intestino.

(Prof. Paolo Mainardi)
dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina
Wash Intestinale

DepurVin

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Fortif 4

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fortif-4/

Fortif 3

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Fortif 2

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Fortif 1

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Influvin T

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Dmg Gold

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Riferimenti
1) C. Clemmensen ‘’Inanizion and epilepsy: studies on the influence of inanition upon epileptic
attacks.’’ Copenhagen, Levin e Munksgaard,1932.
2) “L’azione del digiuno prolungato sul bilancio idro-salino dei cardiopatici scompensati”, “L’azione del digiuno
prolungato sul bilancio energetico dei cardiopatici scompensati”, Giorgio Dagnini, Modena, 1949
3) Y.S.Nicolayev “Controlled fasting cure of schizophrenia”, Moscow 1963

L’Arte d Vivere

La guarigione è possibile solo se l’uomo prende coscienza della zona d’ombra che si cela nel sintomo e la integra. Una volta che l’uomo ha trovato quello che gli manca, il sintomo diviene superfluo. Spostandosi lui stesso in un piano dove la malattia non esiste.

L’infezione: un conflitto divenuto materiale

Chi tende alle infezioni e alle infiammazioni, è una persona che cerca di evitare i conflitti.

Quando si è colpiti da una malattia infettiva, bisognerebbe porsi queste domande:

1. Quale conflitto non vedo nella mia vita?

2. Quale conflitto cerco di sfuggire?

3. Quale conflitto non confesso a me stesso?

Per individuare il tema del conflitto, bisognerebbe considerare attentamente il simbolismo dell’organo o della parte colpita del corpo.

Quando..un’interpretazione colpisce nel segno…sgomenta..

1. La Coscienza umana è Una ma si manifesta in una dualità polare. Questo da un lato ci consente di conoscere, dall’altro ci rende malati e imperfetti se non comprendiamo .

2. L’uomo non è malato, ma inconsapevole. La malattia è espressione della sua Imperfezione e inevitabile nell’ambito della polarità.

3. La malattia dell’uomo si manifesta nei sintomi. I sintomi sono componenti d’ombra della coscienza precipitate nella materia.

4. L’uomo come microcosmo contiene nella sua coscienza allo stato latente tutti i principi del macrocosmo. Dato che l’uomo sulla base della sua capacità decisionale si identifica sempre soltanto con la metà di tutti i principi, l’altra metà finisce in ombra e non è quindi consapevole per l’uomo.

5. Un principio non vissuto a livello di coscienza cerca in tutti i modi di vivere e realizzarsi attraverso il giro vizioso del sintomo.

Nel sintomo l’uomo deve vivere e concretizzare ciò che in realtà non voleva vivere. In questo modo i sintomi compensano tutti gli aspetti unilaterali.

6. Il sintomo rende l’uomo onesto!

7. Nel sintomo l’uomo ha ciò che gli manca nella coscienza.

8. La guarigione è possibile solo se l’uomo prende coscienza della zona d’ombra che si cela nel sintomo e la integra. Una volta che l’uomo ha trovato quello che gli manca, il sintomo diviene superfluo. Spostandosi lui stesso in un piano dove la malattia non esiste.

9. La guarigione tende all’unità e alla completezza. L’uomo è sano una volta che ha trovato il suo vero Sé ed è diventato una cosa sola con tutto quello che è.

10. La malattia costringe l’uomo a non abbandonare la via che porta all’unità, per questo la malattia è una via che conduce alla perfezione.

(Francesco Ciani)