Una cura per il morbo di Alzheimer

Il programma utilizzato da questo medico per fare regredire i sintomi dell’Alzheimer (e che probabilmente è utile, almeno in parte anche per il Parkinson o altre simili malattie neurodegenerative) è un programma personalizzato, basato sull’analisi di 25 possibili concause della malattie

E di Parkinson?

Per il benessere del cervello si è scoperto che sono molto utili gli acidi grassi a catena media, ovvero gli oli MCT, molto utili quindi per i soggetti sofferenti di Alzheimer, morbo di Parkinson e altri problemi neurologici.

In particolare quando si associa una dieta paleo ad una integrazione di questi MCT (anche solo assumendo un po’ di olio di cocco, all’interno del quale sono presenti) il cervello brucia grassi, la produzione di ketoni aumenta, e il cervello funziona meglio.

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Vedi a tal proposito l’articolo Can Ketones Help Rescue Brain Fuel Supply in Later Life?

Implications for Cognitive Health during Aging and the Treatment of Alzheimer’s Disease (“I ketoni possono aiutare a ripristinare la funzionalità cerebrale nella tarda età?

Implicazioni per la salute congitiva durante l’invecchiamento e il trattamento del morbo di Alzheimer”) che spiega come nel morbo di Alzheimer e altri problem neurologici una delle cause del malfunzionamento cerebrale è la sua carenza di energia:

il cervello fa fatica ad utilizzare il glucosio per trarne energia

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ma riesce ancora senza problem ad utilizzare i ketoni (ketones (beta-idrossibutirrato e acetoacetato) per cui l’integrazione orale di MCT può esser emolto utile.

In un articolo presente sul web, la dottoressa Mary Newport descrive come nel giro di 37 giorni ha riportato alla quasi totale normalità neurologica il marito ammalatosi di Alzheimer semplicemente somministrandogli giornalmente una dose di olio di cocco.

La cosa interessante è che se per qualche motiovo dimenticava di prendere la sua dose di olio di cocco, si manifestava un momentaneo parziale ritorno della malattia.

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Ma di particolare rilievo è l’articolo Reversal of cognitive decline: A novel therapeutic program (“Inversione del declino cognitivo: un nuovo programma terapeutico”) , che descrive l’esperienza di guarigione (o notevole miglioramento) di 9 pazienti su 10 malati colpiti dal morbo di Alzheimer. Leggiamo sull’abstract che:

Tra i primi 10 pazienti che hanno utilizzato questo programma ci sono pazienti con perdita della memoria associata al morbo di Alzheimer (AD – Alzheimer’s Disease ), leggero danno cognitivo da amnesia (aMCI – amnestic Mild Cognitive Impairment), o danneggiamento cognitivo soggettivo (SCI – Subjective Cognitive Impairment).

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Nove su dieci hanno mostrato un miglioramento soggettivo od oggettivo che è iniziato nel giro di 3-mesi, con un caso di fallimento che corrisponde ad un paziente ad uno stadio davvero avanzato di Alzheimer.

Sei pazienti avevano dovuto abbandonare il lavoro oppure avevano problemi nella gestione del proprio lavoro nel momento in cui si sono presentati, e tutti sono stati in grado di ritornare a lavorare o a continuare a lavorare migliorando le proprie prestazioni.

I miglioramenti sono stati duraturi, e fino ad ora il più lungo follow-up di questi pazienti è di due anni e mezzo dall’inizio del trattamento, con miglioramento marcato e duraturo.

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Nell’articolo per altro leggiamo alcune informazioni preoccupanti sull’avanzare del morbo di Alzheimer, che rappresenta ormai la maggiore causa di declino cognitivo negli anziani con 5,4 milioni di pazienti Americani e 30 milioni nel mondo, con prospettive per l’immediato futuro di una crescita ancora maggiore che secondo l’autore potrebbe portare ad una bancarotta del sistema di assistenza medica. Secondo recenti stime tale patologia è diventata la terza causa di morte negli Stati Uniti.

Il programma utilizzato da questo medico per fare regredire i sintomi dell’Alzheimer (e che probabilmente è utile, almeno in parte anche per il Parkinson o altre simili malattie neurodegenerative) è un programma personalizzato, basato sull’analisi di 25 possibili concause della malattie:

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cause metaboliche, infiammazione, disbiosi, carenze di nutrienti etc. L’idea di base è che le cause della malattia risiedono nello squlibro di tutta una rete di funzioni, e che quindi bisogna considerare e riequilibrare ogni singolo aspetto che concausa questa patologia.

Come dovrebbe risultare chiaro dalla lettura del presente libro, il primo approccio consiste nella modifica dietetica (dieta a basso tenore di carboidrati, con pochissimi cereali permessi) per minimizzare l’infiammazione e la resistenza insulinica, ma a questo si aggiunge un digiuno di 12 ore in corrispondenza della notte (12 ore tra il pasto serale e la colazione del giorno dopo)

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riduzione dello stress per mezzo di yoga, meditazione, musica appropriata in modo anche da regolarizzare la produzione di cortisolo, melatonina e triptofano per garantire un buon riposo notturno (8 ore di sonno), esercizio fisico,

stimolazione cerebrale (tenere allenata la mente), integratori per regolare i livelli di l’omocisteina se necessari (metilcobalamina, pirossidale 5 fosfato – forma attiva della vitamina B6 – metiltetraidrofolato, eventualmente trimetilglicina) integrazione di vitamina B12 (sotto forma di metilcobalamina)

se necessaria, curcumina e acidi grassi DHA/EPA contro l’infiammazione, eventuale riequilibrio ormonale (ottimizzare i livelli di T3 libera, T4 libera, estradiolo testosterone, progesterone, pregnenolone, cortisolo), riequilibrio della microflora intestinale con prebiotici e probiotici, riduzione della beta amiloide con la curcumina e la Ashwagandha (un’erba medicinale)

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Bacopa monniera (un’altra pianta medicinale) e magnesio L-treonato per sostenere la memoria e l’attenzione, vitamina D3 e K2 se è necessario regolarizzare i livelli di colecalciferolo nel sangue, mix di antiossidanti (tocoferoli e tocotrienoli, selenio, mirtilli, N-Acetil-Cisteina, ascorbato, acido Alfa-Lipoico, che hanno anche la funzione di ripulire dai metalli pesanti),

verificare che ci sia una corretta ossigenazione notturna (eventualmente trattando il problema delle apneee notturne), acidi grassi a catena media (sotto forma di olio di cocco o dell’integratrore Axona), acido pantotenico (necessario alla produzione dell’acetilcolina) per migliorare la concentrazione,

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verificare l’intossicazione da metalli pesanti ed eventualmente affrontarla, ottimizzare il rapporto Zinco/Rame, aumentare i livelli di NGF (fattore di crescita nervoso) con l’assunzione di Hericius erinaceus o ALCAR, fornire componenti strutturali per la formazione delle sinapsi (citicolina, DHA), ottimizzare la funzione mitocondriale (Coenzima Q o ubiquinolo, acido alfa lipoico, Pirro-Quinolin-Quinone, N-Acetil-Cisteina, ALCAR, Selenio, Zinco, resveratrolo, ascorbato, tiamina), aumentare la funzione della sirtuina 1 (resveratrolo).

Rimedi Klamin, AlgoZy, AlgOmega, Multinatural, COrdyceps

1116 Pubblicato su Frontiers in Molecular Neuroscience 2016; 9: 53, autori Cunnane SC, Courchesne-Loyer A, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4937039/.
1117 https://www.sharpagain.org/how-a-doctor-reversed-her-husba…/.
1118 Pubblicato su Aging Volume 6, Issue 9 pp 707-717, autore Dale E. Bredesen; http://www.aging-us.com/article/NjJf3fWGKw4e99CyC/text.
1119 Vedi l’articolo SIRT1: il gene che collega invecchiamento e Alzheimer http://www.lescienze.it/…/sirt1_il_gene_che_collega_invecc…/.

Succhi freschi di verdura e frutta

La ragione dell’efficacia dei succhi freschi sta nel fatto che, separando gli elementi minerali e l’acqua distillata dalle fibre, questo cibo liquido viene digerito nel giro di pochi minuti. I processi digestivi servono a separare gli elementi minerali dalle fibre e, inoltre, richiedono lavoro e tempo – anche ore – perché il nutrimento possa essere utilizzato dagli organi della digestione

Di cosa ha bisogno il nostro corpo?
ll corpo umano dipende in maniera indissolubile dalla qualità del cibo di cui si nutre e dalla sua compatibilità con i bisogni del nostro stesso organismo.
La gente ne è divenuta consapevole ma solo in questi ultimi due secoli. Gradualmente, è stata fatta sempre più luce sul misterioso funzionamento dell’anatomia umana e sul modo in cui il corpo utilizza i minerali e le vitamine di cui il cibo è costituito. I risultati ottenuti nel favorire la guarigione da quasi tutti i disturbi o le indisposizioni sono da considerarsi pressoché fenomenali in tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda la terapia a base di succhi o Juice Therapy.
Oggi chiunque non conosca il valore nutrizionale e terapeutico dei succhi di verdure e frutta fresche è deplorevolmente disinformato. Già dal secolo scorso erano disponibili i succhi freschi di verdure e frutta e oggi il loro valore è stato definitivamente riconosciuto da tutti i bene informati, inclusi innumerevoli professionisti, anche se non addetti ai lavori.
La ragione dell’efficacia dei succhi freschi sta nel fatto che, separando gli elementi minerali e l’acqua distillata dalle fibre, questo cibo liquido viene digerito nel giro di pochi minuti. I processi digestivi servono a separare gli elementi minerali dalle fibre e, inoltre, richiedono lavoro e tempo – anche ore – perché il nutrimento possa essere utilizzato dagli organi della digestione. Questi processi di digestione delle verdure e della frutta integre consumano molta energia e tale energia viene ricavata proprio dal cibo.
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Una porzione del cibo “solido” che viene ingerito è dunque sottratta all’obiettivo nutrizionale per essere invece utilizzata sotto forma di carburante per generare questa energia. Ecco quindi la risposta alle domande più comuni: perché non mangiare verdure e frutta intere anziché sotto forma di succhi? Nelle fibre non c’è nutrimento benché esse servano per finalità estremamente utili e rappresentino per noi una necessità.
Le fibre agiscono nell’intestino come una scopa. Dopo aver viaggiato attraverso lo stomaco, il duodeno e oltre sette metri e mezzo di intestino tenue, queste fibre raggiungono il colon sotto forma di particelle microscopiche di cellulosa. Il colon tratta la cellulosa come fibra e la utilizza come tale. Senza fibre il colon, e l’intero corpo, non riuscirebbero a mantenersi in condizioni di salute.
È dunque d’obbligo che ogni giorno della nostra vita veda, nell’ambito di una dieta equilibrata, come portata principale una insalata comprendente diverse verdure, crude! Per guidarvi nella scelta e nella preparazione di queste insalate, ho scritto il libro The Vegetarian – Guide to Diet & Salads (o Diet & Salad Suggestions nelle edizioni più datate).
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Voglio sottolineare anche come sia praticamente impossibile ottenere, anche se biologico, il prodotto perfetto da ogni seme. La ragione sta nel fatto che nella crescita di una pianta sono coinvolti molti fattori che variano, a volte radicalmente, da un lotto di terreno a un altro. Inoltre oggi ci sono numerose varietà di quasi ogni tipo di alimento. Per esempio ecco di seguito alcune delle varietà di carote disponibili:
Imperatore, Chantenay, Danvers e Oxheart, ognuna delle quali ha una composizione in minerali leggermente diversa, ma non tale da sottrarle alla categoria della carota. Questo accade anche per altri vegetali. Noi dobbiamo utilizzare tutte le informazioni analitiche sul cibo e ricavarne una guida generale. E ciò proprio sulla base delle condizioni variabili del terreno, del clima, del luogo e del metodo con cui la semina viene effettuata.
Una corretta varietà di vegetali nelle nostre combinazioni alimentari assicura al nostro corpo tutte le vitamine e i minerali di cui ha bisogno. Gli alimenti da agricoltura biologica, se disponibili, hanno di regola una qualità superiore; purtroppo però spesso non sono disponibili. Sarebbe comunque un errore diventare fanatici riguardo la qualità del cibo che siamo obbligati ad acquistare al supermercato.
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Chi ha acquisito una consapevolezza troppo profonda in materia per potersi accontentare, è meglio forse che si trasferisca in un luogo dove egli stesso può coltivare il cibo che consuma. Ed è proprio con questo obiettivo in mente che ho scritto il libro Back to the Land for Self-Preservation. Parlando in generale, se non riuscite ad acquistare esattamente il cibo che volete, per tutto il tempo che è necessario acquistate il migliore disponibile.
Semplicemente assicuratevi di scegliere gli alimenti più freschi e di migliore qualità tra quelli a disposizione e questo vale sia per ciò che acquistate per le vostre insalate sia per i vostri succhi.
Succhi freschi di frutta e verdura byDottorNormanW.Walker

 
 

Consulenze & Benessere

Consulenze Mirate al Proprio Benessere, cercando di comprendere le dinamiche interiori e meglio correggere tutte quelle manifestazioni esterne che chiedono e richiedono aiuto ogni giorno di varia natura;

Riprende la stagione “Invernale” e con questa si è ripreso a viaggiare in tutti i Centri Benessere di varia Tipologia, Erboristerie, Studi Associati Olistici, Centri Estetici ecc..:
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Dove è possibile offrire Consulenze Mirate al Proprio Benessere, cercando di comprendere le dinamiche interiori e meglio correggere tutte quelle manifestazioni esterne che chiedono e richiedono aiuto ogni giorno di varia natura;

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partendo da un’osservazione Iridologica, Psicosomatica, sino a sciogliere memorie che persistono o resistono ad ogni cambiamento e informazione esterna, registrate nelle spinomidollari della colonna vertebrale, ai test su i meridiani o meglio “placche cutanee” come specificherebbe il prof. Giuseppe Calligaris neuro scienziato,
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per comprendere quale miglior Rimedio Fitoterapico della Farmacopea Officinale Spagyrico Alchemico come aiuto, promuovendo l’autoguarigione legata alla Consapevolezza del Sé che è la Comprensione e Integrazione di Se stessi.
Per i Centri e Studi interessati alla promozione di servizi olistici mirati al Benessere e Consapevolezza
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(Francesco Ciani)

Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), disbiosi, parassitosi e Blastocisti

Altri parassiti, ma unicellulari possono essere rilevanti in caso di IBS, come per esempio i Blastocisti, esseri di incerta classificazione, e rispetto ai quali si possono leggere articoli scientifici contrastanti; alcuni lavori riportano la stessa frequenza di Blastocisti nelle persone sane e nei malati di IBS, mentre altri (presumibilmente più accurati) riportano una prevalenza del 50% di infezione da Blastocisti nei malati e valori molto minori nei soggetti sani.

Asse Intestino – Cervello
Tra i problemi prettamente intestinali causati dalla disbiosi troviamo anche la cosiddetta Sindrome dell’intestino irritabile (in inglese IBS, Intestinal Bowel Syndrome), caratterizzata da dolori addominali con diarrea e/o costipazione.
Dopo avere analizzato in dettaglio la fibromialgia e le tante connessioni tra IBS, fibromialgia e SIBO probabilmente c’è poco altro da aggiungere. Segnalo però la possibile causa o concausa della parassitosi (ma a questo punto del libro dovrebbe essere chiaro che questo fattore, come quello dell’eventuale sensibilità a glutine, caseina, latte pastorizzato è fin troppo spesso chiamato in causa), presentando il caso di una persona diagnosticata come malato di Sindrome dell’intestino irritabile, ma che non ha risposto al trattamento standard.
L’articolo A Case of Parasite Invasion of the Intestinal Tract: A Missed Diagnosis in Irritable Bowel Syndrome ci informa che solo dopo che ulteriori approfondimenti clinici hanno portato al fondato sospetto dell’infezione da anchilostomi (ed al conseguente trattamento con farmaci antiparassitari), si è avuto finalmente un miglioramento delle condizioni di salute del paziente.
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Da notare che in questo caso, come spesso avviene, gli esami di laboratorio delle feci risultavano negativi a dispetto della presenza dei vermi. Questo caso può essere importante e potrebbe spiegare la causa nascosta di alcuni casi di “sindrome dell’intestino irritabile refrattaria”.
Altri parassiti, ma unicellulari possono essere rilevanti in caso di IBS, come per esempio i Blastocisti, esseri di incerta classificazione, e rispetto ai quali si possono leggere articoli scientifici contrastanti; alcuni lavori riportano la stessa frequenza di Blastocisti nelle persone sane e nei malati di IBS, mentre altri (presumibilmente più accurati) riportano una prevalenza del 50% di infezione da Blastocisti nei malati e valori molto minori nei soggetti sani.
Anche sula pericolosità di tale microrganismo molti autori esprimono opinioni differenti, sebbene la pratica clinica sembra indicarne la pericolosità. Come mai, allora, tale ospite indesiderato in alcuni soggetti non causa sintomi, mentre in altri può causare (o con-causare), sintomi gastrointestinali ed epiteliali?
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Probabilmente dobbiamo considerare tre fattori, il primo è che la disbiosi intestinale abbassando le difese immunitarie, potrebbe far sì che i Blastocisti possano proliferare a dismisura e causare danno, un po’ come succede alla Candida; è il solito problema dell’agente infettivo o del parassita che non riesce a fare troppo danno fin quando l’organismo è abbastanza forte da contenerlo.
Il secondo fattore è che le tecniche di laboratorio per l’identificazione del Blastocisti non sono ancora abbastanza precise e affidabili (ed i risultati contrastanti ottenuti ne sono la prova), e il terzo è che forse esistono delle specie o dei ceppi particolari di Blastocisti che risultano particolarmente dannosi per la salute umana. Molto di quanto su esposto potete leggerlo nell’articolo Oh my aching gut: irritable bowel syndrome, Blastocystis, and asymptomatic infection .
 
817 Pubblicato su Clinical Endoscopy 2013 Nov; 46(6): 671–674, autori Kang Hun Koh, Sang Wook Kim et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3856272/.

Cerchi il tuo Benessere o alimenti il tuo Malessere?

Possibilità di prenotarti un esperienza unica da dove puoi comprendere vari aspetti che bussano nella tua vita , aspettando di essere risolti .

Perchè mai, continuare a resiste nell’alimentare Malesseri interiori o manifestazioni di disagi che stanno chiedendo Aiuto in ogni modo, da ogni punto esistenziale, e non solo fisico?
Lo stato di malattia o malessere, continuo, è un’espressione di uno stato di poca comprensione di Sè, ma anche un’occasione di recuperare quel benessere e consapevolezza che sta chiedendo di essere compresa o integrata,
è necessario cambiare prospettiva, osservarsi da dentro per comprendere la proiezione esterna come manifestazione, estensione della propria Vita.
Così come i fiumi non bevono la propria acqua. Gli alberi non mangiano i propri frutti.. Il Sole non brilla per se stesso.. Vivere riconoscendosi come stelle nel CIELO, uscire dalla propria ipnosi,  significa illuminare il cielo della tua vita e non solo la tua … far risuonare le corde del tuo Cuore e farle VIBRARE. La guarigione è un processo spontaneo, riconoscersi, è la regola della Natura.
occhio 2
Di ritorno la comprensione è guarigione, e la felicità la sua diretta conferma.
La Natura è al tuo Servizio e l’Universo la tua emanazione, non possiamo farne a meno.
Chi sceglie di vivere godendo trasforma l’ordinario in straordinario.
Riconosce e gusta la vita in ogni sua molteplice infinita espressione.
Accedi alla tua Luce interiore, permettiti di comprendere e guarire ogni esperienza che Sei.
Rendila straordinaria tu Puoi!
La Coscienza si manifesta nel fare l’esperienza la Tua.
Richiedi la Tua Personale Consulenza Mirata al Tuo Benessere Interiore, comprendere le cause e conseguenze manifeste a ciò che il tuo Corpo, Mente, Spirito e AnimA esprimono in qualsiasi tessuto sociale.
Le tecniche e modalità asseconda delle necessità sono:
– Iridologia dinamica associata alle cause di non comprensione di Sè,
– Cronoriflessologia “met. scienziato Calligaris” “scemare ciò che persiste e resiste”
– Asse intestino – Cervello, “aiuto e ripristino del Microbiota.
– MicroDosi di O.E. Test Olfattivo (Met. Scienziato Eugenio Martines Bravo)
– Test dell’Emozione Ponte
– Problem & Solving, Integrazione , comprensione di Sè
– Rimedi della Farmacopea officinali Spagyrici Alchemici,
– Cellule Staminali Brain/Reprogram Prof. Pier Mario Biava;
– Probiotici umani depurazione, Pranoterapia, ripristino e sostegno in tutto il percorso e tanto altro ancora.
Francesco Ciani Naturopata
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Sbagliare dieta è pericoloso

al nostro Intestino interessano Fibra da Frutta e verdura e grassi a corta catena per trasformarli in ATP energia vitale e da lì produrre anche Aminoacidi, antinfiammatori ecc..

L’uomo nasce frugivoro e poi diventa onnivoro.

Questa scelta è stata fondamentale per diventare quello che siamo.

Infatti introducendo alimenti diversi da quelli per i quali l’impianto era stato progettato, abbiamo introdotto patogeni aggressivi.

Allora abbiamo accorciato l’intestino per ridurre il tempo di contatto. Gli organi che consumano più energia sono il cervello e l’intestino, accorciando quest’ultimo abbiamo avuto più energia a disposizione del cervello, che è molto aumentato dal Neanderthal al sapiens-sapiens.

Senza la riduzione dell’intestino non avremo avuto abbastanza energia. La maggiore aggressività del cibo ha portato a rinforzare l’intestino che ha dovuto imparare a gestire maggiori processi infiammatori, abbiamo quindi aumenato l’infiammazione intetsinale a cui corrisponde una maggior stato ansioso.

Quello che ci differenzia maggiormente dagli altri mammiferi è…l’ansia della conoscenza. però abbiamo accorciato solo il colon, ovvero l’unica parte dalla quale ricaviamo nutrimento (energia) per le cellule intestinali e ricaviamo i mattoncini con cui sintetizziamo ciò che ci serve… …abbiamo così trasformato un lento ma robusto motore agricolo in uno da F1, elevate prestazioni, ma MOLTO DELICATO.

cipolle 3

Sbagliare dieta oggi è per noi MOLTO pericoloso, non possiamo annullare in pochi anni le modifiche che hanno richiesto millenni. Abbiamo aumentato la forza del nostro intestino, paragonabile a quella di un palestrato,

oggi ha bisogno di mantenere l’esposizione a cibi complessi per mantenere questa forza, altrimenti si indebolisce e diminuisce i processi con cui ci RIPARA continuamente e sono guai!!!

Il grosso problema della carne è che la mangiamo troppo magra e troppo poco putrefatta, nessun carnivoro la mangerebbe. Certo il vitello come i finti polli, in realtà pulcini gonfiati, è meglio evitarli, ma sforzatevi di mangiare più grassi, anche animali. Mangiare carne magra è l’errore più importante,

al nostro Intestino interessano Fibra da Frutta e verdura e grassi a corta catena per trasformarli in ATP energia vitale e da lì produrre anche Aminoacidi, antinfiammatori ecc..

Si parte dalla Colazione sana con Frutta o estrattori, burro da latte crudo non chiarificato, pane integrale con germe di grano (vero) ecc.

Prof. Paolo Mainardi modificato Francesco Ciani

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Intestino – Cervello

Quando i rapporti tra la flora cosiddetta “buona” (batteri aerobi) e quella patogena si modificano, si crea un’alterazione della flora intestinale. Si chiama disbiosi la condizione per la quale si ha un’eccessiva proliferazione di batteri “cattivi” a scapito degli altri.

L’intestino è un organo anatomicamente distinto in due tratti, il primo viene detto intestino tenue, il secondo è dato da quello crasso.

Quest’organo può essere considerato il proseguimento dello stomaco e infatti anch’esso è coinvolto in diversi processi digestivi. Come lo stomaco infatti è fondamentale per l’assorbimento di sostanze nutritive. Per fare questo l’intestino ha una forma particolare: tutta la sua superficie interna è caratterizzata da piccole estroflessioni dette villi, la cui presenza fa in modo di aumentare la superficie intestinale, aumentando di conseguenza anche la sua capacità digestiva e di assorbimento.

A livello intestinale il nostro organismo riesce a completare la digestione degli amidi (elemento presente nella pasta, nel riso e nelle patate) e dei grassi, mentre nello stomaco si completa la digestione delle proteine.

La flora batterica, un elemento essenziale

Moltissimi microrganismi di diversa natura colonizzano il nostro intestino e sono fondamentali per il nostro benessere.

Essi possono essere batteri (sia specie anaerobie, ossia che vivono in assenza di ossigeno e sono i bifidobatteri; sia aerobie, per la sopravvivenza dei quali è necessario l’ossigeno, questi sono i lattobacilli), funghi e virus.

Il metaboloma Intestinale è composto da circa 10 miliardi di “commensali” in più di tutte le le cellule che formano il corpo umano.

Potrebbe venir naturale pensare, come possono convivere in armonia altre specie viventi nel nostro corpo? Ebbene esiste un rapporto di buona convivenza tra loro e noi che viene chiamato simbiosi attraverso il quale entrambi gli organismi traggono vantaggio.

Le diverse specie batteriche iniziano a colonizzare il nostro intestino fin dalla nascita, Grazie all’Alfa-lattoalbumina nel latte materno, che fa partire un intestino da sterile a funzionante, sviluppando tutti i processi metabolici, i “commensali” sfruttano il cibo che fornisce il nostro corpo (l’ospite) per poter vivere e in cambio svolgono funzioni molto utili per noi:

1) Producono neurotrasmettitori e quindi partecipano alla trasmissione degli impulsi nervosi.

2) Costituiscono un sistema di difesa contro le specie batteriche estranee, poiché sono in grado di produrre sostanze antimicrobiche grazie alle quali gli organismi patogeni non riescono ad aderire alla superficie dell’intestino.

3) Producono vitamine essenziali per il nostro metabolismo, ad esempio la B12 e la vitamina K.

4) Favoriscono la digestione di diverse sostanze.

5) Prevengono disturbi come coliti, diarrea e costipazione.

6) Modulano la risposta e trascrizione genetica, (DNA/RNA), il Sistema ormonale, Immunitario, Nervoso, Psichico.

7) Attivano o spengono i geni o le cause dell’infiammazione.

La disbiosi

Quando i rapporti tra la flora cosiddetta “buona” (batteri aerobi) e quella patogena si modificano, si crea un’alterazione della flora intestinale. Si chiama disbiosi la condizione per la quale si ha un’eccessiva proliferazione di batteri “cattivi” a scapito degli altri.

Per una condizione ottimale la flora intestinale dovrebbe essere costituita per un 85% dai probiotici* e per un 15% dai batteri potenzialmente patogeni.

In caso di disbiosi può essere compromessa la funzionalità dell’intestino, il quale quindi inizia ad assimilare anche sostanze indesiderate e a non essere una buona barriera provocando nel tempo lo sviluppo di intolleranze o nel peggiore dei casi allergie e malattie autoimmuni. La condizione della flora intestinale per di più influenza la capacità di affrontare situazioni di stress.

Sintomi

Di solito in caso di alterazione della flora batterica i sintomi più comuni sono gonfiore, meteorismo, aerofagia, dolori addominali, stipsi, diarrea; ma possono anche essere mal di testa o problemi alla pelle (acne, dermatiti, eczemi, psoriasi).

Quali possono essere le cause?

– Alla base può esserci un’alimentazione scorretta, ricca di alimenti industrialmente elaborati e di zuccheri. Tali cibi non fanno altro che infiammare e alterare la flora.

– Essere sottoposti a stress psicofisici o sostenere una vita troppo frenetica può provocare un peggioramento della condizione intestinale appunto per il grande legame che c’è tra cervello e quest’organo.

– L’abuso di farmaci a sua volta può minare la stabilità della microflora.

Come puoi tornare alla condizione ottimale?

E’ possibile ristabilire una flora equilibrata seguendo diversi accorgimenti, come ad esempio eliminare il più possibile nell’alimentazione di tutti i giorni gli zuccheri e quei cibi che ne contengono grandi quantità, poiché i batteri si nutrono principalmente di zucchero per poter proliferare.

Inoltre anche pasta, patate, riso e pane peggiorerebbero la condizione intestinale quindi sarebbe opportuno limitare anche questi alimenti. Al contrario è auspicabile mangiare molta verdura, poiché ricca di fibra. Aiutandosi con un Estrattore a bassi giri al minuto integrando così tanta fibra che divverà ATP per tutto l’organismo.

Infine sarebbe necessaria l’integrazione di probiotici* e prebiotici* per ristabilire il regolare equilibrio della microflora, depurando con Rimedi naturali che aiutino in questo processo, e altri per recuperare Energia nel periodi che intercorre la depurazione, per sopportare meglio la crisi di guarigione.

GLOSSARIO:

*Probiotici: microrganismi non patogeni presenti negli alimenti o aggiunti ad essi, in grado di apportare un beneficio alla salute dell’uomo.

*Prebiotici: Sostanze presenti negli alimenti che non vengono digerite dall’uomo e che servono a nutrire i batteri che costituiscono la flora batterica.

by: Dott.ssa Carolina Capriolo Biologa Nutrizionista Modificato Ciani Francesco

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Azioni intestinali dei farmaci

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

Azioni intestinali dei farmaci

Gershon riporta l’evidenza di come i farmaci neuroattivi agiscono anche a livello intestinale. Ad esempio i farmaci antidepressivi SSRIs sono impiegati anche per disturbi intestinale.

Curiosamente a bassi dosaggi controllano la diarrea, ad alti la provocano. E’ interessante correlare questo dato con l’evidenza che a bassi dosaggi siano anticonvulsivi, ad alti sono pro convulsivi (1).

Risultati immagini per azioni farmaci

Sia per i farmaci antidepressivi che antiepilettici è riportato che sono in grado di aumentare il triptofano e/o la serotonina intestinale, confermando l’azione sul cervello enterico.

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

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Queste evidenze ci portano a considerare importante la possibile azione intestinale dei farmaci. Infatti, assunti oralmente, potranno interessare il cervello enterico con maggiore probabilità rispetto a quella di arrivare al cervello.

Infatti, gli SSRIs inibiscono il legame della serotonina alle piastrine plasmatiche, anche se con differenti costanti di affinità chimica, rispetto all’inibizione della ricaptazione cerebrale. Le piastrine hanno il compito di sequestrare tutta la serotonina sintetizzata dall’intestino e riversata nel sangue.

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La serotonina piastrinica viene rilasciata solo in seguito ad traumi, ad esempio ferite, in quanto provoca una vaso-restrizione, limitando l’emorragia, e attiva i processi di cicatrizzazione . Comunque il suo ruolo non è solo vaso-restrittivo, ma quello in generale di controllare il tono del vaso sanguigno, da cui il nome serotonina.

L’inibizione del legame della serotonina con le piastrine, associato al ruolo di segnale di pericolo della serotonina libera, può portare ad una riduzione della trasformazione del triptofano in serotonina, quindi all’aumento dei suoi livelli, da cui dipende la sintesi cerebrale di NPY.

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Questa sintesi è controllata dal sistema neuroendocrino, che, come tutti i sistemi di controllo non fornisce risposte immediate, ma dopo un periodo di tempo di osservazione, che nel caso dell’uomo sono 20-30 giorni. Infatti dopo 20-30 giorni di digiuno il livello di noradrenalina balza improvvisamente da 20 a 200 nmoli/ml.

La dipendenza dalla risposta del sistema neuroendocrino spiega la latenza nei tempi di risposta clinica degli SSRIs, mentre l’incidenza di alterazioni del legame piastrinico riportate nei pazienti depressi e epilettici spiega l’elevata incidenza di effetti collaterali, questi dovuti ad un aumento del livello plasmatico di serotonina “libera”, la quale, superato un valore soglia, viene captata dal cervello, finendo negli spazi extracellulari, dove è noto che sia neurotossica.

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Per quanto riguarda i farmaci anticomiziali, abbiamo già discusso in questo libro, l’azione intestinale dell’acido valproico. Sono riportate azioni di farmaci antiepilettici, come la carbamazepina (2), l’acido valproico (3) e la lamotrigina(4), sui danni ischemici da riperfusione a livello intestinale, che confermano la loro capacità di azione anche sull’intestino.

Queste azioni sono legate alle loro capacità antinfiammatorie, pertanto questa può essere la vera responsabile della loro azione anticonvulsiva, sulla base dell’evidenza di come una infiammazione intestinale abbassi la soglia convulsiva.

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Il concetto riportato da Gershon può essere riformulato, in quanto l’azione dei farmaci neuroattivi può essere solo a livello intestinale, per questo non necessitano di arrivare al cervello. La risposta cerebrale è fornita grazie al sistema neuroendocrino.

(Prof. Paolo Mainardi)
dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina
Riferimenti
1) P.C. Jobe, R.A. Browning The serotonergic and noradrenergic effects of antidepressant drugs are anticonvulsant, not proconvulsant. Epilepsy & Behavior 7 (2005) 602–619
2) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y.Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6
3) Kim K, Li Y, Jin G, Chong W, Liu B, Lu J, Lee K, Demoya M, Velmahos GC, Alam HB. Effect of valproic acid on acute lung injury in a rodent model of intestinal ischemia reperfusion. Resuscitation. 2012 Feb;83(2):243-8
4) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y. Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6.

Asse intestino cervello nelle patologie

Non è facile ammetterlo per chi si sostiene pacifista, ma la salute è il risultato di molte
battaglie vinte, non l’assenza di nemici. Purtroppo sappiamo che perderemo la guerra, ma più battaglie vinceremo più saremo sani e longevi.

Il ruolo dell’asse intestino cervello nelle patologie.

La capacità di colloquiare tra i nostri due cervelli può avere un ruolo importante sia nei
meccanismi patogenetici delle malattie, sia per individuare strategie terapeutiche. Occorre
comprendere come la risposta iniziale sia sempre a noi favorevole, finalizzata a proteggerci ad auto-guarirci.

Tempo fa sono stato “perseguitato” da un giovane esaltato che continuava a chiedermi se
credevo nei miracoli salutistici. Gli risposi che, quando una persona è sana, assistiamo ad un continuo miracolo, in quanto lo stare bene non significa l’assenza di agenti patogeni che tentano di destabilizzarci, ma la nostra capacità a contrastarli.

Non è facile ammetterlo per chi si sostiene pacifista, ma la salute è il risultato di molte
battaglie vinte, non l’assenza di nemici. Purtroppo sappiamo che perderemo la guerra, ma più battaglie vinceremo più saremo sani e longevi.

Spesso l’atteggiamento della medicina è quello di ridurre il sintomo e applichiamo questo
concetto dal sintomo più leggero a quello più grave. Se abbiamo la tosse, assumiamo un
mucolitico, che scioglie il muco, ma non risolve le cause che l’hanno prodotto. È una buona soluzione in quanto la tosse dura una decina di giorni, ma se si cronicizza?

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Equivale a svuotare con un secchiello una casa allagata, se il rubinetto del tubo dell’acqua che perde è chiuso possiamo farcela, ma, se è aperto, dipende da quanta acqua entra in relazione a quanta riusciamo a togliere.

Sembrano banalità, ma quando assumiamo immunosoppressori equivale a togliere i soldati dal fronte in caso di assedio nemico. La battaglia sarà senz’altro meno cruenta, ma le probabilità di vincere la guerra diminuiranno. Così quando cerchiamo di bloccare la degenerazione cellulare tipica dei tumori, non cerchiamo di capire perché avviene, la consideriamo responsabile della formazione dei tumori, quindi la contrastiamo.

Ora se, in questo modo, ottenessimo molti successi terapeutici, potremo considerare questo approccio valido, nonostante i suoi limiti, ma se siamo consci di un elevato insuccesso terapeutico, dovremo essere invogliati a valutare approcci diversi.

Il problema è la corretta valutazione dell’efficacia dei farmaci, in quanto se ci basiamo solo
sui risultati degli studi clinici controllati sponsorizzati, potremo essere propensi a credere di essere capaci a debellare tutte le malattie e che, anche quelle più gravi, in realtà non sono diverse da una semplice influenza.

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Sta a noi decidere se credere di essere in grado di curare tutte le patologie o, invece, essere disposti mettersi in discussione. Non sono pochi i medici che affermano che si sentono realizzati o, peggio, che ottengono molte soddisfazioni dal loro lavoro, ma, forse, si riferiscano a quelle economiche.

La medicina convenzionale si basa molto su aver definito delle sindromi e su aver realizzato dei protocolli terapeutici specifici validi a livello internazionale. In questo modo al paziente affetto dalla sindrome X viene applicato correttamente il protocollo terapeutico riconosciuto corretto a livello mondiale, in caso di insuccesso il medico non ha colpe, in quanto, ovunque nel mondo, avrebbero fatto le stesse scelte terapeutiche.

Spesso la diagnosi del paziente non corrisponde perfettamente ai criteri definiti per tale sindrome, in tal caso si riferisce che ne ha una forma atipica, senza rendersi conto che in questo modo si corre il rischio di curare il contenitore, la sindrome, dove lo abbiamo forzatemene collocato, non il paziente.

Ed è così che un paziente che è nella fase silente della sclerosi multipla viene conteso tra

diversi centri di ricerca per entrare negli studi clinici sponsorizzati, mentre, quando sarà nella fase progressiva, non lo vorrà più nessuno. In quanto nel primo caso c’è la certezza che fornirà un risultato positivo sull’efficacia del trattamento, dato che il protocollo prevede l’esclusione se per caso cade nella fase progressiva durante lo studio, nel secondo caso rappresenta sicuramente un risultato negativo.

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Se poi qualcuno intravede strade alternative, viene isolato, ci si arrocca per difendere
posizioni di prestigio personale e/o interessi economici.
Una per tutte è la diffida da parte del presidente della SIN ad inviare pazienti affetti da
sclerosi multipla al banale intervento di angioplastica: “questo intervento non s’ha da fare” come disse don Rodrigo.

In queste pagine troverete quello che penso a riguardo: la stenosi non è la causa, ma un
sintomo, uno dei tanti che ci può come non ci può essere, ma la rigidità di pensiero non dovrebbe far parte del mondo scientifico, in accordo con Karl Popper, anzi…

Non è mia intenzione scrivere un trattato di medicina, anche perché non sono medico, riporto solo mie considerazioni su alcune patologie, mettendo in luce quello che è scritto in letteratura.
Basta saper leggere.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

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Permeabilità intestinale

La continua esposizione a sostanze anomale che l’intestino troppo permeabile non è in grado di impedirne l’assorbimento, fa si che venga superata anche la capacità detossificante del fegato creando varie sintomatologie, tra cui:
Stato confusionale,
perdita di memoria, mente annebbiata.

Permeabilità intestinale.
Al momento della nascita l’intestino, pur essendo perfettamente sviluppato, non è
attivo, infatti non ha mai funzionato all’interno del grembo materno. E’ completamente
permeabile, intere proteine riescono ad attraversare la membrana intestinale.

Il latte materno sostituisce il cordone ombelicale nel duplice compito di nutrire e proteggere il neonato.

Nel primo latte, il colostro, l’alfa-lattoalbumina rappresenta il 40% delle proteine presenti.
Fino al 14° giorno di allattamento, l’alfa-lattoalbumina ha il compito di attivare i processi 
assorbitivi-difensivi intestinali, successivamente la sua concentrazione diminuisce arrivando 2 g/l, sufficienti per un’azione di mantenimento di tali processi. In 20 giorni di allattamento l’alfalattoalbumina riduce le permeabilità intestinale.

Un aumento della permeabilità produce una perdita delle capacità difensive intestinali; grossi peptidi batteri, funghi e parassiti, che in condizioni normali non potrebbero attraversare la mucosa intestinale, riescono ad attraversare la membrana intestinale, provocando la reazione del Sistema Immunitario.

Un’elevata permeabilità intestinale, definita come Leaky Gut Syndrome, è stata correlata ad alcune forme di artrite, oltre che ad allergie ed intolleranzealimentari e risulta presente anche in malattie autoimmuni.

La continua esposizione a sostanze anomale che l’intestino troppo permeabile non è in grado di impedirne l’assorbimento, fa si che venga superata anche la capacità detossificante del fegato creando varie sintomatologie, tra cui:

• Stato confusionale,

• perdita di memoria,

• mente annebbiata,

sudorazione che possono scatenarsi quando la persona si trova esposta a determinate sostanze volatili o ingerisce alcuni alimenti. Tutti questi sintomi sono correlati alla “Leaky Gut Syndrome”.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

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