La questione della fibra nel crudismo e negli altri percorsi terapeutici incentrati sulla dieta

Dopo i primi entusiasmi per l’adozione di una dieta quasi completamente crudista mi sono reso conto che un po’ di verdura bollita può in certi casi essere molto meglio dell’assunzione di cibi crudi ma fibrosi, e che mangiare la frutta senza buccia e semi può in certe circostanze essere benefico.

Asse Intestino – Cervello
Per quanto una dieta crudista possa spesso essere benefica non è sempre detto che essa sia la migliore opzione per guarire da una condizione patologica. Infatti nel caso in cui sia presente una disbiosi intestinale, soprattutto nella prima fase del percorso di guarigione l’assunzione di cibi ricchi di fibra può creare dei problemi. In condizioni di salute ottimale infatti le fibre vengono utilizzate dai batteri benefici presenti nel nostro intestino i quali, come scrive la dottoressa Campbell-McBride nel suo libro “La Sindrome Psico-Intestinale”:
se ne nutrono, producendo tanti ottimi nutrimenti per la parete cellulare e per l’intero corpo, essi la utilizzano nell’assorbimento delle tossine, l’attivano per prendere parte nel metabolismo dell’acqua e degli elettroliti, per riciclare gli acidi della bile ed il colesterolo, etc.
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Ma quando mancano o sono scarsi questi batteri benefici, e prendono il sopravento invece i microbi patogeni succede che:
la fibra stessa diventa pericolosa per il sistema digestivo, fornendo un ottimo habitat per i batteri patogeni ed aggravando l’infiammazione della parete intestinale. Questo avviene quando i gastroenterologi devono raccomandare ai loro pazienti una dieta povera di fibre. Di conseguenza la presenza della fibra alimentare da sola, senza i batteri benefici presenti nell’intestino, può non essere più tanto buona per la nostra salute.
Di conseguenza fino a quando non si ristabilisce, almeno parzialmente, una microflora equilibrata nel nostro intestino, i cibi fibrosi, per quanto possano essere crudi e quindi pienamente vitali, ricchi di enzimi benefici, sarebbero da evitare. A mano che si utilizzino dei Pre/Probiotici umani enzimi e depurativi contestualmente per limitare anche i disagi dovuti al cambiamento e alla depurazione.
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Come fare allora ad evitare di assumere la fibra se si vuole ugualmente basare la propria alimentazione su cibi vegetali? I metodi sono due ovviamente: l’uso di succhi di frutta e verdure fatti in casa (possibilmente realizzati con un buon estrattore e non con una centrifuga, in modo da danneggiare il meno possibili tutti i principi nutrienti dei cibi freschi), la cottura della verdura (e persino della frutta talora). Sia la dottoressa Campbell che il dottor Gerson (il medico che ideò il famoso metodo di cura per il cancro, la tubercolosi e molte altre malattie, che poi da lui prese il nome) si esprimono in tal senso; l’importante è non buttare via l’acqua di cottura, che è ricca di minerali e altre sostanze nutritive.
Si potrebbe anche cucinare la verdura a vapore, ma una parte di queste sostanze finiscono ugualmente per essere perse (non per niente Gerson sconsigliava la cottura a vapore). È il caso di puntualizzare qui che gli estrattori che rispondono alle specifiche del dottor Gerson sono pochi e molto costosi, e sono reperibili solo ordinandoli dall’estero.
È da notare che anche la scuola della dottoressa Kousmine consiglia di iniziare un percorso curativo con una settimana a base di frutta cruda o succhi di frutta freschi fatti in casa (accompagnati da clistere ogni sera e successiva somministrazione rettale di vitamina olio di semi di girasole spremuto a freddo ricco di vitamina F).
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In ogni caso è facile accorgersi se e quando e quanto la fibra sia tollerata: se (pur avendo limitato la propria dieta ad alimenti senza carboidrati, senza zucchero e senza amidi “pane, pizza, pasta, frumento, patate, legumi riso”) i sintomi digestivi di cui si soffriva invece che placarsi hanno una piccola o grande recrudescenza è segno che la fibra non è ancora bene tollerata.
Dopo i primi entusiasmi per l’adozione di una dieta quasi completamente crudista mi sono reso conto che un po’ di verdura bollita può in certi casi essere molto meglio dell’assunzione di cibi crudi ma fibrosi, e che mangiare la frutta senza buccia e semi può in certe circostanze essere benefico. Se poi risulta noioso fare continuamente spremute di frutta e verdura l’assunzione di verdura (e frutta) bollita non è da disprezzare (ma tenete a mente che seguire il protocollo Gerson significa che, soprattutto per le prime 6 settimane occorre preparare un succo di frutta e verdura ogni ora).
Detto questo sottolineo che il metodo della dottoressa Campbell (mirato a guarire la disbiosi intestinale), quello del dottor Gerson (mirato soprattutto alla cura tubercolosi, cancro ed altre malattie degenerative) e quello della dottoressa Kousmine sono nettamente differenti tra di loro.
Basti pensare che alla dieta ricca di grassi e di proteine della dottoressa Campbell si contrappone una dieta con pochissime proteine vegetali e quasi senza grassi del dottor Gerson (secondo costui una dieta – almeno temporaneamente – povera di proteine, senza sodio e con molto potassio agevola l’eliminazione del sodio in eccesso dal nostro corpo ripristinando lo stato di salute delle singole cellule e contribuendo alla guarigione).
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Tutti e tre i medici summenzionati (soprattutto Gerson e Kousmine) prevedono come parte più o meno importante del percorso curativo l’utilizzo degli enteroclismi, che hanno la funzione di rimuovere dal colon la materia fecale che a volte resta attaccata alle sue pareti divenendo un ricettacolo di microbi patogeni e di parassiti, e intossicando il corpo stesso; il dottor Gerson consiglia l’utilizzo di clisteri al caffè che secondo lui hanno la virtù di accelerare i processi di depurazione che hanno luogo nel fegato.
La dottoressa Campbell oltre a considerare positivamente l’effetto disintossicante degli enteroclismi li consiglia particolarmente per risolvere i problemi di costipazione, abbinandoli ad una dieta che risolva il sottostante problema della disbiosi intestinale; una sua innovazione è stata l’aggiunta di probiotici all’enteroclisma che forniscono batteri benefici al colon per via diretta.
A tal fine si possono aggiungere all’acqua dell’enteroclisma degli integratori di fermenti lattici in polvere (che non contengano eccipienti di nessuna sorta e che abbiano i Bifidobatteri come specie predominante) o dello yogurt (o siero derivato dalla preparazione dello yogurt stesso); ovviamente lo yogurt andrebbe utilizzato solo se e quando l’organismo lo tollera anche per via orale.

Ipertiroidismo e altre malattie guarite con la dieta crudista

Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti

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Dieta crudista senza cereali
Ho conosciuto una persona che fino a pochi mesi fa prima costretta a letto dalle conseguenze dell’ipertiroidismo e che è guarita adottando una dieta incentrata sul consumo di cibi vegetali crudi (che non vuol dire solo frutta e verdura, ma anche semi, germogli, frutta secca, il che include anche frullati e “cracker” di semi di lino fatti con l’essiccatore, “fette biscottate” di germogli fatte sempre con l’essiccatore, frullati, centrifughe o meglio ancora estratti realizzati con un apposito estrattore, di cui esistono modelli più economici e modelli più cari ma realizzati tutti in acciaio inox (come quelli della Angel ) fino ad arrivare agli estrattori raccomandati per l’implementazione del metodo Gerson che costano circa 2.000 euro.
La cosa non mi stupisce per niente dal momento che ho già fatto notare come la dieta crudista è compatibile quasi completamente con la dieta paleolitica per curare la disbiosi intestinale; fanno eccezione le carrube ed i succhi/centrifugati di patate, non ammessi dalla dieta paleolitiva. Non so se i germogli di certi tipi di fagioli amidacei possono essere o meno compatibili con tale dieta, ad ogni modo è possibile scegliere i fagioli non amidacei.
Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti, come mostrano gli l’articoli Does microbiota composition affect thyroid homeostasis? (“La composizione del microbiota influenza l’omeostasi della tiroide?”) e Does the gut microbiota trigger Hashimoto’s thyroiditis? (“Il microbiota intestinale innesca la tiroidite di Hashimoto?”) .
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La correlazione tra la presenza di Yersinia enterocolitica e l’esordio di malattie alla tiroide è in fase di sutdio, e ci sono per il momento risultati contrastanti; lo stesso dicasi per il ruolo dell’Helicobacter Pylori. In attesa di ulteriori ricerche che possano chiarire se la presenza di questi due batteri abbia un ruolo causale nei disturbi della tiroide, è da rimarcare che certe infezioni si manifestano generalmente in presenza di uno squilibrio del microbiota. In ogni caso le tiroiditi, come malattie autoimmuni (per quanto detto nel resto del libro) sono facilmente collegate alla disbiosi (nonché a focus dentali, glutine, aspartame, mercurio).
Tra le tante esperienze sulla validità di una dieta crudista, segnalo quella di una donna cui era stato diagnostico l’ipertiroidismo ma che poi si è accorta (per una serie di circostanze casuali) che le prime analisi erano semplicemente state fatte nell’orario in cui la tiroide funzionava a pieno regime (secondo quanto le è stato poi confermato da un medico la tiroide alterna periodi di funzionamento “nella norma” e periodi di lavoro più intenso). In questo caso la paziente ha semplicemente scoperto che le terapie farmacologiche già prescritte (e fortunatamente mai assunte) non le erano affatto necessarie .
Riguardo alla dieta crudista riferisco la storia della famiglia Boutenko che è diventata famosa per avere sconfitto un gran numero di malattie più o meno inguaribili secondo la medicina ufficiale, e che costringono ad assunzione di farmaci vita natural durante. Stiamo parlando di diabete giovanile, obesità, ipertiroidismo, fatica cronica, aritmia, asma, artrite, allergie varie, sparite adottando un regime crudista . Dopo avere letto i precedenti capitoli, e ben sapendo che il crudismo non prevede l’assunzione di cereali, è chiaro come questa dieta dia la possibilità all’intestino di risanarsi, essendo una sorta di dieta paleo.
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Essi affermeno che, dopo essere guariti da molti seri problemi hanno imparato a migliorare ulteriormente la propria dieta e la propria condizione di salute imparando dagli scimpanzé, i primati più simili all’uomo, ed integrando nella loro alimentazione sempre più germogli e vegetali crudi a foglie verdi , ma vi avverto che non tutti nell’ambito del crudismo concordano sul valore nutritivo dei vegetali a foglie verdi, visto che i fruttariani (che mangiano solo ed esclusivamente frutta, categoria nella quale includono i frutti degli ortaggi come cetrioli, peperoni e pomodori) ritengono che certi diagrammi derivano dall’osservazione di scimpanzè in cattività .
In realtà a dirla tutta gli scimpanzè sono onnivori, mangiano tantissime formiche e, quando sono carenti di proteine anche piccoli mammiferi, a volte anche altri scimpanzé di altri clan con cui contendono le fonti di cibo (ebbene sì, sono anche cannibali).
Le esperienze della famiglia Boutenko sono state pubblicate su alcuni libri nonché siti internet quali www.rawfamily.com dove si possono trovare anche delle ricette. Altre informazione sul regime crudista della famiglia Boutenko le potete trovare sul sito http://www.greenforlife.com/.
Un altro articolo interessante su ipertiroidismo e dieta crudista lo si trova sul sito di Valdo Vaccaro .
Per chi vuole approfondire l’argomento del crudismo ci sono anche diversi siti italiani (c’è l’imbarazzo della scelta) . Sono disponibili anche diversi libri interessanti e tantissimi video presenti sul web (basta cercare, o in italiano o in inglese digitando le parole “raw food” o “crudismo” all’interno di un qualsiasi motore di ricerca).
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Sul fatto che una dieta crudista con l’esclusione sia di proteine che di grassi animali possa a lungo termine creare degli scompensi ci sarebbe da ragionare; io credo che qualche uovo ogni tanto ed un po’ di burro biologico aiuterebbero a bilanciare meglio il nutrimento di chi si avvicina a questa dieta (del resto se l’uovo è veramente biolgocio, di gallina sana, si può magniare anche crudo).
819 http://www.parasitesandvectors.com/content/1/1/40#B5.
http://www.angel-italia.com/it/prezzi.
820 Pubblicato su Endocrine. 2015 Aug;49(3):583-7, autori Virili C, Centanni M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25516464.
821 Pubblicato su Discovery Medicine 2012 Nov;14(78):321-6, autori Mori K, Nakagawa Y, Ozaki H; 822 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23200063.
823 http://www.paroleqb.it/amare-…/guarire-tiroide-senza-farmaci.
824 http://www.bio-haus.it/…/ricerc…/9-tesine/119-the-family-raw.
824 http://www.rawfoods.it/…/dieta-ideale-limportanza-del-verd…/.
825 http://www.fruttariani.it/luomo-non-discende-dalle-scimmie.
826 http://valdovaccaro.blogspot.it/…/ipotiroidismo-eutirox-da-….
827 Tra essi segnalo il sito http://www.arnoldehret.it, mentre sul sitohttp://www.cacaopuro.com è possibile acqistare tanti prodotti crudisti e biologici: olio di cocco, burro di mandorle, alga spirulina, polvere di acai (possibile rimedio contro i nanosensori aviodispersi), MSM ovvero zolfo organico a prezzi bassissimi (prodotto in Cina), fichi secchi, essiccatori, persino tavolette di cioccolata e carruba dolcificate col succo d’agave (ricordo però che la carruba è esclusa dalla dieta paleo-GAPS).