Intolleranze alimentari e allergie ed i carboidrati insulinici

La interleuchina IL-4 stimola i linfociti B alla produzione delle immunoglobuline IgE, che si legheranno agli eosinofili e ai mastociti, predisponendoci all’allergia. Se poi siamo di fronte a stimoli allergeni come acari (polvere), polline e graminacee, la massiccia presenza delle IgE causerà i classici sintomi della rinite allergica, come starnuti, aumento secrezione di muco, chiusura del dotto nasale, pruriti, eritemi cutanei. Inoltre l’aumentata presenza di batteri (disbiosi) causa una maggiore produzione di linfociti Th2 e di plasmacellule (linfociti B) presenti nella mucosa intestinale, incrementando l’effetto sopra descritto.

Abbiamo visto che le patologie delle allergie e delle intolleranze alimentari sono in vorticoso aumento e più andiamo avanti con l’età, più ci accorgiamo di diventare intolleranti ad alcuni alimenti o addirittura siamo soggetti a crisi allergiche.

Più volte ci siamo sentiti dire che ciò dipende dal nostro sistema immunitario, che ad un certo punto diventa super attivo e reagisce ad un determinato alimento o allergene, creando una risposta infiammatoria eccessiva.

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Quante volte ci siamo riproposti di sottoporci ad esami di tipo diagnostico per comprendere quali alimenti sono per noi più reattivi, nella speranza poi, di eliminarli dalla nostra dieta e ripristinare il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario?

Chi lo ha fatto si è sicuramente reso conto che i cibi, che per un periodo sono risultati più reattivi, una volta eliminati dalla dieta, sono diventati poi meno invasivi, mentre al contrario altri alimenti ai quali il nostro corpo era indifferente, diventano di colpo reattivi. Ciò accade perché il nostro sistema immunitario si sensibilizza in base alla quantità di proteine che il singolo alimento contiene. Quindi se si mangia più spesso un alimento, ben presto comparirà anche la risposta immunitaria alle proteine in esso contenute.

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A nulla servirà incominciare ad eliminare gli alimenti per noi più sensibili, se non ci porremmo l’obbiettivo invece di ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. È infatti proprio la disbiosi il motivo principale dell’insorgenza di tale patologia. Quindi, rimarchiamo ancora un volta che è l’introduzione di alimenti amidacei e di zuccheri la causa della patologia allergica e dell’intolleranza alimentare.

Abbiamo affrontato nel capito della disbiosi, come i carboidrati complessi (pane, pasta, pizza, riso, legumi e patate) inducono una maggiore produzione di batteri fermentativi, putrefattivi e della candida, i quali aggrediscono il bolo alimentare portando le proteine alla putrefazione. Vi ricorderete che l’istamina e le altre ammine biogene (putrescina, cadaverina, spermidina, spermina ect.) provengono dalla decarbossilazione delle proteine.

Il nostro corpo sarebbe in grado di degradare queste ammine utilizzando gli enzimi Dao, Mao e Pao presenti nell’intestino ma purtroppo la produzione di scorie acide, prodotte dai batteri fermentativi e dalla candida, inibiscono la produzione di questi enzimi. Inoltre con il fenomeno della permeabilità intestinale (Leaky Gut Syndrome) le particelle di istamina (e le altre ammine) giungono insieme alle proteine non scomposte direttamente nel torrente sanguigno.Risultati immagini per infiammazione istamina

L’istamina stimola la proliferazione dei linfociti Th2 (tramite il recettore H2), i quali tramite le interleuchine IL-3 ed IL-5 stimolano la produzione di eosinofili e mastociti che inizieranno la produzione di altra istamina e di acido arachidonico capace di promuovere altre sostanze infiammatorie (che causano l’infiammazione dei nostri tessuti).

Infine con la produzione della interleuchina IL-4 (prodotta dai linfociti Th2) inibisce la produzione dei linfociti Th1 (quelli che combattono i virus e le cellule tumorali) con un aumento della produzione dei linfociti Th2 (che combattono i batteri), aumentando ancora una volta la produzione di istamina.

La interleuchina IL-4 stimola i linfociti B alla produzione delle immunoglobuline IgE, che si legheranno agli eosinofili e ai mastociti, predisponendoci all’allergia. Se poi siamo di fronte a stimoli allergeni come acari (polvere), polline e graminacee, la massiccia presenza delle IgE causerà i classici sintomi della rinite allergica, come starnuti, aumento secrezione di muco, chiusura del dotto nasale, pruriti, eritemi cutanei.

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Inoltre l’aumentata presenza di batteri (disbiosi) causa una maggiore produzione di linfociti Th2 e di plasmacellule (linfociti B) presenti nella mucosa intestinale, incrementando l’effetto sopra descritto.

Solamente il ripristino delle condizione di omeostasi e quindi l’eliminazione di amidi e zuccheri, potranno riportarci ad un sistema immunitario non iperattivo associato sempre a Rimedi mirati e sicuri, oltre alla comprensione della cause manifeste spesso diverse da persona a persona.

Vivere 120 Anni, modificato Francesco Ciani

 

La milza e il pancreas

Di conseguenza alla vita manca quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno. Le preoccupazioni materiali interiorizzate e le angosce ossessive, la paura di sbagliare o di non sapere, di non essere all’altezza, sono segni caratteristici dei problemi pancreatici o relativi alla milza

Malattia Espressione dell’AnimA
Questi due «organi» intervengono nella digestione (pancreas) attraverso le secrezioni che riversano nell’intestino tenue e nella composizione del sangue (milza) attraverso la produzione e l’immagazzinamento dei globuli rossi e bianchi. Il pancreas controlla, mediante l’insulina che produce, il tasso degli zuccheri presente nel sangue e, mediante il succo pancreatico, partecipa attivamente alla digestione degli alimenti preparati dallo stomaco.
Ci troviamo nel Principio energetico della Terra, mobilitato principalmente per il compito digestivo, con degli organi «bisognosi e lavoratori» che sono esecutori «seri e assennati».
Le malattie della milza e del pancreas
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Le disfunzioni della milza e del pancreas indicano che abbiamo la tendenza a trascorrere la nostra vita troppo assennatamente, vale a dire lasciando uno spazio insufficiente al piacere, alla gioia. Il dovere è importante, dal momento che il lato professionale e quello materiale rappresentano le cose essenziali.
Di conseguenza alla vita manca quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno. Le preoccupazioni materiali interiorizzate e le angosce ossessive, la paura di sbagliare o di non sapere, di non essere all’altezza, sono segni caratteristici dei problemi pancreatici o relativi alla milza. La tendenza a vivere nel passato,
per il timore di non riuscire a gestire il presente, o il fatto di coltivare ricordi di tale passato possono manifestarsi mediante disturbi o malattie della milza o del pancreas.
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Il bisogno di conformarsi alle norme, di rispettare le regole, se non addirittura di dipendere da esse, può manifestarsi attraverso squilibri della milza e del pancreas. Ciò può essere riscontrato a livello energetico nel senso che l’energia della Milza-Pancreas presiede, oltre al resto, al ciclo mestruale, più semplicemente chiamato «le regole». Lo ritroviamo anche nel diabete, nel fatto che le persone che ne sono affette devono essere molto attente alla «regolarità» della loro vita.
Gli intervalli del pasto e tutte le abitudini di vita devono essere perfettamente «regolate» e rispettate quanto più scrupolosamente possibile, per evitare il rischio di scatenare una crisi.
Gli squilibri pancreatici possono assumere due forme, l’ipoglicemia (mancanza di zuccheri nel sangue) e l’iperglicemia o diabete (eccesso di zuccheri nel sangue). Cosa rappresenta lo zucchero nella nostra vita?
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Rappresenta la dolcezza, la gentilezza e per estensione diviene una prova d’amore o di riconoscenza. In tutte le culture del mondo lo zucchero è la ricompensa, il dono, la dolcezza che viene data ai bambini quando sono stati bravi (quando hanno rispettato le regole), quando hanno ricevuto bei voti a scuola (hanno soddisfatto le norme) o semplicemente quando si ha voglia di far loro piacere. Questo dono è sovente «materno».
La presenza eccessiva di zuccheri nel sangue (iperglicemia) ci dice che abbiamo difficoltà a gestire o ad ottenere la dolcezza nella nostra vita. Il diabete indica frequentemente che la persona ha avuto un padre eccessivamente e talvolta persino ingiustamente autoritario (eccesso di regole e norme) e che ha trovato un «rifugio» nella dolcezza protettiva della madre.
Il cibo (madre) diventa allora un palliativo, uno sfogo importante e il diabete è la logica conclusione di un aumento di peso progressivo, ma sicuro.
Alcuni shock psicologici intensi, nei quali l’individuo viene messo a confronto con la brutale distruzione delle sicurezze o delle convinzioni affettive, possono manifestarsi mediante la comparsa del diabete.
L’ipoglicemia (insufficienza) ci parla invece della sofferenza opposta, legata all’incapacità, alla difficoltà a ricevere, ad accettare, a pensare di aver diritto alla dolcezza. È il caso frequente dei bambini non desiderati dalla madre e/o dei casi in cui il padre è stato «assente».
L’assenza di rifugio materno produce un amalgama negativo con il cibo, che non viene amato o non viene accettato (anoressia) o, ancora, che viene assimilato unicamente nella quantità necessaria. Ma ciò avviene senza piacere e dolcezza, con una quantità minima di «zucchero». La ricerca delle norme o delle regole assenti conferisce un aspetto fisico spigoloso ed emaciato dove le rotondità (dolcezza) sono assenti.
(Michel Odoul)
 
 
 

La Rivoluzione Alimentare

Tutti alimenti presentati addirittura come salutari. Invece ci siamo accorti che tali prodotti così amichevoli ed ammiccanti, ingeriti quotidianamente, da quando siamo nati, hanno creato la più grossa emergenza sanitaria che i paesi occidentali abbiano mai affrontato.

Asse Intestino – Cervello
Probabilmente avrete già sentito il termine “junk food”, ovvero il cibo spazzatura. Da qualche anno a questa parte, ogni produttore alimentare fa molta attenzione a non essere inserito in tale lista.
Cosa sono i junk food?
Se lo domandassimo ad una persona per strada, probabilmente ci risponderebbe che un junk food lo potremmo trovare in posti tipo Mc Donalds. Come se la causa dell’obesità, dipendesse solo da questa o da un’altra catena di fast food.
Osservando un bambino obeso di otto anni, pensate che trascorra tutto il giorno a mangiare hamburger?
Se fosse così semplice, basterebbe chiudere tutti i fast food. Purtroppo però la realtà è molto più complicata. Noi siamo realmente invasi dai junk food. Essi sono ben pubblicizzati su tutti i canali radiotelevisivi e sulla carta stampata. Messi in bella mostra nei supermercati. Parliamo delle merendine, dei cioccolatini, delle caramelle, delle patatine, delle bibite gasate, degli energizzanti, dei biscotti, dei cereali da colazione.
Tutti alimenti presentati addirittura come salutari. Invece ci siamo accorti che tali prodotti così amichevoli ed ammiccanti, ingeriti quotidianamente, da quando siamo nati, hanno creato la più grossa emergenza sanitaria che i paesi occidentali abbiano mai affrontato. L’obesità, che è diventata una vera pandemia! L’evoluzione dell’uomo
L’ALIMENTAZIONE A CONFRONTO
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La nostra dieta è oggi composta per circa il 60-70% da carboidrati complessi e semplici (pane, pasta, pizza, riso, fagioli, patate, zucchero, farinacei) e solo dal 20% da proteine e da un altro 20%di grassi. Tale politica alimentare è stata la base della piramide alimentare pubblicizzata dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) nella spasmodica corsa a limitare il consumo dei grassi (considerati il motivo dell’obesità) a favore dei carboidrati, considerati sani.
Permettetemi una piccola considerazione. Negli ultimi anni, proprio in conseguenza di tale scellerata politica c’è stato un calo del 30% nei consumi di grassi e, nel contempo, un aumento del 500% dell’obesità. Non vi sembra un po’ strano. Se parlate con il vostro medico o il vostro dietologo, vi dirà sicuramente che i carboidrati sono l’energia del nostro corpo, senza i quali non saremo in grado di restare in piedi.
A questo punto alcune domande sono d’obbligo. Come ha fatto l’uomo a vivere, prima di coltivare i cereali, le patate e i legumi? I nativi americani, grandi cacciatori, come facevano a vivere in ottima forma fisica fino a 70 anni senza coltivare la terra? I grandi popoli della storia come i conquistatori mongoli (Gengis Khan) o i famosi barbari che distrussero l’Impero Romano come facevano a stare in piedi e combattere con tanto ardore?
Sicuramente questi popoli non avevano problemi per farsi rispettare e state tranquilli, non seguivano la nostra attuale piramide alimentare, dove si privilegiano i carboidrati, a loro sconosciuti. Le differenze tra loro e noi, sono sostanziali. Nel passato, la dieta ancestrale prevedeva il consumo quotidiano di carne, pesce, uova, frutta e verdura che la natura concedeva a profusione.
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Una forte presenza di proteine e grassi e pochi carboidrati (soli quelli derivanti da frutta e verdura). La nostra dieta al contrario, prevede il consumo giornaliero di pasta, pane (cereali in genere), frutta e verdura (l’unica parte che coincide) e carne o pesce tre volte la settimana. Nella dieta moderna abbiamo una carenza cronica di proteine ed un’abbondanza di calorie provenienti da zuccheri e carboidrati, che il nostro corpo gestisce in maniera inefficiente e pericolosa.
Altre differenze sostanziali riguardano anche la qualità della frutta, della verdura e delle proteine. Nel passato le concentrazioni di vitamine e sali minerali (e di antiossidanti) erano molto elevate. Oggi gli stessi prodotti, oltre a contenere un decimo di quegli elementi, sono ricchi di sostanze tossiche (nitrati, concimi, etc.) che incidono negativamente sulla nostra salute.
Per quanto riguarda le proteine animali, nel passato l’uomo usava mangiare le frattaglie dell’animale (fegato, cuore, intestini ricchi di vitamine e sali minerali), a differenza di oggi dove si ricerca la parte più nobile (il filetto), certamente meno nutriente. Inoltre gli animali pascolavano allo stato brado, nutrendosi con erba di campo (oggi sostituita dai cereali) e la quantità tra omega 3 ed omega 6 era molto più bilanciata (senza soffermarci sull’utilizzo odierno di ormoni e medicinali).
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Inoltre anche il metodo di cottura era molto diverso. Nel passato si mangiava molta carne e pesce crudo e lo stesso avveniva per le verdure. Oggi abbiamo inventato moltissimi modi per cucinare il cibo (al vapore, al forno, alla brace, a microonde, friggendo), che però oltre a diminuire sensibilmente la qualità degli alimenti (antiossidanti e vitamine), modifica la composizione degli stessi (proteine, grassi e zuccheri), generando prodotti della glicazione avanzata (Ages e Ales di cui parleremo più avanti).
D’altronde dovremo sentirci fortunati, perché mentre alcune specie animali si sono estinte per modifiche meno significative del loro habitat (magari solo 2 gradi di temperatura del mare), noi riusciamo a sopravvivere (pur avendo stravolto l’alimentazione) se pur malati, coadiuvati in questo dalla nostra intelligenza e grazie all’uso smodato di farmaci e alla potenza della medicina moderna.
Adriano Panzironi
 

Il sucralosio, è davvero sicuro come alternativa allo zucchero?

Mentre le confezioni del dolcificante artificiale a base di sucralosio ‘Splenda’ dichiarano ‘Fatto da zucchero, cosicchè sa di zucchero’, un concorrente sostiene che questa affermazione è a dir poco una forma di pubblicità ingannevole

Asse Intestino – Cervello
Sarà vero che il dolcificante artificiale Sucralosio dell’azienda Johnson & Johnson (nome commerciale utilizzato negli USA “SPLENDA”) è abbastanza sicuro da poter essere aggiunto al cibo umano? Il sito italiano vegan Veganlink riferisce che sono morti 12.800 animali nel corso delle sperimentazioni di questo prodotto. Tutto ciò, oltre a non piacermi per niente dal punto di vista etico, lo trovo alquanto allarmante.
Johnson & Johnson ha comprato 211 domini internet quali Splendakills.com, Spendapoison.com, Splendavictims.com per cercare di evitare la diffusione di informazioni negative sul sucralosio.
Il sucralosio deriva dal saccarosio tramite un processo chimico in cui alcuni gruppi idrossilici che formano il saccarosio vengono sostituiti dal cloro; il risultato è una molecola dal nome scientifico di 1,6-dicloro-1,6-dideossi-β-D-frutto-furanosil 4-cloro-4-deossi-α-D-galattopiranoside (C12H19Cl3O8).
Questo dolcificante non calorico di nuova invenzione, è diventato estremamente popolare negli Stati Uniti. Secondo un rapporto della Associated Press :
Mentre le confezioni del dolcificante artificiale a base di sucralosio ‘Splenda’ dichiarano ‘Fatto da zucchero, cosicchè sa di zucchero’, un concorrente sostiene che questa affermazione è a dir poco una forma di pubblicità ingannevole.
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In realtà, questo rivale, il produttore Pari Merisant Co., ha presentato una querela contro Splenda affermando che il messaggio pubblicitario dovrebbe contenere qualcosa di più come, “Fatto da destrosio, maltodestrine e 4-cloro-4-desossi-alfa, D-Galactopyranosyl- 1,6-dicloro – 1,6-didesossi-beta, D-Fruttofuranoside” (Caruso 2004) .
Per spiegarla in maniera semplice, ricordate che i prodotti alimentari contraffatti non sono alimenti, e che al corpo non piace essere ingannato.
Il sito web www.splendaexposed.com suggerisce esplicitamente che questa nuova sorta di “zucchero artificiale” sia qualcosa di simile ad un nuovo aspartame; sembra che la storia si ripeta. In effetti il sito web del sucralosio contiene una pagina che afferma la sicurezza di tale prodotto utilizzando fra l’altro come fonte un articolo di un sito governativo nel quale l’aspartame è considerato sicuro.
Insomma, un sito web messo in piedi dall’azienda che produce il prodotto, un articolo su un sito governativo che afferma che il sucralosio è sicuro come l’aspartame e gli altri dolcificanti sintetici. Chi conosce la verità sull’aspartame difficilmente crederà a queste affermazioni.
spenda
 
777 http://veganlink.antifa.net/hp/index.php…
778 Caruso, D. B. 2004. Maker of Equal Sues Marketer of Splenda. Associated Press, December 1.
779 Vedi anche Artificial Sweetener Makers Reach Settlement on Slogan pubblicato il 12 maggio 2007 sul New York Times, autore Lynnley Browning; https://www.nytimes.com/2007/05/12/business/media/12splenda.html?_r=0
 
 

L’Aspartame e gli altri dolcificanti artificiali

L’aspartame è stato collegato ad una moltitudine di malattie devastanti del sistema nervoso centrale. Quando ne venne approvato l’uso, il Dott. H J Roberts, direttore del Palm Beach Institute for Medical Research, si era fidato dell’approvazione da parte della FDA.

Asse Intestino – Cervello
Qui di seguito un lungo capitolo sulla pericolosità dell’aspartame; chi legge queste righe penso non avrà bisogno di leggere ancora molte altre informazioni per rendersi conto che è meglio evitare anche altri dolcificanti sintetici (compresa la saccarina sodica).
La manovra per rendere commercializzabile l’aspartame fu gestita da Donald Rumsfeld, più noto come ex Segretario della Difesa Statunitense, che nel 1977 fu nominato CEO (amministratore delegato) dell’azienda “G.D. Searle” (la produttrice dell’aspartame o “nutrasweet”). Per chi non abbia ancora capito di chi stiamo parlando è il caso di ricordare che Donald Rumsfeld ha sempre combattuto la pace nel mondo.
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Sì, esattamente, lui ha combattuto la pace, l’ha avversata, l’ha detestata, ha guidato l’esercito USA al massacro contro gli Iracheni, ha diretto quella guerra ignominiosa che ha già causato la morte di un paio di milioni di persone e la contaminazione radioattiva di tutti gli altri (tramite proiettili all’uranio impoverito ed al plutonio). Ecco chi ha “lottato” per permetterci di consumare l’aspartame: vi fidereste dell’eticità delle azioni di quest’uomo?
A proposito dell’aspartame il Dottor Russel Blaylock afferma in un’intervista :
Se si guarda alla ricerca Trocho condotto in Spagna un paio di anni fa, si vede che ciò che scoprirono è che marcando radioattivamente l’aspartame si poteva vedere la formaldeide legarsi al DNA. Noi sappiamo che quando la formaldeide si lega al DNA, poi è molto difficile rimuoverlo. Può stare lì per molto tempo.
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Questo significa che se tu bevi una sola Diet Coke o una qualsiasi cosa dolcificata col Nutra Sweet oggi, accumuli giorno dopo giorno una sostanza dannosa. Stai eventualmente mettendo su questa base per la formazione del cancro e una volta che lo scopri, l’acido aspartico fa sì che il cancro si sviluppi molto più rapidamente. Hai un doppio effetto: causa il cancro e lo fa sviluppare più velocemente.
Ed ancora (sempre nella stessa intervista):
La pressione esercitata sui ricercatori è enorme. Il dottor Trocho si è affermato con il suo studio sui danni sul DNA provocati dall’aspartame. Poi la sua carriera è stata stroncata dai produttori di aspartame. Ha detto che non avrebbe mai più fatto ricerche sull’aspartame.
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Ebbene, un certo numero di ricercatori ha fatto la stessa cosa. Una volta pubblicati i loro risultati, queste compagnie sono piombate loro addosso con tutto il loro peso. La G.D. Searle [produttrice dell’aspartame] sosteneva con milioni di dollari la ricerca universitaria e minacciò di cessare le donazioni se qualcuno non fosse stato messo a tacere (…).
L’editore biochimico del Chemical Abstract Service, il dottor Yiamounuyiannis, si affermò col fluoro. Lo hanno licenziato perché si rifiutava di soprassedere sulla tossicità del fluoro e avevano appena ricevuta una donazione enorme dalla Colgate-Palmolive. Il suo supervisore disse: perderemo la donazione se non ti calmi col fluoro. Lui non lo fece. Venne licenziato. I ricercatori questo lo sanno.
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Qualcuno ha giustamente considerato l’aspartame un’arma di distruzione di massa inserita a bella posta in decine di migliaiai di alimenti. Se proprio non vi piace questo quadro così fosco potete sempre pensare che si tratti solo di una grossa occasione di guadagno che la Searle voleva sfruttare (un dolcificante a zero calorie apre enormi prospettive di guadagno); e se ci limitassimo ad osservare solo il caso dell’aspartame forse potremmo credere che si tratti di uno dei tanti effetti del sistema sociale capitalistico.
Ma vedendo che le stesse logiche si ripetono per i fluoruri, i vaccini e tutto il resto, sembra di discernere una regia occulta e criminale dietro questa colossale opera di avvelenamento e di aggressione genetica della razza umana. Del resto ognuno è libero di farsi la propria opinione, o di cambiarla nel tempo man mano che raccoglie sempre più dati a sostegno di una certa interpretazione.
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Ma se volete dormire sonni tranquilli sappiate che un ente europeo (EFSA) ha pubblicato (o forze dovremmo dire pubblicizzato?) uno studio sull’innocuità dell’aspartame ; se avete la pazienza di leggere tale studio potrete però scoprire che tale innocuità però è più presunta che dimostrata anche perchè gli esperimenti che vengono effettuati per tentare di dimostrare l’innocuità dell’aspartame sono fatti su topi, mentre le righe seguenti si riferiscono a studi che provano direttamente il danno di quella sostanza sull’uomo.
L’aspartame è stato collegato ad una moltitudine di malattie devastanti del sistema nervoso centrale. Quando ne venne approvato l’uso, il Dott. H J Roberts, direttore del Palm Beach Institute for Medical Research, si era fidato dell’approvazione da parte della FDA. Poi confessò :
Ma il mio atteggiamento cambiò dopo aver riscontrato ripetutamente serie reazioni nei miei pazienti che sembravano ragionevolmente collegate all’aspartame
E adesso egli sostiene che :
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Centinaia di migliaia di consumatori, più verosimilmente milioni, soffrono correntemente di importanti reazioni ai prodotti contenenti aspartame. Oggi, ogni medico probabilmente incontra la malattia da aspartame nella pratica giornaliera, specialmente tra pazienti con malattie non diagnosticate o difficili da trattare.
Nel suo libro Aspartame Disease: An Ignored Epidemic (“La Malattia da Aspartame: un’epidemia ignorata”), Sunshine Sentinel Press, egli descrive nel dettaglio il trattamento di un migliaio di persone che hanno avuto effetti avversi correlati all’assunzione di aspartame. La verifica della correlazione la ottenne semplicemente escludendo l’aspartame dalla dieta e verificando che dopo pochi giorni i pazienti cominciavano a stare meglio.
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Egli scoprì che l’aspartame aveva effetti negativi sul sistema nervoso centrale e sul sistema immunitario, che l’aspartame può innescare i sintomi di parecchie malattie e/o peggiorare la sintomatologia di altre malattie pre-esistenti. Qui di seguito il suo elenco:
Sclerosi multipla, Morbo di Parkinson, Morbo di Alzheimer, Fibromialgia, Artrite, Sensibilità chimica multipla, Sindrome da affaticamento cronico, Deficit di attenzione, Attacchi di panico, Depressione o altri disturbi psicologici, Lupus, Diabete, Difetti alla nascita, Linfoma, Morbo di Lyme, Ipotiroidismo.
A tutto questo possiamo aggiungere la testimonianza di quanto avvenuto nel corso della prima guerra del Golfo (gli USA all’assalto dell’Iraq nel 1991) allorquando le multinazionali delle bibite gassate mandarono gratis le loro bevande ai soldati statunitensi in Arabia; molti soldati bevevano Coca Cola light tutto il giorno.
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I risultati furono disastrosi in termine di salute; come cita un comunicato stampa dell’agenzia Reuters del 8/1/1997:
Le analisi su un gruppo di veterani sofferenti di Sindrome della Guerra del Golfo ha confermato che c’erano danni al cervello sintomatici di avvelenamento da aspartame secondo le affermazioni del dottor Jim Horn del centro medico universitario Texas Medical Center.
Ovviamente con ciò non su può affermare che la terribile “sindrome del golfo” sia dovuta solo all’aspartame, in quanto altre cause molto importanti sembrano essere state l’iniezione di vaccini sperimentali e l’esposizione ad agenti patogeni geneticamente modificati (guerra biologica); ciò non toglie l’evidenza dei danni neurologici da avvelenamento da aspartame (per precisione di cronaca ricordo che furono impiegati circa 700.000 soldati statunitensi nella guerra del golfo, e che 43.000 di essi soffrirono di quella orribile sindrome).
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Un soldato in pensione di Hauntsville, Alabama, reduce dalla prima guerra del golfo, partecipò nel 1995 alla trasmissione televisiva Sessanta minuti, raccontando la sua esperienza (terribili perdite di memoria, mal di testa e affaticamento cronico); durante tale trasmissione riferì testualmente:
“ora che mi ricordo i soldati colpiti erano quelli che consumavano bevande gassate light”. Insomma secondo questa testimonianza chi beveva solo acqua se la passava molto meglio, e una buona parte del danno neurologico di cui soffrirono i militari USA era dovuto alla presenza del dolcificante artificiale aspartame contenuto nelle bibite light.
Altro dato inquietante è che ai piloti viene sconsigliato l’aspartame per i suoi effetti collaterali avversi, perchè noi comuni cittadini invece dovremmo assumerlo?
Come riporta Lorenzo Acerra nel suo libro sui dolcificanti sintetici :
Nel 1992, Flying Safety la rivista ufficiale della U.S. Air Force aveva avvertito i piloti di non usare dolcificanti a base di aspartame o di non bere Diet Cola.
Anche la rivista ufficiale della Marina USA, Navy Physiology, pubblicò degli articoli che mettevano in risalto i molti pericoli dell’aspartame, tra cui i deleteri effetti cumulativi del metanolo e l’elevata incidenza di difetti alla nascita.
Gli articoli documentavano che ingerire aspartame poteva rendere i piloti più suscettibili di epilessia e vertigini. Altri 20 articoli con simili avvertimenti relativi all’ingerire aspartame durante il volo sono apparsi sulle seguenti riviste: The National Business Aircraft Association Digest (NBAA Digest 1993), Aviation Medical Bulletin (1988), The Aviation Consumer (1988),
Canadian General Aviation News (1990), Pacific Flyer (1988), General Aviation News (1989), Aviation Safety Digest (1989), Plane and Pilot (1990) e un lavoro scientifico che descriveva gli effetti dell’aspartame fu presentato al 57esimo Annual Meeting of the Aerospace Medical Association (Gaffney 1986).
Recentemente, è stato messo in funzione un Numero Verde telefonico per piloti vittime di acute reazioni a seguito dell’ingerimento di aspartame. Oltre 600 piloti hanno riferito sintomi e attacchi come quelli provocati dall’aspartame nella cabina di pilotaggio.
Qui di seguito la traduzione dell’articolo Rumsfeld’s disease (“La malattia di Rumsfeld”) , comparso sul giornale The Idaho Observer il 15 agosto 2005 e firmato da Don Harkins.
768 http://www.disinformazione.it/eccitotossine.htm.
769 http://www.disinformazione.it/aspartame5.htm.
770 Da una traduzione per http://www.comedonchisciotte.org/ a cura di PAT dell’orginale inglese 771http://www.ecologist.cognita.info/archive_detail.asp….
Vedi nota precedente.
772 Lorenzo Acerra, Sugar blues 2 – nuovi veleni senza calorie aggiunte, aspartame, saccarina e altri dolcificanti artificiali, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena, 2000, pag. 12-13.

Zucchero e altri dolcificanti

Lo zucchero bianco in particolare è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero: depurato con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di gran parte delle sostanze nutritive (sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio) e trattato con anidride carbonica per togliere i residui della calce, quindi trattato con acido solforoso per schiarirne il colore, cotto, raffreddato, cristallizzato e centrifugato.

Asse intestino – Cervello
Quanto allo zucchero la dottoressa Campbell dopo avere ricordato che è uno dei cibi preferiti del lievito opportunistico Candida (microorganismo che contribuisce a causare molte malattie quando prolifera nel nostro intestino) e di molti altri patogeni e parassiti, segnala anche che per digerirne una sola molecola il nostro corpo utilizza 56 di molecole di magnesio, sostanza di grande importanza per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, per la regolazione della pressione e per il funzionamento del sistema nervoso.
Per essere precisi la dottoressa Campbell-McBride, nel suo libro afferma che per metabolizzare lo zucchero “il corpo deve utilizzare una quantità allarmante di minerali, vitamine ed enzimi disponibili, finendo per essere carente di tutte queste sostanze vitali”.
Notizia dell’agenzia ANSA che mostra come lo zucchero fa male, personalmente non assumo più zucchero da molti anni (né bianco né integrale) e sto molto meglio; di altri dolcificanti faccio un uso molto rado (poco sciroppo di agave o miele biologico o stevia o malto di riso). In realtà cerco di accontentarmi della dolcezza che trovo nella frutta ed in certa verdura; credo sia la cosa più naturale.
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Pensate che già nell’antico Egitto l’aristocrazia che si nutriva di dolcetti fatti con datteri e miele soffriva di diabete (al contrario dei poveri contadini).
Qui da noi dal 1600, quando iniziò l’importazione a basso costo dello zucchero di canna coltivato dagli schiavi negri in America, e quando in concomitanza si utilizzarono nell’alimentazione cereali sempre più raffinati, vi fu una “epidemia” di diabete e di carie (eh sì, lo zucchero danneggia il dente dall’interno favorendo la carie ma tutto ciò in primis parte dalla pasta).
Uno dei danni peggiori dello zucchero di canna (ma anche degli altri zuccheri) è quello di favorire la proliferazione della candida e di altri patogeni nell’intestino (disbiosi intestinale).
Lo zucchero bianco in particolare è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero:
depurato con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di gran parte delle sostanze nutritive (sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio) e trattato con anidride carbonica per togliere i residui della calce, quindi trattato con acido solforoso per schiarirne il colore, cotto, raffreddato, cristallizzato e centrifugato.
Questo zucchero grezzo viene poi filtrato e decolorato con carbone animale, colorato (a volte anche con un colorante derivato dal catrame, sospettato di essere cancerogeno).
Quel che resta è una sostanza che, per essere assimilata e digerita, ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (oltre al magnesio anche il calcio); ne risulta un indebolimento di quei tessuti che più necessitano di calcio, come denti ed ossa, con possibili “effetti collaterali” quali artrite, artrosi, osteoporosi, carie …
Lo zucchero bianco esercita un influsso negativo anche sul sistema nervoso e sul metabolismo: assieme alla condizione di iperglicemia c’è una iniziale stimolazione, cui succede una risposta del pancreas forzato a produrre insulina e quindi il calo, l’ipoglicemia, con instabilità di umore, debolezza irritabilità e, ovviamente, il bisogno di prendere altro cibo zuccherato, che porta alla creazione di forma di dipendenza.
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Quando si verifica una ipoglicemia infatti l’organismo risponde anche mettendo in circolo degli ormoni quali l’adrenalina, ovvero l’ormone dell’aggressività.
Anche il sistema immunitario viene provato dall’assunzione dello zucchero. Mangiare 50 grammi di zucchero bianco, significa far diminuire la capacità fagocitaria dei globuli bianchi del 76% per circa 7 ore. Ma i danni sono a tutti i livelli: circolatorio, epatico, intestinale, cutaneo etc.
La seguente lista di effetti negativi dello zucchero è tratta dal libro Suicide by Sugar (Suicidio per mezzo dello zucchero) scritto da Nancy Appleton, che ha conseguito un dottorato di ricerca in “clinica della nutrizione”, e che all’argomento “zucchero” ha dedicato diverse pubblicazioni.
• Lo zucchero sopprime il sistema immunitario.
• Lo zucchero sconvolge l’equilibrio dei minerali nel corpo.
• Lo zucchero può causare delinquenza giovanile nei bambini.
• Lo zucchero mangiato durante la gravidanza e l’allattamento può influenzare la forza muscolare dei neonati, influenzando negativamente la capacità di svolgere esercizio fisico.
• Lo zucchero può causare iperattività, ansietà, incapacità di concentrazione e irritabilità nei bambini.
Per ulteriori approfondimenti vedi il sito di Nancy Appleton http://nancyappleton.com/
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NB: Lo zucchero integrale (quella ottenuto direttamente dalla canna da zucchero senza raffinazioni industriali, che deve essere di un colore marrone scuro, altrimenti è un “finto” zucchero integrale) è meno dannoso dello zucchero bianco dal momento che oltre ad un 95% di zucchero contiene anche un 5% di elementi nutritivi (tra i quali il ferro), inoltre non è sottoposto a tutti quei processi industriali che servono a raffinarlo e non contiene residui di lavorazione;
secondo la maggior parte dei fautori della medicina naturale la sua assunzione fa un po’ meno male, però fa male lo stesso. Sicuramente lo zucchero integrale, essendo cibo ambito per alcuni “invasori” del nostro sistema digestivo come la candida, è da evitare in caso di disbiosi intestinale. Personalmente ho abolito il suo uso da circa 14 anni e ne sono ben felice.
A conferma ulteriore di quanto su esposto segnalo un recente studio, pubblicato sulla famosa rivista Nature (non certo nota per la sua eccessiva apertura nei confronti delle tesi della medicina naturale) che afferma senza mezzi termini che lo zucchero fa male, sino a sentenziare che lo zucchero e altri dolcificanti sono così tossici che i governi di tutto il mondo dovrebbero sottoporne l’uso a serie restrizioni, come si fa con l’alcool.
In realtà l’articolo scientifico Public health: The toxic truth about sugar si riferisce espressamente a tutti gli “Added sweeteners” ovvero ai dolcificanti aggiunti e non solo al saccarosio, sebbene si occupi particolarmente proprio di questo composto (lo zucchero bianco).
Da notare che gli autori di questa ricerca propongono di tassare cibi e bevande con zucchero aggiunto, di vietarne la vendita vicino alle scuole e di introdurre dei limiti alla possibilità di acquisto legati all’età (secondo la loro proposta occorrerebbe essere maggiorenni per acquistare cibi dolcificati, così come per comprare alcolici).
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Per quanto nutra seri dubbi sull’estendibilità all’uomo di esperimenti fatti su cavie animali, uno studio realizzato dal dottor Bart Hoebel (Istituto di Neuroscienze di Princeton) mostra come lo zucchero possa causare dipendenza e crisi di astinenza al pari di una droga; non credo certo che il nostro metabolismo sia uguale a quello dei roditori, però ricordo che secondo i canoni della scienza medica ortodossa questo esperimento dovrebbe portare ad un allarme internazionale.
La sperimentazione sugli animali è infatti quella che permette ad un farmaco di essere messo in commercio e consumato anche da noi esseri umani. In base alla logica corrente lo zucchero bianco dovrebbe essere ritirato dal mercato.
Quanto alle alternative allo zucchero, sicuramente la migliore è mangiare la frutta che è naturalmente dolce, ed evitare di dolcificare alcunché. Le torte? Si possono anche dimenticare se si apprezza il dolce della buona frutta, delle carote e delle cipolle cotte, della zucca, delle mandorle.
E caso mai c’è sempre il malto di riso (dolcificante tra i più delicati e naturali, ma da evitare se si intraprende una dieta paleo) o la stevia, purché sia pura (essa viene infatti spesso venduto addizionata a tutta una serie di sostanze che hanno ben poco di naturale).
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Il dott. Franco Berrino , nutrizionista dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, suggerisce di dare ai bambini, per la merenda, due noci e qualche fico secco, una vera manna per il nostro organismo.
Sul sito del nationalgeographic si può leggere di un esperimento sui topi che mostra delle gravi ripercussioni sul sistema nervoso centrale causate dall’assunzione di alte dosi di fruttosio. Di sicuro non vi è certezza che ciò che succede ai topi succeda anche agli uomini, ed una cosa sono le alte dosi, un’altra dosi basse o moderate.
Però viene il sospetto che oltre allo zucchero bianco anche il fruttosio faccia male, in quanto non si trova associato con tutti gli altri elementi nutritivi che formano un cibo bilanciato come la frutta colta dagli alberi (naturalmente ricca in fruttosio, ma contenente anche fibra, vitamine, bioflavonoidi etc).
Insomma la nostra mania moderna di cercare a tutti i costi il sapore dolce come se fossimo dei lattanti che rincorrono o agognano ancora il dolce latte materno, è dieteticamente sbagliata.
Del resto già si era scoperto che le cellule tumorali del pancreas proliferano con l’assunzione del fruttosio, e questo è un dato che non proviene da esperimenti sui topi, ma sugli uomini. Grazie alla traduzione del sito saluteolistica adesso sappiamo che:
Le cellule tumorali del pancreas usano il fruttosio per proliferare e dividersi, questo quanto hanno detto dei ricercatori USA di recente, in uno studio che ha messo alla prova il sapere corrente che tutti gli zuccheri siano la stessa cosa.
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La scoperta dei ricercatori, pubblicata nella rivista Cancer Research, può essere utile per spiegare altri studi che hanno correlate l’uso del fruttosio con il cancro al pancreas, uno dei tipi più mortali. Ha scritto il Dr. Anthony Heaney del UCLA’s Jonsson Cancer Center :
Queste scoperte indicano che le cellule tumorali possono metabolizzare prontamente il fruttosio per aumentare la proliferazione.
Queste scoperte sono determinanti per i pazienti di cancro a cui viene data una dieta a base di fruttosio raffinato ed indicano che gli sforzi per ridurre l’assunzione di fruttosio raffinato o inibire le azioni da esso mediate, possono arrestare la crescita del cancro .
Troppo zucchero, di ogni tipo, non solo causa aumento di peso, ma anche diabete, disturbi cardiaci e infarto, secondo l’American Heart Association. Le cellule tumorali prosperano con lo zucchero ma usano il fruttosio per proliferare. Il team di ricerca di Heaney afferma che il metabolismo del fruttosio e del glucosio, sono molto differenti.
Negli USA il consumo di fruttosio sotto forma di sciroppo di mais è salito del 1000 per cento tra il 1970 e il 1990, hanno riportato dei ricercatori nel 2004 all’American Journal of Clinical Nutrition.
Da notare che il fruttosio da mais viene a volte addizionato con un conservante al mercurio (thimerosal, a base di metilmercurio), lo stesso usato nei vaccini, ed accusato di avere causato un crescente numero di casi di autismo.
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Non possiamo fare a meno di ricordare infine che chi beve regolarmente bevande zuccherate si espone ad un rischio di cancro al pancreas all’incirca circa doppio rispetto al resto della popolazione, come riporta anche l’agenzia reuters . Lo studio è del dottor Pereira pubblicato sul Journal of Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.
Per finire due parole sul succo d’agave, che è dolce grazie al suo contenuto di inulina, una forma di complesso di fruttosio; ho provato a fare delle ricerche su inulina e pancreas e ho scoperto che ad esempio il carciofo risulta particolarmente indicato per i diabetici per il suo contenuto di inulina che è in grado di controllare lo zucchero presente nel sangue . Su altri siti leggo che l’inulina stimola l’azione dei globuli bianchi e favorisce il proliferare dei batteri “amici” nel nostro intestino .
Ciò non toglie che, dopo quanto su esposto, ulteriori ricerche sull’uso frequente di sciroppo d’agave potrebbe portare a spiacevoli sorprese. Anche perchè ci può essere una notevole differenza tra l’assunzione dell’inulina all’interno del carciofo (o da altri vegetali), alimento naturalmente bilanciato e complesso, e l’assunzione di un succo ad alto contenuto di inulina a scopi dolcificanti.
756 http://www.adnkronos.com/…/Tumori-mangiare-snack-zuccherati….
757 Pubblicato su Nature 482, 27–29 (02 February 2012), autori Robert H. Lustig, Laura A. Schmidt, Claire D. Brindis; http://www.nature.com/…/journal/v482/n7383/full/482027a.html.
578 http://www.ilsentiero.net/…/12/lo-zucchero-come-una-droga.h….
759 http://herberiadelcorso.blogspot.it/…/stevia-finalmente-lib….
760 http://www.neversleep.it/…/al-supermercato-con-dottor-berri….
761 http://www.nationalgeographic.it/…/lo_zucchero_ci_rende_s…/….
traduzione del sito saluteolistica adesso sappiamo che:
762 http://saluteolistica.blogspot.it/…/le-cellule-tumorali-del….
763 Pancreatic Cancers Use Fructose, Common in a Western Diet, to Fuel Growth (“Il cancro al pancreas us ail fruttosio, commune nella dieta occidentale per accelerare la crescita”);http://www.cancer.ucla.edu/index.aspx?recordid=385&page=644.
764 http://www.reuters.com/article/2010/02/08/idUSN07113352.
765 http://www.correrenelverde.com/…/verdure/verdureeortaggi.htm.
766 http://www.caisse.it/it/formula.cfm.
767 http://chimicamente.wordpress.com/category/inulina/.

Pancreas

Il diabetico in mancanza di insulina non riesce ad assimilare gli zuccheri contenuti nel cibo, per cui lo zucchero passa attraverso di lui e finisce nell’urina. Se sostituiamo la parola zucchero con la parola amore, abbiamo un quadro precisissimo della problematica del diabetico.

Malattia Espressione dell’AnimA
Del campo della digestione fa parte anche il pancreas, che svolge due funzioni primarie: la parte esocrina produce i succhi gastrici essenziali, la cui attività rivela chiaramente un carattere aggressivo.

La parte endocrina del pancreas produce l’insulina. Una sottoproduzione di insulina porta a una malattia molto diffusa, il diabete.
La parola diabete deriva dal verbo greco diabeinein, che significa passare. In origine questa malattia si chiamava anche caduta degli zuccheri.
Se richiamiamo alla mente il simbolismo precedentemente esposto della nutrizione, possiamo tradurre liberamente l’espressione caduta degli zuccheri con caduta dell’amore.
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Il diabetico in mancanza di insulina non riesce ad assimilare gli zuccheri contenuti nel cibo, per cui lo zucchero passa attraverso di lui e finisce nell’urina. Se sostituiamo la parola zucchero con la parola amore, abbiamo un quadro precisissimo della problematica del diabetico.
I dolci sono soltanto il surrogato di altri dolci desideri che rendono dolce la vita. Dietro al desiderio del diabetico di gustare cose dolci e alla sua contemporanea incapacità di assimilare gli zuccheri, si cela un desiderio non confessato di amore, accoppiato all’incapacità di accettare amore, di farsene compenetrare.
Il diabetico deve quindi vivere di ” surrogati ” per quello che riguarda il cibo, e anche per quello che riguarda i suoi autentici desideri. Il diabete porta a una superacidificazione di tutto il corpo che può arrivare fino al coma.
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Noi già conosciamo gli acidi come simbolo di aggressività. Continuamente ritroviamo questa polarità di amore e aggressività, di zucchero e acidi (in mitologia: Venere e Marte).
Il corpo ci insegna che chi non ama, diviene acido; o, per dirlo ancora più chiaramente: chi non sa godere, diviene ben presto non godibile!
Sa accogliere l’amore soltanto chi sa dare amore – e il diabetico manifesta l’amore soltanto sotto forma di zucchero non assimilato nelle urine.
Il diabetico vuole amore (cose dolci), ma non ha il coraggio di affrontare in maniera attiva il problema (” …io non posso proprio mangiare niente di dolce! “).
Continua a desiderare di’ poterlo fare (” …mi piacerebbe tanto, ma proprio non posso! “) – ma non riesce a ricevere amore perché non ha imparato a dare lui stesso amore; così l’amore passa attraverso di lui, come lo zucchero non assimilato.
(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)