I mal di testa e le emicranie

Quando il mal di testa è frontale, esprime sovente un rifiuto di idee o di pensieri, un attaccamento a idee recenti e approvate.

Emicranie e mal di testa rappresentano spesso la nostra difficoltà ad accettare certi pensieri, idee o sentimenti che ci infastidiscono o ci mettono alle strette.

Stress, contrarietà, ripetizioni insistenti o disturbi che provengono da idee «indesiderabili» o costrizioni «esterne», sono tutte tensioni che si manifestano attraverso il mal di testa o le emicranie.

Quando seguono un percorso laterale della testa, partendo dalla nuca per terminare sulle tempie o a lato degli occhi, quando il dolore non è avvertito direttamente in un occhio, si tratta di emicranie dette «epatobiliari».

Indicano che la tensione è probabilmente di natura affettiva o che il vissuto della situazione si compie a livello affettivo, che l’essere è in gioco. Queste sono perlopiù in relazione con il mondo familiare o intimo.

Quando il mal di testa è frontale, esprime sovente un rifiuto di idee o di pensieri, un attaccamento a idee recenti e approvate.

L'immagine può contenere: cane

In questo caso è in relazione con il mondo professionale o sociale e con le richieste che questo mondo ha nei nostri confronti.

Si può Lavorare sull’Asse Legno della Medicina Tradizionale Cinese, con rimedi per il fegato e Intestino crasso, “risolvendo la capacità di digerire e lasciar andare ciò che è vecchio, passato, esausto, in modo che la comprensione dell’esperienza apporti più Consapevolezza di Sè, senza recidive.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

 

I problemi dello stomaco ed i carboidrati insulinici 

Esistono innumerevoli malattie e disfunzioni legate al funzionamento dello stomaco e soprattutto, oltre a rappresentare un aspetto importante per la qualità di vita, esse anticipano altre malattie che coinvolgono il resto del sistema digerente.
Parliamo in ogni caso di malattie come il reflusso gastroesofageo, dell’ulcera, del tumore e dei problemi identificati con il bruciore ed il gonfiore dello stomaco. Lo stomaco è un organo straordinario in grado di scindere le proteine ed in parte i grassi, utilizzando l’acido cloridrico prodotto al proprio interno.
Inoltre ha un sistema molto efficiente per difendere le pareti dall’azione di tale acido. Lo stomaco è in grado di modulare la propria acidità per uccidere i batteri dannosi e salvaguardare il nostro corpo da invasioni indesiderate.
Ancora una volta il consumo di carboidrati come gli amidi e gli zuccheri, sono il motivo principale (oltre all’intervento del cortisolo, che in parte dipende anch’esso da questo tipo di alimentazione) delle disfunzioni dell’intestino che poi cagionano le malattie sopra elencate.
L'immagine può contenere: cibo
Stiamo parlando della correlazione di questo tipo di alimenti con la patologia dell’acidosi e della produzione eccessiva di istamina.
Vediamoli uno alla volta.
Abbiamo più volte approfondito la diretta correlazione dell’acidosi causata dal consumo di carboidrati, indotta dal processo denominato glicolisi, all’interno delle cellule. Quando ciò accade, le cellule delomorfe (presenti nella mucosa dello stomaco) devono produrre bicarbonato da immettere nel flusso sanguigno (per mantenere costante il ph), diminuendo in tal modo il bicarbonato necessario alla mucosa, per impedire l’aggressione dell’acido cloridrico alle pareti dello stomaco.
Inoltre dopo un pasto glicemico viene attivato il cortisolo, il quale riduce l’attività dello stomaco, contrastando così il lavoro di frazionamento delle proteine presenti nel bolo alimentare.
Per quanto riguarda l’istamina, ricordiamo che tale ammina è prodotta nel nostro intestino in presenza di disbiosi, causata ovviamente da cibi ricchi di carboidrati. L’istamina ha un recettore specifico nello stomaco (H2) che regola la produzione di acido cloridrico, un meccanismo necessario (producendo maggiore acido cloridrico) a scomporre meglio le proteine, impedendo la crescita batterica, responsabile della formazione di altra istamina.
Risultati immagini per carboidrati insulinici
Lo stomaco, quindi è stimolato a produrre più acido cloridrico (per la troppa presenza di istamina nel corpo) e in caso di insufficiente protezione della mucosa gastrica, può danneggiare le pareti dell’organo. L’istamina è inoltre responsabile della stimolazione del sistema dell’emesi (centro del vomito) e dalla diarrea.
Tutte azioni che la natura ha messo a disposizione del nostro corpo per difenderci dall’eccesso di istamina (immaginando potesse essere causato dall’introduzione di alimenti in decomposizione), ma non certamente dalla produzione eccessiva di istamina dipesa dalla disbiosi intestinale (indotta da alimenti sconosciuti al nostro corpo fino a qualche millennio fa).
Vivere 120 Anni

Radice di Bardana 

Ha proprietà diaforetiche (cioè che aumentano la secrezione del sudore), diuretiche, depurative, detersive, stimolanti, la funzionalità epatica cicatrizzanti.
Per uso esterno è indicata nelle emorroidi, nella foruncolosi, nell’acne e nella seborrea. Della pianta si usano principalmente le radici.
Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle dermatiti, stasi biliare, iperglicemia, insufficienza pancreatica, iperazotemia, uretrite, acne ed emorroidi.

La radice di bardana è una forza della natura per rinvigorire il fegato, e ha una capacità di radicamento che nasce dal profondo della terra.
Quando il fegato è invaso da virus come l’Epstein-Barr, l’herpes zoster, l’HHV-6 e il citomegalovirus o da batteri nocivi, vermi, funghi o altri agenti patogeni, perde il suo radicamento, la sua carica negativa, perché gli agenti patogeni operano a una carica positiva che lo prosciuga.
Cinquanta volte più efficace di altri tuberi e radici, la bardana ripristina i meccanismi di radicamento del fegato, che quindi si rafforza, ritrova la sua vitalità e riesce a espellere gli agenti patogeni.
Se trascurato, con il tempo il fegato perde la sua elasticità spugnosa, diventa duro e s’ispessisce: la compattezza della radice di bardana è proprio quel che ci vuole per ammorbidirlo. I composti fitochimici della bardana aiutano il fegato anche perché arrestano lo sviluppo di cisti e aderenze e riparano i tessuti cicatriziali dell’organo, inoltre hanno un’efficacia impareggiabile nella depurazione dei lobuli epatici.
La bardana ha anche la capacità di disintossicare il nucleo più denso del fegato e di rimuovere gli ormoni tossici provenienti da fonti esterne, come metalli, materiali plastici, diserbanti e fungicidi, dando in questo modo al fegato la possibilità di respirare.
L'immagine può contenere: cibo
Le sostanze nutritive della radice di bardana comprendono quasi tutti gli oligoelementi e tracce di vitamine A, C, K e vitamine del gruppo B. Questa radice selvatica esercita anche uno straordinario effetto depurativo sul sistema linfatico e sul sangue, rafforzando i globuli bianchi e le cellule killer per mantenere in forze i linfonodi, in modo che possano svolgere il loro lavoro ed eliminare le cellule patogene e cancerose.
In più, gli enzimi della bardana sono estremamente attivi e operano in sinergia con i numerosi oligoelementi in essa presenti per disintossicare il corpo dai metalli pesanti.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la radice di bardana nella tua vita.
Risultati immagini per depurazione bardana
Gotta, malattie al fegato, calcoli renali e/o biliari, linfomi (anche non Hodgkin), infezioni croniche, cancro al seno, ai polmoni, alla tiroide, al fegato, pleurite, lupus, sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, sclerosi multipla, emicrania, malattie delle gengive, acne, epatite C, affaticamento surrenale, diabete, borsite, celiachia, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, eczema, psoriasi, infezioni ai reni, malattia di Lyme, vermi, infezioni da lieviti.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la radice di bardana nella tua vita.
Tessuti cicatriziali, lesioni e/o aderenze nel fegato, cisti epatiche, fegato stagnante e/o pigro, spasmi alla cistifellea, allergie alimentari, appendicite, mal di testa, dolori allo stomaco, gonfiore, costipazione, mal di schiena, crampi addominali, distensione addominale, invecchiamento accelerato, squilibri glicemici, carenza di minerali (anche di oligoelementi), lesioni alla guaina mielinica, intolleranze alimentari, sensazione di tremolio o vibrazioni nel corpo, intossicazione del sangue, sensibilità alle sostanze chimiche, disturbi della digestione, milza ingrossata, infiammazioni, nevralgie, lesioni alla cartilagine.
L'immagine può contenere: cibo
SUPPORTO EMOTIVO
Se vuoi depurare il corpo, la mente, l’AnimA e anche lo spazio intorno a te dai fantasmi di esperienze passate, porta la bardana nella tua vita per una profonda depurazione emotiva.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Se passando sfiori una pianta di bardana che è andata a seme, poco dopo probabilmente scoprirai di avere teste spinose della pianta attaccate alle calze, ai pantaloni, ai lacci delle scarpe, alla maglia, ai capelli … a tutto ciò a cui possono attaccarsi.
Le teste di bardana ti restano addosso per tutto il viaggio finché arrivi a destinazione. Questo è il metodo che la bardana utilizza per preparare il futuro: lancia i semi a chiunque le passi accanto in modo che vengano trasportati in lungo e in largo e facciano nascere nuove piante.
La bardana c’insegna a spargere semi di speranza a ogni incontro e a riconoscere i messaggi che gli altri ci lanciano per invitarci a diffonderli. Quali semi possiamo affidare alle persone che amiamo e alle nostre conoscenze affinché un giorno li piantino per le vie del mondo mentre percorrono le strade della vita? E quali semi ci sono stati affidati con il compito di spargerli?
L'immagine può contenere: bevanda, cibo e spazio al chiusoSUGGERIMENTI
Dopo un massaggio, bevi una tisana di radice di bardana o prepara una zuppa con radice di bardana per cena per favorire il drenaggio linfatico.
Prova a unire il succo di radice di bardana al tuo centrifugato di verdure. Ha un gusto dolce e terroso che si sposa bene con altri sapori e, se lo bevi appena estratto, i minerali entrano direttamente nell’organismo.
Se ti piace sgranocchiare le carote, prepara la radice di bardana allo stesso modo: pelala e poi tagliala a bastoncini da mangiare come spuntino. Grazie alle proprietà antimicrobiche e alla sua natura fibrosa, aiuta a pulire i denti, libera la bocca dai batteri nocivi e previene le malattie delle gengive.
Offri una tisana di radice di bardana a un amico che ha bisogno di depurarsi emotivamente o fisicamente.
ZUPPA DI BARDANA
Per due/quattro porzioni
Immagine correlata
Questa zuppa è perfetta da consumare nei pomeriggi di riposo o anche di primo mattino. È calda, leggera e semplice da preparare. È come un abbraccio per tutto il corpo. Preparane una grossa quantità all’inizio della settimana e consumala ogni giorno. Puoi berla in una tazza o in una scodella: gustala come un dono per il Corpo e l’AnimA.
2 tazze di radice di bardana a fette
2 tazze di carote a fette
2 tazze di funghi a fette
2 tazze di pak choi (cavolo cinese) a fette
1 cipolla bionda a cubetti
1 cucchiaino di aglio tritato
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
½ cucchiaino di sale marino
Metti tutti gli ingredienti in una grossa pentola, ricoprili d’acqua e porta a bollore. Riduci la fiamma e lascia sobbollire per 30/40 minuti, finché gli ortaggi risultano teneri.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)
 
 
 
 
 

Nevralgia del trigemino o dolori nervosi nel volto

Un’irritazione costante che esplode in ogni occasione e che spesso aumenta con lo sviluppo della malattia, non rappresenta affatto una soluzione: mostra soltanto con chiarezza chi abita dietro questa facciata.

Malattia linguaggio dell’AnimA
Il trigemino è il quinto dei dodici nervi del cervello ed è responsabile, tra l’altro, delle percezioni sensibili del volto.
Consta di tre rami: quello superiore riguarda la fronte, quello centrale la mascella e quello inferiore la mandibola. Il termine nevralgia indica sensazioni dolorose nella zona specifica di un nervo:
le loro cause, per quanto riguarda il trigemino, sono ancora ignote alla medicina. Il fenomeno produce effetti gravi e spiacevoli nella vita del soggetto. Per lo più il dolore insorge improvvisamente in modo aggressivo e spesso è monolaterale, però può essere causato anche da più rami del nervo e può diventare un disturbo cronico.
Il paziente diviene cosciente del proprio volto attraverso fitte violente improvvise o costanti. Rapidamente si sviluppa una ipersensibilità (iperestesia) della cute sul volto, particolarmente dolorosa nei punti di uscita del nervo. I malati non si sentono a proprio agio nella loro stessa pelle, faticano a proteggere il viso, il dolore che provano è talvolta così profondo da deformare i loro lineamenti.
In tali situazioni, quando la muscolatura reagisce fino ad alterare l’espressione del viso, la medicina parla di tic doloreux, il tic doloroso. A questo si aggiunge un forte arrossamento del viso, un’intensa traspirazione cutanea e una sensibile lacrimazione. I pazienti vorrebbero urlare, gridare e infuriarsi al tempo stesso, si sentono sul punto di lasciarsi andare a un accesso di rabbia o a un terribile sfogo.
Chi per il dolore rischia di perdere l’autocontrollo, non riesce più a guardare in faccia gli altri e il mondo con serenità. Si contorce per il dolore fino ad assumere l’aspetto di un povero verme piuttosto che quello di un uomo eretto. L’atteggiamento curvo di chi è oppresso dalla sofferenza e l’espressione distorta indicano qualcosa di nascosto: nel profondo, le cose non vanno come dovrebbero, sono viziate e distorte.
Risultati immagini per Nevralgia del trigemino o dolori nervosi nel volto
Se i dolori svolgono un ruolo così centrale, significa che il problema dell’aggressività non è lontano; chi soffre di nevralgia del trigemino si sente preso a schiaffi dal destino. L’atto frequentemente ripetuto di fermarsi a causa della sofferenza rimanda anch’esso a tale problematica.
Dal punto di vista medico, non è chiaro se i tentativi di alleviare il dolore attraverso stimoli violenti siano utili. Simbolicamente il rapporto tra dolore e aggressività è chiaro: Marte, il dio della guerra, li rappresenta entrambi e molti pazienti hanno la sensazione che arrabbiarsi potrebbe recare sollievo.
Dal punto di vista terapeutico, è interessante in questa situazione vedere in quale direzione andrebbero. Chi bisognerebbe schiaffeggiare se non loro stessi? I colpi trattenuti si ripercuotono prima o poi sul soggetto.
Chi si controlla continuamente e si protegge il volto, deve tenere conto del fatto che la situazione prima o poi si ritorcerà contro di lui e che lui stesso provocherà un contraccolpo. Tutto ciò che si trattiene rimane naturalmente all’interno, per questo è particolarmente sgradevole trattenere qualcosa di così sgradevole come gli schiaffi.
Quanto questa situazione faccia male al paziente, glielo si legge negli occhi quando, come un cane bastonato, cammina quatto quatto e dichiara con convinzione che non ce la fa proprio più. Questo però significa che non tollera più questo dolore, cioè l’aggressività che è in lui. La situazione potrà essere risolta quando smetterà di trattenersi. Il suo viso dolorante brucia, alternando momenti di tensione a momenti di rilassamento.
Esteriormente ciò si nota poco specialmente se i muscoli facciali sono ancora in forma e continuano a fare buon viso a cattivo gioco. Tuttavia il paziente non riesce più a nascondere i propri sentimenti ancorati nel profondo, dietro la maschera: a un certo punto la facciata esterna, visibile a tutti, va in frantumi ed egli non può fare altro che mostrare il proprio dolore.
Risultati immagini per Nevralgia del trigemino o dolori nervosi nel volto
La malattia gli impedisce anche di continuare a resistere e al tempo stesso di salvare la forma esteriore: lo costringe a divenire aggressivo e a gridare ciò che duole nel profondo. Deve comunicare al mondo le sue atroci sofferenze.
Deve far capire a tutti che razza di sofferenza sia divenuta la sua vita dietro la maschera, deve far capire che non può più continuare in questo modo, perché siamo ormai a livello di autolesionismo. I destinatari delle sue accuse dovranno confrontarsi con questa situazione ormai del tutto intollerabile.
Manifestare le proprie reazioni rappresenta un sollievo soltanto se lo si fa consapevolmente. Un’irritazione costante che esplode in ogni occasione e che spesso aumenta con lo sviluppo della malattia, non rappresenta affatto una soluzione: mostra soltanto con chiarezza chi abita dietro questa facciata. L’ipersensibilità della pelle del volto e gli attacchi di dolore dopo stimolazioni anche lievi rivelano una sensibilità eccessiva: il viso appare tormentato da aggressività inconsapevole.
Il rossore che compare sulla faccia, la traspirazione della pelle, la lacrimazione e il fatto che molto poco è necessario per provocare un dolore rinforzano l’impressione che il soggetto in questione sia stato già provocato e irritato oltre misura e che non sia più in grado di sopportare la situazione in cui si trova.
Invece di ribellarsi lui stesso, è il suo viso che deve incarnare questa situazione esplosiva. Il paziente stesso esprime a chiare lettere quello che gli sta accadendo: ha bisogno di tutte le sue forze per contenersi e per non gridare e talvolta queste gli vengono meno.
Il fatto che soprattutto le donne di età superiore ai 50 siano le più colpite da questa forma cosiddetta essenziale, ben si adatta a questo quadro. È più difficile per le donne, in una società dominata dagli uomini, mostrare il proprio vero volto ed esprimere quell’aggressività che certamente non può restare bloccata.
Risultati immagini per Nevralgia del trigemino o dolori nervosi nel volto
Dalla paura di essere abbandonate o ignorate nasce in loro la tendenza a sorridere sempre, anche quando sentono il bisogno interiore di urlare e gridare. Quando col passare degli anni il blocco diviene insopportabile, invece di attacchi d’ira si concedono sofferenze, interiori, che solo raramente divengono visibili.
La definizione medica «essenziale», che spesso si ritrova nelle dia¬gnosi di origine non chiara, come ad esempio avviene per l’ipertensione (pressione alta del sangue) esprime senza volerlo una certa sincerità. La sintomatologia è certamente essenziale per il soggetto, in quanto è la sua unica possibilità di esprimere quello che altrimenti resterebbe represso.
Il punto in cui si manifesta il dolore conferma la credenza secondo cui la fronte è il luogo naturale del confronto (Iat. frons = la fronte) e dell’auto-affermazione. Di qualcuno che vuol fare a modo suo si dice che vada a sbattere la testa contro il muro. Le mascelle sostengono i denti e sono in grado, se necessario, di mostrarli. Dove, nel caso della nevralgia del trigemino, le mascelle dolgono al punto da costringere il paziente a urlare, ciò che gli viene richiesto è di azzannare fino ad essere «mordente». Non è umore nero, ma aggressività che fa digrignare i denti e le mascelle.
Invece di farsi colpire sul «muso», si tratta di «divorare» e di morde¬re. Tutto questo, però, deve avvenire a livello conscio e nel luogo giusto, altrimenti porta nel migliore dei casi all’elaborazione, ma non alla soluzione della sintomatologia e dei conflitti che ne sono alla base.
Le proposte terapeutiche della medicina tradizionale sono ben poco aggressive, cercano soltanto di frenare l’aggressività rivolta all’interno e di conseguenza si muovono contro il paziente stesso in una sorta di macabra ecologia. La repressione del dolore con l’aiuto di potenti medicinali antalgici si muove in questa direzione.
Immagine correlata
Con l’aggiunta di psicofarmaci, la psiche già in qualche modo messa a tacere viene ancor più imprigionata, affinché i pazienti non urtino nessuno e nessuno sia urtato da loro. È un tentativo disperato di impedire che una situazione ormai insostenibile e tendente ad esprimersi in completa sincerità esploda. Alla chirurgia si ricorre come mezzo ultimo ma più onesto.
Nel recidere concretamente il nervo si evidenziano incisività e forza. L’elettrocoagulazione del ganglio semilunare di Gasser va ancora oltre. Con una procedura terapeutica di tipo marziale, questo centro nervoso dal quale deriva il trigemino, viene eliminato elettricamente.
Neppure il linguaggio scientifico più attento riesce a nascondere il problema: si tratta di aggressività, che spinge i dolori lancinanti ad esplodere e a sfogarsi e che richiede un intervento radicale o il coraggio di prendere in mano la propria vita.
Domande:
1. Quale dolore è scritto sul mio volto? In quali punti la mia sensibilità è disturbata?
2. Che cosa, mi impedisce di stare bene nella mia pelle?
3. Quali distorsioni, quali sopraffazioni devo eliminare?
4. Come si, chiama il cattivo gioco al quale devo fare buon viso?
5. Che cosa mi irrita e mi provoca in modo così profondo?
6. A chi sono utili gli schiaffi che bruciano sul mio volto?
7. Cosa mi impedisce di esplodere?
8. Vale la pena di confrontarsi?
9. In quali situazioni non riesco ad affermarmi, dove non riesco a mordere come sarebbe necessario?
7. Dove vuole arrivare la mia energia repressa?
(Rudiger Dahlke)
Dmg Gold
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/dmg-gold/
Klamin
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/klamin/
AlgoZym
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/algozym/
Multinatural:
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/multinatural/
Litio
https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/oligoceleste-litio/

Cimicifuga (Cimicifuga racemosa)

Si consiglia: per disturbi mestruali (crampi) problemi di menopausa, ipertensione arteriosa. È risultata in grado di favorire la regolarità del ciclo mestruale.

Parti utilizzate: rizoma e radice.

Appartiene alla famiglia delle ranuncolacee e cresce nei boschi o nelle foreste.

Le sue foglie di colore verde scuro possono essere lunghe fino a 70 cm e le sue infiorescenze presentano quattro petali. I frutti, che contengono numerosi semi, sono invece di colore marrone.

A scopo terapeutico, della pianta si utilizza il rizoma dopo aver proceduto alla sua essiccazione.

La pianta è nota fin dai tempi più antichi quando veniva utilizzata per tenere lontane le cimici e contro i morsi di serpenti.

Può essere utilizzata come coadiuvante nei sintomi fisici e psico-emozionali legati alla menopausa quali vampate, mal di testa, sudorazione, palpitazioni cardiache, vertigini, depressione ed irritabilità aiutando il corpo a ritrovare un corretto equilibrio ormonale come dimostrato da dati clinici.

I principali e caratteristici costituenti comprendono i triterpeni cicloartanolici acteolo, acetilacteolo, acteina e cimicifugoside.

Oltre ad alleviare i sintomi della menopausa, la cimicifuga, è indicata anche per trattare artrosi, nevralgie e reumatismi.

Modalità d’uso: mezzo cucchiaino di radici polverizzate per una tazza d’acqua, bollire per 30 minuti, lasciare raffreddare.

Dose: 2 cucchiai da tavola più volte al giorno, scaglionati nell’arco della giornata, fino a dose massima di una tazza al giorno.

L’estratto biochelato 5-10 gocce al giorno.

Si raccomanda: di non superare il dosaggio, in dosi elevate può causare vertigini, delirio, diarrea, problemi di vista, rallentare il battito cardiaco, problemi epatici e anomalie nella coagulazione del sangue.

Si sconsiglia: severamente l’uso in gravidanza, con problemi cardiaci, non con sedativi, con pillola contraccettiva e cure estrogene per postmenopausa, pressione arteriosa alta, carcinoma mammario, tumore uterino. L’erba è sicura nelle dosi indicate.

Si consiglia: per disturbi mestruali (crampi) problemi di menopausa, ipertensione arteriosa. È risultata in grado di favorire la regolarità del ciclo mestruale.

Con la sua componente: degli estrogeni rallenta la crescita del cancro prostatico. In ogni caso rispettare il dosaggio.

Si consiglia: anche per il ronzio alle orecchie, ipertensione, crampi muscolari aggravati dalle mestruazioni.

Ha inoltre dimostrato di possedere discrete proprietà nel trattamento della cefalea, soprattutto quella di tipo “muscolo-tensiva”.

Effetti collaterali: occasionalmente disturbi gastrici e diarrea, vertigini con le persone sensibili.

La pianta è usata da decenni e non sono state riscontrate particolari controindicazioni.

La pianta contiene estrogeno.

Da non usare: oltre 6 mesi consecutivi.

Rimedi Consigliati

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/menopavin/

 

 

Partenio (Tanacetum parthenium)

Gli studi clinici condotti sull’impiego del partenio riguardano principalmente l’attività terapeutica nell’emicrania.

Oppure (Chrysanthemum Parthenium)

Trova utilizzo nel trattamento dell’emicrania.

La pianta fin dall’antichità veniva impiegata per alleviare i dolori mestruali.

I più importanti principi attivi sono i lattoni sesquiterpenici di cui il principale è partenolide, i cui effetti biologici sono i seguenti:

a) riduzione della eccitabilità della muscolatura liscia (vasocostrizione) in presenza dei mediatori dell’infiammazione;

b) inibizione della sintesi delle prostaglandine;

c) riduzione della esocitosi;

d) interazione con le vie di sintesi e di ricezione della serotonina.

Gli studi clinici condotti sull’impiego del partenio riguardano principalmente l’attività terapeutica nell’emicrania. Un importante studio sulla prevenzione dell’emicrania ha dimostrato la riduzione della frequenza degli attacchi e della loro intensità.

Coadiuvante tradizionale per la prevenzione delle cefalee e delle emicranie e la prevenzione delle mestruazioni dolorose. Sono inoltre stati individuati monoterpenici, flavonoidi e poliacetileni.

Rimedio consigliato :

http://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/cefavin/