Test dell'Emozione Ponte

Ascoltare la propria Voce Interiore. “Sentire” comprendere ed esprimere le proprie emozioni e/o resistenze cristallizzate. Far emergere le proprie risorse personali.

Ti aspettiamo per fare il Test Vibrazionale  dell’Emozione Ponte,
il metodo del Dott. Bach sono Rimedi vibrazionali che operano sul piano energetico (Software) Mentale.

Entrando in risonanza con l’inconscio si risvegliano le potenzialità del singolo Individuo, portandolo ad un livello di Consapevolezza del Sè più espanso,
in quanto rimedi della Natura depositaria di tutti gli Archetipi trasmettono segnali che non richiedono una elaborazione corticale, ma vibrano direttamente con le strutture cerebrali più antiche ed istintive,
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Questo permette alla Persona in terapia di:
– Ascoltare la propria Voce Interiore.
– “Sentire” comprendere ed esprimere le proprie emozioni e/o resistenze cristallizzate.
– Far emergere le proprie risorse personali.
– I propri talenti ancora inespressi.
– Diventare più Consapevole delle proprie risorse.
– Assumere comportamenti nuovi e costruttivi e accedere a soluzioni positive.
– Attivare la propria Capacità di affrontare le avversità della Vita, superarle e uscire rafforzato o addirittura trasformato.
Con il test dell’Emozione Ponte l’informazione dei Fiori porteranno la più alta intensità terapeutica.
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Il risveglio (parte 2°)

Dal fango i bei fiori di loto dai travagli qualcosa più alto si libera. 
Quando possiamo afferrare qualcosa di più alto nel momento stesso in cui viviamo l’esperienza, progrediamo sulla strada che ci porta al terzo e ultimo stadio del risveglio spirituale, la fase della pura sincronicità, in cui giochiamo un ruolo molto più attivo nella creazione del nostro mondo.

Secondo stadio: nel mezzo del cammin…. (parte 2 di 3)
A mano a mano che diventiamo spiritualmente più vivi, cominciamo a usare la facoltà di creare il nostro mondo attraverso il pensiero in modo molto più trascendente. Guardando indietro possiamo quasi sempre vedere il beneficio che abbiamo tratto da un’esperienza dolorosa.
Il divorzio che pensavamo di non superare ci sembra ora la cosa migliore che ci sia capitata. Le crisi giovanili che parevano portarci sull’orlo del suicidio ci sembrano ora una parte naturale del nostro sviluppo.
Il periodo in cui ci eravamo messi a bere autodistruggendoci, ci appare ora come la prova più importante della nostra vita, perché ci ha insegnato quanta forza interiore ci fosse in noi, anche se allora, nei giorni dell’alcolismo, ci sembrava di rovinare tutto ciò che contava.
Ora possiamo vedere nella bancarotta del passato la spinta necessaria che ci ha portato a cambiare vita; in una grave malattia che abbiamo superato possiamo leggere il messaggio che ci ha indotto a riesaminare le nostre priorità e a rallentare il ritmo. Con il senno di poi riusciamo a scorgere le opportunità celate negli avvenimenti della nostra vita passata.
La seconda fase è la tappa intermedia dell’illuminazione perché in questo stadio non abbiamo più bisogno di considerare gli avvenimenti a posteriori per vedere le opportunità che contengono. Cominciamo a essere consapevoli già sul momento dei vantaggi di ciò che ci succede.
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Smettiamo di pensare continuamente a ciò che ci manca e di essere catastrofici sul futuro. Ci chiediamo invece: «Quale frutto posso trarne? Come posso volgere questa situazione in un’opportunità, senza dover passare per anni di sofferenza per giungere a riconoscere che tutto questo è necessario?»
E’ un passo importante nel processo di illuminazione, e ci aiuta a vedere come «l’unica canzone» sia veramente sincronizzata. Certamente, proviamo ancora dolore e sofferenza, ma sappiamo anche che vi è in essi qualcosa di grande.
Riusciamo a essere gentili e tolleranti con noi stessi, e a onorare e amare anche la parte di noi che sta creando la crisi. Probabilmente non capiremo mai razionalmente perché l’avvenimento doloroso ci colpisca proprio in quel momento, ma almeno intuiamo che anche questa esperienza ha valore.
Ho sentito Ram Dass descrivere i sentimenti provati durante la malattia che portò alla morte l’amata madre adottiva. Si domandava perché fosse necessario che soffrisse così tanto nello stadio avanzato del melanoma.
Sapeva in fondo al cuore che la sofferenza faceva parte del viaggio, e che conduce sempre a qualcosa di più grande, ma questi dolori terribili, che colpivano una donna bellissima che lo amava così tanto … Perché? A mano a mano che la donna si avvicinava alla fine, Dass notò che era divenuta più serena e la vide illuminarsi di tranquillità e gioia.
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Mentre si apprestava ad abbandonare la forma sembrava entrare in una nuova sfera, uno stato di beatitudine. La sofferenza era finita, dal momento che i dolori sono provati dai sensi nella forma. Era libera e Ram Dass, osservando la scena, si disse: «Sì, persino questo ci eleva».
Vide che la sofferenza stava portando la madre verso qualcosa di più grande, e non dovette aspettare molto per rendersene conto. Quando la donna morì, si era riconciliato con l’idea della sua scomparsa, perché sapeva che la morte è un premio, non una punizione. Anche lui avvertiva un senso di pace, consapevole che il dolore conteneva in sé una grazia.
Il secondo stadio comporta dunque l’essere presenti a se stessi, vivendo pienamente tutto ciò che si prova, invece di passare lunghi periodi a soffrire prima di scoprire il frutto nato dalle difficoltà di non potere finire la mia gara.
Così rimasi concentrato sul momento che stavo vivendo, e mi chiesi quale frutto o opportunità fosse nascosto in quella prova. Misi da parte la sofferenza e mi chiesi sinceramente se volevo davvero tornare a casa senza aver completato ciò che mi ero proposto. Potevo in qualche modo fare appello alle mie risorse interiori e trovare la volontà (attraverso il pensiero) di correre per altri otto chilometri?
Qualcosa mi investì proprio in quel momento, qualcosa che posso solo descrivere come un miracolo. Sentii che ero là, disteso nel caldo e nel vomito, per scoprire se avevo il coraggio di fare una cosa che al momento sembrava impossibile. In quel momento otto chilometri mi sembravano cinquecento.
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Eppure, con il pensiero, compresi che potevo trasformare quella situazione in un’opportunità positiva e crescere come essere umano, trascendendo le condizioni fisiche. Nel mio corpo avvenne una vera e propria metamorfosi.
Tutto d’un tratto, nell’istante in cui mi permisi di sfruttare l’opportunità di scoprire di quanta forza disponevo, dallo stato di completo esaurimento in cui mi trovavo, cominciai a sentirmi forte. Mi tirai su, dissi agli infermieri dell’ambulanza di aiutare qualcun altro e mi avviai verso il traguardo a otto chilometri di distanza.
Entrando in Atene mi accorsi che le difficoltà non erano ancora finite. La strada non era stata chiusa al traffico e quindi dovevamo correre sulla striscia centrale della bretella dell’autostrada, con le auto che ci passavano accanto, e i poliziotti che tentavano di tenerle lontano.
Eravamo avvolti dai fumi più velenosi che avessi respirato in vita mia. Le auto cambiavano corsia proprio di fronte a noi che correvamo e i guidatori ignoravano le suppliche degli agenti che tentavano di dirigere il traffico; il caldo aumentava. Eppure, davanti a ogni nuovo ostacolo, la mia determinazione sembrava rafforzarsi, le gambe non mi tremavano più e i crampi erano cessati.
Conclusi la gara. Arrivai al traguardo nonostante avessi passato quasi mezz’ora sdraiato a terra. Finii nel primo terzo dei concorrenti che avevano concluso la competizione, complessivamente la mia classificazione migliore, anche se con il tempo più alto di tutte le altre gare cui avevo partecipato. Ma il tempo non importava, e neppure le congratulazioni e le medaglie.
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Avevo imparato qualcosa di prezioso su me stesso, e non avrei dovuto aspettare molti anni per sapere quale grazia ci fosse in quella sofferenza.
Questo breve verso tratto da Reflections From the Saul (Riflessioni dall’anima) di Raymond riassume bene i miei pensieri:
Dal fango i bei fiori di loto dai travagli qualcosa più alto si libera.
Quando possiamo afferrare qualcosa di più alto nel momento stesso in cui viviamo l’esperienza, progrediamo sulla strada che ci porta al terzo e ultimo stadio del risveglio spirituale, la fase della pura sincronicità, in cui giochiamo un ruolo molto più attivo nella creazione del nostro mondo.
(Wayne W.)

A Se stessi con Amore

OGGI ti sto incontrando mentre muovo le dita sulla mia Anima . .

Alla parte più SACRA di Sè stessi.
Oggi mi libero dalle catene di un mondo costruito dalla mente ;
Oggi mi libero dalla paura di Amare e di essere amato ;
Oggi mi libero dalla sofferenza del passato, accogliendo con Amore il dolore che mi ha permesso di rivelare me stessa/o ;
Oggi mi libero dalla tunica nera dei pensieri, involucri di stoffa , freddi e logoranti che annebbiano il colore luminoso del mio Essere ;
Oggi mi libero dal pregiudizio verso chiunque e qualunque cosa incontro nella vita, accettando la bellezza molteplice dell’Universo;
Oggi mi libero dalle difese che hanno irrigidito il mio Amare;
Oggi mi libero dalle cerniere cucite sul cuore che mi hanno impedito di aprirmi verso l’altro, verso quella parte di me con cui necessitavo riconciliarmi, ri-conoscere;
Oggi mi libero dalla visione distorta della solitudine;
Oggi mi libero da tutte quelle voci che hanno affollato la mia anima, disperdendomi nel caos logico della razionalità cieca e calcolatrice;
Oggi mi libero dalla tortura mentale; dalla disperazione, dall’assenza di calore, da tutte le immagini scure che spegnevano l’emozione del cuore;
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Oggi mi libero dai Segreti di tutte le storie che hanno fatto soffrire i miei antenati;
Oggi mi libero dal disordine emozionale causato dall’incomprensione, dalla superficialità da una sola visione della vita;
Oggi mi libero dalla diversità, dall’estremismo, dal pessimismo, dall’incapacità di sorridere, dalla debolezza che non mi ha permesso di reagire;
Oggi mi libero dallo sguardo con cui ho osservato il cielo, senza apprezzarne la sua presenza nel mio cuore, tutto, vasto, immenso e così VERO !;
Oggi e proprio oggi mi libero dai legami non armoniosi con la Vita ;
Oggi mi libero dall’ansia verso il futuro causato da un passato che ho permesso di insediarsi nel mio unico momento vero: il presente !
Oggi mi libero da ogni tipo di parassita che alberga nella mia mente e nel mio corpo, sia fisico, che emozionale, che spirituale, senza cedere mai più la mia Energia Vitale, bensì usandola per guarire Adesso ora ogni tipo di ferita, passata, presente e futura;
Oggi mi libero dalla incapacità di apprezzare tutto il bello e l’eterno che incontrano i miei occhi umani e il mio divino Cuore ;
Oggi mi libero da tutte le ferite che ho inferto al cuore per l’ennesima volta poiché non ho scelto per il mio bene e per il mio amore , pensando che la mia felicità derivasse da chi avevo accanto, pensando che l’altro avesse un valore superiore al mio, e che non fossi degna di un Amore vero, proprio, autentico e Illimitato .
Oggi mi Guardo, curo le mie ferite mentali e ritorno a vedermi Intera, Forte, Semplice, profonda, finalmente Mia e unita al tutto e a tutti, c’è sempre una parte di me che appartiene agli altri, dove io mi rifletto. E’ un appartenere e non un possesso. E’ come un odore che sento dentro me, fatto dello stesso odore di colui/colei che mi ha partorita.. Anima.
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Oggi viaggio, mi concedo la meraviglia di stupirmi dinanzi ad un fiore, di trasformare i miei vecchi pensieri in Abbracci che parlano il linguaggio del presente momento: ti abbraccio adesso sentendo fra noi tutta la potenza del corpo che esprime sensazioni d’Anima, immediate, istintive, piene di un Amore che sa trascendere il corpo e unirci fino a toccare il nostro Comune e Immenso Amore.
Oggi mi inebrio di Allegria, che deriva dalla mia gioia Interiore, che deriva da un qualcosa che non voglio più definire: C’è, Esiste, Pieno, Soffice, Delicato, Tutti i colori dell’Universo racchiusi senza confini espressi sulla tavolozza dell’Anima, in cento attimi, con mille mani, con mille sguardi di luce . . .
So che questa meraviglia che mi afferra le mani è “il mio vero Sè ” mentre cado e mi riporta a camminare, come se la caduta non fosse mai esistita. Che meraviglia!
Oggi svuoto il fardello che mi trascino nell’esistenza: dentro ci sono ricordi meno belli e altri straordinari, dentro ci sono le pietre che premevano sul cuore affogandolo di mare scuro, della sofferenza d’Anima.
Queste sono le tracce dei miei antenati che da infiniti mondi mi chiedono aiuto, di Liberarmi per poter liberare quella traccia che sanguina, note di una musica sorda, per poter ritornare ad udire la MIA sonora musica d’ANIMA.
Oggi vivo il raggio di sole che riscalda la mia casa, il tetto come il camino sempre acceso della fiamma d’amore, che illumina le candele del mio tempio che ricordano l’amore verso chi non c’è più, ma che sento nel mio cuore perennemente, nel corpo temporale alberga Anima che è Atemporale.
Oggi vedo la tua presenza, ed è per questo che ti ho cercato, forse per vederti nel mio cammino, per abbracciarmi, per acquietare il Bisogno che ho di me. Nostalgica è l’emozione di chi come me sapeva che presto saresti entrato, in silenzio, sussurrando alla mia pelle piccoli canti che celebrano la sacralità del corpo, la divinità che fra quei tratti dimora, nel profondo.
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Oggi ti cerco in un altro modo, come un bimbo che ti osserva per la prima volta, con la gioia di chi scopre ogni giorno una cosa nuova, e di questa esulta fino all’inverosimile. Oggi ho bisogno di scriverti mentre sei di là a leggermi, senza voce . . .
Tutto d’un fiato ci assaporiamo le lacrime che hanno impreziosito il nostro vivere, e saltiamo su cuscini di nuvole per amare e quindi guarire la TERRA su cui viviamo . . .
Così tocchiamo ogni creatura che respira questa umanità, raccolta nel nostro animo, nella Storia.
Sento che oggi, ora, adesso che ti scrivo ( che fuori spunta un tiepido sole) è una MERAVIGLIOSA GIORNATA; è PACE tra le corolle di una rosa di Maggio come anche nel mio cuore è VITA mentre mi avvicino al silenzio del tuo essere qui, prima a un passo da me, ora dentro il loto del mio spirito a illuminare il tragitto dell’esistenza.
Oggi è Cura, è Salute, è Appartenenza del Corpo e elevazione dello Spirito.
Oggi è questo il mio dirti Grazie, proprio a te che mi sorprendi con i tuoi segnali, con le tue mani dolci, con quel tuo modo di seguirmi, di accompagnarmi verso la Missione che hai affidato a me . . .l’esperienza Consapevole della Vita che pulsa dentro di me, in ogni suo riflesso che si apre dal Cuore dove esisto veramente.
Oggi queste lacrime scivolano sul raggio di sole su cui cammino, versandosi nella rugiada di ogni mio mattino, ove tutto Ricomincia.
Oggi sono LIBERA, oggi MI MUOVO, oggi RINGRAZIO, oggi BENEDICO, oggi L’ESISTENZA mi sposta i capelli e mi bacia una guancia, oggi il vento ha compiuto un gesto d’Amore per me, senza chiedermi nulla, solo per Amore!
OGGI SENTO CHE TUTTO CIO’ CHE MI ACCADE E’ PER AMORE ED E’ IL FRUTTO DI CIO’ CHE SCELGO .
Immagine correlataOGGI SENTO CHE L’UNIVERSO SI MUOVE “PER AMORE” nelle nostre vite.
Gli errori, gli incontri che hanno causato sofferenza, le cadute, l’immobilità, il pessimismo è una parte della medaglia che l’universo ci mostra per AMORE, perché tutto è Uno, affinché possiamo spingerci verso l’altra ed essenziale parte che dobbiamo riscoprire di noi, ciò che rende il nostro occhio capace di vedere INTERAMENTE, senza più escludere una parte.
Oggi vedo tutto Ciò che mi compone esternamente come internamente . . .
OGGI ti sto incontrando mentre muovo le dita sulla mia Anima . .
OGGI so che PER AMORE SI INIZIA A VIVERE . . . SI SCOPRE LA MAGIA DEL PRESENTE .
PER AMORE SONO NATA e le difficoltà sorgono PER AMORE . . .
IL “PER AMORE” E’ UN CAMMINO CHE PERMETTE LA GUARIGIONE . .
Scrivimi sul cuore la parola AMORE e quando l’ultima lettera avrà completato il tuo Nome, lasciami un fiore a terra, sulla tua terra su cui sei nata, così comprenderò che sei passata di qui per AMARTI, PER AMARE TUTTI, PER AMORE !
Grazie, oggi so chi sei, e mi riconosco, sento la presenza dal cuore mentre mi innalzo in volo in questa Vita, LIBERA in Alto dove Osano le Aquile.
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(Naturopata Francesco Ciani)
 

I collegamenti a cui è più facile credere

Non sappiamo che cosa sia veramente il pensiero, eppure sappiamo e crediamo tutti che esista e che vi sia un legame tra un pensiero e l’altro. Per esempio mi siedo qui a scrivere e penso a ciò che voglio dire.

L’Arte di Vivere
Ovviamente ci è più facile credere a ciò che possiamo vedere. Di qui l’idea del «ci crederò solo quando lo vedrò», che permea la nostra cultura lineare, centrata tutta sulla forma. Se vedi un bambino che trascina un giocattolo tirandolo con lo spago, non hai difficoltà a credere al collegamento fra il giocattolo in movimento e l’azione del bambino. C’è uno spago, vedo il rapporto! Quando qualcosa è collegato e possiamo verificare il nesso con uno dei cinque sensi, vedendolo, toccandolo, udendolo, percependone l’odore o il sapore, non abbiamo difficoltà a credere al collegamento.

Perciò quando facciamo il pieno di benzina, e quindi avviamo il motore e cominciamo a bruciare carburante vediamo il collegamento fra la prima azione e la possibilità di muoverci a bordo dell’automobile. Non siamo sbalorditi o increduli per il fatto che le automobili si spostano da un luogo all’altro. I legami più facili fra le cose sono quelli che puoi lette¬ralmente vedere, quelli che ti permettono di dire tra te e te: «Vedo il modo in cui avviene, ci credo».
Collegamenti più difficili: 
tra una forma e una forma nascosta
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Quando accendiamo la luce, non possiamo vedere il collegamento tra l’interruttore e la stanza improvvisamente illuminata, ma sappiamo che esso esiste, che i fili sono nascosti dietro la parete. Non abbiamo bisogno di vederli, dobbiamo credere che siano presenti anche se sono celati, perché sappiamo qual è il meccanismo che governa il fenomeno. Questa seconda categoria dei «legami nascosti» è un po’ più difficile da comprendere, ma nemmeno troppo, dal momento che traiamo una sicurezza incrollabile dal fatto che i collegamenti esistono pur sempre nella dimensione della forma. Anche se non sono in vista, volendo li possiamo trovare.
Collegamenti ancora più difficili: tra forma e forma invisibile 
Sei seduto in salotto a guardare la televisione: invece di alzarti, per cambiare canale usi il telecomando che non è in alcun modo collegato materialmente al televisore. Premi uno dei tasti e il canale cambia: il televisore risponde a una sorta di segnale invisibile. Come avviene? Non vedi alcun collegamento materiale. Non senti nulla, né un odore, né un suono. Puoi persino mettere un foglio di carta di fronte al telecomando senza che il collegamento sia interrotto. Che cosa succede?
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A questa categoria di collegamenti siamo ormai tutti abituati.
Regaliamo ai bambini automobiline telecomandate. Per far svoltare la macchina a sinistra a sei metri di distanza basta schiacciare il tasto di sinistra: qualcosa viaggia nell’aria e segnala all’automobilina di girare a sinistra. Non ci sono cavi, spaghi, legami visibili, eppure possiamo credere nel collegamento, anche se la maggior parte di noi non sa quasi nulla della natura di quanto avviene.
Crediamo che segnali invisibili volino attraverso l’aria perché questo ci è stato detto, anche se noi personalmente non li abbiamo mai visti. Ora perciò possiamo diventare più consapevoli del fatto che un legame tra due oggetti non ha necessariamente bisogno di avere una forma, come la percepiamo con i sensi, per esistere. Crediamo e accettiamo senza scomporci nella vita quotidiana collegamenti che sfuggono ai sensi. Ci crediamo e funzionano. Dopo qualche anno di familiarità con questo tipo di collegamenti cominciamo persino a darli per scontati, nono¬stante che per noi restino effettivamente un completo mistero.
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Collegamenti invisibili: 
tra forma umana e forma umana
La prossima volta che qualcuno ti parla in una stanza fermati e domandati: «Come può essere? Questa persona è a tre metri di distanza, muove la bocca, tra di noi c’è solo aria, eppure odo istantaneamente e comprendo tutto ciò che mi dice. Come avviene?». Quando ti soffermi a considerare un evento così quotidiano e scontato, la mente vacilla. Cose invisibili chiamate onde sonore viaggiano tra la bocca e l’orecchio, per venire poi elaborate dal cervello.
Dov’è il collegamento? Vedo la bocca che si muove. La persona sta forse mandando il collegamento fuori dalla bocca? Io non ordino alle orecchie di captare questi segnali invisibili, eppure esse sembrano farlo automaticamente. Crediamo acriticamente in tutta una varietà di collegamenti tra le persone che la mente razionale non è affatto in grado di scandagliare.
Sappiamo che onde invisibili ci collegano gli uni con gli altri, collegano una persona a un oggetto, per esempio a una radio, a una porta che sbatte. Non ci diamo neppure la pena di capire come avvenga effettivamente, accettiamo un principio chiamato «suono» come un dato di fatto parte integrante della nostra umanità. Non diciamo certo: «E impossibile! Se non posso vederlo e toccarlo, non può esistere». Credere nell’esistenza del suono ci permette di funzionare in quanto esseri umani. Ci sono collegamenti invisibili tra le persone, cui partecipi ogni giorno.
I nostri collegamenti: 
tra il nostro pensiero e la nostra forma
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Stai ballando con il tuo partner, scivolando senza peso per la sala. I piedi fanno esattamente ciò che devono fare. C’è una connessione misteriosa tra i tuoi pensieri e l’attività neuromuscolare dei piedi. Perché i piedi si muovono perfettamente in risposta al pensiero che ordina loro di muoversi? Qual è il collegamento? Come può avvenire?
Ogni volta che muovi gli arti e le altre appendici della tua forma, essi stanno reagendo a un pensiero. Il pensiero è invisibile e senza forma, eppure è questa incorporeità a governare in qualche modo le tue azioni.
Non puoi vedere il collegamento, non lo puoi spiegare: tuttavia il fatto che ti gratti il naso, che vada in cucina, che scuota la testa, che muova la mano con il guantone per afferrare una palla da baseball o che compia un altro degli innumerevoli movimenti che eseguiamo quotidianamente prova che esistono dei collegamenti invisibili che ci permettono di muoverci senza sforzo nella vita.
L’energia mentale dirige quella muscolare. L’energia è pensiero; il pensiero è una sorta di collegamento tra un desiderio e un esito fisico. Tu credi con fede assoluta a questo tipo di connessioni, anche se non le puoi spiegare. Accetti come un dato di fatto lo schema automatico di stimolo-risposta.
Ci credi; vivi sulla base di esso. Non metti mai in discussione l’esistenza di questo tipo di collegamenti, perché milioni di movimenti quotidiani ti forniscono una dimostrazione assoluta dell’esistenza di un legame tra il mondo della forma e quello senza forma. Tieni in mente questa considerazione, mentre passiamo all’ultimo tipo di collegamenti.
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Collegamenti incomprensibili:
tra pensiero umano e un’altra forma umana
Mia moglie siede in una stanza e nostro figlio piccolo in un’altra, fuori portata d’udito. Mia moglie mi dice improvvisamente: «Il bambino sta piangendo. Vai a vedere?» Infatti piange; eppure mia moglie non aveva potuto udire il suono. Ogni mamma che legge queste parole annuirà, sapendo che esiste un legame invisibile tra i suoi pensieri e le azioni del suo bambino.
Siamo ora oltre la sfera del comprensibile. Ci può essere una connessione tra il pensiero di una persona e le azioni di un’altra, senza il tramite dei cinque sensi. Sappiamo tutti che un tale collegamento invisibile esiste. Mia moglie può essere a quindici chilometri di distanza dal bambino e dirmi: «Ora dobbiamo tornare a casa, il bambino ha bisogno di mangiare».
Rispondo: «Come fai a sapere che ha fame? Conosci così bene i suoi orari?» «Mi è appena venuto il latte e viene sempre quando per lui è ora di mangiare», è la risposta di mia moglie. Qual è il legame tra il suo corpo e quello di un neonato a quindici chilometri di distanza? Il suo corpo sa perfettamente quando produrre latte regolandosi sul pensiero del neonato che ha fame; la cosa si verifica con assoluta precisione ogni volta: il legame è invisibile, ma esiste e si vede.
Se esiste un tale legame invisibile tra un bambino e una madre, è possibile individuare e utilizzare un simile legame tra due esseri umani qualsiasi? Come possiamo perfezionare il rapporto tra i nostri pensieri e il mondo della forma di un’altra persona?
I tuoi collegamenti: tra pensiero e pensiero
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Non sappiamo che cosa sia veramente il pensiero, eppure sappiamo e crediamo tutti che esista e che vi sia un legame tra un pensiero e l’altro. Per esempio mi siedo qui a scrivere e penso a ciò che voglio dire. Questo primo pensiero mi porta al successivo, cioè all’idea che probabilmente dovrei formulare ciò che intendo dire in questo o quell’altro modo. Ho quindi un altro pensiero che permette alle dita di battere sulla macchina da scrivere l’esito dei due pensieri precedenti.
Possiamo rimanere seduti in silenzio e avere un altro pensiero, perché ne siamo noi la fonte. Possiamo avere un altro pensiero derivato dal primo e forse altri dieci, fino a quando decidiamo di portarli nel mondo della forma o di dimenticarli.
Non è il processo del pensiero che mi interessa qui: è l’esistenza di collegamenti tra i pensieri. E assolutamente certo che dentro di te, nell’essere che sei in questo momento, esistono connessioni tra due cose senza forma chiamate pensieri. Se accetti l’esistenza di tali collegamenti, sei pronto a passare al livello successivo; se non lo sei, dimmi le tue ragioni! Spiegami come potrebbero non esistere collegamenti tra i pensieri, quando uno porta all’altro.
Sincronicità: tra pensiero umano e altro pensiero umano
Era qui che volevo arrivare. Naturalmente i collegamenti sono nascosti, proprio come lo erano tutte le categorie di connessioni già esaminate, eccettuata la prima. Eppure credi all’esistenza di quei collegamenti.
Perciò ora cerca di aprire il cuore e la mente e preparati ad accettare il fatto che forse, solo forse, una connessione invisibile esiste già nell’universo e che, una volta che tu ci creda, la vedrai manifestarsi dappertutto. Se ci credi, le prove, pur nascoste ai sensi, si paleseranno ovunque con schiacciante evidenza. Vediamo come i segni dell’esistenza di questa connes¬sione invisibile si manifestano nella mia e nella tua vita.
I collegamenti senza forma tra esseri umani
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Se la memoria (i pensieri) non è conservata nel cervello allora dobbiamo aprirci alla possibilità che si trovi al di fuori di esso. Allora quei misteriosi avvenimenti che ci apparivano così inspiegabili possono in qualche modo rientrare nella categoria dei pensieri che incontrano altri pensieri.
Se esistono collegamenti invisibili tra pensieri e forma, perché non anche tra pensieri e pensieri? E se effettivamente i pensieri si incontrano con altri, e siamo noi la fonte dei pensieri, allora sembra possibile postulare la possibilità che creiamo situazioni «sincroniche».
Considera il pensiero come qualcosa che continuiamo a creare. Siamo la fonte di questo processo creativo attraverso il nostro collegamento con il divino e l’infinito. Con questa consapevolezza possiamo escludere «coincidenze» e credere in un’intelligenza divina all’opera nell’universo. Naturalmente se ci credi, ne vedrai ogni giorno delle manifestazioni. La sincronicità non è un principio speculativo passivo. Esiste, è attivo, e tu ne sei parte. Che tu ci creda o no; che tu lo veda o no.
(Wayne W.)

L'arte di Vivere

Vergognandosi del suo desiderio, l’aquilotto riprese a grattare la polvere e non discusse mai più il posto che credeva aver ricevuto sulla Terra.

C’era una volta un giovane guerriero, che prese un uovo dal nido di un’aquila e lo fece covare in cortile. Quando l’uovo si schiuse, l’aquilotto uscì e crebbe tra i pulcini, becchettando il suo cibo come i suoi compagni.
Un giorno, guardando in aria, vide un’aquila che planava sopra di lui. Si sentì fremere le ali e disse a un pollo:
«Come mi piacerebbe fare altrettanto!»
«Non fare lo stupido», rispose il pollo,
«solo un’aquila può volare così in alto!».
(detto indiano)

Vergognandosi del suo desiderio, l’aquilotto riprese a grattare la polvere e non discusse mai più il posto che credeva aver ricevuto sulla Terra.
Se i cieli fossero oceani… allora l’Uomo con poca Consapevolezza di Sè trova giusto camminare negli Abissi..
Spicca il Volo da ciò che ti rilega negli Abissi e spicca il Volo dove Osano le Aquile..
Tu sei tutto questo.. niente di più e niente di meno
(Francesco Ciani)

L'Arte di Vivere

un essere umano riceve nella sua Vita, ciò che sta emanando in vibrazione dal suo interno.

Non reprimere la tua Anima.

Una persona può essere felice solo essendo se stessa e non quello che gli altri vogliono che sia.

Su questa terra abbiamo tutti un compito; per capire più chiaramente il nostro scopo è importante seguire i dettami della nostra anima.
Ciò Che stai trasmettendo, è ciò che stai ricevendo, proprio adesso, e in ogni momento. 

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Quello che vuoi, vuole TE, quando sei in risonanza, un essere umano riceve nella sua Vita, ciò che sta emanando in vibrazione dal suo interno. Non si ha ciò che si desidera si ha ciò che si è, secondo la Consapevolezza, se sei ti manifesti, altrimenti non esisti. 

Le spettroscopia: un corpo è capace di assorbire solo e soltanto le stesse radiazioni elettromagnetiche che è capace di emettere, così nelle stesse così negli esseri umani.

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Ricordare che cosa voglio per me
Ricordare le mia Aspirazioni Fondamentali
Ricordare perché voglio raggiungerle!

L'Arte di Vivere

l’uomo comprenderà prima o poi che non esiste la dualità, ma che il bene e il male, la notte e il giorno, l’alto e il basso, sono espressioni della stessa Unità.

L’uomo è la Creatura più mirabile ed eccelsa della Natura.
Non riesce a capire che cosa sia il Corpo, ancora meno che cosa sia lo Spirito “parte maschile di Sé”, e meno di tutto come l’Anima “parte femminile di Sé”,
come possa essere collegata al Corpo ; nonostante la sua manifestazione che la Vita è …
Questo il colmo della difficoltà, eppure la sua essenza consiste proprio in questo, manifestarsi e prendere Consapevolezza grazie all’Esperienza che sceglierà di fare, 
l’uomo comprenderà prima o poi che non esiste la dualità, ma che il bene e il male, la notte e il giorno, l’alto e il basso, sono espressioni della stessa Unità,

creando l’adesso e la vita, in tutte le sue esperienze possibili, come un battito incessante da un eterno presente dentro di noi.
Così l’uomo costruisce il suo Universo personale secondo le sue credenze e imprinting esperienziali;
l’Universo è l’estensione di ciò che crea e crede dentro di Sé, confermato dal suo conscio o inconscio.
(Francesco Ciani Naturopata)

L’Arte di Vivere

imparerete a Volare da Cuore a Cuore dell’Amore che c’è. Guastare la meraviglia dell’Universo dentro e fuori di Voi colmando ogni respiro di emozioni senza fine,

A tutte le Anime che Vibrano … chiuse in un corpo

in una mente sofferente con la stessa forza in cui romperete la crisalide,

(schemi mentali, resistenze, aspettative, paradigmi,programmi obsoleti) imparerete a Volare da Cuore a Cuore dell’Amore che c’è

guastare la meraviglia dell’Universo dentro e fuori di Voi colmando ogni respiro di emozioni senza fine,

perchè Anima è Atemporale e Immortale chiede solo di essere liberata da te stesso

TU sei l’Architetto, l’Osservato e l’Osservatore della Tua Vita.

(Francesco Ciani Naturopata)

L’Arte di Vivere

L’Universo esterno è proseguo e conseguenza dell’Universo dentro di TE!

La Coscienza è ciò che permette agli esseri viventi,

di entrare in relazione con il mondo,

sempre in maniera diretta (consapevolezza),

in ciò che stai sperimentando nell’atto Presente & Consapevole.

Non c’è nient’altro!

L’Universo esterno è proseguo e conseguenza dell’Universo dentro di TE!

(Francesco Ciani personal experience)

L’Arte di Vivere

È tempo di diventare padroni di ciò che siamo, sapere che siamo la Luce e permettere alla saggezza, che ha creato il corpo, di gestirlo….

Ogni volta che prendiamo qualcosa di non necessario

ci diamo un feedback che conferma la nostra fragilità interiore….

Vestiamo la forza della nostra vera essenza con il bisogno di aiuto esterno.

Inoltre continuiamo a intrappolarci in un ciclo che sappiamo essere pronti ad abbandonare: quello di rafforzare in noi l’illusione di non essere abbastanza…

A livello simbolico state diventando una persona la cui esistenza è dipendente da ciò che riuscite a portarvi dietro.

È tempo di diventare padroni di ciò che siamo, sapere che siamo la Luce e permettere alla saggezza, che ha creato il corpo, di gestirlo….

Anima mia che tutto sei e tutto sai. ….

Donami la Consapevolezza e la Conoscenza

perché possiamo fare già l’esperienza della Coscienza dentro e fuori di noi, dove la dualità non esiste..

(Francesco Ciani Naturopata)