LeFibre

Il processo produce acidi grassi a catena corta (soprattutto acetato, butirrato e proprionato) e gas. Il butirrato è la principale fonte energetica per i colonociti (cellule epiteliali dell’intestino). L’acetato ed il proprionato sono assorbiti dalle pareti del colon ed inviati al fegato, per svolgere le seguenti funzioni: stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue, ridurre la sintesi del colesterolo, stimolare la produzione di cellule immunitarie (cellule T, anticorpi, globuli bianchi, etc.).

Se venisse posta la domanda a cento persone: “a che cosa servono le fibre?”, probabilmente il 99% risponderebbe che ci aiutano ad andare di corpo. Questa, permettetemi, è un’informazione assai riduttiva e poco veritiera.
Vediamo veramente cosa sono le fibre e a che cosa servono. È definita fibra l’insieme dei componenti degli alimenti vegetali (infatti non c’è fibra in quelli di origine animale, come carne e pesce), che resistono all’azione degli enzimi e agli acidi digestivi umani.
È fondamentale sapere che le fibre non sono tutte uguali, distinguendosi in fibre solubili e fibre insolubili, ognuna delle quali ha funzioni totalmente opposte. L’equilibrio tra le due è fondamentale per il nostro apparato digerente e quindi per la nostra salute.
Le Fibre Solubili
Le fibre solubili sono caratterizzate da composti quali beta-glucani, pectine, gomme naturali, inulina, olisaccaridi. La loro caratteristica (solubilità) è quella di assorbire acqua già nello stomaco (aumentandone fino a 100 volte il volume iniziale) e di fermentare nell’intestino, con lo scopo di nutrire la flora batterica buona e le cellule colonociti (le cellule che compongono l’epitelio dell’intestino).
Immagine correlata
La loro presenza è fondamentale per diverse ragioni.
In primo luogo, l’aumento di volume nello stomaco stimola il senso di sazietà facendoci mangiare di meno. Le fibre solubili una volta assorbita l’acqua si trasformano in una sostanza viscosa e gelatinosa che modifica la capacità di assorbimento dei nutrienti. Difatti legandosi agli acidi biliari (effetto chelante), diminuiscono l’assorbimento degli acidi grassi (riduzione del colesterolo nel sangue).
Inoltre rallentano l’avanzamento del “chimo alimentare”, aumentando in tal modo l’azione digestiva (incrementando il tempo di contatto con gli enzimi digestivi); migliorano l’assimilazione dei nutrienti quali: vitamine e sali minerali (i villi hanno più tempo per assimilarli); abbassano il picco glicemico aumentando il tempo di assorbimento del glucosio.
Durante l’attraversamento dell’intestino tenue è digerito, tramite la fermentazione, da batteri buoni (bifidus). Il processo produce acidi grassi a catena corta (soprattutto acetato, butirrato e proprionato) e gas. Il butirrato è la principale fonte energetica per i colonociti (cellule epiteliali dell’intestino). L’acetato ed il proprionato sono assorbiti dalle pareti del colon ed inviati al fegato, per svolgere le seguenti funzioni: stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue, ridurre la sintesi del colesterolo, stimolare la produzione di cellule immunitarie (cellule T, anticorpi, globuli bianchi, etc.).
Risultati immagini per estratti di verdure
Tali acidi grassi sono inoltre utili all’assorbimento dei minerali, neutralizzando l’acido fitico, aumentando l’acidità dell’intestino (impedendo la proliferazione dei batteri nocivi della putrefazione), alimentando i batteri probiotici (quelli buoni) e quindi migliorando le difese immunitarie (quelle provenienti dall’intestino).
LE FIBRE INSOLUBILI
Le fibre insolubili sono caratterizzate da composti quali: cellulosa, emicellulosa, legnami, cere ed amidi resistenti. L’unico scopo di tali fibre è quello di aumentare la velocità di transito del chimo (assorbono l’acqua, aumentando di 25 volte il loro volume) risultando molto utili in caso di stipsi e nelle difficoltà di defecazione.
Tali tipo di fibre non sono digerite e quindi non apportano sostanze nutritive né risultano utili per la produzione di vitamine esogene. Troppe fibre insolubili non sono auspicabili, in quanto un’eccessiva velocità di transito del bolo alimentare, comporta un peggioramento della digeribilità dei cibi ed un incremento delle malattie intestinali (ne parleremo più avanti).
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QUALI FIBRE PREFERIRE?
Oramai moltissime ricerche sembrano consigliare un’assunzione di una quantità di fibre di circa 35 grammi al giorno e purtroppo, la media dei paesi occidentali non supera i 15 grammi quotidiani. È fondamentale conoscere le quantità e le tipologie di fibre presenti nei vari alimenti, in modo da selezionare i nostri cibi con più attenzione.
La proporzione corretta dovrebbe essere: 60% di fibre insolubili e 40% di solubili, tendendo verso la parità di tali percentuali. Ogni alimento vegetale ha entrambe i due tipi di fibra, ma con proporzioni differenti. Le fibre insolubili sono presenti maggiormente nei farinacei, nel riso ed in alcune verdure; gli alimenti con una percentuale maggiore di fibre solubili li riscontriamo in alcune verdure e nella frutta. Elenchiamo una breve lista di alimenti con la percentuale di fibra insolubile e solubile.
Vedi tab. Verde
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Come possiamo notare dalla tabella, il rapporto tra i due tipi di fibra (60 insolubile e 40 solubile) è bilanciato nella verdura, ma del tutto sbilanciato nel riso, nei cereali e nei fagioli. Ciò significa che un’alimentazione basata sui carboidrati complessi può provocare una carenza di fibra solubile, che non fa ottenere i benefici sopra elencati, causando un’eccessiva velocità di transito nell’intestino del chimo, rischiando una minore assimilazione dei nutrienti ed una cattiva digestione degli alimenti.
PREZZO ENERGETICO DELLE FIBRE (P.E.F.)
Un altro dato importante riguarda la quantità di energia che dobbiamo ingerire (sotto forma di calorie) per assicurarci la giusta quantità di fibre. A tale scopo ho elaborato un semplice indice: il Prezzo Energetico della Fibra (Pef), dov’è possibile verificare quali alimenti sono, da questo punto di vista, più efficienti, ovvero quali assicurano, a pari quantità di fibra, minor introito calorico.
Vedi Tab. Azzurra
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Come potete notare dalla tabella esiste una differenza abissale tra le fibre contenute nella pasta, pari a 70,5 calorie per grammo e la cicoria, pari a 2,7 calorie per grammo.
Per fare un esempio pratico, avremo bisogno di 614 grammi di pasta (1.200 grammi da cotta) per assumere la quantità di fibre di cui abbiamo bisogno ogni giorno, apportando però una quantità complessiva di circa 2.450 calorie.
Lo stesso calcolo, rapportato ad una verdura come la cicoria, ci dice che avremo bisogno di 972 grammi di cicoria cruda, la quale una volta cotta rappresenta un piatto abbondante, ma soprattutto avremo assunto solo 95 calorie.
Ciò conferma che i migliori alimenti per una dieta ricca di fibre, sono le verdure e la frutta.
Un altro punto critico delle fibre insolubili derivanti da cereali ma anche da fagioli e soia è l’acido fitico (uno dei componenti di questo tipo di fibra).
L’Acido Fitico Risultati immagini per acido fitico
L’acido fitico ed i fitati sono considerati elementi anti-nutrizionali, in quanto svolgono un’azione di legame (chelante) con minerali quali: calcio, ferro, magnesio e zinco, creando così dei sali insolubili (fitati e fitina) che in questa forma non possono essere assimilati dall’organismo (sono espulsi con le feci).
Per tale motivo, più i cereali sono integrali, più aumenta questo aspetto del problema. L’unica soluzione (per i farinacei) è utilizzare lievito naturale (molto raro nella panificazione moderna) e nel caso dei fagioli, tenerli nell’acqua almeno 24 ore, diminuendo la presenza dell’acido fitico. È importante sottolineare che una delle cause dello sviluppo dell’osteoporosi è dovuta alla presenza di acido fitico che inibisce l’assimilazione del calcio e del magnesio da parte dell’intestino.
Vivere 120 Anni
 

Intestino e Bambino

La flora intestinale è importante per sviluppare questa tolleranza, che, infatti, risulta assente nei topi germ-free. Può essere ripristinata mediante ricostituzione della flora con bifidobacterium infantis nel periodo neonatale

Flora intestinale e sistema immunitario

Il sistema immunitario e la flora intestinale sono relazionati tra loro, con una dipendenza reciproca.

La coesistenza con una complessa flora intestinale rappresenta una enorme sfida per il sistema immunitario, in quanto l’ospite deve evitare una eccessiva aggressività contro questa popolazione microbiale, per non rischiare di perdere preziosi organismi simbiotici.

Questo può portare ad una infiammazione e ad un esteso danno tissutale. D’altra parte deve essere capace di limitare la propagazione dei batteri dal lume intestinale ai sottostanti tessuti e combattere gli agenti patogeni.

Limitare, non impedire, dato che la traslocazione o penetrazione dei batteri intestinali nei tessuti sottostanti, o nei linfonodi mesenterici, avviene normalmente senza conseguenze negli individui sani(1).

La risposta immunitaria acquisita risulta avere un ruolo minore nel limitare la penetrazione batterica. Infatti, studi su topi T cell deficienti, mostrano che gli animali restano sani, nonostante un aumentata traslocazione(2), lo stesso si osserva in topi IgA deficienti(3).

Invece topi gp91/–/ NOS2, in cui l’attività antimicrobica dei fagociti è severamente compromessa per l’incapacità produrre ROS, sviluppano imponenti ascessi addominali contenenti commensali enterici(4).

Questi risultati mostrano come i tessuti siano continuamente esposti ai batteri e ai loro prodotti e l’importanza dei fagociti per limitare le conseguenze della translocazione batterica dall’intestino. La costante esposizione dei tessuti dell’ospite ai batteri e dei loro prodotti avviene nonostante il sistema della immunità acquisita sia pienamente funzionante.

Tolleranza orale

La tolleranza orale è la capacità dell’immunoregolazione di non produrre una responsività agli antigeni solubili somministrati oralmente(5). Probabilmente è legata ad una risposta fisiologica indotta da proteine della dieta e batteri.

La flora intestinale è importante per sviluppare questa tolleranza, che, infatti, risulta assente nei topi germ-free. Può essere ripristinata mediante ricostituzione della flora con bifidobacterium infantis nel periodo neonatale(6), ma non nel topo adulto.

Questi dati suggeriscono che la presenza della flora intestinale nel neonato è fondamentale per lo sviluppo di un corretto sistema immunitario e di una corretta tolleranza orale.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Zinco Rame

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Riferimenti
1) O’Boyle CJ, MacFie J, Mitchell CJ, Johnstone D, Sagar PM, Sedman PC. Microbiology of bacterial translocation in
humans. Gut 1998; 42(1): 29–35.
2) Gautreaux MD, Gelder FB, Deitch EA, Berg RD. Adoptive transfer of T lymphocytes to T-cell-depleted mice
inhibits Escherichia coli translocation from the gastrointestinal tract. Infect Immun 1995; 63(10): 3827–34.
3) Macpherson AJ, Gatto D, Sainsbury E, Harriman GR, Hengartner H, Zinkernagel RM. A primitive T cellindependent
mechanism of intestinal mucosal IgA responses to commensal bacteria. Science 2000; 288(5474):
2222–6
4) Shiloh MU, MacMicking JD, Nicholson S, et al. Phenotype of mice and macrophages deficient in both phagocyte
oxidase and inducible nitric oxide synthase. Immunity 1999; 10(1): 29–38.
5) Mowat AM, Viney JL. The anatomical basis of intestinal immunity. Immunol Rev 1997; 156: 145–66
6) Sudo N et al.. The requirement of intestinal bacterial flora for the development of an IgE production system fully
susceptible to oral tolerance induction. J Immunol 1997; 159(4): 1739–45.

Clorofilla (Alfa alfa)

Se manca l’ossigeno: nel nostro intestino crasso s’instaura una putrefazione intestinale prodotta da batteri anaerobici.

Parte delle foglie verdi delle piante.

Ha un’azione ematopoietica in diverse forme d’anemia.

Rinforza: il cuore perché tonifica la contrazione cardiaca.

Si una come cicatrizzante: nell’ulcera peptica allo stomaco, come deodorante, neutralizza gli odori spiacevoli del corpo e rinfresca l’alito, rigenera le cellule, facilitando l’apporto d’ossigeno e portando energia al loro interno, migliora la resistenza del corpo, ha importanza fisiologica nutrizionale del nostro corpo.

Se manca l’ossigeno: nel nostro intestino crasso s’instaura una putrefazione intestinale prodotta da batteri anaerobici. Questi piccolissimi organismi produrranno sostanze tossiche e nocive, che passeranno dopo in circolo col rischio di intossicare, intasare, corrompere, infiammare, indebolire e fino anche a far degenerare organi o apparati. Se le tossine non sono eliminate tramite organi emuntori, ci si sente stanchi, svogliati, gonfi, esposti a diverse malattie.

Un’arma efficace: è proprio la clorofilla che porta ossigeno dentro l’intestino per favorire così i batteri aerobi e la normale decomposizione dei nostri rifiuti alimentari. La clorofilla/molecola è quasi identica alla molecola dell’emoglobina, che come noto, porta l’ossigeno dai polmoni alle nostre cellule.

Ma l’emoglobina non può arrivare dentro l’intestino, cosicché portiamo noi la clorofilla. Ecco perché si raccomanda tanto e sempre di più di mangiare verdure, specialmente quelle a foglie verdi.

La clorofilla disponibile: nelle erboristerie contiene soltanto clorofilla naturale estratta dall’erba medica (alfa-alfa), ma ha il magnesio al posto del ferro. La clorofilla deve essere naturale per essere biologicamente assimilabile, deve contenere tutti gli oligoelementi naturlai biodisponibili : Magnesio, Ferro ecc,. La clorofilla di sintesi: è verde come quella naturale, ma non ha alcune delle proprietà alimentari appena descritte.

Epatoprotettivo naturale

La clorofilla è un pigmento verde che si trova nelle foglie delle piante e in altri organismi fotosintetici: cattura l’energia delle radiazioni solari per eseguire la fotosintesi, uno dei processi chimici più importanti della terra, senza di essa noi non potremmo esistere.

Fin dal 1771 gli scienziati hanno studiato questo pigmento verde e solo nel 1911 ne hanno stabilito la struttura chimica.

Tali studi hanno evidenziato che la struttura della clorofilla ricordava quella dell’emoglobina, il pigmento rosso che porta l’ossigeno nel sangue.

Come l’emoglobina, la clorofilla è costituita da una trama di molecole che sono raggruppate intorno ad una singola molecola di metallo: nel caso dell’emoglobina si tratta del Ferro (Fe), per la clorofilla è il Magnesio (Mg).

Infatti, l’elimina il pigmento che ha combinato con le proteine forma l’emoglobina (la sostanza rossa nel sangue che porta l’ossigeno alle cellule), è composta da carbonio, idrogeno, ossigeno ed atomi di azoto raggruppati attorno ad un singolo atomo di ferro.

Le attuali ricerche continuano ad esaminare la clorofilla e suoi probabili effetti benefici. In particolare viene consigliata per il potere deodorante sia topico che interno. Infatti, come supplemento alimentare, viene velocemente assimilata dal corpo e procede attivamente e ridurre i gli odori che si originano nel tratto digestivo.

Portando simbolicamente l’energia del sole all’interno del nostro corpo, la clorofilla può essere considerata un vero rigeneratore per le cellule in quanto apporta ossigeno. Può così essere utile in varie forme di anemia, migliora la contrazione cardiaca e si rivela utile soprattutto per gli sportivi poiché ne aumenta la resistenza.

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Proprietà della Clorofilla:

  • aumenta i globuli rossi, porta ferro agli organi e migliora le condizioni anemiche;
  • pulisce e deodorizza i tessuti del colon;
  • aiuta a purificare il fegato e porta miglioramento nel caso di epatite;
  • regolarizza le mestruazioni;
  • porta miglioramento ai diabetici e nei casi di asma;
  • aiuta le ferite a guarire più velocemente;
  • elimina gli odori del corpo, l’alito cattivo ed è utile nella piorrea;
  • migliora il drenaggio nasale e diminuisce il gocciolamento del naso;
  • porta sollievo al mal di gola ed alle tonsille infiammate;
  • utile per i tessuti ulcerosi e le emorroidi;
  • aiuta nell’eliminazione del catarro;
  • rivitalizza il sistema vascolare nelle gambe e migliora le vene varicose;
  • riduce il dolore causato dalle infiammazioni;
  • ottimo nei problemi respiratori e nella sinusite, rinite, influenza;
  • migliora la depressione per il suo effetto tonico;
  • favorisce l’assorbimento del calcio;
  • porta sollievo in caso di colite, gastrite, ulcera.

Per uso interno la Clorofilla presenta le seguenti azioni:

Azione emopoietica, l’organismo umano, secondo studi clinici, è in grado di utilizzare i gruppi chimici della molecola clorofilliana. Sul meccanismo d’azione si sono evidenziate due ipotesi: la clorofilla agisce non solo sul midollo osseo ma sull’innervazione simpatica. Infine l’attività emopoietica della clorofilla è stata paragonata a quella degli estratti di fegato e di reni.

Azione ipotensiva, Sopportata benissimo senza effetti tossici, la clorofilla dà agli ipertesi un costante progressivo abbassamento della tensione arteriosa. Agirebbe provocando una dilatazione vasale stimolando la contrattilità arteriosa, migliorando la circolazione periferica, facilitando in tal modo il lavoro del cuore.

Azione antiastenica, sono stati osservati buoni risultati dal trattamento degli stati depressivi della nevrastenia da cui si suggerisce che la clorofilla ha un’azione simile alle vitamine per la stimolazione della muscolatura cardiaca ed il ripristino della funzione dei muscoli striati esauriti.

Azione deodorante, la clorofilla è efficace nel neutralizzare gli odori sgradevoli causati da cibi, tabacco, bevande, traspirazione, mestruazioni, malattie, alterazioni metaboliche dell’organismo. Si nota infatti la modificazione quantitativa e qualitativa della sudorazione, la scomparsa della sensazione di amaro nella bocca generalmente concomitante a dispepsie e disfunzioni epatiche.

Azione cicatrizzante, dall’osservazione clinica fatta trattando 79 pazienti affetti da ulcera peptica con clorofilla, si è rilevato che 58 apparvero completamente guariti dopo 2-7 settimane di cura senza dover sottostare alle consuete restrizioni di dieta.

Modalità d’uso: 20-25 gocce in un bicchiere d’acqua 2 volte al giorno lontano dai pasti principali.

La Microflora Intestinale

Nel corso dell’evoluzione si è instaurato un importante equilibrio di simbiosi (mutuo vantaggio) tra l’uomo e la microflora intestinale che rappresenta circa il 40% del totale della massa intestinale.

La colonizzazione inizia dalla nascita quando il neonato viene contaminato dai microrganismi del tratto urogenitale della madre. Nel giro di pochi giorni alcuni di questi sono eliminati, mentre si susseguono modificazioni quali – quantitative.

Nel lattante predominano i batteri acidolattici e coliformi; nel corso dello svezzamento diventano predominanti i batteri anaerobi obbligati.

Colonizzazione microbica dell’apparato digerente in un uomo adulto la Bocca Ospita circa 200 specie.

Stomaco e Duodeno

– Il pH dello stomaco è compreso tra 2.5 e 3.5 ed è distruttivo per la maggior parte dei batteri; anche il duodeno è un ambiente ostile a causa dell’aggressività dei fluidi intestinali

– La popolazione è costituita da 101-103 unità per ml

– Lactobacilli, Streptococchi, Lieviti.


Digiuno e Ileo

-Costituiscono una zona di transizione e la popolazione è costituita da 104-108 unità per ml.

– Lactobacilli, Bacteroides, Coliformi, Bifidobacterium, Streptococchi, Fusobacterium.

Colon

– Il colon ospita circa 300-400 specie diverse.

-La popolazione è costituita da 1010-1011 unità per ml.

-Bacteroides, Bifidocaterium, Streptococchi, Eubacterium, Fusobacterium, Coliformi, Clostridi, Lactobacilli, Streptococchi, Lieviti, Protozoi, Pseudomonas.

La flora intestinale aumenta man mano che ci si allontana dallo stomaco per raggiungere il colon, la parte più contaminata. La sua integrità è fondamentale per la normale funzionalità dell’apparato digerente.

Funzioni della Flora Intestinale

La microflora contribuisce alla salute dell’organismo attraverso diversi meccanismi fisiologici. Importante funzione è quella di contrastare la colonizzazione del tratto dei batteri patogeni.

Alcuni batteri “buoni” passano attraverso la barriera mucosa e in un soggetto normale vengono uccisi nei linfonodi e quindi non si diffondono. Questo meccanismo stimola il sistema immunitario a rispondere più rapidamente ai batteri patogeni esogeni.

I Bifidobatteri liberano alla fine del loro metabolismo degli acidi forti che abbassano il pH ed esercitano azione antibatterica. Regolarizzano il tratto intestinale e quindi concorrono ad eliminare la fastidiosa stitichezza. Un’importante funzione della flora batterica fisiologica determina il mantenimento di condizioni normali dell’ambiente vaginale, mantenendolo acido.

Questo compito è infatti svolto principalmente dai Lactobacilli, i quali si adoperano nel facilitare l’assorbimento dei nutrienti essenziali e delle vitamine, in particolare quelle del gruppo B e contribuiscono alla produzione della vitamina K.

I grandi numeri del Gastrointestinale (GI)Dopo il tratto respiratorio, il GI costituisce la seconda più ampia superficie del corpo umano corrispondente a 250-400 m2, paragonabile in dimensione a un campo da tennis. Nel tratto GI ci sono 10 batteri indigeni per ogni cellula del corpo, per un totale di 1014 batteri rispetto alle 1013 cellule che costituiscono il nostro corpo.

E’ stato stimato che i batteri del tratto GI si dividono ogni 20 minuti. Questo elevato numero di nuovi batteri mutati consente alla microflora indigena di adattarsi rapidamente alla variazione dell’ambiente GI. Nel corso di una vita normale 60 tonnellate di cibo passano attraverso il canale digerente.

Quando La Microflora è Compromessa

I fattori ambientali possono compromettere la flora Gastrointestinale: alimentazione sbagliata, età, uso dei farmaci stress, difettosa mobilità intestinale.

L’alterazione della normale microflora intestinale riduce le difese dell’organismo, altera l’equilibrio esistente tra processi fermentativi e putrefattivi e favorisce lo sviluppo di germi potenzialmente patogeni. La modificazione della normale flora, oltre a possibili infezioni locali, altera il metabolismo degli acidi biliari, quello degli acidi grassi, della vitamina B12.

Gli effetti sono aggravati da una riduzione dell’acidità gastrica, da quella della peristalsi intestinale e dal ristagno intestinale, che concorre a formare gas e a favorire la ritenzione idrica.

I batteri che compongono la flora intestinale, lavorano in continuazione e producono gas che in una quota ragionevole rende le contrazioni peristaltiche intestinali più efficaci e riducono i contraccolpi pressori che la presenza di soli liquidi genererebbe durante la fase digestiva.

In certi casi però se ne accumula in eccesso proprio nel tubo digerente.Questo può avvenire per mancato assorbimento del gas prodotto dai batteri e dalle trasformazioni dei cibi già all’interno dell’intestino per una peristalsi troppo rapida. Quando ciò avviene il gas tende a rendere duro e teso l’addome e provoca dolore e meteorismo.

Candida

Quando si parla di flora batterica alterata, si deve anche accennare alla presenza nel nostro organismo del saprofita Candida albicans. Normalmente presente nell’ambiente vaginale, con un pH compreso tra 5 e 4, la vera residenza è la mucosa dell’intestino tenue.

Quando però l’efficacia del sistema immunitario diminuisce per l’aumento della presenza di tossine endogene ed esogene, questo miceto si accresce notevolmente, causando problemi per la salute del soggetto in questione. Le difese immunitarie possono scendere soprattutto in caso di cure antibiotiche forti o frequenti, o per farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale.

Per un infezione di Candida, si possono avere sindromi da fatica cronica, iperattività, depressione, ansia, bulimia, anoressia. L’enorme incremento di persone allergiche e intolleranti ad alcuni alimenti, è in relazione alla modificazione che la candidosi induce sulle risposte immunitarie e alle modificazioni della permeabilità della mucosa dell’intestino tenue.

I Probiotici

Probiotico, dal greco pro bios, significa letteralmente favorevole alla vita, ma la definizione scientifica comunemente accettata è quella del ricercatore inglese Fuller: è probiotico un microrganismo vivente che riesce, una volta ingerito, ad esercitare un effetto benefico sulla salute dell’ospite.

Probiotici sono i bacilli che si trovano negli alimenti e quelli che vengano introdotti come prodotti farmaceutici. Un altro modo usato comunemente per definirli è quello di Fermenti lattici. Si tratta principalmente di Bifidobatteri e di Lactobacilli (batteri che utilizzano gli zuccheri come fonte di energia e producono acido lattico) ed alcuni Enterococchi, Streptococchi e saccaromiceti. Attualmente se ne conoscono oltre 160 ceppi.

I Prebiotici

Poiché i probiotici devono superare l’ostacolo degli acido dello stomaco e, una volta arrivati nel colon, devono competere con la restante flora per i nutrienti e i siti di colonizzazione, possono essere aiutati dai Prebiotici, ingredienti alimentari non digeribili che agiscono favorevolmente sull’ospite stimolando selettivamente la crescita di un numero di batteri nel colon. Tra questi conosciamo i FOS.

FOS: frutto-oligo-saccaridi

I Frutto-oligo-saccaridi non vengono assimilati dall’organismo e quindi non nutrono il nostro corpo ma solo la flora batterica amica presentando quindi un effetto pre-biotico. Non sono idrolizzabili a monosaccaridi (zuccheri semplici) dall’organismo umano e pertanto non sono assorbibili. Dalla loro azione trovano beneficio soprattutto i Bifidobatteri e il Lattobacilli acidophili, riducendo sensibilmente la fermentazione e quindi il disturbo del ventre gonfio.

Clorofilla Purissima Alchemica liquida da 50 ml:

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Bibliografia

§ 1 Kumar R. et alii 2001, “Biotrasformation of cholesterol using Lactobaliccus bulgaricus in a glucose-controoled bioreactor” Bioresour Technol 78(2): 209-211.

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§ 1 Lin M.Y., Yen C.L., 1999, “Antioxidative ability of lactic acid bacteria”. J Agric Food Chem 47(4): 1460-1466.

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§ 1 Bengmark S. 1998, “Ecological control of gastrointestinal tract. The role of probiotic flora.” Gut 42: 2-7

§ 1 Fuller R. Gibson GR 1997, “Modification of the intestinale microflora using probiotics and prebiotics”. Scand J Gastroenterol 32 suppl 222: 28-31