Artiglio del Diavolo

L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.

Arpagofito, (Harpagophytum procumbens)
Gli indigeni del Sudafrica conoscono la pianta da lungo tempo
utilizzandola contro malattie reumatiche ed in caso di disturbi gastro-intestinali; volgarmente chiamata Artiglio del diavolo per la sua forma.

Le principali sostanze contenute sono: arpagide, arpagoside, procumbide, una miscela di fitosterina, triterpene, flavonoidi, acidi grassi insaturi, acido di cannella ed acido clorogenico.
Si sono ottenuti grandi successi con l’arpagofito che è in grado di sciogliere le congestioni epatiche, di stimolare la cistifellea ed il pancreas.
L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.
Ha proprietà antireumatiche (combatte la formazione di acido urico) e depurative del sangue. Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’acne e la foruncolosi.
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Parti usate : radice secondaria, ricco di glicosidi iridoidi, stachiosio, fitosteroli, flavonoidi, arpagochinone.
Generalmente si usa in pastiglie e opercoli, spesso associato al salice (aspirina naturale) e spirea.
Si consiglia l’uso di compresse gastroresistenti per un miglior assorbimento, con una posologia di 16 mg/die d’arpagoside). In dosi elevate può causare problemi gastrici, stimolando la secrezione dell’acido cloridrico- peptico.
Da non assumere in associazione con i cortisonici, con ulcera gastrica e in gravidanza. In commercio si trova anche sotto forma di TM ( 20-40 gocce tre volte al giorno in poca acqua).
Per trattamento del reumatismo cronico degenerativo e artrosi (cervicoartrosi, lomboartrosi, coxartrosi, gonartrosi).
Per il trattamento di: reumatismo cronico – artrite reumatoide, osteoartrosi, dolori articolari, stimolatore digestivo, in particolare della cistifellea.
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Studi recenti hanno confermato la sua azione ipotensiva, abbinare ad oligoelementi (Mg+Cu+Zn+Mn). Non sono disponibili i testi per l’uso durante la gravidanza, pertanto si sconsiglia l’uso della droga durante il periodo di gestazione.
(Adverse effects of herbal drugs. De Smet PAGM. Keller K. Haensel R. Chandler RF (eds), Springer-Verlag Berlin, 1992, pag. 98-99) (Biological analysis of Harpagophytum procumbens D.C.
II. Pharmacological analysis of the effects of harpagoside, hapragide and harpagogenine on the isolated guinea-pig ileum.
Journal de Pharmacie de Belgique 1981:26:321-4) (Investigations of Harpagophytum procumbens (Devil’s Claw) in the treatment of experimental inflammation and artriitis in the rat. British journal of Pharmacology 1979; 66:140-141)
 
 
 
 

Le ernie

Facendo un paragone tra l’ernia e il furto con scasso perpetrato da un criminale che non sempre rimane soddisfatto del lavoro compiuto, potremmo riscontrare interessanti analogie.

Malattia Espressione dell’AnimA
Le ernie si presentano in zone di confine, dove regioni del corpo molto diverse tra loro si urtano. In questi casi può capitare che una parte si spinga all’interno di un’altra, pur non avendone alcun motivo.

Ogni ernia è al tempo stesso un’irruzione e un’intrusione ed evidenzia una situazione di concorrenza tra due settori limitrofi e un atteggiamento di noncuranza nei confronti dei rapporti di confine e di proprietà. Le frontiere naturali e legittime sono ignorate e pericolosamente superate. Lo spazio occupato viene in tal modo ridotto, spinto da parte e privato dei suoi diritti di esistenza.
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La violazione però non porta alcun beneficio al tessuto invasore, non si verifica alcun alleggerimento del suo spazio vitale e al contrario spesso si arriva allo strozzamento dell’angusta porta dell’ernia. Facendo un paragone tra l’ernia e il furto con scasso perpetrato da un criminale che non sempre rimane soddisfatto del lavoro compiuto, potremmo riscontrare interessanti analogie.
Il criminale è spinto allo scasso da un forte impulso a delinquere, oppure da una situazione troppo allettante. Analogamente nel corpo l’infrazione delle regole è prodotta dall’azione combinata della pressione in crescita da un lato e della debolezza dall’altro.
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Più alta è la pressione, più debole è il muro di divisione, più facilmente il confine viene infranto. Chi confida troppo nelle proprie forze in senso metaforico o reale, si procura facilmente un’ernia. Costui ha evidentemente affrontato un tema troppo difficile e non è all’altezza della pressione che ne risulta.
Ogni ernia può presentare delle complicazioni, per esempio l’infiammazione del sacco che la contiene, simbolo del conflitto aggressivo che esplode nella zona violata. In una tale situazione, la guerra è una reazione logica, tesa a richiamare l’attenzione sul punto debole e sull’eccessiva pressione esistente.
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Un’altra complicazione è rappresentata dallo strangolamento della sacca e del contenuto dell’ernia. Rinchiusa in questo carcere, la sacca finisce in una pericolosissima prigionia: il tessuto strozzato può essere soffocato dall’afflusso di sangue. Nella zona intestinale, l’ernia si può trasformare in peritonite e minacciare la vita dell’uomo.
(Dott. Rudiger Dahlke)

Dischi intervertebrali e sciatica

Caricarsi troppo serve soltanto al tentativo di apparire esteriormente grandi e bravi e per compensare con le azioni un senso interiore di inferiorità.
Dietro alle attività frenetiche si cela sempre insicurezza e senso di inferiorità.

A causa della pressione le cartilagini che si trovano tra le vertebre, specialmente nella zona lombare, vengono spostate lateralmente e premono sui nervi, fatto che provoca vari dolori tra cui la sciatica, la lombaggine, ecc. Il problema di questo sintomo è il sovraccarico.

Chi si carica sulle spalle pesi troppo grandi e non se ne rende conto, avverte questa pressione nel corpo sotto forma di dolori ai dischi intervertebrali. Il dolore costringe la persona a stare più tranquilla, perché ogni movimento, ogni attività provoca dolore.

Questa regolamentazione utile e necessaria viene da molti sostituita da tranquillanti, per poter continuare a svolgere la propria abituale attività. Invece bisognerebbe approfittare dell’occasione per meditare una buona volta in pace sul perché ci si è tanto sovraccaricati, al punto che la pressione è diventata troppo grande.

Caricarsi troppo serve soltanto al tentativo di apparire esteriormente grandi e bravi e per compensare con le azioni un senso interiore di inferiorità.

Dietro alle attività frenetiche si cela sempre insicurezza e senso di inferiorità.

La persona che ha veramente trovato se stessa, non corre più: semplicemente è. Ma dietro a tutte le piccole e grandi azioni e prestazioni della storia mondiale stanno sempre uomini spinti a compiere gesta esteriormente grandi dal loro interiore senso di inferiorità.

Attraverso le loro azioni vogliono dimostrare al mondo qualcosa, sebbene in realtà nessuno pretenda o si aspetti niente del genere – escluso l’interessato stesso.

Lui vuole sempre dimostrare qualcosa, ma la domanda è: che cosa? Chi fa molto, dovrebbe chiedersi perché lo fa, in modo da evitare un giorno delusioni troppo grandi. Chi è sincero con se stesso, troverà facilmente la risposta:

fa tutto questo per essere riconosciuto, apprezzato e amato. In effetti la ricerca di amore è l’unica motivazione nota per l’azione, però questo tentativo finisce sempre in maniera insoddisfacente, in quanto la meta non è raggiungibile con questo mezzo.

L’amore infatti non ha scopi, l’amore non ce lo possiamo guadagnare. ” Io ti amo se mi dai 10 milioni “, oppure: ” Io ti amo se diventi il miglior campione di calcio “, sono discorsi e pretese assurdi. Il segreto dell’amore lo troviamo quindi nell’ amore materno.

Dal punto di vista oggettivo, un bambino regala alla mamma soltanto fatiche e scomodità. La mamma però non lo avverte, perché ama il suo bambino. Perché? Per questo non ci sono risposte. Se ce ne fossero, non sarebbe amore. Ognuno ha nostalgia – a livello conscio o inconscio – di un amore puro, senza condizioni, che vale soltanto per me ed è indipendente da ogni altra cosa.

Il senso di inferiorità è quella sensazione per cui si ritiene che la propria persona non possa essere degna di attenzione e di amore come invece sarebbe. Di conseguenza chi soffre di questo complesso comincia a cercare di rendersi piacevole diventando sempre più bravo, intelligente, ricco, famoso, ecc. In questo modo cerca di piacere; tuttavia, se a questo punto qualcuno lo ama gli resta sempre il dubbio di essere amato ” solo ” per la sua bravura, la sua attività, la sua ricchezza o la sua fama.

Ha sbarrato dentro di sé la via del vero amore. Il riconoscimento della propria attività non soddisfa la nostalgia che ha indotto la persona a svolgere quell’attività stessa. Per questo è necessario confrontarsi in tempo coi propri complessi di inferiorità;

chi non vuole vederli e si sovraccarica di compiti e doveri, diventa veramente più piccolo fisicamente. In un certo senso si insacca per lo schiacciamento dei dischi intervertebrali e i dolori gli fanno assumere un portamento curvo. Il corpo mostra sempre la verità.

Il compito dei dischi intervertebrali è quello di rendere possibile il movimento e l’elasticità. Se sopravviene un blocco dei dischi, il nostro portamento diviene rigido e statico e spesso assumiamo posizioni strane. Gli stessi rapporti valgono sul piano psicologico.

Se una persona è ” bloccata “, gli manca ogni apertura e ogni movimento – diviene rigida e fissa nella propria posizione interiore. La chiropratica può far molto a livello di dischi spostati: con una torsione decisa e veloce riassesta la posizione e dà ai dischi la possibilità di ritrovare un contatto naturale (“solve et coagula “).

Anche le anime bloccate possono essere rimesse a posto nel modo migliore allo stesso modo degli arti e della spina dorsale: bisogna distoglierle con un colpo deciso e improvviso dalla loro posizione per dar loro la possibilità di orientarsi nuovamente e di ritrovarsi.

Di questo colpo le persone bloccate hanno la stessa paura che i pazienti hanno dell’intervento chiropratico. In entrambi i casi è la decisione e la forza del colpo che esprime la possibilità di successo.

(Dott. Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

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