La stipsi, l’emorroidi ed i carboidrati insulinici

Nel regno animale non troverete mai degli animali che non riescono a defecare, anche perché se così fosse, senza lassativi morirebbero. Al contrario noi umani troviamo, piuttosto normale, soffrire di tale patologia

Le funzioni corporee dovrebbero essere l’ultimo dei nostri problemi.

Il corpo umano è stato progettato dall’evoluzione, in modo da non dipendere dalle nostre azioni volontarie, in una specie di automatismo. Difatti in genere, non pensiamo a quando dobbiamo mangiare, perché sarà il nostro corpo ad avvertirci tramite lo stimolo della fame.

Lo stesso vale per la sete, per il sonno e per eliminare le scorie dal nostro organismo. Certo non ci sforziamo per andare a fare pipì, perché è uno stimolo naturale che si presenta al momento giusto (quando la vescica è piena).

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Sarebbe per noi impossibile urinare se non avessimo lo stimolo. Anche la defecazione è un’azione naturale stimolata, quando serve, dal nostro corpo.

Ma al contrario, oggi la popolazione ha sempre più difficoltà nella defecazione (stipsi), sforzandosi nella funzione corporea, quando invece dovrebbe risultare la più naturale delle funzioni umane.

Nel regno animale non troverete mai degli animali che non riescono a defecare, anche perché se così fosse, senza lassativi morirebbero. Al contrario noi umani troviamo, piuttosto normale, soffrire di tale patologia. Siamo abituati a prendere lassativi, erbe miracolose o come suggeriscono i medici “di mangiare più fibre”.

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La domanda che ci dovremmo porre è la seguente:
Perché a volte le feci sono dure come sassi e abbiamo difficoltà ad espellerle?
Possibile che l’evoluzione non abbia trovato un modo per risolvere lo scomodo e banale problema?

Le risposte sono sempre le stesse: il consumo di carboidrati ha creato un problema nuovo che l’evoluzione non aveva previsto. Vi ricorderete che l’assunzione di amidi e zuccheri causa ritenzione idrica, dovuta al sale trattenuto dall’aldosterone (l’insulina lo utilizza per obbligare le cellule a prendere il glucosio).

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L’evoluzione non aveva previsto questa forte necessità di ritenzione idrica e quindi non ha predisposto dei campanelli di allarme (senso della sete) per stimolarci a bere più acqua.

Quando il sale finisce nel sangue e nella matrice extracellulare necessita di acqua e quindi non avendo bevuto, la trattiene dal chimo alimentare (nell’intestino cieco) durante la formazione delle feci, che ovviamente saranno meno idratate e più dure. Lo stesso effetto lo riscontriamo per l’urina, che risulterà meno abbondante e più gialla.

Al contrario un’alimentazione a base di proteine, grassi e vegetali, ci permetterà di ritornare a delle funzioni corporee regolari e naturali.

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Una delle conseguenze dirette della stipsi è la malattia emorroidaria, alla quale si aggiunge un altro fattore scatenante, ovvero l’infiammazione delle emorroidi (cuscinetto di tessuto vascolarizzato). Tale tessuto, ad alto contenuto di fibre elastiche, è anche molto ricco di capillari e la sua elasticità permette di assolvere il compito di tenere chiuso l’ano.

L’infiammazione di questo tessuto, aumenta esponenzialmente l’azione degenerante del passaggio delle feci dure, causando un’accelerazione della patologia emorroidaria.

Il motivo principale dell’infiammazione tissutale è il consumo di carboidrati (derivati da amidi e zuccheri) che tende ad influenzare maggiormente i tessuti molli del nostro corpo (infiammazione e ritenzione idrica).

Vivere 120 Anni

Il Succo di Sedano

Il sedano crudo contiene una percentuale di sodio organico vitale quattro volte maggiore rispetto al suo contenuto di calcio. Questo lo rende uno dei succhi più preziosi per le persone che hanno consumato zuccheri e amidi concentrati per quasi tutta la loro vita. Pane, biscotti, torte, cereali, ciambelle, spaghetti, riso – ognuno di questi alimenti e i loro derivati contengono farina – ricadono nella definizione di amidi concentrati.

Il grande valore del succo di sedano sta nel fatto che esso contiene una percentuale eccezionalmente alta di sodio organico vitale. Una delle proprietà chimiche del sodio è quella di mantenere il calcio in soluzione. È soprattutto il caso dell’organismo umano, come vedremo subito.

Il sedano crudo contiene una percentuale di sodio organico vitale quattro volte maggiore rispetto al suo contenuto di calcio. Questo lo rende uno dei succhi più preziosi per le persone che hanno consumato zuccheri e amidi concentrati per quasi tutta la loro vita. Pane, biscotti, torte, cereali, ciambelle, spaghetti, riso – ognuno di questi alimenti e i loro derivati contengono farina – ricadono nella definizione di amidi concentrati.
Lo zucchero bianco, quello bruno e ogni altro tipo di zucchero che sia stato sottoposto a lavorazione, così come ogni prodotto alimentare che li contenga (comprese le caramelle, le bevande tipo soft drinks, i gelati industriali ecc.), sono compresi nella categoria dei carboidrati concentrati. L’esperienza ci ha insegnato una volta per tutte che questi cibi sono distruttivi e il loro continuo uso porta a carenza nutritive.
Ciò che segue è una preoccupante lista di disturbi. Abbiamo constatato che questi carboidrati concentrati sono senza dubbio tra i cibi più distruttivi di quelli considerati propri della civiltà. La natura non ha programmato i processi digestivi nell’uomo per convertire questi cosiddetti alimenti in nutrimento per le cellule e i tessuti del corpo. Anche prima dell’adolescenza, le conseguenze del consumo di tali cibi sono evidenti degenerazioni dell’organismo. Se consideriamo il breve intervallo di tempo, di due o tre anni, che impiega a manifestarsi, possiamo comprendere come la vecchiaia non sia altro che un esplicito insulto nei confronti della Madre Natura e insulto alla nostra AnimA “quale Vita”.
Immagine correlataÈ vergognoso dover ammettere che non sappiamo ancora come sia meglio vivere e non ci siamo nemmeno posti il problema di imparare i principi fondanti della rigenerazione del nostro corpo. La verità? Mangiamo noi stessi fin nella tomba per soddisfare il nostro appetito.
In primo luogo, il calcio è uno degli elementi essenziali nella nostra dieta; ma deve essere consumato nella sua forma organica e attraverso atomi ORGANICI e vitali. Quando i cibi contenenti calcio vengono cotti o sottoposti a trattamenti, come accade in tutti i carboidrati citati più sopra, il calcio viene immediatamente convertito in atomi INORGANICI.
Questi ultimi non sono solubili in acqua e non possono fornirci il nutrimento di cui le cellule del nostro corpo hanno bisogno per rigenerarsi. Inoltre gli enzimi, distrutti alle temperature dai 54,4 °C in su, convertono gli atomi in sostanze morte. Di conseguenza questi cibi intasano letteralmente l’organismo dando poi origine ad artrite, diabete, disturbi alle coronarie (cuore), vene varicose, emorroidi, calcoli renali e alla cistifellea.
In secondo luogo, questi depositi di calcio inorganico, ormai senza vita, si accumulano sempre più se non si fa nulla per aiutare il corpo a eliminarli. In presenza di sodio vitale organico, e con l’ausilio anche di altri elementi e di processi che descriverò più avanti in questo libro, possono essere smossi e mantenuti in soluzione fino a che non vengano eliminati dall’organismo. Tali processi sono illustrati nel dettaglio quando parleremo alla sezione dedicata all’artrite.
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Il sodio gioca un ruolo molto importante nei processi fisiologici del corpo, tra i quali è fondamentale quello che consente di mantenere fluidi il sangue e la linfa per prevenire il loro addensamento. Ma l’unica forma di sodio che è utile su questo fronte è quella ORGANICA vitale che proviene dalle verdure fresche e da alcuni frutti.
IL SEDANO È RICCO DI SALE (SODIO)
Il “normale” sale da tavola è composto da elementi inorganici insolubili. Le vene varicose, l’indurimento delle arterie e altri disturbi sono riconducibili all’eccessivo uso di questo tipo di sale. Il sale è necessario per la formazione e il funzionamento dei fluidi che governano la digestione. Senza sale è pressoché impossibile digerire bene, ma solo alcuni sali sono interamente solubili nell’acqua. Ogni cellula del corpo è costantemente immersa in una soluzione idrosalina e se questa non viene mantenuta ai livelli richiesti, inizia la disidratazione.
Nel sale da cucina commerciale sono usate altissime temperature, intorno agli 815 °C, per solidificare il sale con additivi e adulteranti che ne rivestono i cristalli e che fungono da antiagglomeranti perché non si raggrumi più, oltre all’alluminio per la cospargibilità. Questo tipo di sale non è completamente solubile in acqua. Per superare questo ostacolo, quando abbiamo bisogno di usare il sale, possiamo usare sale di roccia, quello puro utilizzato anche nei filtri che purificano l’acqua.
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Il sale di roccia si ottiene dalle formazioni rocciose di sodio nel terreno e non viene trattato con il calore. È solubile in acqua e il suo utilizzo, naturalmente con moderazione, è compatibile e soddisfacente. Quando lo utilizziamo, possiamo macinarlo fino alla consistenza desiderata con un piccolo macinino da caffè o da frutta secca, come il Moulinex o altri macinini venduti nei negozi di alimenti naturali. Il sale di roccia è un catalizzatore naturale e gli enzimi riescono a utilizzarlo in maniera costruttiva.
Di solito contiene i seguenti elementi:
Cloruro di sodio dal 90 al 95%
Solfato di calcio dallo 0,05 all’1%
Solfato di magnesio dallo 0,05 all’1%
Cloruro di magnesio dallo 0,05 all’1%
L’umidità presente può andare dal 2,5 al 6%, occasionalmente si trova in tracce materia insolubile. Il “normale” sale da cucina, che non c’è scritto alimentare “di solito” perché funge da conservante, oltre agli elementi citati sopra presenti in proporzioni piuttosto diverse, contiene anche:
Cloruro di potassio, Solfato di sodio, Solfato di potassio, Cloruro di bario,
Bromuro di magnesio, Cloruro di stronzio, Cloruro di calcio
La maggior parte di questi elementi tende a inibire lo scioglimento del sale nell’acqua. Quando il tempo è secco e caldo, abbiamo sperimentato come sia piacevole ed efficace bere un bicchiere pieno di succo di sedano fresco e crudo la mattina e un altro il pomeriggio nell’intervallo tra i pasti. Agisce normalizzando la temperatura corporea e ci fa sentire a nostro agio mentre le persone intorno a noi sono fradice di sudore e oppresse dal caldo.
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Il sodio è uno degli elementi che contribuiscono a eliminare l’anidride carbonica dall’organismo. La carenza di sodio vitale organico porta a problemi ai bronchi e ai polmoni, aggravati dalla presenza di sostanze estranee come il fumo di tabacco. Questa deficienza è una delle concause di invecchiamento precoce soprattutto nelle donne. È un dato di fatto che le donne che fumano invecchiano di 15 anni ogni 5 che fumano.
La nicotina è la principale causa dello stato d’animo che si definisce come “nervi a fior di pelle”. Il fumo non allevia mai il problema, semmai lo aggrava. L’uso del tabacco crea uno stato mentale di benessere solo temporaneo ma al prezzo della degenerazione più o meno permanente dei tessuti, anche se la pubblicità ci racconta il contrario. Il fumo di tabacco inoltre inibisce anche il senso del gusto.
La combinazione di succo di sedano con altri succhi ha generalmente effetti positivi e in alcune formulazioni viene usato per combattere le carenze dell’organismo e altri disturbi con risultati addirittura fenomenali. Se miscelato con altri succhi, la proporzione degli elementi in ogni singolo succo cambia per corrispondere alla somma totale di quegli elementi, considerando anche gli altri succhi. Quindi nei succhi miscelati abbiamo formule completamente diverse rispetto ai succhi considerati singolarmente.
E proprio la scoperta degli effetti di queste combinazioni ha fornito la prova degli immensi benefici che i succhi hanno per l’uomo dalla culla alla tomba. In caso di disturbi nervosi conseguenza della degenerazione della guaina dei nervi, l’uso in grandi quantità di succo di carota e di sedano ha aiutato a ripristinare normali condizioni e ad alleviare o eliminare del tutto i disturbi.
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Il sedano è molto ricco di magnesio e di ferro, combinazione preziosissima per le cellule del sangue. Molte malattie del sistema nervoso o del sangue sono dovute principalmente ai minerali e ai sali inorganici introdotti nel corpo attraverso cibi devitalizzati e sedativi. Se non c’è un approvvigionamento adeguato di zolfo, di ferro e di calcio dalla dieta, o se tali elementi sono presenti in eccesso ma nella forma inorganica devitalizzata, allora possono comparire asma, reumatismi, emorroidi e altri disturbi.
Proporzioni non equilibrate di zolfo e fosforo nella dieta possono creare condizioni di irritabilità mentale, nevrastenia e anche pazzia. Anche molte malattie finora ascritte a un’eccessiva presenza di acido urico potrebbero in realtà essere causate dal consumo di cibi troppo ricchi di acido fosforico e carenti di zolfo. La combinazione di succo di carota e sedano fornisce questi minerali in proporzioni adeguate ed è eccellente per contrastare la predisposizione verso le malattie e per riportare l’organismo alle normalità laddove tali disturbi sono iniziati o hanno l’origine.
Succhi freschi di frutta e verdura by Dottor Norman W.Walker

Artiglio del Diavolo

L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.

Arpagofito, (Harpagophytum procumbens)
Gli indigeni del Sudafrica conoscono la pianta da lungo tempo
utilizzandola contro malattie reumatiche ed in caso di disturbi gastro-intestinali; volgarmente chiamata Artiglio del diavolo per la sua forma.

Le principali sostanze contenute sono: arpagide, arpagoside, procumbide, una miscela di fitosterina, triterpene, flavonoidi, acidi grassi insaturi, acido di cannella ed acido clorogenico.
Si sono ottenuti grandi successi con l’arpagofito che è in grado di sciogliere le congestioni epatiche, di stimolare la cistifellea ed il pancreas.
L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.
Ha proprietà antireumatiche (combatte la formazione di acido urico) e depurative del sangue. Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’acne e la foruncolosi.
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Parti usate : radice secondaria, ricco di glicosidi iridoidi, stachiosio, fitosteroli, flavonoidi, arpagochinone.
Generalmente si usa in pastiglie e opercoli, spesso associato al salice (aspirina naturale) e spirea.
Si consiglia l’uso di compresse gastroresistenti per un miglior assorbimento, con una posologia di 16 mg/die d’arpagoside). In dosi elevate può causare problemi gastrici, stimolando la secrezione dell’acido cloridrico- peptico.
Da non assumere in associazione con i cortisonici, con ulcera gastrica e in gravidanza. In commercio si trova anche sotto forma di TM ( 20-40 gocce tre volte al giorno in poca acqua).
Per trattamento del reumatismo cronico degenerativo e artrosi (cervicoartrosi, lomboartrosi, coxartrosi, gonartrosi).
Per il trattamento di: reumatismo cronico – artrite reumatoide, osteoartrosi, dolori articolari, stimolatore digestivo, in particolare della cistifellea.
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Studi recenti hanno confermato la sua azione ipotensiva, abbinare ad oligoelementi (Mg+Cu+Zn+Mn). Non sono disponibili i testi per l’uso durante la gravidanza, pertanto si sconsiglia l’uso della droga durante il periodo di gestazione.
(Adverse effects of herbal drugs. De Smet PAGM. Keller K. Haensel R. Chandler RF (eds), Springer-Verlag Berlin, 1992, pag. 98-99) (Biological analysis of Harpagophytum procumbens D.C.
II. Pharmacological analysis of the effects of harpagoside, hapragide and harpagogenine on the isolated guinea-pig ileum.
Journal de Pharmacie de Belgique 1981:26:321-4) (Investigations of Harpagophytum procumbens (Devil’s Claw) in the treatment of experimental inflammation and artriitis in the rat. British journal of Pharmacology 1979; 66:140-141)
 
 
 
 

Rosa canina 

La verità è che la carenza di vitamina C è un problema ancora oggi e può contribuire allo sviluppo di ogni genere di malattia. La vitamina C è fondamentale per la nostra sopravvivenza, ed è per questo che farai bene a introdurre la rosa canina nella tua vita, perché essa contiene la forma di vitamina C più bioidentica e biodisponibile che esista.

Ci ricordiamo della vitamina C solo quando abbiamo il raffreddore. Anche se nei libri di storia abbiamo letto che i marinai si ammalavano di scorbuto perché nelle lunghe traversate non potevano mangiare frutta fresca – quindi sappiamo bene cosa comporta la carenza di vitamina C – queste notizie si depositano in quei cassetti della mente dove teniamo le informazioni sul DDT, sul mercurio e sugli altri pericoli che vogliamo credere superati.
La verità è che la carenza di vitamina C è un problema ancora oggi e può contribuire allo sviluppo di ogni genere di malattia. La vitamina C è fondamentale per la nostra sopravvivenza, ed è per questo che farai bene a introdurre la rosa canina nella tua vita, perché essa contiene la forma di vitamina C più bioidentica e biodisponibile che esista.
Per il nostro organismo è la più facile da utilizzare; inoltre essa ha il potere di ottimizzare le forme di questa vitamina provenienti da altri cibi. La vitamina C è antinfiammatoria (e quella della rosa canina è la più antinfiammatoria in assoluto), aiuta ad aumentare i globuli bianchi rafforzando i neutrofili, gli eosinofili, i basofili e i macrofagi e rinsaldando le difese immunitarie contro virus, batteri, lieviti, muffe e altri funghi indesiderati.
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La rosa canina è un catalizzatore efficace per combattere ogni tipo d’infezione. Quando un virus come l’Epstein-Barr entra in attività, spesso rilascia nell’organismo neurotossine e dermatossine, e le scorie del virus formano una sostanza gelatinosa chiamata biopellicola. Questa biopellicola non solo è un ricco banchetto per microrganismi nocivi come i batteri, ma può compromettere il funzionamento di organi importanti.
Il fegato agisce da spugna e assorbe la biopellicola nel tentativo di proteggere il corpo, ma la biopellicola può comunque confluire nel sangue; e siccome gran parte del sangue che raggiunge il cuore arriva dal fegato, il residuo gelatinoso può restare intrappolato nelle valvole cardiache, per esempio nella valvola mitralica. Questa può essere la causa nascosta di misteriose palpitazioni, tachicardia, fibrillazioni atriali e aritmia.
La vitamina C della rosa canina è in grado di prevenire questi problemi, perché riesce a dissolvere la biopellicola e aiuta a scomporne i depositi, dando sollievo a chi ha un battito irregolare. La rosa canina è eccezionale per alleviare le infezioni alle vie urinarie – è molto più potente dei mirtilli rossi – e per curare le malattie della pelle. Oltre alla vitamina C, ha anche un contenuto di antiossidanti più elevato di una varietà più ampia rispetto ad altri cibi terapeutici.
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Le radici della rosa canina affondano più in profondità rispetto a quelle di altri arbusti, perciò riescono a raggiungere gli strati del suolo più grassi e argillosi da cui traggono quasi tutti i minerali, compreso il silicio, che ha un’importanza fondamentale. Anche in vivaio, la rosa canina rimane un cibo selvatico: innesti, ibridazioni e coltivazione non intaccano minimamente la sua natura e i suoi poteri.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la rosa canina nella tua vita.
Infezioni alle orecchie, problemi dentali, malattie e/o ascessi alle gengive, infezioni alle vie urinarie (comprese quelle alla vescica e ai reni), diverticolite, diverticolosi, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, laringite, tachicardia, fibrillazione atriale, raffreddore, influenza, infezioni ai seni nasali, acne, vitiligine, infezioni alla pelle, infezioni da stafilococco, infezioni da streptococco alla gola, orzaiolo, infezioni agli occhi, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), micosi alle unghie delle mani e dei piedi, affaticamento surrenale, herpes simplex 2 (HSV-2), tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, bronchite cronica, sindrome da stanchezza cronica, emorroidi, artrite psoriasica, infezioni batteriche interne, convulsioni, diabete.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la rosa canina nella tua vita.
Mal di gola, afta, palpitazioni, fegato stagnante e intestino pigro, costipazione, eruzioni cutanee, eccesso di muco, febbre, tutti i sintomi neurologici (anche formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), vista appannata, spalla congelata, vampate, vesciche, dolori diffusi, prurito alla pelle, apatia, lesioni al cervello, carenza di minerali, tosse, capogiri, fischio o ronzio all’orecchio (acufene), pelle secca, secchezza agli occhi, malessere, dolore al collo, nervosismo, dolore alla spalla.
SUPPORTO EMOTIVO
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Hai mai la sensazione che qualcuno ti abbia preso di mira? Le opinioni negative degli altri incidono sul tuo stato d’animo? La rosa canina è fondamentale per proteggerti da questo tipo di malanimo. Se gli altri sono contrariati perché scegli degli approcci naturali (per esempio il parto naturale o l’allattamento prolungato), detti le delle regole sul lavoro o segui la tua coscienza invece di scendere a compromessi, porta la rosa canina nella tua vita per bloccare le energie di chi ti attacca e proseguire per la tua strada.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
La bellezza fugace delle rose è da sempre al centro dell’attenzione. Ma cosa succede quando i petali cadono? È un momento che non dovrebbe suscitare malinconia o riflessioni sulla caducità della vita: dovrebbe essere celebrato. Quell’appariscente bocciolo profumato era solo un invito: la festa comincia quando la rosa sfiorisce e la bacca del fiore, il cinorrodo, inizia a maturare. Lo stesso vale per le persone.
La vecchiaia non è un momento da compiangere: la gioventù è solo l’inizio; man mano che invecchiamo e accumuliamo esperienza, mettiamo a frutto il nostro vero valore, una saggezza feconda che possiamo condividere con gli altri per arricchirli interiormente. C’è qualcos’altro nella tua vita che consideri la fine quando in realtà è solo un inizio?
SUGGERIMENTI
La bacca è l’AnimA della rosa canina.
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Prima di preparare una tisana, esponi al sole per cinque minuti (o più) le bacche essiccate che vuoi utilizzare: il sole attiverà i ricordi più potenti della bacca
– quando oscillava nel vento e si crogiolava al sole in una bella giornata d’agosto
– rafforzandone l’AnimA, in modo che possa trasmetterti tutta la sua potenza.
Quando hai preparato la tisana, aggiungi una spruzzata di limone e del miele grezzo per rendere ancora più efficace il suo contenuto di vitamina C.
TISANA FREDDA DI ROSA CANINA ALL’ARANCIA
Per due tazze
Non appena hai un momento libero per staccare la spina, ricordati della rosa canina e preparati un’abbondante scorta di questa tisana dolce, leggera e tonificante da gustare fredda. Quando trovi il tempo di sorseggiarla da solo o in compagnia, crogiolati al pensiero dei suoi benefici e goditi il semplice piacere di nutrirti.
2 cucchiaini di bacche essiccate di rosa canina
½ tazza di succo d’arancia.
Fai bollire due tazze d’acqua. Immergi la rosa canina e lascia in infusione per almeno cinque minuti. Metti la tisana in frigorifero e lasciala raffreddare. Quando la estrai, aggiungi il succo d’arancia. Servi la tisana con ghiaccio e gustala!
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato
 
 
 
 
 
 

Ippocastano

L’ippocastano assicura il drenaggio venoso, aumenta il tono dei vasi venosi, facilita la circolazione a livello della vena porta, riduce la congestione venosa pelvica ed in particolare del plesso emorroidario.

Ippocastano (Aesculus hippocastanum)

Parti utilizzate: semi, foglie, corteccia ricco di saponine triterpeniche, cumarine, escina e flavonoidi.

Le gemme di Ippocastano hanno uno spiccato tropismo per i vasi venosi e sono il rimedio specifico della stasi e della congestiona venosa;

l’effetto decongestionante sulla stasi linfatica e sulla pletora sanguigna avviene anche per miglioramento della funzione circolatoria.

Modo d’uso: si può fare il decotto d’ippocastano, ma maggiormente è usato sotto forma di TM (20 gocce in poca acqua 3 volte al gg) oppure come gemmoderivato (GM 1 DH 40 gocce, 3 volte al giorno).

L’estratto d’ippocastano fa parte di molte creme e pomate per il trattamento delle varici e turbe circolatorie degli arti inferiori (con tendenze alla stasi venosa), varicocele, dismenorrea, metrorragie, contro la cellulite e del trattamento delle emorroidi aggravate dal calore e dalla sedentarietà, migliorate con il freddo e il movimento.

Algie a livello di sacro-iliaco, geloni ed eritema pernio.

In commercio si trova l’olio d’ippocastano per i massaggi nel trattamento dei reumatismi.

L’ippocastano assicura il drenaggio venoso, aumenta il tono dei vasi venosi, facilita la circolazione a livello della vena porta, riduce la congestione venosa pelvica ed in particolare del plesso emorroidario.

Riduce la ritenzione idrica e permettendo il riassorbimento del liquido in eccesso nel sistema circolatorio. Olio d’ippocastano si usa anche esternamente per lenire i dolori di reumatismo.

Non eccedere nel dosaggio per vie interne, preferire l’uso esterno.

Fitoblasto Castanea Vesca

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitoblasto-castanea-vesca/

VenaVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/venavin/

Cipresso O.E.

Decongestionante venoso, linfatico, prostata.È la risposta a tutte le congestioni, qualunque sia la loro localizzazione: bacino (sindrome prernestruale o dolori mestruali), prostata, venosa o linfatica, urinaria.

Agisce sul fisiologico benessere delle vene

Cipresso (Cupressus sempervirens) o.e. da Rami con Foglie.

Note Bibliografiche:

Si estrae per distillazione in corrente di vapore dai ramoscelli giovani e dalle galbule del cipresso, albero delle Cupressaceae di origini medio – orientali ma diffuso da tempi immemorabili nel nostro territorio. L’essenza è di colore giallastro, non molto densa, di odore piacevole.

Contiene diverse sostanze tra cui cadinene, canfene, pinene, carene, terpenilacetato, cedrolo, cupressene, cimolo, silvestrene. Gli sono attribuite diverse proprietà; in particolare contiene sostanze che mostrano uno spiccato tropismo vascolare, proteggendo le membrane cellulari e riducendo la permeabilità dei vasi sanguigni.

Agisce quindi come vasoprotettore e antinfiammatorio in caso di varici, flebiti ed emorroidi.

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Importanti sono anche le proprietà antiasmatiche, antisettiche, tossifughe e antireumatiche. Ha proprietà vasocostrittrice venosa, astringente, antispasmodica, antisudorale. I bioflavonoidi (amentoflavone) in essa contenuti sono dotati di tropismo vascolare.

Proteggono le membrane cellulari e riducono la permeabilità dei vasi sanguigni. Inoltre in essa sono contenuti anche i diterpeni che hanno un’azione analoga ed hanno anche un’attività di tipo estrogeno con relativo riequilibrio della funzionalità ovarica.

Le sue proprietà antiasmatiche e contro la tosse spasmodica sono date dalla presenza nella pianta di un olio essenziale contenente cadinene, canfene, pirene, cupressene, cinolo, ecc. (tosse spasmodica accompagnata da dispnea).

Questa pianta può essere utile come coadiuvante in ipotono vascolare, emorroidi, varici, metrorragie, disturbi della menopausa, tosse spasmodica, enuresi, vasculopatie periferiche.

Proprietà :

  • Decongestionante venoso, linfatico, prostata.È la risposta a tutte le congestioni, qualunque sia la loro localizzazione: bacino (sindrome prernestruale o dolori mestruali), prostata, venosa o linfatica, urinaria.
  • Favorisce in generale la circolazione (), attiva circolazione venosa (nelle gambe pesanti).
  • Riequilibrante nervoso generale
  • Antitosse, antispasmodico (sostanza, che attenua o elimina lo spasmo contrattivo della muscolatura liscia, svolgendo così un’attività antidolorifica)
  • Regolatore neurovegetativo
  • Regolatore sudorifico, contrasta la respirazione eccessiva
  • Azione mimetico all’estrogeno
  • Previene l’indurimento arterioso, tonificante vascolare

Indicazioni :

  • congestione venose : varici, gambe pesanti, emorroidi, stasi venose, ulcere varicose
  • anti edemi degli arti inferiori, anticellulite
  • favorisce lo smaltimento dei grassi, facilita il drenaggio
  • astenie profonda, disarmonie psichiche
  • traspirazione eccessiva
  • congestione prostatica
  • Perfetto contro la tosse persistente : soprattutto quelle secche,
  • in caso di tosse «convulsa», asinina ecc., e in caso di afonia.
  • laringite pertosse, bronchite,
  • tubercolosi polmonare, pleure
  • enuresi infantile
  • menopausa e la sua sindrome.

Controindicazioni:

L’olio Essenziale è vietato durante tutta la gravidanza e l’allattamento.

Sconsigliato in caso di fibroma ormonodipendente e in caso di mastite (seni gonfi, tesi, doloranti).

Cipresso (Cupressus sempervirens)

Decongestionante venoso, linfatico, prostata.È la risposta a tutte le congestioni, qualunque sia la loro localizzazione: bacino (sindrome prernestruale o dolori mestruali), prostata, venosa o linfatica, urinaria.

Cipresso (Cupressus sempervirens) Pianta e Olio Essenziale

Parti usate: le coccole (bacche e frutti, pigne) foglie, rami giovani, olio essenziale ricavato dalla distillazione delle noci di cipresso.

Principi attivi: tannini, olio volatile, che contiene pinene, camfene, cedrolo, I bioflavonoidi (amentoflavone) in essa contenuti sono dotati di tropismo vascolare.

Modalità d’uso: orale TM 20-40 gocce prima dei due pasti principali nel trattamento delle emorroidi, altrimenti 15-30 gocce prima dei due pasti principali,

OE 2-4 gocce su una zolletta di zucchero 2-3 volte al giorno oppure come essenza spagyrica o Microdose.

Uso esterno: soluzione acquosa della TM oppure decotto 20-30 g per un litro d’acqua per pediluvio.

Per pertosse alcune gocce d’OE sul guanciale.

Infuso dei galbuli (pigne) ha proprietà cicatrizzanti nel trattamento delle piaghe ed eccessiva sudorazione..

Cipresso fa parte di molti preparati erboristici,

ha proprietà: astringenti, vasocostrittore e tonico delle vene, indicato nelle emorragie e varici, trova il suo utilizzo nell’emottisi, emorragie, dismenorrea, in menopausa, antireumatico, riequilibrante del sistema nervoso, consigliato in diversi stati psichici, come irritabilità, alcuni testi riportano come antiputreffattivo.

Espettorazione sanguinolenta, si consiglia nella pertosse e tosse convulsa,. Influenza, raffreddore, dolori reumatico traggono beneficio con cipresso.

Si consiglia per: emorroidi, enuresi notturna e incontinenza urinaria, disturbi della menopausa- metrorragie. In ogni caso il cipresso deve essere assunto sotto diretto controllo medico.

Note bibliografiche come Olio Essenziale:

Si estrae per distillazione in corrente di vapore dai ramoscelli giovani e dalle galbule del cipresso, albero delle Cupressaceae di origini medio – orientali ma diffuso da tempi immemorabili nel nostro territorio. L’essenza è di colore giallastro, non molto densa, di odore piacevole.

Contiene diverse sostanze tra cui cadinene, canfene, pinene, carene, terpenilacetato, cedrolo, cupressene, cimolo, silvestrene. Gli sono attribuite diverse proprietà; in particolare contiene sostanze che mostrano uno spiccato tropismo vascolare, proteggendo le membrane cellulari e riducendo la permeabilità dei vasi sanguigni. Agisce quindi come vasoprotettore e antinfiammatorio in caso di varici, flebiti ed emorroidi.

Importanti sono anche le proprietà antiasmatiche, antisettiche, tossifughe e antireumatiche. Ha proprietà vasocostrittrice venosa, astringente, antispasmodica, antisudorale. I bioflavonoidi (amentoflavone) in essa contenuti sono dotati di tropismo vascolare.

Proteggono le membrane cellulari e riducono la permeabilità dei vasi sanguigni. Inoltre in essa sono contenuti anche i diterpeni che hanno un’azione analoga ed hanno anche un’attività di tipo estrogeno con relativo riequilibrio della funzionalità ovarica.

Le sue proprietà antiasmatiche e contro la tosse spasmodica sono date dalla presenza nella pianta di un olio essenziale contenente cadinene, canfene, pirene, cupressene, cinolo, ecc. (tosse spasmodica accompagnata da dispnea).

Questa pianta può essere utile come coadiuvante in ipotono vascolare, emorroidi, varici, metrorragie, disturbi della menopausa, tosse spasmodica, enuresi, vasculopatie periferiche.

Proprietà :

  • Decongestionante venoso, linfatico, prostata.È la risposta a tutte le congestioni, qualunque sia la loro localizzazione: bacino (sindrome prernestruale o dolori mestruali), prostata, venosa o linfatica, urinaria.
  • Favorisce in generale la circolazione , attiva circolazione venosa (nelle gambe pesanti).
  • Riequilibrante nervoso generale
  • Antitosse, antispasmodico (sostanza, che attenua o elimina lo spasmo contrattivo della muscolatura liscia, svolgendo così un’attività antidolorifica)
  • Regolatore neurovegetativo
  • Regolatore sudorifico, contrasta la respirazione eccessiva
  • Azione mimetico all’estrogeno
  • Previene l’indurimento arterioso, tonificante vascolare

Indicazioni :

  • congestione venose : varici, gambe pesanti, emorroidi, stasi venose, ulcere varicose
  • anti edemi degli arti inferiori, anticellulite
  • favorisce lo smaltimento dei grassi, facilita il drenaggio
  • astenie profonda, disarmonie psichiche
  • traspirazione eccessiva
  • congestione prostatica
  • Perfetto contro la tosse persistente : soprattutto quelle secche,
  • in caso di tosse «convulsa», asinina ecc., e in caso di afonia.
  • laringite pertosse, bronchite,
  • tubercolosi polmonare, pleure
  • enuresi infantile
  • menopausa e la sua sindrome.

Controindicazioni:

L’olio Essenziale è vietato durante tutta la gravidanza e l’allattamento.

Sconsigliato in caso di fibroma ormonodipendente e in caso di mastite (seni gonfi, tesi, doloranti).

Olio Essenziale Achillea

Ottimi risultati in ginecologia, con la MicroDose ottenuta dall’olio essenziale, nella cura di dismenorrea, metrorragia, cisti ovariche, flogosi pelviche, dolori ovarici, flogosi vaginali, annessite (o salpingovarite): stato infiammatorio degli annessi uterini, che può essere acuto, subacuto o cronico.

Utile per il naturale benessere del sistema riproduttivo femminile

Note Bibliografiche:

L’Achillea contiene diversi principi attivi fra i quali l’achilleina, che serve a controllare gli sbalzi di pressione ed a ristabilire la normale circolazione del sangue, il medesimo principio attivo migliora anche le funzioni digestive ed epatiche.

Nella pianta sono anche contenuti dei lattoni sesquiterpenici, dei flavonoidi e dell’acido salicilico che hanno un’azione fortemente antinfiammatoria (in particolar modo a livello del tessuto connettivo).

Ha proprietà tonico-astringenti (in grado di arrestare le emorragie e di stimolare beneficamente l’intero organismo). Il potere antispasmodico della pianta è dato dalla vitexina e dagli alcaloidi in essa contenuti, facendo emergere anche il potere colagogo. Le sue attività si esplicano soprattutto a livello genitale, cutaneo e gastrointestinale. La pianta viene anche chiamata comunemente millefoglie.

Azione Terapeutica:

Fortemente antinfiammatoria (presenza di azulene). Spasmolitica. Coleretica, amaro-tonica, carminativa. Astringente, cicatrizzante, emostatica. Tonica dei vasi sanguigni, depurativa del sangue. Antibatterica, emmenagoga.

Condizioni trombotiche con ipertensione, incluse trombosi cerebrali e coronariche (non tutti gli Autori sono d’accordo, tuttavia viene di fatto prescritta con questa finalità), cistiti ed infiammazioni delle vie urinarie,

Utilizzo in MicroDose o diluito in un Carrier specifico

  • Emorroidi (uso esterno), Ragadi Anali . (AZIONE ELETTIVA)
  • Nausea, disappetenza,
  • Disfunzioni della secrezione biliare, coliche biliari e intestinali, reumatismi,
  • Ulcere varicose, ferite, vene variose,
  • spasmi uterini, disturbi della menopausa,
  • Arteriopatie, annessiti, ipocoagulabilità sanguigna,
  • Metrorragia, fibromatosi uterina, cisti ovariche e mammarie,
  • Mestruazioni dolorose e abbondanti
  • Diarree acute,
  • Debolezza renale e vescicale.

Osservazioni:

Ottimi risultati in ginecologia, con la MicroDose ottenuta dall’olio essenziale, nella cura di dismenorrea, metrorragia, cisti ovariche, flogosi pelviche, dolori ovarici, flogosi vaginali, annessite (o salpingovarite): stato infiammatorio degli annessi uterini, che può essere acuto, subacuto o cronico.

L’annessite cronica a sintomatologia attenuata è soggetta a manifestazioni subacute che possono far seguito a una delle forme acute che l’hanno preceduta.

L’annessite acuta è caratterizzata da dolori al basso ventre mono – o bilaterali, discontinui, talvolta irradiati posteriormente in regione lombo-sacrale, che si esacerbano con i movimenti e i rapporti sessuali, senso di tensione delle pareti addominali, irregolarità mestruali, accompagnati da febbre e cattivo stato generale.

L’annessite subacuta tubercolare spesso coesiste con altri focolai tubercolari in evoluzione. L’annessite cronica da piogeni e colibacilli ha un’evoluzione lenta, con assenza di febbre, di durata indeterminata. È caratterizzata da senso di peso doloroso al bacino (che aumenta con la deambulazione), irregolarità mestruali, leucorrea, astenia, febbricola).

Risultati immagini per achillea olio essenzialeSinergismi frequenti:

Sambuco e Menta piperita, per ottenere un’azione febbrifuga delicata. Nelle emorragie e menometrorragie va utilizzata in associazione con Borsa del Pastore. Tiglio, nell’ipertensione essenziale (prescrizione a lunga durata). Ortica e Meliloto, nella trombosi coronarica.

Osservazioni:

Ottimi risultati in ginecologia, con la microdose ottenuta dall’olio essenziale, nella cura di dismenorrea, metrorragia, cisti ovariche, flogosi pelviche, dolori ovarici, flogosi vaginali, Annessite (o salpingovarite): stato infiammatorio degli annessi uterini, che può essere acuto, subacuto o cronico.

L’annessite cronica a sintomatologia attenuata è soggetta a manifestazioni subacute che possono far seguito a una delle forme acute che l’hanno preceduta.

L’annessite acuta è caratterizzata da dolori al basso ventre mono – o bilaterali, discontinui, talvolta irradiati posteriormente in regione lombo-sacrale, che si esacerbano con i movimenti e i rapporti sessuali, senso di tensione delle pareti addominali, irregolarità mestruali, accompagnati da febbre e cattivo stato generale.

L’annessite subacuta tubercolare spesso coesiste con altri focolai tubercolari in evoluzione. L’annessite cronica da piogeni e colibacilli ha un’evoluzione lenta, con assenza di febbre, di durata indeterminata.

È caratterizzata da senso di peso doloroso al bacino (che aumenta con la deambulazione), irregolarità mestruali, leucorrea, astenia, febbricola).

 

 

Centella Asiatica (Hydrocotyle asiatica)

Il trattamento con la Centella: ha dimostrato un miglioramento degli edemi sottocutanei e del flusso ematico capillare (Cardiovascular Clinic, University G. D’Annunzio, Chieti, Italia. Capillary filtration and ankle edema in patients with venouse hypertension treated with TTFCA. Angiology 1990:41:12-8).

Parti usate: parti aeree e pianta intera, ricca di asiaticoside, ad azione benefica sul trofismo del microcircolo.

La Centella asiatica cresce nelle foreste vergini calde ed umide del Madagascar, in India, Giappone e Cina ed è diffusa anche in altri paesi caldi. Le foglie stimolano l’irrorazione sanguigna per cui l’uso tradizionale è negli edemi, nelle emorroidi, nella pesantezza dei legamenti, nelle vene varicose e nelle vasculopatie.

Una leggenda indiana narra che la tigre ferita, per accelerare la guarigione, sfrega la ferita contro questa pianta. In effetti, per la sua azione cicatrizzante la polvere trova impiego esterno in dermatologia contro le gambe piagate.

In India e Madagascar la centella asiatica viene impiegata contro la lebbra dati i suoi effetti lenitivi.

La centella è lievemente lassativa. Rafforza pure le funzioni cerebrali e può essere impiegata preventivamente contro il processo di invecchiamento. Responsabili degli effetti della Centella sulla guarigione della cute a seguito di ferite sono i glucosidi degli esteri triterpenici asiaticosidi e madercassioside.

Si è visto che questi composti stimolano in vitro la produzione di collagene umano, una proteina coinvolta nella cicatrizzazione delle ferite …

Modalità d’uso: infuso mezzo cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, riposo 10 minuti, dose massima due tazze al giorno. In commercio si trova anche in TM (30 gocce 3 volte al giorno, con controindicazioni per bambini e persone anziane o soggetti sofferenti di fegato), inoltre fa parte di molte pomate per il trattamento di varici e della circolazione delle gambe. È usata in molte specialità farmaceutiche. Per compresse fare un infuso più forte.

Centella è stimolante del sistema immunitario, si consiglia per eczemi, psoriasi, insufficienza circolatoria delle estremità (gambe), lesioni del connettivo, ulcerazioni.

La medicina Ayurvedica: consiglia la centella per curare ogni tipo di malattie della pelle, eczemi, psoriasi, sifilide secondaria e terziaria, epilessia, infiammazioni ghiandolari e linfatiche, incrementa la memoria, l’estratto fluido è consigliato per curare l’elefantismo delle gambe e dello scroto.

Le filariasi (o filariosi) linfatiche sono malattie parassitarie causate da nematodi della famiglia delle Filariidae (detti “filarie”). Si distinguono dalle altre filariasi per la localizzazione delle forme adulte a livello dei vasi linfatici, dove esercitano la loro azione patogena provocando ipertrofia dei tessuti sottocutanei (elefantiasi),

per insufficienza circolatoria e dell’edema che colpisce le gambe, possiede alcune qualità sedative a livello del sistema nervoso centrale, influisce sui processi mentali e facilita l’apprendimento con diversi gradi di ritardi mentali.

Ha attività sul: tessuto connettivo e sul circolo venoso. I triterpeni della centella asiatica sono da anni utilizzati in clinica per le sue attività sul trofismo e lo sviluppo del tessuto connettivo, indirizzata in primis sui fibroblasti, che si manifesta in un miglioramento di processi di riparazione delle ferite, migliorata riepitilizzazione ed in una normalizzazione del connettivo perivascolare, che favorisce il mantenimento del tono e dell’elasticità della parete vascolare venosa.

Con riduzione della stasi venosa e della permeabilità endoteliale (antiedematosa), essa ripristina il normale equilibrio fra circolazione capillare e venosa e trofismo tissutale. Nei testi è menzionata come efficace nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica.

(Cesarno MR, Laurora G., De Sanctis MT, Belcaro G. – Clinica cardiovascolare, Università degli Studi G. D’Annunzio, Chieti, Activity of Centella asiatica in venous insufficiency. Minerva cardioangiol 1992; 40:137-43).

Il trattamento con la Centella: ha dimostrato un miglioramento degli edemi sottocutanei e del flusso ematico capillare (Cardiovascular Clinic, University G. D’Annunzio, Chieti, Italia. Capillary filtration and ankle edema in patients with venouse hypertension treated with TTFCA. Angiology 1990:41:12-8).

Inoltre è usata: nel trattamento della cellulite, possiede attività cicatrizzante – stimola la sintesi di collageno cutaneo (Laboratory of Biochemistry, CNRS URA, Faculty of Medicine, Reims, France. Stimulation of collagen synthesis in fibroblast cultures by a triterpene extracted from Centella asiatica. Connect Tissue Res 1990; 24:107-20).

Si sconsiglia: l’erba con anamnesi di cancro e con assunzione di tranquillanti e sedativi.

Occasionalmente: può provocare fotosensibilità.

Centella è nominata: l’erba della vecchiaia: due foglie al giorno.

Modo d’uso: concentrato totale, il standardizzato al 40% d’asiaticoside si prende a gocce, 5-10, 2-3 volte al giorno, come pure l’estratto biochelato. Non sono note le controindicazioni con dosaggio normale.

Ad alte dosi: si osservano emorragie periferiche e forti pruriti.

Sconsigliata in gravidanza: e bambini sotto due anni causa mancanza della documentazione disponibile.

Rimedi Consigliati

VenaVin 

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/venavin/

Vitamina C:

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/vitamina-c-plus-1000-rosa-canima-acerola-2/

Vitamima E:

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/vitamina-e-400/