Il sistema arterioso 

Le malattie del sistema arterioso ci parlano di tensioni analoghe a quelle del sistema venoso, ma in senso attivo. Le emozioni sono eccessive e si manifestano con un eccesso (giovialità, eccitazione, eccetera) oppure vengono trattenute, soffocate. La difficoltà, se non addirittura l’incapacità di fare ciò che va fatto nella nostra vita per provare gioia, piacere e felicità, si traducono in ipertensioni arteriose.

Il sistema arterioso è quello rappresentato in rosso sulle stesse tavole di anatomia. Esso trasporta il sangue, arricchito di ossigeno e di sostanze nutritive, verso gli organi e le cellule. È la parte Yang del nostro sistema circolatorio che esercita un’assistenza «attiva» del cuore nella circolazione. Grazie alla sua capacità di contrazione, il sistema arterioso alleggerisce infatti il lavoro del cuore, attraverso quelle che vengono definite la vasocostrizione e la vasodilatazione.

Le malattie del sistema arterioso
Le malattie del sistema arterioso ci parlano di tensioni analoghe a quelle del sistema venoso, ma in senso attivo. Le emozioni sono eccessive e si manifestano con un eccesso (giovialità, eccitazione, eccetera) oppure vengono trattenute, soffocate. La difficoltà, se non addirittura l’incapacità di fare ciò che va fatto nella nostra vita per provare gioia, piacere e felicità, si traducono in ipertensioni arteriose. Contrariamente al sistema venoso, non abbiamo l’impressione di essere ostacolati, ma piuttosto di non sapere, di non potere, di non essere o non essere stati capaci di far posto all’amore, alla gioia di vivere.
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L’ipertensione ci mostra una grande tensione dovuta alla volontà di ricerca di una soluzione, ma la paura spesso presente impedisce alle nostre emozioni di esistere e questo fa salire la pressione all’interno. Tutto acquista proporzioni eccessive che ci spaventano. Questa paura ci cristallizza e indurisce la parete delle nostre arterie, in tal modo aumentando, mediante l’arteriosclerosi, il fenomeno della tensione.
Una delle paure di fondo associate all’ipertensione è quella della morte, nel senso che abbiamo paura che giunga prima di poter portare a termine quello che dobbiamo fare. Così, si sviluppa in noi il sentimento di urgenza, che fa «salire ulteriormente la pressione». come pure la paura della morte e tutte quelle paure che si fondano sul processo del panico.
L’ipotensione ci parla della sconfitta, della nostra sensazione di essere vittime. Sopraffatti dagli avvenimenti, senza via d’uscita, non siamo più in grado di far salire la pressione per rimettere in moto la macchina. La dinamica di fondo è passiva e lo scoraggiamento prende il sopravvento sul senso della lotta. Ci è senza dubbio mancato l’amore nella nostra vita, quel nutrimento che procura o quantomeno favorisce la manifestazione della gioia e le ragioni di vivere, quella sensazione che fa battere il cuore dentro di noi. Quella fiamma ci è mancata o forse non l’abbiamo mai alimentata.
(Michel Odoul)
 

L’arteriosclerosi ed i carboidrati insulinici 

Un altro aspetto importante riguarda la produzione delle lipoproteine Vldl (seguito dell’assunzione dei carboidrati), che sono generate dal fegato, al fine di stipare il grasso negli adipociti. Queste Ldl restano più tempo a contatto con il glucosio e si ossidano di più delle loro colleghe, create dai villi intestinali (chilomicroni) e quindi si attaccano più facilmente alle pareti.

L’arteriosclerosi indica una serie di malattie degenerative del nostro sistema circolatorio, che coinvolge molti tessuti ed organi (tra cui il cuore).
Per non incorrere in tali patologie bisogna mantenere in buono stato le pareti delle arterie e delle vene. La medicina ufficiale sembra dare per scontato che ad una certa età, sia normale un peggioramento dell’epitelio dei vasi, come se volessero paragonare le arterie a dei tubi metallici, che inevitabilmente nel tempo si usurano. Al contrario, i nostri tessuti sono vivi ed hanno una capacità di rigenerazione molto efficace, permettendoci anche in tarda età, di avere un sistema circolatorio molto efficiente.
In effetti visto che il nostro corpo può arrivare all’età di 120 anni, non si comprende perché molti soggetti già a 40 o 50 anni accusino seri problemi di degenerazione del sistema cardio circolatorio. Nel regno animale non esiste questa patologia, neanche nelle tartarughe che vivono 150 anni. Allora ci dovremmo domandare per quale motivo gli uomini soffrono di tale patologia. Ancora una volta la responsabilità ricade sul consumo di carboidrati complessi e semplici.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Andiamo per ordine.
Innanzitutto quando mangiamo carboidrati, alziamo il livello di glucosio nel sangue fino al picco di 1,4 grammi per litro e ciò significa, fino all’80% in più del livello fisiologico di 0,8 grammi per litro. Ricordiamo che il nostro corpo ha una capacità riparativa che può essere ridotta sia dall’entità del danno da riparare che dalla disponibilità dei micronutrienti necessari.
Il glucosio presente nel sangue a contatto con le pareti delle arterie, crea delle ossidazioni che generano gli Ages e di conseguenza i radicali liberi. La presenza di tali atomi instabili inibisce la produzione di NO (ossido di azoto) da parte delle cellule endoteliale, impedendo l’effetto vasodilatatore delle vene. Difatti ricorderete che l’elasticità delle arterie dipende dal delicato equilibrio tra gli effetti dilatativi del NO (ossido di azoto) e gli effetti vasocostrittivi dell’endotelina-1.
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L’inibizione promossa dai radicali liberi contro il NO lascia la parete dei vasi nella sola fase della vasocostrizione (perché l’effetto della endotelina-1 non viene contrastato). Inoltre il nostro corpo pur avendo la capacità di rigenerare le pareti dei vasi, l’eccessiva presenza di Ages impedisce la ricostruzione della matrice extracellulare. Un altro aspetto da non sottovalutare è l’azione infiammatoria dei carboidrati dovuta sia all’effetto dell’osmosi sulle cellule epiteliali. Inoltre la morte delle cellule, causa un aumento delle cellule senescenti (dovute all’eccessiva apoptosi cellulare), ed aumenterà l’inefficienza del tessuto stesso. È come avere venti anni e le vene di un novantenne.
Il glucosio inoltre genera anche un’altra patologia, l’aterosclerosi, riconoscibile dalla classica formazione di ateromi. Ciò è dovuto all’ossidazione delle Ldl che iniziano ad attaccarsi alle pareti delle arterie. Tali cambiamenti sono causati da due fattori: dal peggioramento della parete vasale (che incomincia a spaccarsi) e dalla quantità di Ldl a contatto con il glucosio nel sangue e la loro conseguente ossidazione.
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Maggiore è la quantità di glucosio nel sangue (dovuto all’assunzione di carboidrati) e più veloce sarà l’ossidazione delle Ldl e la loro capacità adesiva. Non a caso i malati di diabete hanno come conseguenza diretta le malattie arteriosclerotiche, che rappresentano il primo motivo di morte ed invalidità del diabetico. Se ci pensate bene, l’alimentazione a base di carboidrati insulinici, induce una curva glicemica, che moltiplicata per 4-5 pasti o spuntini al giorno, ci pone in fase diabetica per circa 12 ore al giorno.
Un altro aspetto importante riguarda la produzione delle lipoproteine Vldl (seguito dell’assunzione dei carboidrati), che sono generate dal fegato, al fine di stipare il grasso negli adipociti. Queste Ldl restano più tempo a contatto con il glucosio e si ossidano di più delle loro colleghe, create dai villi intestinali (chilomicroni) e quindi si attaccano più facilmente alle pareti.
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Al contrario un’alimentazione paleolitica, senza carboidrati insulinici, permette il mantenimento del livello del glucosio a 0,8 grammi per litro. Inoltre l’assunzione costante di proteine, assicura gli aminoacidi giusti (compresa l’arginina), utili nella ricostruzione dell’endotelio dei vasi.
Concludiamo dicendo che il nostro metabolismo è in grado di riparare il sistema circolatorio fino agli ultimi giorni di vita, solo però se il livello del glucosio non supera gli 0,8 grammi per litro, e fornendolo continuamente di tutti i micronutrienti necessari a tale scopo (tra cui gli aminoacidi).
Vivere 120 Anni
 

Il tuo Cuore lo sà

La reazione non è davvero tua, è della macchina biologica che ti ospita, la situazione che ti coinvolge è esattamente quella che tu stesso stai creando.

Il tuo Cuore lo sa, perché vede con la coscienza dell’Anima.
Sa che sia la tua reazione del momento sia la situazione in sé sono semplicemente quello che sono, qualcosa al di là del bene e del male, al di là del giudizio.
La reazione non è davvero tua, è della macchina biologica che ti ospita, la situazione che ti coinvolge è esattamente quella che tu stesso stai creando.

La percezione avviene dentro te.
La reazione avviene dentro te.
Tutto accade dentro te, e quando ne diventi cosciente ti assumi il 100% di potere di modificare proprio ciò che accade dentro te.»
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, spazio all'aperto
Ps. non Separarti mai più da TE Stessa/o, da ciò che Sei da sempre, non è necessario permettere di separarsi per comprendere per differenza che Sei già Completa/o.
Avrah Ka Dabra modificato Francesco Ciani

L’insulina e i danni collaterali 

Quando ingeriamo carboidrati, l’insulina attiva anche l’aldosterone, che a sua volta ordina ai reni di trattenere il sale. Ciò dipende dal fatto che il sale è fondamentale per costringere tutte le cellule del nostro corpo, tramite l’effetto dell’osmosi (ad esclusione dei neuroni e delle fibrocellule) a prendere il glucosio dalla matrice extracellulare.

Il nostro corpo è un sistema in continuo equilibrio e gli ormoni sono i guardiani di questa pace concordata. Quando la nostra alimentazione causa una produzione eccessiva e non prevista d’insulina, si modificano i meccanismi di autoregolamentazione del nostro metabolismo.
Tale meccanismo nei primi anni di vita (fino ai 30-40 anni) riusciamo a mantenerlo in equilibrio (nonostante una produzione eccessiva di ormoni); però con il passare degli anni, finisce con il deteriorarsi, risultando determinante per lo sviluppo delle malattie degenerative conosciute.
Come influisce l’insulina su alcuni di questi meccanismi?
L’INSULINA E LA PRESSIONE ALTA
Quando una persona incomincia a soffrire di pressione alta, di solito oltre alla somministrazione di medicinali, il medico consiglia di diminuire la quantità del sale da cucina (cloruro di sodio). Infatti se chiedessimo a dei passanti quale alimento andrebbe eliminato per abbassare la pressione del sangue, il 99% degli intervistati vi risponderebbe il sale. Quindi il concetto troppo sale alza la pressione è considerato una certezza.
L'immagine può contenere: una o più persone
Ci siamo mai chiesti se la modesta quantità di sale, generalmente usata per arricchire i nostri piatti, possa essere davvero così determinante nell’alzare la pressione del sangue?
Ci siamo mai chiesti come mai, quando da giovani mangiavamo molto sale, ciò non influenzava la nostro pressione?
Certo la pressione alta deriva anche dall’aumento della ritenzione idrica, dovuta ad una quantità di sale eccessiva nel sangue, ma come al solito, la medicina ufficiale si ferma alla prima equazione “+ sale + pressione” e quindi “sale pressione”. Certo non ci si preoccupa d’indagare il motivo per cui il nostro corpo trattiene il sale. L’evoluzione ci ha messo a disposizione uno strumento fondamentale per mantenere il giusto equilibrio di sale nel nostro corpo, lo stimolo della sete.
Difatti quando mangiamo un alimento salato (ad esempio del prosciutto), subito dopo sentiamo lo stimolo di bere acqua. Ciò avviene perché i reni utilizzano l’acqua per eliminare il sale, formando l’urina (tanta acqua in proporzione al sale). Le domande che ci dovremmo porre sono le seguenti.
Nonostante questo meccanismo perfetto (tranne il caso di patologie specifiche) perché soffriamo di ritenzione idrica e quindi in tarda età, di pressione alta?
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Perché i reni, invece di fare il loro lavoro, decidono di ritenere il sale e quindi anche l’acqua (che segue il sale)?
Le risposte sono molto semplici, scritte su ogni manuale di medicina. L’organismo ha a disposizione un ormone chiamato aldosterone, che modula la capacità dei reni di trattenere o meno il sodio (e di eliminare il potassio). L’ormone è guidato dall’insulina.
L’aumento della pressione (causato dall’aumento del volume di acqua nel sangue) è dovuto all’attività dell’insulina. Certamente il sale ha un ruolo in questo meccanismo, ma se non avessimo mangiato dei carboidrati, i reni potrebbero eliminarlo con le urine. Compreso tale meccanismo, pensate a quant’é ridicolo sentirci consigliare di mangiare pasta e nel contempo, di stare attenti a non salare troppo l’acqua di cottura.
vivere 120 anni
 

Rosa Damascena

Azione terapeutica:
Tonico generale, neurotonico (tonico del sistema nervoso), afrodisiaco
Potente armonizzazione psico-emotivo in caso di ansia, depressione, insonnia, palpitazioni

Olio Essenziale

Utile per favorire il fisiologico benessere del Cuore
Note Bibliografiche:
I petali della rosa hanno proprietà analoghe a quelle delle altre rose. Le foglie vengono utilizzate per tisane leggermente astringenti, utili per chi è facilmente soggetto a disturbi intestinali.

La parte erboristicamente più interessante di questa pianta è costituita da falsi frutti, la cui parte interna ha le proverbiali proprietà pruriginose, mentre quella esterna ha un elevato interesse alimentare e dietetico: essa viene utilizzata per ottenere conserve e marmellate e rappresenta una ricca fonte di vitamine, in particolare la C.
I frutti confermano, per uso esterno, proprietà astringenti e antinfiammatorie. Oltre all’acido ascorbico, la droga contiene pectina, tannini, zuccheri, acidi organici, carotenoidi, tracce di flavonoidi e antociani.
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Azione terapeutica:
Tonico generale, neurotonico (tonico del sistema nervoso), afrodisiaco
Potente armonizzazione psico-emotivo in caso di ansia, depressione, insonnia, palpitazioni
Porta il lasciarsi andare (in associazione con Nardo)
Tonico pelle, astringente. anti-emorragico
Diarrea, (anti diarroico astringente)
Curativo, che rigenera
Prevenire e combattere le rughe, associato all’acido Ialuronico ad alto peso molecolare
Infezioni
Nota olfattiva potente, altamente ricercato, caratteristico del cuore
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Indicazioni:
Pelle Rosacea, rughe, cura della pelle
Astenia sessuale, frigidità, impotenza
Insonnia, ansia, depressione, palpitazioni, irritabilità, stress
Asma acuta e cronica, bronchite, (superinfezione)
Malattie della pelle, ferite, ulcere indolenti
Ceppi distorsioni,
Ulcere aftose, gengiviti
Creazione di profumi e acqua di toletta
Uso Topico:
cure cutanee: 1 goccia in un cucchiaio da minestra d’olio vegetale, in applicazione quotidiana o in MicroDose
Sistema nervoso: in massaggio lungo la colonna vertebrale, sul plesso solare e la pianta dei piedi, diluita in un olio vegetale
Indicazioni nella sfera psichica:
Stati depressivi con debilitazione generale, in presenza o meno di debolezza cardiovascolare, ipotensione, dispepsia flatulenta associata con tensione psichica.
Sinergie:
Couperose ed azione antirughe (Baudoux):
OE Cistus ladaniferus (Cisto): 0.5 ml
OE Rosa damascena (Rosa di Damasco): 0.5 ml
OE Aniba rosaeodora (Legno di Rosa): 1 ml
OE Cedrus atlantica (Cedro atlante): 1 ml
OV Daucus carota (Carota): 10 ml
OV Calophyllum inophylum (Calophylum): 10 ml
OV Triticum vulgare (Germi di grano): completamento a 100 ml
1 a 2 applicazioni locali al giorno dopo aver lavato il viso con 1 sapone naturale se possibile e applicare la sinergia dopo l’applicazione di 1 Idrolato “sempre”!
Invecchiamento cutaneo (D. Baudoux):
OE rosa di Damasco 1 ml
OE legno di rosa 3 ml
OE Elicriso 1 ml
OE Cisto 1 ml
OE Niaouli 5 ml
OV Rosa moscheta del Cile 10 ml
2 a 3 gocce della sinergia in applicazione locale cutanea mattina e sera tutti i giorni

Il torace

Per renderci conto della condizione, è necessario reprimere i sentimenti. Ciò non risulta difficile a questo tipo di persona, che a causa della sua rigidità si chiude e impedisce il passaggio di ogni energia.

Malattia Espressione dell’AnimA

Il torace, anche per la presenza della ghiandola mammaria, è la regione centrale della parte superiore del corpo. Con la cassa toracica abbiamo, oltre alla scatola cranica e al cingolo pelvico, un terzo importante contenitore di organi di importanza vitale. Essa custodisce i nostri organi di contatto e di comunicazione, i polmoni, e il nostro centro energetico, il cuore.

Mentre la scatola cranica e il bacino sono casse stabili e quasi rigide, il torace, grazie alle costole e ai muscoli, gode di una sorprendente mobilità. Con il cuore e i polmoni, non solo racchiude due organi che si muovono a un ritmo rapido e ininterrotto, ma segue anche il ritmo della respirazione compiendo una serie di circa dodici estensioni e contrazioni al minuto.

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Le costole che si dipartono dalle vertebre dorsali per unirsi anteriormente allo sterno mediante una parte cartilaginea, rendono possibile questa mobilità.

Nonostante la sua elasticità, il torace costituisce una salda fortezza, in grado di proteggere il suo delicato contenuto. In mezzo alla gabbia toracica si trova il cuore, il centro della circolazione del sangue e dell’energia.

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Sul piano fisico, tutto ruota attorno a questo muscolo. Nella filosofia orientale, il chakra del cuore, Anahata, è il quarto dei sette vortici dell’energia e il centro dell’uomo energetico.

Il polmone è un organo di comunicazione, perché la corrente della respirazione che da esso si diparte venendo modulata dalla laringe e dalla bocca in modo corrispondente, ci permette di articolare i suoni.

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Se si riflette sul fatto che l’uomo è fondamentalmente un essere sociale, è facile comprendere quanto è importante per la nostra esistenza la dimora dei nostri sentimenti e del nostro scambio comunicativo.

All’importanza del torace contribuisce il fatto che esso è il centro, e quindi il luogo di integrazione, di tutto ciò che è razionale, intuitivo ed emozionale. Nella sua forma e nella sua funzione rispecchia il modo in cui l’essere umano si adegua a questo molteplice compito.

Il torace a botte (77) :

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Se la funzione di nascondiglio che il torace svolge viene complicata dalla necessità esagerata di proteggere gli organi e dalla presenza di giunture rigide, il torace stesso si trasforma in una gabbia che tiene prigionieri sia il cuore che i polmoni. Anche se questa gabbia è molto spaziosa, è e resta una vera e propria prigione.

Se si rinchiude un volatile, la sua esistenza perde di significato. Il polmone come organo di scambio, viene limitato nelle sue capacità: non può rilasciare all’esterno i gas di scarico né incamerare aria fresca in modo adeguato.

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L’aria è la nostra energia vitale primaria, contiene l’ossigeno che ci mantiene in vita, ovvero il prana, la forza vitale, che dona energia. Dato che noi abbiamo la tendenza a sfruttare solo una piccola parte della nostra capacità polmonare, si determina un’ulteriore riduzione delle possibilità di sopravvivenza, il che non si concilia con la pienezza di via.

Imprigionando il cuore, si imprigiona un organo che vive dello scambio di linfa vitale e di sentimenti cordiali. L’amore, suo interesse primo, muore in prigione poiché si nutre del dare e del ricevere.

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Se ci si gonfia il petto, respirando a pieni polmoni e trattenendo l’aria, si ha una sensazione di boriosità e rigidità. In maniera piuttosto rapida, si instaura una situazione di sovraccarico e di pienezza che grava sull’organismo.

Attraverso la propria arroganza la parte superiore del corpo diviene dominante. Sul piano dei sentimenti, ma anche su quello del rifornimento di energia, si verifica una iperventilazione a spese della parte inferiore del corpo.

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Così, mentre il forte torace assume una posizione di privilegio nei confronti del resto dell’organismo, questa condizione del corpo rispecchia la situazione psicologica di base, che sentendosi superiore vuole controllare se stessa e il resto del mondo.

Con profonda convinzione le persone afflitte da questa deformazione si mostrano più forti di quanto in realtà non siano. La tipica malattia in questo contesto è l’enfisema polmonare con torace a botte.

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Si tratta di un torace estremamente dilatato, al punto da assumere la forma di una botte, che irrigidendosi, non consente alcuna flessibilità e ostruisce l’accesso all’energia vitale della respirazione.

Per renderci conto della condizione, è necessario reprimere i sentimenti. Ciò non risulta difficile a questo tipo di persona, che a causa della sua rigidità si chiude e impedisce il passaggio di ogni energia. Così la gabbia toracica così esternamente possente diventa il sepolcro di teneri sentimenti e di dolci moti dell’anima.

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Queste persone non sono facili alle lacrime e non mostrano debolezze, in ogni caso non lo fanno pubblicamente. Tendono però al nervosismo, all’ansia, al destino di dominare e controllare: sovente soffrono di ipertensione (Hypertonus = pressione sanguigna alta), di problemi cardiaci, d’asma ed enfisema polmonare.

Le malattie cardiache somigliano in linea di principio a quelle dei polmoni: il cuore, che lavora a un ritmo accelerato a causa di una pressione troppo alta, muore di fame per un attacco di angina pectoris o per un infarto, proprio come il polmone eccessivamente gonfio che con l’asma e l’enfisema non riceve una quantità sufficiente di energia vitale.

(77) A proposito dei diversi tipi di torace e delle diverse conformazioni del corpo vedi anche Ken Dycktwald, Korperbewujitsein, Essen, 1981.

(Dott. Rudiger Dahlke)

Il sistema circolatorio

Sede tradizionale dell’amore e delle emozioni, la sua relazione privilegiata con il cervello, che da esso dipende sul piano energetico, ci mostra come un vero amore non può accontentarsi di essere passionale, ma ha il dovere di essere anche «intelligente».

Il sistema circolatorio è responsabile della circolazione sanguigna in tutto il corpo. Grazie ad esso quel prezioso liquido che è il sangue può circolare e fornire ossigeno e sostanze nutritive alla più piccola parte del corpo.

Ma è sempre questa circolazione che gli permette di svolgere il suo ruolo di purificazione, in quanto trasporta le tossine espulse dalle cellule ed espelle l’anidride carbonica in cambio dell’ossigeno.

Pertanto è una funzione di ripartizione della vita in tutto il corpo, una funzione che consiste nel diffondere dappertutto ciò che dona la vita e, per estensione, la gioia di vivere Il sistema circolatorio si compone del cuore, del sistema venoso e del sistema arterioso e percorre l’organismo descrivendo una sorta di otto.

Le malattie del sistema circolatorio

I problemi circolatori segnalano che abbiamo difficoltà a lasciare che la vita circoli liberamente dentro di noi e che la nostra gioia di vivere, il nostro amore per la vita faticano ad esprimersi, se non addirittura ad esistere in noi. Quale parte di noi stessi non amiamo al punto da non permettere più che la vita la nutra? Quale parte della nostra vita rifiutiamo? Quale trauma emotivo ha fatto in modo che in noi non vi sia più posto per la gioia o l’amore, oppure, perché ne abbiamo paura? Sono tutte domande che il nostro «Maestro Interiore» può inviarci attraverso le tensioni, oserei dire, del sistema circolatorio.

Il cuore

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Il cuore è l’organo principale, il pezzo forte della circolazione sanguigna. Una pompa intelligente e autonoma dalla straordinaria e sofisticata capacità di reazione. Per mezzo del suo ritmo è in grado di rispondere istantaneamente alla minima sollecitazione, sia fisiologica (sforzo) che psicologica (emozione). In stretto collegamento con il cervello, è capace di regolare con estrema precisione le pressioni e i ritmi circolatori di cui le sollecitazioni ambientali necessitano. Comanda e dirige la nostra capacità di adattare le reazioni interiori alle esigenze esterne.

Il cuore è un muscolo cosiddetto «involontario», ossia che funziona al di fuori della nostra volontà conscia. La sua relazione con il nostro inconscio è forte e spiega l’importante influenza delle nostre emozioni coscienti e incoscienti sul ritmo cardiaco. Sede tradizionale dell’amore e delle emozioni, la sua relazione privilegiata con il cervello, che da esso dipende sul piano energetico, ci mostra come un vero amore non può accontentarsi di essere passionale, ma ha il dovere di essere anche «intelligente». In caso contrario, rischia l’accecamento.

Le malattie del cuore

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Le malattie del cuore ci parlano delle nostre difficoltà a vivere l’amore e a gestire le nostre emozioni che hanno la tendenza a prendere il sopravvento su tutto il resto nella nostra vita. Possono anche significare che lasciamo troppo spazio al risentimento, all’odio, alla violenza, che rimuoviamo o scarichiamo per vie traverse (sport, giochi, ferite). In questo caso, il posto dell’amore per la vita, per noi stessi, per gli altri e per ciò che facciamo diminuisce di giorno in giorno.

Ora, ricordiamo che il cuore distribuisce il sangue dentro di noi. Se coltiviamo stati emozionali negativi, questi saranno distribuiti dentro di noi allo stesso modo. Nel campo dell’energetica si ritiene che lo stato del Cuore e dello Shen (la sua rappresentazione spirituale) siano riscontrabili dal colorito della persona e dalla vivacità dei suoi occhi, del suo sguardo.

Palpitazioni, tachicardie, infarti e altri problemi cardiaci rivelano tutta la nostra fatica a gestire gli stati emotivi o, al contrario, a dar loro la possibilità di esprimersi, di vivere in noi. Prendere troppo sul serio la vita e tutto ciò che accade, l’assenza di piacere in ciò che facciamo o sentiamo, i pochi spazi dati alla libertà e al rilassamento, indeboliscono le energie del cuore e possono tradursi in tensioni cardiache. Ma anche l’eccesso di piaceri o di passione indeboliscono le energie del Cuore e possono procurare i medesimi effetti.

Michel Odoul

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Arancio dolce O.E.

Positivante e riequilibrante del sistema nervoso, questo olio essenziale di arancio dolce rieduca le tensioni, calma e diffondere il buon umore e ottimismo

Olio Essenziale

Arancio Dolce (Citrus sinensis)

Note Bibliografiche:

L’arancio è un albero con foglie ovali con bordura intera o leggermente dentellata; il colore è verde lucente.

Vi sono molte varietà di arancio tra cui l’arancio dolce e quello amaro.

Positivante e riequilibrante del sistema nervoso, questo olio essenziale di arancio dolce rieduca le tensioni, calma e diffondere il buon umore e ottimismo.

si sposa in modo sottile e delicato a molti oli, tra cui legnosi e speziati.

Quando pensiamo all’arancio ci viene subito in mente la vitamina C ed il suo potere antinfluenzale.

Contiene citrale, citronella, linaolo, metilchetone, neroli.

L’arancia è un frutto dalle molteplici virtù, è disinfettante, calmante, tonico-mineralizzante e vermifugo.

Comunque dell’arancio non si usano solo i frutti, ma anche le foglie, la corteccia ed i fiori i quali hanno notevoli proprietà tra le quali ricordiamo quelle aperitive, digestive, aromatiche, sedative, antispasmodiche.

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Proprietà in MicroDosi di Olio Essenziale o su base Carrier

· Calma e induce al sonno, rilassa e addolcisce il Cuore.

· Disinfetta l’aria dai microbi.

· Aiuta a digerire, si può utilizzarlo direttamente nei piatti o nei dessert.

. Consigli nell’Uso dell’Olio Essenziale

· Consigliato per via respiratoria e orale.

. Attenzione, se applicato alla cute può provocare allergia.

· Come tutte le essenze di agrumi è fotosensibile: se vi esponete al sole dopo averlo applicato sulla cute, può provocare macchie sulla pelle.

· Le proprietà di questo olio non sono eccezionali, ma è piuttosto comune e a buon prezzo. Perché privarsene?

Cardiaca (Leonurus cardiaca)

Si usa per: neurastenie, stati ansiosi e panico, insonnia, eretismo cardiaco – palpitazioni, cuore affaticato, ipertensione arteriosa, vampate della menopausa, stimola la muscolatura uterina ed è indicata per i ritardi del ciclo mestruale e tensione premestruale

Altro nome: cada di leone.

La cardiaca agisce sul sistema cardiovascolare determinando vasodilatazione, abbassamento della pressione, diminuzione della frequenza delle pulsazioni cardiache.

Contribuisce inoltre a sedare l’eccitazione nervosa che consegue, ad esempio, ad un superlavoro della tiroide, a turbe del climaterio ed a stati ansiosi. Nei tempi passati se ne è fatto uso nelle crisi epilettiche.

Quasi tutti i moderni ricercatori sono d’accordo su queste proprietà, ma indicano che infusi e tinture ottenute con alcool di bassa gradazione hanno una blanda attività.

Tra i costituenti sono importanti la leonurina, un alcaloide con proprietà uterotoniche ed una spiccata azione sulle cellule del miocardio, di terpeni con proprietà antinfiammatorie, iridoide e polifenoli.

Parti usate: parti aeree. Ricca d’alcaloidi ( L-stachidrina), un iridoide (leonurina), diterpeni, flavonoidi, acido caffeico e tannini.

Modalità d’uso: 1-2 cucchiaini d’erba secca per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, dose massima 2 tazze al giorno, a cucchiai da tavola alla volta. In commercio si trova anche sotto forma di TM 20-40 gocce 2-3 volte al giorno con poca acqua, prima dei pasti.

Un eventuale effetto anticoagulante (ricerche in corso) la esclude nei pazienti con problemi di coagulazione del sangue. Altrettanto si sconsiglia l’uso con l’assunzione di sedativi, farmaci per il cuore e ipertensione arteriosa.

Si usa per: neurastenie, stati ansiosi e panico, insonnia, eretismo cardiaco – palpitazioni, cuore affaticato, ipertensione arteriosa, vampate della menopausa, stimola la muscolatura uterina ed è indicata per i ritardi del ciclo mestruale e tensione premestruale (specialmente se sono implicati fattori come shock o stress),

Si sconsiglia l’uso con sanguinamento abbondante.

Avvertenza: si sconsiglia l’uso in gravidanza.

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/corevin/

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/corevin/