La mano 

La mano rappresenta a tal punto il passaggio dal concettuale al reale, dall’idea alla realtà, che serve anche per «parlare», per comunicare. Ciò è vero non solo per i muti, ma anche per numerose culture sparse in tutto il mondo.

La mano è, come il piede per la gamba, il «pezzo forte» del braccio. È proprio sull’estremità del braccio che poggia tutta l’azione, la cui realizzazione finale non sarebbe possibile senza di essa. Rappresenta lo stadio finale mediante il quale si compiono gli atti, come pure la loro rifinitura e la loro efficienza. Del resto, la parola mano ha la stessa origine delle parole «manifestazione, manifesto».
La mano rappresenta a tal punto il passaggio dal concettuale al reale, dall’idea alla realtà, che serve anche per «parlare», per comunicare. Ciò è vero non solo per i muti, ma anche per numerose culture sparse in tutto il mondo. La gestualità delle mani ha del resto molto spesso più potenza e rilevanza di quella delle parole. Numerosi studi hanno dimostrato l’importanza di quella che viene chiamata comunicazione gestuale.
mani
Questo è il primo tipo di comunicazione che giungiamo a conoscere e sperimentare nella vita. Infatti la relazione tra la madre e il bambino, gli scambi e i segni di riconoscimento e di affetto si attuano mediante il contatto e la mano. È dunque un vettore di trasmissione e di comunicazione. Serve a dare e a ricevere.
Può anche toccare, sentire e persino giungere a sostituire l’occhio. In questo senso è anche un vettore di percezione. Attraverso le mani vengono percepite o trasmesse le energie. L’imposizione delle mani è religiosa, terapeutica, pacificante. Il palmo e ciascun dito sono trasmettitori e sensori delle nostre energie. Del resto, in ognuno di essi comincia o termina un meridiano dell’agopuntura. Questo determina, mediante il tipo di energia veicolata, il ruolo del dito al quale è connesso. Riprenderemo questo discorso più avanti parlando delle dita.
Ma, in quanto supporto finale dell’azione, la mano è anche il vettore del potere e simbolo di potenza. In varie culture rappresenta il potere reale nonché divino (essere nelle mani di Dio). La mano permette infatti di afferrare, tenere, stringere, imprigionare o schiacciare. Il modo di stringere la mano, del resto, riflette chiaramente la considerazione che le persone hanno della relazione con coloro che salutano. Le persone che abbandonano la loro volontà di potere sull’altro si danno la mano.
Ritroviamo quindi per la mano la maggior parte dei ruoli, simbolici o meno, che corrispondono al braccio. La differenza risiede nel fatto che la mano agisce allo stadio finale, laddove il braccio trasmette. Possiamo paragonare simbolicamente l’intero braccio ad una freccia. La mano è la punta della freccia, mentre il braccio è l’asta. Il movimento della freccia viene trasmesso dall’asta (il braccio), ma è la punta (la mano) ad assicurare la penetrazione della freccia nel bersaglio.
Le malattie delle mani
dita della mano
Le malattie delle mani ci parleranno del nostro rapporto con l’azione manifesta sul mondo esterno. Tensioni, dolori, sofferenze delle mani indicano che il nostro rapporto con il mondo esterno è un rapporto di dominio, di potere, di possesso o di avidità. Vogliamo tenere in pugno, serrare, dominare troppo le cose o gli individui, sia per volontà di dominio che per paura. La mano che si chiude è quella che trattiene, che ha paura che le cose le sfuggano,
che si difende oppure che attacca e vuole colpire (pugno serrato).
Tuttavia, come talvolta mi capita di spiegare ad alcuni dei miei pazienti, la vita e tutto ciò che accade può essere simboleggiato da un pugno di sabbia. Se vogliamo averla e conservarla, dobbiamo tenere la mano ben aperta perché se la richiudiamo, per trattenere la sabbia, per tenerla e conservarla, questa scivolerà da tutti gli interstizi della mano.
Una mano calma o che accoglie è sempre aperta, laddove la mano che lotta, che grida vendetta o che minaccia è sempre chiusa. Mani e polsi sono strettamente collegati e il dolore che spesso colpisce entrambi contemporaneamente è indicativo di una grossa difficoltà ad abbandonare la presa sul mondo, sulla volontà, il dominio, il possesso o il potere che esercitiamo su tale mondo.
(Michel Odoul)

Le mani

Le mani calde esprimono il desiderio di contatto, vengono dal cuore come il sangue che le riscalda. Le mani fredde invece comunicano distacco, non sono ben irrorate e indicano che il loro possessore trattiene la sua forza vitale e non è disposto a incontrare gli altri.

Malattia espressione dell’AnimA

Esse rappresentano il nostro organo di azione, col quale afferriamo, stringiamo, prendiamo in mano la vita, facciamo pace, curiamo i malati, accarezziamo e benediciamo, ma anche manipoliamo (dal lat.: manus = mano).

Ogni bambino piccolo impara con le mani a (ri)conoscere il mondo. Per poter capire qualcosa, dobbiamo simbolicamente toccarlo con mano, mentre quando vogliamo aiutare qualcuno gli diamo una mano. Nell’atto di afferrare, il pollice si trova in posizione opposta rispetto alle altre dita.

l'opera nasce dalle tue mani

Se vogliamo comprendere qualcosa, ci serviamo del suo contrario: solo con l’aiuto dell’aggettivo «povero» possiamo capire il concetto di «ricco»; afferriamo l’idea di «grande» solo attraverso quella di «piccolo», di «buono» attraverso quella di «cattivo».

Nel mondo degli opposti, è necessario essere capaci di comprendere e di afferrare gli opposti. La mano spiega questa realtà attraverso la propria struttura anatomica.

darsi da fare con le mani  e cuore

La gamma delle possibilità di azione delle nostre mani rende chiaro il principio originario al quale esse sottostanno. Hermes-Mercurio è infatti il dio del commercio e dell’azione, delle arti e della destrezza, è un mediatore raffinato, responsabile dei rapporti tra gli dèi e gli uomini, ma anche di quelli tra gli uomini stessi.

Le mani sono organi molto individualisti. Due mani non sono mai del tutto uguali fra loro. I criminologi sfruttano questo dato di fatto e scoprono l’identità di una persona dalle sue impronte digitali.

alfabeto muto con le mani

Nel campo della comunicazione non verbale, le mani sono affidabili come la bocca e molto più sincere dei contenuti verbali. Anche la loro temperatura consente di formulare giudizi importanti.

Le mani calde esprimono il desiderio di contatto, vengono dal cuore come il sangue che le riscalda (76) .Le mani fredde invece comunicano distacco, non sono ben irrorate e indicano che il loro possessore trattiene la sua forza vitale e non è disposto a incontrare gli altri.

mani che si completano

Quelle fredde ma sudate esprimono la paura. Il sudore freddo indica inoltre che il soggetto in questione vive in modo tormentato la comunicazione con gli altri.

Ci serviamo dell’impressionante sincerità delle mani e della loro pelle sincera quando, durante una seduta, misuriamo e osserviamo la resistenza della cute. Nelle fasi critiche in particolare vale la pena di parlare direttamente con l’epidermide del paziente, perché le sue risposte sono più dirette e più sincere.

mani fredde

Mentre i pazienti si mostrano ancora «freddi», le loro mani possono già indicare una notevole e inconscia agitazione. La pelle della mano comunica quindi qualcosa di essenziale che proviene dalle profondità dell’anima.

Le mani forti e ben irrorate, che stringono energicamente la mano dell’altro in segno di saluto, appartengono a chi è abituato ad affrontare direttamente la vita. Al polo opposto si collocano quelle mani che quando vengono strette in segno di saluto si afflosciano. Questo modello da «salice piangente» vuol dire:

mani sensibili

«Mi puoi fare tutto quello che vuoi, io non ho, alcuna pretesa (nei confronti della vita)». Per concludere dobbiamo citare ancora le mani delicate e sensibili che, pur se prive di un grande vigore fisico, sentono ed esprimono moltissimo e appartengono a persone dotate di una forte sensibilità.

Esistono poi tante situazioni di passaggio. Il solo fatto che ognuno ha una propria calligrafia, ricca di significati specifici sia in senso concreto che traslato, rivela la vasta gamma di possibilità espressive che caratterizza le mani.

Risultati immagini per le mani fredde

L’atto di porgere la mano in segno di saluto, risale a un tempo in cui gli uomini, dotati di maggiori capacità intuitive, erano in grado di capire come cosa ovvia il linguaggio delle mani. Quando noi anche oggi suggelliamo un affare con una stretta di mano, ricorriamo a un gesto che è simbolo di sincerità.

La stretta di mano conferma che le trattative sono state concluse con perfetto accordo da entrambe le parti. Il linguaggio delle mani fa capire molte cose, senza bisogno di ricorrere all’interpretazione delle diverse linee o all’analisi della calligrafia, anche se questi metodi, finora ritenuti occulti, incontrano oggi un crescente interesse.

 linea della mano

Un gruppo di medici inglesi è stato di recente in grado di dimostrare un rapporto convincente tra la lunghezza della linea della vita e la durata della vita stessa.

Tutte queste possibilità mostrano quanto siano espressive e individuali le mani e con quanta chiarezza esse ci facciano capire il nostro compito di vita:

esse sono infatti i nostri migliori strumenti: evidenziano infatti i problemi di contatto e le strutture di comunicazione, mostrano la nostra capacità di creare legami e rivelano la nostra disponibilità.

(76) Cfr. la sezione sui disturbi della circolazione del sangue in R. Dahlke, Herziens)Probleme – Be-Deutung und Chance der Herz-Kreislauf-Probleme, Miinchen 1990.

(Dott. Rudiger Dahlke)