Ipertiroidismo e altre malattie guarite con la dieta crudista

Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti

Asse Intestino – Cervello
Dieta crudista senza cereali
Ho conosciuto una persona che fino a pochi mesi fa prima costretta a letto dalle conseguenze dell’ipertiroidismo e che è guarita adottando una dieta incentrata sul consumo di cibi vegetali crudi (che non vuol dire solo frutta e verdura, ma anche semi, germogli, frutta secca, il che include anche frullati e “cracker” di semi di lino fatti con l’essiccatore, “fette biscottate” di germogli fatte sempre con l’essiccatore, frullati, centrifughe o meglio ancora estratti realizzati con un apposito estrattore, di cui esistono modelli più economici e modelli più cari ma realizzati tutti in acciaio inox (come quelli della Angel ) fino ad arrivare agli estrattori raccomandati per l’implementazione del metodo Gerson che costano circa 2.000 euro.
La cosa non mi stupisce per niente dal momento che ho già fatto notare come la dieta crudista è compatibile quasi completamente con la dieta paleolitica per curare la disbiosi intestinale; fanno eccezione le carrube ed i succhi/centrifugati di patate, non ammessi dalla dieta paleolitiva. Non so se i germogli di certi tipi di fagioli amidacei possono essere o meno compatibili con tale dieta, ad ogni modo è possibile scegliere i fagioli non amidacei.
Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti, come mostrano gli l’articoli Does microbiota composition affect thyroid homeostasis? (“La composizione del microbiota influenza l’omeostasi della tiroide?”) e Does the gut microbiota trigger Hashimoto’s thyroiditis? (“Il microbiota intestinale innesca la tiroidite di Hashimoto?”) .
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La correlazione tra la presenza di Yersinia enterocolitica e l’esordio di malattie alla tiroide è in fase di sutdio, e ci sono per il momento risultati contrastanti; lo stesso dicasi per il ruolo dell’Helicobacter Pylori. In attesa di ulteriori ricerche che possano chiarire se la presenza di questi due batteri abbia un ruolo causale nei disturbi della tiroide, è da rimarcare che certe infezioni si manifestano generalmente in presenza di uno squilibrio del microbiota. In ogni caso le tiroiditi, come malattie autoimmuni (per quanto detto nel resto del libro) sono facilmente collegate alla disbiosi (nonché a focus dentali, glutine, aspartame, mercurio).
Tra le tante esperienze sulla validità di una dieta crudista, segnalo quella di una donna cui era stato diagnostico l’ipertiroidismo ma che poi si è accorta (per una serie di circostanze casuali) che le prime analisi erano semplicemente state fatte nell’orario in cui la tiroide funzionava a pieno regime (secondo quanto le è stato poi confermato da un medico la tiroide alterna periodi di funzionamento “nella norma” e periodi di lavoro più intenso). In questo caso la paziente ha semplicemente scoperto che le terapie farmacologiche già prescritte (e fortunatamente mai assunte) non le erano affatto necessarie .
Riguardo alla dieta crudista riferisco la storia della famiglia Boutenko che è diventata famosa per avere sconfitto un gran numero di malattie più o meno inguaribili secondo la medicina ufficiale, e che costringono ad assunzione di farmaci vita natural durante. Stiamo parlando di diabete giovanile, obesità, ipertiroidismo, fatica cronica, aritmia, asma, artrite, allergie varie, sparite adottando un regime crudista . Dopo avere letto i precedenti capitoli, e ben sapendo che il crudismo non prevede l’assunzione di cereali, è chiaro come questa dieta dia la possibilità all’intestino di risanarsi, essendo una sorta di dieta paleo.
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Essi affermeno che, dopo essere guariti da molti seri problemi hanno imparato a migliorare ulteriormente la propria dieta e la propria condizione di salute imparando dagli scimpanzé, i primati più simili all’uomo, ed integrando nella loro alimentazione sempre più germogli e vegetali crudi a foglie verdi , ma vi avverto che non tutti nell’ambito del crudismo concordano sul valore nutritivo dei vegetali a foglie verdi, visto che i fruttariani (che mangiano solo ed esclusivamente frutta, categoria nella quale includono i frutti degli ortaggi come cetrioli, peperoni e pomodori) ritengono che certi diagrammi derivano dall’osservazione di scimpanzè in cattività .
In realtà a dirla tutta gli scimpanzè sono onnivori, mangiano tantissime formiche e, quando sono carenti di proteine anche piccoli mammiferi, a volte anche altri scimpanzé di altri clan con cui contendono le fonti di cibo (ebbene sì, sono anche cannibali).
Le esperienze della famiglia Boutenko sono state pubblicate su alcuni libri nonché siti internet quali www.rawfamily.com dove si possono trovare anche delle ricette. Altre informazione sul regime crudista della famiglia Boutenko le potete trovare sul sito http://www.greenforlife.com/.
Un altro articolo interessante su ipertiroidismo e dieta crudista lo si trova sul sito di Valdo Vaccaro .
Per chi vuole approfondire l’argomento del crudismo ci sono anche diversi siti italiani (c’è l’imbarazzo della scelta) . Sono disponibili anche diversi libri interessanti e tantissimi video presenti sul web (basta cercare, o in italiano o in inglese digitando le parole “raw food” o “crudismo” all’interno di un qualsiasi motore di ricerca).
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Sul fatto che una dieta crudista con l’esclusione sia di proteine che di grassi animali possa a lungo termine creare degli scompensi ci sarebbe da ragionare; io credo che qualche uovo ogni tanto ed un po’ di burro biologico aiuterebbero a bilanciare meglio il nutrimento di chi si avvicina a questa dieta (del resto se l’uovo è veramente biolgocio, di gallina sana, si può magniare anche crudo).
819 http://www.parasitesandvectors.com/content/1/1/40#B5.
http://www.angel-italia.com/it/prezzi.
820 Pubblicato su Endocrine. 2015 Aug;49(3):583-7, autori Virili C, Centanni M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25516464.
821 Pubblicato su Discovery Medicine 2012 Nov;14(78):321-6, autori Mori K, Nakagawa Y, Ozaki H; 822 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23200063.
823 http://www.paroleqb.it/amare-…/guarire-tiroide-senza-farmaci.
824 http://www.bio-haus.it/…/ricerc…/9-tesine/119-the-family-raw.
824 http://www.rawfoods.it/…/dieta-ideale-limportanza-del-verd…/.
825 http://www.fruttariani.it/luomo-non-discende-dalle-scimmie.
826 http://valdovaccaro.blogspot.it/…/ipotiroidismo-eutirox-da-….
827 Tra essi segnalo il sito http://www.arnoldehret.it, mentre sul sitohttp://www.cacaopuro.com è possibile acqistare tanti prodotti crudisti e biologici: olio di cocco, burro di mandorle, alga spirulina, polvere di acai (possibile rimedio contro i nanosensori aviodispersi), MSM ovvero zolfo organico a prezzi bassissimi (prodotto in Cina), fichi secchi, essiccatori, persino tavolette di cioccolata e carruba dolcificate col succo d’agave (ricordo però che la carruba è esclusa dalla dieta paleo-GAPS).

Ipertiroidismo

In caso di nodi freddi: 
1. Ho dei nodi (= problemi irrisolti) al collo, che mi potrebbero uccidere a causa della fredda ostilità che provano nei confronti della vita? 
2. Che cosa potrebbe accadermi di male continuando ad ignorare? 
3. Dove si trova quell’importante parte della mia vita, in cui ho riposto tutte le energie che cerco di mantenere fredde?

Malattia Linguaggio del’AnimA
Ipertiroidismo
L’ipertiroidismo è una malattia che spesso, ma non necessariamente, determina lo sviluppo del gozzo. Questo può assumere la forma di un nodo, laddove i nodi freddi, che non accumulano iodio o ne accumulano solo una piccola quantità, devono essere distinti da quelli caldi che ne immagazzinano invece grosse dosi.
Nei nodi freddi, il tessuto è degenerato e non è più in grado di produrre ormoni. Tale disfunzione non è però dovuta sempre a ipertiroidismo.
I nodi caldi, dietro i quali si nascondono i cosiddetti adenomi(67), si trasformano rapidamente in pesanti problemi:
non si tollera più niente di stretto intorno al collo. Le dimensioni del collo aumentano rapidamente e tuttavia la sensazione di ristrettezza permane. Dal punto di vista psicologico, a ciò corrispondono tendenze claustrofobiche e situazioni di oppressione che la paura ci spinge ad evitare. Il collo si gonfia ed evidenzia l’impulso alla crescita che però viene fatto affondare nel corpo. Il cuore comincia a battere più rapidamente, la pressione del sangue e la temperatura del corpo salgono, mentre il sudore e il nervosismo fanno la loro comparsa.
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L’inquietudine del motore traspare nello stato d’ansia e nella tendenza a tremare. L’insonnia sottrae al fisico la quiete di cui avrebbe disperatamente bisogno. Gli occhi tremano di eccitazione, possono essere addirittura sbarrati e sporgenti(68).
Uno spavento muto è scritto sui volti dei pazienti, simile a quello di una persona morta per strangolamento, i cui occhi sbarrati dal terrore minacciano di uscire dalle orbite. Franz Alexander parla di <Shock-Basedown>(69). Questi occhi non sono dilatati soltanto per lo spavento, sono enormemente vigili. Dopo un allarme improvviso, i nostri pazienti si trovano sbalzati in una battaglia per la vita o per la morte, alla quale evidentemente preparano anche il resto del corpo. La reale presenza di panico è testimoniata non solo dall’espressione del volto: essa è confermata anche da un esperimento compiuto sugli animali.
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Conigli, ai quali era stata chiusa l’unica via di uscita e messi a confronto con martore, svilupparono tutti i caratteri dell’ipertiroidismo compreso l’exoftalmo, cioè la condizione in cui il bulbo oculare è rivolto all’esterno.
Nella storia delle malattie umana si riscontra sempre più spesso che l’attesa di tempi spaventosi determina, a lungo termine, maggiori disturbi psicologici di un fatto acuto. Si tratta soprattutto di incontri prematuri con la morte o dell’esperienza della perdita di una persona cara.
Nel nostro caso però abbiamo a che fare col rifiuto della morte, e la paura, prima respinta e rimossa, riappare poi dipinta sul volto. Spesso il diniego da parte dei pazienti è talmente radicato che paradossalmente vanno alla ricerca di quelle situazioni che temono più di ogni altra cosa. Oltre che sul volto, manifestano la paura anche attraverso la diarrea che li tormenta. Invece di marciare in senso metaforico, vivono questa «marcia» nell’intestino. Anche una sudorazione eccessiva può accompagnare stanchezza e tensione.
I pazienti non sfuggono certamente né alla sofferenza né alla fatica.
Nel gonfiore del collo e nello strabuzzamento degli occhi si evidenzia l’immagine di un sovraffaticamento totale, paragonabile a quello di un sollevatore di pesi che prende tutto il carico su di sé. La tendenza a farsi carico di tutto ritorna nella maggior parte delle storie di vita dei soggetti. Cercano di diventare adulti prima del tempo e ad assumersi responsabilità che non competerebbero loro, ad esempio quella dei fratelli minori.
L’eccessiva quantità di ormoni della crescita nel loro sangue indica che le esigenze corrispondenti sono affondate nel corpo. Spesso separati, delusi o respinti dalle rispettive madri, tentano di combattere le paure e le insicurezze derivanti da questa sgradevole situazione, identificandosi essi stessi col ruolo materno.
(«Se non posso averla, diventerò come lei: in tal modo riuscirò a farne a meno»).
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Tale atteggiamento conduce spesso le donne a una relazione quasi incestuosa col padre e gli uomini a una fissazione sul ruolo femminile che può portarli all’omosessualità.
Anche se calarsi nel ruolo materno richiede un prezzo troppo alto, i pazienti restano fedeli al ruolo scelto. Il fallimento di questo tentativo di compensazione può liberarli dai sintomi.
I loro occhi spalancati possono però riflettere uno spirito bellicoso o addirittura avido. Ci imbattiamo in questa contraddizione sempre più spesso. Minacciati ed eccitati, i pazienti sembrano continuamente pronti ad affrontare con tutte le loro energie grandi avvenimenti.
I vessilli di guerra sventolano da una torre come se la battaglia per la sopravvivenza fosse imminente. I pazienti non sono affatto coscienti di questa situazione, osservano i loro sintomi a distanza e con analogo distacco ne parlano al medico. Non vogliono essere chiamati malati e si oppongono a tale definizione finché è loro possibile. Il coraggio di combattere è affondato nell’ombra e in loro è del tutto inconscio.
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I nodi caldi e il collo gonfio mostrano in tutta sincerità nel corpo quanto sia ardente il loro desiderio di crescita e quanto sforzo debbano fare per controllarlo. Vogliono non solo andare avanti, ma primeggiare su tutti: il loro insaziabile appetito è sinonimo della loro fame di vita. Non ne hanno mai abbastanza e si consumano nella loro ardente ambizione. Questa forma di avidità è alla base di tutto. Talvolta il gozzo manifesta la loro inquietudine con veri e propri sibili e pulsazioni. Tale situazione è di per sé corrosiva ed è talmente radicata nei soggetti da farli deperire, rivelando agli altri la loro misera realtà. Si consumano per l’ambizione e la volontà di fare.
Cupidigia, orgoglio, paura e capacità di difesa evidenziano un altro tema. Il collo è per il corpo una sorta di passaggio che consente l’accesso alla testa, l’istanza più alta. Qui il gozzo non appare soltanto come uno scudo protettivo ingrandito, eretto davanti a una delle zone più sensibili dell’organismo, ma come un chiavistello spinto troppo avanti, che chiude tutte le vie di rifornimento di importanza vitale.
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Attorno a questo blocco viene combattuta una violenta battaglia, che potrebbe portare alla conquista della via d’accesso alla postazione più alta. Spesso dietro a tutto questo si cela un violento conflitto di autorità, di vitale importanza per gli interessati. Il corpo mostra quanto la battaglia sia violenta e fino a che punto la via d’accesso verso l’alto si restringa sempre più.
Nel tremore traspaiono paura e inquietudine. Il panico costante rivela la presenza di un ulteriore restringimento che, pur se ancora invisibile sul piano del corpo, si sta diffondendo nel collo. Non di rado alla presenza di una persona autorevole non sono neanche in grado, a causa del tremore, di portare una tazzina di caffè alla bocca. Un grosso nodo si è inserito nel collo ostruendo il passaggio fisico, mentre sul piano simbolico si sta verificando esattamente l’opposto. La brama di vita, che unita alla paura (della morte) porta a trascurare il presente, svolge un ruolo ben preciso in questo contesto.
Se in questa situazione una parola riesce ad affiorare alle labbra, è solo grazie alla grande capacità che i soggetti hanno di riuscire a calmarsi e ad essere concreti. Anche le emozioni, specie quelle ostili, e i sentimenti di tutti i tipi si mantengono al di sotto della barriera del gozzo. I soggetti aiutano volentieri i loro avversari in base a riflessioni razionali; sono disposti, ad esempio, ad occuparsi dei loro fratelli, dei quali si sentono rivali: soprattutto, tendono a rivestirsi del ruolo materno.
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Soltanto quando l’argine che si è formato all’interno del loro collo verrà rotto, le dighe si apriranno e rivoli di lacrime apparentemente immotivate saranno libere di scorrere. Talvolta questa situazione che coinvolge tutto il loro essere è evidenziata dalla voce rauca, gracchiante e chiaramente soffocata: essa parla della pressione alla quale questi individui sono sottoposti e del loro stato d’animo depresso.
Rauca per necessità, la voce fa risuonare le sue richieste. In questa situazione c’è anche chi vorrebbe riuscire ad esprimersi meglio e con un timbro più alto, ma ogni suo sforzo è vano.
Il ruolo che l’ormone della tiroide ha nello sviluppo fisico rafforza questa interpretazione: la quantità eccessiva di questa sostanza nell’organismo rivela che l’esigenza di crescere è stata proiettata nel corpo; fino all’adolescenza la crescita si realizza anche a livello fisico, in seguito solo a livello psico-spirituale. Non bisogna allora stupirsi se durante l’ infanzia non si verificano casi di ipertiroidismo, e se il loro numero aumenta dopo la pubertà. Negli adulti, una presenza dell’ormone superiore alla norma indica una regressione, un ritirarsi a livelli che non sono più adatti all’età che si sta vivendo. I pazienti rifiutano la propria sofferenza nella crescita e nella lotta.
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La loro richiesta di maturare, di svilupparsi rapidamente e di vivere il più possibile viene respinta nel corpo, in cui si produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei. L’aumentata secrezione di queste sostanze del metabolismo e della crescita rende i soggetti esageratamente suscettibili, mutevoli, agitati, troppo vivaci e fa nascere in loro la paura della morte.
Sono talmente svegli che non riescono più a chiudere occhio. Di giorno le loro palpebre tremano mentre di notte evitano il sonno, fratello minore della morte, che rappresenta il loro spauracchio. Le vicende di alcuni di loro ci inducono a credere che la malattia nasca dalla paura di terminare la propria vita prima ancora di averla vissuta.
Colpisce particolarmente che la percentuale della donne affette sia circa cinque volte superiore a quella degli uomini. Questo potrebbe esse¬re ricondotto al fatto che le possibilità di crescita e di successo all’interno della società sono per loro chiaramente inferiori e che le probabilità di esserne respinte sono al contrario altissime. Colpisce anche il desiderio di molti pazienti di soddisfare il loro bisogno di crescita e gravidanza attraverso adozioni e affidamenti pur vivendo in un ambiente relativamente ostile ai bambini.
Alexander parla di «tentativo di concepimento nonostante la paura del parto». Questa contraddizione rispecchia il tentativo dei soggetti di respingere la paura della morte donando la vita su un altro piano.
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Il rapporto tra la gravidanza e la tiroide è dimostrabile sulla base di diversi dati. Durante la gravidanza, ad esempio, questa ghiandola si ingrossa leggermente e lavora più duramente. In caso di rallentamento nell’attività ghiandolare, si arriva spesso alla sterilità o all’aborto. Anche negli uomini l’ormone della tiroide agisce positivamente sulla sterilità, elevando la produzione delle cellule spermatiche e la loro rapidità di movimento. Alcune ricerche portano a credere che la formazione della tiroide sia collegata allo sviluppo dell’utero.
«Andare avanti attraverso i bambini» è una variante frequente dell’ambizione di andare avanti a qualsiasi prezzo tipica dell’ipertiroidismo. Lo sforzo richiesto per portare a termine, a qualsiasi costo, il lavoro assegnato porta all’esaurimento delle energie, perde di baldanza e risulta troppo dispendioso per se stessi e per il prossimo.
Le donne, collocate entro limiti socialmente più ristretti, incorporano dolorosamente questa impossibilità. Se il desiderio di avere figli e di generare è messo in discussione, ecco apparire i primi sintomi.
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Un ulteriore motivo che porta le donne a contrarre questa malattia più di frequente rispetto agli uomini, può essere il fatto che la tematica del fare, del combattere, dell’avere successo appartiene più al polo archetipicamente maschile: nel parto, che è parte integrante dell’archetipo femminile, la supremazia femminile è incastrata.
In conclusione, il tema dell’autorità tra madre e figlia è di gran lunga più difficile da risolvere che per il figlio. Secondo Alexander, i soggetti si ammalano per la difficoltà che incontrano al momento di cambiare il loro ruolo da curati a curanti.
Il compito consiste allora nell’ammettere il terrore e il panico che pervadono la propria esistenza e nel riconoscere le grandi esigenze di sviluppo, di lavoro, di crescita e di vita che vi si oppongono. I grandi sforzi e le enormi sofferenze per ottenere riconoscimento dall’autorità prescelta devono essere posti in relazione alla propria storia.
Per liberare il modello è necessario riconoscere il proprio ruolo in una situazione contraddittoria: la paura e il terrore che si leggono sul volto, devono essere ripercorsi fino ad arrivare alle prime delusioni (dell’infanzia), causate dal mancato appagamento del proprio desiderio di continuare a dipendere. I tentativi successivi di sostituire la condizione di sicurezza minacciata, affidandola ad altri, rappresentano un prezzo molto alto da pagare.
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Perché come è possibile dare qualcosa che non si ha, ma di cui si avrebbe urgente bisogno? La forte esigenza e l’enorme capacità di lavoro e sofferenza rendono temporaneamente possibile ciò che di fatto è contraddittorio. I sintomi patologici che fanno crollare l’edificio di paura, sforzo e rinuncia a se stessi, spingono gli impulsi corrispondenti all’interno del corpo, che accetta le più alte richieste e si impegna in una battaglia che non potrà mai vincere.
I meccanismi di innesco della malattia, che dalla crisi del rapporto vanno fino alla perdita della persona attraverso la morte, alimentati da un timore di base, sono stati anticipati nel pensiero e rafforzati dalla paura di una profezia che si realizzerà da sola.
Quando si cerca di conoscere a fondo la propria anima, spesso è necessario ricorrere alla psicoterapia, ma è anche indispensabile vivere consapevolmente gli impulsi sprofondati nel corpo. Nel cuore che batte fino in gola, si avvertono lo sforzo e l’ambizione avvalorati dal desiderio di combattere.
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Solo ammettendo quanto calde siano la vita e tutte le sue esperienze, la scalata al successo e il riconoscimento altrui, solo confessando quanto si vorrebbe che «la donna calda (tipo caldo)», che finora è rimasta nascosta dentro di noi, si materializzasse, i sogni ambiziosi avranno un’effettiva opportunità di manifestarsi nella realtà. Se si riconosce la presenza di un blocco all’interno della gola, che separa il capo dal corpo, e di conseguenza la voce dalla sua cassa di risonanza, solo allora si diventerà consapevoli della grande paura che si nasconde nella strettoia del collo e leggibile negli occhi sbarrati.
I soggetti non hanno niente di concreto, eccetto un nodo in gola, che è un nodo psicologico, e il loro problema è costituito dalla barriera che separa il piano inferiore da quello superiore. Se affrontano questa paura che sinora hanno trattenuto (nel gozzo), hanno una possibilità di vittoria nella lotta contro il mondo esterno, poiché ogni volta che le forze della crescita si incamminano in un’altra direzione, ogni sforzo diventa inutile.
Il principio della vita è affondato nell’ombra e vuole far ritorno a livello di coscienza. L’ipertiroidismo simboleggia una incredibile forza di vita e di crescita, eccessiva per il corpo. È allora necessario dirigere questa abbondanza di vita nei canali dell’anima e dello spirito, dove tutte le strade sono aperte.
Domande
In caso di nodi freddi:
1. Ho dei nodi (= problemi irrisolti) al collo, che mi potrebbero uccidere a causa della fredda ostilità che provano nei confronti della vita?
2. Che cosa potrebbe accadermi di male continuando ad ignorare?
3. Dove si trova quell’importante parte della mia vita, in cui ho riposto tutte le energie che cerco di mantenere fredde?
In caso di ipertiroidismo e nodi caldi:
1. Quale ferro caldo non voglio affrontare?
2. Da quale focosa ambizione e da quali alte pretese sono spinto? A cosa mira la mia insaziabile fame?
3. Cosa mi mette su di giri? Cosa mi porta sugli allori?
4. Quale blocco, quale paura si nasconde da tanto tempo nel mio collo?
5. Chi mi potrebbe tenere sott’occhio? Chi potrei tenere sott’occhio? Per quale autorità si svolge la mia battaglia?
6. In che misura oscillo tra la paura della morte e la brama di vita?
7. Perché inghiotto impulsi ostili?
8. Come posso riuscire a mettere la materialità al di sopra delle emozioni? Perché spingo i conflitti cocenti all’interno del mio corpo?
9. Cosa si nasconde dietro la mia esagerata disponibilità ad aiutare gli altri? Cosa c’è dietro il mio desiderio (esagerato) di essere bambino?
10. Cosa si cela dietro la mia disponibilità ad aiutare gli altri quando il pericolo non riguarda né me né i miei interessi?
11. Cosa indica il mio alto tasso di metabolismo? Quale sostanza della mia vita è necessario cambiare? Quale cambiamento sta tardando oltre il previsto?
12. In quale parte di me voglio relegare il mio eccesso di vita?
(67)Si tratta di tumori benigni della tiroide, che spesso si manifestano senza gozzo. La parola «autonomo» allude al fatto che il nodo produce l’ormone spontaneamente, senza essere sollecitato.
(68)La iperidrosi con manifestazione del bulbo oculare (exoftalmismo) viene anche chiamata morbo di Basedow.
(69)Franz Alexander, Psychosomatische Medizin, Berlin 1971, pag. 136
(Dott. Rudiger Dahlke)
 

Marrubio

Proprietà: Tonico, depurativo, stomachico, espettorante, tonicardico, diuretico, favorisce le regole, si usa per anemie, asma, bronchite acuta e cronica, enfisema, obesità, pertosse

Marrubio Bianco (Marrubium vulgare)

Il marrubio è una pianta conosciuta da tempi remoti per le sue proprietà balsamiche, tossifughe, espettoranti.

Queste proprietà, che ne fanno un buon rimedio nelle malattie polmonari, caratterizzate specialmente da fatti catarrali, sono state confermate dai moderni ricercatori.

La frazione amara contenuta nel marrubio è responsabile delle virtù digestive e coleretiche.

Questa pianta ha inoltre buone proprietà febbrifughe, specialmente nelle febbri di origine intestinale, e può essere usata in sostituzione della china nei casi in cui quest’ultima non agisca o non sia tollerata.

Per uso esterno il marrubio è stato tradizionalmente impiegato come blando detergente e blando antisettico su ulcere, piaghe e croste.

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La proprietà espettorante e mucolitica è propria dei lattoni di terpenici come la marrubina, il cui metabolismo porta poi alla formazione di acido marrubio dotato di proprietà colecistocinetica. Sono anche presenti acido caffeico, stachidrina, piccole quantità di olio essenziale e tannini.

Parti utilizzate: foglie e sommità fiorite. Modo d’uso: infuso di mezzo o un cucchiaino da caffè di foglie secche per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.

Dose: massimo 3 tazze al giorno. Si trova anche sotto forma di TM, 10-15 gocce due o tre volte al giorno.

Per obesità e cellulite si lascia macerare 60 g di pianta in un litro di vino bianco. Filtrare, dose mezzo bicchiere prima dei pasti principali.

In dosi elevate può causare aritmie cardiache, si consiglia di evitare la somministrazione alle persone cardiopatiche.

Le donne in gravidanza dovrebbero evitarlo. In dosi raccomandate marrubio è considerato una pianta sicura.

Proprietà: Tonico, depurativo, stomachico, espettorante, tonicardico, diuretico, favorisce le regole, si usa per anemie, asma, bronchite acuta e cronica, enfisema, obesità, pertosse, insufficienza biliare, TBC, aritmie extrasistoliche, sudorazione abbondante, obesità, cellulite, reumatismi, artritismo, affezioni nervose e isterismo, anoressia, cirrosi epatica, acufeni, depressione in menopausa, tachicardia nell’ipertiroidismo (marrubio acquatico).

DepurVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/depurvin/

TossVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/tossvin/

BroncoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/?s=broncoVin

Influvin T

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/influvin-t-2/

Dmg Gold

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/dmg-gold/

 

Finocchio

Si consiglia per eliminare la flatulenza ed è antispastico. Alleviano il gonfiore, calmano epigastralgie, stimolano appetito, diuretico e antinfiammatorio

Finocchio (Foeniculum vulgare)

Parti utilizzate: frutti (semi), busti e bulbi (in cucina).

I semi sono ricchi di OE anetolo, fencone e metilcarvicolo. Inoltre contengono flavonoidi (bergaptene) e steroli.

Come Tintura Madre: (sciegliere una pianta Spagyrica Alchemica)

Si consiglia per eliminare la flatulenza ed è antispastico. Alleviano il gonfiore, calmano epigastralgie, stimolano appetito, diuretico e antinfiammatorio, aiutano nel trattamento di calcoli renali associati all’uva ursina sono ottimi per il trattamento di calcoli renali e cistite, decotto di semi si usa per mal di gola e eruzioni dolorose dei denti dei bambini.

Galattogogo, è usato come collirio nella congiuntivite e flogosi oculare.

Si consiglia di non eccedere nel dosaggio.

Modo d’uso: uno o due cucchiai da tè di semi per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, colare.

Dose massima: 3 tazza al giorno.

In commercio si presenta anche sotto forma d’OE 1-10 gocce su una zolletta di zucchero 2-3 volte al giorno o MicroDose.

Titolato al 2,02% in olio essenziale, metodo di determinazione:

Farmacopea italiana, corrispondente a 5 mg di essenza. In alte dosi il finocchio è convulsivante, si consiglia di non superare il dosaggio indicato nelle confezioni.

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Utilizzo in MicroDose di Olio Essenziale:

Disturbi digestivi, dispepsia, meteorismo.

Spasmi gastrointestinali, mancanza di appetito.

Flogosi dell’ apparato respiratorio.

Ritenzione idrica, gonfiore, promuove l’appetito, galattogeno stimola la produzione del latte, espettorante, tosse cronica, diuretico, antispasmodico, congiuntivite, blefarite, e in ogni tipo di irritazione agli occhi.

  • Flatulenza nei bambini, dispepsia flatulenta, anoressia, colica flatulenta nei bambini.

  • Ha un’azione calmante della bronchite e della tosse.

  • Aumenta la montata lattea nelle donne che allattano.

  • Antispasmodico neuromuscolare, Molto efficace contro i dolori del l’ apparato locomotore (lombaggine, dolo­ri muscolari spasmodici e reumatismi).

  • Antidolorifico e antinfiammatorio.

  • Aperitivo digestiva, lassativa, diuretico, carminativo.

  • Tonico generale (a debole quantità) dimagrante, depurativo.

  • Mimetico dell’estrogeno, emmenagogo: di sostanza, che provoca le mestruazioni o ne aumenta la quantità e la durata); Utile contro i problemi «femminili» (assenza o irregolarità delle mestrua­zioni, sindromi della premenopausa e della menopausa) grazie alle sue pro­prietà simili agli estrogeni.

  • galattogeno (aumenta la produzione di latte)

Sinergismi frequenti:Risultati immagini per finocchio rimedio

Camomilla romana, Calamo aromatico e Galanga nella colica flatulenta.

Bucco e Uva ursina nella cistite batterica.

Rosmarino, Salvia e Amamelide come gargarismi nelle infiammazioni della bocca e della gola.

Avvertenze e controindicazioni:

Il Finocchio è un mucolitico sicuro da usarsi nell’infanzia (miele al Finocchio o tisana). In terapia, questa pianta è molto usata in tisana.

  • L’olio essenziale di finocchio è vietato alle donne incinte durante tutta la gravidanza.

  • Controindicato nei casi di tumori di origine ormonale (seno, utero … ).

  • Frena l’attività della tiroide, pertanto se ne sconsiglia l’uso agli ipotiroidei.

  • Da usare in modo non continuativo, l’uso prolungato deve essere prescritto dal medico.

Si sconsiglia l’uso di finocchio alle donne alle quali era stata sconsigliata la pillola o chi ha come anamnesi le anomalie della coagulazione del sangue o tumore mammario.

Si sconsiglia anche l’uso in gravidanza. Dovrebbero usare l’erba con cautela le persone con anamnesi d’alcolismo, epatite e problemi epatici.

Si sconsiglia di evitare l’uso d’OE per vie interne, preferendo le MicroDosi o il decotto dei semi. OE di finocchio fa parte di molti prodotti farmaceutici.

Si sconsiglia l’olio essenziale nei bambini molto piccoli e nelle donne in gravidanza.

La radice ha proprietà: diuretiche, carminative, emmenagoghe.

Semi ed essenza: digestivo e diuretico, espettorante, per facilitare le mestruazioni ed il parto, per la menopausa.

Si consiglia anche per litiasi urinaria, gotta, semi per meteorismo, atonia digestiva, bronchiti, vomito nervoso, galattogogo – insufficienza lattea delle nutrici, parassiti intestinali.

Disponibile anche in fiale monodose in abbinamento con Oligranuli Ni + Co per il trattamento delle disfunzioni pancreatiche, meteorismo, digestione lenta.

ProteoLys

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DigesVin

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Lactobaob

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EpaVin

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