La nuca

Tensioni, dolori o blocchi della nuca esprimono la nostra difficoltà o la nostra incapacità a trasportare nel reale voglie, idee, concetti, volontà, eccetera.

La nuca è la parte del corpo situata tra la testa e il resto del corpo ed è il collegamento tra il cervello e i suoi esecutori, che sono le braccia e le gambe. A partire dal plesso cervicale situato alla sua base, tutte le volontà e le decisioni di azione o di relazione saranno inviate nella direzione dell’organo o dell’arto più adatto alla loro realizzazione.
La nuca è pertanto un luogo dove i desideri o le volontà non sono ancora emerse, non hanno ancora cominciato ad apparire e non hanno innescato una parvenza di gesto fisico. Non sono ancora entrati in rapporto con l’esterno. Per questo la nuca rappresenta il punto di passaggio dal concettuale (cervello, idee, concetti, desideri, volontà, volere, eccetera) al reale (azione, realizzazione, relazione, espressione, eccetera).

Le malattie della nuca
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Tensioni, dolori o blocchi della nuca esprimono la nostra difficoltà o la nostra incapacità a trasportare nel reale voglie, idee, concetti, volontà, eccetera. Tuttavia, a differenza della tensione delle spalle che globalmente ha lo stesso significato, con la nuca siamo nello stadio in cui le cose non sono arrivate «alla porta» del passaggio all’atto.
Ciò significa che non possiamo far passare le cose nel reale perché pensiamo di non esserne capaci. L’incapacità è relativa al nostro operato, laddove nel caso del blocco alle spalle si presume che provenga dagli altri, dal mondo esterno. L’irradiazione verso una delle spalle, che può esistere parallelamente, ci fornirà l’indicazione supplementare del simbolismo Yin o Yang, la cui immagine interiore ci fa pensare che non possediamo la capacità necessaria.
Ogniqualvolta esistono tensioni nella parte superiore del corpo, queste costituiscono il segnale che, nel nostro rapporto con l’azione (desiderio, volontà, impossibilità, incapacità, paura, eccetera) o con il potere sulle cose e sulle persone, viviamo un’analoga tensione, legata sia ad una nostra supposta incapacità (nuca), sia ad una invalidazione proveniente dall’esterno (spalla). Ci troviamo di fronte a qualcosa che non possiamo, non sappiamo o non riusciamo a fare.
(Michel Odoul)
 

Torcicollo

Malattia espressione dell’AnimA

Disturbi motori: torcicollo, crampo dello scrittore

Il tratto comune di questi disturbi è che il paziente perde in parte il controllo sulle funzioni motorie, che normalmente sono soggette a un influenzamento volontario. Certe funzioni sfuggono al controllo della sua volontà e questo avviene particolarmente quando si sente osservato o si trova in situazioni in cui vuole trasmettere ad altri una determinata impressione.

Nel torcicollo (torticollis spasticus) la testa si torce lentamente o violentemente da una parte, finché talora si arriva a una deviazione completa della testa. In genere dopo alcune ore la testa può tornare a una posizione normale. È sorprendente come certi piccoli aiuti, come porsi le dita sotto il mento o anche l’utilizzo di un sostegno per la nuca, facilitano al paziente la posizione diritta della testa.

In particolare però la propria posizione soggettiva nello spazio influisce sul portamento del collo. Se il paziente sta con le spalle al muro e può appoggiare la testa alla parete, per lo più riesce senza difficoltà a tenere la testa diritta.

Questa caratteristica, come del resto la dipendenza del sintomo da particolari situazioni (o persone) ci mostrano il problema di base di tutti questi disturbi: il paziente ruota intorno al polo sicurezza/insicurezza.

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I disturbi motori, cui appartengono anche i tic, svelano una sicurezza dimostrativa che una persona vuole mostrare agli altri, e indicano che questa persona non soltanto non possiede alcuna sicurezza, ma non ha neppure il controllo di se stessa. È sempre stato un segno di coraggio e valore guardare bene in faccia una persona e fissarla negli occhi senza batter ciglio.

Ma proprio nelle situazioni che premono in modo particolare, nella persona affetta da torcicollo la testa si gira da sola da una parte. Sorge così sempre più paura quando si devono incontrare persone importanti, oppure si deve andare in società – e questa paura è autentica. A causa del sintomo si evitano ora certe situazioni, come del resto nella vita si cerca sempre di evitare le situazioni sgradevoli. Non si prende atto dei propri conflitti né di una parte del mondo, quella che ci è meno gradita.

Il portamento diritto costringe la persona a guardare negli occhi le esigenze e le provocazioni del mondo, e a fissarle senza esitazioni. Se però si gira la testa, questo confronto viene evitato. Si diviene ” unilaterali ” e si distoglie lo sguardo da quello con cui non ci si vuole confrontare.

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Si comincia a vedere le cose ” girate ” e ” storte “. È su questo concetto che si basa il detto rivoltare la testa a qualcuno. Questo attacco psichico ha lo scopo di far perdere di vista alla persona in questione la propria direzione, in modo che poi segua l’altro senza più una volontà propria.

Una situazione analoga troviamo nel crampo dello scrittore e nei crampi alle dita dei pianisti e dei violinisti. Nella personalità di questi pazienti troviamo sempre un estremo orgoglio e pretese altissime. Le persone interessate tendono ad ascendere socialmente, ma esteriormente dimostrano una grande modestia.

Vogliono colpire solo con le loro abilità (scrittura, musica). Il sintomo del crampo alla mano rende sinceri: mostra tutta la ” tortuosità ” dei loro sforzi e indica che in realtà queste persone “non hanno niente da dire (o da scrivere)”.

Osservate anche le coppie, dove lui la trattiene con la mano sul collo.. o viceversa o la stringe dalle spalle… cosa significa? Pensateci sù.. Osservate e osservatevi

 

( Dott.ri Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke, modificato by Francesco Ciani)

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