L'universo non perdona perché non incolpa

Anche il desiderio di migliorarlo fa parte di questo universo perfetto. Come avrebbero potuto gli altri trattarci diversamente? Invece di provare rancore, indipendentemente da quanto il loro comportamento ci sia parso orribile, dobbiamo imparare a vedere la situazione da un’altra prospettiva. Gli altri hanno fatto ciò che sapevano fare, date le condizioni della loro vita.

L’Arte di Vivere
La vita è una serie di eventi che abbiamo creato e ci siamo portati dietro. Anche l’universo è una serie di eventi, che accadono indipendentemente da ciò che noi pensiamo. L’universo esiste, ed è perfetto: le stelle sono tutte al loro posto; ogni fiocco di neve che arriva a terra cade esattamente dove deve;
la temperatura è ogni giorno quella che deve essere, in realtà persino l’assegnarle un certo numero sul termometro è una sorta di giudizio arbitrario; le tempeste, le alluvioni, le siccità, la posizione dei fiumi e delle montagne, l’orbita dei pianeti, tutto è e basta. L’universo ci si offre in tutta la sua perfezione. Non vi è nulla da perdonare, perché non vi è nulla da giudicare o a cui dare la colpa.

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Quando sappiamo che siamo noi a creare tutto ciò di cui abbiamo bisogno nella vita, allora ci rendiamo conto di essere noi a creare l’odio e il rancore che proviamo verso gli altri. Abbiamo persino creato gli altri per avere qualcuno da incolpare.
Alla radice del bisogno di perdonare vi è un macroscopico fraintendimento. Credere che gli altri non avrebbero dovuto trattarci come hanno fatto è ovviamente un’assurdità lampante. L’universo va sempre come deve andare, come ogni cosa che ne fa parte, anche ciò che abbiamo giudicato sbagliato, inopportuno, crudele e doloroso per noi e gli altri.
Anche il desiderio di migliorarlo fa parte di questo universo perfetto. Come avrebbero potuto gli altri trattarci diversamente? Invece di provare rancore, indipendentemente da quanto il loro comportamento ci sia parso orribile, dobbiamo imparare a vedere la situazione da un’altra prospettiva. Gli altri hanno fatto ciò che sapevano fare, date le condizioni della loro vita.
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Il resto ce l’abbiamo messo noi. E cosa nostra; se si tratta di odio o giudizi, significa che sono questi gli atteggiamenti che abbiamo scelto di adottare e saranno questi che trasmetteremo agli altri.
Consegni letteralmente il controllo della tua vita nelle mani di chi ritieni ti abbia fatto torto. Imparare a perdonare vuol dire imparare a correggere le impressioni errate che hai creato con il pensiero. Una volta che i pensieri si siano chiariti, ti assumerai la completa responsabilità di te stesso, anche del modo in cui vieni trattato, e arriverai a uno stadio in cui non dovrai neppure esercitarti a perdonare.
Avrai corretto tutte le impressioni errate e eliminato le tre fonti di disagio psicologico che sono all’origine del bisogno di perdonare.
Comprendere queste « distorsioni mentali» ti porterà a praticare il perdono e infine addirittura a liberarti dal bisogno di perdonare.
(Wayne W.)

Perdono

Quell’azione fu il catalizzatore che mi spinse ad abbracciare una nuova vita di abbondanza e amore: fu il gesto più liberatorio e positivo che abbia mai compiuto

Per perdonare … devi avere dato la colpa a qualcuno.

Fino a quando non mettiamo in pratica nella vita di tutti i giorni il principio universale del perdono ci sarà virtualmente impossibile vivere una vita illuminata. Dedico un capitolo all’argomento perché so che l’incapacità di perdonare è all’origine dell’infelicità di moltissime persone.
Nel corso degli anni, lavorando con migliaia di individui, sono giunto alla conclusione che non perdonare equivale a rimanere imprigionati in una vita non illuminata. Dobbiamo dunque imparare a mettere in pratica il perdono, che non è certo meno importante degli altri principi che ho passato in rassegna.
Non possiamo risvegliarci e vivere una vita veramente illuminata fino a quando crediamo di essere limitati alla forma. Come abbiamo visto illuminazione e abbondanza vanno di pari passo. Per avere una vita risvegliata, dobbiamo trascendere il corpo, imparare a essere distaccati, e sintonizzarci meglio sulla sincronicità dell’universo.
Ma se non abbiamo imparato a perdonare, possiamo aver appreso tutti gli altri principi e rimanere lo stesso prigionieri. Perdonare sinceramente significa comprendere e applicare tutto ciò che hai letto in questo libro. Il perdono è il test definitivo, che rivela chi vuole e può vivere veramente una vita illuminata.
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Nell’introduzione ho raccontato la storia della visita alla tomba di mio padre, avvenuta nel 1974. Il tema di quell’episodio, il perdono. Quell’azione fu il catalizzatore che mi spinse ad abbracciare una nuova vita di abbondanza e amore:
fu il gesto più liberatorio e positivo che abbia mai compiuto. Una volta liberati dell’odio e del rancore che avevo accumulato dentro di me per un uomo che neppure conoscevo, ritrovai lo spazio interiore per essere ricettivo nei confronti di un modo di vivere e di concepire il mondo totalmente nuovi. Questa nuova visione, scevra di odio e di giudizi, divenne il punto di svolta della mia vita.
Se vuoi prendere la strada della coscienza superiore, devi esaminare molto attentamente la tua disponibilità a perdonare. La maggior parte di noi ne è poco capace. Tendiamo a rimanere attaccati all’odio e all’abitudine di giudicare. Siamo molto bravi a incolpare gli altri per le deficienze della nostra vita.
Il perdono, e intendo il perdono vero, totale, comporta una trasformazione radicale. Ci risiamo, anche qui ritroviamo la sostanza dell’universo, la materia prima dell’esistenza: il pensiero! Non perdonare significa non comprendere come funziona l’universo e come tu ne faccia parte.
(Wayne W.)

Perdonare te stesso

Ti stai trattando nel modo in cui vuoi veramente essere trattato, come l’essere divino che sei. In ogni momento sei animato dall’intelligenza che sostiene ogni forma.

Perdonare te stesso: e perché no?

Vivendo secondo i principi discussi in questi TESTI di Wayne W, che pubblico quotidianamente ti troverai a trattarti con più dolcezza.

Questo è un atto di auto-assoluzione, il segno che stai rinascendo alla vita. Nel mio ufficio ho un magnifico cuscino con un ricamo che dice: «Posso, mi do il permesso». L’ha cucito mia cognata molti anni fa. E un modo per ricordarmi che posso vivere come preferisco, fare errori, imparare da questi e così via.

Molte persone vivono pensando di non avere scelta. Adulti moralisti sono riusciti a convincerli che esistono regole immutabili che governano ciò che si può e non si può dire, che ordinano che non si può mai arrivare in ritardo, bere, fumare o godere della vita, che impongono di odiare i nemici che si sono avuti in sorte, di ignorare tutte le religioni eccetto quella della propria famiglia di origine, di disprezzare chi è diverso da noi, di non divorziare mai, e così via.

A un certo punto della tua vita hai adottato queste regole facendone un codice di condotta permanente. Tuttavia hai anche scoperto che è impossibile osservarle in ogni circostanza. Di conseguenza hai provato un forte senso di colpa per non essere stato all’altezza del codice moralista di condotta che ti è stato imposto.

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Questo senso di colpa è un ostacolo che inibisce il risveglio spirituale, e l’unico modo per sfuggirvi è di perdonarti per tutto quello che hai fatto. Di nuovo si ripresenta l’assurdità del bisogno di perdonare. In realtà non hai nulla di cui perdonarti, eppure se non lo fai, continui a rimanere imprigionato nel senso di colpa. Più apprendi le lezioni della coscienza superiore e vivi in questa prospettiva, meno tenderai a pensare di avere bisogno di perdonare te stesso.

Esamina ogni tua convinzione con il criterio dell’utilità che può avere per farti vivere una vita di armonia e di impegno. Se ti comporti in modo da violare alcune di quelle supposte regole assolute, non hai fatto nulla di sbagliato! Hai semplicemente fatto qualcosa. Ed è ormai fatta.

Se sei angustiato dal rimorso e dal senso di colpa, allora il giudicare quell’azione sbagliata può sembrare utile per evitare il suo ripetersi. Ma lo è veramente? Probabilmente no. Invece impara da ciò che hai fatto, decidendo se è qualcosa che, sulla base dei tuoi valori, vuoi ripetere o meno, poi supera il problema. Ci vuole uno sforzo per analizzarti e capire si ti muovi ancora sulla base di regole decise da altri.

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Tuttavia è uno sforzo che vale la pena, se non ti stai assumendo la responsabilità delle tue decisioni. Puoi, ne hai il permesso. Non hai bisogno di farti perdonare da nessuno, eccetto che da te stesso, e persino questo non è necessario una volta che ti sia impadronito dell’arte dell’autoassoluzione. Quando ti sarai liberato della tendenza a giudicare gli altri, ti sarai anche perdonato e avrai imboccato la strada dell’illuminazione.

Liberarsi della tendenza a giudicare gli altri significa in realtà liberarsi della tendenza a giudicare se stessi. Il bisogno di classificare gli altri in categorie definisce te, non loro. Quando smetti di farlo, hai perdonato tutti i lati di te stesso che vedi negli altri. Più a tuo agio ti senti con il comportamento degli altri, anche se personalmente non agiresti nello stesso modo, più a tuo agio sei con te stesso. Più continui a rispondere alla condotta degli altri con reazioni intellettuali violente, più devi impegnarti per autoassolverti.

Dì: «Posso. Mi dò il permesso». Non perché te lo suggerisco io, o perché non sei più sotto la tutela dei genitori, o perché qualche rappresentante dell’autorità te ne ha dato il permesso, ma semplicemente perché ami te stesso. Nessun senso di colpa, rancore o autoflagellazione per quelli che consideri errori. Basta comprendere che nella vita non si fallisce, si producono solo risultati e si ha il diritto di imparare e di crescere sulla base dei risultati prodotti.

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La parola «fallimento» implica chiaramente un giudizio, e in qualsiasi contesto ti attribuisca la qualificazione di fallito, ti stai giudicando invece di accettarti. L’accettazione diventerà amore di sé; quando ne sarai pieno, sarà questo amore che trasmetterai agli altri.

Di conseguenza l’essere disposto a perdonarti è un passo necessario per essere in armonia con tutti i principi universali. Ti dà il permesso di essere qualsiasi cosa tu scelga. E ti dà il diritto all’autodeterminazione. Tutto ciò che hai fatto è ora passato, indipendentemente da come lo giudichi: lo è e basta. Anche tu cerca di essere e basta. Il passato è compiuto e tutto ciò che hai fatto ha contribuito a renderti come sei in questo momento. Ogni cosa, senza eccezioni, è stata necessaria perché fossi qui in questo momento, a leggere queste parole nel luogo esatto in cui ti trovi attualmente.

Avevi bisogno di ogni azione compiuta e ora, per imparare veramente la lezione del perdono, devi solo permettere l’ingresso a questo pensiero e con amore perdonarti. Apprendi la lezione e sii in armonia con te stesso e con chiunque incontri. Più ti sentirai in pace e sarai disposto a essere buono con te stesso, anche quando sbagli, più perdonare diventerà un modo di vita. In altri termini, l’accettazione, che è l’assenza del bisogno di perdonare, diventerà sempre più un abito di vita.

Vedrai moltissimi violare i tuoi valori e le tue convinzioni.

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Rifiutati di giudicarli. Aiutali quando te lo chiedono e sappi che nel percorso di risveglio su cui sei incamminato, puoi scegliere di non farti influenzare dalla loro condotta. Quanto più sai di pensare e agire in armonia con ciò che l’universo può essere, tanto meno tendi a giudicare gli altri; cessi anche di giudicare te stesso, ed è questo l’aspetto meraviglioso di tale processo.

Ti stai trattando nel modo in cui vuoi veramente essere trattato, come l’essere divino che sei. In ogni momento sei animato dall’intelligenza che sostiene ogni forma. Sei abbastanza importante da saperlo, e abbastanza divino da voler trasmettere tale consapevolezza agli altri.

(Wayne W. Modificato)