Il cancro, i tumori da un altro punto di vista Consapevole

Malattia Espressione dell’AnimA

Il cancro e le forme cancerogene sono proliferazioni cellulari anarchiche che fanno la loro comparsa e si sviluppano in una determinata zona dell’organismo.(Separazione da se stessi, ripetizioni deleterie)

Se vengono depistate in tempo, la malattia può essere circoscritta sin dall’inizio; in caso contrario vi è proliferazione.

(Comprensione di Sè dell’Esperinza messa in atto)

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L’organismo viene progressivamente invaso, colonizzato dalle cellule cancerogene che viaggiano attraverso il sistema sanguigno

(chi sei dove nel contesto sociale)

e la colonizzazione delle differenti parti del corpo si attua sempre mediante una sorta di effrazione nell’ambiente cellulare.
(persistenza e materializzazione dell’idea fatto dolore)

Data la gravità di questa malattia, vorrei ricordare le caratteristiche principali del suo processo:

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• disordine sotterraneo, inconscio e indolore all’inizio (incosapevolezza)
• sviluppo anarchico per perdita dei punti di riferimento cellulari (chi e cosa sei)
• invasione dell’organismo mediante colonizzazione (invasione ostruzione, impurità, sentirsi inquinati)
• colonizzazione mediante «effrazione» delle zone interessate (Cristallizzazione, rigidità statica)
• contaminazione dell’organismo attraverso il circuito sanguigno o linfatico (perdita dei punti di riferimento interni)
• conclusione mortale per autodistruzione, se non si interviene.

(perdita e abbandono della Vita, identificazione con la la malattia)

Abbiamo qui la descrizione di tutto il processo psicologico che precede e prepara il terreno alla malattia.

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Un giorno l’individuo vive un trauma (o un accumulo) emozionale o affettivo importante e lo serba nell’intimo.

Per forza, volontà, educazione, convinzione o fuga, egli non si permette di esprimere realmente o riconoscere la propria sofferenza e, in modo particolare, la perdita dei punti di riferimento, la distruzione profonda della convinzione o l’illusione che essa rappresenta.

Il trauma viene percepito come un’intrusione, un’effrazione nelle proprie strutture interiori e la sua ondata di choc comincia poco a poco a colonizzare tutta la costruzione psicologica della persona.

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La crescita interiore dell’individuo perde poco a poco tutti i suoi punti di riferimento e diviene caotica e «suicida» per la struttura dell’essere (all’opposto del processo «allergico» che fa in modo che l’individuo detto «allergico» sia raramente, per non dire mai, predisposto al cancro).

Tutto questo processo ha la meglio e comincia a contaminare la gioia di vivere e le emozioni (sistema circolatorio) che poco a poco vengono impregnate dal ricordo del trauma e fanno progressivamente posto a sentimenti ed emozioni che a loro volta contribuiscono a «minare il terreno».

Tutto ciò è inconscio, sotterraneo e indolore fino al giorno in cui tutto «esplode» e si dichiara alla luce del sole.

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Il cancro rappresenta quindi la distruzione della nostra programmazione interiore di equilibrio e si esprime in particolar modo attraverso la prima zona interessata.

Manifesta spesso rimorsi, ferite, aspettative, lesioni profonde che sanguinano sempre nella mente, che non si possono o non si vogliono rimarginare e che sono spesso associate ad un senso di colpa, di frustrazione, disagi mentalmente incolmabili.

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Si tratta di una sorta di autopunizione che vuole essere definitiva, una constatazione inconscia di fallimento rispetto alla propria vita o alle proprie scelte di vita.

In cosa ho fallito, per cosa mi punisco, cosa mi rimprovero così profondamente?

In ogni caso siamo qui in presenza dell’ultimo grido lanciato dal Maestro Interiore perché tutti gli altri hanno fallito o sono stati soffocati.

in Verità ci siamo identificati con l’esterno .. l’ambiente, separandoci da noi stessi, senza comprendere la dualità da noi stessi creata.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

David Servan ha sconfitto il cancro (al cervello)

Tutto quello che ho letto in un anno di malattia è contenuto in questo libro in modo ordinato e scientifico facile da comprendere e di applicazione immediata, c’è pure un grande contenuto umano e chi è in quella barca si immedesima immediatamente con l’autore, assolutamente indispensabile per chi è colpito da questa malattia!

David Servan, che da psichiatra “classico” si è convertito all’uso di metodi naturali nell’affrontare i problemi psicologici e mentali, come documenta nei suoi libri precedenti Guarire e Vivere senza ansia, ha sconfitto una forma di tumore al cervello da cui era afflitto.

Nel suo libro Anti cancro (Sperling & Kupfer, 2008) egli racconta la sua vicenda e non spiega solo per mezzo di quali tecniche e terapie ha sconfitto quel male, da molti a torto giudicato incurabile, ma fornisce anche una ricca appendice bibliografica in cui cita, a sostegno delle sue affermazioni, centinaia di articoli scientifici pubblicati su riviste scientifiche ufficiali.

Dal sito macrolibrarsi (presso il quale potete ordinare questo ed altri libri che trattano di medicina naturale) traggo la seguente presentazione del libro.

Un medico che si ammala scopre più a fondo cos’è la sofferenza e cosa vuoi dire “guarire”: ne è interessato in prima persona, non può più ritirarsi in una zona neutra e asettica. (…)
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Con questo nuovo libro, il grande neuroscienziato svela di aver vinto per ben due volte un tumore al cervello, spiega quali sono i risultati dei suoi studi su come rendere ancora più efficaci le difese del nostro sistema immunitario nel prevenire e nel combattere questa malattia.

Tossine, alimentazione, emozioni e attività fisica sono i cardini di questo metodo anticancro che costituisce la nuova frontiera della scienza e della ricerca.

Interessanti anche alcuni commenti e recensioni scritti sul medesimo sito macrolibrarsi da parte dei lettori di cui riporto alcune righe:

Recensione per Anticancro scritta da: Elia
Diciamo che questo libro lo si dovrebbe regalare ad ogni medico di base, contiene un riassunto formidabile di ottimi consigli sotto ogni aspetto, mentale, fisico e spirituale. (…) Non è un libro solo per chi non sta bene. Lo consiglio a tutti veramente.

Recensione per Anticancro scritta da: Luca
(…) scritto in modo molto comprensibile. L’utilità del contenuto è straordinaria e può essere di aiuto per iniziare realmente un nuovo stile di vita e comunque per aver un’opinione diversa su certi automatismi del nostro quotidiano… da leggere e rileggere

Commento di Maurizio
Tutto quello che ho letto in un anno di malattia è contenuto in questo libro in modo ordinato e scientifico facile da comprendere e di applicazione immediata, c’è pure un grande contenuto umano e chi è in quella barca si immedesima immediatamente con l’autore, assolutamente indispensabile per chi è colpito da questa malattia!

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__anti_cancro.php.

 

Cancro e alimentazione 

Vedi anche l’articolo Il selenio riduce il rischio di cancro al colon, pubblicato sul sito italiasalute nel quale possiamo leggere che secondo un recentissio studio “il selenio favorirebbe il processo di apoptosi, un meccanismo secondo cui le cellule malate si autoeliminano dal nostro organismo”.

I resoconti del lavoro di indagine del dottor Price dovrebbero avere già fatto comprendere come l’alimentazione moderna sia una delle cause scatenanti del sempre maggiore numero di malati di cancro.
Ritornare ad una dieta a base di alimenti semplici, non processati, evitare zucchero e dolcificanti artificiali è sicuramente importante, sebbene, come abbiamo visto, per riequilibrare l’organismo può essere necessario passare ad una forma di dieta paleolitica; molti medici e ricercatori che si interessano di cure naturali per il cancro (a partire dal compianto dottor Gerson) insistono anche che si evitino le proteina, e ci sono diverse testimonianze che una dieta con tanta frutta e verdura e senza proteine animali possa guarire dal cancro.
A tal proposito segnalo un breve ma interessantissimo articolo pubblicato il 19 settembre 2012 sull’edizione on line del sole 24 ore intitolato Guarisce dal cancro al colon cambiando dieta – frutta e verdura lo salvano? , che fornisce il resoconto della guarigione da un tumore al colon inizialmente trattato con intervento chirurgico e chemioterapia.
L'immagine può contenere: frutta e cibo
Dopo il fallimento dell’approccio di queste terapie l’anziano malato britannico ha eseguito ricerche su internet ed ha deciso di mangiare frutta e verdura crude in gran quantità, associando tale dieta ad integratori di selenio e a semi di albicocca (fonti di vitamina B 17). Ad aprile l’uomo era stato dato ormai per spacciato, ad agosto i medici hanno constatato la sua guarigione. Un risultato davvero eccezionale.
Vedi anche l’articolo Il selenio riduce il rischio di cancro al colon, pubblicato sul sito italiasalute nel quale possiamo leggere che secondo un recentissio studio “il selenio favorirebbe il processo di apoptosi, un meccanismo secondo cui le cellule malate si autoeliminano dal nostro organismo”.
Su alcune riviste e giornali si leggono invece articoli che puntano il dito contro il selenio considerandolo inutile se non dannoso.
Contraddizioni di una ricerca ai primordi?
O la longa manus delle multinazionali del farmaco?
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La somministrazione di un ciclo di chemioterapia per tali aziende significa un introito dell’ordine di qualche centinaia di euro, al contrario la somministrazione di una dieta ricca di frutta, verdura e selenio non porta soldi nelle tasche di nessuno (fruttivendolo a parte, ovviamente).
Sempre sul sito del sole 24 ore leggiamo di una nuova cura contro il melanoma basata proprio selenio e sui broccoli , e per restare in tema potete leggere delle virtù terapeutiche ed antitumorali della piante della famiglia del cavolo potete leggere sull’articolo prevenire il cancro mangiando … col cavolo!
Anche l’esperienza di Candice-Marie Fox, guarita dal cancro mangiando frutta e verdura crude (in buona parte sotto forma di spremute, come con il metodo Gerson) è molto interessante. Del resto si tratta di cibi che affamano patogeni e gran parte dei parassiti, e che anzi contengono molta vitamina C, che potenzia il sistema immunitario e aiuta ad uccidere i patogeni; in più contengono molti enzimi benefici.
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La sua esperienza è descritta nell’articolo Former model with cancer who turned down chemo claims she cured herself by eating three PINEAPPLES a day… and she’s also ditched her husband , ed è interessante notare che oltre all’alimentazione la donna Britannica ha abolito l’uso di prodotti per la bellezza e per la pulizia del corpo imbottiti di sostanze chimiche artificiali, si è dedicata allo yoga per lavorare sull’equilibrio psico-fisico, ed ha pure divorziato dal marito (che non condivideva la sua scelta naturista).
Non è peregrino pensare che anche il divorzio da una persona che non condivide il proprio stile di vita (e con il quale probabilmente c’erano anche altri attriti) possa avere risolto in maniera netta e definitiva alcuni conflitti e contribuito alla guarigione.
È utile ricordare la possibile efficacia nella lotta contro il cancro del boro e dello iodio.
998 http://salute24.ilsole24ore.com/…/14643-guarisce-dal-cancro….
999 http://italiasalute.leonardo.it/news.asp?ID=10208.
1000 http://salute24.ilsole24ore.com/…/3180-broccoli-e-selenio-u….
1001 http://www.giudiziouniversale.it/…/prevenire-il-cancro-mang….
1002 Pubblicato il 30 marzo 2015 sul Daily Mail, scritto da Caroline Mcguire;http://www.dailymail.co.uk/…/Former-model-cancer-turned-che….

Cancro e disbiosi

La carenza di batteri benefici rende anche molto più difficile l’eliminazione dal nostro corpo non solo delle tossine che si producono per vie naturali, ma anche delle sostanze chimiche artificiali cancerogene. Se poi pensiamo che i batteri benefici sopprimono il processo iperplastico, uno dei meccanismi alla base della formazione del cancro, appare chiaro come la carenza di tali batteri sia un fattore indirettamente cancerogeno.

Asse intestino – Cervello
Sulle testimonianza di guarigione dal cancro per mezzo della “bonifica dentale” vedi l’omonimo libro, sulle testimonianze di guarigione con il metodo Gerson vedi il libro di Charlotte Gerson e Beata Bishop intitolato Guarire il cancro con il metodo Gerson (Macro Edizioni) ed anche l’allegato documentario Se solo avessimo saputo.
Quest’ultimo in particolare è un film che tutti dovrebbero vedere, e che mostra la validità di una cura per il cancro che è stata passata sotto silenzio a causa della pressione delle grandi case farmaceutiche e di altri oscuri interessi (il medico che ha fatto la scoperta di questo metodo è stato avvelenato ed è morto subito dopo la pubblicazione del libro che portava le prove documentate della guarigione dei suoi assistiti).
Il metodo Gerson si basa su un’alimentazione povera di carboidrati complessi e ricca di spremute di frutta e verdura, un’alimentazione quindi che può aiutare a riequilibrare la disbiosi intestinale, la quale, come mostrato nel capitolo 3 predispone all’insorgenza del cancro. Il già citato articolo The gut microbiota shapes intestinal immune responses during health and disease (“Il microbiota intestinale modula le risposte immunitarie durante la salute e la malattia”) riporta infatti
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
L’errata regolazione immunologica è la causa di molte malattie umane non infettive quali autoimmunità, allergia e cancro.
È da notare che il metodo Gerson prevede anche l’assunzione di integratori di potassio (in dosi e con tempistiche opportune e personalizzate) uno dei quali è il Lugol (a base di ioduro di potassio), che come abbiamo visto è uno dei tanti rimedi dimenticati (per non dire censurati) per combatterei i microrganismi patogeni e riequilibrare quindi il microbiota intestinale.
Sul rapporto cancro-disbiosi cito anche gli articoli scientifici Microbial dysbiosis in colorectal cancer (CRC) patients (“Disbiosi microbica nei pazienti malati di cancro del colon retto”) e Culture-independent analysis of the gut microbiota in colorectal cancer and polyposis (“Analisi indipendente dalle culture del microbiota intestinale nel cancro del colon retto e della poliposi”) , Frequent Use of Antibiotics Is Associated with Colorectal Cancer Risk: Results of a Nested Case-Control Study (“L’uso frequente degli antibiotici è associato con il rischi del cancro al colon retto”) .
Ma non pensiate che solo il cancro intestinale possa essere correlato alla disbiosi, per esempio è stato già discusso il legame tra disbiosi e cancro delle ovaie, dell’utero, della cervice dell’utero.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Come mostra in maniera dettagliata la dottoressa Campbell-McBride nel suo libro (e come comprovato anche nelle pagine precedenti) la disbiosi intestinale ha un effetto negativo sul sistema immunitario e quindi predispone allo sviluppo di varie forme di cancro.
Basti pensare ad esempio alla funzione dei lactobacilli (alcuni dei batteri benefici che popolano il nostro organismo e che vengono decimati dall’uso di antibiotici, pillole anticoncezionali cortisonici, antidolorifici, neurolettici, anti-infiammatori e – nota bene – farmaci chemioterapici); essi infatti stimolano il funzionamento del sistema immunitario e stimolano in particolare l’attività di neutrofili e macrofagi, quelle cellule deputate a distruggere (fagocitare) non solo gli agenti infettivi ma anche le cellule tumorali.
La carenza di batteri benefici rende anche molto più difficile l’eliminazione dal nostro corpo non solo delle tossine che si producono per vie naturali, ma anche delle sostanze chimiche artificiali cancerogene. Se poi pensiamo che i batteri benefici sopprimono il processo iperplastico, uno dei meccanismi alla base della formazione del cancro, appare chiaro come la carenza di tali batteri sia un fattore indirettamente cancerogeno.
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Ma non è finita. Infatti in carenza dei batteri benefici, che tengono a bada i microorganismi dannosi, questi ultimi prolificano in maniera indiscriminata e possono causare diversi problemi di salute, sia per via delle tossine che secernono, sia perché rendono poroso l’intestino alterandone la funzionalità.
Se la flora benefica è danneggiata l’organismo umano diventa facile terreno di sviluppo per la Candida un lievito che produce tossine nocive per l’essere umano e che rende poroso l’intestino agevolando così il passaggio delle tossine nel sangue e da lì al resto del corpo. Anche diversi batteri che proliferano in una condizione di disbiosi, nonché diversi vermi parassiti, producono tossine nocive, e possono contribuire a rendere eccessivamente porosa la barriera intestinale.
Se quasi ogni farmaco assunto per via orale per lunghi periodi di tempo danneggia la flora benefica che si trova sulla mucosa intestinale; che dire allora dell’effetto di dei vari prodotti chimici artificiali presenti all’interno di detersivi, detergenti, shampoo, bagno schiuma, prodotti per l’igiene della casa? In particolare bisogna stare attenti a quelli che vengono a contatto con la pelle (la pelle assorbe tutto, al punto che adesso si stanno sviluppando diversi farmaci che si applicano sotto forma di cerotti) o con le mucose degli organi genitali.
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Ovviamente tutto ciò che predispone alla disbiosi, a partire dall’alimentazione basata sul consumo di farine raffinate, ossidate, processate, cibi zuccherati, ed altri prodotti assolutamente innaturali, può concorrere alla genesi ed allo sviluppo del cancro.
È da ribadire il concetto che i chemioterapici causano disbiosi, e quindi possono causare come effetto collaterale proprio il cancro. La Candida è un lievito, ovvero un tipo di fungo, che in condizioni normali vive nell’intestino sotto forma di tante cellule staccate, ma che in caso di disbiosi prolifera e passa alla forma pluricellulare creando ramificazioni che penetrano in profondità e causano tra l’altro l’eccessiva porosità dell’intestino, con tutto ciò che ne consegue.
Interessante a tal proposito è la testimonianza di un medico che riferisce dell’autopsia di una giovane donna che aveva assunto farmaci chemioterapici per un tumore al seno e che si era ritrovata i tessuti letteralmente invasi da innumerevoli ramificazioni fungine .
Mentre stavo stilando il referto finale, poco prima dell’autopsia, ho riesaminato alcune sezioni degli organi rimossi in sede autoptica. Sebbene la causa presunta del decesso fosse un’insufficienza d’organo dovuta allo stadio metastatico finale di un tumore mammario, l’esame accurato dei suoi tessuti al microscopio ottico rivelò minuscole strutture ramificate che interessavano quasi tutti i tessuti, la prova di un’infezione fungina invasiva dovuta, verosimilmente, allo stato di immunosoppressione in cui versava la paziente in seguito alla chemioterapia.
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Sia il dottor Nacci (medico chirurgo specialista in medicina nucleare, che ha poi deciso di abbandonare la cura invasiva della radioterapia) che il dottor Gerson, affermano che le proteine animali andrebbero evitate dai malati di cancro, così come lo zucchero bianco, due cibi che alimenterebbero il tumore .
Sul rapporto tra squilibrio del microbioma e tumore si può leggere l’articolo Contribution of gut microbiota to colonic and extracolonic cancer development (“Contributo del microbiota intestinale al cancro del colon ed al cancro al di fuori del colon”) che spiega in dettaglio come la disbiosi possa generare il cancro (non solo intestinale) attraverso la produzione di infiammazione e la soppressione del sistema immunitario (che non aggredisce come dovrebbe le masse tumorali).
Interessante è anche l’articolo The microbiome and cancer (“Il microbioma e il cancro”) ; per quanto tale correlazione venga esposta sotto forma dubitativa, la mole di dati presenti nelle referenze è impressionante; si tratta di 200 articoli tra i quali per brevità menziono solo alcuni.
L’articolo Epidemiology – identifying the causes and preventability of cancer? (“Epidemiologia – identificare le cause e la prevenibilità del cancro?) tra le possibili maniere di prevenire il cancro cita oltre all’aumento dell’attività fisica ed il controllo del peso corporeo anche l’astenersi dall’assumere la terapia ormonale post-menopausa; ben sapendo (vedi il capitolo 9) come tali preparati contribuiscano fortemente alla disbiosi intestinale, abbiamo l’ennesima conferma del rapporto disbiosi-cancro.
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L’articolo Variations of oral microbiota are associated with pancreatic diseases including pancreatic cancer (“Variazioni del microbiota orale sono associati con malattie del pancreas compreso il cancro”) mostra come alterazioni nel microbiota orale (leggi disbiosi del cavo orale) siano legate all’aumento del rischio di contrarre sia la pancreatite che il cancro del pancreas. Nel caso cancro del pancreas si è scoperto un aumento di numero di 31 tipi di batteri ed una diminuzione di altri 25, mentre nel caso della pancreatite si è scoperto una variazione significativa del numero di Neisseria elongata, Streptococcus mitis, Granulicatella adiacens.
L’articolo A prospective study of periodontal disease and pancreatic cancer in US male health professionals (“Uno studio prospettico sulla malattia periodontale ed il cancro al pancreas nei maschi statunitensi che lavorano nel campo della salute”) , illustra uno studio compiuto su un vastissimo campione (più di 50.000 soggetti) che dimostra un significativo aumento del rischio di cancro al pancreas nelle persone che soffrono di periodontite. Siamo qui di fronte quindi al secondo studio che collega alterazioni della microflora della bocca o infezioni nella cavità orale a cancro pancreatico; per quanto non sia chiaro il meccanismo causale che collega le due cose siamo di fronte all’ennesimo altro dato interessante.
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L’articolo Regression of primary low-grade B-cell gastric lymphoma of mucosa-associated lymphoid tissue type after eradication of Helicobacter pylori descrive la regressione di un tipo di cancro (linfoma) dopo l’eradicazione dell’Helicobacter pylori. Similmente l’articolo Fifteen-year effects of Helicobacter pylori, garlic, and vitamin treatments on gastric cancer incidence and mortality descrive la regressione di lesioni pre-cancerose dopo l’eradicazione del medesimo batterio. Ben sapendo come l’infezione da H. Pylori sia causata dalla disbiosi e dalla ipocloridria, questi studi puntano ancor auna volta alla disbiosi come causa del cancro.
L’articolo Chlamydophila psittaci eradication with doxycycline as first-line targeted therapy for ocular adnexae lymphoma: final results of an international phase II trial mostra i risultati del tentativo di agire su una forma di tumore della zona oculare per mezzo di un antibiotico mirato ad eradicare il batterio Chlamydophila psittaci. Tale patogeno è stato riscontrato, per mezzo di biopsia, in 39 malati su 44 (89%) e con la somministrazione della doxiciclina si è ottenuta regressione completa del tumore in 6 pazienti e regressione parziale in 16.
È da notare da una parte che tale batterio non è presente nel 10% circa dei malati, e quindi le cause o concause di questo tipo di tumore sono differenti (come ipotizzato all’inizio del capitolo) e dall’altra che la somministrazione di antibiotici predispone alla disbiosi, che possibilmente è una delle concause del tumore, e che ha facilitato l’infezione da Clamidia psittaci.
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Senza osteggiare per partito preso la somministrazione di antibiotici, si può però pensare che l’intervento per riequilibrare il microbiota del nostro corpo, soprattutto a livello preventivo, sarebbe la scelta migliore; in caso si decida per il trattamento antibiotico sarebbe opportuno associarlo ad una dieta paleolitica per minimizzare gli effetti collaterali del farmaco, e poi proseguirla per riequilibrare il microbiota.
L’articolo Increased rectal microbial richness is associated with the presence of colorectal adenomas in humans afferma che la differenza nel microbiota tra i malati di tale forma di cancro del colon retto ed i soggetti sani, costituisce il parametro clinico più importante di discriminazione tra pazienti col cancro e pazienti sani.
Anche l’articolo A human colonic commensal promotes colon tumorigenesis via activation of T helper type 17 T cell responses (“Un commensale umano del colon promuove la formazione del tumore per mezzo dell’attivazione della risposta dei linfociti T helper di tipo 17”) discute del rapporto tra microbiota e cancro, analizzando il pareticolare l’azione patogena del batterio Bacteroides fragilis.
Infine cito l’articolo Chronic active hepatitis and associated liver tumors in mice caused by a persistent bacterial infection with a novel Helicobacter species (“Epatite cronica attiva e tumori del fegato associati in topi causati da una persistente infezione batterica con una nuova specie di Helicobacter”) . Benchè dia poca valità agli esperimenti di visezione e li aborra dal punto di vista etico, è interessante notare come un tumore al fegato possa essere scatenato in un mammifero dall’infezione di quell’Helicobacter che di regola si manifesta solo in seguito ad uno squilibrio del microbiota.
 
974 Pubblicato su Nature Reviews Immunology 9, 313-323 (Maggio 2009), doi:10.1038/nri2515, auori June L. Round e Sarkis K. Mazmanian, del dipartimento di biologia del Caltech (Istituto californiano di tecnologia);http://www.nature.com/nri/journal/v9/n5/abs/nri2515.html.
975 Pubblicato su PLoS One. 2011;6:e16393, autori Sobhani I, et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21297998.
976 Pubblicato su Environmental Microbiology 2008;10:789–798., autori Scanlan PD, et al.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18237311.
977 Pubblicato su Digestive diseases and sciences, 2015 Aug 20. [pubblicazione online precedente a quella stampata], autori Dik V K, van Oijen M G, Smeets H M, Siersema P D;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26289256.
978 Il corpo sotto gli occhi http://download.kataweb.it/…/130628748-ff450c01-4d53-435c-a…
979 Mille piante per guarire dal Cancro senza CHEMIO, distribuito gratuitamente su internet in formato pdf: http://www.pedras.it/nacci.pdf.
980 Pubblicato Digestive Diseases 2011;29(6):554-61, autori Compare D, Nardone G; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22179211.
981 Pubblicato su Nature Reviews Cancer 13, 800–812 (2013); autori Robert F. Schwabe, Christian Jobin;http://www.nature.com/nrc/journal/v13/n11/full/nrc3610.html.
982 Pubblicato su Nature Reviews. Cancer 2006 Jan;6(1):75-83, autori Colditz G A, Sellers T A, Trapido E;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16372016.
983 Pubblicato su Gut 61, 582–588 (2012); autori Farrell, J. J. et al.,http://dx.doi.org/10.1136/gutjnl-2011-300784.
984 J. Natl Cancer Inst. 99, 171–175 (2007), autori Michaud D S, Joshipura K, Giovannucci E, Fuchs C S; http://dx.doi.org/10.1093/jnci/djk021.
985 Pubblicato su Lancet 342, 575–577 (1993); autori Wotherspoon, A. C. et al. http://dx.doi.org/10.1016/0140-6736%2893%2991409-F.
986 Pubblicato su J. Natl Cancer Inst. 104, 488–492 (2012); autori Ma, J. L. et al.; http://dx.doi.org/10.1001/jama.291.2.187.
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990 Pubblicato su J. Natl Cancer Inst. 86, 1222–1227 (1994); autori Ward, J. M. et al.; http://dx.doi.org/10.1093/jnci/86.16.1222.

Cancro, disbiosi e cure naturali

eliminare le otturazioni in amalgama, togliere ogni frammento residuo di amalgama di mercurio rimasto incastonato nell’osso mascellare (eventualmente con l’aiuto di un potente magnete), risolvere eventuali problemi di infezione dell’osso (cavitazioni), debellare i parassiti, eliminare ogni possibile fattore di contaminazione ambientale, disintossicare l’organismo e adottare una dieta specifica.

Personalmente non ritengo che si possa attribuire l’insorgenza del cancro ad un’unica causa, e quanto scritto nel libro “I pilastri della salute e la rete di interconnessioni” dovrebbe far capire che, sebbene un grosso trauma psichico (specie se non viene stemperato dalla condivisione del dolore con amici e parenti) possa essere all’origine di un tumore, non è detto che quella sia l’unica causa:

disbiosi, parassitosi, focus dentali, intossicazione da metalli pesanti ed altri veleni, possono essere tutti fattori che contribuiscono alla genesi della malattia. Lo stesso si può dire del rapporto tra disbiosi/candidosi e cancro: il nesso causale può esserci, ma non è detto che sia quella l’unica causa.
Conosco personalmente chi ha provato a curare le persone a sé più care intervenendo solo sul fattore psichico ottenendo un fallimento totale (col senno di poi si è scoperto che i focus dentali erano molto probabilmente parte del problema), ma sono a conoscenza altresì di persone che grazie a quell’approccio sono guarite (in tal caso il trauma psichico era di gran lunga l’aspetto preponderante del problema).
L'immagine può contenere: cibo
Lo stesso dicasi di chi ha cercato di affrontare il cancro solo con l’alimentazione e lo stile di vita (dieta tendenzialmente crudista, pulizia dell’intestino coi clisteri, etc.) e che non sono riusciti ad ottenere il risultato sperato fino a quando non hanno affrontato la bonifica dei focus dentali.
Altro esempio potrebbe essere il caso recente della fotomodella Candice, guarita dal cancro mangiando solo cibi crudi (e quindi anche frutta in quantità) che oltre ad adottare un cambiamento dietetico si è separata dal marito (evidentemente quel rapporto non idilliaco aveva il suo peso sulla psiche della giovane donna).
La dottoressa Clark, non a caso, nei suoi libri “La cura di tutte le malattie” e “La cura di tutti i cancri avanzati” (libri pieni di informazioni interessanti, anche se non ne condivido alcuni suggerimenti dietetici) afferma che bisogna agire a 360 gradi:
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eliminare le otturazioni in amalgama, togliere ogni frammento residuo di amalgama di mercurio rimasto incastonato nell’osso mascellare (eventualmente con l’aiuto di un potente magnete), risolvere eventuali problemi di infezione dell’osso (cavitazioni), debellare i parassiti, eliminare ogni possibile fattore di contaminazione ambientale, disintossicare l’organismo e adottare una dieta specifica.
Io aggiungerei che potrebbe essere utile fare la neural-terapia a tutte le possibili cicatrici e intervenire anche sulle possibili cause psicologiche della malattia. Se in qualche caso dimenticare uno dei possibili cofattori può essere irrilevante, in certi casi purtroppo non lo è.
973 Entrambi editi dalla Macro Edizioni.

Il succo di carota

A seconda delle condizioni di un individuo, il succo crudo di carota può essere assunto senza termine in qualsiasi ragionevole quantità – da ½ l fino a 3 o 4 l al giorno. Aiuta a normalizzare l’intero organismo. È la più ricca fonte di vitamina A che il corpo possa assimilare velocemente e contiene anche un’ampia gamma di altre vitamine, la B, la C, la D, la E, la G e la K.
Stimola l’appetito e favorisce la digestione. È un valido aiuto per migliorare e mantenere forte la struttura delle ossa e dei denti. Le puerpere dovrebbero berne in quantità, preparato in modo adeguato, per migliorare la qualità del latte, dal momento che il latte materno, in determinate circostanze, potrebbe non fornire elementi vitali a sufficienza.
Durante gli ultimi mesi di gravidanza, il succo crudo di carota, assunto in quantità sufficienti, tende a ridurre le possibilità di sepsi puerperale al momento del parto. ½ l di succo di carota al giorno ha un’efficacia rigenerante per il corpo maggiore rispetto a 11 kg e 350 g di pastiglie di calcio.
Il succo crudo di carota dissolve naturalmente ulcere e condizioni cancerose. È un’arma contro le infezioni e agisce in maniera efficace affiancando le ghiandole surrenali. Aiuta anche a prevenire le infezioni agli occhi, alla gola alle tonsille e alle cavità nasali oltre agli organi della respirazione in generale. Protegge anche il sistema nervoso ed è ineguagliato per aumentare il vigore e la vitalità.
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Le malattie intestinali ed epatiche a volte sono dovute a una carenza di alcuni elementi contenuti proprio nel succo crudo di carota preparato in modo corretto. Quando questo avviene, allora può esserci una notevole depurazione del fegato e si può ottenere l’eliminazione delle sostanze che lo intasano. Spesso l’eliminazione avviene in maniera così abbondante che i canali intestinali e urinari non sono in grado di gestire questo flusso, così che, in maniera perfettamente naturale, esso passa nel sistema linfatico per essere eliminato attraverso i pori della pelle.
Queste sostanze hanno un caratteristico pigmento arancione o giallo e quando vengono eliminate dall’organismo possono talvolta alterare il colore della pelle. Se questa alterazione dovesse verificarsi dopo avere bevuto succo di carota o altri succhi, è un segnale che è in atto una pulizia del fegato che evidentemente
era necessaria.
NON sono né il succo di carota di per sé né il carotene a fuoriuscire dalla pelle e l’alterazione del suo colore si manifesterebbe anche se eliminassimo tutto il pigmento colorato. In pratica, è impossibile che il pigmento della carota passi attraverso la pelle, così come è impossibile che il pigmento rosso della barbabietola renda il corpo rosso o che la clorofilla contenuta nei vegetali verdi dipinga la pelle di verde.
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In ogni caso, non è forse meglio avere una pelle sana e satinata, anche se con qualche sfumatura tendente al color carota, piuttosto che un colorito terreo che, insieme a brufoli e macchie, darebbe subito a intendere la condizioni malaticcia del nostro corpo?
Invece di preoccuparci della nuova colorazione della pelle, che comunque è destinata a scomparire, dovremmo essere contenti del fatto che il deterioramento del fegato è stato fermato o prevenuto grazie all’uso di questi succhi. La colorazione della pelle può comunque essere attenuata se si rallenta il processo di depurazione modificando il particolare succo che induce un così rapido effetto o aggiungendo ad esso altri succhi. Anche la mancanza di riposo, di sonno e il superlavoro possono provocare una certa alterazione del colorito della pelle.
Le ghiandole endocrine, soprattutto le surrenali e le gonadi, hanno bisogno degli elementi nutritivi che si trovano nel succo crudo di carota. A volte con l’uso di questo succo si può sconfiggere anche la sterilità. La causa della sterilità è stata individuata nell’utilizzo continuo di alimenti in cui gli atomi e gli enzimi siano stati distrutti dalla cottura o dalla pastorizzazione.
La pelle secca, la dermatite e le macchie della cute sono dovute al fatto che il corpo è carente di alcuni degli elementi nutritivi presenti nel succo di carota. Questa carenza può comportare anche problemi agli occhi, come oftalmia, congiuntivite ecc.
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Se estratto in maniera corretta da carote crude fresche, pulite e di buona qualità, il succo è ricchissimo di elementi organici alcalini vitali quali il sodio e il potassio. È anche una buona fonte di calcio, magnesio e ferro, inoltre gli altri elementi organici vitali come il fosforo, lo zolfo, il silicio e il cloro si bilanciano perfettamente con i precedenti nell’azione e nella reazione sull’organismo umano.
Favorisce la remissione di ulcere e cancro costituendo di per sé una sorta di miracolo di quest’epoca. È però essenziale che sia preparato in maniera adeguata e che siano completamente eliminati dalla dieta zuccheri e amidi concentrati e farinacei di ogni tipo. Una delle cause più insidiose di ulcere e cancro è stato individuata nel risentimento che cova nella persona per lungo tempo, spesso fin dall’infanzia.
Fino a che il risentimento non si è completamente dissolto, tutti gli sforzi, anche i più efficaci, per aiutare il paziente possono venire frustrati. A volte, dopo avere bevuto grandi quantità di succo di carota, si osserva una reazione o anche una forma di disagio. Si tratta di una conseguenza perfettamente naturale e indica che la natura ha iniziato a ripulire il corpo e che il succo è ciò che più serve per raggiungere l’obiettivo.
Insomma, il succo di carota può risultare indigesto solo per chi ancora non ha capito come funziona, dal momento che si tratta, niente di meno, del liquido organico di migliore qualità e del tipo di nutrimento di cui il corpo ha bisogno. Se il succo è fresco ed è stato preparato correttamente, non si può pensare a nient’altro, anche usando la più sfrenata immaginazione, che possa fornire in maniera così efficace enzimi, atomi vitali e liquidi organici vitali di cui le cellule del corpo e i tessuti hanno così disperato bisogno.
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L’aggiunta di un po’ di latte di capra crudo o di piccole quantità di panna cruda al succo di carota gli dà un sapore esotico e spesso è utile per renderlo meno monotono soprattutto quando una reazione o un disagio ci indurrebbero a rifiutare il succo puro. È opportuno sottolineare che la panna è un grasso, puro e semplice, mentre il latte non è altro che cibo proteico concentrato.
La panna passa attraverso un processo digestivo completamente diverso nell’organismo rispetto al latte; e malgrado a un certo livello favorisca la produzione di muco, non appartiene alla stessa categoria di alimenti dannosi come il latte, così come il burro potente antinfiammatorio e alimento intestinale.
Una cosa importante da ricordare quando siamo schiacciati dalla fatica, dal disagio o da reazioni comparse nel nostro corpo, è che il nostro colon è probabilmente il maggior responsabile dei problemi e dei danni che pesano sul nostro organismo rispetto a tutte le altre condizioni o cause messe insieme. La nostra esperienza ci ha insegnato che è praticamente impossibile che il colon si sviluppi normalmente e funzioni con regolarità quando una persona si ciba in prevalenza o esclusivamente di cibi cotti o lavorati.
E siamo praticamente certi che sia quasi impossibile trovare molti colon in perfette condizioni. Se è questo il nostro caso, il nostro primo passo, qualora siano presenti disagio o reazioni diverse, dovrebbe essere quello di sottoporci a una serie di irrigazioni del colon se possibile, o almeno a un certo numero di clisteri fino a che non si riuscirà a tenere sotto controllo la causa del problema.
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Dopo di che i succhi di vegetali freschi e crudi avranno più probabilità di risultare efficaci nei processi rigenerativi. Il miglior alimento per il colon è una combinazione di succo di carota e spinaci. Molte persone non hanno la più vaga idea di cosa sia il colon, come appare o dove si trovi nel corpo.
Ricordate che la quantità di succhi di cui il nostro corpo ha bisogno dipende dalla loro qualità. Se sono estratti con la centrifuga ne occorrerà una quantità maggiore per ottenere i risultati che si hanno con i succhi preparati con il trituratore (polverizzatore) o con la pressa idraulica. Tenete sempre a mente che i succhi sono il miglior nutrimento possibile e se continuiamo ad assumerli per tutta la vita, avremo più possibilità di vivere una vita più sana e più lunga di quanta ne avremmo non utilizzandoli.
Il succo di carota è composto da un insieme di elementi che nutrono l’intero organismo, aiutando a normalizzare il peso e l’equilibrio chimico. Fornisce soprattutto nutrimento agli organi della vista, come è stato dimostrato da quanto accaduto a molti giovani uomini che avevano chiesto di essere ammessi alla scuola per piloti dell’esercito e della Marina ma non sono stati selezionati a causa di difetti alla vista.
Poche settimane più tardi, dopo avere bevuto grandi quantità di succo di carote crude, sono stati sottoposti a un ulteriore esame e sono stati accettati rispondendo al requisito richiesto di una vista perfetta. Se fosse successo una volta sola, sarebbe senza dubbio da considerarsi un caso. Se fosse successo due volte, potrebbe entrare negli annali della storia della medicina come coincidenza.
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Ma siccome succede ripetutamente, ci sono senza dubbio ragioni sufficienti per mettere da parte i dubbi e accettare il fatto che ci sono più cose in cielo e in terra di quante la maggior parte delle menti acculturate possano concepire. E il succo crudo fresco dell’umile carota non è meno efficace nel trattamento di ulcere e cancro. È già capitato che i tessuti emaciati a causa dei danni insidiosi provocati dalla mancanza di cellule sane e che prendono il nome di ulcere o tumori siano stati nutriti e riportati a condizioni di salute grazie al consumo di succo di carota in grandi quantità, assurto a principale elemento nutritivo, e integrato solamente da una dieta a base di crudità attentamente selezionate e preparate.
LE MOLECOLE DEL SUCCO DI CAROTA SONO SIMILI A QUELLE DEL SANGUE
Grazie ai super microscopi di ultima generazione, è stato possibile determinare che le molecole di succo di carota sono gli analoghi esatti di quelle del sangue, un fatto estremamente interessante e rivelatore. Non ci stupisce averne constatato i grandissimi benefici.
Dottor Norman W. Walker

Carenza di Zolfo, un possibile co-fattore di obesità, malattie cardiache, morbo di Alzheimer e sindrome da fatica cronica

Lo zolfo è un elemento molto versatile, dal momento che può esistere in diversi stati di ossidazione, che variano da +6 (nei radicali solfati) a – 2 (nell’acido solfidrico – detto altresì solfuro di idrogeno). Il glucosio, in quanto potente agente riducente, può causare un significativo danno da glicazione alle proteine esposte, che porta alla formazione di Prodotti Finali di Glicazione Avanzata Glicazione [Advanced Glycation End Products (AGE)] che sono estremamente distruttivi per la salute

Asse Intestino – Cervello
Sebbene lo zolfo sia contenuto in uova, le cipolle, l’aglio, le verdure a foglie verde scuro come il cavolo e i broccoli, carne, frutta secca e frutti di mare, la dieta occidentale basata sul consumo di cereali sarà carente di zolfo, se poi le verdure e la frutta vengono dall’agricoltura intensiva, il suolo su cui vengono coltivate sarà povero di zolfo.
Lo zolfo si può trovare anche nell’acqua potabile, ma le acque con basso residuo fisso presumibilmente ne contengono poca. Il fatto che le persone che bevono acqua con basso residuo fisso hanno una probabilità più alta di soffrire di malattie cardiache rispetto a quelle che bevono acqua più dura può dipendere da una minore assunzione di zolfo e di magnesio con l’acqua.
La fonte originaria dello zolfo sono le rocce vulcaniche, e le nazioni dove le eruzioni vulcaniche hanno arricchito il suolo di zolfo godono di basse percentuali di malattie cardiache e di obesità, ed elevata longevità.
Nel suo libro di recente pubblicazione, The Jungle Effect, la dottoressa Daphne Miller riporta che gli Islandesi hanno una bassa percentuale di depressione, nonostante vivano alle alte latitudini e che “Se paragonati ai nord americani, hanno percentuali circa dimezzate di casi di morte per attacco cardiaco e per diabete, obesità molto minore, e una maggiore aspettativa di vita. In effetti, la vita media di un Islandese è tra le più alte del mondo.”
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Mentre la dottoressa Miller propone che il fattore benefico possa essere l’alto consumo di pesce e l’associata alta assunzione di grassi omega-3, la sua interpretazione si scontra con il problema che gli Islandesi che si trasferiscono in Canada e continuano a mangiare molto pesce non godono della stessa bassa percentuale di depressione ed attacco cardiaco. Il ruolo dello zolfo nella vulcanica isola del Nord-Europa potrebbe quindi essere centrale nello spiegare le insolite condizioni di salute ottimale dei suoi abitanti. Il suolo dell’islanda è stato massicciamente “fecondato” dalle eruzioni vulcaniche del tardo 1800, che costrinsero molte persone ad emigrare in Canada.
Per spiegare alcune funzioni del nostro organismo può essere di rilievo discutere di due molecole che contengono lo zolfo: la D3 solfatata e il colesterolo solfatato. La vitamina che si forma in seguito all’esposizione alla luce del sole è rpoprio la vitamina D3 solfatata, che è solubile nell’acqua, e quindi può essere trasportata direttamente nel flusso sanguigno (invece di dovere essere incapsulata all’interno del colesterolo LDL per il suo trasporto). Anche nel latte (crudo) dei mammiferi troviamo la vitamina D3 solfatata, ma la pastorizzazione del latte distrugge tale molecola.
Scrive S. Seneff:
Anche il colesterolo solfatato viene sintetizzato nella pelle, dove forma una parte cruciale della barriera che tiene lontani i batteri nocivi ed altri micro-organismi come i funghi.
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Il colesterolo solfatato regola il gene per una proteina detta profilaggrina, interagendo come un ormone con il recettore nucleare ROR-alpha. La profilaggrina è il precursore della filaggrina, che protegge la pelle da organismi invasori. Una mancanza di filaggrina è associata con l’asma e con l’artrite. Quindi il colesterolo solfatato gioca un ruolo molto importante nella protezione dall’asma e dall’artrite. Questo spiega perché lo zolfo è un elemento curativo.
Come la vitamina D3 solfatato, il colesterolo solfatato è anche solubile in acqua, ed anch’esso, a differenza del colesterolo, non deve essere incapsulato dentro il colesterolo LDL per essere distribuito ai tessuti.
La vitamina D3 solfatata non è efficace nel trasporto del calcio ma ha un’azione preventiva nei confronti del cancro e delle malattie cardiache, e potenzia l’azione del sistema immunitario contro le malattie infettive.
Secondo la Seneff il colesterolo solfatato invece può proteggere le cellule del grasso e le cellule dei muscoli dal danno dovuto all’esposizione al glucosio, un potente agente riducente, e all’ossigeno, un forte agente ossidante; in mancanza di colesterolo solfatato le cellule grasse e le cellule muscolari vengono danneggiate, incapaci di processare il glucosio fino al punto che le cellule del grasso non riescono più a cedere il grasso che esse stesse accumulano.
Per entrare un poco nei dettagli cito la Seneff:
Lo zolfo è un elemento molto versatile, dal momento che può esistere in diversi stati di ossidazione, che variano da +6 (nei radicali solfati) a – 2 (nell’acido solfidrico – detto altresì solfuro di idrogeno). Il glucosio, in quanto potente agente riducente, può causare un significativo danno da glicazione alle proteine esposte, che porta alla formazione di Prodotti Finali di Glicazione Avanzata Glicazione [Advanced Glycation End Products (AGE)] che sono estremamente distruttivi per la salute:
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si crede che essi siano uno dei fattori più importanti che aumentano il rischio di sviluppare una malattia cardiaca. Io ipotizzo che, se lo zolfo (+6) è reso disponibile per il glucosio come un’esca, il glucosio verrà dirottato piuttosto verso la riduzione dello zolfo e non innescherà la glicazione di qualche vulnerabile proteina come la mioglobina. (…) Questa spiegazione renderebbe conto dell’osservazione che una carenza di zolfo causa dolore muscolare ed infiammazione .
In base a dei ragionamenti ed all’analisi di processi fisiologici alquanto complessi da trattare, la Seneff considera che la sindrome metabolica sia correlata, oltre che dalla carenza di vitamina D (ed in genere ad una dieta squilibrata) anche alla carenza di zolfo.
La sindrome metabolica indica un quadro che comprende i seguenti sintomi: insulino-resistenza, disfunzione del metabolismo del glucosio nelle cellule muscolari; eccesso di trigliceridi nel siero sanguigno; alti livelli di LDL, particolarmente del tipo più piccolo e denso (il peggiore), bassi livelli di HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), ridotto contenuto di colesterolo all’interno delle singole particelle di HDL, elevata pressione sanguigna, obesità.
Lo ione solfato del colesterolo solfatato è protettivo nei confronti dell’arteriosclerosi e S Seneff ipotizza che il radicale solfato sia essenziale per il processo che fornisce colesterolo ed ossigeno al muscolo cardiaco.
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Ho recentemente scoperto un articolo molto interessante in una pubblicazione del 1997 di FASEBnel quale si sviluppa una persuasiva teoria secondo la quale bassi livelli nel siero sanguigno di due molecole contenenti zolfo sono un segno caratteristico di una serie di condizioni patologiche. T
utte queste malattie sono associate con il deterioramento muscolare, nonostante la presenza di una nutrizione adeguata. Gli autori per indicare questa situazione hanno coniato il termine “sindrome da basso CG”, dove “CG” sta per le iniziali dell’aminoacido “cisteina” ed il tripetide “glutatione” entrambi contenenti un radicale solforico “-S-H” che è essenziale per la loro funzione. Il glutatione viene sintetizzato a partire dall’aminoacido cisteina, dal glutammato e dalla glicina, e la mancanza di glutammato è parte del processo patologico come discuterò in seguito.
La lista delle condizioni patologiche associate con la sindrome da basso CG è sorprendente e molto rivelatrice: cancro, sepsi (avvelenamento del sangue), morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, sindrome da fatica cronica e sovraffaticamento atletico.
Seneff ipotizza anche che il colesterolo solfatato si importante per la corretta funzionalità non solo della pelle, ma anche di un’altra barriera, quella dell’intestino, e afferma che una dieta povera di grassi finisce per essere povera anche di questa forma di colesterolo, con ripercussioni sul sistema digestivo. Ella afferma:
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Inoltre, se ho ragione sull’innesco dei raft lipidici da parte del colesterolo solfatato, allora la mancanza di colesterolo solfato compromette l’ingresso sia del glucosio che del grasso nella cellula muscolare.
Il glutatione, un potente antiossidante, è un’altra proteina contenente zolfo che risulta carente nella sindrome da basso GC, ed è ormai noto che la carenza di glutatione possa concorrere alla genesi di diverse patologie; l’assunzione di zolfo organico, vuoi come integratore vuoi sotto forma di alimenti ricchi di tale sostanza, potrebbe avere molti risvolti positivi.
La conclusione dell’articolo di S. Seneff è che:
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Lo stile di vita moderna cospira nell’indurre una deficienza di colesterolo solfatato e vitamina D3 solfatata. Siamo fortemente incoraggiati ad evitare l’esposizione al sole e a minimizzare il consumo di cibi che contengono colesterolo. Siamo incoraggiati a consumare una dieta ricca in carboidrati e povera in grassi, come ho affermato precedentemente [34],
che porta ad un diminuito assorbimento di colesterolo da parte delle cellule. Fortunatamente correggere queste insufficienze dietetiche a livello individuale è decisamente facile. Se semplicemente eliminate gli schermi solari e mangiate più uova, fate due cose che da sole possono aumentare notevolmente le vostre possibilità di vivere a lungo ed in buona salute.
Oliogoceleste Zolfo
 
905 http://www.westonaprice.org/vitamins-and-…/sulfur-deficiency, la traduzione integrale la trovate suhttp://scienzamarcia.altervista.org/zolfo.doc.
906 http://drdaphne.com/wordpress/writing/books/jungleeffect/.
907 Su tale argomento leggi anche Lo zolfo ed il metabolismo del glucosio;http://www.mednat.org/cure_natur/glicazione.htm.

Le micro-onde distruggono il cibo?

Hans-Urich Hertel scoprì che tutti i cibi che vengono cucinati o scongelati nel microonde possono causare dei cambiamenti del sangue che indicano lo sviluppo di un processo patologico presente anche nel cancro, ma nel marzo del 1993

Asse Intestino – Cervello
Nello specificare come riscaldare il brodo da somministrare durante la dieta introduttiva (prima di passare alla dieta paleo-GAPS vera e propria), la dottoressa Campbell scrive nel suo libro La Sindrome Psico-Intestinale: “Non usate le microonde per riscaldare il brodo, usate un normale fornello a gas (le microonde distruggono il cibo)”.
Dal momento che la dottoressa Campbell ha fatto miracoli con la dieta curando l’autismo del figlio (che adesso va a scuola senza alcun sostegno, fa sport e compone musica al pianoforte), e dato che la dottoressa ha pure una specializzazione in scienza dell’alimentazione, credo che la sua sia una conferma autorevole della nocività della cottura dei cibi nel forno a microonde.
Da notare che la dottoressa sconsiglia persino di scaldare i cibi nel microonde, figuriamoci cuocerli!
Simon Best direttore e produttore di Electromagnetic Hazard Therapy , in un suo lungo articolo sull’argomento , afferma che nel 1989, un nutrizionista svizzero, Hans-Urich Hertel scoprì che tutti i cibi che vengono cucinati o scongelati nel microonde possono causare dei cambiamenti del sangue che indicano lo sviluppo di un processo patologico presente anche nel cancro, ma nel marzo del 1993, il Tribunale per il Commercio di Berna, su una denunzia dell’Associazione Svizzera dei Produttori di Apparecchi Elettrici Domestici ed Industriali, ha vietato ad Hertel di dichiarare quanto da lui scoperto, pena una multa di 5000 Franchi Svizzeri o addirittura un anno di prigione.
Nell’Agosto del 1998, La Corte Europea dei Diritti Umani stabilì che tale sentenza era contraria al diritto di libertà di espressione ordinando alla Corte Svizzera di pagare un risarcimento di 40.000 franchi svizzeri, ma dopo due annni il Dottor Hertel aspetta ancora che il Tribunale svizzero annulli la sentenza precedente.
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Nel frattempo, riferisce Simon Best, sono emersi nuovi elementi:
– Il caso di un paziente che nel 1991 in un ospedale di Tulsa, Oklahoma, è morto per crisi anafilattica dopo una trasfusione di sangue che era stato scaldato in forno a microonde. L’irradiazione sembra avere alterato il sangue in qualche modo e avere causato la morte del paziente (Journal of Natural Sciences, 1998; 1: 2-7).
– Una ricerca del governo britannico dell’Agosto 1989, che ha dimostrato che la Listeria ed altri batteri potenzialmente mortali possono sopravvivere nel cibo cucinato a microonde, anche se si seguono le istruzioni (Food Business, 1989; 20 :12)
– Una ricerca americana che ha dimostrato che l’uso di riscaldare avanzi di cibo nel forno a microonde è potenzialmente pericoloso. I ricercatori che studiavano le cause di una serie di casi di Salmonellosi fra le persone che facevano picnic nel 1992, scoprirono che delle trenta persone che riportarono a casa della carne avanzata, i dieci che avevano usato il forno a microonde si erano tutti ammalati.
Nessuno dei dieci che avevano usato un forno normale o una padella per riscaldare il maiale si era ammalato. I ricercatori conclusero che, paragonando i metodi convenzionali di riscaldamento, il forno a microonde non dava nessuna protezione all’insorgere di salmonella (American Journal of Epidemiology, 1994; 139 : 903-9).
783 http://www.em-hazard-therapy.com/.
784 http://www.laleva.cc/ambiente/microonde.html.