I problemi dello stomaco ed i carboidrati insulinici 

Esistono innumerevoli malattie e disfunzioni legate al funzionamento dello stomaco e soprattutto, oltre a rappresentare un aspetto importante per la qualità di vita, esse anticipano altre malattie che coinvolgono il resto del sistema digerente.
Parliamo in ogni caso di malattie come il reflusso gastroesofageo, dell’ulcera, del tumore e dei problemi identificati con il bruciore ed il gonfiore dello stomaco. Lo stomaco è un organo straordinario in grado di scindere le proteine ed in parte i grassi, utilizzando l’acido cloridrico prodotto al proprio interno.
Inoltre ha un sistema molto efficiente per difendere le pareti dall’azione di tale acido. Lo stomaco è in grado di modulare la propria acidità per uccidere i batteri dannosi e salvaguardare il nostro corpo da invasioni indesiderate.
Ancora una volta il consumo di carboidrati come gli amidi e gli zuccheri, sono il motivo principale (oltre all’intervento del cortisolo, che in parte dipende anch’esso da questo tipo di alimentazione) delle disfunzioni dell’intestino che poi cagionano le malattie sopra elencate.
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Stiamo parlando della correlazione di questo tipo di alimenti con la patologia dell’acidosi e della produzione eccessiva di istamina.
Vediamoli uno alla volta.
Abbiamo più volte approfondito la diretta correlazione dell’acidosi causata dal consumo di carboidrati, indotta dal processo denominato glicolisi, all’interno delle cellule. Quando ciò accade, le cellule delomorfe (presenti nella mucosa dello stomaco) devono produrre bicarbonato da immettere nel flusso sanguigno (per mantenere costante il ph), diminuendo in tal modo il bicarbonato necessario alla mucosa, per impedire l’aggressione dell’acido cloridrico alle pareti dello stomaco.
Inoltre dopo un pasto glicemico viene attivato il cortisolo, il quale riduce l’attività dello stomaco, contrastando così il lavoro di frazionamento delle proteine presenti nel bolo alimentare.
Per quanto riguarda l’istamina, ricordiamo che tale ammina è prodotta nel nostro intestino in presenza di disbiosi, causata ovviamente da cibi ricchi di carboidrati. L’istamina ha un recettore specifico nello stomaco (H2) che regola la produzione di acido cloridrico, un meccanismo necessario (producendo maggiore acido cloridrico) a scomporre meglio le proteine, impedendo la crescita batterica, responsabile della formazione di altra istamina.
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Lo stomaco, quindi è stimolato a produrre più acido cloridrico (per la troppa presenza di istamina nel corpo) e in caso di insufficiente protezione della mucosa gastrica, può danneggiare le pareti dell’organo. L’istamina è inoltre responsabile della stimolazione del sistema dell’emesi (centro del vomito) e dalla diarrea.
Tutte azioni che la natura ha messo a disposizione del nostro corpo per difenderci dall’eccesso di istamina (immaginando potesse essere causato dall’introduzione di alimenti in decomposizione), ma non certamente dalla produzione eccessiva di istamina dipesa dalla disbiosi intestinale (indotta da alimenti sconosciuti al nostro corpo fino a qualche millennio fa).
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Perchè la verdure non vanno mangiate?

Se non si conoscono i principi che stanno alla base dell’utilizzo delle verdure e della frutta fresche crude, una domanda sorge legittima: «Perché non mangiare le verdure e i frutti interi anziché estrarne il succo e scartare le fibre?».

Succhi freschi di frutta e verdura
Come nei casi iniziali di infiammazioni croniche degenerative, disbiosi, morbo di Crohn, diverticolite ecc
Se non si conoscono i principi che stanno alla base dell’utilizzo delle verdure e della frutta fresche crude, una domanda sorge legittima: «Perché non mangiare le verdure e i frutti interi anziché estrarne il succo e scartare le fibre?».
La risposta è semplice: il cibo solido richiede molte ore di attività digestiva prima che il rispettivo nutrimento sia infine disponibile per le cellule e i tessuti del corpo. Le fibre nel cibo solido non hanno praticamente alcun valore nutritivo ma funzionano come una scopa nell’intestino durante l’attività peristaltica, quindi c’è bisogno di mangiare cibi crudi oltre ai succhi da bere.
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Ma è anche vero che l’eliminazione delle fibre che avviene quando si estrae il succo, rende i succhi stessi velocemente digeribili e assimilabili, a volte nel giro di pochi minuti, con il minimo sforzo e lavoro da parte dell’apparato digerente. Per esempio, è noto che il sedano, grazie al suo elevato contenuto di cloruro di sodio, è l’alimento migliore per contrastare gli effetti del gran caldo.
Ma mangiare il sedano richiede così tanto tempo nella digestione che una persona fa in tempo a essere sopraffatta dal caldo intenso prima che si manifestino gli effetti benefici. Invece, se beviamo un bicchiere o ½ l di succo fresco di sedano crudo, otteniamo risultati velocissimi.
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È proprio questo che ha reso per me sopportabile il caldissimo deserto dell’Arizona. I vegetali e i frutti interi sono costituiti da una considerevole quantità di fibre. Negli interstizi di queste fibre sono racchiusi gli atomi e le molecole che rappresentano gli elementi nutrizionali essenziali di cui abbiamo bisogno. Sono proprio questi atomi e molecole e i loro rispettivi enzimi che si trovano nei succhi freschi che agevolano il nutrimento delle cellule e dei tessuti, delle ghiandole, degli organi e di ogni parte del nostro corpo.
Comunque, anche le fibre dei vegetali e della frutta sono preziose. Quando mangiamo cibo crudo, non cucinato e non lavorato, queste fibre servono a ripulire l’intestino. Quando il cibo viene cotto, il calore intenso ne distrugge la vita. Le fibre perdono il loro magnetismo a causa del calore e divengono senza vita, morte, agiscono come uno straccetto che tenta maldestramente di dare una strofinata all’intestino e nulla più, il tutto spesso lasciando comunque uno strato di sostanze sulle pareti intestinali.
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Nel corso del tempo questa patina si ispessisce, si putrefà e causa tossiemia. Allora il colon diventa pigro e si deforma portando costipazione, colite, diverticolite e altri disturbi. I succhi freschi estratti da vegetali e frutti crudi sono il mezzo attraverso il quale possiamo rifornire tutte le cellule e i tessuti del corpo degli elementi e degli enzimi nutrizionali di cui necessitano nel modo in cui possono essere maggiormente digeribili e assimilabili.
Avete notato come io abbia parlato di enzimi nutrizionali? Ha a che fare con gli enzimi presenti in ciò che mangiamo. Le cellule e i tessuti del nostro corpo hanno i loro enzimi corrispondenti che assistono il processo della digestione e dell’assimilazione del cibo e vi collaborano. Inoltre la composizione di ogni atomo e molecola del nostro corpo ha una abbondante scorta di enzimi. L’ossigeno è fissato dall’azione degli enzimi e quindi dal sangue.
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Per esempio, l’aria che respiriamo entra nei polmoni in una combinazione di circa il 20% di ossigeno e l’80% di azoto. L’aria che espiriamo dai polmoni contiene soprattutto acido carbonico e anidride carbonica. Cosa accade all’azoto? Ecco quello che succede quando respiriamo. Due principali classi di enzimi nei nostri polmoni entrano in azione nel momento in cui l’aria raggiunge le piccolissime sacche simili a grappoli d’uva all’interno dei polmoni, note come alveoli.
Un gruppo di enzimi, noti come ossidasi, separa l’ossigeno mentre l’altro gruppo di enzimi, noti come nitrasi, separa l’azoto dall’aria. L’ossigeno entra in circolo nel sangue, grazie all’azione degli enzimi, e raggiunge quindi tutto il corpo, mentre l’azoto, grazie all’azione di enzimi “vettori”, passa all’organismo per la creazione di proteine. Il nostro intero sistema è composto da innumerevoli enzimi.
Essi si trovano nella bocca, nello stomaco e nell’intestino. Oltre una dozzina di essi è coinvolta nella digestione e nell’assimilazione del cibo. Lavorano insieme agli enzimi che si trovano negli atomi e nelle molecole contenuti nel cibo stesso.
Succhi freschi di frutta e verdura byDottorNormanW.Walker
 

L'insulina e l'equilibrio osmolare

Senza le pompe sodio potassio, le cellule non potrebbero sopravvivere. La rincorsa continua all’equilibrio osmolitico (stress importante per la cellula) è causato da questi “tsunami” di glucosio e sodio, dovuti all’azione dell’insulina. Inoltre la fuoriuscita del potassio dalla cellula, può indurre un deficit di questo minerale, fondamentale per l’equilibrio osmolare.

Una delle vie più efficienti a disposizione dell’insulina per eliminare il glucosio dal sangue è l’osmosi. Come abbiamo già detto, l’insulina riversa il glucosio nella matrice extracellulare, insieme al sodio (trattenuto dai reni), al fine di aumentare il gradiente di concentrazione.

Ciò causa un effetto di raggrinzimento delle cellule (l’acqua tende ad uscire dalla cellula per mediare la concentrazione dei minerali nella matrice), fino a costringerle ad attivare un meccanismo di controllo dell’osmosi, le così dette “pompe sodio potassio”. Queste ultime aprono dei canali per far entrare glucosio e sodio, a discapito del potassio, che fuoriesce dalla cellula.
Ciò comporta un rigonfiamento della stessa fino a quando il glucosio non verrà utilizzato nella glicolisi e il sodio fatto uscire nella matrice (dove aumenterà di nuovo il gradiente esterno nella matrice, con un nuovo fenomeno di raggrinzimento della cellula).
Senza le pompe sodio potassio, le cellule non potrebbero sopravvivere. La rincorsa continua all’equilibrio osmolitico (stress importante per la cellula) è causato da questi “tsunami” di glucosio e sodio, dovuti all’azione dell’insulina. Inoltre la fuoriuscita del potassio dalla cellula, può indurre un deficit di questo minerale, fondamentale per l’equilibrio osmolare.
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Al contrario, l’utilizzo da parte della cellula di acidi grassi (lipidi), quale carburante per la produzione di energia con i mitocondri, non comporta stress per l’equilibrio osmolitico. Le pompe sodio potassio svolgono un ruolo fondamentale nelle cellule del tipo eccitabili (cellule nervose e muscolari necessarie per modificare la polarità della cellula), ma non dovrebbero essere attivate, salvo rare eccezioni nelle cellule normali. Difatti le cellule “eccitabili” hanno bisogno di produrre dei segnali elettrici e lo fanno modificando la loro polarità interna (utilizzando le pompe sodio potassio).
Non a caso ne hanno una quantità 100 volte superiore sulla loro membrana (consumano il 90% dell’energia prodotta dalle cellule). Le cellule normali invece, hanno pochissime pompe sodio potassio, essendo la loro capacità di reazione 100 volte inferiore alle loro colleghe del tipo eccitabile.
L’utilizzo delle pompe sodio potassio, a parte la loro lentezza di reazione, comporta cambiamenti nella polarità che disturbano il potenziale di riposo della cellula, creandogli un notevole stress ed interferendo con le attività enzimatiche e funzionali della stessa.
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Radice di Bardana 

Ha proprietà diaforetiche (cioè che aumentano la secrezione del sudore), diuretiche, depurative, detersive, stimolanti, la funzionalità epatica cicatrizzanti.
Per uso esterno è indicata nelle emorroidi, nella foruncolosi, nell’acne e nella seborrea. Della pianta si usano principalmente le radici.
Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle dermatiti, stasi biliare, iperglicemia, insufficienza pancreatica, iperazotemia, uretrite, acne ed emorroidi.

La radice di bardana è una forza della natura per rinvigorire il fegato, e ha una capacità di radicamento che nasce dal profondo della terra.
Quando il fegato è invaso da virus come l’Epstein-Barr, l’herpes zoster, l’HHV-6 e il citomegalovirus o da batteri nocivi, vermi, funghi o altri agenti patogeni, perde il suo radicamento, la sua carica negativa, perché gli agenti patogeni operano a una carica positiva che lo prosciuga.
Cinquanta volte più efficace di altri tuberi e radici, la bardana ripristina i meccanismi di radicamento del fegato, che quindi si rafforza, ritrova la sua vitalità e riesce a espellere gli agenti patogeni.
Se trascurato, con il tempo il fegato perde la sua elasticità spugnosa, diventa duro e s’ispessisce: la compattezza della radice di bardana è proprio quel che ci vuole per ammorbidirlo. I composti fitochimici della bardana aiutano il fegato anche perché arrestano lo sviluppo di cisti e aderenze e riparano i tessuti cicatriziali dell’organo, inoltre hanno un’efficacia impareggiabile nella depurazione dei lobuli epatici.
La bardana ha anche la capacità di disintossicare il nucleo più denso del fegato e di rimuovere gli ormoni tossici provenienti da fonti esterne, come metalli, materiali plastici, diserbanti e fungicidi, dando in questo modo al fegato la possibilità di respirare.
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Le sostanze nutritive della radice di bardana comprendono quasi tutti gli oligoelementi e tracce di vitamine A, C, K e vitamine del gruppo B. Questa radice selvatica esercita anche uno straordinario effetto depurativo sul sistema linfatico e sul sangue, rafforzando i globuli bianchi e le cellule killer per mantenere in forze i linfonodi, in modo che possano svolgere il loro lavoro ed eliminare le cellule patogene e cancerose.
In più, gli enzimi della bardana sono estremamente attivi e operano in sinergia con i numerosi oligoelementi in essa presenti per disintossicare il corpo dai metalli pesanti.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la radice di bardana nella tua vita.
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Gotta, malattie al fegato, calcoli renali e/o biliari, linfomi (anche non Hodgkin), infezioni croniche, cancro al seno, ai polmoni, alla tiroide, al fegato, pleurite, lupus, sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, sclerosi multipla, emicrania, malattie delle gengive, acne, epatite C, affaticamento surrenale, diabete, borsite, celiachia, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, eczema, psoriasi, infezioni ai reni, malattia di Lyme, vermi, infezioni da lieviti.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la radice di bardana nella tua vita.
Tessuti cicatriziali, lesioni e/o aderenze nel fegato, cisti epatiche, fegato stagnante e/o pigro, spasmi alla cistifellea, allergie alimentari, appendicite, mal di testa, dolori allo stomaco, gonfiore, costipazione, mal di schiena, crampi addominali, distensione addominale, invecchiamento accelerato, squilibri glicemici, carenza di minerali (anche di oligoelementi), lesioni alla guaina mielinica, intolleranze alimentari, sensazione di tremolio o vibrazioni nel corpo, intossicazione del sangue, sensibilità alle sostanze chimiche, disturbi della digestione, milza ingrossata, infiammazioni, nevralgie, lesioni alla cartilagine.
L'immagine può contenere: cibo
SUPPORTO EMOTIVO
Se vuoi depurare il corpo, la mente, l’AnimA e anche lo spazio intorno a te dai fantasmi di esperienze passate, porta la bardana nella tua vita per una profonda depurazione emotiva.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Se passando sfiori una pianta di bardana che è andata a seme, poco dopo probabilmente scoprirai di avere teste spinose della pianta attaccate alle calze, ai pantaloni, ai lacci delle scarpe, alla maglia, ai capelli … a tutto ciò a cui possono attaccarsi.
Le teste di bardana ti restano addosso per tutto il viaggio finché arrivi a destinazione. Questo è il metodo che la bardana utilizza per preparare il futuro: lancia i semi a chiunque le passi accanto in modo che vengano trasportati in lungo e in largo e facciano nascere nuove piante.
La bardana c’insegna a spargere semi di speranza a ogni incontro e a riconoscere i messaggi che gli altri ci lanciano per invitarci a diffonderli. Quali semi possiamo affidare alle persone che amiamo e alle nostre conoscenze affinché un giorno li piantino per le vie del mondo mentre percorrono le strade della vita? E quali semi ci sono stati affidati con il compito di spargerli?
L'immagine può contenere: bevanda, cibo e spazio al chiusoSUGGERIMENTI
Dopo un massaggio, bevi una tisana di radice di bardana o prepara una zuppa con radice di bardana per cena per favorire il drenaggio linfatico.
Prova a unire il succo di radice di bardana al tuo centrifugato di verdure. Ha un gusto dolce e terroso che si sposa bene con altri sapori e, se lo bevi appena estratto, i minerali entrano direttamente nell’organismo.
Se ti piace sgranocchiare le carote, prepara la radice di bardana allo stesso modo: pelala e poi tagliala a bastoncini da mangiare come spuntino. Grazie alle proprietà antimicrobiche e alla sua natura fibrosa, aiuta a pulire i denti, libera la bocca dai batteri nocivi e previene le malattie delle gengive.
Offri una tisana di radice di bardana a un amico che ha bisogno di depurarsi emotivamente o fisicamente.
ZUPPA DI BARDANA
Per due/quattro porzioni
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Questa zuppa è perfetta da consumare nei pomeriggi di riposo o anche di primo mattino. È calda, leggera e semplice da preparare. È come un abbraccio per tutto il corpo. Preparane una grossa quantità all’inizio della settimana e consumala ogni giorno. Puoi berla in una tazza o in una scodella: gustala come un dono per il Corpo e l’AnimA.
2 tazze di radice di bardana a fette
2 tazze di carote a fette
2 tazze di funghi a fette
2 tazze di pak choi (cavolo cinese) a fette
1 cipolla bionda a cubetti
1 cucchiaino di aglio tritato
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
½ cucchiaino di sale marino
Metti tutti gli ingredienti in una grossa pentola, ricoprili d’acqua e porta a bollore. Riduci la fiamma e lascia sobbollire per 30/40 minuti, finché gli ortaggi risultano teneri.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)
 
 
 
 
 

Zenzero

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre lo zenzero nella tua vita.
Spasmi, crampi o dolori muscolari, cisti, rigidità muscolare, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, ansia, gastrite, gonfiore, crampi, dolori o disturbi allo stomaco, afta, reflusso gastrico, mal di testa,

In questo nostro mondo viviamo sull’onda delle reazioni. Cominciamo la giornata con degli obiettivi in mente e, prima ancora di rendercene conto, una telefonata ci avvisa di una piccola urgenza, un elettrodomestico si rompe o un cliente ci chiama perché ha una richiesta immediata. All’improvviso entriamo in modalità di emergenza e magari non ne usciamo per il resto della giornata, perché nel momento in cui un problema si risolve ne arriva subito un altro.
Tutto il giorno, tutti i giorni, dobbiamo spegnere incendi grandi e piccoli. La reattività è necessaria per sopravvivere nell’era dell’Accelerazione; allo stesso tempo, però, se non abbiamo un attimo di tregua diventiamo iperreattivi, come quando c’è traffico e tu sei già in ritardo per andare a prendere tuo figlio agli allenamenti di calcio e, senza nemmeno pensarci, ti metti a suonare il clacson a quello davanti a te che si è fermato con il giallo.
Lo zenzero è una delle risorse più importanti per darci un attimo di tregua. Se hai corso dalla mattina alla sera, al termine della giornata, quando finalmente inizi a staccare la spina emotivamente e mentalmente, il corpo fisico spesso rimane in uno stato reattivo, sovreccitato, spasmodico. È così che possono svilupparsi malattie legate allo stress, come affaticamento surrenale, reflusso gastrico, apnea notturna, vescica spastica, insonnia, problemi come la gastrite e gli spasmi al colon, nonché dolori muscolari cronici.
Lo zenzero è l’antispasmodico per eccellenza: nei momenti di tensione, una tisana allo zenzero può calmare lo stomaco scombussolato e sciogliere ovunque la tensione per dodici ore. Non è un tonico per i nervi bensì per gli organi e i muscoli, e dice al corpo che è il momento di lasciarsi andare, che tutto è sotto controllo.
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Se i muscoli della gola sono contratti perché hai urlato o parlato troppo, o perché trattieni qualcosa che vorresti dire ma che reprimi dentro di te, lo zenzero è straordinario per rilassare questa parte del corpo. Aiuta anche ad alleviare i mal di testa di origine tensiva e a far defluire dai tessuti l’acido lattico in eccesso, portandolo nel sangue per poi espellerlo dal corpo.
L’acido lattico, infatti, non viene rilasciato solo per l’attività fisica ma anche per lo stress; se stai seduto tutto il giorno alla scrivania pompando acido lattico nei muscoli, questa sostanza deve trovare una via d’uscita. Le proprietà antispasmodiche dello zenzero derivano da oltre sessanta oligoelementi, oltre trenta aminoacidi (molti dei quali non ancora scoperti) e più di cinquecento enzimi e coenzimi che lavorano in sinergia per calmare la reattività.
Ed essendo antivirale, antibatterico e antiparassitario, lo zenzero merita ogni riconoscimento per la sua capacità di rafforzare le difese immunitarie. Lo zenzero è ottimo anche per supportare lo stress, ricostruire il DNA, aumentare la produzione di vitamina B12 e molto altro. Passeranno cent’anni prima che si scoprano tutte le sue potenzialità.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre lo zenzero nella tua vita.
Pancreatite, calcoli biliari, affaticamento surrenale, spasmi al colon, apnea notturna, spasmi alla cistifellea, insonnia, laringite, raffreddore, influenza, ernia iatale, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, emicrania, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, malattie della tiroide, malattia infiammatoria pelvica, HHV-6, eczema, psoriasi, ansia, SLA, fascite plantare, sindrome di Raynaud, esposizione alle radiazioni, tutti i tipi di cancro (specialmente alla tiroide e al pancreas), celiachia, sinusite cronica, infezioni all’orecchio, micosi, papilloma virus, insonnia, linfedema, lupus, artrite reumatoide, artrite psoriasica, herpes zoster.
SINTOMI
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Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre lo zenzero nella tua vita.
Spasmi, crampi o dolori muscolari, cisti, rigidità muscolare, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, ansia, gastrite, gonfiore, crampi, dolori o disturbi allo stomaco, afta, reflusso gastrico, mal di testa, spasmi alla cistifellea, dolore pelvico, mal di schiena, capogiri, stordimento, problemi ai seni nasali, congestione (in particolare al petto e ai seni nasali), tosse, frequente bisogno di urinare, incontinenza, ritenzione idrica, accumulo di peso, allergie alimentari, anomalie negli esiti del Pap test, carenza di minerali, intolleranze alimentari, eruttazione, diarrea, confusione mentale, nausea cronica, spasmi al colon, disturbi della digestione, colesterolo alto, disturbi del sonno, spossatezza.
SUPPORTO EMOTIVO
Lo zenzero è ideale per chi si sente costretto a trattenersi dal dire ciò che vorrebbe. Quando il silenzio è forzato, ci sono circostanze in cui è giusto parlare comunque, mentre in altre hai l’impressione che dire la tua opinione, per quanto valida, non farebbe che peggiorare le cose. Lo zenzero è l’ideale per quest’ultimo caso. Siccome trattenere i tuoi veri sentimenti può darti un senso di soffocamento – e anche causare spasmi muscolari – è molto importante rilasciare tutta la tensione, e lo zenzero svolge questo lavoro in modo splendido.
INSEGNAMENTO Spirituale
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Lo zenzero c’insegna che non sempre dobbiamo avere un’intuizione, una chiave, una soluzione per lasciar andare ciò che non ci aiuta. Non dobbiamo elaborare ogni cosa o stressarci per avere un po’ di sollievo. Non dobbiamo necessariamente reagire: sono già tante le situazioni in cui dobbiamo essere reattivi e non c’è ragione di crearne altre.
Così come puoi rivolgerti allo zenzero per alleviare gli spasmi muscolari e sciogliere i nodi allo stomaco, puoi lasciare che il suo magico effetto curi anche la tua AnimA, che sani le ferite e ripari i danni senza che tu faccia niente.
SUGGERIMENTI
Lo zenzero si può riutilizzare più volte nell’arco della giornata. Con la stessa radice puoi preparare diverse tazze di tisana.
In corrispondenza della luna piena, l’effetto dello zenzero aumenta del 50 per cento.
Prima di prendere una decisione importante, consuma dello zenzero per un breve periodo.
Appena prima di fare un bagno terapeutico, bevi dell’acqua con zenzero o una tisana allo zenzero per aumentare il potere curativo del bagno.
SUCCO DI LIME E ZENZERO
Per due/quattro porzioni
L'immagine può contenere: bevanda e cibo
Questo succo è straordinariamente tonificante e molto utile per chiunque cerchi di ridurre il consumo di caffeina. Il gusto pungente dello zenzero fresco renderà questa bevanda una delle tue preferite.
¼ di tazza di miele
4 tazze d’acqua, da tenere separate
1 cucchiaio di succo di zenzero (una radice di circa 7,5 cm)
1 tazza di succo di lime (circa 10 frutti)
¼ di tazza di foglie di menta fresca
Scalda il miele in una tazza d’acqua finché si scioglie completamente e poi ascialo intiepidire. Intanto spremi i lime e lo zenzero e versali in una caraffa. Unisci le restanti tazze d’acqua, aggiungi il miele sciolto e le foglie di menta fresca e mescola. Lascia raffreddare in frigorifero.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)
DigesVin
 

Angelica Pianta Officinale & O.E.

L’angelica costituisce un buon trattamento nei casi di digestione difficile (aerofagia, gonfiori, flatulenza), spasmi digestivi nervosi, mal di pancia (colite), angoscia, emotività, insonnia e nervosismo.

(Angelica archangelica), famiglia Apiaceae.

Note Bibliografiche:

Note Bibliografiche: E’ inconfondibile per i suoi grandi ombrelli ed i suoi fiori circondati da sciami d’api. Ancora oggi nei paesi nordici l’angelica viene consumata come verdura. L’angelica rivitalizza tutto l’organismo, aumenta la resistenza fisica e psichica, combatte crampi e flaccidità e previene la depressione.

Nel medioevo l’angelica era conosciuta come medicamento “guarisci tutto” poichè molte malattie hanno la loro origine nella psiche. L’angelica calma, rilassa, armonizza e riequilibra. E’ pertanto molto adatta in caso di stress che causa disturbi gastrici ed intestinali.

L’angelica ha però anche proprietà eccitanti ed il momento dell’assunzione è quindi d’importanza fondamentale: con il pasto stimola la digestione; dopo il pasto è stimolante, prima di dormire ha azione rilassante.

L’angelica costituisce un buon trattamento nei casi di digestione difficile (aerofagia, gonfiori, flatulenza), spasmi digestivi nervosi, mal di pancia (colite), angoscia, emotività, insonnia e nervosismo.

Durante la gravidanza evitare le dosi elevate poiché la pianta stimola l’utero. I diabetici dovrebbero assumerne solo piccole dosi.

Azione Terapeutiche sia come Olio Essenziale in MicroDosi che Tintura Madre Spagyrica:

  • Gastrite atonica, con riduzione dei succhi gastrici, acidosi e dispepsia.
  • Potente sedativo nervoso
  • Rilassante, calmante
  • Eupeptico, carminativo
  • Colite, dismenorrea, turbe psicosomatiche.
  • Anticoagulante
  • Purificante del sangue, stimola il sistema linfatico, stimolante ghiandolare, diuretico, favorisce la traspirazione
  • Anoressia, mancanza di appetito.
  • Dolori cronici dell’ apparato gastrointestinale, gastralgia.
  • Debolezza fisica e psichica, carenza dello stato immunitario.
  • Vaginite da Candida, Herpes genitale e Papilloma virus.
  • Debolezza cardiaca, disturbi circolatori alle estremità.
  • Ipofollicolinismo, mancanza di estrogeni.
  • Antispasmodica, carminativa, digestiva.
  • Amaro – aromatica, stimolante l’appetito.
  • Stimolante immunitario (produzione interferone).
  • Antibatterica, antifungina, antivirale.
  • Facilita la produzione di sangue.Sedativa delle surrenali.
  • Azione estrogenica.Miorilassante, sedativa.

FOGLIE: pleurite e bronchite, applicate come compresse; dispepsia flatulenta.

RADICE: bronchite associata con deficienza vascolare, catarro, catarro respiratorio, asma d’origine psicosomatica, dispepsia flatulenta, anoressia nervosa, malattie reumatiche, disturbi vascolari periferici.

Sinergismi frequenti:

Foglie: Camomilla romana per i disturbi digestivi.

Radici: Farfara nel catarro bronchiale.

Camomilla romana nell’anoressia e dispepsia.

Avvertenze e controindicazioni:

I preparati di Angelica danno buoni risultati nell’anoressia mentale.

Note:

L’E.S.C.O.P. sconsiglia l’uso di tutta la parte aerea in ragione della presenza di furocumarine. Le foglie possono tuttavia essere usate per farne compresse per infiammazioni pettorali

 

Coriandolo Pianta Officinale & O.E.

Indicazioni : apparato digerente disturbi: aerofagia, gas, indigestione, gonfiore, digestioni lente, dolore congiunto all’artrosi e reumatico,

Coriandolo (Coriandrum sativum)

Parti impiegate: semi e foglie

Il coriandolo è più conosciuto per il suo utilizzo alimentare (salse e condimenti) e liquoristico (vermouth ed amari), grazie a spiccate caratteristiche aromatiche che lo rendono insostituibile per le sue qualità di ridurre ed eliminare le forme fermentative intestinali, nonché sedare le forme colitiche e contribuire a ridurre i fenomeni diarroici.

Il coriandolo si può pertanto ritenere una delle piante più gradite tra coloro che presentano difficoltà digestive e/o fenomeni diarroici dovuti, per lo più, a manifestazioni somatiche dello stress.

Coadiuvante tradizionale per i disturbi dispeptici (senso di pienezza gastrica, digestione lenta, e spasmi gastrici) per i disturbi da colon irritabile (diarrea, spasmi intestinali e flatulenze).

Modalità d’uso: un cucchiaino da tè di semi schiacciati (oppure mezzo cucchiaino da tè di polvere) per una tazza di acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 5 minuti, dose massima 3 tazza al giorno.

TM 10-20 gocce dopo i pasti principali. OE 1-3 gocce su una zolletta di zucchero, 3 volte al giorno, preferibilmente non usare OE per uso interno (può danneggiare la mucosa gastrica), meglio tollerato la MicroDose.

Fa parte di numerose: pomate contro i dolori reumatici. Stimola la digestione, carminativo, stomachico. Coriandolo fa parte di molti liquori.

Proprietà come Olio Essenziale:

-Tonico digestivo

– Antibatterico

-Antivirale

-Antimicotico

-Dolore,

– Tonico generale, euforico in alto-dosaggio

Indicazioni :

-Apparato digerente disturbi: aerofagia, gas, indigestione, gonfiore, digestioni lente

-Dolore congiunto all’artrosi e reumatico,

– proprietà antivirali e batteriche del tratto respiratorio e digestivo, le infezioni del tratto urinario,

-indicato nell’eccitazione da stress e disturbi del sonno

Uso esterno :

. Diluire in (20% di olio vegetale):

. sull’addome (mal di stomaco e disturbi digestivi)

. sulla zona dolente per reumatismi e joint pain

. lungo la colonna vertebrale e sui polsi per la sua azione sul sistema nervoso

Altri usi:

2 gocce in piatti Indiani per aromatizzare la cucina.

Precauzioni:

-Obsoleto durante i primi 3 mesi di gravidanza.