Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

Parte 2.

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

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L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

Risultati immagini per epstein barr virus sintomi

L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

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Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

Risultati immagini per estratti di verdura

Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

 

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

Parte 2.

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

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L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

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L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

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Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

Risultati immagini per estratti di verdura

Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

 

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Miele grezzo

Lo zucchero facilmente assimilabile e i coenzimi della B12 rendono il miele uno dei cibi più potenti per il cervello; in più, il miele grezzo ripara il DNA ed è molto ricco di minerali come calcio, potassio, zinco, selenio, fosforo, cromo, molibdeno e manganese.

Se hai perso familiarità con i miracoli, riacquistala con il miele. Il miele grezzo non trattato non è altro che un miracolo della Terra, ha salvato il genere umano dalle carestie e in futuro sarà ancora cruciale per la nostra sopravvivenza. Ma non è necessario trovarsi in un momento difficile per trarre beneficio dal miele.
Pensa a cos’è in realtà questo alimento: nettare. È oro liquido in grado di trasformare la tua vita. Se temi che il miele sia semplicemente puro zucchero e che perciò vada evitato, metti da parte questa preoccupazione altrimenti rischi di perdere i suoi straordinari benefici per la salute. Lo zucchero contenuto nel miele non è neanche lontanamente paragonabile agli zuccheri raffinati.
Siccome le api succhiano il nettare di molte piante diverse coprendo lunghe distanze, il fruttosio e il glucosio del miele contengono più di duecentomila agenti e composti fitochimici non ancora scoperti, tra cui sostanze che uccidono gli agenti patogeni, che proteggono il corpo dai danni delle radiazioni e che contrastano le formazioni cancerogene.
I composti fitochimici di quest’ultima categoria, quando entrano in contatto con tumori cancerosi e cisti, bloccano il processo di crescita delle cellule, il che significa che il miele può fermare il cancro sul nascere. Lo zucchero facilmente assimilabile e i coenzimi della B12 rendono il miele uno dei cibi più potenti per il cervello; in più, il miele grezzo ripara il DNA ed è molto ricco di minerali come calcio, potassio, zinco, selenio, fosforo, cromo, molibdeno e manganese.
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Il nostro sistema immunitario cerca sempre di adattarsi ai microrganismi che incontriamo, e questo è uno dei motivi per cui il miele grezzo – prodotto dalle api, cioè tra le creature più adattabili del Pianeta – è così importante per combattere le malattie infettive e rafforzare le nostre difese immunitarie contro raffreddori, influenze, intossicazioni alimentari e gastroenteriti.
Il miele grezzo aiuta il corpo a mantenere alte le difese rafforzando i neutrofili e i macrofagi che combattono gli agenti patogeni. (La scienza non ha ancora dimostrato che questi e altri globuli bianchi si nutrono di sostanze fitochimiche immunostimolanti.) Queste proprietà rendono il miele grezzo anche un potente antinfiammatorio, perché inibisce la proliferazione degli agenti patogeni, impedendogli così di rilasciare tossine che acuiscono le infiammazioni. Il miele è una vera medicina per il Pianeta e per l’AnimA.
MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il miele grezzo nella tua vita.
Infezioni ai seni nasali, infezioni alle orecchie, diabete, ipoglicemia, disturbo da stress post-traumatico, allergie, orzaiolo, infezioni agli occhi, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), infezioni da stafilococco, infertilità misteriosa, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, insonnia, affaticamento surrenale, raffreddore, influenza, norovirus, ogni genere di cancro, disturbo bipolare, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, morbo di Alzheimer, demenza, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, parassiti, intossicazioni alimentari, infezioni alle vie respiratorie, bronchite, laringite, mughetto.
SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il miele grezzo nella tua vita.
Mal di gola, scolo retronasale, infiammazioni, afta, disturbi del sonno, infezioni batteriche all’intestino, tutti i sintomi neurologici (compreso formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), cattivo odore, pelle secca, cisti, secchezza agli occhi, capogiri, dolori all’orecchio, mosche volanti agli occhi, febbre, mal di testa, vampate, dolori alle articolazioni, calo di energia, calo della libido, spossatezza, problemi di memoria, perdita della memoria, problemi ai seni nasali, fiato corto, mal di stomaco.
SUPPORTO EMOTIVO
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La consistenza appiccicosa del miele non è soltanto una caratteristica fisica, ha anche dei risvolti emotivi. Se il miele fa parte della tua vita, quando vivi un’esperienza positiva che nutre l’AnimA, il ricordo ti resta attaccato e non si disperde tra gli eventi negativi che rischiano di distrarti.
INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Se potessi ricostruire l’albero genealogico della tua famiglia risalendo fino alle origini, scopriresti che alcuni tuoi antenati sopravvivevano proprio grazie al miele, che offriva (e offre) uno straordinario nutrimento terapeutico.
In un certo senso la nostra essenza – la nostra AnimA, il nostro DNA – deriva dal miele. Ciò significa che, se lo evitiamo, tagliamo fuori quella parte di noi in grado di riconnetterci con le origini della vita umana e con noi stessi. Allo stesso modo, dobbiamo chiederci se abbiamo voltato le spalle a qualcos’altro che ci ha reso la persona che siamo oggi. C’è qualcos’altro nella tua vita che merita di essere rivalutato?
SUGGERIMENTI
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Aggiungi del miele grezzo ad acqua e limone per potenziare i bioflavonoidi del miele e rendere la bevanda più stimolante per il sistema immunitario.
Se senti che ti stai ammalando, prendi un cucchiaino di miele grezzo prima di andare a dormire. È un buon rimedio anche per favorire il sonno.
Per dolcificare le bevande, usa il miele grezzo al posto dello zucchero raffinato o dei dolcificanti che utilizzi di solito. Se possibile, scegli il miele di fiori selvatici.
Per uso esterno, il miele è ottimo per curare piccole ferite e rivitalizzare la pelle. Provalo sulle cicatrici se vuoi accelerarne la guarigione.
Consumare miele prima della meditazione rafforza la mente e porta sensazioni piacevoli in tutto il corpo.
GELATO AL MIELE E COCCO
Per due/quattro porzioni
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Avvertenza: questo gelato è pericolosamente buono. Richiede solo pochi minuti di preparazione, una gelatiera, e in meno di un’ora avrai un gelato più sano e molto più gustoso di qualunque altro confezionato. Come bonus, ti avanzerà del latte di mandorla, che potrai usare nei frullati o gustare come bevanda fresca.
1 tazza di mandorle
2 datteri denocciolati
0,5 cm di stecca di vaniglia tagliata a metà in senso longitudinale
1 tazza e ½ di crema di cocco (2 confezioni da 380 g di latte di cocco freddo)
⅛ di tazza di sale marino
⅛ di tazza di miele grezzo
¼ di tazza di mandorle tritate (facoltativo)
Per prima cosa, prepara il latte di mandorle miscelando le mandorle, i datteri e i semi che hai raschiato dalla stecca di vaniglia con due tazze d’acqua fino a ottenere un composto omogeneo. Filtra e mettilo da parte.
Poi apri le confezioni di latte di cocco, stando attento a non scuoterle, e preleva la crema densa dalla superficie del latte. In una ciotola mescola la crema di cocco con il latte di mandorle, il sale e il miele. Versa il tutto nella gelatiera e lavoralo in base alle istruzioni. Servi il gelato cosparso di mandorle tritate e una spruzzata di miele grezzo.
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Le Uova 

Il tuorlo fornirà al bambino gli amminoacidi e acidi grassi essenziali, molte vitamine: B1, B2, B6, B12, A, D, biotina, molto zinco e magnesio, tutti elementi di cui il bambino autistico ha un grande bisogno.

Le uova sono il cibo più nutriente e digeribile di questo pianeta. Il tuorlo è stato paragonato al latte materno perché entrambi vengono assimilati al 100% senza nessuna digestione.
Il tuorlo fornirà al bambino gli amminoacidi e acidi grassi essenziali, molte vitamine: B1, B2, B6, B12, A, D, biotina, molto zinco e magnesio, tutti elementi di cui il bambino autistico ha un grande bisogno.
La particolare ricchezza in vitamina B12 rende le uova il cibo ideale per questi bambini che necessitano di eccezionale aiuto nel o sviluppo neurologico e immunitario. La maggioranza dei bambini autistici presentano deficienze notevoli in vitamina B12 e di conseguenza sono anche anemici.
Il tuorlo delle uova è anche molto ricco in Colina, un amminoacido essenziale per il sistema nervoso e per le funzionalità epatiche. La colina è il pilastro di un neurotrasmettitore chiamato Acetilcolina usato dal cervello per tutte le attività cognitive, di apprendimento e di memoria, tra le altre cose. Colina è infatti un supplemento dato a chi ha perdite di memoria, danni neurologici e difficoltà di apprendimento. La colina è anche un potente protettore epatico.
Raccomando quindi di far mangiare al bambino tuorli d’uovo, di gran lunga meglio se crudi.
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Sulle uova c’è tuttavia una reputazione negativa perché sono state accusate di far aumentare il colesterolo. Le ricerche mediche hanno smentito invece la relazione uova-colesterolo-cardiopatie-arteriosclerosi. Dovete sapere che l’85% del colesterolo presente nel sangue non proviene dal cibo, ma viene prodotto dal fegato come risultato del ’eccesso di carboidrati e zuccheri industriali pasta, pizza, pasta, cereali, farinacei. Sono quindi questi i cibi da diminuire per proteggere il cuore non le uova e comunque riguarda soggetti adulti.
Anche in questo caso vi consiglio di comprare uova da fonti assolutamente fidate . Le uova da galline allevate a terra sono le migliori perché l’animale vive al sole e al ’aria aperta, ha ricevuto un’alimentazione sana e soprattutto priva di antibiotici o coloranti per rendere sia il guscio che il tuorlo di un colore rassicurante per la comune massaia.
Ma non basta, c’è anche un altro inestimabile vantaggio:
l’uovo di gallina da allevamento biologico è meno probabile sia infettato da Salmonella. Le galline allevate a terra hanno di gran lunga minori possibilità di infettarsi da salmonella perché il loro sistema immunitario è molto più solido e sviluppato di quel e allevate in gabbie, in numeri impressionanti e in ambienti ristretti.
Uova e grassi
Motivi questi per la diffusione di ogni genere di malattia per gli animali [e motivo per cui vengono somministrati antibiotici]. Se, tuttavia non vi sentite sicuri, potete cuocere le uova, il virus della salmonella viene distrutto dalla cottura. Il bianco dell’uovo è ricco di antigeni e proteine complesse, è meglio quindi cuocerlo se volete farlo mangiare al bambino, ma ripeto il premio della nutrizione va al tuorlo.
Se non ci sono particolari allergie, le uova dovrebbero essere un alimento sempre presente nella dieta di un bambino autistico con problemi intestinali, o di aiuto al Microbioma Intestinale.
(Natasha Campbel McBride)