Basilico

Si consiglia per: affaticamento e insonnie nervose, spasmi gastrici, emicrania, meteorismo, mal di stomaco, coliche intestinali, indigestione con nausea, depressione, ansia, induce la lattazione. Tonico dei cortico –surrenali (che producono adrenalina e cortisolo),

Utile per la sua notevole azione antisettica intestinale unita alla proprietà di stimolo generale di tutto l’organismo e in particolare del sistema immunitario.
Tra i principi attivi troviamo linalolo, eugenolo, canfora e cineolo.
Parti usate: foglie e sommità fiorite, ricco di OE , flavonoidi.

Modalità d’uso: 2-3 cucchiaini da tè di foglie secche per una tazza di acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10-20 minuti, filtrare, dose massima 3 tazze al giorno.
Basilico si trova anche in TM (30-40 gocce tre volte al giorno) oppure per uso interno come OE (MicroDose) da rispettare il dosaggio. Basilico, come ingrediente trova posto in varie composizione con altre erbe in pastiglie e opercoli.
Basilico è sconsigliato: con epatopatie, in gravidanza e periodo d’allattamento.
Le foglie secche: polverizzate si consigliano come starnutatorio contro la perdita dell’odorato e della corizza cronica.
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Si consiglia per: affaticamento e insonnie nervose, spasmi gastrici, emicrania, meteorismo, mal di stomaco, coliche intestinali, indigestione con nausea, depressione, ansia, induce la lattazione. Tonico dei cortico –surrenali (che producono adrenalina e cortisolo),
Grande aiuto per: il nervosismo causato da superlavoro e per il mal di testa che colpisce le persone che esagerano nello stile di vita. (Generalmente le persone con superattività delle cortico-surrenali sono inquiete, sempre indaffarate, insonni, robuste, nervose, colleriche).
Nelle dispepsie d’origine nervosa: che colpisce le persone che esagerano nello stile di vita, contro le afte e anche per diarrea acuta.
Come: Ipoglicemizzante, spasmolitico, analgesico, ipotensivo, febbrifugo, adattogeno, antinfiammatorio.
Abbassa il livello di zucchero nel sangue, medicamento utile per alcuni tipi di diabete. Le ricerche indiane hanno dimostrato la sua proprietà: di abbassare la pressione sanguigna, allevia il dolore e riduce la febbre.
In medicina ayurvedica è utilizzato per: abbassare la febbre (mescolato con pepe nero, zenzero e miele). Protegge il cuore, abbassa il colesterolo.
 

Melissa

Mescola la melissa, la scorza di limone e il timo in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza.2 Lascia in infusione per almeno cinque minuti. Appena prima di servire, aggiungi il succo di limone in ogni tazza.

La melissa è un’erba essenziale per calmare i nervi, in particolare quelli coinvolti nella digestione. Chi soffre di problemi gastrointestinali di vario genere riceve diagnosi complesse e fuorvianti, ma spesso dietro questi problemi si nasconde il fatto che le terminazioni nervose intorno agli organi dell’apparato digerente sono diventate ipersensibili.
I nervi, infatti, giocano un ruolo importante in molti disturbi correlati a quest’area che contraddistinguono il nostro tempo. Per esempio, l’infiammazione dei nervi frenici (che controllano il diaframma e quindi influenzano lo stomaco) e dei nervi vaghi (che attraversano il diaframma e perciò governano lo stomaco e la digestione) a volte è la causa di una digestione difficile, così come l’infiammazione dei nervi che collegano la spina dorsale all’apparato digerente.
Capita spesso per esempio che un cibo (anche se digeribile) sfreghi contro le pareti dell’intestino, irritando così i nervi. La sensibilità dei nervi provoca anche sintomi come nausea, inappetenza e urgenza di evacuare quando si è agitati. La melissa è un dono di Madre Natura per sopravvivere in questo mondo dominato dallo stress, è un aiuto meraviglioso per affrontare tutte queste condizioni e disturbi grazie alle sue proprietà lenitive derivanti da composti fitochimici bioattivi, come alcuni alcaloidi non ancora scoperti che calmano i recettori nervosi e l’apparato digerente.
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Ciò rende i nervi meno sensibili e riduce le infiammazioni. I benefici della melissa non si fermano qui. Quest’erba è una vera e propria panacea, in grado di portare benefici a quasi ogni area del corpo. Oltre all’alto contenuto di oligoelementi come boro, manganese, rame, cromo, molibdeno, selenio e ferro, la melissa contiene grandi quantità di silicio. In più è una custode della vitamina B12, ovvero ne controlla le riserve e ne previene l’esaurimento.
Esercita un’azione antiparassitaria, antivirale e antibatterica in tutto il corpo, combatte l’Epstein-Barr, l’herpes zoster e altri virus erpetici come l’HHV-6. È un’erba straordinaria per curare la tonsillite da streptococchi. In più disintossica il fegato, la milza, i reni e aiuta a ridurre le infiammazioni alla vescica, perciò è estremamente utile per alleviare le cistiti interstiziali e le infezioni alle vie urinarie e abbassa l’eccessivo dannoso esubero di cortisolo.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la melissa nella tua vita.
Malassorbimento delle sostanze nutritive, laringite, cistite interstiziale, infezioni alle vie urinarie (comprese quelle alla vescica e ai reni), tonsillite, ipertensione, virus di Epstein-Barr/ mononucleosi, herpes zoster, HHV-6, attacco ischemico transitorio, infezioni da stafilococco, infezioni da Helicobacter pylori, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, infezioni e altri problemi all’orecchio, ernia iatale, neuropatia, tigna, ansia, depressione, malattie della tiroide, affaticamento surrenale, emicrania, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, infezioni da streptococco alla gola, autismo, noduli alle ossa e alle ghiandole, malattia di Lyme, SLA, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), acne rosacea, osteopenia, sindrome dell’ovaio policistico, malattia di Ménière.
SINTOMI
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Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la melissa nella tua vita.
Inappetenza, disturbi del sonno, ansia, tensione o sensibilità allo stomaco, palpitazioni, vampate, sudorazione notturna, spalla congelata, mal di stomaco, gastrite, dolori addominali, gonfiore, gas, nervosismo, spossatezza, diarrea, frequente bisogno di urinare, accumulo di peso, debolezza agli arti, insufficienza digestiva, carenza di oligoelementi, mal di denti, febbre, convulsioni, sangue dal naso, infiammazioni, reazioni all’istamina, infiammazioni al cervello.
SUPPORTO EMOTIVO
Stress e insicurezza spesso ci fanno temere ciò che potrebbe esserci dietro l’angolo, così ci ritroviamo a passare notti insonni chiedendoci cosa capiterà a noi e alla nostra famiglia. Se hai paura di ciò che il futuro ha in serbo per te e per le persone che ami, la melissa può spazzare via le preoccupazioni donandoti un senso di pace.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
La melissa è una pianta dalle molteplici funzioni e c’insegna che anche noi lo siamo. Non dobbiamo focalizzarci necessariamente su un unico scopo: abbiamo molte opportunità per esplorare i nostri vari talenti e realizzare obiettivi diversi, alcuni dei quali li scopriremo strada facendo, altri li porteremo a termine senza neanche accorgerci che stiamo operando un cambiamento.
SUGGERIMENTI
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Prepara una tisana con foglie di melissa fresca in una brocca d’acqua esposta per qualche ora alla luce diretta del sole. Il sole estrae e fortifica le proprietà curative della melissa, ottimizzando il suo profilo nutrizionale per aiutarti a guarire.
Prova a usare alcune foglie di melissa per cucinare. Coltivala in un vaso sul davanzale, così ne avrai sempre a portata di mano qualcuna da tritare e aggiungere alle insalate per arricchirle di gusto e proprietà medicinali.
Se la prendi prima di coricarti, la melissa aiuta a calmare i nervi regalandoti un sonno ristoratore.
TISANA DI MELISSA
Per due/quattro porzioni
Questa tisana è calmante e delicata. Il limone non si sovrappone al gusto discreto delle erbe, ma se vuoi aumentare la dose di limone fai pure: aggiungi più succo o più scorza per aumentarne l’intensità.
2 cucchiai di melissa
1 cucchiaino di scorza di limone
½ cucchiaino di foglie di timo fresco
1 cucchiaino di succo di limone
Mescola la melissa, la scorza di limone e il timo in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza.2 Lascia in infusione per almeno cinque minuti. Appena prima di servire, aggiungi il succo di limone in ogni tazza.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato
 

Nausea e vomito

L’appetito è dipendente in larga misura dalla situazione psicologica. Molti modi di dire mostrano questa analogia tra i fatti psicologici e quelli somatici

Malattia Espressione dell’AnimA
Una volta che abbiamo inghiottito il cibo (e quindi accettato) può risultare che esso sia per noi difficilmente digeribile e che ci sembri di avere una pietra nello stomaco.

Una pietra però, analogamente al nocciolo, è il simbolo di un problema (c’è anche per esempio la pietra dello scandalo). Sappiamo tutti che un problema può restarci sullo stomaco e rovinarci la digestione.
L’appetito è dipendente in larga misura dalla situazione psicologica. Molti modi di dire mostrano questa analogia tra i fatti psicologici e quelli somatici:
Questa cosa mi ha tolto l’appetito, oppure: Quando ci penso, mi vien la nausea, o anche: Mi sento male appena lo vedo. La nausea segnala il rifiuto di qualcosa che non vogliamo e che quindi ci sta sullo stomaco.
Anche un modo disordinato di mangiare può portare alla nausea. Questo non vale soltanto sul piano fisico – anche nella coscienza si possono immagazzinare contemporaneamente molte cose che disturbano, e che di conseguenza non sono digeribili.
Risultati immagini per nausea vomito
La nausea arriva al culmine quando si vomita quello che si è mangiato. Ci si libera delle cose e delle impressioni che non si vuole avere, integrare, far proprie.
Il vomito è l’espressione massiccia del rifiuto e della ripulsa.
Vomitare significa ” non accettare “. Questo rapporto è evidente anche nel ben noto vomito delle gravide, che mostra il rifiuto inconscio del bambino o più esattamente del seme maschile che in realtà non si voleva ” far proprio “.
Estendendo questo concetto, il vomito della donna gravida può anche esprimere il rifiuto del proprio ruolo femminile e materno; non tutte le maternità infatti manifestano gli stessi disagi, o non li manifestano affatto.
(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)