I problemi dello stomaco ed i carboidrati insulinici 

Esistono innumerevoli malattie e disfunzioni legate al funzionamento dello stomaco e soprattutto, oltre a rappresentare un aspetto importante per la qualità di vita, esse anticipano altre malattie che coinvolgono il resto del sistema digerente.
Parliamo in ogni caso di malattie come il reflusso gastroesofageo, dell’ulcera, del tumore e dei problemi identificati con il bruciore ed il gonfiore dello stomaco. Lo stomaco è un organo straordinario in grado di scindere le proteine ed in parte i grassi, utilizzando l’acido cloridrico prodotto al proprio interno.
Inoltre ha un sistema molto efficiente per difendere le pareti dall’azione di tale acido. Lo stomaco è in grado di modulare la propria acidità per uccidere i batteri dannosi e salvaguardare il nostro corpo da invasioni indesiderate.
Ancora una volta il consumo di carboidrati come gli amidi e gli zuccheri, sono il motivo principale (oltre all’intervento del cortisolo, che in parte dipende anch’esso da questo tipo di alimentazione) delle disfunzioni dell’intestino che poi cagionano le malattie sopra elencate.
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Stiamo parlando della correlazione di questo tipo di alimenti con la patologia dell’acidosi e della produzione eccessiva di istamina.
Vediamoli uno alla volta.
Abbiamo più volte approfondito la diretta correlazione dell’acidosi causata dal consumo di carboidrati, indotta dal processo denominato glicolisi, all’interno delle cellule. Quando ciò accade, le cellule delomorfe (presenti nella mucosa dello stomaco) devono produrre bicarbonato da immettere nel flusso sanguigno (per mantenere costante il ph), diminuendo in tal modo il bicarbonato necessario alla mucosa, per impedire l’aggressione dell’acido cloridrico alle pareti dello stomaco.
Inoltre dopo un pasto glicemico viene attivato il cortisolo, il quale riduce l’attività dello stomaco, contrastando così il lavoro di frazionamento delle proteine presenti nel bolo alimentare.
Per quanto riguarda l’istamina, ricordiamo che tale ammina è prodotta nel nostro intestino in presenza di disbiosi, causata ovviamente da cibi ricchi di carboidrati. L’istamina ha un recettore specifico nello stomaco (H2) che regola la produzione di acido cloridrico, un meccanismo necessario (producendo maggiore acido cloridrico) a scomporre meglio le proteine, impedendo la crescita batterica, responsabile della formazione di altra istamina.
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Lo stomaco, quindi è stimolato a produrre più acido cloridrico (per la troppa presenza di istamina nel corpo) e in caso di insufficiente protezione della mucosa gastrica, può danneggiare le pareti dell’organo. L’istamina è inoltre responsabile della stimolazione del sistema dell’emesi (centro del vomito) e dalla diarrea.
Tutte azioni che la natura ha messo a disposizione del nostro corpo per difenderci dall’eccesso di istamina (immaginando potesse essere causato dall’introduzione di alimenti in decomposizione), ma non certamente dalla produzione eccessiva di istamina dipesa dalla disbiosi intestinale (indotta da alimenti sconosciuti al nostro corpo fino a qualche millennio fa).
Vivere 120 Anni

I cibi cotti

Al contrario, la degenerazione progressiva delle cellule e dei tessuti è una conseguenza del continuo consumo di cibi cotti e lavorati. Non c’è farmaco al mondo che possa sostituire il flusso sanguigno e che possa essere utilizzato dal corpo per ricostituirsi e rigenerarsi continuamente.

Succhi freschi di frutta e verdura
Di regola non è un gran danno mangiare occasionalmente un po’ di cibo cotto, ma mai alimenti fritti e facendo in modo che ci sia sempre una sufficiente quantità di alimenti crudi. Noi stiamo vivendo nella cosiddetta Era Atomica e rallentando noi stessi mangiando molti alimenti cotti creiamo un conflitto fisico e mentale dentro di noi che diventa una menomazione che blocca il fluire della nostra esistenza.
I succhi estratti da frutti e verdura freschi e crudi costituiscono il mezzo per approvvigionare tutte le cellule del corpo degli elementi di cui hanno bisogno e proprio nel modo in cui possono essere meglio assimilati. Dobbiamo tenere bene a mente che è vero che i cibi cotti e lavorati ci permettono di stare in vita, ma ciò non significa che essi abbiano il potere di rigenerare gli atomi che forniscono la forza vitale al nostro corpo.
Al contrario, la degenerazione progressiva delle cellule e dei tessuti è una conseguenza del continuo consumo di cibi cotti e lavorati. Non c’è farmaco al mondo che possa sostituire il flusso sanguigno e che possa essere utilizzato dal corpo per ricostituirsi e rigenerarsi continuamente.
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Una persona può anche fare quattro o cinque pasti abbondanti al giorno ma quel corpo può benissimo mancare comunque di elementi vitali tratti dal cibo e presentare problemi di squilibrio enzimatico. I succhi di frutta ripuliscono l’organismo umano, ma badate che i frutti usati siano maturi. Una mela al giorno toglierà il medico di torno se in aggiunta mangiamo anche altri alimenti crudi.
La frutta, però, tranne tre o quattro eccezioni, non dovrebbe mai essere mangiata nello stesso pasto in cui sono già presenti amidi o zuccheri. La frutta, se sufficientemente variata, fornirà al corpo tutti i carboidrati e gli zuccheri che gli sono necessari. I succhi di verdure sono i costruttori e i rigeneratori del corpo. Contengono tutti gli amminoacidi, i minerali, i sali, gli enzimi e le vitamine necessari al corpo umano, a patto che vengano consumati freschi, da verdure crude e senza conservanti e che siano estratti in modo corretto dai vegetali.
Come tutte le cose di valore nella vita, la parte vitale dei vegetali – che contiene la maggior parte del valore concentrato – è la più difficile da ottenere, poiché è nascosta tra le fibre. Ecco perché è necessario masticare bene tutte le verdure crude. Si può dunque dire che gli alimenti crudi siano il nutrimento adatto all’essere umano.
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È però vero che non tutti sono capaci di modificare le abitudini di una vita che li ha visti mangiare fino a quel momento solo, o quasi, cibi cotti e devitalizzati, mettendo al loro posto solo alimenti crudi. Una modifica così improvvisa potrebbe provocare disturbi che le persone magari non riuscirebbero a interpretare ma che sarebbero, nondimeno, benefiche. In tali circostanze, comunque, è consigliabile consultare qualcuno che abbia esperienza con questo genere di reazioni, possibili conseguenze di un cambiamento repentino di alimentazione.
Dopo tutto, è necessaria una considerevole forza mentale e intestinale per fare una simile scelta e per mantenerla, ma abbiamo le prove di quanto paghi effettuarla. Comunque sia, i succhi di verdure fresche e crude sono necessari per integrare qualsiasi dieta, anche quando non se ne segue una particolare e la persona mangia tutto quanto le piaccia.
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Quando si segue un regime alimentare irregolare e promiscuo o si indulge in qualcosa, questi succhi sono di vitale importanza poiché forniscono all’organismo gli elementi vivi e le vitamine che mancano negli alimenti cotti e lavorati. Dall’altra parte, un regime basato interamente su cibi crudi, senza l’inclusione di una sufficiente quantità e varietà di succhi freschi è ugualmente carente.
La ragione di questa carenza sta nel fatto che una percentuale sorprendentemente ampia di atomi che costituisce il nutrimento contenuto nei cibi crudi è utilizzata come carburante per fornire energia agli organi digerenti durante il processo di digestione e assimilazione del cibo stesso, che solitamente richiede tre, quattro o anche cinque ore dopo ogni pasto.
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Questi atomi forniscono un po’ di nutrimento al corpo, ma vengono soprattutto utilizzati come “benzina”, e solo una piccola percentuale diviene disponibile per la rigenerazione di cellule e tessuti. Invece, quando beviamo succhi di verdure crude la situazione è completamente diversa, poiché essi vengono digeriti e assimilati in dieci o quindici minuti dopo l’assunzione e sono utilizzati pressoché interamente come nutrimento e nella rigenerazione delle cellule e dei tessuti, delle ghiandole e degli organi del corpo.
In questo caso il risultato è ovvio: l’intero processo di digestione e assimilazione è completato a massima velocità ed efficienza e con uno sforzo minimo da parte dell’apparato digerente. La cosa importante è che beviate i vostri succhi freschi ogni giorno, a prescindere dal modo o dalla lavorazione con i quali vengono ricavati. Naturalmente, più il succo è estratto nella sua integrità nutritiva, più agirà in maniera efficace nel corpo.
Succhi freschi di frutta e verdura byDottorNormanW.Walker
 

Il Fegato

Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente. È l’organo più grosso del corpo umano. Svolge infatti un ruolo essenziale nella digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura anche un’altra attività molto importante filtrando il sangue. Interviene inoltre sulla composizione e sulla qualità del sangue, sia a livello nutritivo sia a livello immunitario (difesa, cicatrizzazione, immagazzinamento, ecc.).
Pertanto è responsabile della «consistenza» del sangue, della sua composizione, del suo livello vibratorio, del suo «colore». D’altronde il suo duplice ruolo si materializza nel ricevimento di una duplice alimentazione sanguigna, una proveniente dalla vena epatica che lo nutre di ossigeno e l’altra dalla vena «porta» che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall’intestino tenue.
Questi due canali si ricongiungono nel fegato e si «uniscono» nella vena «cava inferiore». Partendo dal fegato, questa trasporta il sangue arricchito di sostanze nutritive con altri globuli, che sarà in seguito ridistribuito in tutto il corpo grazie al cuore e, dopo essersi arricchito di ossigeno, grazie ai polmoni.
Le malattie del fegato
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Anche i problemi epatici indicano, beninteso, che ci è difficile «digerire» qualcosa nella nostra vita, ma con una sfumatura più sottile rispetto allo stomaco. L’emozione principale associata al fegato è la collera. Le tensioni o le sofferenze di quest’organo possono voler significare che il nostro modo abituale ed eccessivo di reagire alle sollecitazioni della vita è la collera.
Ogni volta che «regoliamo» i nostri problemi con il mondo esterno urlando, abbandonandoci a grandi collere, mobilitiamo tutta l’energia del fegato in quella direzione, privandolo così di buona parte dell’energia necessaria al suo funzionamento.
L’organo comincerà allora a non svolgere più correttamente il proprio ruolo nella fase digestiva. Tuttavia, all’estremo opposto, collere troppo spesso represse o trattenute sistematicamente all’interno, addenseranno l’energia nel fegato e rischieranno di trasformarsi in patologie più gravi (cirrosi, cisti, tumore).
Le malattie del fegato possono anche parlarci della nostra difficoltà a vivere o ad accettare i nostri sentimenti, i nostri affetti o ciò che gli altri ci trasmettono. La nostra immagine, quella che abbiamo di noi stessi o quella che gli altri ci trasmettono, dipende in gran parte dal fegato.
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La percezione che ne abbiamo è responsabile della nostra gioia di vivere, di ciò che ritroviamo attraverso il ruolo di filtrazione e di «nutrimento» del sangue svolto dal fegato. Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo. Qui ci troviamo nel pieno del senso di colpa.
Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario e in particolar modo nell’immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze fatte dall’organismo. Ora, il senso di colpa ci «obbliga» a giustificarci, a difenderci. Mobilita le nostre energie di difesa psicologica e le numerose collere sono il segno e l’espressione di una paura che non trova altro mezzo di difesa.
Se questa strategia viene messa in atto frequentemente, indebolisce l’energia del fegato e in seguito quella della cistifellea che ne soffrono. Il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell’essere. Vedremo che per quanto riguarda la cistifellea, che è di natura Yang, è il lato sociale dell’individuo ad essere in gioco.
(Michel Odoul)

Alloro (Laurus nobilis)

Il suo olio è utile sia per la cura del sistema nervoso che contro reumatismi e distorsioni, ma soprattutto l’alloro è un toccasana per lo stomaco: favorisce la digestione, ne calma i dolori, lo tonifica e in generale ne rinforza le pareti e ne protegge le mucose. 

L’alloro era già noto fin dall’antichità, prima come pianta sacra, usata per cingere il capo dei poeti, degli atleti e dei condottieri vittoriosi poi per la scoperte delle sue qualità benefiche.
L’alloro è una pianta molto profumata, usata sia a scopo ornamentale, ma sopratutto in cucina come aroma. L’alloro è usato soprattutto per aromatizzare le pietanze ma ha anche molte proprietà benefiche che ne rendono ancora più consigliabile il suo utilizzo.
Il suo olio è utile sia per la cura del sistema nervoso che contro reumatismi e distorsioni, ma soprattutto l’alloro è un toccasana per lo stomaco: favorisce la digestione, ne calma i dolori, lo tonifica e in generale ne rinforza le pareti e ne protegge le mucose.
I principi attivi sono: olio essenziale aromatico, germacranolidi, catechine, alcaloidi, acidi vegetali.

Parti utilizzate: foglie. Fare infuso di 1-2 cucchiai da tè di foglie sminuzzate per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare riposare che si raffreddi a temperatura giusta, filtrare e bere. La dose massima è di tre tazze al giorno.
L’alloro si trova in commercio anche in TM, Olio Essenziale, MicroDose di Olio Essenziali.
Si sconsiglia l’uso d’alloro in gravidanza, anche se non è dimostrato scientificamente l’azione abortiva. In ogni caso si consiglia di usare l’erba in piccole dosi per uso interno.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Per frizioni usare l’olio d’iperico con aggiunta di OE d’alloro.
Per massaggi (dolori reumatici) si riempie un vasetto di foglie e bacche schiacciate d’alloro, e si lascia a macerare 2-3 settimane, girando ogni tanto il vaso. Filtrare, per uso topico – massaggi.
Equilibratore dell’epifisi. Si usa nella depressione causata da senso di colpa, benefico per il sonno disturbato e spezzato e dormiveglia mattutino.
Per sognatori di giorno, per le persone con “la testa fra le nuvole”.
Espettorante, carminativo, antispasmodico, diuretico, sudorifero. Indicato soprattutto per calmare i dolori artritici e disordini nel tratto digerente. Regola lo stomaco, stimola l’appetito, aiuta la digestione specialmente della carne. Induce le mestruazioni, nelle fermentazioni intestinali, flatulenza, nell’insonnia, aumenta l’attività onirica (sogni).
Per bambini si consigliano alcune gocce sull’ombelico e soprattutto massaggi sul petto, affaticamento, reumatismi, esterno in compresse sulla fronte per sinusiti. Si sconsiglia l’assunzione dell’OE per vie interne puro ma solo in MicroDosi, per uso esterno si consiglia diluizione con oli da massaggio o olio di mandorle dolci.

Genziana

si sconsiglia con gastrite, ulcera peptica, iperacidità dello stomaco, ernia iatale, esofagite da riflusso gastrico.

Genziana (Gentiana lutea)

Parti usate: radici.

La genziana contiene un alcaloide (genzianina), glucosidi amari, un pigmento (gentisina), zuccheri ed enzimi.

Ha proprietà amaricanti, aperitive, digestive, febbrifughe (utilizzata soprattutto nelle febbri malariche come coadiuvante del chinino), toniche e vermifughe.

Sono i principi amari della genziana che stimolano la secrezione dei succhi gastrici, è quindi indicata nei dispeptici e nelle atonie intestinali.

Gli altri principi le danno le rimanenti proprietà. Della pianta si usa la radice.

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Questa pianta può essere utile nelle astenie, convalescenze, anoressia, atonie gastrointestinali, febbri, verminosi nei bambini, gastralgie, depressione immunitaria, ipotensione arteriosa.

Modo d’uso: decotto: far bollire 1 cucchiaino di radice polverizzata in una tazza d’acqua per 30 minuti. Lasciare raffreddare. Il decotto si beve prima dei pasti a cucchiai da tavola per volta. Il decotto è molto amaro.

Si può usare anche sotto forma di TM 25-30 gocce in poca acqua prima dei pasti principali. due volte al giorno.

Si sconsiglia l’uso con ipertensione. In dosaggi altissimi può provocare irritazioni gastriche,

si sconsiglia con gastrite, ulcera peptica, iperacidità dello stomaco, ernia iatale, esofagite da riflusso gastrico.

Si raccomanda per trattamento dell’anoressia delle convalescenti, date le sue proprietà di sollecitare la secrezione dei succhi gastrici e la motilità dello stomaco e dell’intestino.

Gli anziani maceravano la radice di genziana ( 30 g per un litro di vino bianco per 10 giorni) e ne bevevano un bicchiere da liquore prima dei pasti.

Ha proprietà aperitive, stomachiche, colagogo e coleretico, depurativo, antireumatico, vermifugo, leucocitogeno.

Inoltre si consiglia per affaticamento generale, inappetenza, anemia, problemi epatici, TBC, diarree.

PlantSlim

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/planta-slim-12-erbe/

Cumino O.E.

Svolge una significativa azione regolatrice della funzionalità gastrointestinale in quanto stimola la secrezione gastrica, facilitando la digestione, e ha azione antispasmodica, elimina i gas intestinali

Agisce sul fisiologico benessere dello stomaco

Cumino (Cuminum cyminum) Olio Essenziale. Semi.

Note Bibliografiche:

Dai frutti del Cuminum cyminum (Umbelliferae), si estrae un olio essenziale che ha come componente predominante l’aldeide cuminica (35%); sono anche contenuti pinene, terpinene, cimene, fellandrene, cineolo.

Svolge una significativa azione regolatrice della funzionalità gastrointestinale in quanto stimola la secrezione gastrica, facilitando la digestione, e ha azione antispasmodica, elimina i gas intestinali, sedando coliche e crampi addominali, anche di origine nervosa.

Il Cumino, aiuta a stimolare l’appetito, a facilitare la digestione, a sedare le gastralgie nervose, a combattere alitosi, aerofagia e meteorismo, a incrementare la montata lattea.

É un efficace stimolante che ha ottime proprietà aperitive e digestive, combatte l’inappetenza e allevia le flatulenze, ha le stesse proprietà dei semi di anice e di finocchio.

L’olio essenziale ha attività deprimente il SNC determinando rilassamento muscolare e effetto analgesico.

Proprietà in MicroDosi di Olio Essenziale

  • Efficacissimo contro tutti i disturbi della digestione, soprattutto se accompagnati da fastidi e dolori (colite, rigurgiti, aerofagia … ).
  • È anti costipante.
  • È utile contro l’asma o la respirazione «affannosa».
  • Carminativo, stimolante, tonico e stimolante digestivo
  • Antinfiammatorio
  • -Antalgico (dolore calma)
  • -Calmante, sedativo nervoso, rilassante
  • Antispasmodico

Indicazioni :

– Dispepsia, aerofagia, epigastralgie, aerocolite

– Colite spastica e infiammatoria colite,

– Stitichezza flatulenza,

– Ansia insonnia,

– Asma e bronchite asmatiforme

– Ipertiroidismo

– Parotite

– Reumatismi artrite, dolori osteo-articolari

– Epatite

Uso esterno:

– Per i disturbi del sonno: poche gocce massaggiate sul plesso solare.

Altri usi:

– 1 o 2 gocce per gustare i crauti, o il cuculo prima di servire e piatti più orientali.

Sinergie :

– al 5% in un rilassante sinergia composta di agrumi, per facilitare il sonno.

Attenzione:

– Evitare uso esterno o usare su pelle sensibile o allergenica (originariamente da irritazione della pelle).

Controindicazioni:

È un olio essenziale importante, ma da utilizzare ogni tanto: solo uno specialista in aromaterapia può prescriverne un uso prolungato .

Consigli:

Come molti oli essenziali digestivi (basilico, dragoncello), può essere utilizzato in cucina nelle insalate mescolandolo all’olio di oliva.

Cicoria (Cichorium intybus)

Si consiglia: per anoressia, astenia, anemia, ittero ed epatismo, atonia gastrica, dermatosi, gotta, stipsi.

Parti utilizzate: foglie, radici.

La radice di cicoria è conosciuta per le sue funzioni amaro toniche, lassative, ipoglicemizzanti e diuretiche. La sostanza amara contenuta in essa, a cui si ascrivono la maggior parte degli effetti terapeutici è verosimilmente composta da lactucina e lactucopicrina.

Già nel 1939 alcuni autori misero in evidenza le proprietà ipoglicemizzanti della radice ed è stato osservato che essa è capace di contenere entro certi limiti la iperglicemia, determinata dagli amidi e dagli zuccheri nella dieta.

Coadiuvante tradizionale per il diabete e l’aumento della glicemia e sonnolenza post prandiale, nelll’iposecrezione gastrica; contiene, infatti, anche inulina.

Modalità d’uso: preferibilmente foglie fresche nell’alimentazione.

Infuso: foglie secche un cucchiaio da minestra per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione 10 min, filtrare.

Decotto radici: un cucchiaino da tè delle radici sminuzzate per una tazza d’acqua. Bollire per 5 minuti, coprire, lasciare in infusione 15 minuti, filtrare, bere una tazza prima dei pasti.

La radice: seccata e tostata si può utilizzare come caffè.

L’uso: di cicoria fresca è consigliato per i diabetici, riduce la glicemia del 20-40 %.

Anteposta prima di ogni pasto principale.

Si consiglia: per anoressia, astenia, anemia, ittero ed epatismo, atonia gastrica, dermatosi, gotta, stipsi.

La cicoria è dotata inoltre di una chiara e spiccata attività antitiroidea, azione elettiva nella tiroide.