L'intestino tenue

È importante sapere che l’intestino tenue non è semplicemente un «filtro» che lascia passare o meno gli alimenti.

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Nell’uomo l’intestino tenue misura sei metri di lunghezza. Questo gli permette di offrire una grande superficie, aumentata da innumerevoli piccole sporgenze interne.
Tale superficie consente il metabolismo digestivo finale che compie l’ultima trasformazione degli elementi nutritivi prima che vengano introdotti nel sangue.

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Lo smistamento si attua tra l’assimilabile e il non assimilabile, che proseguirà nell’intestino crasso. Tutto ciò che è considerato assimilabile, che passa dalla «dogana», che viene «giudicato» buono, entra nel sangue e nel sistema linfatico.
È importante sapere che l’intestino tenue non è semplicemente un «filtro» che lascia passare o meno gli alimenti.
Interviene attivamente nella digestione secernendo gli enzimi necessari e svolge un ruolo importante nel «trasporto» di alcuni zuccheri e amminoacidi. È quindi il tramite attraverso il quale si attua la selezione finale tra gli elementi che veicola.
Le malattie dell’intestino tenue
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Le malattie dell’intestino tenue, diarrea, ulcera e così via, ci parlano delle nostre difficoltà ad assimilare le esperienze, a lasciarle penetrare in noi senza giudicarle. Nel suo ruolo di doganiere, l’intestino tenue lascia passare una data informazione e ne respinge un’altra. È il rappresentante fisico della soggettività.
I dolori o le malattie dell’intestino tenue possono anche indicare che abbiamo sviluppato troppo la tendenza a giudicare gli eventi e gli altri, a ragionare in maniera eccessiva in termini di bene o di male, di torto o di ragione.
L’esempio astrologico è ben espresso dal segno della Vergine, che è strutturato intorno alla nozione dei valori, della loro precisione e del loro rispetto, e la cui fragilità organica è principalmente intestinale.
(Michel Odoul)