Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

Parte 2.

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

Risultati immagini per epstein barr virus sintomi

L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

Risultati immagini per epstein barr virus sintomi

L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

Risultati immagini per epstein barr virus sintomi

Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

Risultati immagini per estratti di verdura

Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

 

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

Parte 2.

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

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L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

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L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

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Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

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Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

 

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Aloe Vera 

Il suo effetto antinfiammatorio ricostituisce l’appendice e l’ileo, una porzione importante del tratto intestinale perché è qui che si produce la vitamina B12 quando l’apparato digerente funziona a dovere. Ma non è tutto: nel risanare l’ileo, l’aloe vera fornisce una forma altamente biodisponibile di vitamina B12, aumentando la produzione di questa sostanza.

Come rimedio per uso esterno, l’aloe vera è famosa per lenire bruciature, tagli, escoriazioni, lividi, punture d’insetti e soprattutto scottature solari, ma per uso interno il suo spettro d’azione è molto più ampio. Se t’interessano i clisteri e i lavaggi del colon, porta l’aloe vera nella tua vita: il solo fatto di consumarla garantisce una depurazione dell’intestino, oltre ad alleviare la costipazione.
L’aloe vera contiene più di settanta oligoelementi che, raggruppandosi, formano leghe medicinali non ancora scoperte. Esse operano in sinergia con una sostanza fitochimica, l’aloina, che calma le infiammazioni intestinali, il che rende l’aloe un rimedio eccellente per colite, sindrome del colon irritabile e morbo di Crohn.
Il suo effetto antinfiammatorio ricostituisce l’appendice e l’ileo, una porzione importante del tratto intestinale perché è qui che si produce la vitamina B12 quando l’apparato digerente funziona a dovere. Ma non è tutto: nel risanare l’ileo, l’aloe vera fornisce una forma altamente biodisponibile di vitamina B12, aumentando la produzione di questa sostanza.
L’aloe vera è antivirale, antibatterica, antifungina (anche antimuffa) e antiparassitaria (anche antivermi). È straordinariamente utile per debellare tutti gli agenti patogeni che causano il cancro al colon, allo stomaco e al retto, per eliminare l’Helicobacter pylori e supportare il pancreas. In più ha la straordinaria capacità di arrestare lo sviluppo di polipi e ridurre la crescita delle emorroidi. E se ti preoccupa l’esposizione alle radiazioni, chiedi aiuto all’aloe: il suo betacarotene combinato alle lignine rimuove le radiazioni dal corpo.
MALATTIE
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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre l’aloe vera nella tua vita. “Personalmente uso l’Aloe arborescens” la nostra non supera i 70 cm di altezza, coltivata al lato sud della sicilia, mentre in Africa può arrivare a 2 metri
Sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn, colite, qualunque infiammazione intestinale, cancro al colon-retto, allo stomaco, al pancreas, esofago di Barrett, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera gastrica, infezioni alle vie urinarie, comprese quelle ai reni e alla vescica, vaginosi batterica, fascite plantare, neuroma di Morton, sciatica, virus di Epstein Barr/mononucleosi, scottature solari, lividi, tagli, escoriazioni, emorroidi, polipi, diverticolite, acne, SLA, eczema, psoriasi, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, infezione da Escherichia coli, infezione da Clostridium difficile, infezione da Helicobacter pylori, intossicazioni alimentari, steatosi epatica, ernia iatale, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), epatite A, B, C e D, papilloma virus, itterizia, malattie al fegato, megacolon, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), herpes zoster, infezioni da streptococco alla gola, PANDAS (disturbi neuropsichiatrici infantili di origine autoimmune associati alle infezioni da streptococco).
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre l’aloe vera nella tua vita.
Infiammazioni, reflusso gastrico, spossatezza, costipazione, gonfiore, ansia, occhiaie, allergie alimentari, distensione addominale, mal di stomaco, disturbi allo stomaco, crampi addominali, disfunzioni del fegato, fegato stagnante e/o surriscaldato, pre-steatosi epatica, squilibri ormonali, appendicite, infiammazioni intestinali, carenza di acido cloridrico.
SUPPORTO EMOTIVO
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L’aloe è il rimedio perfetto se hai appena affrontato un grosso cambiamento, come il trasloco in una nuova casa, e avverti un senso di vuoto, solitudine, spaesamento e nostalgia. Questo alimento ti aiuterà a sentirti in armonia con il tuo nuovo ambiente.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
L’aloe esiste fin dall’antichità, ma molti di noi non hanno familiarità con tutte le sue possibili applicazioni. Imparare a conoscerla ispira a guardare il mondo che ci circonda con occhi nuovi. C’è qualcos’altro nella tua vita che potrebbe servire a molti scopi se solo ne esplorassi le varie sfaccettature?
SUGGERIMENTIImmagine correlata
Le grandi foglie di aloe per uso alimentare ormai si trovano in molti negozi.
Una volta a casa, taglia la sezione centrale della foglia (circa dieci centimetri, scartando le due estremità) e sfilettala, rimuovendo la buccia verde e prelevando con un cucchiaio la polpa gelatinosa.
Puoi mangiarla così com’è, frullarla con un po’ d’acqua o aggiungerla a frullati e centrifugati.
L’aloe mantiene intatta la sua natura selvatica anche se proviene dal supermercato invece che dall’orto o dal davanzale di casa tua.
Se hai le occhiaie, o non sei soddisfatto della tua pelle e vorresti un aspetto più giovane e luminoso, consuma dell’aloe fresca ogni giorno. Per la pelle l’uso interno è più benefico rispetto all’uso esterno.
Per gli animali domestici, il gel di aloe fresca (non raffinato e senza conservanti) è un rimedio incredibile da applicare su escoriazioni, punture di pulci e zecche e sulle zone in cui l’animale ha perso il pelo.
BEVANDA ALL’ALOE
Per una porzione
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Il sapore del succo d’arancia e dell’acqua di cocco si coniuga con il gel di aloe per creare una bevanda squisita e vitalizzante. Gustala al mattino a digiuno, perché risveglia l’intero organismo con una generosa idratazione e la solarità degli agrumi.
2 arance
1 tazza d’acqua di cocco
¼ di foglia di aloe
Taglia le arance e spremile, ricavando circa una tazza di succo. Trasferisci il succo in un mixer e aggiungi l’acqua di cocco. Taglia la foglia di aloe, estrai due cucchiai di polpa chiara e mettila nel mixer insieme agli altri ingredienti fino a ottenere un liquido omogeneo e schiumoso. Versa in un bicchiere e bevi subito.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Alchechengi (Physalis alkekengi)

Attività biologiche e di ricerca clinica: 
Oltre alle azioni anticancro e antileucemica mullaca di, diversi gruppi di ricerca hanno confermato l’attività antibatterica e antivirale di mullaca. Più recentemente, nel 2002 e 2000, mullaca stato dimostrato attivo in vitro contro diversi ceppi di mycobacteriums e micoplasmi (entrambi i tipi molto resistenti di batteri che non sono molto sensibili agli antibiotici standard).

Le principali sostanze chimiche: i vegetali isolati in mullaca finora includono: ayanin, acido clorogenico, colina, ixocarpanolide, miricetina, phygrine, physagulin A G attraverso, Physalin A K attraverso, physangulide, sitosterolo, vamonolide, withaminimin, withangulatin A, withanolide D, withanolide T e withaphysanolide.
Proprietà: Detergente del sangue.
Principali disturbi trattati tradizionalmente: Eccesso di colesterolo e trigliceridi. Diabete, antinfiammatorio e diuretico, come disinfettante, per l’asma e la malaria.
Utilizzo Orale: Prendere 20 gocce ogni 8 ore, diluito in 1/4 di bicchiere di acqua, tè o succo di frutta. Bambini: 1 goccia per 5 kg di peso ogni 8 ore.
Precauzioni:
Nel caso di persone con ulcere allo stomaco, diluito con il bianco dell’uovo o gelatina. Se è la prima volta che si prende questo farmaco, o se sta assumendo altri farmaci su base giornaliera, gestire progressivamente:
10 gocce ogni 8 ore i primi 3 giorni;
15 gocce ogni 8 ore 3 giorni;
20 gocce ogni 8 ore il settimo giorno.
Non somministrare ai bambini di età inferiore a 1 anno, né per le donne in gravidanza o allattamento al seno.
Risultati immagini per Physalis alkekengiAttività biologiche e di ricerca clinica:
Oltre alle azioni anticancro e antileucemica mullaca di, diversi gruppi di ricerca hanno confermato l’attività antibatterica e antivirale di mullaca. Più recentemente, nel 2002 e 2000, mullaca stato dimostrato attivo in vitro contro diversi ceppi di mycobacteriums e micoplasmi (entrambi i tipi molto resistenti di batteri che non sono molto sensibili agli antibiotici standard).
Oltre a queste azioni, ha dimostrato efficaci proprietà antibatteriche in vitro contro numerosi tipi di batteri gram negativi e gram positivi, compresi Pseudomonas, Staphylococcus e Streptococcus.
Altri gruppi di ricerca in Giappone si sono concentrati sulle azioni antivirali mullaca e studi preliminari indicano che è attivo in vitro contro polio virus che, Herpes simplex virus , il virus del morbillo, e HIV-I – dimostrano effetti inibitori della trascrittasi inversa.
è stata oggetto di recente ricerca clinica (che è ancora in corso), sulla base degli studi preliminari che dimostrano che è uno stimolante immune efficace, è tossico per numerosi tipi di cancro e cellule leucemiche, e che ha proprietà antimicrobiche. Gli steroidi hanno ricevuto maggiore attenzione, e molte delle azioni documentati anti-tumorali, e anti-leucemica sono attribuite a questi steroidi.
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Vari estratti , nonché questi steroidi estratti vegetali chiamati physalins, hanno mostrato forte in vitro e in vivo (topi) attività contro numerosi tipi di cellule tumorali umane e animali compresi polmone, colon, nasofaringe, fegato, cervice, melanoma e glioma (cervello) le cellule tumorali.
Questa ricerca sul cancro ha iniziato nei primi anni 1980 con i ricercatori in Thailandia e negli Stati Uniti ed è stata verificata con la ricerca effettuata presso l’Università di Taiwan nel 1992 (dove ha dimostrato un effetto significativo nei confronti di cinque linee cellulari tumorali umane e di tre linee cellulari tumorali di origine animale).
Poi, nel 2001, i ricercatori della University of Houston isolato ancora un’altra sostanza chimica che hanno dimostrato una tossicità significativa contro le cellule tumorali, le cellule nasofaringe, cancro del polmone (adenocarcinoma) così come la leucemia nei topi.
Con le cellule tumorali, la ricerca suggerisce che molte delle sostanze chimiche steroidei della mullaca agiscono a livello enzimatico per arrestare il normale ciclo cellulare nelle cellule tumorali e causare danni al DNA all’interno delle cellule tumorali (rendendoli incapaci di replicarsi).