LeFibre

Il processo produce acidi grassi a catena corta (soprattutto acetato, butirrato e proprionato) e gas. Il butirrato è la principale fonte energetica per i colonociti (cellule epiteliali dell’intestino). L’acetato ed il proprionato sono assorbiti dalle pareti del colon ed inviati al fegato, per svolgere le seguenti funzioni: stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue, ridurre la sintesi del colesterolo, stimolare la produzione di cellule immunitarie (cellule T, anticorpi, globuli bianchi, etc.).

Se venisse posta la domanda a cento persone: “a che cosa servono le fibre?”, probabilmente il 99% risponderebbe che ci aiutano ad andare di corpo. Questa, permettetemi, è un’informazione assai riduttiva e poco veritiera.
Vediamo veramente cosa sono le fibre e a che cosa servono. È definita fibra l’insieme dei componenti degli alimenti vegetali (infatti non c’è fibra in quelli di origine animale, come carne e pesce), che resistono all’azione degli enzimi e agli acidi digestivi umani.
È fondamentale sapere che le fibre non sono tutte uguali, distinguendosi in fibre solubili e fibre insolubili, ognuna delle quali ha funzioni totalmente opposte. L’equilibrio tra le due è fondamentale per il nostro apparato digerente e quindi per la nostra salute.
Le Fibre Solubili
Le fibre solubili sono caratterizzate da composti quali beta-glucani, pectine, gomme naturali, inulina, olisaccaridi. La loro caratteristica (solubilità) è quella di assorbire acqua già nello stomaco (aumentandone fino a 100 volte il volume iniziale) e di fermentare nell’intestino, con lo scopo di nutrire la flora batterica buona e le cellule colonociti (le cellule che compongono l’epitelio dell’intestino).
Immagine correlata
La loro presenza è fondamentale per diverse ragioni.
In primo luogo, l’aumento di volume nello stomaco stimola il senso di sazietà facendoci mangiare di meno. Le fibre solubili una volta assorbita l’acqua si trasformano in una sostanza viscosa e gelatinosa che modifica la capacità di assorbimento dei nutrienti. Difatti legandosi agli acidi biliari (effetto chelante), diminuiscono l’assorbimento degli acidi grassi (riduzione del colesterolo nel sangue).
Inoltre rallentano l’avanzamento del “chimo alimentare”, aumentando in tal modo l’azione digestiva (incrementando il tempo di contatto con gli enzimi digestivi); migliorano l’assimilazione dei nutrienti quali: vitamine e sali minerali (i villi hanno più tempo per assimilarli); abbassano il picco glicemico aumentando il tempo di assorbimento del glucosio.
Durante l’attraversamento dell’intestino tenue è digerito, tramite la fermentazione, da batteri buoni (bifidus). Il processo produce acidi grassi a catena corta (soprattutto acetato, butirrato e proprionato) e gas. Il butirrato è la principale fonte energetica per i colonociti (cellule epiteliali dell’intestino). L’acetato ed il proprionato sono assorbiti dalle pareti del colon ed inviati al fegato, per svolgere le seguenti funzioni: stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue, ridurre la sintesi del colesterolo, stimolare la produzione di cellule immunitarie (cellule T, anticorpi, globuli bianchi, etc.).
Risultati immagini per estratti di verdure
Tali acidi grassi sono inoltre utili all’assorbimento dei minerali, neutralizzando l’acido fitico, aumentando l’acidità dell’intestino (impedendo la proliferazione dei batteri nocivi della putrefazione), alimentando i batteri probiotici (quelli buoni) e quindi migliorando le difese immunitarie (quelle provenienti dall’intestino).
LE FIBRE INSOLUBILI
Le fibre insolubili sono caratterizzate da composti quali: cellulosa, emicellulosa, legnami, cere ed amidi resistenti. L’unico scopo di tali fibre è quello di aumentare la velocità di transito del chimo (assorbono l’acqua, aumentando di 25 volte il loro volume) risultando molto utili in caso di stipsi e nelle difficoltà di defecazione.
Tali tipo di fibre non sono digerite e quindi non apportano sostanze nutritive né risultano utili per la produzione di vitamine esogene. Troppe fibre insolubili non sono auspicabili, in quanto un’eccessiva velocità di transito del bolo alimentare, comporta un peggioramento della digeribilità dei cibi ed un incremento delle malattie intestinali (ne parleremo più avanti).
Immagine correlata
QUALI FIBRE PREFERIRE?
Oramai moltissime ricerche sembrano consigliare un’assunzione di una quantità di fibre di circa 35 grammi al giorno e purtroppo, la media dei paesi occidentali non supera i 15 grammi quotidiani. È fondamentale conoscere le quantità e le tipologie di fibre presenti nei vari alimenti, in modo da selezionare i nostri cibi con più attenzione.
La proporzione corretta dovrebbe essere: 60% di fibre insolubili e 40% di solubili, tendendo verso la parità di tali percentuali. Ogni alimento vegetale ha entrambe i due tipi di fibra, ma con proporzioni differenti. Le fibre insolubili sono presenti maggiormente nei farinacei, nel riso ed in alcune verdure; gli alimenti con una percentuale maggiore di fibre solubili li riscontriamo in alcune verdure e nella frutta. Elenchiamo una breve lista di alimenti con la percentuale di fibra insolubile e solubile.
Vedi tab. Verde
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Come possiamo notare dalla tabella, il rapporto tra i due tipi di fibra (60 insolubile e 40 solubile) è bilanciato nella verdura, ma del tutto sbilanciato nel riso, nei cereali e nei fagioli. Ciò significa che un’alimentazione basata sui carboidrati complessi può provocare una carenza di fibra solubile, che non fa ottenere i benefici sopra elencati, causando un’eccessiva velocità di transito nell’intestino del chimo, rischiando una minore assimilazione dei nutrienti ed una cattiva digestione degli alimenti.
PREZZO ENERGETICO DELLE FIBRE (P.E.F.)
Un altro dato importante riguarda la quantità di energia che dobbiamo ingerire (sotto forma di calorie) per assicurarci la giusta quantità di fibre. A tale scopo ho elaborato un semplice indice: il Prezzo Energetico della Fibra (Pef), dov’è possibile verificare quali alimenti sono, da questo punto di vista, più efficienti, ovvero quali assicurano, a pari quantità di fibra, minor introito calorico.
Vedi Tab. Azzurra
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Come potete notare dalla tabella esiste una differenza abissale tra le fibre contenute nella pasta, pari a 70,5 calorie per grammo e la cicoria, pari a 2,7 calorie per grammo.
Per fare un esempio pratico, avremo bisogno di 614 grammi di pasta (1.200 grammi da cotta) per assumere la quantità di fibre di cui abbiamo bisogno ogni giorno, apportando però una quantità complessiva di circa 2.450 calorie.
Lo stesso calcolo, rapportato ad una verdura come la cicoria, ci dice che avremo bisogno di 972 grammi di cicoria cruda, la quale una volta cotta rappresenta un piatto abbondante, ma soprattutto avremo assunto solo 95 calorie.
Ciò conferma che i migliori alimenti per una dieta ricca di fibre, sono le verdure e la frutta.
Un altro punto critico delle fibre insolubili derivanti da cereali ma anche da fagioli e soia è l’acido fitico (uno dei componenti di questo tipo di fibra).
L’Acido Fitico Risultati immagini per acido fitico
L’acido fitico ed i fitati sono considerati elementi anti-nutrizionali, in quanto svolgono un’azione di legame (chelante) con minerali quali: calcio, ferro, magnesio e zinco, creando così dei sali insolubili (fitati e fitina) che in questa forma non possono essere assimilati dall’organismo (sono espulsi con le feci).
Per tale motivo, più i cereali sono integrali, più aumenta questo aspetto del problema. L’unica soluzione (per i farinacei) è utilizzare lievito naturale (molto raro nella panificazione moderna) e nel caso dei fagioli, tenerli nell’acqua almeno 24 ore, diminuendo la presenza dell’acido fitico. È importante sottolineare che una delle cause dello sviluppo dell’osteoporosi è dovuta alla presenza di acido fitico che inibisce l’assimilazione del calcio e del magnesio da parte dell’intestino.
Vivere 120 Anni
 

Sedano

Un processo ideale per depurare e riparare le pareti intestinali. Al contempo il sedano apporta enzimi e coenzimi e alza i livelli di acido cloridrico nello stomaco, in modo che il cibo venga digerito facilmente e non vada in putrefazione, aiutando così a prevenire una moltitudine di disturbi intestinali.

Il sedano è tra i cibi antinfiammatori più potenti, perché affama batteri nocivi, lieviti, muffe, funghi e virus presenti nel corpo e fa defluire tossine e scorie fuori dal tratto intestinale e dal fegato; agenti patogeni come questi sono infatti spesso la causa primaria di stati infiammatori e, se assenti, il corpo è in condizioni migliori per affrontare tutto ciò che si presenta lungo il cammino. Allo stesso tempo, il sedano aiuta i batteri benefici a prosperare.
Il consumo di sedano è il rimedio più efficace per alcalinizzare l’apparato gastrointestinale; questo effetto si deve in parte al fatto che il sedano (tecnicamente un’erba e non una verdura) ha un’alta concentrazione di sodio bioattivo. Ma contiene anche oligoelementi cofattoriali che la scienza non ha ancora scoperto. Si tratta di varietà di sodio e di altri oligoelementi (oltre sessanta) che lavorano sistematicamente in sinergia tra loro e con il sodio per aumentare il pH dell’organismo ed eliminare gli acidi tossici da ogni interstizio del corpo, compreso l’intestino.
Un processo ideale per depurare e riparare le pareti intestinali. Al contempo il sedano apporta enzimi e coenzimi e alza i livelli di acido cloridrico nello stomaco, in modo che il cibo venga digerito facilmente e non vada in putrefazione, aiutando così a prevenire una moltitudine di disturbi intestinali. L’aggiunta del succo di sedano alla tua alimentazione è il rimedio migliore per risolvere la permeabilità all’ammoniaca, una malattia non ancora riconosciuta in cui il gas ammoniacale penetra nelle pareti intestinali causando problemi, come caduta dei denti e confusione mentale.
L'immagine può contenere: cibo
Il sedano può sembrare un cibo scialbo e noioso, ma è tutto fuorché questo. Oltre ai benefici che ho già spiegato, migliora la funzionalità dei reni, aiuta a risanare le ghiandole surrenali, può persino calmare e avere effetti sugli schemi mentali, grazie ai sali minerali favorisce l’attività degli impulsi elettrici e supporta le funzioni neuronali, il che lo rende un alimento imprescindibile se soffri di deficit di attenzione e iperattività, confusione mentale o perdita della memoria.
Quando pensi al sedano, pensa agli elettroliti: la sua profonda azione idratante a livello cellulare riduce il rischio di emicranie. Il sedano è ideale per combattere le intossicazioni, in più offre assistenza per lo stress e ripara il DNA, e potrei continuare a lungo a spiegarne i benefici per qualsiasi genere di disturbo. Sappi che è uno dei tonici più salutari di tutti i tempi.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il sedano nella tua vita.
Acne, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, autismo, eczema, psoriasi, SLA, permeabilità dell’intestino, infertilità, malattia di Lyme, emicrania, disturbi ossessivo-compulsivi, malattia infiammatoria pelvica, disturbi e disfunzioni della tiroide, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, diabete, ipoglicemia, affaticamento surrenale, ansia, sepsi, infezioni alle vie urinarie, calcoli renali, calcoli biliari, cancro al pancreas, alla vescica, alla tiroide, pancreatite, steatosi epatica, sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, lupus, sindrome di Sjögren, morbo di Addison, acne rosacea, lipoma, cistite interstiziale, morbo di Crohn, colite, sindrome del colon irritabile, mughetto, iperglicemia, ipertensione, depressione, apnea, vaginosi batterica, edema, lesioni, parassiti, infezione da lieviti, insonnia, esposizione alle muffe, infezioni batteriche e/o virali, permeabilità all’ammoniaca.
L'immagine può contenere: cibo
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il sedano nella tua vita.
Spasmi intestinali, cisti, carenza di acido cloridrico, fegato pigro, cortisolo basso, cortisolo alto, confusione mentale, allergie alimentari, acidosi, ipotiroidismo, ipertiroidismo, vista appannata, dolori alle articolazioni, mal di testa, gonfiore, gas, pressione addominale, distensione addominale, disidratazione cronica, secchezza agli occhi, spalla congelata, reflusso gastrico, infiammazioni alla cistifellea, allo stomaco, all’intestino tenue e/o al colon, eruzioni cutanee, nausea, pellicola bianca sulla lingua, sovrapproduzione di candida, ansia, perdita della memoria, pressione alta, intolleranze alimentari, gonfiore, infiammazioni, spasmi muscolari, crampi alle gambe, spossatezza, carenza di minerali, infiammazioni al cervello, disturbi del sonno.
SUPPORTO EMOTIVO
Tutti tendiamo a trattenere la paura e senso di colpa nell’apparato gastrointestinale. Il nervosismo causa sensazioni che chiamiamo farfalle nello stomaco o crampi alla pancia, e l’ansia che scorre nel sistema nervoso centrale può arrivare fino all’intestino, creando un groviglio. Il sedano risana l’intero apparato digerente: usalo per ottenere un effetto calmante quando sei spaventato, in preda al panico, scioccato, irritabile, nervoso, minacciato, insicuro, intimorito o sulla difensiva.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Risultati immagini per SEDANO ESTRATTO
Troppo spesso ci complichiamo la vita più del necessario, oppure semplifichiamo problemi realmente complessi. Questo tira e molla si verifica in ogni ambito della nostra vita, specialmente nella salute. Nel primo approccio le persone formulano mille ipotesi per un problema di salute e provano tutte le soluzioni possibili; in quello opposto lo sottovalutano, perché in effetti è dovuto a un’intricata interazione di molti fattori, per cui liquidano il problema come se il corpo stesse all’improvviso dando i numeri.
Per arrivare a una vera guarigione, dobbiamo trovare l’equilibrio tra semplicità e complessità, e il sedano c’insegna a farlo. Bere succo di sedano è il rimedio più semplice, ma spesso le persone lo scartano ritenendolo una soluzione troppo facile e quindi inefficace.
Pensano che vadano aggiunti altri ingredienti ai loro centrifugati per un maggiore apporto di sostanze nutritive. Se è vero che i centrifugati misti possono essere molto curativi (come per esempio la ricetta che propongo qui), non c’è nulla che superi il potere del puro succo di sedano; un potere che porta guarigione, trasformazione e profondi cambiamenti nella vita grazie alla complessa composizione di sostanze nutritive in esso presenti, che ha bisogno di agire indisturbata per operare la sua magia.
Questa caratteristica del sedano è un promemoria importante per tutti gli ambiti della vita. In quale altro ambito dobbiamo arrivare alla conclusione che l’approccio migliore è quello più semplice?
SUGGERIMENTI
Risultati immagini per SEDANO ESTRATTO
Per “resettare” il corpo, bevi succo di sedano puro.
Per ottenere i massimi benefici, bevi succo di sedano fresco tutti i giorni, un bicchierone da 450 grammi a stomaco vuoto, così da alzare i livelli di acido cloridrico nel modo
più efficace.
Per risultati eccezionali, bevi due bicchieroni da 450 grammi di succo di sedano ogni giorno.
Se il tuo obiettivo è depurare il corpo da metalli tossici, come mercurio, alluminio, rame, cadmio, nickel e arsenico, aggiungi al succo di sedano mezza tazza di foglie di coriandolo fresche.
Un modo semplice per aumentare l’apporto di sedano nell’alimentazione è aggiungerne due o quattro bastoncini al centrifugato che preferisci.
SUCCO VERDE SEMPLICE
Per una/due porzioni
Questo centrifugato verde è limpido e dolce ed è un facile espediente per consumare una dose extra di verdure. È il modo perfetto per iniziare la giornata e resterai sorpreso vedendo che piace anche ai bambini.
1 testa di sedano, da cui prelevare gli steli
1 grossa mela affettata
1 limone ½ mazzetto di prezzemolo o foglie di coriandolo
4 ciuffi di menta fresca
Metti tutti gli ingredienti nella centrifuga.
Versa la bevanda in un bicchiere e gustala immediatamente.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Patate dolci 

questo supercibo contribuisce ad alleviare il restringimento del tratto intestinale per via dell’infiammazione cronica che spesso viene diagnosticata come colite o morbo di Crohn. Ricche di vitamine, minerali e altre sostanze nutritive, le patate dolci dalla polpa arancione sono particolarmente apprezzate per l’elevato contenuto di carotenoidi, come il betacarotene e il licopene, ed è giusto che sia così

Mentre la patata è stata ingiustamente colpevolizzata, la patata dolce, più colorata e attraente, ha ricevuto una parte dell’attenzione che merita. Ma come tutti gli altri cibi presentati in questo libro, meriterebbe più credito di quello che le viene accordato, perché è davvero preziosa.
Tanto per cominciare, le patate dolci promuovono la formazione di batteri buoni nello stomaco, nell’intestino tenue e nel colon e al contempo affamano quelli nocivi, i funghi e le muffe che si annidano in queste aree. Sono estremamente efficaci nel potenziare la produzione di vitamina B12 e aiutano a prevenire una patologia chiamata megacolon, ovvero l’ingrossamento del colon dovuto alla proliferazione di Clostridium difficile, streptococchi, stafilococchi, Escherichia coli, Helicobacter pylori, clamidia e/o altri batteri.
L'immagine può contenere: cibo
Inoltre questo supercibo contribuisce ad alleviare il restringimento del tratto intestinale per via dell’infiammazione cronica che spesso viene diagnosticata come colite o morbo di Crohn. Ricche di vitamine, minerali e altre sostanze nutritive, le patate dolci dalla polpa arancione sono particolarmente apprezzate per l’elevato contenuto di carotenoidi, come il betacarotene e il licopene, ed è giusto che sia così:
sono composti fitochimici estremamente potenti. Se hai la carnagione chiara e mangi una patata dolce ogni giorno, in breve tempo vedrai che la tua pelle assumerà un bel colorito come se fosse baciata dal sole. Associato all’abbondante presenza di aminoacidi, il licopene di queste patate è eccellente per rimuovere le radiazioni dal corpo; per di più, i composti fitochimici svolgono un’azione anticancerogena e aiutano a prevenire il cancro alla pelle, al seno, all’apparato riproduttivo, allo stomaco, all’intestino, all’esofago e al retto.
Le patate dolci sono anche fitoestrogeniche e svolgono una funzione vitale nell’espellere gli estrogeni inservibili, distruttivi e potenzialmente cancerogeni che interferiscono con l’equilibrio ormonale dell’organismo; questi estrogeni derivano dai materiali plastici, dai farmaci, dalle tossine alimentari e ambientali, ma anche dal corpo stesso che ne produce quantità eccessive (a causa di un’alimentazione troppo ricca di cibi estrogenici).
L'immagine può contenere: 1 persona, cibo
Siccome il corpo non può utilizzarli, gli estrogeni in eccesso rimangono inattivi e si accumulano negli organi, influendo negativamente sul sistema endocrino, mentre eliminandoli le patate dolci fanno spazio a quelli più salutari. Questi ortaggi sono importanti anche per regolare la crescita dei capelli: la stimolano dove serve e la inibiscono nei punti in cui non serve, prevenendo una condizione chiamata irsutismo.
Se hai problemi d’insonnia o altri disturbi del sonno, le patate dolci possono esserti molto utili. Offrono una preziosa forma di glucosio che stimola lo sviluppo di neurotrasmettitori come la glicina, la dopamina, il GABA e la serotonina, che favoriscono un riposo ristoratore. Che ti piacciano arancioni, gialle, bianche, rosa o viola, non esitare a mangiarle: ogni varietà di questi tuberi ha proprietà medicinali che ti daranno più forza nella vita.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le patate dolci nella tua vita.
Megacolon, irsutismo, colite, morbo di Crohn, cancro alla pelle, al seno, alle ovaie, alla cervice, allo stomaco, all’intestino, al colon-retto, all’esofago, disturbi del sonno, sindrome da stanchezza cronica, malattie cardiache, malattie ai reni, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, insonnia, alopecia, scottature solari, sindrome di Asperger, sindrome del colon irritabile, artrite psoriasica, epilessia, ernia iatale, affaticamento surrenale, neuropatia, disturbo da stress post-traumatico, ansia, depressione, eczema, psoriasi, herpes zoster, infezioni alle vie urinarie, clamidia, sindrome dell’ovaio policistico, endometriosi, sclerodermia, lichen sclerosus, celiachia, ansia sociale.
SINTOMI
Risultati immagini per patate dolci
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le patate dolci nella tua vita.
Forfora, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, diarrea, ansia, disturbi al tratto intestinale, colon infiammato, spasmi al colon, bruciore allo stomaco, tessuti cicatriziali, crampi e spasmi muscolari, intolleranze alimentari, palpitazioni, vampate, crampi addominali, invecchiamento accelerato, lesioni al cervello, spasmi al colon, depersonalizzazione, disturbi digestivi, anomalie negli esiti del Pap test, secchezza agli occhi, gonfiore, macchie dell’età, accumulo di peso, desquamazione della pelle, polipi intestinali.
SUPPORTO EMOTIVO
Se hai bisogno di coccolarti, non c’è nulla di più confortante di una patata dolce cotta al forno. A differenza dei comuni “cibi di conforto”, solitamente unti, fritti o pieni di zuccheri e conservanti che ti fanno sentire gonfio, appesantito e ancora più depresso, le patate dolci hanno proprietà che danno davvero la sensazione di essere protetto e accudito, come se ricevessi un abbraccio, dandoti la forza di affrontare i momenti difficili.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Hai mai notato che, quando cuoci al forno una patata dolce, gli zuccheri naturali ribollono e colano ai lati? Di per sé la patata dolce è ricca di tutto ciò che si possa desiderare, ma a noi non sembra mai abbastanza. Le ricette più diffuse prevedono l’aggiunta di burro, panna, zucchero di canna; pur essendo dolcissime e perfette così come sono, le roviniamo, mascherando le loro qualità naturali ed esagerando.
C’è un’area nella tua vita in cui sarebbe opportuno eliminare i “condimenti” superflui? Non abbinarci mai pasta, pane pizza farinacei. Le patate dolci c’insegnano a valutare le circostanze in cui abbiamo ricevuto un dono perfetto e, per paura o per incapacità di apprezzarlo, pensiamo che non sia sufficiente.
SUGGERIMENTI
Risultati immagini per patate dolci
Per ottenere i massimi benefici dalle patate dolci, non mangiarle mai con pane , pizza pasta farinacei. Se desideri accompagnarle con un condimento cremoso, prendi qualche cucchiaiata di avocado e spalmacelo sopra come se fosse burro.
Dopo aver cotto una certa quantità di patate dolci (la cottura al vapore e quella al forno sono le più salutari), mettine da parte alcune e conservale in frigorifero: aggiunte alle insalate, aiutano il corpo ad assorbire meglio le sostanze nutritive delle verdure a foglia verde. E qualche boccone di patata dolce nelle notti insonni favorisce il sonno.
Se hai una ferita, prova a sfregarla con una fetta di patata dolce cruda. Questo ortaggio ha proprietà medicinali che stimolano la guarigione e la rigenerazione della pelle riducendo le cicatrici.
Per attenuare le borse sotto gli occhi, spesso si usano le fette di cetriolo. Per variare, prova con due fette di patate dolci fredde: l’impacco farà penetrare il betacarotene nel tessuto perioculare, ridando vitalità al tuo incarnato. Se hai preso una scottatura, mangia una patata dolce per guarire più in fretta.
Se hai diversi tessuti cicatriziali dovuti a interventi chirurgici, mangia due patate dolci al giorno per una settimana, poi una al giorno per tre settimane. Ripeti la pratica ogni mese finché ottieni dei miglioramenti.
Se stai per guardare un film dell’orrore o d’azione, mangia una patata dolce prima di vederlo: aiuterà le tue ghiandole surrenali a sopportare meglio la paura e la suspence.
PATATE DOLCI FARCITE CON CAVOLO BRASATO
Per due/quattro porzioni
Risultati immagini per PATATE DOLCI FARCITE CON CAVOLO BRASATO
Questo è un ottimo piatto per le cene infrasettimanali, e i singoli componenti si possono cuocere in anticipo per poi assemblarli poco prima di servire.
Le patate dolci e il cavolo, una volta cotti, si conservano in frigorifero fino a quattro giorni, dopodiché basteranno pochi minuti per ultimare la preparazione. Per ottenere migliori risultati, appronta la salsa appena prima di portare in tavola il piatto, e versala calda e fumante sulle patate dolci farcite.
4 patate dolci
4 spicchi d’aglio tritato
1 cipolla a cubetti
1 cucchiaio d’olio di cocco
1 cavolo rosso a straccetti
½ cucchiaino di sale marino
½ limone
PER LA SALSA:
1 cucchiaio di olio d’oliva
1 cucchiaio di miele grezzo
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
PER GUARNIRE:
4 cucchiai di prezzemolo tritato
Preriscalda il forno a 200 °C. Sistema le patate dolci sulla carta da forno e cuocile per 45/60 minuti, o fino a quando si lasciano forare facilmente con una forchetta.
In una casseruola capiente fai saltare l’aglio e le cipolle in un cucchiaio d’olio a fuoco medio per 5/10 minuti, mescolando di tanto in tanto finché le cipolle sono morbide e trasparenti. Aggiungi il cavolo e il sale insieme a mezza tazza d’acqua, copri e cuoci a fuoco medio per 30/40 minuti finché il cavolo è tenero, mescolando ogni tanto e aggiungendo un goccio d’acqua se serve per ammorbidire.
Risultati immagini per patate dolci
Apri le patate dolci a metà e schiaccia leggermente ogni lato con una forchetta. Farciscile con il cavolo brasato inserendone il più possibile all’interno.
Prepara la salsa poco prima di servire (per quattro porzioni, raddoppia le dosi indicate per la salsa). Metti tutti gli ingredienti in un pentolino e fai cuocere a fuoco medio-alto finché iniziano a sobbollire. Continua a mescolare per uno o due minuti per amalgamare bene la salsa e farla addensare. Versala sulle patate dolci, guarnisci con il prezzemolo e gustale!
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Zucchero e altri dolcificanti

Lo zucchero bianco in particolare è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero: depurato con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di gran parte delle sostanze nutritive (sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio) e trattato con anidride carbonica per togliere i residui della calce, quindi trattato con acido solforoso per schiarirne il colore, cotto, raffreddato, cristallizzato e centrifugato.

Asse intestino – Cervello
Quanto allo zucchero la dottoressa Campbell dopo avere ricordato che è uno dei cibi preferiti del lievito opportunistico Candida (microorganismo che contribuisce a causare molte malattie quando prolifera nel nostro intestino) e di molti altri patogeni e parassiti, segnala anche che per digerirne una sola molecola il nostro corpo utilizza 56 di molecole di magnesio, sostanza di grande importanza per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, per la regolazione della pressione e per il funzionamento del sistema nervoso.
Per essere precisi la dottoressa Campbell-McBride, nel suo libro afferma che per metabolizzare lo zucchero “il corpo deve utilizzare una quantità allarmante di minerali, vitamine ed enzimi disponibili, finendo per essere carente di tutte queste sostanze vitali”.
Notizia dell’agenzia ANSA che mostra come lo zucchero fa male, personalmente non assumo più zucchero da molti anni (né bianco né integrale) e sto molto meglio; di altri dolcificanti faccio un uso molto rado (poco sciroppo di agave o miele biologico o stevia o malto di riso). In realtà cerco di accontentarmi della dolcezza che trovo nella frutta ed in certa verdura; credo sia la cosa più naturale.
L'immagine può contenere: cibo
Pensate che già nell’antico Egitto l’aristocrazia che si nutriva di dolcetti fatti con datteri e miele soffriva di diabete (al contrario dei poveri contadini).
Qui da noi dal 1600, quando iniziò l’importazione a basso costo dello zucchero di canna coltivato dagli schiavi negri in America, e quando in concomitanza si utilizzarono nell’alimentazione cereali sempre più raffinati, vi fu una “epidemia” di diabete e di carie (eh sì, lo zucchero danneggia il dente dall’interno favorendo la carie ma tutto ciò in primis parte dalla pasta).
Uno dei danni peggiori dello zucchero di canna (ma anche degli altri zuccheri) è quello di favorire la proliferazione della candida e di altri patogeni nell’intestino (disbiosi intestinale).
Lo zucchero bianco in particolare è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero:
depurato con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di gran parte delle sostanze nutritive (sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio) e trattato con anidride carbonica per togliere i residui della calce, quindi trattato con acido solforoso per schiarirne il colore, cotto, raffreddato, cristallizzato e centrifugato.
Questo zucchero grezzo viene poi filtrato e decolorato con carbone animale, colorato (a volte anche con un colorante derivato dal catrame, sospettato di essere cancerogeno).
Quel che resta è una sostanza che, per essere assimilata e digerita, ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (oltre al magnesio anche il calcio); ne risulta un indebolimento di quei tessuti che più necessitano di calcio, come denti ed ossa, con possibili “effetti collaterali” quali artrite, artrosi, osteoporosi, carie …
Lo zucchero bianco esercita un influsso negativo anche sul sistema nervoso e sul metabolismo: assieme alla condizione di iperglicemia c’è una iniziale stimolazione, cui succede una risposta del pancreas forzato a produrre insulina e quindi il calo, l’ipoglicemia, con instabilità di umore, debolezza irritabilità e, ovviamente, il bisogno di prendere altro cibo zuccherato, che porta alla creazione di forma di dipendenza.
Immagine correlata
Quando si verifica una ipoglicemia infatti l’organismo risponde anche mettendo in circolo degli ormoni quali l’adrenalina, ovvero l’ormone dell’aggressività.
Anche il sistema immunitario viene provato dall’assunzione dello zucchero. Mangiare 50 grammi di zucchero bianco, significa far diminuire la capacità fagocitaria dei globuli bianchi del 76% per circa 7 ore. Ma i danni sono a tutti i livelli: circolatorio, epatico, intestinale, cutaneo etc.
La seguente lista di effetti negativi dello zucchero è tratta dal libro Suicide by Sugar (Suicidio per mezzo dello zucchero) scritto da Nancy Appleton, che ha conseguito un dottorato di ricerca in “clinica della nutrizione”, e che all’argomento “zucchero” ha dedicato diverse pubblicazioni.
• Lo zucchero sopprime il sistema immunitario.
• Lo zucchero sconvolge l’equilibrio dei minerali nel corpo.
• Lo zucchero può causare delinquenza giovanile nei bambini.
• Lo zucchero mangiato durante la gravidanza e l’allattamento può influenzare la forza muscolare dei neonati, influenzando negativamente la capacità di svolgere esercizio fisico.
• Lo zucchero può causare iperattività, ansietà, incapacità di concentrazione e irritabilità nei bambini.
Per ulteriori approfondimenti vedi il sito di Nancy Appleton http://nancyappleton.com/
Risultati immagini per zucchero e infiammazioni
NB: Lo zucchero integrale (quella ottenuto direttamente dalla canna da zucchero senza raffinazioni industriali, che deve essere di un colore marrone scuro, altrimenti è un “finto” zucchero integrale) è meno dannoso dello zucchero bianco dal momento che oltre ad un 95% di zucchero contiene anche un 5% di elementi nutritivi (tra i quali il ferro), inoltre non è sottoposto a tutti quei processi industriali che servono a raffinarlo e non contiene residui di lavorazione;
secondo la maggior parte dei fautori della medicina naturale la sua assunzione fa un po’ meno male, però fa male lo stesso. Sicuramente lo zucchero integrale, essendo cibo ambito per alcuni “invasori” del nostro sistema digestivo come la candida, è da evitare in caso di disbiosi intestinale. Personalmente ho abolito il suo uso da circa 14 anni e ne sono ben felice.
A conferma ulteriore di quanto su esposto segnalo un recente studio, pubblicato sulla famosa rivista Nature (non certo nota per la sua eccessiva apertura nei confronti delle tesi della medicina naturale) che afferma senza mezzi termini che lo zucchero fa male, sino a sentenziare che lo zucchero e altri dolcificanti sono così tossici che i governi di tutto il mondo dovrebbero sottoporne l’uso a serie restrizioni, come si fa con l’alcool.
In realtà l’articolo scientifico Public health: The toxic truth about sugar si riferisce espressamente a tutti gli “Added sweeteners” ovvero ai dolcificanti aggiunti e non solo al saccarosio, sebbene si occupi particolarmente proprio di questo composto (lo zucchero bianco).
Da notare che gli autori di questa ricerca propongono di tassare cibi e bevande con zucchero aggiunto, di vietarne la vendita vicino alle scuole e di introdurre dei limiti alla possibilità di acquisto legati all’età (secondo la loro proposta occorrerebbe essere maggiorenni per acquistare cibi dolcificati, così come per comprare alcolici).
Risultati immagini per zucchero
Per quanto nutra seri dubbi sull’estendibilità all’uomo di esperimenti fatti su cavie animali, uno studio realizzato dal dottor Bart Hoebel (Istituto di Neuroscienze di Princeton) mostra come lo zucchero possa causare dipendenza e crisi di astinenza al pari di una droga; non credo certo che il nostro metabolismo sia uguale a quello dei roditori, però ricordo che secondo i canoni della scienza medica ortodossa questo esperimento dovrebbe portare ad un allarme internazionale.
La sperimentazione sugli animali è infatti quella che permette ad un farmaco di essere messo in commercio e consumato anche da noi esseri umani. In base alla logica corrente lo zucchero bianco dovrebbe essere ritirato dal mercato.
Quanto alle alternative allo zucchero, sicuramente la migliore è mangiare la frutta che è naturalmente dolce, ed evitare di dolcificare alcunché. Le torte? Si possono anche dimenticare se si apprezza il dolce della buona frutta, delle carote e delle cipolle cotte, della zucca, delle mandorle.
E caso mai c’è sempre il malto di riso (dolcificante tra i più delicati e naturali, ma da evitare se si intraprende una dieta paleo) o la stevia, purché sia pura (essa viene infatti spesso venduto addizionata a tutta una serie di sostanze che hanno ben poco di naturale).
Immagine correlata
Il dott. Franco Berrino , nutrizionista dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, suggerisce di dare ai bambini, per la merenda, due noci e qualche fico secco, una vera manna per il nostro organismo.
Sul sito del nationalgeographic si può leggere di un esperimento sui topi che mostra delle gravi ripercussioni sul sistema nervoso centrale causate dall’assunzione di alte dosi di fruttosio. Di sicuro non vi è certezza che ciò che succede ai topi succeda anche agli uomini, ed una cosa sono le alte dosi, un’altra dosi basse o moderate.
Però viene il sospetto che oltre allo zucchero bianco anche il fruttosio faccia male, in quanto non si trova associato con tutti gli altri elementi nutritivi che formano un cibo bilanciato come la frutta colta dagli alberi (naturalmente ricca in fruttosio, ma contenente anche fibra, vitamine, bioflavonoidi etc).
Insomma la nostra mania moderna di cercare a tutti i costi il sapore dolce come se fossimo dei lattanti che rincorrono o agognano ancora il dolce latte materno, è dieteticamente sbagliata.
Del resto già si era scoperto che le cellule tumorali del pancreas proliferano con l’assunzione del fruttosio, e questo è un dato che non proviene da esperimenti sui topi, ma sugli uomini. Grazie alla traduzione del sito saluteolistica adesso sappiamo che:
Le cellule tumorali del pancreas usano il fruttosio per proliferare e dividersi, questo quanto hanno detto dei ricercatori USA di recente, in uno studio che ha messo alla prova il sapere corrente che tutti gli zuccheri siano la stessa cosa.
Risultati immagini per zucchero integrale
La scoperta dei ricercatori, pubblicata nella rivista Cancer Research, può essere utile per spiegare altri studi che hanno correlate l’uso del fruttosio con il cancro al pancreas, uno dei tipi più mortali. Ha scritto il Dr. Anthony Heaney del UCLA’s Jonsson Cancer Center :
Queste scoperte indicano che le cellule tumorali possono metabolizzare prontamente il fruttosio per aumentare la proliferazione.
Queste scoperte sono determinanti per i pazienti di cancro a cui viene data una dieta a base di fruttosio raffinato ed indicano che gli sforzi per ridurre l’assunzione di fruttosio raffinato o inibire le azioni da esso mediate, possono arrestare la crescita del cancro .
Troppo zucchero, di ogni tipo, non solo causa aumento di peso, ma anche diabete, disturbi cardiaci e infarto, secondo l’American Heart Association. Le cellule tumorali prosperano con lo zucchero ma usano il fruttosio per proliferare. Il team di ricerca di Heaney afferma che il metabolismo del fruttosio e del glucosio, sono molto differenti.
Negli USA il consumo di fruttosio sotto forma di sciroppo di mais è salito del 1000 per cento tra il 1970 e il 1990, hanno riportato dei ricercatori nel 2004 all’American Journal of Clinical Nutrition.
Da notare che il fruttosio da mais viene a volte addizionato con un conservante al mercurio (thimerosal, a base di metilmercurio), lo stesso usato nei vaccini, ed accusato di avere causato un crescente numero di casi di autismo.
Immagine correlata
Non possiamo fare a meno di ricordare infine che chi beve regolarmente bevande zuccherate si espone ad un rischio di cancro al pancreas all’incirca circa doppio rispetto al resto della popolazione, come riporta anche l’agenzia reuters . Lo studio è del dottor Pereira pubblicato sul Journal of Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.
Per finire due parole sul succo d’agave, che è dolce grazie al suo contenuto di inulina, una forma di complesso di fruttosio; ho provato a fare delle ricerche su inulina e pancreas e ho scoperto che ad esempio il carciofo risulta particolarmente indicato per i diabetici per il suo contenuto di inulina che è in grado di controllare lo zucchero presente nel sangue . Su altri siti leggo che l’inulina stimola l’azione dei globuli bianchi e favorisce il proliferare dei batteri “amici” nel nostro intestino .
Ciò non toglie che, dopo quanto su esposto, ulteriori ricerche sull’uso frequente di sciroppo d’agave potrebbe portare a spiacevoli sorprese. Anche perchè ci può essere una notevole differenza tra l’assunzione dell’inulina all’interno del carciofo (o da altri vegetali), alimento naturalmente bilanciato e complesso, e l’assunzione di un succo ad alto contenuto di inulina a scopi dolcificanti.
756 http://www.adnkronos.com/…/Tumori-mangiare-snack-zuccherati….
757 Pubblicato su Nature 482, 27–29 (02 February 2012), autori Robert H. Lustig, Laura A. Schmidt, Claire D. Brindis; http://www.nature.com/…/journal/v482/n7383/full/482027a.html.
578 http://www.ilsentiero.net/…/12/lo-zucchero-come-una-droga.h….
759 http://herberiadelcorso.blogspot.it/…/stevia-finalmente-lib….
760 http://www.neversleep.it/…/al-supermercato-con-dottor-berri….
761 http://www.nationalgeographic.it/…/lo_zucchero_ci_rende_s…/….
traduzione del sito saluteolistica adesso sappiamo che:
762 http://saluteolistica.blogspot.it/…/le-cellule-tumorali-del….
763 Pancreatic Cancers Use Fructose, Common in a Western Diet, to Fuel Growth (“Il cancro al pancreas us ail fruttosio, commune nella dieta occidentale per accelerare la crescita”);http://www.cancer.ucla.edu/index.aspx?recordid=385&page=644.
764 http://www.reuters.com/article/2010/02/08/idUSN07113352.
765 http://www.correrenelverde.com/…/verdure/verdureeortaggi.htm.
766 http://www.caisse.it/it/formula.cfm.
767 http://chimicamente.wordpress.com/category/inulina/.

Infiammazioni

Il cervello, il sistema endocrino e il sistema immunitario sono inestricabilmente collegati tra loro. Molecole del sistema immunitario hanno un potente impatto sulle funzioni del sistema immunitario, incluse le interazione degli ormoni legati al comportamento, sia nello stato di salute che di malattia.

Dall’infiammazione periferica a quella centrale.

Studi recenti mostrano come una infiammazione periferica possa indurre una speculare
risposta infiammatoria cerebrale che può produrre effetti transitori o a lungo termine(1).

Dato che l’intestino rappresenta la nostra maggiore interfaccia verso il mondo esterno, viene continuamente in contatto con germi, agenti patogeni, potrà infiammarsi facilmente. Anzi, oggi sappiamo che l’attivazione dei processi infiammatori intestinali sono utili per la nostra sopravvivenza e per attivare i processi difensivi intestinali.

Il problema nasce quando l’intestino non è più in grado di ridurre l’infiammazione, che, quindi, cronicizza.

Se la risposta in fase acuta (APR: Acute Phase Reaction) di fronte ad un agente stressogeno, è positiva, il suo cronicizzarsi (CPR: Chronic Phase Reaction) è stato definito la madre di tutte le patologie(2).

38c79-3530e7_bd7709aa3e564c92821dc146aceaf294

C’è un periodo post natale durante il quale anche impercettibili interventi possono produrre danni a lungo termine nella fisiologia dell’adulto(3). In tale periodo, anche brevi infiammazioni sistemiche, anche non associate a danni osservabili del sistema nervoso centrale (SNC), possono produrre una vulnerabilità che si manifesterà nella età adulta (4,5).

Assomigliano più ad una forma di “lesione funzionale”, percettibile solo a livello cellulare e molecolare, piuttosto che mostrare un manifesto aspetto istologico(6,7).

Per esempio, un’intensa esposizione a LPS o citochine può alterare l’eccitabilità del SNC e portare alla perdita della memoria e della capacità di apprendimento (8,9,10), alla inibizione del potenziamento a lungo termine (11).

Il cervello, il sistema endocrino e il sistema immunitario sono inestricabilmente collegati tra loro. Molecole del sistema immunitario hanno un potente impatto sulle funzioni del sistema immunitario, incluse le interazione degli ormoni legati al comportamento, sia nello stato di salute che di malattia.

In maniera analoga alterazioni negli ormoni, per esempio durante uno stress, possono agire sulle funzioni immunitarie o sulla reattività. Queste cambiamenti funzionali sono

risposte di adattamento evolute, che producono cambiamenti nel comportamento e mobilizzano risorse immunitarie.

Se prolungate possono portare a patologie o aggravare malattie.

Immagine correlata

Durante la fase del suo sviluppo il cervello è particolarmente sensibile sia a segnali endogeni che esogeni, un gran numero di evidenze suggeriscono che il sistema immunitario abbia un ruolo critico nello sviluppo cerebrale con il risultato di un associato comportamento per la vita dell’individuo.

Infatti ci sono associazioni tra molti disturbi neuropsichiatrici e disfunzioni immunitarie, con distinte eziologie nello sviluppo neuronale(12).

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

DepurEssiac

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/depuressiac/

NutriCol

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/nutricol/

NutriFlor

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/nutriflor/

NutriZym

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/nutrizym/

Klamin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamin/

AlgoZym

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algozym/

Multinatural:

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/multinatural/

Riferimenti
1) Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines andbrain excitability. Epilepsy Res. 2010 Mar;89(1):34-42.2) Stig Bengmark, Acute and ‘‘chronic’’ phase reaction – a mother of disease. Clinical Nutrition (2004) 23, 1256–12663) Galic MA, Riazi K, Heida JG, Mouihate A, Fournier NM, Spencer SJ, Kalynchuk LE, Teskey GC, Pittman QJ.Postnatal inflammation increases seizure susceptibility in adult rats. J Neurosci. 2008 Jul 2;28(27):6904-13.4) Eklind S, Mallard C, Arvidsson P, Hagberg H. Lipopolysaccharide induces both a primary and a secondary phaseof sensitization in the developing rat brain. Pediatr Res. 2005 Jul;58(1):112-6.5) Hagberg H, Mallard C. Effect of inflammation on central nervous system development and vulnerability. CurrOpin Neurol. 2005 Apr;18(2):117-23.6) Baram TZ, Eghbal-Ahmadi M, Bender RA. Is neuronal death required for seizure-induced epileptogenesis in theimmature brain? Prog Brain Res. 2002;135:365-75.7) Bale TL, Baram TZ, Brown AS, Goldstein JM, Insel TR, McCarthy MM, Nemeroff CB, Reyes TM, Simerly RB,Susser ES, Nestler EJ. Early life programming and neurodevelopmental disorders. Biol Psychiatry. 2010 Aug 15;68(4):314-9.
8) Aloe L, Properzi F, Probert L, Akassoglou K, Kassiotis G, Micera A, Fiore M. Learning abilities, NGF and BDNF
brain levels in two lines of TNF-alpha transgenic mice, one characterized by neurological disorders, the other
phenotypically normal. Brain Res. 1999 Sep 4;840(1-2):125-37.
9) Harré EM, Galic MA, Mouihate A, Noorbakhsh F, Pittman QJ. Neonatal inflammation produces selective
behavioural deficits and alters N-methyl-D-aspartate receptor subunit mRNA in the adult rat brain. Eur J
Neurosci. 2008 Feb;27(3):644-53.
10) Sparkman NL, Buchanan JB, Heyen JR, Chen J, Beverly JL, Johnson RW. Interleukin-6 facilitates
lipopolysaccharide-induced disruption in working memory and expression of other proinflammatory cytokines in
hippocampal neuronal cell layers. J Neurosci. 2006 Oct 18;26(42):10709-16.
11) Cunningham AJ, Murray CA, O’Neill LA, Lynch MA, O’Connor JJ. Interleukin-1 beta (IL-1 beta) and tumour
necrosis factor (TNF) inhibit long-term potentiation in the rat dentate gyrus in vitro. Neurosci Lett. 1996 Jan
12;203(1):17-20.
12) Bilbo SD, Schwarz JM. The immune system and developmental programming of brain and behavior. Front Neuroendocrinol. 2012 Aug;33(3):267-86.

Infiammazione e lesioni

Recenti lavori riportano il ruolo centrale dell’infiammazione cerebrale in diverse patologie neurologiche, dall’Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, epilessia, etc.

Il controllo della flora intestinale.

La flora intestinale costituisce un esercito 10 volte più numeroso di noi, fortemente affiatato ed addestrato a prendere rapide decisioni sincrone, al quale affidiamo importanti compiti vitali.

Assumerne il controllo è, quindi, di vitale importanza.

Controlliamo la flora intestinale mediante recettori, detti Toll Like Receptors (TLRs), che risultano essere molto importanti: topi privati del gene che codifica i TLR-5 diventano obesi anche se dieta standard.(1) Se lasciati a dieta libera mostrano i sintomi della sindrome metabolica, per esempio infiammazione intestinale.

Infatti sono responsabili delle produzione di citochine, responsabili dei processi di infiammazione.

Oggi sappiamo che una infiammazione periferica, es. intestinale, può provocare una infiammazione cerebrale, grazie alle citochine. Recenti lavori riportano il ruolo centrale dell’infiammazione cerebrale in diverse patologie neurologiche, dall’Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, epilessia, etc.

Immagine correlata

L’infiammazione intestinale può rappresentare una causa comune, spiegando così l’ampio spettro d’azione della dieta chetogenica, dei trigliceridi a media catena, della curcumina, dell’alfalattoalbumina e di altre molecole con azione antinfiammatoria intestinale, su diverse patologie neurologiche, immunitarie e oncologiche.

Capovolgendo il concetto, una infiammazione cronica intestinale, che può provocare una infiammazione cerebrale o degli organi sessuali, porta alla manifestazione di sintomi anche molto diversi in funzione delle differenti vulnerabilità individuali, che sono anche su base genetica.

Così come ereditiamo il colore degli occhi, ereditiamo la stessa architettura cerebrale, le stesse aree fragili, che, se messe in condizioni critiche, manifesteranno sintomi diversi a seconda della loro localizzazione.

Sintomi che possono manifestarsi anche insieme, dando luogo a quello che erroneamente consideriamo co-morbidità, ma un soggetto che ha crisi epilettiche e attacchi cefalgici è un epilettico cefalgico o un cefalgico epilettico?

Se il nostro approccio è ridurre i sintomi, proporremo cure diverse per i diversi sintomi, se vogliamo eliminare la causa, proporremo un’unica soluzione: disinfiammare l’intestino.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Rimedi:

Klamin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamin/

AlgoZym

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algozym/

Multinatural:

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/multinatural/

Riferimenti

1) O’Boyle CJ, MacFie J, Mitchell CJ, Johnstone D, Sagar PM, Sedman PC. Microbiology of bacterial translocation in humans. Gut 1998; 42(1): 29–35.

2) Gautreaux MD, Gelder FB, Deitch EA, Berg RD. Adoptive transfer of T lymphocytes to T-cell-depleted mice inhibits Escherichia coli translocation from the gastrointestinal tract. Infect Immun 1995; 63(10): 3827–34.

3) Macpherson AJ, Gatto D, Sainsbury E, Harriman GR, Hengartner H, Zinkernagel RM. A primitive T cellindependent mechanism of intestinal mucosal IgA responses to commensal bacteria. Science 2000; 288(5474): 2222–6

4) Shiloh MU, MacMicking JD, Nicholson S, et al. Phenotype of mice and macrophages deficient in both phagocyte oxidase and inducible nitric oxide synthase. Immunity 1999; 10(1): 29–38.

5) Mowat AM, Viney JL. The anatomical basis of intestinal immunity. Immunol Rev 1997; 156: 145–66

6) Sudo N et al.. The requirement of intestinal bacterial flora for the development of an IgE production system fully susceptible to oral tolerance induction. J Immunol 1997; 159(4): 1739–45.

Meridiano Metallo

Se funziona male, si evidenzieranno problemi di evacuazione in tutto il corpo (polmoni, intestino, reni, vescica) o nella psicologia dell’individuo.

Cos’è che connette tutte le parti del corpo tra di loro

innanzitutto (organi e parti del corpo come braccia o gambe), come pure con i piani
psicologici e spirituali.

Con la teoria dei meridiani e la legge dei Cinque Principi, disponiamo di un primo livello
interpretativo che ci fornisce le potenziali relazioni tra gli organi e le differenti parti del
corpo, ma anche con la psicologia.

Ciò si attua attraverso il supporto dell’energia Chi che circola in questi meridiani e grazie alle corrispondenze stabilite con ciascuno dei Cinque Principi.

Le relazioni tra tutte le parti del nostro corpo con il mondo esterno appaiono chiaramente e questo ci consente di comprendere meglio molti nostri atteggiamenti o reazioni.

Procederemo quindi con lo studio dei dodici meridiani del corpo umano rispetto a ciò che ci interessa, procedendo di Principio in Principio.

Il Principio del Metallo è il Principio che coordina tutto ciò che riguarda il nostro rapporto con il mondo esterno. La capacità che abbiamo di proteggerci da esso, la capacità di gestire le aggressioni provenienti da tale mondo esterno dipendono da questo Principio.

È quindi il Principio della nostra armatura. Il suo livello di protezione è istintivo, pronto, irriflessivo e può condurci alla reattività, se non alla primarietà. Il suo livello di percezione è quello delle sensazioni fisiche. È sempre lui che gestisce la nostra capacità di eliminare, scaricare rapidamente le «aggressioni».

Il Metallo concerne la capacità di recidere (spada) le cose, di scegliere. È la decisione
«giudiziaria», quindi presa con un intento di giustezza e di giustizia. Le scelte forti, necessarie,che richiedono un taglio netto, dipendono dal Metallo.

Talvolta abbiamo infatti bisogno di non funzionare più unicamente sul piano della riflessione raziocinante (Terra) che si sclerotizza quando è eccessiva. È a questo punto che facciamo leva sul nostro «Metallo» per scegliere, troncare.

Infine, rappresenta il mondo di ciò che io chiamo la volontà volontaria, il volontarismo. Le cose che vengono fatte con la forza e la rigidità, come la lama che taglia di forza perché è più dura di ciò che taglia o di ciò in cui penetra.

Due sono i meridiani associati al Principio del Metallo, il meridiano dei Polmoni e
dell’Intestino Crasso.

IL MERIDIANO DEI POLMONI (segno astrologico cinese della Tigre)

Il Polmone è associato all’Autunno. Esso permette di assorbire l’energia chiamata «Chi», da cui dipende l’attività vitale. Tale energia proviene dall’esterno in particolare sotto forma di ossigeno (ma non solo) e viene trasformata nel corpo umano in energia essenziale e poi vitale.

Il suo ruolo è quello di infondere la forza e la capacità di resistenza alle aggressioni
provenienti dal mondo esterno.

Il Polmone regola l’equilibrio tra l’esterno e l’interno. Esso ha il compito di proteggere dal
mondo esterno (pelle). Si occupa dell’energia fisica e assiste il Cuore controllando l’energia proveniente dall’aria. Questa, insieme al sangue, alimenta gli organi e i «visceri».

Inoltre partecipa attivamente alla qualità dell’energia grazie alle trasformazioni che dirige. Infatti, per poter circolare e alimentare correttamente tutto il corpo, l’energia della Terra (quindi degli alimenti) deve combinarsi con l’energia del Cielo (quindi dell’aria) per formare l’energia «essenziale».

È evidente che se questa associazione viene mal diretta, l’organismo sarà mal «nutrito».
Sul piano fisiologico questo meridiano corrisponde all’apparato respiratorio, ma anche alla pelle, al naso, al sistema pilifero. Il Polmone regola l’equilibrio termico di queste zone e permette loro di proteggersi, in particolare dalle aggressioni climatiche.

A livello psicologico esso è associato alla capacità di difendersi dal «mondo esterno», da
ciò che chiamo «la volontà volontaria» (volontarismo), il rigore, l’azione sulle cose, ma anche e soprattutto dall’interiorizzazione, intesa nel senso di una mancanza di manifestazione, di un mascheramento (armatura).

La sua ora solare di maggiore intensità si colloca tra le 3 e le 5 del mattino e il suo
percorso termina sulla punta del pollice di entrambe le mani.


IL MERIDIANO DELL’INTESTINO CRASSO (segno astrologico cinese della Lepre)

Il meridiano dell’Intestino Crasso è complementare a quello dei Polmoni che assiste. Come quest’ultimo è associato all’Autunno. Ha una funzione di trasporto e di eliminazione delle scorie e impedisce altresì il ristagno dell’energia Chi. Per questo esercita un influsso su tutte le escrezioni che dall’interno vanno verso l’esterno. Adempie a questa funzione per quanto concerne le materie organiche, mentre la vescica svolge lo stesso ruolo per i liquidi organici.

Serve ad evacuare quello che abbiamo mangiato, ingerito, e che non abbiamo assimilato,
accettato. Svolge tale ruolo per gli alimenti, ma anche per tutto ciò che riguarda le nostre
esperienze psicologiche. Se funziona male, si evidenzieranno problemi di evacuazione in tutto il corpo (polmoni, intestino, reni, vescica) o nella psicologia dell’individuo.

L’Intestino Crasso è associato agli stessi piani fisici e psicologici del Polmone, dal momento che è il suo meridiano complementare.

La sua ora solare di maggior intensità si situa tra le 5 e le 7 del mattino e il suo percorso
prende avvio sulla punta dell’indice di entrambi le mani.

(Michel Odoul)

Rimedi:

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/broncovin/

 

La Risposta intestinale

Spesso la dieta, intesa come semplice restrizione calorica, non è in grado di curare i sintomi e di ristabilire una corretta risposta metabolica.

Per una corretta simbiosi è necessario che i batteri siano in grado di percepire i cambiamenti ambientali, in modo da potere adattare il loro ambiente.

I B. thetaiotaomicron hanno più geni che codificano per i sistemi di rilevamento dei segnali, che includono δ-fattori e sistemi regolatori a 2 componenti:

– δ-fattori sono proteine necessarie alla sintesi dell’RNA

– i sistemi a 2 componenti sono sistemi di trasduzione del segnale: la struttura prototipo comprende una proteina chinasi istidina che è regolata da stimoli ambientali: in risposta ad uno stimolo questa proteina autofosforilizza un residuo istidina, formando un gruppo fosforile ad alta energia, che viene trasferito ad un residuo aspartato della proteina regolatrice della risposta.

Questo induce una modificazione conformazionale del dominio, che provoca l’attivazione di un dominio ad esso associato, responsabile della risposta.

Questo processo rappresenta il modo di comunicazione tra i batteri e le cellule intestinali, un sistema di comunicazione a due vie, grazie al quale i Batteroidi modulano le funzioni intestinali. (2,3)

I batteri commensali modulano l’espressione di geni coinvolti in diverse funzioni intestinali:

– L’assorbimento dei nutrienti

– La fortificazione della barriera mucosale

– Il metabolismo xenobiotico

– L’angiogenesi

– La maturazione intestinale post-natale

L’intimo colloquio del microbiota intestinale con il sistema immunitario dell’ospite apre nuove prospettive.(4)

La grande diversità del genoma dei microbi intestinali fornisce uno straordinario equilibrio, che, quando finemente sintonizzato, mantiene un stabile omeostasi.

Una alterazione della microflora a seguito di un disequilibrio del sistema immunitario porta ad un aumento della traslocazione di antigeni batterici verso tessuti metabolicamente attivi e può condurre ad uno stato infiammatorio cronico con conseguentemente deterioramento delle funzioni metaboliche come:

– Insulina resistenza

– Accumulo epatico di grassi

– Mancata risposta insulinica

– Eccessivo sviluppo del tessuto adiposo

Questo squilibrio può portare alla insorgenza di malattia metaboliche, e quindi il trattamento precoce della disbiosi intestinale è in grado di impedire e/o rallentare l’epidemia di malattie metaboliche.

Spesso la dieta, intesa come semplice restrizione calorica, non è in grado di curare i sintomi e di ristabilire una corretta risposta metabolica.

Questi studi ci fanno immaginare l’intestino ben diverso dalla visione Dantesca del “il lumbrico sacco oe si tramuta in merdaquel che si trangugia”.

Sia i processi digestivi, sia la risposta immunitaria sono modulati dall’interazione battere-cellula intestinale sulla base delle risposte a stimolazioni ambientali.

Questo spiega la nostra sensazione di difficoltà a digerire in risposta ad agenti stressanti, che è espressa da frasi come “blocco dello stomaco”, “un pugno allo stomaco”, e spiega una maggiore vulnerabilità in seguito a stress. Sappiamo che è più facile ammalarsi quando si è depressi o sotto stress.

Riferimenti

  1. Bengmark S. Acute and chronic phase reaction- a mother of diseases. Clinica! Nutrition (2004) 23, 1256-1266
  2. Hooper LV, Gordon JI. Commensal host-baccerial relationships in che gut. Science. 2001 May 11 ;292(5519):1115-8.
  3. Hooper LV, Vong MH, Thelin A, Hansson L, Falli PG, GordonJI. Molecular analysis of commensal host-microbial relacionships in che intestine. Science.2001 Feb 2;291 (5505):881-4.
  4. Burcelin R, Garidou L, Pomié C. Irnmuno-microbiota cross and talli: the new paradigm of metabolic diseases, Semin Immunol. 2012 Feb;24(1):67-74.
  5. (Prof. Paolo Mainardi)

    Libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

    scarica il PDF DEPURAZIONE TERAPIA GAPS

    DepurEssiac

    https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/depuressiac/

    NutriCol

    https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/nutricol/

    NutriFlor

    https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/nutriflor/

    NutriZym

    https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/nutrizym/

Intestino – cervello e  alfa-lattoalbumina

I processi di decarbossilazione sono affidati al microbiota intestinale e una flora disbiotica decarbossila eccessivamente anche il triptofano e la tirosina, riducendo la loro captazione cerebrale e, quindi, la sintesi dei diversi neurotrasmettitori

La fisica insegna che nei sistemi complessi le relazioni tra le parti generano nuove proprietà, non riconducibili a quelle delle singole parti. Anche se il corpo umano è sicuramente un sistema complesso, tale approccio della fisica dei sistemi complessi non è stato molto applicato alla medicina, che, con approccio botanico, ha suddiviso il corpo in una sommatoria di organi avulsi tra loro.Eppure una evidenza banale del collegamento intestino-cervello è quella nutrizionale.

Alcuni dei neurotrasmettitori, molecole essenziali per il funzionamento del cervello, derivano da ammino acidi essenziali, ovvero che derivano solo dalla demolizione delle proteine della dieta. Per esempio, la serotonina cerebrale viene sintetizzata a partire dall’ammino acido triptofano, la dopamina, la noradrenalina, e l’adrenalina dalla tirosina, mentre, invece, dalla decarbossilazione della istidina si ottiene l’istammina che viene captata dal cervello.

I processi di decarbossilazione sono affidati al microbiota intestinale e una flora disbiotica decarbossila eccessivamente anche il triptofano e la tirosina, riducendo la loro captazione cerebrale e, quindi, la sintesi dei diversi neurotrasmettitori.

Inoltre questi ammino acidi competono tutti per la stessa porta di accesso cerebrale, quindi la capacità di essere captati dipende da loro rapporto di concentrazione.

Così una maggiore decarbossilazione del triptofano avvantaggia la captazione della tirosina.Questa disbiosi del triptofano è fondamentale per la nostra sopravvivenza: in caso di pericolo si riduce la captazione di triptofano, quindi la sintesi cerebrale di serotonina.

Questo ci rende ansiosi, ma l’ansia è una risposta positiva agli agenti stressogeni, in quanto la riduzione del triptofano avvantaggia la captazione della tirosina, quindi diventiamo più abili, dopamina, più furbi, noradrenalina, più forti, adrenalina, quindi maggiormente capaci di affrontare un pericolo.

La risposta in fase acuta ad un agente stressogeno (APR: acute phase reaction) è una risposta positiva, ma se questa disbiosi diventa cronica, ovvero l’intestino, come una molla snervata, non riesce a ripristinare le condizioni iniziali, allora si cade nella Chronic Phase Reaction (CPR) che è stata definita la “madre di tutte le patologie”(1).

Questa fragilità viene acquisita in quanto il triptofano controlla, anche, la sintesi cerebrale di NPY(2), un neuropeptide che controlla i processi di neurogenesi e sinaptogenesi, quindi la capacità del cervello di auto-riparsi.

(3) Il triptofano controlla, anche, la risposta immunitaria, risposta che nelle donne deve ridursi ciclicamente per evitare un attacco anticorpale ad un eventuale feto.

(4) La corrispondente diminuzione di serotonina porta alla ben nota sindrome pre-mestruale. L’intestino della donna è quindi costretto ad un lavoro maggiore di quello dell’uomo, può più facilmente snervarsi. Quindi il livello di triptofano può non ritornare ai livelli normali, riducendo l’NPY cerebrale, quindi la plasticità del sistema nervoso centrale. Non solo, il triptofano controlla, anche, la morte per apoptosi cellulare.

(5) La nostra sopravvivenza si è basata principalmente sulla capacità di riparare i danni che l’ambiente continuamente ci procura. Per esempio siamo capaci di riparare il DNA danneggiato, direttamente o indirettamente, tramite i noti radicali liberi, dalle radiazioni. Abbiamo affidato questo compito al microbiota intestinale, esercito 10 volte più numeroso di noi. Esso genera molecole “sartine” capaci di individuare i danni del DNA e ripararlo.

(6) Se questa azione non avviene, viene allora indotta la degenerazione cellulare per permettere una rapida individuazione del problema e consentire agli anticorpi di eliminare, per apoptosi, le cellule degenerate.

(7) Oggi le terapie anti-tumorali si basano sul controllo della degenerazione, ma, forse, sarebbe più utile ripristinare il fucile dell’apoptosi. La produzione linfocitaria avviene in modo causale, produciamo anticorpi contro il nulla, contro noi stessi e contro reali nemici. Poi, nel processo di maturazione, li testiamo e scartiamo quelli sbagliati, che sono il 97% della produzione. Li eliminiamo inducendo la loro morte per apoptosi.

Soprattutto in soggetti con elevata permeabilità intestinale, ovvero con una elevata produzione di anticorpi, una diminuita capacità ad eliminare quelli sbagliati porta ad un maggior numero di auto-anticorpi.

Quindi la maggiore incidenza di patologie autoimmuni nelle donne non è dovuta ad una maggiore propensione del loro sistema immunitario a “impazzire”, ma ad una ridotta capacità di ripulire la produzione anticorpale da quelli, normalmente, prodotti contro noi stessi.

Nonostante le elevate conoscenze, oggi l’intestino viene considerato come un sistema postale, svizzero, capace di far arrivare ciò che vogliamo dove vogliamo. Esempio, la melatonina nel cervello, gli ammino acidi ramificati nei muscoli, il collagene nelle articolazioni.

Gli stessi nuovi farmaci, che saranno assunti oralmente, vengono studiati iniettandoli in vena o peritoneo di animali, i loro meccanismi d’azione valutati su cellule isolate, dove mettiamo per una singola cellula, una quantità di farmaco notevolmente superiore a quella che sappiamo arrivare in tutto quel tessuto, quando somministrata oralmente.

Eppure sappiamo come l’intestino sia complesso, capace di reagire agli stimoli/nutrienti e attivare complesse risposte endogene. Recenti lavori mostrano come l’infiammazione tissutale sia la causa di diverse patologie, dai tumori e quelle neurologiche e comportamentali. L’infiammazione cerebrale è riportata essere la causa patogenetica, non un fattore predisponente, di epilessia,(8)depressione, sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer,

(9) autismo, (10) … L’infiammazione degli organi sessuali è riportata essere la causa di disfunzioni. Riazi dimostra come una infiammazione intestinale possa migrare su altri organi.

(11, 12) Quindi ridurre una infiammazione intestinale, anche con una “semplice” dieta, può ridurre sintomi di patologie apparentemente distanti tra loro.(13, 14, 15, 16, 17)

Il prendere in considerazione gli assi comunicativi del sistema complesso del corpo umano, mette in evidenza come le malattie non siano tanto dovute alla esposizione a nuovi agenti patogeni, quanto alla diminuita capacità di riparare i danni che questi, continuamente, ci arrecano.

I processi endogeni di auto-riparazione partono principalmente dall’intestino, mantenerlo efficiente rappresenta la maggiore forma di prevenzione.

Pubblicato da Paolo Mainardi

Rimedi Funzionali

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamin/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algozym/

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/multinatural/

Riferimenti:

1. Stig Bengmark, Acute and ‘‘chronic’’ phase reaction – a mother of disease. Clinical Nutrition (2004) 23, 1256–1266

2. Heuther G, Hajak G, Reimer A, Poeggeler B, Blömer M, Rodenbeck A, Rüther E. The metabolic fate of infused L-tryptophan in men: possible clinical implications of the accumulation of circulating tryptophan and tryptophan metabolites. Psychopharmacology (Berl). 1992;109(4):422-32.

3. Benarroch EE. Neuropeptide Y: its multiple effects in the CNS and potential clinical significance. Neurology. 2009 Mar 17;72(11):1016-20.

4. Carretti, et al. Serum fluctuations of total and free tryptophan levels during the menstrual cycle are related to gonadotrophins and reflect brain serotonin utilization Hum. Reprod. (June 2005) 20 (6): 1548-1553

5. McGaha TL, Huang L, Lemos H, Metz R, Mautino M, Prendergast GC, Mellor AL.Amino acid catabolism: a pivotal regulator of innate and adaptive immunity. Immunol Rev. 2012 Sep;249(1):135-57

6. Cunningham RP. DNA repair: how yeast repairs radical damage. Curr Biol. 1996 Oct 1;6(10):1230-3

7. McGaha TL, Huang L, Lemos H, Metz R, Mautino M, Prendergast GC, Mellor AL.Amino acid catabolism: a pivotal regulator of innate and adaptive immunity. Immunol Rev. 2012 Sep;249(1):135-57

8. Vezzani A, Balosso S, Ravizza T. Inflammation and epilepsy. Handb Clin Neurol. 2012;107:163-75.

9. Lima IV, Bastos LF, Limborço-Filho M, Fiebich BL, de Oliveira AC. Role of prostaglandins in neuroinflammatory and neurodegenerative diseases. Mediators Inflamm. 2012;2012:946813

10. Donev R and Thome J. Inflammation: good or bad for ADHD. ADHD Atten Def Hyp Disorder.2010; 2: 257-266

11. Galic MA, Riazi K, Pittman QJ. Cytokines and brain excitability. Front Neuroendocrinol. 2012 Jan;33(1):116-25.

12. Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines and brain excitability. Epilepsy Res. 2010 Mar;89(1):34-42.

13. Mainardi P, Albano C. Is the antiepileptic effect of the ketogenic diet due to ketones? Med Hypotheses. 2008;70(3):536-9

14. Mainardi P, Leonardi A, Albano C. Potentiation of brain serotonin activity may inhibit seizures, especially in drug-resistant epilepsy. Med Hypotheses.2008;70(4):876-9.

15. Citraro R, Scicchitano F, De Fazio S, Raggio R, Mainardi P, Perucca E, De Sarro G, Russo E. Preclinical activity profile of α-lactoalbumin, a whey protein rich in tryptophan, in rodent models of seizures and epilepsy. Epilepsy Res. 2011 Jun;95(1-2):60-9.

16. Errichiello L, Pezzella M, Santulli L, Striano S, Zara F, Minetti C, Mainardi P, Striano P. A proof-of-concept trial of the whey protein alfa-lactalbumin in chronic cortical myoclonus. Mov Disord. 2011 Dec;26(14):2573-5.

17. Russo E, Scicchitano F, Citraro R, Aiello R, Camastra C, Mainardi P, Chimirri S, Perucca E, Donato G, De Sarro G. Protective activity of α-lactoalbumin (ALAC),a whey protein rich in tryptophan, in rodent models of epileptogenesis. Neuroscience. 2012 Dec 13;226:282-8.

Carruba (ceratonia siliqua)

Ricca di fosforo e trova migliore impiego nelle anemie e nei disturbi della memoria.

Ricca di mucillagini, tannini, amido e proteine.

Le sue mucillagini aiutano il transito intestinale.

Si usa per: il trattamento dell’acidosi, antibatterica.

Si consiglia: nei casi di enterite infantile.

Ricca di fosforo e trova migliore impiego nelle anemie e nei disturbi della memoria.

In campo farmaceutico: si utilizzano le carrube per la cura di malattie intestinali,

sono lassative quando la polpa è fresca e astringenti e antidiarroiche quando sono secche e se ne ricava farina.

La farina è in grado di combattere l’acidosi nelle enteriti diarroiche, in pediatria è molto usata una polvere derivata dalle carrube: l’Arobon, ricostituente e rimineralizzante;

i frutti in decotto, sono utili per la tosse e le bronchiti.