L’importanza del magnesio (e del cloruro di magnesio) per la nostra salute

Il cloruro di magnesio ha una qualità in più rispetto a qualsiasi altro composto a base di magnesio: rafforza il sistema immunitario e permette di affrontare le infezioni (batteriche e virali) ed aiuta quindi anche a sbarazzarsi dei patogeni.

Asse Intestino – Cervello
Il magnesio è stato utilizzato in passato prevalentemente sotto forma di “Sali di epsom” ovvero solfato di magnesio eptaidrato (formula chimica MgSO4 7H2O) che ha anche una funzione lassativa (qualcuno riporta anche un’efficacia nella riduzione della pressione), e come antiacido. Attualmente viene utilizzato anche sotto forma di idrossido di magnesio, che ha funzione sia lassativa che antiacida ed anche in altre forme.
All’interno del corpo la quasi totalità del magnesio si trova all’interno di cellule e tessuti (99%) e solo l’1% circola ne sangue. Per questo motivo è difficile valutare le eventuali carenze di magnesio solo a partire dal livello di magnesio del sangue (invece è attendibile la stima del magnesio intra-eritrocitario, ovvero del magnesio intracellulare dei globuli rossi).
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Nelle ossa troviamo il 70% del magnesio presente nel corpo umano, il resto si distribuisce principalmente tra tessuto muscolare e tessuto nervoso; già questo dovrebbe far comprendere quanto sia importante il magnesio per una buona salute di ossa (denti compresi), muscoli (cuore compreso), e sistema nervoso (cervello compreso).
Ma il magnesio è coinvolto nell’attività di circa 300 enzimi e quindi sostanzialmente non esiste attività, non esiste funzione del nostro corpo per il quale il magnesio non sia importante. Per esempio anche i calcoli delle vie urinarie possono essere una conseguenza della carenza di magnesio.
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Il dottor Price nel su libro Nutrition and physical degeneration riporta che alcune popolazioni “primitive” che ancora nei primi anni del 1900 si alimentavano secondo le usanze tradizionali (caccia, raccolta e a volte un po’ di agricoltura o di allevamento) arrivavano ad assumere quantità di magnesio fino a 20 volte maggiori degli occidentali “progrediti” che li avevano conquistati.
Adesso, dopo quasi cent’anni, la situazione è ancora peggiorata giacché l’agricoltura industriale depriva regolarmente il suolo di magnesio, così come l’abitudine di cuocere i cibi gettando l’acqua di cottura, così come il consumo di cereali raffinati. Le dosi di assunzione che le nostre istituzioni sanitarie raccomandano per il magnesio sono riferite a quella che appare una “normale” (ovvero diffusa) condizione di carenza.
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Non sorprende che le persone sofferenti di disbiosi, e quindi di un maggiore o minore problema di malassorbimento dei nutrienti abbiano nei loro corpi livelli di magnesio ancora minori, e che l’integrazione di magnesio apporti loro dei particolari benefici. Qui di seguito una carrellata di articoli scientifici conferma di quanto appena detto.
L’articolo The effectiveness of essential fatty acid, B vitamin, Vitamin C, magnesium and zinc supplementation for managing stress in women: a systematic review protocol mostra per esempio (come dice lo stesso titolo), l’efficacia dell’integrazione di acidi grassi essenziali (omega 3), vitamina del complesso B, della vitamina C e magnesio nella gestione dello stress nelle donne.
E qui occorre aprire una parentesi per chiarire che, alla luce di quanto detto sugli effetti delle pillole contraccettive e delle cure ormonali per la menopausa per comprendere come la donna sia soggetta mediamente ad un maggiore carico di farmaci che danneggiano il microbiota con notevoli conseguenze sullo stato mentale e la suscettibilità allo stress.
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La carenza di magnesio nei malati di diabete di tipo 1 e di tipo 2 viene riportata dagli articoli Chromium, zinc and magnesium status in type 1 diabetes e Magnesium and type 2 diabetes . Il secondo in particolare ci informa che una diminuzione della concentrazione intracellulare del magnesio inibisce parzialmente alcune funzioni biologiche che portano alla fine al peggioramento della resistenza insulinica, e che oltre ai bassi livelli di magnesio assunti è da considerare anche l’aumento della perdita di magnesio con l’urina.
L’articolo Oral magnesium supplementation decreases C-reactive protein levels in subjects with prediabetes and hypomagnesemia: a clinical randomized double-blind placebo-controlled trial , ci informa che l’integrazione di magnesio (in soggetti pre-diabetici e carenti di magnesio) porta alla diminuzione dei livelli di un indicatore dell’infiammazione.
L’articolo Addressing potential role of magnesium dyshomeostasis to improve treatment efficacy for epilepsy: A reexamination of the literature , ci informa che l’integrazione di magnesio ha aumentato il livello di soglia per lo scatenarsi delle crisi epilettiche (rendendole quindi meno frequenti).
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L’articolo Effects of transdermal magnesium chloride on quality of life for patients with fibromyalgia: a feasibility study , riferisce della positiva efficacia dell’applicazione del cloruro di magnesio sulla pelle delle gambe e delle braccia dei malati di fibromi algia.
Infine l’articolo Role of fatty acids and micronutrients in healthy ageing: a systematic review of randomised controlled trials set in the context of European dietary surveys of older adults ci informa (a ulteriore conferma di quanto già scritto) che i livelli di acidi grassi essenziali (omega 3) magnesio, vitamina D, zinco, potassio e rame nelle nostre popolazioni occidentali sono spesso al di sotto dei livelli raccomandati, e che per invecchiare bene occorre integrarli.
Detto questo, i casi di eccesso di magnesio sono rarissimi (per quanto pericolosi) ed essenzialmente legati ai casi di disfunzione renale; normalmente infatti una certa parte del magnesio ingerito viene escreta con l’urina, ma se questo meccanismo è bloccato o mal funzionante si può andare incontro ad un pericoloso accumulo di magnesio.
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Per avere dei livelli ottimali di magnesio occorre quindi cambiare abitudini alimentari: evitare i cereali raffinati, non buttare mai via l’acqua di cottura dei cereali e delle verdure orientandosi quindi verso la cottura di cereali in chicchi (cotti a risotto con le verdure) o ancora meglio verso una dieta “ancestrale” (paleolitica) scegliendo dove possibile cibi biologici. In diversi casi di carenza di magnesio può essere utile per un certo periodo assumere degli integratori.
Fra i tanti integratori uno dei più facilmente assorbibili e decisamente il più economico è il cloruro di magnesio, che ha però il brutto inconveniente di avere un sapore decisamente amaro; per gli adulti determinati a stare meglio questo può non essere un grosso problema, ma per i bambini sì.
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È possibile pensare a sciroppi di cloruro di magnesio col miele (in tal caso dopo l’assunzione dello sciroppo andrebbe bevuto un sorso d’acqua) ed esistono in commercio anche pillole di cloruro di magnesio (per i bambini più grandi che riescono già ad inghiottirle, o per gli adulti schizzinosi e frettolosi).
Il cloruro di magnesio ha una qualità in più rispetto a qualsiasi altro composto a base di magnesio: rafforza il sistema immunitario e permette di affrontare le infezioni (batteriche e virali) ed aiuta quindi anche a sbarazzarsi dei patogeni. Ciò vuol dire che il cloruro di magnesio può essere un ottimo e naturalissimo alleato per sconfiggere la disbiosi intestinale specie se utilizzato assieme a dei probiotici specifici (e magari a dell’amido resistente che permette ai probiotici di attecchire meglio).
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Che ci crediate o no alcuni medici sin dai primi anni del 1900 utilizzarono con successo il cloruro di magnesio sia per endovena che per via orale (oltre che applicato sulle ferite) per curare le più disparate condizioni patologiche, curando persino casi di poliomielite, difterite ed altre malattie infettive infantili.
Se volete toccare con mano le prove di quanto appena riferito vi consiglio di leggere il libro Curarsi con il magnesio di Raul vergini (Red Edizioni), dove sono riportate le lettere che il dottor P. Delbet spedì al dottor A. Neveu per informarlo dell’incredibile ostruzionismo posto dalle istituzioni sanitarie francesi alla cura col cloruro di magnesio a dispetto delle tante sperimentazioni positive e della totale assenza di effetti collaterali alle dosi utilizzate.
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Tale semplice, naturalissima e poco costosa cura non venne mai pubblicizzata per una precisa volontà da parte di quelle stesse istituzioni sanitarie sanitari che proprio in quegli anni aprirono le porte a un’altra strategia (questa volta più complessa, più artificiale, più rischiosa e decisamente più costosa, ma proprio per questa apportatrice di maggiori profitti), quella delle vaccinazioni. Prima dell’epoca delle vaccinazioni si prescrivevano farmaci solo ai malati, ma con l’invenzione dei vaccini si realizzò il sogno segreto di qualsiasi azienda farmaceutica: inondare di farmaci tutti i soggetti sani.
Di conseguenza il cloruro di magnesio, l’ennesimo rimedio miracoloso e di bassissimo costo, pur essendo ancora disponibile come integratore in qualsiasi farmacia, è stato messo nel dimenticatoio perché il suo utilizzo si scontrava con gli interessi delle case farmaceutiche. Nonostane tutto troviamo alcune sporadiche ricerche sul suo utilizzo.
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L’articolo Rescue treatment and prevention of asthma using magnesium throat lozenges: Hypothesis for a mouth-lung biologically closed electric circuit riferisce dell’efficacia delle patiglie al cloruro di magnesio per il trattamento e la prevenzione dell’asma. L’articolo Evaluating the Effectiveness of Adding Magnesium Chloride to Conventional Protocol of Citrate Alkali Therapy in Children with Urolithiasis riferisce dell’efficacia dell’aggiunta di cloruro di magnesio alla terapia convenzionale per i calcoli delle vie urinarie. L’articolo Magnesium-adenosine triphosphate in the treatment of shock, ischemia, and sepsis mostra che una molecola ottenuta dalla combinazione di cloruro di magnesio e ATP ha degli effetti benefici nei casi di shock, ischemia e sepsi.
Per assumere il cloruro di magnesio basta comprare il sale (anche in farmacia, sebbene ordinato via internet spesso costi di meno) e scioglierne 25 grammi in un litro d’acqua. Per un adulto Raul ergini nel suo libro Curarsi con il magnesio indica due dosi da 125 cc di tale soluzione (circa mezzo bicchiere d’acqua) due volte al giorno nei casi più gravi e/o di maggiori carenze da magnesio, per poi passare dopo un poco ad una dose di mantenimento di una dose sola (per i bambini di meno di 5 anni le dose vanno opportunamente diminuite).
In realtà, specie se l’assunzione di cloruro di magnesio è associata ad una dieta paleolitica, potrebbe essere necessario iniziare con dosi molto minori ed aumentare gradatamente, altrimenti si rischia di soffrire di una fastidiosa reazione di Herxheimer (diarrea, gonfiore, flatulenza, il temporaneo acuirsi dei sintomi di alcuni disturbi causati dalla disbiosi).
919 Pubblicato su JBI Database System Reviews and Implementations Report. 2015 Aug 14;13(7):104-18, autori McCabe D, Colbeck M.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26455850.
920 pubblicato su Current opinion in clinical nutrition and metabolic care 2015 Nov;18(6):588-92, autori Lin C C, Huang Y L;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26406393.
921 Pubblicato su World Journal of Diabetes. 2015 Aug 25;6(10):1152-7, autori Barbagallo M, Dominguez L J;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26322160.
922 Pubblicato su Archives of medical research 2014 May;45(4):325-30; autori Simental-Mendía L E, Rodríguez-Morán M, Guerrero-Romero F;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24814039.
924 Pubblicato su Journal of Clinical Pharmacology 2015 Aug 27, autori Osborn K E, Shytle R D, Frontera A T, Soble J R, Schoenberg M R;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26313363.
924 Pubblicato su Journal of Integrative Medicine 2015 Sep;13(5):306-13, autori Engen D J, McAllister S J, Whipple M O, Cha S S, Dion L J, Vincent A, Bauer B A, Wahner-Roedler D L;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26343101.
925 Pubblicato su Journal of Human Nutrition Diet 2015 Aug 18, autori Ruxton C H, Derbyshire E, Toribio-Mateas M;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26286890.
926 Pubblicato su Medical Hypotheses. 2006;67(5):1136-41, autore Eby G A; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16797866.
927 Pubblicato su International Journal of Preventive Medicine. 2012 Nov; 3(11): 791–797, autori Alaleh Gheissari, Amin Ziaee et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3506091/.
928 Pubblicato su Critical Care Medicine 1992 Feb;20(2):263-75, autori Harkema J M, Chaudry I H; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1737460.

Maitake

Sarebbe indicato infatti per la prevenzione di:
• influenza ed altri disturbi da raffreddamento, come mal di gola
• ipertensione
• diabete
• infezioni varie, tra cui quelle causate da herpes virus.
• protegge il fegato
• rinforza il sistema immunitario e molto altro

Maitake – Specie: Grifola frondosa (Dicks) Gray Famiglia: poliporaceae – Droga: il carpoforo
È un fungo basidiomicete che cresce sui tronchi del castagno nelle zone temperate. È un buon commestibile se raccolto da giovane ma è più interessante per le sue proprietà salutistiche.

La parte aerea sporifera (carpoforo) è ricca di polisaccaridi (soprattutto 1,3 e 1,6 betaglucani) responsabili di attività immunostimolanti attraverso un meccanismo di attivazione dei macrofagi, dei linfociti T e di altri fattori immunitari, stimola la maturazione, la differenziazione e la proliferazione delle cellule linfoidi e attiva le cellule natural Killer, tramite la modulazione dei livelli di TNF (tumor necrosis factor) e interleuchine. Questi composti hanno spinto molti studiosi a valutarne l’attività nella prevenzione e come coadiuvante delle neoplasie.
Contiene anche lipidi (acido decanoico e ottadecanoico) e fosfolipidi probabilmente coinvolti nei processi di adattogenesi dell’organismo. I betaglucani sono anche coinvolti nel metabolismo del glucosio nel sangue conferendo un’azione ipoglicemizzante.
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È un raro fungo d’albero che cresce nel nord del Giappone. Il suo nome botanico é Grifolia frondosa, e, data la sua rarità e la sua efficacia, é piuttosto costoso. Studi condotti da un microbiologico giapponese hanno dimostrato che il Maitakè, grazie ad un suo specifico componente, il D-glucano, rafforza le nostre difese immunitarie e protegge da virus e batteri.
Da circa venti anni, il Maitake è oggetto di attenti studi da parte della comunità scientifica. Il suo alto contenuto in beta glucani giustifica i suoi importanti effetti immunologici.
Esso infatti è uno dei funghi più usati nella terapia delle neoplasie sia per le sue proprietà di stimolo diretto sulla funzione dei macrofagi, che per la sua azione citotossica specifica nei confronti delle cellule neoplastiche, oltre che per la straordinaria assorbibilità dei sui principi.
Sarebbe indicato infatti per la prevenzione di:
• influenza ed altri disturbi da raffreddamento, come mal di gola
• ipertensione
• diabete
• infezioni varie, tra cui quelle causate da herpes virus.
• protegge il fegato
• rinforza il sistema immunitario
• utile per combattere le fasi dell’invecchiamento
• agisce su diversi fattori impedendo l’insorgere o il progredire dell’arteriosclerosi
• ottimo nelle anemia
• ottima azione sui trigliceridi sanguigni
• prevenzione e salvaguardia delle T-Cells dall’azione del virus HIV
Il Maitake è ricco di amminoacidi essenziali, di vitamine e di minerali.
I risultati di test scientifici rivelano che 100g del prodotto asciutto contengono 22.75g di proteina, 23.58g gli amminoacidi, e la restante quantità divise in: vitamine C, vitamina E, A, B1 e B2 e selenio organico.
 
 
 

Inibitori di pompa "effetti"

reazioni avverse, fra cui aumento di malattie renali acute e croniche; fratture; ipomagnesemia, infezioni daClostridium difficile e polmonite; rischio cardiovascolare.

Asse Intestino – Cervello
Effetti avversi associati all’uso di inibitori di pompa protonica: uno studio su JAMA, nel rieducare l’acidità dei succhi gastrici … Pillole dal Mondo n. 922 25/01/2016
In un recente articolo pubblicato su JAMA Internal Medicine alcuni ricercatori statunitensi riportano i dati sugli effetti negativi dell’uso, spesso eccessivo, degli inibitori di pompa protonica, largamente impiegati negli USA (ma anche in Italia, come rilevano i dati OsMed) per il trattamento della dispepsia e per la prevenzione del sanguinamento gastrointestinale nei pazienti cui è prescritta una terapia antiaggregante.

Risultati immagini per inibitori di pompa protonica effetti collaterali
Gli studiosi, sulla scia di precedenti analisi effettuate già a partire dal 2010 nell’ambito degli approfondimenti “Less is More” della rivista scientifica, hanno condotto una serie di revisioni sistematiche portando ulteriori elementi a supporto della tesi di una sovra-prescrizione dei PPI, nella convinzione errata che tali medicinali comportino scarsi effetti collaterali.
In realtà, molteplici studi osservazionali di alta qualità hanno documentato probabili nessi causali con l’uso di PPI e reazioni avverse, fra cui aumento di malattie renali acute e croniche; fratture; ipomagnesemia, infezioni da Clostridium difficile e polmonite; rischio cardiovascolare.
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E’ quindi importante – concludono gli autori – prestare molta attenzione nella prescrizione di PPI nei pazienti ad alto rischio per una di queste condizioni.
In tutti i pazienti e specialmente in quelli che utilizzano dosi elevate di inibitori di pompa devono essere monitorati i livelli di creatinina sierica e di magnesio, vista l’associazione con l’insorgere di malattie renali e bassi livelli di magnesio.
In generale, si raccomanda di discutere sempre con il proprio medico potenziali rischi e benefici del trattamento e la possibilità di ricorrere ad alternative terapeutiche valide, insieme a modifiche dello stile di vita.
Leggi lo studio su JAMA Internal Medicine
Paolo Mainardi
 
 

Alloro Olio Essenziale

L’alloro è un toccasana per lo stomaco: favorisce la digestione, ne calma i dolori, lo tonifica e in generale ne rinforza le pareti e ne protegge le mucose

Utile per il naturale benessere del sistema immunitario

Note Bibliografiche: L’alloro era già noto fin dall’antichità, prima come pianta sacra, usata per cingere il capo dei poeti, degli atleti e dei condottieri vittoriosi poi per la scoperte delle sue qualità benefiche. L’alloro è una pianta molto profumata, usata sia a scopo ornamentale, ma sopratutto in cucina come aroma.

L’alloro è usato soprattutto per aromatizzare le pietanze ma ha anche molte proprietà benefiche che ne rendono ancora più consigliabile il suo utilizzo. Il suo olio è utile sia per la cura del sistema nervoso che contro reumatismi e distorsioni, ma soprattutto l’alloro è un toccasana per lo stomaco: favorisce la digestione, ne calma i dolori, lo tonifica e in generale ne rinforza le pareti e ne protegge le mucose.

I principi attivi sono: olio essenziale aromatico, germacranolidi, catechine, alcaloidi, acidi vegetali.

  1. Antibiotica potente ad ampio spettro

  2. Antibatterico. Antivirale.

  3. Diarrea (enteriti Catarrali)

  4. Mucolitico ed espettorante potente (permette la rimozione delle secrezioni bronchiali).

  5. Potente analgesico.

  6. Acaricida. Anti-ematoma efficace.

  7. Anti-infiammatorio.

  8. Analgesico ed antinevralgico potente – Regolatrice del sistema nervoso – Anticoagulante

  9. Antispasmodico – Coronario/dilatatore

Indicazioni :

  1. Infezioni e infiammazioni orali: Ulcere aftose, Gengivite, Mal di denti,

  2. Infezioni della pelle: Ulcere, Piaghe da decubito, Foruncoli, Whitlow Herpes giradito è una delle più comuni infezioni della pelle virale causata dal virus herpes simplex che colpiscono uomini e donne e anche i bambini, è il sito principale di infezione sono le dita delle mani e delle dita dei piedi.

  3. Erpetica giradito è l’infezione da virus può essere doloroso con piccoli gruppi di vescicole nel sito di lesioni e la pelle appare rossa, Ascesso,

  4. Malattie virali: Influenza, Epatite virale, Colite, Neurite virale.

  5. Malattie respiratorie croniche: Bronchite, Asma, Artrite, reumatismi, nevralgia (dolore da un nervo in particolare), Infezioni e febbri tropicali parassitarie, virali e batteriche.

  6. Malattie dell’infanzia: Morbillo, Varicella