Aglio

Aglio si usa come profilassi e cura delle malattie infettive, diarree, bronchiti, TBC, asma ed enfisema, pertosse, astenie generali, digestione difficile, affaticamento cardiaco, disturbi circolatori, problemi ghiandolari, arteriosclerosi, pletora, ipercoagulazione del sangue, reumatismi e artrite, litiasi urinaria, pressione arteriosa

Aglio (Allium sativum)
Parti usate: bulbo Contiene le vitamine A, B, C, E.
Modo d’uso: deve essere tritato, schiacciato e sbriciolato. Per preparare l’infuso tritare 5-6 spicchi, schiacciare con un coltello, lasciare in un bicchiere d’acqua fredda per tutta la notte. Al mattino filtrare e bere. In questo modo risulta facilmente digeribile anche con problemi gastrici. In commercio esiste anche in compresse e tinture madri, olio essenziale.
Per eliminare l’odore sgradevole masticare prezzemolo, finocchio, fieno greco, chicco di caffè.
Si sconsiglia l’uso con l’allattamento, perché passa nel latte materno causando le coliche infantili. Altrettanto si sconsiglia con turbe di coagulazione ematiche.
Per consumare l’aglio i vecchi usavano questo modo: tritare la sera due spicchi d’aglio e poco prezzemolo, aggiungere poche gocce d’olio d’oliva, al mattino con la colazione spalmavano il tutto su una fetta di pane.
Contro i vermi schiacciavano 3-4 spicchi d’aglio per una tazza di latte bollente. Lasciare a macero, coperto, tutta la notte, bere al mattino a digiuno, per 2-3 settimane, non consumare nessun alimento fino a mezzogiorno. Con questa cura è possibile eliminare anche la tenia più resistente.
Contro la sordità d’origine reumatica e otalgie (male all’orecchio) tritare uno spicchio d’aglio e metterlo in una garza abbastanza grande da poter essere ritirata al mattino e introdurla nell’orecchio. Contro duroni, calli, pestare uno spicchio caldo ed applicare sulla parte come il cataplasma, fasciare stretto. La pelle deve essere sana. Ripetere per alcune sere. Entro 15 giorni il callo o il durone si squamerà.
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Per punture di vespe, estrarre il pungiglione e strofinare con uno spicchio d’aglio. Due o tre spicchi d’aglio tritati possono sostituire la farina di senape per il cataplasma nel trattamento dei reumatismi.
Aglio si usa come profilassi e cura delle malattie infettive, diarree, bronchiti, TBC, asma ed enfisema, pertosse, astenie generali, digestione difficile, affaticamento cardiaco, disturbi circolatori, problemi ghiandolari, arteriosclerosi, pletora, ipercoagulazione del sangue, reumatismi e artrite, litiasi urinaria, prevenzione del cancro intestinale (antiputrido), colesterolo alto, per abbassare la pressione arteriosa, immunostimolante, epatoprotettivo, antitumorale, antiossidante.
L’aglio si trova sul mercato sotto diverse forme: olio d’aglio, che contengono una gran quantità d’olio, poco OE d’aglio e nessun principio attivo d’aglio solubile nell’acqua, come Microdose di O. E. (spettacolo)
Polvere d’aglio: non garantisce efficacia e riproducibilità terapeutica, mentre mantiene gli inconvenienti della flatulenza e dell’irritazione. Macerati oleosi d’aglio: commercializzati in capsule di gelatina molle: uno è fatto semplicemente disperdendo in olio vegetale la polvere d’aglio, e ha gli stessi limiti delle polveri predette.
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L’altro si ottiene macinando i bulbi d’aglio in olio vegetale, per cui sono estratti solo gli elementi liposolubili (vari sulfuri), perdendo i composti idrosolubili che sono d’effettivo interesse terapeutico. Entrambi i preparati hanno inoltre l’inconveniente di aver come maggior componente un olio, il che ne sconsiglia ulteriormente l’uso come integratore da assumere ogni giorno e per lunghi periodi.
L’attività ipolipemizzante in grado di ridurre e normalizzare i grassi nel sangue ed antiaterogena svolge una azione positiva prevenendo o riducendo la chiusura e l’indurimento delle arterie d’aglio è confermata scientificamente.
Previene le malattie aterosclerotiche (Agarwal KC. Department of Molecular Pharmacology and Biotechnology, Brown University Shool of Medicine, Providence Rhode Island 02912, USA, Therapeutic action of garlic costituents. Med. Res Rev 1996;16;111-24)
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La somministrazione di uno spicchio d’aglio al giorno per 26 settimane nei volontari sani sembra infatti ridurre i valori di colesterolo di circa 20%, negli stessi soggetti è stata osservata anche una riduzione di oltre l’80% delle concentrazioni plasmatiche di trombossano B2 (TxB2), uno dei principali responsabili dell’aggregazione piastrinica e della formazione d’occlusioni vascolari trombotiche. ( Ali M., Thomson M., Department of Biochemistry, Faculty of Science, Kuwait University, Safat, Kuwait. Consumption of a garlic clove a day could be beneficial in preventing thrombosis. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids 1995;53;211-2).
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L’attività antiaggregante piastrinica ed antitrombotica è stata dimostrata in vitro ed in vivo (Department of Clinical Hemostasiology and Transfusion Medicine, University of the Saarland, Homburg, Effect of garlic on trombocyte aggregation, microcirculation and other risk factors. Int J Clin Pharmacol Ther Toxicol 1991;29;151-5).
In commercio di trova L’estratto d’aglio invecchiato, estratto ottenuto da bulbi d’aglio coltivati biologicamente e sottoposti ad un processo giapponese d’invecchiamento naturale (brevettato), che trasforma le componenti cole allucina, la S-metil-cisteina, gli allil-solfuri in componenti non irritanti, privi d’odore, stabili, biodisponibili e attivi.
L’estratto d’aglio invecchiato è stato oggetto di molti studi clinici e chimici, farmacologici, sia nel vitro, ex vivo ed in vivo (animali e uomini), L’estratto d’aglio invecchiato e i suoi costituenti inibiscono la sintesi degli acidi grassi, del colesterolo, riducendo il colesterolo totale, il colesterolo LDL e i trigliceridi in soggetti iperlipidemici senza alterare il colesterolo HDL. L’estratto d’aglio invecchiato inibisce l’aggregazione piastrinica e promuove la circolazione periferica.
L’estratto d’aglio invecchiato e i suoi elementi proteggono il fegato da avvelenamento da solventi clorurati e da metalli pesanti, favorisce l’aumento del glutatione e potenzia l’attività degli enzimi glutatione-dipendenti.
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La SAC, principale elemento attivo dell’Estratto d’aglio invecchiato, previene la formazione e la bioattivazione di potenti cancerogeni epatici. L’estratto d’aglio invecchiato aumenta l’attività delle cellule natural killer (NK), stimola la fagocitosi da parte dei macrofagi, aumenta la citotossicità dei linfociti circolanti nei confronti delle cellule tumorali, minimizza l’immunosoppressione indotta da radiazioni UVB, la crescita di Candida albicans, cattura i radicali liberi, ne sono effetti protettivi nei confronti dei danni da radiazioni oppure ritardo/prevenzione di disturbi cronici degenerativi, protegge le membrane microsomiali epatiche, nonché le cellule epiteliali vascolari dai danni ossidativi.
Ciò è particolarmente importante, in quanto le cellule endoteliali del sistema vascolare sono particolarmente sensibili all’attacco dei radicali liberi e una tale aggressione può contribuire allo sviluppo e/o alla progressione di malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi.
L’estratto d’aglio invecchiato e i suoi componenti sono in grado di inibire la crescita di tumori del seno, del colon, della pelle, dell’esofago e dello stomaco, dei polmoni e della prostata, dimostrando scientificamente nei centri clinici di ricerca in USA.
Il potenziale antitumorale dell’Estratto d’aglio invecchiato e dei suoi componenti è dovuto alla loro azione di ridurre la capacità degli agenti cancerogeni, di favorire l’eliminazione, di potenziare l’attività degli enzimi che detossificano i cancerogeni, di proteggere il DNA e di sopprimere la crescita di cellule tumorali attraverso la stimolazione di cellule immunocompetenti.
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L’Estratto d’aglio invecchiato può migliorare la performance cognitiva e favorire i processi di memorizzazione. L’AGE inibisce considerevolmente il rilascio d’istamina, potente mediatore del sintomo allergico. Al contrario dell’aglio grezzo, che causa anemia, ulcera sanguinante, riduzione dei globuli rossi, l’Estratto d’aglio invecchiato è praticamente senza tossicità, come risulta da studi clinici condotti su più di mille soggetti.
Questo è dovuto al processo d’invecchiamento, che trasforma i componenti dell’aglio fresco in derivati privi di tossicità, anche se assunti a grandi dosi e per lunghi periodi. Non sono noti studi clinici controllati in donne in gravidanza e durante l’allattamento. La prudenza consiglia pertanto di utilizzare il prodotto in queste condizioni solo in casi d’effettiva necessità e di consultare prima il medico di fiducia.
(Adverse Effects of Herbal Drugs- De Smet PAGM, Keller K., Haensel R., Chandeòr RF (eds), Springer Verlag, Berlin 1992, pag. 774-75).
In soggetti sensibili, i preparati a base d’aglio possono provocare disturbi gastrointestinali.
Attenzione: l’aglio non deve essere assunto contemporaneamente con Walfarin (farmaco anticoagulante) o altri anticoagulanti, Potrebbe causare delle emorragie.
 

Issopo

Gli si attribuiscono proprietà antiartritiche, antiasmatiche, antireumatiche, antispasmodiche bronchiali, stimolanti dell’appetito e del sistema nervoso.

Issopo (Hyssopus officinalis)

Parti utilizzate: foglie e fiori

Le sommità fiorite dell’Issopo contengono un gradevolissimo olio essenziale che è responsabile della maggior parte delle proprietà di questa pianticella.

É un liquido leggermente denso, incolore o giallastro – verdognolo, poco solubile in alcool dall’odore gradevolmente aromatico e dal sapore un po’ amaro. Gli si attribuiscono proprietà antiartritiche, antiasmatiche, antireumatiche, antispasmodiche bronchiali, stimolanti dell’appetito e del sistema nervoso.

Per via esterna: l’essenza di Issopo è efficace sulle contusioni e su lesioni quali ferite e ulcerazioni. Ha un notevole potere espettorante e bechico.

Modo d’uso: per un infuso usare 2 cucchiai da tè d’erba secca per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposare per 10 minuti, filtrare. Dose: 3 tazze al giorno. Disponibile anche come estratto biochelato, si prende a gocce 8-15, due/tre volte al giorno.

Per preparare la compressa: si prendono 30g. di erba secca per mezzo litro di acqua bollente, si lascia a riposo per 15 minuti. Immergere una garza spessa o pezzo di telo pulito ed applicare all’herpes genitale o labiale.

In commercio si trova per uso interno sotto forma di TM oppure come OE (2-4 gocce su una zolletta di zucchero o pastiglia per oli essenziali http://www.aroma-zone.com/info/fiche-technique/pastilles-neutres-aroma-zone 3 volte al gg) oppure come essenza spagyrica o MicroDose (metodo Dott. Martinez Bravo).

Si sconsiglia l’utilizzo: della pianta durante la gravidanza, al momento dell’acquisto sincerarsi che si tratti veramente di Hyssopus officinalis, in quanto esistono molte piante comunemente chiamate issopo.

OE dovrebbe essere: usato sotto controllo medico, perché può indurre le crisi epilettiche. L’erba si è dimostrata efficace per: sciogliere il muco e facilitare l’espulsione, per tosse e irritazioni respiratorie, asma, dispnea, bronchite cronica, TBC (neutralizza il bacillo di Koch), reumatismi, ipotensione, litiasi urinaria, atonie digestive, leucorrea, certi tipi di tumori.

antisettico: regolatore della sudorazione, nelle febbri eruttive, contro la leucorrea,

uso esterno: cicatrizzante, per ecchimosi, sifilide,

eczemi: un contagocce dell’essenza spagyrica pieno per ogni cucchiaio d’acqua, sbattere forte prima dell’uso, per lavaggi e impacchi.. Rispettare i dosaggi indicati.

Proprietà:

  • espettorante, espettorante , fluidificante delle secrezioni

  • anti-asmatica, in caso di Asma non Allergica

  • anticatarrale notevole,

  • bronchiolite del poppan­te

  • antivirale potente

  • diaforetica, sedativa,carminativa, tonico e stimolante, simpatico/tonico (azione a livello del sistema nervoso simpatico)

Indicazioni :

  • Bronchite acute,

  • croniche ed asmatiforme, rinofaringite, sinusite,

  • bronchiolite del lattante

  • Catarro nasale cronico,

  • Asme bronchiale con secrezioni ed infiammatorie, all’infuori dell’asma allergica pura

  • Depressioni nervose ed angosce.

Sinergismi frequenti:

Marrubio nel catarro bronchiale. Calendula fiori nella febbre infantile.

Avvertenze e controindicazioni:

Come per tutte le piante fortemente balsamiche l’uso dell’Issopo è controindicato nella fase acuta del processo infiammatorio dell’apparato respiratorio, altrimenti non ci sono controindicazioni.

È inoltre controindicato nella gravidanza e nei soggetti nervosi e sensibili.

Consigli:

Consiglio la somministrazione per via cutanea e rettale. L’uso migliore è tramite supposta, dove l’issopo è associato, con effetti straordinari, all’enula odorosa e all’eucalipto radiata.

DA NON CONFONDERE CON L’ ISSOPO OFFICINALIS VAR. OFFICINALIS,

neurotossico ed abortito contrariamente a questa varietà privata di questa tossicità.

BroncoVin

https://www.rimedifitoterapici.it/?s=broncoVin

TossVin

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/tossvin/

ERBE OFFICINALI : http://www.erbeofficinali.org/ http://www.erbeofficinali.it/index.cfm

RAINTREE: http://www.rain-tree.com/index.html

RICERCA DI TERZE PARTI DISPONIBILE E REPERIBILE IN PUBMED http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed

Frassino

Proprietà: diuretico, antigottoso, antireumatico, purgativo.

Frassino (Fraxinus excelsior)

Parti utilizzate: foglie, semi, corteccia

Le foglie di frassino sono ricche di ferro e rame, hanno proprietà diuretiche, antipiretiche e possono essere impiegate contro i reumatismi grazie all’alta quantità di acido salicilico.

In Francia le foglie vengono utilizzate soprattutto contro i disturbi reumatici.

I componenti principali: inositolo. destrosio, gomma, acido malico, tannini, olio essenziale con terpeni, chinone, cumarine, flavonoidi e acido ursolico.

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Modo d’uso: varie specie di frassino trasudano una linfa, chiamata manna, usata come lassativo pediatrico.

Uso interno: una manciata di foglie per un litro d’acqua.  Bollire e lasciare in infusione per 10 minuti.

Decotto di corteccia: una manciata per un litro d’acqua.  Bollire per 5 minuti. Lasciare raffreddare e filtrare.  Una tazza prima dei due pasti principali come stomachico.

Frassino si trova anche come gemmoderivato, in prescrizione 1DH 30 gocce 2-3 volte al giorno per 5-6 settimane, associato al ribes nigrum.

Uso esterno: una manciata di foglie per un litro d’acqua, bollire per 15 minuti.

Si applica come compresse per dolori reumatici e gotta. L’azione antinfiammatoria e analgesica del frassino è clinicamente confermata e ben tollerata a livello gastrico.

Proprietà: diuretico, antigottoso, antireumatico, purgativo.

Gemmoderivato 1DH 30 gocce 2-3 volte al giorno per 5-6 settimane (dopo controllare il colesterolo e uricemia) per iperuricemia, gotta, ipercolesterolemia, cellulite.

Rimendi

Fitobasto Fraxinus Excelsior

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Fotblasto Betula Verrucosa Linfa

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Fitoblasto Betula Pubescens

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Eucalipto

Si sconsiglia l’uso sotto gli attacchi asmatici ed enfisema.

Eucalipto (Eucalyptus globulus)

Parti utilizzate: olio essenziale di foglie.

L’OE d’eucalipto fa parte di numerosi farmaci e prodotti dolciari (caramelle).

La foglia di Eucalipto contiene in grande quantità oli essenziali, con efficaci proprietà antisettiche verificate sperimentalmente su Staphylococcus, Pseudomories al., Bacillus subtilis, Enterococcus subtilis ed Escherichia Coli.

Le foglie essiccate contengono dall’1 all’8% di oli essenziali, il cui maggiore costituente è il Cineolo (o Eucalipto), ma sono presenti anche tannini, terpineni e flavonoidi (rutina, quercetina, iperoside).

Questi oli vengono eliminati tramite i polmoni ed agiscono in modo ideale sulle vie respiratorie. L’Eucalipto è anche ipoglicemico e benefico in caso di disturbi reumatici; calma l’asma.

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Modalità d’uso: infuso di 1-2 cucchiaini da tè di foglie secche sminuzzate per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.

Dose : massimo 2 tazze al giorno.

Si usa in OE per inalazioni (OE lavanda 1g OE pino 2g, OE timo 2g, OE eucalipto 4g, più 150 g d’alcool 90°, 10 gocce per mezzo litro d’acqua bollente per un periodo di 10-15 minuti.) per sinusiti, bronchiti, raffreddori e influenze. (g = goccia) o MicroDose. (meglio di qualsiasi Aerosol) aggiungere per bocca un del di Ribes Nero se presente congestione e Serplus complex a livello intestinare.

Si trova anche negli unguenti e pomate (uso esterno) per portare sollievo nelle malattie dell’apparato respiratorio.

Benefici anche i bagno nell’eucalipto (una manciata in un telo di lino o cotone, immergere per qualche minuto in acqua bollente e quindi versare nell’acqua del bagno.)

Si consiglia l’uso d’OE prevalentemente per uso esterno, non avendo le barriere cellulari, penetra velocemente, senza danneggiare le mucose gastriche e intestinali.

Si sconsiglia l’uso sotto gli attacchi asmatici ed enfisema.

Altre proprietà: febbrifugo, vermifugo. Antisettico, soprattutto delle vie respiratorie e delle vie urinarie:

si usa nella bronchite acuta e cronica, influenza, polmoniti, TBC polmonare, asma, tosse, colibacillosi, malaria, tifo, sangue nelle urine (ematuria), nel morbillo e scarlattina, ottimo nel diabete (ipoglicemizzante) e altre disfunzioni pancreatiche, per reumatismo ed emicranie, vermifugo per ascaridi e ossiuri, astenie ed emicranie, per bambini non per uso perlinguale.

Per uso esterno battericida, parassiticida, cicatrizzante, allontana le zanzare.

BroncoVin

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TossVin

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I disturbi reumatici

Si tratta di persone che hanno praticato sport anche a livello agonistico, che hanno lavorato molto in casa e in giardino, che sono state instancabilmente attive e si sono molto sacrificate per gli altri. Sono quindi persone attive, agili, irrequiete, su cui la poliartrite tende la sua rete di rigidità e durezza finché non sono costrette a stare finalmente in pace.

I disturbi reumatici

Un termine reumatismo è un concetto globale che indica un gruppo di sintomi relativi a dolorose modificazioni dei tessuti, che si manifestano soprattutto nelle articolazioni e nella muscolatura.

Il reuma è sempre unito a un’infiammazione che può essere acuta o cronica. Il reuma porta a gonfiori dei tessuti e della muscolatura, a deformazioni e indurimenti delle articolazioni. Il dolore limita a tal punto la capacità di movimento che si può arrivare anche a forme di invalidità.

I disturbi alle articolazioni e alla muscolatura si manifestano in maniera violenta dopo periodi di stasi e migliorano se il paziente muove le sue articolazioni. L’inattività porta col tempo a un calo della muscolatura e a una deformazione dell’articolazione interessata.

La malattia inizia per lo più con una rigidità mattutina delle articolazioni accompagnata da dolori; le articolazioni sono gonfie e spesso arrossate. In genere le articolazioni sono colpite simmetricamente e i dolori si spostano dalle piccole articolazioni periferiche alle grandi articolazioni. Il decorso della malattia è cronico e gli irrigidimenti si manifestano gradualmente.Risultati immagini per disturbi reumaticiIl quadro patologico prevede un progressivo irrigidimento che arriva fino a forti deformazioni. Per altro chi è colpito da poliartrite si lamenta poco, mostra grande pazienza e una sorprendente indifferenza nei confronti del proprio dolore.

Il decorso della poliartrite ci mostra con particolare evidenza il tema centrale di tutte le malattie dell’apparato locomotore: movimento/sosta, agilità/rigidità. Nell’anamnesi di quasi tutti i malati di reumatismo troviamo un’attività esasperata e una forte mobilità.

Si tratta di persone che hanno praticato sport anche a livello agonistico, che hanno lavorato molto in casa e in giardino, che sono state instancabilmente attive e si sono molto sacrificate per gli altri. Sono quindi persone attive, agili, irrequiete, su cui la poliartrite tende la sua rete di rigidità e durezza finché non sono costrette a stare finalmente in pace.

Si ha l’impressione che troppa attività ed eccessivo movimento siano corretti dall’immobilità.

Questo discorso potrà forse stupire dopo quanto abbiamo detto a proposito della necessità di cambiamento e movimento. Il rapporto diviene chiaro soltanto se ci ricordiamo di nuovo che la malattia corporea rende sinceri.

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Nel caso della poliartrite ciò significherebbe che queste persone in realtà sono statiche. La super attività e l’agilità che ritroviamo quasi sempre prima della malattia si riferiscono soltanto all’elemento corporeo e compensano la rigidità della coscienza.

Già la parola rigido è imparentata col rigore della morte.

Questi concetti si adattano tutti al tipo del paziente di poliartrite, il cui profilo della personalità è ben noto in quanto la psicosomatica già da mezzo secolo ha studiato questo gruppo di pazienti.

Tutti i ricercatori sono d’accordo nel ritenere che ” il carattere del malato di poliartrite presenta un tratto di perfezionismo e superattivismo, una tendenza masochistico – depressiva con forte bisogno di sacrificarsi ed esagerata volontà di aiutare gli altri, unito a un comportamento ipermoralistico e tendenza all’umore depresso ” (la citazione è tratta dal testo del Brautigam).

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Queste caratteristiche mostrano l’autentica rigidità e testardaggine delle persone, mostrano quanta poca flessibilità e agilità esse abbiano in realtà nella propria coscienza. Questa immobilità interiore viene semplicemente ipercompensata dall’attività sportiva e dall’irrequietezza fisica e serve quindi soltanto come meccanismo di rimozione della propria grande fissità.

La grandissima tendenza di questi pazienti a praticare attività sportiva anche a livello agonistico ci porta a un altro tema centrale: l’aggressività.

Il reumatico limita la sua aggressività al piano motorio, ovvero blocca l’energia a livello di muscolatura. La misurazione sperimentale dell’elettricità muscolare dei reumatici ha mostrato chiaramente che stimoli di tutti i tipi portano a un aumento della tensione muscolare, specie di quella delle articolazioni.

Queste misurazioni fanno ipotizzare che il reumatico domini a forza i propri impulsi aggressivi e li trasferisca a livello solo corporeo. L’energia che non viene scaricata resta inutilizzata e legata alla muscolatura delle articolazioni e li si trasforma in infiammazione e dolore.

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Ogni dolore è sempre il risultato di un’azione aggressiva. Se io do libero corso alla mia aggressività e la scarico su un altro, è la mia vittima che sente dolore. Se domino l’impulso aggressivo, questo si ritorce contro di me e sono io che avverto il dolore (autoaggressività). Chi ha dei dolori, dovrebbe sempre chiedersi a chi in realtà essi erano rivolti.

Nell’ambito delle forme reumatiche c’è un sintomo speciale nel quale per l’infiammazione dei tendini dei muscoli dell’avambraccio a livello di gomito la mano si chiude a pugno (epicondilopatia cronica).

Questo ” pugno chiuso ” mostra con estrema evidenza l’aggressività repressa e il desiderio nascosto ” di dare finalmente un pugno sul tavolo “. Una tendenza analoga si rivela nella contrazione di Dupuytren, che non consente più di aprire bene la mano. La mano aperta è però simbolo di disponibilità alla pace.

Quando tendiamo la mano per salutare qualcuno, facciamo un gesto istintivo: gli offriamo la mano vuota e aperta, affinché veda che non si ha in mano arma alcuna e ci si avvicina con intenzioni pacifiche. Lo stesso simbolismo vale quando agitiamo la mano da lontano in segno di saluto: la mano è sempre aperta. Se la mano aperta esprime intenzioni pacifiche e concilianti, il pugno chiuso ha sempre indicato ostilità e aggressività.

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Il reumatico non può sopportare la propria aggressività, altrimenti non la reprimerebbe e bloccherebbe; dato che però l’istinto aggressivo c’è, gli provoca forti sensi di colpa inconsci che portano a grande disponibilità ad aiutare gli altri e a sacrificarsi per loro.

Nasce una strana combinazione di servizio altruistico e tendenza parallela a dominare l’altro, un atteggiamento che si potrebbe definire ” benevola tirannia “. Spesso la malattia si manifesta proprio quando a causa di un mutamento di vita viene sottratta la possibilità di compensare col servizio i sensi di colpa.

Anche la varietà dei sintomi collaterali mostra l’importanza centrale dell’ostilità repressa: si tratta soprattutto di dolori di stomaco e di intestino, sintomi cardiaci, frigidità e disturbi della potenza maschile, paura e depressione. Anche il fatto che la poliartrite si manifesta molto più nelle donne che negli uomini si spiega per il fatto che le donne hanno maggiori difficoltà a vivere consapevolmente i propri impulsi ostili e aggressivi.

La medicina naturale riconduce il reuma a un accumulo di tossine nel tessuto connettivo. Le tossine accumulate simbolizzano dal nostro punto di vista problemi non elaborati, temi non digeriti, che non si è riusciti a risolvere e che si sono invece immagazzinati nell’inconscio. È da questo concetto che prende le mosse il digiuno terapeutico.

Eliminando totalmente il nutrimento, l’organismo è costretto a divorare se stesso e quindi a bruciare e ad elaborare le scorie. Questo processo corrisponde in campo psicologico all’elaborazione e alla presa di coscienza di temi fino a quel momento repressi e rimossi. Il reumatico però non vuole affrontare i suoi problemi. È troppo rigido e statico per farlo – si è irrigidito su certe cose.

Ha troppa paura di sondare onestamente il proprio altruismo, la propria disponibilità, la propria capacità di sacrificio, le proprie norme morali. Così il suo egoismo, la sua immobilità, la sua incapacità ad adattarsi, il suo desiderio di potere e la sua aggressività restano nell’ombra e si somatizzano nel corpo sotto forma di irrigidimento e immobilità, che finiscono per metter fine alla non sincera disponibilità al servizio.

(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

OsseoVin

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InfiaVin

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DMG Gold

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Betulla pianta officinale

Malattia dello scheletro dovuta a una carenza di vitamina D o a un insufficiente apporto alimentare di calcio, o alla combinazione dei due fattori.

Betulla (Betulla alba – betulla verrucosa – betulla pubescens)

Parti usate: linfa, corteccia, foglie, gemme.

Dal legno della betulla si ricava il famoso carbone vegetale, dopo appropriata calcinazione.

La betulla ha proprietà diuretiche, antisettiche, astringenti, febbrifughe, antigottose ed abbassa il colesterolo nel sangue.

Nella pianta sono contenuti diversi principi attivi: flavonoidi in ragione del 2-3%, tra cui quercetina, iperoside, rutina, esperetina, betuletolo; olio essenziale contenente antinfiammatori tra cui il metilsalicilato; tannini.

Le parti usate della pianta sono le foglie e le gemme. Dalla betulla si ricava anche la linfa, conosciuta come “linfa di betulla”.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante negli edemi diffusi, nella gotta, nell’albuminuria, nella predisposizione alla litiasi renale, nella ritenzione idrica, nell’insufficienza renale, nella dermatite e nel reumatismo infiammatorio.

La linfa di betulla su raccoglie in primavera, con luna crescente, praticando dei fiori nel tronco sul lato esposto a sud; ricca di betulina, è dotata di proprietà diuretiche e depurative, atta ad eliminare acidi urici, urea, catabolismi e ridurre il tasso di colesterolemia.

Principi attivo sono le saponine, i flavonoidi, tannini e OE.

Decotto di gemme combatte l’ingorgo dei gangli linfatici, attenersi al dosaggio basso, l’azione troppo forte può causare indolenzimento dei linfonodi e della ghiandola mammaria. Sospendere la cura per qualche giorno, riprendere con infuso di foglie o succo.

Le foglie sono diuretiche, depurative, sudorifere.

La corteccia è depurativa e febbrifuga, digestiva.

La linfa si usa per calcoli urinari, reumatismi, obesità, artritismo, albuminuria, ipertensione arteriosa. Modalità d’uso: in erboristeria si trovano fiale con dose giornaliera di linfa di betulla.

Succo di betulla si trova anche in bottigliette, una volta aperte devono essere conservate nel frigo e consumate entro la settimana.

Lo stesso succo ci trova anche in fiale monodose (Vepro) più comode (lunga scadenza). Abbinare con gli oligoelementi (P+S+F+J) per il trattamento dell’artrosi.

Gemmoderivato: di betulla (betulla pubescens)

ricavato da gemme, amenti, scorza delle radici e giovani radici nel dosaggio di 50 gocce una volta al giorno si consiglia per demineralizzazione, rachitismo.

Malattia dello scheletro dovuta a una carenza di vitamina D o a un insufficiente apporto alimentare di calcio, o alla combinazione dei due fattori. È attualmente una malattia rara. Il deficit di calcio o di vitamina D (la cui funzione è di regolare l’assorbimento intestinale di calcio introdotto con gli alimenti) provoca, per un meccanismo di compenso, la mobilizzazione del calcio contenuto nelle ossa, allo scopo di mantenerne costante la concentrazione nel sangue.

Il rachitismo è una malattia tipica dei bambini (nell’adulto prende il nome di osteomalacia) e colpisce quindi individui nella fase di accrescimento. I principali sintomi riguardano lo scheletro e sono dati da deformità e rammollimento delle ossa, rallentamento della crescita staturale, ritardo nell’eruzione dei denti e nell’inizio della deambulazione.

Spesso si associano debolezza muscolare, convulsioni, depressione delle difese immunitarie, maggiore frequenza delle infezioni broncopolmonari. , iperazotemia Aumento patologico del contenuto di azoto ureico (urea) nel sangue; l’urea rappresenta il maggior prodotto finale del catabolismo delle proteine, escreto con le urine. La produzione di urea dipende dalla dieta e dalla capacità del fegato di sintetizzarla.

Schematicamente, possiamo dunque dire che la sua concentrazione ematica dipende dai seguenti fattori: dieta, funzionalità epatica e funzionalità renale. Una condizione tipica di iperazotemia è rappresentata dall’insufficienza renale., ipercolesterolemia, iperuricemia, stipsi, tromboflebite (in associazione con GM ontano nero).

Gemmoderivato ricavato da Betulla verrucosa dalle gemme e semi.

Si consiglia per stimolare la memoria e concentrazione, albuminuria.

Presenza patologica di albumina nelle urine. È dovuta all’alterata funzione del rene e in particolare della permeabilità dei capillari che formano il glomerulo renale (glomerulopatie): la loro parete non è più in grado di impedire alle proteine del sangue di passare nell’urina.

L’albuminuria può essere dovuta a malattie del rene (albuminuria nefrogena), oppure a insufficienza cardiaca con conseguente rallentamento del circolo sanguigno anche a livello renale (albuminuria cardiaca); inoltre può manifestarsi in caso di disturbi del metabolismo (diabete, uricemia ecc.), nelle malattie croniche del fegato, nell’affaticamento, durante la gravidanza ecc.,

reumatismo dismetabolico, rachitismo, osteocondrite giovanile, mastopatie fibrocistiche (o mastosi cistica, o fibrosi cistica iperplastica), displasiamammaria contrassegnata da fenomeni ipertrofici e iperplastici sia dell’epitelio ghiandolare che del connettivo interstiziale: è legata, almeno in parte, a una predisposizione costituzionale, che determina una anomala risposta del tessuto mammario ai normali stimoli estrogenici.

La mammella o le mammelle colpite appaiono caratterizzate dalla presenza di piccole cisti, in mezzo alle quali si trova tessuto connettivale di aumentato volume e consistenza. Se bilaterale, interessa diffusamente le mammelle; se monolaterale, predilige l’area supero-esterna. nel dosaggio (1DH) 30-40 gocce 2 o 3 volte al giorno ¼ d’ora prima dei pasti.

Gemmoderivato di betulla verrucosa:

ricavato da linfa favorisce l’eliminazione dell’urea, acido urico, colesterolo alto, utile nel trattamento del reumatismo degenerativo cronico, gotta, calcoli urinari (i testi riferiscono che la linfa di betulla ha la proprietà di: rompere i calcoli renali e della vescica, se si continua ad usare nel tempo) nel dosaggio (1DH) 20-30 gocce 2 o tre volte al giorno. Uso locale per afte.

Assumere titolato al 2.22% in flavonoidi totali calcolati come iperoside, metodo di determinazione: spettrofotometrico, corrisponde a 5,5 mg di principi attivi, pari ad una posologia di 22 mg/die di flavonoidi totali.

Per preparare un infuso: un cucchiaio da minestra di foglie per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare.

Dosaggio: 2 tazze al giorno.

Rimedio Fitoterapico

https://www.rimedifitoterapici.it/prodotto/fitoblasto-betula-pupescens/

Betulla è sconsigliata ai soggetti allergici all’aspirina. Betulla fa parte di numerosi prodotti erboristici. (Davidov MI, Goriunov VG, Kubarikov PG. Phytoperfusion of the bladder after adenomectomy. Ufrologija I Nefrologija 1995;5;19-20)

Cavolo (Brassica oleracea)

Su una piaga infetta: o un’ulcera, su eczema umido si consiglia di tagliare le foglie a piccole strisce ed applicarle come delle tegole. In questo modo la sierosità può scorrere facilmente tra le strisce.

Non occorre vergognarsi di trarre dall’uso popolare ciò che può essere utile all’arte del guarire, diceva Ippocrate ai suoi tempi.

Dai tempi si usano gli impacchi di foglie di cavolo per il trattamento delle ferite profonde, della cancrena arteritica, asciti, come anche per uso interno: sia come succo di cavolo fresco sia succo del cavolo fermentato – crauti.

Il potere curativo del cavolo era noto già fin dall’Antichità. Persino Dr. H. Leclerc che anche dopo la sua morte rimane incontrastato maestro in materia, scriveva che l’uso del cavolo, come topico, non è una fantasia.

Lo lodava: Ippocrate, Crisippo, Plinio, Galeno, Catone il Vecchio, nemico feroce dei medicastri. Eppure proprio lui lo usava per ogni malattia, senza distinzione.

La letteratura porta: il succo di cavolo ammorbidisce il ventre e fa andare di corpo, pulisce e guarisce le vecchio ulcerazioni.

Il succo di cavolo mescolato al miele guarisce la raucedine e la tosse.

Le foglie cotte ed applicate sulle ulcerazioni erose le modificano e le guariscono.

Le foglie verdi triturate a lungo e applicate sulle piaghe e necrosi è di aiuto nella guarigione, esplica un’azione benefica sui tremori nervosi delle membra,

le foglie cotte nel vino bianco ed applicate si consigliano contro la gotta. Il cavolo rosso, indicato nella tisi e nelle pleuriti, il succo si somministra nei casi d’asma, il cavolo era il migliore nutrimento sulle navi per sconfiggere lo scorbuto.

Modo di preparazione degli impacchi: si prendono le foglie verdi, carnose, si lavano sotto l’acqua corrente, alcuni consigliano di lasciarle per qualche minuto nell’acqua addizionata con succo di limone.

Quindi si asciugano. Togliere la grossa costa centrale, se devono essere applicate su piaghe o ulcere, si tolgono anche le nervature secondarie. Occorre schiacciarle una ad una con un mattarello o bottiglia, fino a che di

ventano umide del proprio succo, ora sono pronte per l’applicazione:

Contro il raffreddore, catarro laringeo si consiglia: una libbra di succo chiarificato di cavolo rosso, 3 gr di zafferano, mezza libbra di miele e zucchero, bollire fino ad ottenere uno sciroppo. Si prende un cucchiaio da minestra in una tazza da tè come pettorale, 3-4 volte al giorno. Il cavolo è il medico dei poveri, un medico provvidenziale.

Si applicano in due o tre spessori, si ricopre con un tessuto di cotone spesso e si benda. L’applicazione deve essere tenuta diverse ore, anche tutta la notte.

Le foglie si possono scaldare anche su un coperchio della pentola oppure immergendole per due secondi nell’acqua bollente.

In caso d’ulcerazioni: dai bordi edematizzati, sclerotizzati, screpolati, è opportuno lasciare macerare le foglie di cavolo da mezz’ora ad un’ora in bagno d’olio d’oliva. Oltre al suo potere ammorbidente l’olio d’oliva possiede virtù considerevoli e ben note, antisettiche e cicatrizzanti, dovute ai suoi componenti.

Su una piaga infetta: o un’ulcera, su eczema umido si consiglia di tagliare le foglie a piccole strisce ed applicarle come delle tegole. In questo modo la sierosità può scorrere facilmente tra le strisce. Dopo aver tolto l’impacco spesso le foglie sono disseccate oppure sembrano umide, coperte di sierosità o sanguinolente, odoranti sgradevolmente, spesso con un odore nauseabondo.

Con le lombaggine:, nevralgie reumatiche le foglie portano un rapido sollievo. In questo caso le foglie si possono cuocere al vapore per 20 minuti, 3-4 foglie e due cipolle, tutto tritato, uniti con una manciata di crusca e poca acqua. Appena raffreddato a temperatura sopportabile, si stende su una garza e si applica caldo. Si copre con un telo di lino e dopo con un telo di lana e si fascia stretto. Si tiene 2-3 ore, anche tutta la notte.

Si consiglia di non applicare fasciature calde sull’addome.

Per uso interno, come succo, si usa per affezioni respiratorie, gastriche, colite ulcerosa, debolezza generale, anemia, scorbuto, anemia, per le cure dell’alcolismo, ulcera peptica, colite ulcerosa, equilibrio nervoso, metabolismi dei glucidi.