Cos’è l’ammoniemia?

Perché purtroppo la nostra alimentazione moderna ed il nostro stile di vita, hanno aumentato la produzione delle scorie acide. Di conseguenza il corpo non riesce più ad inattivarle, ristagnano nella matrice extracellulare e quindi nei tessuti (acidità tessutale).

L’ammonio è un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e dalle fermentazioni batteriche intestinali
Normalmente, l’ammoniaca dovrebbe essere presente nella circolazione ematica in una misura di 50 µg per 100 ml. L’attività dei tessuti dell’organismo produce l’ammoniaca, ma sono le proteine alimentari che, attraverso il metabolismo, ne producono le quantità più considerevoli.
Si può affermare, quindi, che è nell’intestino che l’attività di produzione è concentrata. Il cervello la trasforma in urea, facendola passare prima dal fegato. L’acido glutammico la rende inattiva.
Il rene ne elimina una piccola quantità tramite le urine, sotto forma di ione ammonio.
Una dieta ricca di proteine senza fibre della frutta e verdura, contribuisce all’iperammoniemia. Viceversa, una dieta scarsa o vegetariana contribuisce a farne abbassare la concentrazione ematica.
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All’interno della cellula (nel citosol) esistono delle proteine specifiche: nella matrice extracellulare il bicarbonato (Hco3), nelle cellule del rene i fosfati, nelle urine ammoniaca e fosfati, nel sangue i globuli rossi (tramite l’emoglobina e l’enzima anidrasi carbonica che trasforma la Co2 in acido carbonico).
Il corpo, dopo aver inertizzato gli acidi, utilizza il flusso sanguigno per trasportarli fino ai polmoni (dove l’acido carbonico si trasforma in bicarbonato, lasciando andare lo ione H+) o fino ai reni per essere filtrato e poi espellere gli ioni d’idrogeno (H+) tramite l’urina (recuperando il bicarbonato libero).
Vista il complesso ed efficace sistema di controllo dell’acidità, come mai il nostro corpo subisce l’acidità tissutale?
Perché purtroppo la nostra alimentazione moderna ed il nostro stile di vita, hanno aumentato la produzione delle scorie acide. Di conseguenza il corpo non riesce più ad inattivarle, ristagnano nella matrice extracellulare e quindi nei tessuti (acidità tessutale).
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Gli scienziati hanno cercato di classificare gli alimenti catalogandoli in base alla loro capacità di produzione di scorie acide, chiamando tale indice Pral (Potenzial Renal Acid Load)
L’ammoniaca, quindi, ritorna nella circolazione sanguigna senza venir preventivamente depurata dal fegato. Se questa sostanza aumenta in modo considerevole ci potrebbero essere dei seri danni al sistema nervoso, portando non solo ad un coma epatico, ma anche a una grave confusione neurologica.
Come si forma l’ammoniaca nel corpo e quali trasformazioni subisce?
L’ammoniaca si forma dal metabolismo delle proteine. Una fase del metabolismo proteico è detta “deaminazione” e si verifica quando gli aminoacidi, che formano una proteina, perdono il loro gruppo aminico (NH2). Dal processo di deaminazione si forma glutammato e, da questo, ammoniaca libera (NH3).
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L‘ammonio è, quindi, un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e anche dalle fermentazioni batteriche intestinali. Una quota di ammoniaca si forma anche nei reni.
L’ammoniaca è una molecola tossica, soprattutto per il cervello. Un organismo sano è in grado di “detossificare” l’ammoniaca. L’organo in grado di farlo è il fegato. Infatti, attraverso il ciclo dell’urea, a livello epatico, l’ammoniaca viene trasformata in urea che poi viene eliminata con le urine.
Quali sono le cause dell’iperammoniemia?
Nel neonato, un aumento dell’ammoniemia può indicare deficit enzimatici congeniti.
Solitamente l’iperammoniemia è dovuta a insufficienza epatica severa, dato che il fegato è l’unico organo in grado di eliminare l’ammonio. Si riscontra iperammonemia nei casi di:
Immagine correlataCirrosi epatica,
Epatiti importanti,
Insufficienza epatica,
Sanguinamento dello stomaco o dell’intestino,
Insufficienza cardiaca,
Difetti congeniti degli enzimi che intervengono nel ciclo dell’urea
Leucemia acuta,
Alcalosi metabolica,
Sindrome di Reye,
Malattia emolitica del neonato,
Diete iperproteiche,
Esercizio fisico intenso,
Disbiosi,
Alcuni farmaci possono determinare un incremento dell’ammonio ematico, tra questi troviamo:
Acetazolamide
Acido valproico
Furosemide
Acido etacrinico
Clortalidone
Isoniazide
Ammoniemia: quali sono i valori di riferimento?
I valori di riferimento dell’ammoniemia variano a seconda del sesso e sono:
Per la donna: 5-80 µg/dl
Per l’uomo: 5-100 µg/dl
Ammoniemia: sintomi e complicanze
I sintomi dell’ammoniemia alta sono:
Nausea e vomito
Rifiuto della carne
Atassia
Letargia
Disorientamento
Encefalopatia
La dieta per ammoniemia
Nei casi di iperammoniemia è bene limitare al minimo, o eliminare, il consumo di proteine privilegiando una protocollo di tipo vegetariano.
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Crisantemo americano

Si consiglia per epatocolecistopatie, come epatite, cirrosi, litiasi biliare, ipolipemizzante, ipercolesterolemia, varici ed emorroidi.

Crisantello (Chrysanthellum americanum)

Ricco di flavonoidi e saponosidi, con effetto positivo sulla circolazione, consolida l’impermeabilità dei vasi sanguigni, migliorando così la circolazione degli arti inferiori.

Valido epatoprotettore: protegge il fegato dai danni causati da alcool e dall’abuso dei farmaci.

La sua attività: s’indirizza specialmente sulla detossicazione epatica e sulla rigenerazione degli epatociti danneggiati.

Come drenante biliare: facilita l’eliminazione di trigliceridi e colesterolo, agendo in senso ipolipidemizzante.

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Il crisantello si è rilevato anche come epatoprotettore nell’epatopatia alcoolica.

Risulta attivo: sui tessuti già parzialmente compromessi, induce le reazioni enzimatiche microsomiali. (Dubernard PM. Phytotherapy Res 1988;2:210).

La disintossicazione epatica avviene grazie all’induzione enzimatica del citocromo P450. Il crisantello agisce in maniera significativa su quest’enzima epatico, la somministrazione deve essere prolungata per almeno 12 giorni consecutivi.

Inoltre possiede: azione vasoprotettrice, riduce la fragilità dei piccoli vasi e la permeabilità dei capillari e delle vene, è usato nel trattamento delle varici, varicoflebiti, edemi perimalleolari ed emorroidi (Lievre H. ed al. J du Jeune Praticiens 1984;7:1-6).

Contemporaneamente protegge: anche il pancreas.

Si consiglia per epatocolecistopatie, come epatite, cirrosi, litiasi biliare, ipolipemizzante, ipercolesterolemia, varici ed emorroidi. Alle dose raccomandate non sono note controindicazioni. Titolato al 4,03% in acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico, corrispondente a 10 mg di principi attivi. Somministrazione di 30 mg/die di acidi cafffeilchinici.

Rimedi:

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/epavin/

 

Carciofo (Cynara scolymus)

ai diabetici.

Ha proprietà diuretiche, aperitive, digestive, toniche, eupeptiche, depurative del sangue, è un tonico epatico. Della pianta di usano le foglie.

Parti usate : Le foglie (non le brattee che si usano per l’alimentazione) e radici, sommità fiorite. Il carciofo è sempre stato legato, per il suo sapore amaro, alla funzionalità digestiva ed epatica.

Infatti è uno stimolante delle funzioni epatiche e biliari per la presenza di sigma-diferolo e di flavonoidi. I suoi componenti principali sono: flavonoidi, tra cui il cimaroside, responsabile dell’attività protettiva nei confronti del parenchima epatico, acidi fenolici i cui metabolici agiscono sui tessuti favorendo diuresi ed eliminazione di scorie, tannini, inulina uno zucchero facilmente bruciato dal nostro organismo e quindi utile ai diabetici.

Ha proprietà diuretiche, aperitive, digestive, toniche, eupeptiche, depurative del sangue, è un tonico epatico. Della pianta di usano le foglie. Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’insufficienza epatica, itterizia, cirrosi epatica, calcoli biliari, gotta, reumatismi, ipercolesterolemia e ritenzione idrica.

Principi attivi: tutte le parti contengono il lattone sesquiterpenico cinaropicrina (molto amaro), e inulina. Le foglie sono ricche di cinarina con proprietà epatoprotettive. Particolarmente efficaci sono le foglie. In commercio si trova anche in tintura madre (20-40 gocce, 2-3 volte al giorno).

Modalità d’uso: infuso di foglie 1 cucchiaio da minestra raso per una tazza d’acqua. Si raccomanda l’uso del carciofo nell’alimentazione per mantenere il fegato nelle migliori condizioni. Dosaggio titolato al 3,0% in acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico,

Metodo di determinazione: Farmacopea Italiana, corrispondono a 7 mg di principi attivi. pari ad una posologia di 28 mg/die d’acidi caffeilchinici).

Carciofo sollecita la produzione della bile, combatte il colesterolo alto (Benigni: l’azione del carciofo sul ricambio del colesterolo è certamente una delle più importanti, in relazione soprattutto alle applicazioni terapeutiche che ne possono derivare in quelle malattie che alcuni attribuiscono ad eccesso di colesterina, fra i quali sarebbe da annoverare la malattia aterosclerotica.

A distanza di 30 anni la teoria trova la sua conferma e la sua base in biochimica – indagine condotta dal Physiologisch-chemisches Institut dell’Università di Tubinga).

È: lassativa, pulisce il fegato, previene l’invecchiamento (aterosclerosi), elimina l’eccesso d’urea, si consiglia nei reumatismi e gotta, nel diabete (utilissimo nel diabete nell’anziano), ottimo alimento per diabetici, perché abbassa notevolmente i livelli dello zucchero nel sangue, epatosteatosi, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, gotta, reumatismi cronici, arteriosclerosi, tendenza ai calcoli urinari (renella).

Il carciofo potrebbe essere: utilizzato per il controllo del diabete non insulino dipendente e nei programmi di riduzione del peso corporeo.

L’azione sulla diuresi è stata notata quasi in maniera costante, confermato da studi clinici, con conseguente calo del tasso dell’azotemia. Il carciofo fa parte di molti integratori alimentari erboristici.

Quanto stimola la produzione della bile e la contrazione della cistifellea e delle vie biliari, dovrebbe essere utilizzato con molta cautela nei soggetti con calcolosi biliare.

EpaVin: http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/epavin/

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitomater-carciofo/

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