Ipertiroidismo e altre malattie guarite con la dieta crudista

Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti

Asse Intestino – Cervello
Dieta crudista senza cereali
Ho conosciuto una persona che fino a pochi mesi fa prima costretta a letto dalle conseguenze dell’ipertiroidismo e che è guarita adottando una dieta incentrata sul consumo di cibi vegetali crudi (che non vuol dire solo frutta e verdura, ma anche semi, germogli, frutta secca, il che include anche frullati e “cracker” di semi di lino fatti con l’essiccatore, “fette biscottate” di germogli fatte sempre con l’essiccatore, frullati, centrifughe o meglio ancora estratti realizzati con un apposito estrattore, di cui esistono modelli più economici e modelli più cari ma realizzati tutti in acciaio inox (come quelli della Angel ) fino ad arrivare agli estrattori raccomandati per l’implementazione del metodo Gerson che costano circa 2.000 euro.
La cosa non mi stupisce per niente dal momento che ho già fatto notare come la dieta crudista è compatibile quasi completamente con la dieta paleolitica per curare la disbiosi intestinale; fanno eccezione le carrube ed i succhi/centrifugati di patate, non ammessi dalla dieta paleolitiva. Non so se i germogli di certi tipi di fagioli amidacei possono essere o meno compatibili con tale dieta, ad ogni modo è possibile scegliere i fagioli non amidacei.
Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica. Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti, come mostrano gli l’articoli Does microbiota composition affect thyroid homeostasis? (“La composizione del microbiota influenza l’omeostasi della tiroide?”) e Does the gut microbiota trigger Hashimoto’s thyroiditis? (“Il microbiota intestinale innesca la tiroidite di Hashimoto?”) .
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La correlazione tra la presenza di Yersinia enterocolitica e l’esordio di malattie alla tiroide è in fase di sutdio, e ci sono per il momento risultati contrastanti; lo stesso dicasi per il ruolo dell’Helicobacter Pylori. In attesa di ulteriori ricerche che possano chiarire se la presenza di questi due batteri abbia un ruolo causale nei disturbi della tiroide, è da rimarcare che certe infezioni si manifestano generalmente in presenza di uno squilibrio del microbiota. In ogni caso le tiroiditi, come malattie autoimmuni (per quanto detto nel resto del libro) sono facilmente collegate alla disbiosi (nonché a focus dentali, glutine, aspartame, mercurio).
Tra le tante esperienze sulla validità di una dieta crudista, segnalo quella di una donna cui era stato diagnostico l’ipertiroidismo ma che poi si è accorta (per una serie di circostanze casuali) che le prime analisi erano semplicemente state fatte nell’orario in cui la tiroide funzionava a pieno regime (secondo quanto le è stato poi confermato da un medico la tiroide alterna periodi di funzionamento “nella norma” e periodi di lavoro più intenso). In questo caso la paziente ha semplicemente scoperto che le terapie farmacologiche già prescritte (e fortunatamente mai assunte) non le erano affatto necessarie .
Riguardo alla dieta crudista riferisco la storia della famiglia Boutenko che è diventata famosa per avere sconfitto un gran numero di malattie più o meno inguaribili secondo la medicina ufficiale, e che costringono ad assunzione di farmaci vita natural durante. Stiamo parlando di diabete giovanile, obesità, ipertiroidismo, fatica cronica, aritmia, asma, artrite, allergie varie, sparite adottando un regime crudista . Dopo avere letto i precedenti capitoli, e ben sapendo che il crudismo non prevede l’assunzione di cereali, è chiaro come questa dieta dia la possibilità all’intestino di risanarsi, essendo una sorta di dieta paleo.
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Essi affermeno che, dopo essere guariti da molti seri problemi hanno imparato a migliorare ulteriormente la propria dieta e la propria condizione di salute imparando dagli scimpanzé, i primati più simili all’uomo, ed integrando nella loro alimentazione sempre più germogli e vegetali crudi a foglie verdi , ma vi avverto che non tutti nell’ambito del crudismo concordano sul valore nutritivo dei vegetali a foglie verdi, visto che i fruttariani (che mangiano solo ed esclusivamente frutta, categoria nella quale includono i frutti degli ortaggi come cetrioli, peperoni e pomodori) ritengono che certi diagrammi derivano dall’osservazione di scimpanzè in cattività .
In realtà a dirla tutta gli scimpanzè sono onnivori, mangiano tantissime formiche e, quando sono carenti di proteine anche piccoli mammiferi, a volte anche altri scimpanzé di altri clan con cui contendono le fonti di cibo (ebbene sì, sono anche cannibali).
Le esperienze della famiglia Boutenko sono state pubblicate su alcuni libri nonché siti internet quali www.rawfamily.com dove si possono trovare anche delle ricette. Altre informazione sul regime crudista della famiglia Boutenko le potete trovare sul sito http://www.greenforlife.com/.
Un altro articolo interessante su ipertiroidismo e dieta crudista lo si trova sul sito di Valdo Vaccaro .
Per chi vuole approfondire l’argomento del crudismo ci sono anche diversi siti italiani (c’è l’imbarazzo della scelta) . Sono disponibili anche diversi libri interessanti e tantissimi video presenti sul web (basta cercare, o in italiano o in inglese digitando le parole “raw food” o “crudismo” all’interno di un qualsiasi motore di ricerca).
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Sul fatto che una dieta crudista con l’esclusione sia di proteine che di grassi animali possa a lungo termine creare degli scompensi ci sarebbe da ragionare; io credo che qualche uovo ogni tanto ed un po’ di burro biologico aiuterebbero a bilanciare meglio il nutrimento di chi si avvicina a questa dieta (del resto se l’uovo è veramente biolgocio, di gallina sana, si può magniare anche crudo).
819 http://www.parasitesandvectors.com/content/1/1/40#B5.
http://www.angel-italia.com/it/prezzi.
820 Pubblicato su Endocrine. 2015 Aug;49(3):583-7, autori Virili C, Centanni M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25516464.
821 Pubblicato su Discovery Medicine 2012 Nov;14(78):321-6, autori Mori K, Nakagawa Y, Ozaki H; 822 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23200063.
823 http://www.paroleqb.it/amare-…/guarire-tiroide-senza-farmaci.
824 http://www.bio-haus.it/…/ricerc…/9-tesine/119-the-family-raw.
824 http://www.rawfoods.it/…/dieta-ideale-limportanza-del-verd…/.
825 http://www.fruttariani.it/luomo-non-discende-dalle-scimmie.
826 http://valdovaccaro.blogspot.it/…/ipotiroidismo-eutirox-da-….
827 Tra essi segnalo il sito http://www.arnoldehret.it, mentre sul sitohttp://www.cacaopuro.com è possibile acqistare tanti prodotti crudisti e biologici: olio di cocco, burro di mandorle, alga spirulina, polvere di acai (possibile rimedio contro i nanosensori aviodispersi), MSM ovvero zolfo organico a prezzi bassissimi (prodotto in Cina), fichi secchi, essiccatori, persino tavolette di cioccolata e carruba dolcificate col succo d’agave (ricordo però che la carruba è esclusa dalla dieta paleo-GAPS).

Ipotiroidismo

Domande 
1. Perché non posso essere più vitale? Che cosa mi porta a vivere solo di una fiamma esigua? 
2. Per quale motivo ho bisogno di una pelle tanto spessa? 
3. Cosa mi vuole dire il mio sovrappeso? Che cosa compensa in me? 
4. Dove nascondo la mia energia vitale? 

Malattia espressione dell’AnimA
Al contrario dell’ipertiroidismo, nell’ipotiroidismo la quantità di ormoni tiroidei presente nel sangue è insufficiente. Le conseguenze che questa disfunzione comporta, in un rallentamento delle funzioni organiche e in una debolezza cronica. La pressione diminuisce, lo stesso accade per la quantità di zucchero nel sangue, l’anemia fa la sua comparsa e il metabolismo funziona al minimo, la situazione che ne deriva è caratterizzata da un senso di stanchezza, di fiacchezza, di assenza generale di forze, a cui si aggiunge l’aumento di peso.
Inappetenza e costipazione si uniscono agli altri sintomi, mentre i capelli diventano secchi, ispidi e tendono a cadere. La pelle è mal irrorata, di conseguenza è fredda e tende ad ispessirsi. I tessuti sottocutanei assumono una consistenza spugnosa e solida che porta i medici a parlare di mixedema. L’umore è a terra, il volto privo di espressione. Le funzioni intellettive rallentate e la mente quasi addormentata, come in letargo, sono gli elementi più contrastanti con lo stato di veglia, di sovreccitazione e di paura che caratterizza i malati di ipertiroidismo.
Coloro che invece soffrono di mixedema hanno una pelle dura, che permette loro di chiudersi alle pressioni del mondo esterno. La pelle è male irrorata e di conseguenza fredda e spessa. Le mani gelate, nel caso in cui arrivino a toccare materialmente un’altra persona in segno di saluto, fanno capire che non intendono avere alcun contatto caldo e cordiale. I piedi ghiacciati rivelano che l’energia che assorbono dalla terra è insufficiente, e se i piedi diventano freddi, la paura fa subito la sua comparsa. Una persona che non ha ancora trovato le sue radici, vive naturalmente in uno stato di panico totale.Risultati immagini per ipotiroidismo  obesita
Queste caratteristiche mettono i malati di ipotiroidismo al polo opposto a quello occupato dai loro compagni di sventura, gli ipertiroidei. Come tutti gli opposti, sono collocati sullo stesso asse, ma di fronte. Dove i soggetti ipertiroidei affrontano la vita bloccati dalla paura della morte e pervasi dal panico, i soggetti ipotiroidei al contrario sono indifferenti, come se non accadesse mai niente:
tutto li lascia freddi. È come se fingessero di essere già passati a miglior vita. Il tema della morte, in un certo senso, li accomuna: ma mentre gli ipertiroidei la temono, questi la imitano, in ogni caso essa è al centro dei pensieri di entrambi.
Non sorprende poi molto che questi malati in realtà non si sentano a proprio agio nella loro pelle fredda e spessa. L’umore a terra e l’espressione spenta del volto, da cui traspare la mancanza di qualsiasi tipo di partecipazione, rivela definitivamente il loro stato. Il cuore, che batte a ritmo stanco e debole, mette in circolo un sangue che manca di sostanza. Si tratta di una linfa vitale tenue, che contiene pochi trasportatori di energia (globuli rossi) e poco combustibile (zuccheri). La carenza di zuccheri indica che la loro vita manca di dolcezza.
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Nessuna meraviglia che, visti dall’esterno, questi pazienti sembrino in tutto e per tutto distanti mille miglia dalla vita. In loro si esprime il ritiro senza condizioni da tutti i fronti dell’esistenza. Il carattere di questa malattia si rivela nella sua torma estrema, il mixedema, con uno stato di morte apparente e una temperatura corporea al di sotto della norma, che può arrivare a ventitré gradi.
La vita è congelata, le funzioni vitali sono praticamente prossime a soccombere. Tutti i segni vitali sono scomparsi e i pazienti sono costretti a profondo stato di incoscienza: non possono più scaldarsi di fronte alla vita senza aiuto esterno. Di fatto, è solo grazie agli altri che possono essere riportati in vita. Queste situazioni estreme sono alla base dei racconti macabri dei sepolti vivi.
I pazienti ipotiroidei non mostrano alcuna disposizione a partecipare il lo battaglia della vita e non evidenziano alcun tipo di interesse nei suoi confronti. Gli occhi stanchi e infossati contrastano con quelli accesi, pronti ad uscire dalle orbite dei loro partner ipertiroidei. La loro pigrizia e loro apatia priva di interessi si oppongono all’iperattivismo degli altri.
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Gli uni non muovono un passo, gli altri si agitano senza mai raggiungere una meta. In questa situazione hanno in comune un tema da cui sono lontani in egual misura. Si tratta del loro posto nella vita. Tra il troppo poco in un caso, e il troppo nell’altro, si trovano entrambi a metà strada dalla vita.
Quanto i due poli siano in verità vicini, è dimostrato anche dalla medicina moderna, che con i suoi metodi terapeutici radicali di radioterapia e con interventi chirurgici trasforma non di rado l’ipertiroidismo in ipotiroidismo. Il funzionamento della tiroide deve essere stabilizzato attraverso l’assunzione di ormoni tiroidei, che accompagneranno i malati per tutta la vita.
Attraverso questa procedura i soggetti sperimentano lo stesso tema di base da due diversi punti di vista: mentre la terapia che la medicina tradizionale prescrive per l’ipotiroidismo è sostenuta dal principio della sostituzione e segue principi allopatici – (l’apatia del paziente è contrastata attraverso l’assunzione di ormoni tiroidei in grado di eliminarla) – l’irradiazione di iodio radioattivo va in una direzione quasi omeopatica. I pazienti bevono iodio radioattivo, che si raccoglie nella tiroide e lo irradiano all’esterno.
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Durante il trattamento i pazienti emanano radiazioni talmente radioattive che devono essere schermati. I radiologi quindi aggrediscono gli impulsi vitali aggressivi sprofondati nel corpo con aggressività ancora maggiore. Il materiale radioattivo è il materiale più attivo e quindi più vitale che conosciamo.
Prorompe dall’interno verso l’esterno, possiamo dire che si distrugga a causa della sua stessa mortale vitalità.
Il compito che i pazienti devono svolgere e la soluzione del tema ipotiroidismo consistono nel ripiegarsi su se stessi in modo consapevole, nel ridurre le attività al minimo indispensabile e nell’imparare a lasciarsi andare.
L’ «indifferenza» con la quale i soggetti affrontano ogni cosa deve trasformarsi in un consapevole: «Sia fatta la Tua volontà». Il compito non consiste nel lasciarsi scuotere da tutto, bensì nel chiedere pazientemente alla vita di indicare quale sia il proprio posto. Non la rassegnazione verso l’esistenza, ma il passaggio da un «Io voglio!» a un «Sia fatta la tua volontà!».
Mentre nell’ipertiroidismo la vita era affondata nell’ombra, qui lo stesso accade per la morte. È allora necessario lasciar morire tutto ciò che è vecchio, i vecchi modelli, i vecchi Programmi e tutto ciò che da tanto ormai è troppo stanco per vivere. Il malato di mixedema ha l’aspetto di un cadavere freddo, gonfio, esangue. Deve trovare il coraggio di affrontare la morte, perché soltanto quando avrà imparato a morire potrà vivere
In una società moderna questo compito potrebbe sembrare errato: da sempre, però, esistono culture, ad esempio quella dell’Antico Egitto, dei Maya, dei lama tibetani, nelle quali la preparazione alla morte era considerata uno degli elementi più importanti della vita. I loro libri dei morti ci indicano questa strada.
Un’altra malattia causata da ipotiroidismo è il cretinismo, che determina fenomeni quali il nanismo e l’oligofrenia. In questo contesto, il compito che abbiamo sopra indicato diventa ancora più chiaro e si rivolge principalmente ai genitori. Per realizzare anche solo parzialmente l’ «io voglio», c’è bisogno di intelligenza: se questa manca, l’assoggettamento dell’ambiente alla propria volontà non è pensabile.
I soggetti afflitti da cretinismo percepiscono il mondo istintivamente e non attraverso la loro ragione: sono fin dall’inizio degli emarginati. Inutili a fini sociali e costantemente bisognosi di aiuto, sono per gli altri un vero e proprio peso. Queste persone, volenti o nolenti, sono costrette a sopportare una situazione certamente umiliante, anche se quasi sempre più difficile per i genitori che per loro stessi.
L’unica soluzione possibile consiste nel tra-sformare l’umiliazione in umiltà. Anche la crescita limitata deve essere letta da questo punto di vista. Non si tratta chiaramente di interpretare il ruolo del «grande Zampanò» in questa vita, ma di inserirsi in una piccola cornice che fa parte di un grande mondo e di assumervi il proprio piccolo, modesto ruolo.
Domande
1. Perché non posso essere più vitale? Che cosa mi porta a vivere solo di una fiamma esigua?
2. Per quale motivo ho bisogno di una pelle tanto spessa?
3. Cosa mi vuole dire il mio sovrappeso? Che cosa compensa in me?
4. Dove nascondo la mia energia vitale?
5. Come posso trasformare la mia rassegnazione in dedizione, il mio fatalismo in devozione?
6. Che cosa devo lasciar morire per diventare più vitale?
7. In che misura sono debitore nel conflitto con la morte?
8. Dov’è il mio posto, quello in cui potrei vivere e crescere?
(Dott. Rudiger Dahlke)

 

Fucus vesiculosus

Ha proprietà lassative, emollienti, espettoranti, dimagranti. Per l’estrazione dei suoi principi, dell’alga si utilizza il tallo.

Fucus (Fucus vesiculosus oppure quercia marina)

Fa parte delle alghe laminarie.

Il Fucus (Fucus vesiculosus) è un’alga marina di colore verdastro molto ricca di iodio, per questo motivo stimola la tiroide ed i processi metabolici destinati a smaltire l’eccesso di grasso e calorie.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’obesità *, costipazione cronica, affezioni polmonari, bulimia, depressione immunitaria, cellulite.

L’attività immunomodulatrice è dovuta ai mucopolisaccaridi, mentre polifenoli e metabolici solforati agiscono sinergicamente come diuretici.

Nelle cure dimagranti è assunto con abbondante acqua. Si usa anche come tampone nel caso d’ernia iatale per prevenire l’esofagite da reflusso.

Dose: 1 g tre volte al giorno. Ha effetto ipolipemizzante, da usare in polvere od opercoli. Contiene lo iodio, indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide, agisce come immunostimolante, si consiglia anche per il trofismo della mucosa dell’apparato respiratorio, utile per i bambini linfatici e persone nella terza età con problemi respiratori.

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L’alginato di sodio presente nel fucus previene l’assorbimento dello stronzio 90 radioattivo (del 83%), metallo pesante tossico, che si accumula nel tessuto osseo, associato a molte forme di cancro, come la leucemia, cancro osseo, morbo di Hodgkin.

L’infuso di fucus è sgradevole, quindi si consiglia di consumarlo in compresse od opercoli.

Fucus si usa anche per i bagni (nel sacchetto) per bambini rachitici e con insufficienza ghiandolare, reumatismi, disturbi circolatori.

In cataplasmi contro la cellulite (con crusca). In commercio si trova anche sotto forma di TM, dose 20 gocce al mattino e dopo il pasto di mezzogiorno.

Assunto la sera può provocare insonnia, sollecitando la tiroide.

Fucus è usato nella cura del gozzo, all’inizio del trattamento può presentare un peggioramento. L’algina in polvere applicata sulle ferite accelera la cicatrizzazione.

Si sconsiglia l’uso con anamnesi d’ipertensione arteriosa, non in gravidanza e nel periodo d’allattamento, non con le cardiopatie, malattie infettive in fase acuta, TBC polmonare, ascessi polmonari, reumatismo articolare acuto, malattie mentali e nervosismo, ipertiroidismo, morbo di Basedow.

Le alghe sono consigliate nel caso d’ipotiroidismo. Nelle erboristerie è disponibile anche in fiale monodose in abbinamento con iodio Oligranuli o fiale, per il trattamento dell’obesità.

Fucus

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TiroVin

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