La disbiosi intestinale

Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo.

Viene favorita da un’alimentazione poco equilibrata

dalla mancanza di attività fisica, dall’utilizzo di taluni farmaci (antibiotici, lassativi, anticoncezionali).

La flora batterica intestinale può alterarsi e provocare appunto la disbiosi intestinale, una vera e propria malattia, caratterizzata da alcuni sintomi ben definiti:
• cattiva digestione
• gonfiore
• stitichezza alternata a diarrea
• nervosismo e ansia
• stanchezza mattutina
• disturbi del sonno
• candidosi vaginale
• infezioni del cavo orale
• aerofagia ed eruttazioni fastidiose
• intolleranze alimentari.

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Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo.

L’alimentazione scorretta risulta poi spesso associata ad uno stile di vita irregolare, che altera il ritmo sonno-veglia, con inevitabili ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale.

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Un’ulteriore causa è costituita dall’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici che non solo accentuano l’espressione sintomatologica della disbiosi intestinale, ma ne sono anche la stessa fonte, a causa del danneggiamento dagli stessi indotto sulla flora batterica.

Quest’ultima può inoltre risultare danneggiata anche dall’azione locale dei metalli pesanti, quali l’alluminio, il mercurio, il piombo, che possono giungere nell’intestino attraverso la catena alimentare.

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L’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo della flora batterica intestinale può rappresentare un cofattore importante nella manifestazione della stipsi e del cosiddetto colon irritabile (dato dall’alternarsi di periodi di stipsi a periodi colitici): alterazione dell’alvo, meteorismo (cioè gonfiori di pancia e senso di pesantezza), dolori addominali, cattiva digestione (dispepsia), alito cattivo, sfoghi cutanei.

Inoltre le conseguenze di carattere sistemico della disbiosi sono molteplici e assai importanti: diminuzione dell’attività immunitaria, dismetabolismi (aumento di colesterolo e trigliceridi, della glicemia e dell’uricemia), predisposizione alle infezioni, perdita di energia, cistiti ricorrenti, manifestazioni allergiche, aumento delle affezioni del cavo orale (tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti), difficoltà a perdere peso e perdita di capelli.

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Pertanto la disbiosi intestinale è inquadrabile come una vera e propria condizione di malattia, invalidante la qualità di vita del soggetto che ne risulta affetto. Consiste in una specie di condizione di alterata ecologia della microflora che può sussistere a livello del cavo orale, del tratto gastroenterico e vaginale.

Forme principali Si possono distinguere cinque forme principali di disbiosi:

1. Disbiosi carenziale, conseguente ad un deficit di flora batterica intestinale, per lo più favorito da un’alimentazione povera di fibre solubili e/o ricca in alimenti precedentemente sottoposti a processi di sterilizzazione oppure conseguente a trattamenti con antibiotici.

2. Disbiosi putrefattiva, favorita da una dieta eccessivamente ricca in grassi e carni, povera in fibre; alcuni studi la collegano anche ai meccanismi patogenetici (cioè causali) di alcune forme tumorali, quali il cancro del colon e della mammella.

3. Disbiosi fermentativa, caratterizzata da una condizione di relativa intolleranza ai carboidrati, favorita da un’accentuata fermentazione batterica. Quest’ultima a sua volta indotta da una sovracrescita batterica a livello del piccolo intestino, dove sono più ricchi i substrati fermentabili.
Sintomi più tipici: gonfiore di pancia, flatulenza, diarrea alternata a stitichezza, sensazione di malessere.

4. Disbiosi da sensibilizzazione, causata da una risposta immune anomala a componenti della microflora batterica intestinale fisiologica, spesso legata ad un deficit di immunoglobuline (IgA) e/o ad una condizione di barriera immunitaria insufficiente.

5. Disbiosi da funghi (Candida intestinale e lieviti in eccesso), legata alla sovracrescita di saccaromiceti (funghi) o della Candida, favorita da una dieta ricca in zuccheri e povera in fibre.

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Sintomi prevalenti: diarrea o più di rado stipsi, prurito anale, astenia, talvolta sfoghi orticarioidi, cistiti ricorrenti abatteriche, funghi in altre sedi corporee (soprattutto a livello genitale) e associata spesso a specifiche intolleranze alimentari: lieviti, frumento, latte e derivati, birra.
Prof. Paolo Mainardi

Celiachia – Gluten Sensitivity

Celiachia – Gluten Sensitivity
L’attraversamento di particelle alimentari non digerite, unite a consistenti quantità di ammine biogene nel flusso sanguigno, attiva i linfociti Th2, i quali considerano tali particelle alla stregua di batteri, innescando così la risposta immunitaria.
L’eccessiva e costante presenza nel sangue di un determinato peptide (composto di aminoacidi), di istamina (e relativi anticorpi Ige), può far ritenere al nostro sistema immunitario che sia in atto un’invasione batterica molto forte. Per evitare nuove e successive invasioni, il sistema immunitario programma dei linfociti per la distruzione di massa di quella determinata molecola, al suo nuovo apparire.

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Per tale motivo diventiamo intolleranti o addirittura allergici ad alcuni alimenti. L’intolleranza più grave è quella nei confronti del glutine (proteina dei farinacei), che coinvolge l’1% della popolazione (non sappiamo cosa fa al 99% dei restanti), rappresentata nella celiachia (malattia che può causare la morte).
La permeabilità intestinale è la diretta conseguenza di malattie che aggravano il delicato sistema dell’intestino, quali il Morbo di Crohn, la sindrome del colon irritabile e la diverticolite, che insieme alla permeabilità intestinale, sono i precursori delle seguenti patologie: malattie allergiche, psoriasi, asma, eczema, Alzheimer, artrite reumatoide, ogni tipo di cancro, fibromialgia, cefalee.
Inoltre tale stato infiammatorio comporta un aumento della produzione di cortisolo, di radicali liberi e non ultimo, un malassorbimento dei macronutrienti (proteine e glucidi), dei micronutrienti (vitamine e sali minerali) ed una diminuzione delle vitamine prodotte dall’intestino (complesso B e K)
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protocollo GAPS con Rimedi Specifici:
Fortif2 Acido L-ascorbico (vitamina C),
Lactobacillus
plantharum (DSM 25710) 100 MLD UFC/g,
Baobab (Adansonia digitata L.) frutto e.s.,
Fruttooligosaccaridi, Inositolo, Inulina,
Lactobacillus rhamnosus (DSM 21981) 100 MLD UFC/g, Lactobacillus acidophilus (DSM 21717) 100 MLD UFC/g.
1 capsula dopo colazione pranzo e cena
Lactobaob
Baobab (Adansonia digitata L.) frutto,
Lactobacillus acidophilus,
enzymix (miscela di enzimi : amilasi, proteasi, glucoamilasi, lipasi, cellulasi, lattasi, pectinasi)
1 capsula prima pranzo e cena
ImmunVin
Echinacea (Echinacea angustifolia) radice,
betaina anidra (Trimetilglicina),
maitake (Grifola frondosa) fungo estratto secco,
vitamina C (acido L-ascorbico),
vitamina E ,
zinco gluconato,
acido folico,
vitamina B12 (cobalamina).
20 gocce due volte al di
(cicli lunghi e frequenti)
 

Disbiosi – Cause – Alimentazione – Pro/Prebiotici

E, per una buona digestione, la flora batterica enterica è non solo importantissima, ma semplicemente indispensabile. Molte persone sono convinte essere sufficiente andare regolarmente di corpo. Non basta la regolarità ma è necessaria, appunto, anche la qualità e la quantità.

Asse Intestino – Cervello 
L’alterazione del normale equilibrio della flora batterica enterica (dell’intestino). Dopo la nascita ci troviamo ad avere il nostro intestino abitato da una enorme quantità di germi cosiddetti saprofiti, che collaborano in modo indispensabile al normale svolgimento della digestione.
Come tutti sappiamo la digestione è molto importante tanto dal punto di vista fisico come da quello psicologico.
Si cercherà, in questo contesto, di chiarificare questo argomento, sperando di riuscire a far comprendere un poco l’importanza dell’intestino.
L’intestino, ovvero il canale digerente, comincia con la bocca e termina coll’ano. Del canale digerente fanno parte anche il fegato e il pancreas. Ogni porzione del canale digerente ha delle funzioni ben precise e ha collegamenti col resto dell’organismo e, naturalmente, col sistema immunitario e con la psiche.
La superficie dell’intestino è 100 volte superiore a quella della pelle e rappresenta quindi quella parte di noi che ha maggior contatto col mondo esterno. Dopo l’introduzione del cibo, già in bocca, inizia il processo della digestione dalla quale si dovrà ottenere l’assimilazione di quanto è necessario per il nostro organismo; non solo proteine, grassi e zuccheri ma anche vitamine e minerali.
L’intestino dovrà assorbire il necessario ed espellere l’inutile sotto forma di feci. Nello stesso modo come è utile assumere pasti regolari, così è utile espellere regolarmente feci di qualità e in quantità giusta. Indipendentemente da disturbi di tipo diverso, la qualità e la quantità delle feci, possono diventare una sorta di termometro del nostro stato di salute.
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E, per una buona digestione, la flora batterica enterica è non solo importantissima, ma semplicemente indispensabile. Molte persone sono convinte essere sufficiente andare regolarmente di corpo. Non basta la regolarità ma è necessaria, appunto, anche la qualità e la quantità.
Cause esterne 
Alimentari: quello che mangiamo, indipendentemente dai fattori inquinanti, quanto mangiamo non sempre è corretto. Spesso l’educazione ci ha portato alla convinzione che la nostra alimentazione sia quella giusta. In molte regioni italiane si fanno pasti abbondanti serali e si dimentica quasi di fare la prima colazione.
Inoltre, senza accorgecene mangiamo più volentieri gli alimenti ai quali siamo intolleranti. Potrà accadere che il vostro medico confonda le intolleranze con le allergie e minimizzi il problema.
Inquinanti: sono legate, non solo a quello che mangiamo, ma anche a ciò che ci circonda. Certo ci sono i coloranti, i pesticidi e gli ormoni steroidei che noi assumiamo ogni giorno. Sono inquinanti anche certi rumori, metalli tossici e certe radiazioni frutto de cosiddetto progresso.
Patologiche: malattie infettive, e particolarmente, dell’intestino dovute ad agenti infettivi e/o parassitosi.
Iatrogene: ossia dovute ai farmaci più o meno indispensabili. Dai semplici lassativi agli antibiotici sempre più potenti. La gamma dei medicamenti dannosi per la flora intestinale sembra molto ampia anche per il fatto che possono cambiare il grado di acidità nell’intestino.
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Psicologiche: dallo stress di qualsiasi natura all’impossibilità di pasti slow food a causa del lavoro.
Vita irregolare e sregolata: spesso una vita con ritmi irregolari è dettata da esigenze lavorative. Molte volte si dimentica di rispettare l’organismo. Ne risente l’intestino, a lungo andare l’organismo presenterà il conto.
Abuso di medicinali e droghe: non sempre la medicina è necessaria. Spesso all’insorgere di qualsiasi sintomo ingurgitiamo farmaci.
Mancanza di moto: è necessario, per essere in forma non è necessario frequentare la palestra, è sufficiente il semplice camminare all’aria aperta. Da non confondere con il camminare della casalinga che esegue le faccende domestiche, o il passeggiare per guardare le vetrine.
E’ basilare ricordare l’importanza dell’intestino come “organo” collegato al sistema immunitario. Si può quindi desumere quanto sia importante un buon equilibrio della flora batterica intestinale. Di conseguenza, ogni qualvolta eliminiamo una causa di disbiosi, portiamo un contributo positivo al nostro sistema immunitario.
Approfondendo le cause esterne di disbiosi:
L’uomo è un onnivoro; può cioè, praticamente, mangiare di tutto. Se qualche alimento non va bene può dipendere o dal modo come mangia o perché è intollerante a quell’alimento.
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Nel modo come uno mangia può esserci una insufficiente masticazione, un metodo sbagliato nella preparazione del cibo, una insufficiente varietà (sempre le stesse cose) o un errato abbinamento degli alimenti.
Non si deve sottovalutare la preparazione industriale della materia prima che ha perso la propria genuinità.
Fra gli inquinanti non sono solo i pesticidi o gli steroidei che mangiamo senza saperlo ma anche molti coloranti e additivi usati sempre più frequentemente per dare agli alimenti un bell’aspetto e un buon gusto, nonché per permettere una sempre più lunga conservazione. Non sono da sottovalutare i contenitori o coperchi di alimenti rivestiti di alluminio (che è un metallo tossico. L’acqua minerale è, sempre di più, in bottiglie di plastica.
Poi c’è lo stress, ogni situazione stressante influisce sulla motilità dell’intestino. Si pensi al colon irritabile, alle gastriti, ai gonfiori addominali o alle colecistopatie. Per non parlare delle certe diarree cosiddette da paura vera o prevista. L’insoddisfazione, la rabbia e la paura, solo per citare alcuni dei nostri stati d’animo, influiscono sul nostro intestino e, naturalmente, aiutano l’instaurarsi delle disbiosi.
Il microbiota si definisce “simbiotico” in quanto esiste un mutuo vantaggio: l’uomo offre una sede in cui i microorganismi possono proliferare, e trae a sua volta un vantaggio da questo insediamento. Ad esempio la flora batterica del colon è in grado di sintetizzare alcune vitamine che noi non assorbiamo e usiamo, come la vit. K o alcune forme di vitamina B, rafforza il sistema immunitario, sintetizza alcuni acidi grassi che sono protettivi per la salute, ad esempio l’acido butirrico (burro) che inibisce la proliferazione di cellule tumorali nel colon.
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Il microbiota intestinale produce anche gas, che in certi soggetti sensibili può causare fastidioso gonfiore e meteorismo: la produzione di questi gas è direttamente correlata alla quantità dell’alimentazione..
Sappiamo che la fibra è un componente presente in molti vegetali che aiuta il transito intestinale ma essendo la fibra è costituita da carboidrati che il nostro organismo non è in grado di usare come energia, e che dunque vengono eliminati nelle feci senza essere digeriti può accadere, se il soggetto soffre di disbiosi, che trasformi la fibra in zucchero e poi in grasso, dunque ingrasserà.
Prima di intervenire con una dieta alta in fibra sarebbe opportuno agire promuovendo una modifica della flora batterica intestinale, un risultato ottenibile attraverso il cambiamento delle abitudini alimentari magari in associazione ad un’integrazione di prebiotici e probiotici che per essere tali devono rispondere a questi requisiti:
Prebiotici:
• devono essere in grado di superare, senza subire sostanziali modifiche delle proprie caratteristiche, i processi digestivi che avvengono nel primo tratto del tubo digerente;
• devono fungere da substrato nutritivo fermentabile per la microflora presente nell’intestino, stimolando in modo selettivo la crescita e/o il metabolismo di una o più specie batteriche;
• devono mutare in modo positivo la flora microbica a favore della flora intestinale simbionte rappresentata da bifidobatteri, lattobacilli ecc.
• devono indurre effetti positivi per la salute umana.
Probiotici:
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perchè lo siano devono:
• essere normalmente presente nell’intestino umano
• resistere all’azione di succhi gastrici, enzimi intestinali e sali biliari
• sopravvivere nel tratto gastrointestinale e aderire alla mucosa riproducendosi
• essere perfettamente tollerabili (non devono dare reazioni immunitarie o comunque nocive per l’organismo)
• avere effetti benefici per la salute antagonizzando i microrganismi patogeni e producendo sostanze antimicrobiche.
Bibliografia :
K. Harris, A. Kassis, C.J. Chou – Is the Gut Microbiota a new factor contribuiting to obesity and its metabolic disorders? – Journal of Obesity, 2012